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giovedì 25 novembre 2021

 
LA MORTE DIETRO LA PORTA
 
Titolo originale: Deathdream
AKA: Dead of Night
Lingua originale: Inglese
Paese di produzione: Canada, Regno Unito
Anno: 1974
Durata: 88 min
Rapporto: 1,85:1
Genere: Orrore, guerra
Sottogenere: Zombesco, vampiresco
Regia: Bob Clark
Sceneggiatura: Alan Ormsby
Produttore: Bob Clark, Peter James, John Trent
Produttore esecutivo: Gerald Flint-Shipman, Geoffrey
     Nethercott
Casa di produzione: Impact Films, Quadrant Films
Distribuzione in italiano: Rovers Cinema (1976)
Fotografia: Jack McGowan
Montaggio: Ronald Sinclair
Musiche: Carl Zittrer
Scenografia: Forest Carpenter
Costumi: Dyke Davis
Trucco: Tom Savini, Alan Ormsby
Effetti speciali: Tom Savini
Interpreti e personaggi:
  Richard Backus: Andy Brooks
  John Marley: Charles Brooks
  Lynn Carlin: Christine Brooks
  Anya Ormsby: Cathy Brooks
  Jane Daly: Joanne
  Mal Jones: Sceriffo
  Henderson Forsythe: Dott. Philip Allman
  Michael Mazes: Bob
  Arthur Anderson: Postino
  Edward Anderson: Vicesceriffo
  Arthur Bradley: Capitano dell'Esercito
  David Gawlilowski: Guidatore di camion 
  Virginia Cortez: Rosalie
  Bud Hoey: Ed
  Robert R. Cannon: Uomo ubriaco
  Raymond Michael: Poliziotto
  Jeff Gillen: Barista
  George De Vries: Primo annunciatore TV
  Bob Noble: Secondo annunciatore TV
  Alan Ormsby: Spettatore
  Jeff Becker: Giovane
  Scott Becker: Giovane
  Greg Wells: Giovane
  Kevin Schweizer: Giovane
  Non accreditati:
  Bob Clark: Agente Ted
  Hank Lowrey: Agente Hank
  John Bonney: Pilota di elicottero 
Titoli alternativi in inglese: 
  Night Walk;
  The Night Walker; 
  The Night Andy Came Home;
  It Came from the Grave;
  King from the Grave; 
  King of the Grave; 
  The Veteran;
  Whispers  
Titoli in altre lingue:
  Francese: Le mort-vivant
  Francese (Canada): Soif de sang
  Danese: Dødens nat  
  Finlandese: Painajainen
  Greco (moderno): Κυνηγητό θανάτου
  Ungherese: Halálos álom
  Russo: Смертельный сон
Budget: 300.000 dollari US

Trama: 
Anno del Signore 1972. Nel corso di uno scontro notturno in Vietnam, il soldato americano Andy Brooks viene colpito da un cecchino e stramazza al suolo. Mentre muore, sente la voce di sua madre che grida: "Andy, tornerai. Devi farlo. L'hai promesso." Qualche tempo dopo, la famiglia di Andy riceve da un militare la notizia della morte del ragazzo, caduto in combattimento. Suo padre, il canuto Charles, e sua sorella, Cathy, piangono e si disperano, mentre la madre, Christine, si arrabbia, rifiutandosi di credere che Andy sia davvero morto. Nel frattempo, un camionista si ferma in una tavola calda e dice di aver caricato un autostoppista, per l'esattezza un soldato. Qualche ora dopo, nel cuore della notte, Andy arriva alla porta di casa della sua famiglia in alta uniforme, apparentemente illeso; tutti lo accolgono con gioia, deducendo che la notizia della sua morte debba essere frutto di un errore materiale. Quando il padre di Andy dice che i militari lo hanno dichiarato morto, lui risponde in modo lapidario: "Lo ero." La famiglia ride, pensando che sia uno scherzo. Nei giorni successivi, Andy mostra un comportamento strano e appartato, insiste che nessuno sappia del suo ritorno, parla solo raramente, si veste di nascosto, non mangia e trascorre le sue giornate seduto in casa, svogliato e anemico, cullandosi su una sedia a dondolo. Di notte però si anima inspiegabilmente, vagando per la città e trascorrendo il suo tempo nel cimitero. Intanto la polizia locale indaga sull'omicidio del camionista, che è stato trovato dissanguato e con la gola tagliata. Charles tenta di affrontare Christine riguardo all'inquietante comportamento di Andy. La donna insiste sul fatto che Charles era troppo riservato e autoritario nei confronti di Andy; lui ribatte che Christine ha reso Andy troppo sensibile, soffocandolo. Le cose peggiorano: Andy attacca un bambino del vicinato che tenta di dimostrare le sue abilità nel karate, poi strangola a morte il cane di famiglia quando cerca di proteggere il giovane. Charles, testimone dell'uccisione del cane, dice a sua moglie che il figlio è pazzo, poi va in un bar per affogare il dispiacere nell'alcol e lì racconta l'accaduto al suo amico, il dottor Philip Allman. Il medico segue Charles a casa e offre ad Andy un controllo gratuito; poi fa al ragazzo domande relative al camionista, infatti sospetta che proprio lui lo abbia ucciso. Racconta a Charles del camionista e gli dice che deve informare la polizia della sospetta coincidenza del ritorno del figlio. Andy fa visita al dottor Allman nel suo ufficio nel cuore della notte, chiedendo con rabbia un controllo, ma il medico non riesce a rilevare il polso o il battito cardiaco. Andy gli dice: "Sono morto per te, dottore. Perché non dovresti ricambiare il favore?" Attacca e uccide l'uomo con una siringa, poi la usa per iniettargli il suo sangue nel braccio. È chiaro che Andy è una specie di vampiro che ha bisogno del sangue degli altri per rinvigorire il suo corpo in decomposizione. Il giorno successivo, Charles viene a sapere della morte dell'amico e si rende conto che suo figlio è responsabile. Quando Christine gli dice che Andy ha un doppio appuntamento con Cathy, la sua fidanzata del liceo Joanne e il suo migliore amico Bob, Charles prende la sua pistola e va a cercarli. In un cinema drive-in, Andy decade visibilmente a causa della mancanza di sangue. Dopo che Cathy e Bob scendono dall'auto per prendere altri popcorn, Joanne tenta di avviare una conversazione con Andy. Quando la putrefazione di Andy diventa più visibile, lui attacca e uccide Joanne, lacerandole la gola. Cathy e Bob tornano e lo trovano in preda alla frenesia. Il redivivo si scaglia contro i due, strangolando Bob e tentando di investire Cathy. Un uomo accorso in aiuto spinge Cathy di lato e viene colpito a morte. Andy fugge in macchina prima di potersi iniettare il sangue delle sue vittime, poi torna a casa, dove sua madre lo protegge da suo padre. Charles, prostrato dal dolore, si spara un colpo di fucile nel cranio. Mentre Christine sta portando via Andy, la polizia gli spara due volte e i loro colpi incendiano l'auto. L'inseguimento termina al cimitero, dove viene scoperto il cadavere decomposto di Andy che si contorce in una fossa poco profonda sotto una lapide su cui aveva graffiato il proprio nome e le date della sua nascita e morte, maledicendo la vita. Christine singhiozza mentre cerca di coprire il corpo sfatto col terriccio. La macchina esplode e lei viene lasciata al suo dolore dagli agenti esausti, mentre tutto sparisce nelle Tenebre. 
 
