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lunedì 15 gennaio 2024


CRIMES OF THE FUTURE
(2022)

Titolo originale: Crimes of the Future 
Paese di produzione: Canada, Grecia, Francia,
     Regno Unito
Lingua originale: Inglese
Anno: 2022
Durata: 107 min
Rapporto: 1.85:1
Genere: Fantascienza, horror 
Sottogenere: Post-apocalittico, distopico  
Tematiche: Mutazioni genetiche, post-sessualità
Regia: David Cronenberg
Sceneggiatura: David Cronenberg 
Fonti di ispirazione: William S. Burroughs,
    James G. Ballard
Produttore: Robert Lantos, Panos Papahadzis,
     Steve Solomos
Produttore esecutivo: Christelle Conan, Jeff
   Deutchmann, Joe Iacono, Christian Parkes,
   Tom Quinn, Thorsten Schumacher, Aida Tannya,
   Peter Touche
Casa di produzione: Serendipity Point Films, Telefilm
   Canada, Ingenious Media, Argonauts Productions,
   Crave, CBC Films, ERT, Rocket Science
Distribuzione in Canada: Sphere Films 
Distribuzione nel Regno Unito: Vertigo Films 
Distribuzione in Italia: Lucky Red Distribuzione 
Distribuzione in Francia: Metropolitan Filmexport
Distribuzione in Grecia: Argonauts Distribution
Fotografia: Douglas Koch
Montaggio: Christopher Donaldson
Effetti speciali: George Koumpoulis, Peter McAuley
Musiche: Howard Shore
Scenografia: Carol Spier, Dimitris Katsikis, Kim
   Zaharko, Dimitra Sourlantzi
Costumi: Mayou Trikerioti
Trucco: Evi Zafiropoulou, Alexandra Anger, Monica
   Pavez
Interpreti e personaggi:
    Viggo Mortensen: Saul Tenser
    Léa Seydoux: Caprice
    Kristen Stewart: Timlin
    Scott Speedman: Lang Dotrice
    Denise Capezza: Odile
    Tanaya Beatty: Berst
    Welket Bungué: Cope
    Don McKellar: Wippet
    Lihi Kornowski: Djuna Dotrice
    Yorgos Karamihos: Brent Boss
    Yorgos Pirpassopoulos: Dr. Nasatir
    Nadia Litz: Dani Router
    Sotiris Siozos: Brecken Dotrice
    Ephie Kantza: Adrienne Berseau
    Tassos Karahalios: Klinek
    Jason Bitter: Tarr 
    Penelope Tsilika: Donna nel centro termale
         di bellezza 
    Mihalis Valasoglou: Agente NVU 
    Alexandra Anger: Chirurgo 
    Billy Ziogas: Ospite del centro termale di bellezza 
Doppiatori italiani:
    Pino Insegno: Saul Tenser
    Domitilla D'Amico: Caprice
    Federica De Bortoli: Timlin
    Christian Iansante: Lang Dotrice
    Federico Talocci: Cope
    Sergio Lucchetti: Wippet
    Alessandro Budroni: Dr. Nasatir
    Ilaria Latini: Dani Router
    Gabriele Donolato: Tarr 
Budget: 27 milioni di dollari US
Box office: 4,6 milioni di dollari US 
Date di uscita: 
   Cannes: 23 maggio 2022 
   Francia: 25 maggio 2022 
   Canada: 3 giugno 2022
   Regno Unito: 9 settembre 2022 
Titoli in altre lingue: 
   Francese: Les crimes du futur 
   Spagnolo: Crímenes del futuro 
   Portoghese: Crimes do Futuro 
   Croato: Zločini budućnosti
   Ceco: Zločiny budoucnosti  
   Russo: Преступления будущего 
   Ungherese: A jövő bűnei 
   Estone: Tuleviku kuriteod 
   Lettone: Nākotnes noziegumi 
   Greco (moderno): Εγκλήματα του μέλλοντος 
   Giapponese: クライムズ・オブ・ザ・フューチャー
   Cinese: 未来罪行 
   Coreano: 미래의 범죄들
   Arabo: جرائم المستقبل 
   Persiano: جنایات آینده
   Armeno: Ապագայի հանցագործություններ 

