IL DIO STRANIERO E I MOLTI ALTRI DÈI
Ora, se qualcuno scioccamente disprezzasse i validissimi argomenti qui sopra esposti, sia certo che dalla testimonianza delle sacre Scritture risulta chiaramente l'esistenza di un altro Dio e Signore e principe oltre al Signore Dio vero.
Dice infatti il Signore per bocca di Isaia: «Come mi avete abbandonato e avete servito un Dio straniero nella vostra terra, così servirete dèi stranieri in una terra non vostra» (Ger, 5, 19). E ancora: «Radunatevi e venite, e avvicinatevi insieme voi che siete stati salvati dalle nazioni: sono senza conoscenza coloro che innalzano lo stendardo del loro idolo e invocano un Dio che non salva» (Is, 45, 20). E ancora: «Signore Dio nostro, dei signori, fuori di te, ci hanno conquistato; soltanto in te ricordiamo il tuo nome» (Is, 26, 13). E Davide dice: «Ascolta, popolo mio, e testimonierò davanti a te, Israele. Se mi ascolterai, non vi sarà in te un Dio nuovo né adorerai un Dio straniero» (Sal, 80, 9-10).
E ancora: «Se abbiamo dimenticato il nome del nostro Dio e abbiamo teso le nostre mani verso un Dio straniero, Dio non indagherà forse queste cose?» (Sal, 43, 21-22). E ancora: «I principi dei popoli si sono riuniti con il Dio di Abramo, perché gli dèi forti della terra sono stati enormemente esaltati» (Sal, 46, 10). E ancora: «Tutti gli dèi delle genti sono demoni» (Sal, 95, 5). E Sofonia dice: «Il Signore sarà terribile sopra di loro, e annienterà tutti gli dèi della terra» (Sof, 2, 11). E Geremia: «Si è trovata una congiura fra gli uomini di Giuda e gli abitanti di Gerusalemme» «Essi dunque servirono dèi stranieri per seguirli» (Ger, 11, 9; 10). E ancora: «Perché i vostri padri mi abbandonarono e seguirono dei stranieri e li servirono e li adorarono, e abbandonarono me e non osservarono la mia legge. Ma voi avete agito peggio dei vostri padri; ecco infatti che ognuno di voi segue la perversità del suo cuore malvagio tanto da non ascoltarmi; vi caccerò da questa terra in una in una terra che non conoscete, né voi né i vostri padri; là servirete giorno e notte dèi stranieri che non vi daranno riposo» (Ger, 16, 11-13).
E Malachia dice: «Giuda ha trasgredito, ed è stato comesso un abominio in Israele e in Gerusalemme, perché Giuda ha profanato la santità del Signore, che amava, e ha sposato la figlia di un Dio straniero» (Ml, 2, 11). E Michea: «Perché tutti i popoli cammineranno ciascuno in nome del suo Dio, noi invece cammineremo nel nome del Signore Dio nostro in eterno e oltre» (Mic, 4, 5). E l'Apostolo dice ai Corinzi nella seconda Lettera: «Anche se il nostro Vangelo è velato, è velato per coloro che periscono; per quegli infedeli ai quali il Dio di questo secolo accecò le menti, affinché non brilli la luce del Vangelo della gloria di Cristo, che è immagine di Dio» (2 Cor, 4, 3-4). Lo stesso Apostolo dice nella prima Lettera ai Corinzi: «Perché sebbene vi siano esseri chiamati dèi, sia in cielo che sulla terra - vi sono infatti molti dèi e molti signori -, tuttavia per noi vi è un solo Dio» (1 Cor, 8, 5-6). Anche Cristo dice nel Vangelo di Matteo: «Nessuno può servire Dio e Mammona» (Mt, 6, 24). E nel Vangelo di Giovanni dice ancora Gesù: «Viene infatti il principe di questo mondo, e non ha nulla a che fare con me» (Gv, 14, 30).
E ancora: «Ora è il giudizio del mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori» (Gv, 12, 31). E ancora: «Perché il principe di questo mondo è ormai giudicato» (Gv, 16, 11). E gli Apostoli hanno detto nei loro atti: «Perché le genti hanno tumultuato e i popoli hanno meditato cose folli? I re della terra si sono alzati e i principi si sono coalizzati contro il Signore e contro il suo Cristo. Infatti Erode e Ponzio Pilato si sono veramente coalizzati in questa città con le nazioni e con i popoli di Israele contro il tuo santo fanciullo Gesù, che tu hai unto» (At, 4, 25-27) ecc.
Così appare chiaro che, nelle testimonianze delle sacre Scritture, si può trovare la prova dell'esistenza di molti dèi, signori e principi avversi al Signore vero Dio e al Figlio suo Gesù Cristo, come si è mostrato apertamente in precedenza.
Dal Libro dei Due Princìpi, testo cataro della Chiesa di Desenzano
Questo libro, attribuito a Giovanni di Lugio (anche noto come Giovanni di Bergamo), ci permette di conoscere una teologia estremamente raffinata. Non esisteva un'unica autorità dogmatica corrispondente al Pontefice Romano, e ogni singolo vescovo era libero di elaborare una propria personale visione delle cose. Sorsero anche dispute dottrinali accanite, su particolari che un lettore moderno considererebbe astrusi e contorti. Vi è però un nucleo comune a tutti, che possiamo conoscere attraverso una vasta documentazioni, anche analizzando in dettaglio atti dell'Inquisizione.
Il quadro delineato è incompatibile con le falsità propagate da Dan Brown e da Baigent. Al giorno d'oggi i Buoni Uomini non avrebbero nulla da ridire in merito a Stargate, mentre condannerebbero senza appello il Codice da Vinci.

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