Citazioni: 
 
"Si sta bene dai Morti..." 
(Andy)
 

Recensione:
Angoscia mortale che pervade ogni atomo dell'Universo dannato. Tenebra assoluta. Non si scorge nemmeno il barlume di una remota speranza. Ogni particella di luce immersa nell'Abisso, è destinata a sfaldarsi e a perdersi per sempre. È quanto si avvicina di più al concetto di Inferno. I gironi descritti da Dante Alighieri al confronto sono ameni luoghi di socializzazione, dove non si è mai davvero soli. Quando una pellicola è in grado di trasmettere questi sentimenti, significa che è un capolavoro!
La carriera di Bob Clark ha seguito uno sviluppo piuttosto anomalo. Dopo aver diretto in tutto tre film horror, che costituiscono una sorta di trilogia, ha abbandonato il genere. E'  del 1972 L'assedio dei morti viventi (Children Shouldn't Play with Dead Things); dopo La morte dietro la porta, l'ultimo film horror del regista è Black Christmas (Un Natale rosso sangue) (Black Christmas, 1974). Si fa fatica a credere che la stessa persona abbia diretto la commedia sexy Porky's - Questi pazzi pazzi porcelloni! (Porky's, 1981) e i relativi sequel. 

Andy il Vurdalak
 
Più che uno zombie, Andy è un particolare tipo di vampiro: è un vurdalak a tutti gli effetti. Già nel 1836 Aleksandr Sergeevič Puškin (1799 - 1837) aveva scritto una breve poesia intitolata Vurdalak (вурдалак). A rendere noto al grande pubblico questo tipo di creature infernali, è stato lo scrittore russo Aleksej Konstantinovič Tolstoj (1817 - 1875), cugino di secondo grado del più noto Leo Nikolajevič Tolstoj (1828 - 1910).
Scrisse il racconto gotico-fantastico La famiglia del Vurdalak. Frammento inedito delle memorie di uno sconosciuto (La famille du vourdalak. Fragment inédit des mémoires d'un inconnu, 1839; titolo russo: Семья вурдалака, Sem'ja vurdalaka). Il vurdalak è un vampiro che ritorna alla sua famiglia d'origine, mordendo i propri cari e trasmettendo loro la propria condizione, poco invidiabile. La trama del racconto non somiglia a quella del film di Bob Clark, ma ci sono alcuni importanti elementi in comune. Facciamo ora un rapidissimo confronto tra le due storie. 

La famiglia del Vurdalak:
Il contagio vampirico inizia con l'anziano combattente Gorcha, un partigiano serbo che lottava contro i Turchi, tra gli impervi Balcani. Tornato a casa di notte, dà subito segni di stranezza, rifiutando una tazza di acquavite con uvette, di cui in precedenza (da vivo) era ghiottissimo. 

La morte dietro la porta: 
Il giovane Andy è un soldato impegnato nella guerra in Vietnam, che lotta contro i Vietcong. Tornato a casa di notte, dà subito segni di stranezza, rifiutando di mangiare ed essendo completamente privo di sonno. 

Esistono tuttavia differenze altrettanto importanti. 
 
La famiglia del Vurdalak: 
Nel racconto di Tolstoj, il redivivo Gorcha trasforma tutta la sua famiglia in esseri a lui simili. Chiunque viene morso da un vurdalak, è destinato a risorgere.
 
La morte dietro la porta: 
Nel film di Clark, il redivivo Andy non è contagioso: morde per uccidere, predando soltanto estranei, che muoiono dissanguati e non risorgono. Non attacca i suoi cari. In altre parole, è un vurdalak incapace di contagiare e di creare altri vurdalak
 
Il fondamento comune è questa conoscenza scomoda: la guerra genera morti viventi!  