Trama: 
In un futuro non meglio specificato, significativi progressi della biotecnologia hanno portato all'adozione diffusa di macchine e computer analogici in grado di interfacciarsi direttamente con le funzioni corporee e di controllarle. L'umanità stessa ha sperimentato diversi cambiamenti biologici di origine indeterminata, con ogni probabilità connessi al superamento di una pandemia. Il più significativo tra questi cambiamenti è la scomparsa del dolore fisico e delle malattie infettive per la stragrande maggioranza delle persone, consentendo interventi chirurgici su persone coscienti in contesti normali. Altri esseri umani subiscono alterazioni ancora più radicali della loro fisiologia. Un bambino di otto anni di nome Brecken può consumare e digerire la plastica come cibo: sgranocchio un cestino di plastica in una latrina, come se fosse cioccolato bianco. Convinta che sia un essere inumano, un mostro, sua madre lo sopprime soffocandolo con un cuscino e lasciando che il suo cadavere venga trovato dall'ex marito Lang, tozzo e barbuto. 
Saul Tenser e Caprice sono una coppia di artisti performativi di fama mondiale. Sfruttando la "sindrome da evoluzione accelerata" di Tenser, un disturbo che causa la crescita spontanea di nuovi organi nel suo corpo, i due artisti li rimuovono chirurgicamente davanti a un pubblico dal vivo. Questi organi non hanno alcuna funzione o utilità determinabile: il processo che porta alla loro formazione è un vero e proprio "cancro creativo". La sindrome provoca a Tenser un dolore costante e gravi disturbi respiratori e digestivi. L'artista è dipendente da diversi dispositivi biomeccanici specializzati: un letto, una macchina attraverso la quale Caprice lo opera e una sedia fatta di ossa che si muove e ruota mentre lo aiuta a mangiare, permettendogli la deglutizione, seppur con difficoltà e pena. 
La coppia incontra gli insopportabili burocrati del Registro Nazionale degli Organi, un opprimente ufficio governativo incaricato di far rispettare le restrizioni statali sull'evoluzione umana. A questo scopo, gli organi prodotti dal "cancro creativo" vengono catalogati e conservati. Una di questi burocrati è l'inquieta Timlin, che rimane affascinata dagli obiettivi artistici di Tenser. Durante uno spettacolo di successo di Tenser, gli dice che "la chirurgia è il nuovo sesso". Un sentimento che l'artista, la sua compagna e molti altri personaggi abbracciano in modo radicale, assoluto, totalizzante: il taglio ripetuto dei corpi costituisce l'unico mezzo per ottenere la gratificazione sessuale. 
Un'unità di polizia governativa cerca di usare Tenser per infiltrarsi in un gruppo di evoluzionisti radicali. Senza dirlo a Caprice, l'artista segue una serie di contatti attraverso altre performance biologiche che lo conducono alla cellula evoluzionista. Uno di loro, l'ex chirurgo estetico Nasatir, crea una cavità con cerniera nell'addome di Tenser, che Caprice usa per accedere agli organi interni: prima gli pratica una fellatio sulla ferita, poi introduce la lingua all'interno e arriva a leccargli il fegato, mentre lui geme di piacere erotico! Caprice continua a fare rete con altri artisti performativi estremi, scegliendo infine di sottoporsi a un intervento di chirurgia estetica decorativa sulla fronte.
Tenser incontra Lang, che gli rivela il piano degli evoluzionisti: hanno scelto di modificare il loro apparato digerente per poter mangiare plastica e altre sostanze chimiche sintetiche. Il loro cibo principale, che masticano senza sosta, sembra essere una barretta di cioccolato finto tipo il Mars, ma di color viola sgargiante; in realtà è fatto di rifiuti tossici di plastica ed è un veleno mortale per gli altri. Lang è il leader della cellula di masticatori di Mars viola; suo figlio Brecken era nato con la capacità di mangiare la plastica, a dimostrazione dell'inesattezza della posizione critica del Governo sull'evoluzione umana. 
Nel frattempo, Timlin cerca di praticare un pompino a Tenser, ma lui rifiuta, dicendo: "Non sono molto bravo con il vecchio sesso"
Lang si rivolge a Tenser, chiedendo alla coppia di rivelare il programma antigovernativo della cellula attraverso un'autopsia pubblica di Brecken, che metterà in luce il suo apparato digerente evoluto. Dopo qualche remora, Tenser accetta. Sotto gli occhi di Timlin, Lang e molti altri, Tenser esegue l'autopsia, ma si scopre che il sistema di organi naturali di Brecken è stato sostituito chirurgicamente: sullo stomaco e sull'intestino compaiono scritte in nero. Lang fugge dallo spettacolo in lacrime. All'esterno viene avvicinato da due donne, agenti che lavorano per l'azienda che produce le macchine biomediche di Tenser. Come già avevano fatto con Nasatir, assassinano Lang conficcandogli dei trapani elettrici nel cranio. Il contatto di Tenser all'interno dell'unità di polizia ammette che Timlin ha sostituito gli organi di Brecken per mantenere segreta al pubblico la deviazione nell'evoluzione umana. Addolorato per la morte di Brecken e Lang, Tenser informa la polizia che non li servirà più, menzionando con approvazione le convinzioni della cellula sull'evoluzione. 
Tenser fatica a mangiare sulla sedia di ossa. Chiede a Caprice di dargli una barretta di Mars viola. Lui mastica il veleno, guarda nella telecamera di Caprice e versa una lacrima. La sua bocca si contrae in un sorriso mentre la sedia finalmente smette di fare rumore. 


