I FRATELLI CLEMENTE ED EBERARDO,
DUE ANTICHI FARI
Sant'Agostino aveva trattato a lungo degli errori della setta dei manichei di cui era stato membro; ma molto spesso, nel Medio Evo, si usava il termine "manicheo" in senso generico per designare ogni tipo di eretico. È perciò impossibile capire, quando, nel 1015, il vescovo Gerardo di Limoges parlò di severe misure da adottare contro i manichei, se si riferisse specificamente a gente che professava un credo gnostico e se usasse la parola in senso lato. Tuttavia voci a Limoges asserivano che l'eresia che il vescovo era così ansioso di debellare fosse stata introdotta dall'Italia, dove nel 1030 l'appellativo di catari era stato adoperato, in un primo tempo, per definire una comunità di eretici che avevano credenze simili a quelle degli eredi europei orientali del X secolo di Mani, da bogmili dalmati e bosniaci. E quindi può darsi che un gruppo di manichei propriamente detti fosse attivo nel Sud della Francia già nel primo decennio dell'XI secolo. Comunque, quale che fosse la data precisa in cui forme di credo gnostico-dualistico, originario delle sette orientali manichee cominciassero a mettere radici e a fiorire in Occidente, è evidente che verso la metà del XII secolo, molti predicatori itineranti conoscevano almeno una parte dei loro principi fondamentali. Prevalentemente manichea, a sentire Guiberto da Nogent (che aveva letto quanto scritto da Sant'Agostino in merito), era l'eresia dei fratelli Clemente ed Eberardo che
"...non è un'eresia che apertamente difenda la sua fede, ma è condannata ad eterni bisbigli e si diffonde segretamente."
Malgrado la segretezza, Guiberto offre un resoconto dettagliato di "ciò che si dice sia la summa di essa". Quegli eretici erano accusati di considerare la bocca dei sacerdoti quella dell'inferno e delle assurdità i misteri della Chiesa cattolica. Essi ritenevano assurda l'idea del Figlio della Vergine, mentre credevano nell'imitazione della vita degli apostoli e parlavano di un "mondo proprio di Dio che si sarebbe avverato attraverso complicate procedure o altro". Il matrimonio e la procreazione erano aborriti e così ogni cibo prodotto per mezzo della generazione sessuale. Come era avvenuto circa un millennio prima con i marcioniti, questo disgusto per il mondo materiale da parte dei seguaci di Clemente ed Eberardo fece sì che il loro detrattori li ritenessero colpevoli di vizi innaturali, "uomini con uomini e donne con donne" e di vivere con donne senza sposarle chiamandole mogli, ma "senza attenersi ad una sola di esse". E, come se non bastasse, essi vennero accusati inoltre di
"... indire assemblee in scantinati o rifugi segreti, ambedue i sessi insieme, indiscriminatamente. Accendono candele, si scoprono il petto e al cospetto di tutti, così si dice, ficcano la candela nel posteriore di qualche sgualdrina che sta fra le loro braccia, sulle loro ginocchia. Questa presto spegne la candela ed essi invocano il Re delle Tenebre ed ognuno di essi si accoppia con la donna che gli capita per prima."
Due membri di questo gruppo furono portati di fronte al tribunale vescovile di Soissons nel 1115, ma essi, pur non negando di tenere riunioni, risposero, secondo Guiberto, a domande sulla loro fede con "parole cristianissime". In seguito furono arrestati i fondatori della setta e uno fu trovato colpevole di eresia grazie all'ordalia dell'acqua: "Clemente, gettato nella botte, tornò su e galleggiò sull'acqua come un bastone" mentre l'altro "confessò il suo errore". Ambedue furono imprigionati in attesa delle decisioni di un consiglio convocato a Beauvais per decidere che cosa fare di loro. Ma la loro attesa fu breve:
"Nel frattempo il popolo dei fedeli, temendo cedimenti da parte del clero, corse alla prigione, li afferrò ed avendo acceso un rogo sotto di loro fuori città li bruciò ambedue fino a ridurli in cenere."
Se la Chiesa non sapeva ancora bene come comportarsi con uomini come Clemente e il fratello, la plebaglia certo lo sapeva. E Guiberto era dalla loro parte:
"...per prevenire la diffusione di questo cancro" dice con approvazione, "il popolo di Dio mostrò un giusto zelo contro di loro."
Da "I reietti del Medioevo", di Andrew McCall
Erano tempi orribili in quelle terre di Tenebra, in cui bastava essere pallidi in volto per attirare su di sé l'ira del volgo ignorante e subire esecuzione sommaria. Un uomo, una donna con il sembiante anemico, erano subito già solo per questo accusati di non servire Mammona, di non ingozzarsi e di non praticare lussuria, e per questa loro avversione a Satana venivano torturati e uccisi in nome del Dio del Male. Per questo era necessaria una certa segretezza nella trasmissione della Buona Dottrina. Tramite tale prudenza evangelica, improntata al detto "siate astuti come serpenti e puri come colombe", la Buona Dottrina si espanse molto, anche tra gente abbiente e nobile. Al giorno d'oggi, quella stessa segretezza che permetteva la sopravvivenza in un contesto tanto avverso è d'ostacolo e non deve essere adottata. Questi sono i tempi in cui non dobbiamo nascondere la purezza delle colombe, e in cui siamo chiamati ad opporci all'assoluto potere del Male che impera tra le nazioni seguendo forme diverse da quelle che usava all'epoca dei Martiri. Oggi la menzogna e la disinformazione hanno sostituito ferro, fuoco e ordalie. Non esiste più il linciaggio. Immutabile è la Lotta Spirituale che professiamo e conduciamo senza sosta contro il mondo e le sue opere. Il mondo ci considera reietti, ci tratta come lebbrosi, perché non vogliamo piegarci ai suoi comandamenti satanici. Noi non riconosciamo alcuna delle opere carnali che le genti venerano. Il nostro fine è abolire la carne, annientare ogni concupiscenza ed estinguere i frutti dell'Altare di Satana che è il ventre femminile. Cristo disse: "Sono venuto a dissolvere le opere della femmina", e noi portiamo avanti il Verbo senza cedimenti, senza paura.
Per quanto riguarda le accuse calunniose che da sempre ci accompagnano, esse sono in tutto e per tutto frutti infetti e perniciosi del Maligno: i seguaci del Signore delle Mosche, il cui seme è quello di Belial, tentano in tutti i modi di proiettare su di noi i loro immondissimi vizi. Sono i prelati della maligna Chiesa Romana che adorano Mammona e indulgono in ogni sorta di orge, per poi scagliarsi contro la Buona Gente, non potendo sostenere nemmeno la vista di tanta Santità che irradia dal Padre Buono. In questi giorni moderni come nel Medioevo, la bocca di preti e vescovi è la bocca dell'Inferno, e coloro che li seguono non hanno in sé alcuna innocenza, perché difendono i vizi dei loro iniqui pastori pur conoscendone bene la devastante portata.
(Il Volto Oscuro della Storia, 17 marzo 2012)

Nessun commento:
Posta un commento