Fisiologia vampiresca e simbologia

Si nota un'incoerenza soltanto apparente: Andy per nutrirsi del sangue delle vittime uccise, ha bisogno di una siringa con cui praticarsi l'iniezione in endovena. La cosa di per sé sarebbe assurda, dato che il ragazzo redivivo non ha il polso né il battito del cuore - come appurato da un'approfondita visita medica. Il regista voleva alludere alla devastante diffusione dell'eroina tra le truppe americane che combattevano in Vietnam. Il fenomeno raggiunse proporzioni tali da costituire una seria minacca alla coesione sociale, tanto che il Presidente Nixon fu costretto a farvi fronte introducendo larvati programmi di disintossicazione. Questo film e il suo tema principale possono, in molti modi, essere visti come un primo riflesso della consapevolezza popolare dell'effetto del trauma del combattimento sui soldati che la guerra del Vietnam ha contribuito a portare alla luce. Ad esempio, gran parte dei sintomi di Andy e dei suoi comportamenti violenti improvvisi scatenati dal rivivere esperienze traumatiche, sarebbero stati successivamente associati alla malattia mentale nota come disturbo da stress post-traumatico (PTSD), in precedenza noto come "shock da guscio" e definito dall'American Psychiatric Association nella terza edizione del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (1980). In Italia queste brutte cose erano già note da tempo: la Grande Guerra (1915 - 1918) aveva causato la rovina di moltissime menti sensibili. I reduci che presentavano problemi mentali gravi furono maltollerati, accusati di simulazione e addirittura di codardia, finendo con l'essere ingiustamente chiamati "scemi di guerra"
 
Morte di un cagnolino 
 
Spesso gli animali riescono a comprendere a pelle cose che sfuggono anche alle menti più eccelse. Così il cane della famiglia ha subito riconosciuto nel ragazzo qualcosa di estraneo alla vita. La reazione alla presenza di un essere spettrale è stata quindi la sola possibile: mettersi ad abbaiare per avvisare del pericolo. Il vurdalak, che  conserva intatta la sua razionalità e parte delle facoltà superiori dell'essere umano (gli manca giusto l'empatia), reagisce all'ostilità del cane afferrandolo per il collo e soffocandolo. Perché questa reazione? Per un istinto di sopravvivenza, il vurdalak sa bene che deve nascondere la propria natura alla sua famiglia: nessuno deve sospettare la sua vera natura di predatore. Oggi questa scena del cane soffocato non potrebbe più essere girata, pur nella garanzia che nessun animale ha subìto maltrattamenti durante la produzione del film. C'è stata una sostanziale limitazione di ciò che può essere mostrato sugli schermi. Alle masse la cosa sembra non importare, non si colgono segni di ribellione alla tirannia del politically correct. Si parte da questo presupposto: fa schifo vedere un animale mantrattato e ucciso, così ben venga che sia vietato mostrarlo. Ok, siamo d'accordo sul fatto che faccia schifo, ma la tirannia non si ferma mai a una singola cosa censurabile, si estende sempre di più e presto non si potrà mostrare più nulla, nemmeno il sorriso di una donna. Lo spettatore non può essere coccolato, non può essere tenuto nella bambagia nel timore che si spappoli come un bruco al minimo contatto. Il cinema deve urtare la sensibilità dello spettatore. Se non lo fa, significa che ha fallito.

 
Il vurdalak e la madre angosciante  
 
Il regista riesce a rappresentare in modo magistrale il più incubico e raccapricciante di tutti i personaggi: la madre iperprotettiva, isterica, che genera angoscia assoluta! Un essere che non lascia respiro, convinta che il figlio sia una parte del proprio corpo e che non possa avere nemmeno un movimento di propria volontà. Questo è ciò che più mi ha raggelato vedendo il film. Non la guerra in Vietnam, non la vampirizzazione di Andy e nemmeno le sue opere predatorie. Alla fine, pur di sfuggire alla madre e agli orrori dell'esistenza da lei incarnati, il vurdalak trova rifugio proprio nel luogo da cui non avrebbe mai dovuto essere tratto! Urla tutto il dolore con le terribili parole: "Mamma, mamma! Perché hai voluto che vivessi?" Spira, il capo riverso nel terriccio molle. Nemmeno il vampirismo può nulla contro l'asfissia causata dalla famiglia! 

La spiegazione ultima 

Oltre ad essere insopportabile, la madre di Andy era una strega fatta e finita. Alla fine delle sequenze del film di Clark, si capisce che la donna ha utilizzato un incantesimo per far ritornare l'amatissimo figlio dalle Ombre dell'Ade.  
 
Etimologia di vurdalak  
 
La parola russa вурдалак vurdalak, traducibile con "vampiro" o "licantropo", è un'alterazione di un più comprensibile волколак volkolak, derivato a sua volta da волк volk "lupo" e da un elemento fossilizzato -лак -lak, il cui significato originario era "pelle" - corrispondente al serbo dlaka "pelliccia". L'alterazione da volkolak a vurdalak è dovuta a un complesso insieme di dissimilazioni e assimilazioni a partire dalla protoforma slava *vlŭkodlakŭ, con il gruppo consonantico -lk- mutato in -rk- e poi in -rd- a causa della presenza di -dl- e di -k- nella seconda parte della parola. Credo che queste irregolarità siano state favorite dal tabù linguistico, un meccanismo psicologico che rende difficile e disagevole menzionare realtà temute perché considerate demoniache. Trovo interessante notare che volkolak è la traduzione letterale del norreno ulfheðinn "tipo di berserk vestito di pelli di lupo".  