Recensione: 
Questo film segna il ritorno di Cronenberg ai generi horror e fantascientifico dopo eXistenZ (1999), realizzato ben 23 anni prima. A dispetto del titolo identico, non abbiamo a che fare con un remake del primo Crimes of the Future (1970), risalente a più di mezzo secolo prima - 52 anni, per l'esattezza. pur presentando alcuni punti in comune, non irrilevanti. Oltre alla tematica della fusione tra uomo e macchina, così cara a James Graham Ballard e trattata in Crash (1996), troviamo in tutta la sua potenza l'allucinante immaginario di William Seward Burroughs, dalla cui opera è stato adattato Il pasto nudo (1991). La nuova carne si è imposta, come coronamento di un processo in cui l'evoluzione non è scorporabile dalla patologia! In Videodrome (1983) la nuova carne era televisiva. In Shivers - Il demone sotto la pelle (1975), il vettore del mutamento era un simbionte simile a uno stronzo semovente, che trasformava in zombie chi lo ingurgitava. Tutte queste visioni postumane hanno in comune l'ontologia! Preconizzano il superamento del genere umano e la venuta di qualcosa di completamente nuovo, che irrompe dall'Oltre. Questo Crimes of the Future è sublime, è come un incubo violento da cui ci si sveglia urlando, madidi di sudore, col cuore martellante, come se i vasi sanguigni fossero in procinto di cedere!

Questa è la dichiarazione di Cronenberg sul film per il Festival di Cannes 2022: "Crimes of the Future è una meditazione sull'evoluzione umana. In particolare, sui modi in cui abbiamo dovuto prendere il controllo del processo, creando ambienti così potenti che prima non esistevano. Crimes of the Future è un'evoluzione di cose che ho fatto in precedenza. I fan vedranno riferimenti chiave ad altre scene e momenti dei miei altri film. Questa è una continuità nella mia comprensione della tecnologia come connessa al corpo umano. La tecnologia è sempre un'estensione del corpo umano, anche quando sembra essere molto meccanica e non umana. Un pugno viene potenziato da una mazza o da una pietra che si lancia, ma in definitiva, quella mazza o quella pietra sono un'estensione di una potenza che il corpo umano già possiede. In questo momento critico della storia umana, ci si chiede: il corpo umano può evolversi per risolvere i problemi che abbiamo creato? Può il corpo umano sviluppare un processo per digerire la plastica e i materiali artificiali non solo come parte di una soluzione alla crisi climatica, ma anche per crescere, prosperare e sopravvivere?" 


Il nuovo sesso

Quello mostrato da Cronenberg è un mondo in cui non si fanno più i pompini. Non ci sono più spargimenti di sperma in bocca, né in altre cavità. Nessuno ingoia più il liquido seminale. Il nuovo sesso orale consiste nel leccare gli organi interni. Si assaporano e si deglutiscono i fluidi interni più ripugnanti: sangue, muco, bile, succhi gastrici, microbiota intestinale! Il pene è soltanto un'appendice carnosa priva di qualsiasi interesse, con ogni probabilità inerte, inerettile. Non viene lavato, è molle e puzza! Timlin, che vorrebbe succhiarlo avidamente, illudendosi di riuscire a farlo rizzare, è un relitto di tempi andati e sepolti. È l'ultima eroina romantica! È la Günderrode della sua epoca! Come tale, è votata al fallimento più miserabile. 
Le cose sono più drammatiche di quello che sembrano. Nel mondo post-apocalittico di Crimes of the Future, la procreazione non è un processo naturale, dato che non può avvenire alcuna copula. Il materiale genetico deve essere drenato da appositi strumenti metallici acuminati, infilati nel dotti seminali. Questa pratica avvilente deve essere, com'è ovvio, autorizzata dal Governo. Gli spettatori probabilmente non sono riusciti a capire fino in fondo che dalle ceneri della vecchia sessualità è nato qualcosa di simile alla vivisezione ad uso voluttuario! 


La sedia di ossa e il letto di dolore 

La sessualità non è la sola funzione fisiologica lesionata. La cosa più naturale del mondo, ingerire cibi e bevande, è diventata un supplizio spaventoso, che nemmeno Dante avrebbe saputo concepire nel più profondo abisso del suo Inferno. Mandare giù il bolo alimentare senza aiuto può causare polmonite ab ingestis, strozzamento, coma e morte! Il cibo, masticato grazie a quella protesi ingegnosa che è la sedia di ossa, viene accompagnato con immensa pena nella sua discesa nell'esofago indebolito e piagato, facendo patire un supplizio lento e inenarrabile. Com'è ovvio, vano è ogni tentativo di provare piacere dal cibo. Si potrebbe anche cercare di ingurgitare materiale fecale, tanto non ci sarebbe alcuna differenza: si soffrirebbe allo stesso modo. Se il dolore delle ferite non viene più percepito, tanto che ci si può seviziare col bisturi a piacimento, esiste comunque un dolore residuo, che viene inflitto dal sonno. Dormire non è più un sollievo dalle pene dei giorni: la sola possibilità di lenire queste sensazioni spiacevoli è una protesi, simile a un giaciglio in cui il corpo dolente è collegato a un gran numero di strutture tubolari e in qualche modo sedato.

Accoglienza

In parte a causa di una distribuzione limitata nelle sale cinematografiche degli Stati Uniti e del Canada, non pubblicizzata in modo aggressivo dai distributori, il film finì per rivelarsi una grossa perdita finanziaria per i suoi finanziatori. Le cose sono andate così: ritenendo che il film avesse un valore commerciale limitato, il distributore americano Neon e il distributore canadese MK2 Mile End decisero di distribuirlo in un numero limitato di sale, senza una campagna di marketing martellante e costosa. Questo portò il sito web Box Office Mojo a definire gli incassi del film nel weekend di apertura "deboli"; la rivista specializzata di Hollywood Variety li ha etichettati come "mediocri". Possiamo dire che sia stato un fiasco spaventoso! Peccato, perché la pellicola ha dei meriti notevoli. 
Viene da chiedersi se il motivo del fallimento non sia più profondo. Forse il pubblico è stanco, stremato dalle visioni della fantascienza e dell'horror. Almeno qui in Italia potremmo azzardare una spiegazione convincente: rimbecillita dalle sirene lobotomizzanti del Berlusconismo, la gente cerca soltanto gli spettacoli dei guitti più schifosi e immondi, rifuggendo qualsiasi spunto di riflessione. 


Curiosità varie 

Cronenberg aveva previsto che, a causa del tema trattato, della patologia ammorbante e della violenza esplicita del film, ci sarebbero stati abbandoni dalla sala già dopo 5-10 minuti dall'inizio della pellicola. La sua previsione si è dimostrata corretta.