Etimologia del cognome Ormsby 

I tipici cognomi inglesi terminanti in -by sono di origine locativa e norrena. In norreno býr (varianti: bǿr, bœr) significa "fattoria", "stanziamento", "città". In particolare, il bizzarro cognome dello sceneggiatore, Ormsby (non Ornsby come alcuni erroneamente riportano), deriva dal norreno ormr "serpente". Alla lettera, significa "Fattoria del Serpente" o "Città del Serpente".

Il finale originale 

Il film originariamente terminava con Christine Brooks inginocchiata sulla tomba improvvisata nel cimitero di Brooksville dopo che Andy vi si era seppellito ed era morto, questa volta per sempre. Poi la donna guardava i poliziotti che erano arrivati ​​lì e diceva "Andy è a casa. Alcuni ragazzi non tornano mai a casa". Sebbene la scena sia stata girata, successivamente ha subito modifiche sostanziali in modo che il film potesse avere un finale più veloce. Cosa bizzarra, nella Wikipedia in inglese questo finale è ritenuto quello vero. L'errore si è propagato anche nella Wikipedia in italiano. Si spera che queste inconsistenze siano presto corrette.  
 

Curiosità 

Per la scena di apertura del film in Vietnam, è stato girato un filmato aggiuntivo di Andy traumatizzato che cammina nella giungla in mezzo alla sanguinosa carneficina. Il filmato è stato tagliato per dare alla storia un inizio più rapido. Avrebbe dovuto esserci anche una scena simile più avanti, in cui Andy cammina per le strade di notte e incontra un veterano cieco seduto sotto un portico. Anche questa sequenza è stata tagliata per ragioni di tempo. 

In un primo tempo, Christopher Walken fu considerato per il ruolo di Andy. Lo spettrale Richard Backus è stato scelto perché era in grado di creare uno sguardo silenzioso di intenso odio per l'agente del casting. L'espressione inquietante del viso di Backus è entrata spesso in gioco.

Nella scena finale del film nel cimitero di Brooksville, sopra la spalla di Andy si vede una lapide con il nome Daily. La stessa lapide appare in un altro film horror diretto da Bob Clark, L'assedio dei morti viventi (1972). Secondo la lapide graffita nel cimitero di Brooksville, Andy Brooks aveva 21 anni al momento della sua morte nel 1972. 

Il film elencato nella metà inferiore del doppio lungometraggio al drive-in,
The Spacenauts, è fittizio. In altre parole, è un pseudofilm. 
 
C'è stato un incidente durante la scena culminante dell'inseguimento in macchina. Mentre Richard Backus e uno stuntman sfrecciavano per le strade, l'incendio appiccato nella parte posteriore dell'auto è andato fuori controllo ed è stato risucchiato sul sedile posteriore dell'auto in corsa. Fortunatamente, c'era uno scudo di plexiglas che divideva il sedile posteriore dalla parte anteriore dell'auto dove erano seduti gli artisti. Ciò spaventò Backus, che dovette sporgere la testa fuori dalla finestra per evitare di inalare il fumo. Con grande sgomento dell'attore, il regista Bob Clark voleva che la scena fosse girata nuovamente con meno fuoco.
 
Altre recensioni e reazioni nel Web
 
Molto meritoria è la recensione del film pubblicata su Nocturno.it, scritta da Simone Bisantino. Questo è il link: 


Qualche intervento interessante si trova sul sito Davinotti.com. Ne riporto giusto un paio, rimandando alla pagina d'origine per approfondimenti.   
 

L'utente Caesars ha scritto: 

"Il soldato zombi protagonista di questo film si discosta in modo considerevole dai morti viventi creati da Romero qualche anno prima, però le due pellicole sono accomunate dalla critica sociale, neanche molto velata dalla coltre horror. Clark realizza un'opera non eccezionale ma sicuramente ben strutturata e inquietante, con alcuni momenti di tensione realizzati senza "effettacci" ma con risultati più che validi. Il regista mostra di possedere buone qualità, che confermerà anche nel successivo Black Christmas." 
 
L'utente Nicolas81 ha scritto: 

"Clark utilizza il genere horror per denunciare l'assurdità del conflitto in Vietnam e il problematico reinserimento dei reduci (il soldato che ritorna trasformato in zombi è una metafora del disagio psichico e della dipendenza dalle droghe). L'idea è sicuramente buona, la sua realizzazione non sempre, a causa di una certa ripetitività accusata da una sceneggiatura che invece avrebbe dovuto azzardare qualche spiegazione in più. L'atmosfera macabra però è ben resa, e il finale, teso e struggente, colpisce decisamente nel segno. Ben dosati gli effetti speciali, buona la prova del cast."

giovedì 8 dicembre 2016

I VAMPIRI DI MEDVEGIA - TESTO ORIGINALE IN LINGUA TEDESCA


Visum et repertum über die so genannte Vampirs, oder Blut-Aussauger, so zu Medvegia in Servien, an der türckischen Granitz den 7. Jan. 1732. geschehen.(1)

Nachdeme das Anzeigen geschehen, daß in dem Dorff Medvegia, die so genannten Vampirs, einige Personen, durch Aussaugung des Bluts umgebracht haben sollen:

Als bin ich auf hohe Verordnung eines allhiesigen Hochlöblichen Ober-Commando, um die Sache vollständig zu untersuchen, nebst darzu commandirten Herrn Officiern und 2. Unter-Feldscherern dahin abgeschicket, und gegenwärtige Inquisition in Beyseyn des der Stallathar Heyducken-Compagnie Capitain Gorschiz, Hadnack, Bariactar und ältesten Heyducken des Dorffes folgendermaßen vorgenommen und abgehöret worden. Welche denn einhellig aussagen, dass vor ungefehr 5. Jahren ein hiesiger Heyduck, Nahmens Arnond Paole sich durch einen Fall von einem Heuwagen(2) den Hals gebrochen; dieser hatte bey seiner Lebens-Zeit sich öffters verlauten lassen, daß er bey Gossowa in dem Türckischen Servien von einem Vampir geplagt worden sey, dahero er von der Erde des Vampirs Grab gegessen, und sich mit dessen Blut geschmieret habe, um von der erlittenen Plage entlediget zu werden.

In 20. oder 30. Tagen nach seinem Tod-Fall haben sich einige Leute geklaget, daß sie von dem gedachten Arnond Paole geplaget würden; Wie denn auch würcklich 4. Personen von ihm umgebracht worden.

Um nun dieses Übel einzustellen, haben sie auf Einrathen ihres Hadnacks, welcher schon vorhin bey dergleichen Begebenheiten gewesen, diesen Arnond Paole, beyläuffig 40. Tage nach seinem Tod ausgegraben, und gefunden, daß er gantz vollkommen und unverwesen sey, auch ihm das frische Blut zu denen Augen, Nasen, Mund und Ohren herausgeflossen, das Hemd, Ubertuch und Truhe gantz blutig gewesen, die alte Nägel an Händen und Füßen samt der Haut abgefallen, und dargegen neue andere gewachsen sind, weilen sie nun daraus ersehen, daß er ein würcklicher Vampir sey, haben sie demselben nach ihrer Gewohnheit einen Pfahl durchs Hertz geschlagen, wobey er einen wohlvernehmlichen Gächzer gethan, und ein häuffiges Geblüt von sich gelassen; Wobey sie den Cörper gleich selbigen Tag zu Aschen verbrennet, und solche in das Grab geworffen. Ferner sagen gedachte Leute aus, daß alle diejenige, welche von denen Vampirn geplaget und umgebracht würden, ebenfalls zu Vampirn werden müssen. Also haben sie die obberührte 4. Personen auf gleiche Art exequiret.

Dann fügen sie auch hinzu, daß dieser Arnond Paole nicht allein die Leute, sondern auch das Vieh angegriffen, und ihnen das Blut ausgesauget habe. Weilen nun die Leute das Fleisch von solchem Vieh genutzet, so zeiget es sich aufs neue, daß sich wiederum einige Vampirs allhier befinden, allermaßen in Zeit 3. Monathen 17. junge und alte Personen mit Tod abgangen, worunter einige ohne vorher gehabte Kranckheit in 2. oder längsten 3. Tagen gestorben.

Dabey meldet der Heyduck Jowiza, daß seine Schwieger-Tochter, Nahmens Stanacka, vor 15. Tagen sich frisch und gesund schlafen geleget, um Mitternacht aber ist sie mit einem entsetzlichen Geschrey, Furcht und Zittern aus dem Schlaff aufgefahren, und geklaget, daß sie von einem vor 9. Wochen verstorbenen Heyducken Sohn, Nahmens Milloe seye um den Hals gewürget worden, worauf sie einen großen Schmertzen auf der Brust empfunden, und von Stund zu Stund sich schlechter befunden, bis sie endlich den dritten Tag gestorben.

Hierauf seynd wir denselbigen Nachmittag auf den Freydhof, um die verdächtige Gräber eröffnen zu lassen, neben denen offt gemeldeten ältesten Heyducken des Dorffes ausgegangen, die darinnen befindliche Cörper zu visitiren, wobey nach sämtlicher Secirung sich gezeiget:

1.) Ein Weib, Nahmens Stana, 20. Jahr alt, so vor 2. Monathen nach einer 3. tägigen Kranckheit ihrer Niederkunfft gestorben, und vor ihrem Tod selbst ausgesagt, daß sie sich mit dem Blut eines Vampirs gestrichen hätte, folgendlich sie so wohl als ihr Kind, welches gleich nach der Geburt verstorben, und durch leichtsinnige Begräbnus von denen Hunden biß auf die Helffte verzehret worden, ebenfalls Vampiren werden müssen; ware gantz vollkommen und unverwesen; Nach Eröffnung des Cörpers zeigte sich in cavitate pectoris eine Quantität frisches extravasirtes Geblüts; Die vasa, als arteriae und venae nebst denen ventriculis cordis, waren nicht wie es sonsten gewöhnlich, mit coagulirtem Geblüt impliret; Die sämtliche Viscera, als Pulmo, hepar, stomachus, lien et intestina waren dabey gantz frisch, gleich bey einem gesunden Menschen; Der Uterus aber befande sich gantz groß, und externe sehr inflammiret, weilen Placentum, als auch Lochias bei ihr geblieben, dahero selbiger in völliger putredine war; Die Haut an Händen und Füßen, samt den alten Nägeln fielen von sich selbst herunter, hergegen zeigeten sich nebst einer frischen und lebhafften Haut, gantz neue Nägel.

2.) Ware ein Weib, Nahmens Miliza, beyläufftig 60. Jahr alt, welche nach 3. Monathlicher Kranckheit gestorben, und vor etlich und neunzig Tagen begraben worden; In der Brust befande sich viel liquides Geblüth, die übrige Viscera, waren gleich der vorgemeldeten in einem guten Stand. Es haben sich bey der Secirung die umstehende sämtliche Heyducken über ihre Fette und vollkommenen Leib sehr verwundert, einhellig aussagend, daß sie das Weib von ihrer Jugend auf wohl gekannt, und Zeit ihres Lebens gantz mager und ausgedörrter ausgesehen und gewesen, mit nachdrücklicher Vermeldung, daß sie in dem Grab zu eben dieser Verwunderungs-würdigen Fettigkeit gelanget sey: Auch derer Leute Aussage nach solle sie jetziger Zeit den Anfang derer Vampiren gemacht haben, zumalen sie das Fleisch von denen Schaafen, so von denen vorhergehenden Vampiren umgebracht worden, gegessen hätte.

3.) Befande sich ein 8. tägiges Kind, welches neunzig Täge im Grab gelegen, gleichermaßen in Vampirenstand(3).

4.) Wurde ein Heyducken Sohn, 16. Jahr alt, ausgegraben, so 9. Wochen in der Erden gelegen, nachdem er an einer drey tägigen Kranckheit gestorben ware, gleich denen andern Vampiren gefunden worden.

5.) Ist der Joachim, auch eines Heyducks Sohn, 17. Jahr alt, in drey tägiger Kranckheit gestorben, nachdem er 8. Wochen und 4. Tage begraben gewesen; Befande sich bey der Section gleicher gestalt.

6.) Ein Weib, Nahmens Ruscha, welche nach zehen tägiger Kranckheit gestorben, und vor 6. Wochen begraben worden, bey welcher auch viel frisches Geblüt nicht allein in der Brust, sondern auch in fundo ventriculi gefunden habe, gleichfalls bey ihrem Kind, so 18. Tage alt ware, und vor 5. Wochen gestorben, sich gezeiget hat.

7.) Nicht weniger befande sich ein Mägdlein von 10. Jahren, welche vor 2. Monathen gestorben, in obangezogenem Stande gantz vollkommen und unverwesen, und hatte in der Brust viel frisches Geblüt.

8.) Hat man des Hadnacks Eheweib samt ihrem Kind ausgraben lassen, welche vor 7. Wochen ihr Kind aber, so 8. Wochen alt ware, und vor 21. Tagen gestorben, dabey aber gefunden, daß so wohl die Mutter als Kind völlig verwesen, obowhl sie gleich der Erd und Gräber derer nächst gelegenen Vampiren gewesen waren.

9.) Ein Knecht des hiesigen Heyducken-Corporals, Nahmens Rhade, 23. Jahr alt, ist in 3. monathlicher Kranckheit gestorben, und nach 5. wochentlicher Begräbnus völlig verwesen gefunden worden.

10.) Des hiesigen Bariactar sein Weib, samt ihrem Kind, so vor 5. Wochen gestorben waren, gleicher massen völlig verwesen.

11.) Bey dem Stanche, einem Heyducken 60. Jahr alt, so vor 6. Wochen gestorben, habe ich ein häuffiges gleich denen andern liquides Geblüt in der Brust und Magen gefunden; das gantze Corpus ware in offt benannten Vampir-Stand(3).

12.) Milloe ein Heyduck 25. Jahr alt, so 6. Wochen in der Erden gelegen, befande sich gleichfals in ermeldtem Vampir-Stand.

13.) Stanoicka, eines Heyduckens Weib, 20. Jahr alt, ist in 3. tägiger Kranckheit gestorben, und vor 18. Tagen begraben worden; Bei der Secirung habe ich gefunden, daß sie in dem Angesicht gantz roth und lebhaffter Farbe ware, und wie oben gemeldet, sie von des Heyducks Sohn, Nahmens Milloe sey um Mitternacht um den Hals gewürget worden, sich auch augenscheinlich gezeiget, daß sie rechter Seiten unter dem Ohr eine blauen mit Blut unterloffenen Fleck eines Fingers lang gehabt; bey Herausnehmung ihres Grabes flosse eine Quantität frisches Geblüts aus der Nasen; Nach der Secirung fande ich, wie schon offt gedacht, ein rechtes balsamlich frisches Geblüt, nicht allein in der Höhle der Brust, sondern auch in ventriculo cordis; die sämtliche Viscera befanden sich in vollkommenen gesunden und gutem Stand; die Unter-Haut des ganzen Cörpers samt denen frischen Nägeln an Händen und Füssen, waren gleichsam gantz frisch.

Nach geschehener Visitation seynd denen Vampiren die Köpffe durch dasige Zigeuner herunter geschlagen worden, und samt denen Cörpern verbrennet, die Aschen davon in den Fluß Morava geworffen, die verwesene Leiber aber wiederum in ihre vorgehabte Gräber eleget worden. Welches hiemit nebst den mir zugegebenen Unter-Feldscherern bevestigen.
Actum ut supra.

      (L. S.) Johannes Fluchinger, Regiments Feldscherer, Löbl. B. Fürstenbuschl. Regiments zu Fuß.
      (L. S.) J. H. Sigel, Feldscherer von Löbl. Morallischen Regiment.
      (L. S.) Johann Friedrich Baumgarten, Feldscherer Löbl. B. Fürstenbuschl. Regiments zu Fuß.

Wir Endes Unterschriebene attestiren hiemit, wie, daß alles dasjenige, so der Regiments-Feldscheerer von Löblichen Fürstenbuschlichen Regiment, samt beyden neben unterzeichneten Feldscherers-Gesellen hieroben denen Vampirern betreffend in Augenschein genommen, in allen und jeden der Warheit gemäs, und in unserer selbst eigener Gegenwart vorgenommen, visitirt und examiniret worden. Zur Bekräfftigung dessen ist unsere eigenhändige Unterschrifft und Fertigung. Belgrad, den 26. Jenner 1732.

     (L. S.) Büttener, Obrist Lieutenant des Löbl. Alexandris. Regiments.
     (L. S.) J. H. von Lindenfels, Fenderich Löbl. Alexandrischen Regiments.

Alcune osservazioni 

Il testo in lingua tedesca non è facilmente reperibile in formato cartaceo. Tempo fa non era difficile trovarlo nel Web, riportato in forum sul vampirismo e sul soprannaturale. A quanto risulta l'unico sito rimasto a permetterne la consultazione è www.zauberspiegel-online.de. La sua pubblicazione in questa sede è dunque da ritenersi urgente: spesso documenti importanti scompaiono dal Web in seguito alla rimozione di una singola pagina. 

Come si può notare, nel XVIII secolo l'ortografia della lingua tedesca era decisamente più libera e creativa di quella in uso ai nostri giorni. Vi abbondavano grafie stravaganti come Dorff per Dorf "villaggio", Kopff per Kopf "testa", Helffte per Hälfte "mezzo, metà", Kranckheit per Krankheit "malattia", gantz per ganz "intero", Nahme per Name "nome", etc. La forte tendenza era quella di scrivere -ey- anziché -ei-, senza alcuna considerazione per l'etimologia delle parole: Wobey per Wobei "in cui". In parole di origine latina o romanza l'uso comune era di usare la lettera c per esprimere l'occlusiva /k/ (davanti a vocale centrale o posteriore, talvolta anche davanti alla vocale bemollizzata ö) oppure l'affricata /ts/ (davanti a vocale anteriore): Cörper per Körper "corpo", Compagnie per Kompanie "compagnia (militare)", Secirung per Sezierung "dissezione". Nel rapporto di Fluchinger non mancano i termini dotti di origine latina, come Pulmo, Viscera. In molti casi si tratta di parole greche mediate dal latino scientifico, come Hepar "fegato" e Stomachus "stomaco"

Note

(1) Notiamo l'uso della forma Granitz "frontiera" per il più frequente Gränitz. La forma odierna è Grenze "confine". Lutero ha usato la forma Grentze, contribuendo alla diffusione di questa parola; altri scrivevano Gränze. La sua origine ultima è slava, riconducibile a una protoforma *granica /'granitsa/. Responsabile di questo prestito è l'Ordine Teutonico, che lo ha adottato nel corso delle sue guerre contro i pagani.  
(2) Heuwagen "carro di fieno". La versione italiana ha "vagone", ma è chiaro che si tratta di un carro (Wagen) di fieno (Heu)
(3)
Vampirenstand, Vampir-Stand "vampirismo". Si tratta di notevoli composti di struttura arcaica, purtroppo caduti in disuso, formato a partire dal verbo stehen "stare (in piedi)". Un segno di vitalità di una formazione germanica delle parole, applicata anche a radici prese a prestito, come Vampir, di origine slava (cfr. russo upyr). Oggi si usa Vampirismus, formato in maniera più moderna. 

martedì 1 novembre 2016

PRESTITI DAL GOTICO NELLE LINGUE SLAVE

Numerose parole sono passate dalla lingua dei Goti al proto-slavo all'epoca del grande Re Ermanarico, l'Alessandro Magno del Nord (morto ultracentenario nel 376 d.C.), delle cui epiche gesta ha scritto diffusamente Iordanes. Ecco un elenco di lemmi: 

1) Gotico akeit "aceto" (< Lat. ace:tum)
Proto-slavo: *akitu
Slavo ecclesiastico osĭtŭ "aceto" 

2) Gotico asilus "asino" (< Lat. asellus, da asinus
Proto-slavo: *asilu
Slavo ecclesiastico os
ĭlŭ "asino"
Ha dato russo
осел (osjel) "asino"

3) Gotico ricostruito AUSIHRIGGS "orecchino"
Proto-slavo: *o:seringu

Slavo ecclesiastico
userjazŭ "orecchino"
La forma gotica presupposta dal proto-slavo è una variante dell'atteso AUSAHRIGGS.

4) Gotico ricostruito BAIRGS /bɛrgs/ "altura"
Proto-slavo:
*bergu
Slavo ecclesiastico
bregŭ "collina" 
A giudicare da altre lingue germaniche, si può ricostruire anche la variante di genere neutro
bairg, che non spiega però la forma proto-slava. 

5) Gotico biuda "tazza" 
Proto-slavo: *bjo:da
Slavo ecclesiastico
bljudo "tazza" 

6) Gotico boka "lettera" (pl. bokos "libro")
Proto-slavo: *bo:ku:

Slavo ecclesiastico buky "lettera" 

7) Gotico flokan "gemere, lamentarsi" 
Proto-slavo: *pla:ka:tej
Slavo ecclesiastico plakati "piangere"

8) Gotico ricostruito FULK "schiera"
Proto-slavo: *pulku
Slavo ecclesiastico pl
ŭkŭ "popolo"

9) Gotico ganisan "essere salvo, guarire"
Proto-slavo: *ganezantej
Slavo ecclesiastico
goneznǫti "crescere sano"
Si noti la vocale
-e-, oltre alla consonante sonora.

10) Gotico ricostruito GANSUS "oca"
Proto-slavo: *gansi

Slavo ecclesiastico gǫs
ĭ "oca"
Ha dato russo гусь (gus') "oca" 

11) Gotico gards "corte; casa" > "città" 
Proto-slavo: *gardu
Slavo ecclesiastico
gradŭ "città" 
Ha dato russo город (gorod, grad) "città" 

12) Gotico ricostruito GILDAN "ripagare"
Proto-slavo: 
*želda:n- 
Slavo ecclesiastico ž
lesti "compensare un danno"
Il nesso -st- nasce nello slavo ecclesiastico dallo scontro della -d- della radice con -t- del suffisso dell'infinito
. Per la vocale -e- si confronti il gotico di Crimea con le sue forme anomale e talvolta più affini al germanico occidentale.

13) Gotico hilms "elmo" 
Proto-slavo: *šelmu
Slavo ecclesiastico šl
ěmŭ "elmo" 
Per la vocale -e- si confronti il gotico di Crimea con le sue forme anomale e talvolta più affini al germanico occidentale.

14) Gotico hlaifs (gen. hlaibis) "pane"
Proto-slavo: *xlajbu

Slavo ecclesiastico xl
ěbŭ "pane"
Ha dato russo хлеб (khljep) "pane" 

15) Gotico hlaiw "tomba"
Proto-slavo: *xlajwu
Slavo ecclesiastico xl
ěvŭ "stalla; porcile"
Lo slittamento semantico è dovuto alla forma della costruzione, realizzata con pietre ammucchiate.


16) Gotico ricostruito HULMS "isolotto"  
Proto-slavo: *xulmu
Slavo ecclesiastico x
ŭlmŭ "poggio" 
 Documentato nel nome degli Ulmerugi, citati da Iordanes. Confronta norreno holmr, holmi "isolotto": il termine si riferiva a piccole isole fluviali pianeggianti.

17) Gotico hus /hu:s/ "casa"
Proto-slavo: *xu:su, *xu:zu
Slavo ecclesiastico xyz
ŭ "casa" 

18) Gotico kaisar "imperatore"
Proto-slavo: *kajsa:riju

Slavo ecclesiastico cěsarĭ "imperatore"
Ha dato russo царь (tsar') "imperatore"
La forma proto-slava è un derivato che presuppone un gotico *kaisareis, che potrebbe ben essere esistito, per quanto la sua morfologia mi appaia strana (forse è dall'aggettivo latino Caesareus).

19) Gotico ricostruito KIND "infante" 
Proto-slavo: *
činda
Slavo ecclesiastico čędo "infante"  

20) Gotico kaupjan "comprare"
Proto-slavo *ko:pi:tej
Slavo ecclesiastico kupiti "comprare"

21) Gotico kausjan "provare, gustare"  
Proto-slavo *ko:si:tej
Slavo ecclesiastico kusiti "provare, gustare"
 

22) Gotico ricostruito KUNIGGS /'kuniŋgs/ "nobile, re"
Proto-slavo: *kuningu

Slavo ecclesiastico
kŭnedzŭ "duca"
Ha dato russo
княз (knjaz) "principe"

23) Gotico ricostruito LEKA "cura medica"  
Proto-slavo: *le:ku
Slavo ecclesiastico lěk
ŭ "cura" 
Nel gotico di Wulfila è attestata la forma lekareis "medico".

24) Gotico ricostruito LAUKS "porro"  
Proto-slavo: *lo:ku
Slavo ecclesiastico luk
ŭ "cipolla" 

25) Gotico ricostruito MASTS "palo di supporto"
Proto-slavo: *mastu
Slavo ecclesiastico: most
ŭ "ponte" 

26) Gotico mekeis /'me:ki:s/, meki /'me:ki/ "spada"
Proto-slavo: *me:či 
Slavo ecclesiastico: m
ečĭ, mĭčĭ "spada"
Ha dato russo меч (mjech) "spada" 
Confronta norreno mǽkir "spada", anglosassone mēċe.

27) Gotico ricostruito NAUTA "capi di bestiame"
   (n. pl.)

Proto-slavo: *no:ta
Slavo ecclesiastico nuta "bestiame"
Si confronti norreno naut "manzo" (n.), anglosassone nēat "manzo" (n.). La forma gotica d'origine era evidentemente un plurale neutro, poi interpretato come un femminile dagli Slavi.

28) Gotico skatts "ricchezza, denaro" 
    (in Wulfila vale "moneta, denaro")

Proto-slavo: *skatu

Slavo ecclesiastico skot
ŭ "bestiame"

29) Gotico skilliggs /'skilliŋgs/ "scellino"  
Proto-slavo: *skulingu
Slavo ecclesiastico
skŭlędzŭ "monetina"

30) Gotico smakka "fico"
Proto-slavo: *smaku:
Slavo ecclesiastico smoky "fico" 

31) Gotico ricostruito TUN /tu:n/ "recinto"
Proto-slavo: *tu:n

Slavo ecclesiastico tyn
ŭ "recinto"

32) Gotico wein /wi:n/ "vino"
Proto-slavo: *wi:na

Slavo ecclesiastico vino "vino"
Ha dato russo vino "vino"

33) Gotico weinagards /'wi:nagards/ "vigna" 
Proto-slavo: *wi:nagardu
Slavo ecclesiastico vinograd
ŭ "uva; vite"
Ha dato russo виноград (vinograd) "uva; vite", 
    виноградник (vinogradnik) "vigna" 

Commenti: 

Si notano imponenti fenomeni di palatalizzazione. Con buona pace di chi ritiene le lingue immutabili, numerose consonanti velari della lingua di Wulfila hanno subìto una trasformazione una volta adottate dagli Slavi, fino a diventare nel giro di pochi secoli palatali e addirittura sibilanti.