La sceneggiatura è in gran parte adattata da un precedente progetto scritto da Cronenberg, intitolato "Painkillers", in fase di sviluppo nel 2002, che vedeva coinvolto Nicolas Cage. 

Viggo Mortensen avrebbe voluto la parte di Wippet, ma Cronenberg ha affermato di averlo "molestato" per costringerlo ad interpretare Saul Tenser. Nel ruolo di Timlin, quella che voleva ciucciarlo a Tenser, in un primo tempo era prevista Natalie Portman, che è poi stata sostituita da Kristen Stewart. Inizialmente il ruolo di Timlin era stato offerto a Léa Seydoux, ma lei si è rivolta a Cronenberg chiedendogli di interpretare Caprice: detestava l'idea di vedersi rifiutata una profferta sessuale, anche nella finzione.

Viggo Mortensen ha descritto la decisione di accovacciarsi e tossire durante tutte le sue scene: "Bisogna mostrare che c'è un effetto, e un effetto cumulativo. I suoi problemi digestivi che influenzano la sua respirazione, e il disagio che prova fisicamente, non importa in quale posizione si trovi. Deve muoversi, a volte deve rilasciare la tensione nel suo corpo in modi diversi." 

Il trucco protesico, durato quattro ore, che ha modellato 40 repliche di orecchie sul corpo del ballerino greco contemporaneo Tassos Karahalios, era così complesso che non ha potuto né mangiare né bere durante l'intera procedura di applicazione. 

Il relitto che si vede all'inizio del film è un vero relitto al largo delle coste greche. La nave si chiamava MS Mediterranean Sky ed è affondata a causa dell'erosione naturale e dello stato di totale abbandono. 

Il film è stato girato in diverse condizioni difficili: il set era sottoposto al protocollo COVID e c'erano incendi boschivi a nord e a sud di Atene (c'erano processioni religiose continue per cercare di respingere il fuoco). Una mattina, Cronenberg si svegliò con un'impenetrabile parete di fumo grigio fuori dalla finestra del suo hotel. 

I personaggi del gruppo rivoluzionario prendono il nome dai famosi registi Fritz Lang e Bela Tarr. 

Etimologia del cognome Tenser 

Il cognome Tenser (varianti: Tanser, Tanzer, Tencer, Tenzer, Teneser) è principalmente di origine tedesca/yiddish ed ebraica ashkenazita: deriva dalla parola tedesca Tanzer, che significa "ballerino", "intrattenitore", "giocoliere" - a sua volta formato da Tanz "danza" tramite il tipico suffisso agentivo -er. È stato portato in Inghilterra dagli immigrati dalla Germania nei secoli XVI-XVII e si è diffuso in luoghi come il Leicestershire. 

Etimologia del cognome Nasatir 

Il cognome Nasatir è di origine ebraica ashkenazita. Deriva dal verbo ebraico נָתַתִּי (nāthattī) "io ho dato", che suona nasati nella pronuncia ashkenazita. Il capostipite doveva essere un prestatore di denaro o un banchiere. Famiglie con questo cognome sono attestate nel XX secolo negli Stati, in particolare in Illinois. 

Il titolo nipponizzato 

Crimes of the Future diventa, adattandosi alla fonologia giapponese, Kuraimu obu za Fuyūchā. Un Tokugawa dell'epoca Edo non sarebbe riuscito a comprerne una sola parola. Eppure è tutto così semplice: 
1) Crimes è diventato Kuraimu;
2) of è diventato obu
3) the è diventato za
4) Future è diventato Fuyūchā

venerdì 5 gennaio 2024


TYLL THE GIANT

Titolo originale: Suur Tõll 
Titolo in russo: Большой Тылл 
Titolo in inglese: Tyll the Giant 
Anno: 1980 
Paese di produzione: Unione Sovietica
    (Repubblica Sovietica dell'Estonia) 
Lingua: Estone 
Durata: circa 14 min.
Tipologia: Animazione, cortrometraggio 
Genere: Surreale, fantastico 
Regia: Rein Raamat 
Sceneggiatura: Rein Raamat 
Produzione: Kulno Luht 
Colonna sonora: Lepo Sumera 
Direttore della fotografia: Janno Põldma 
Montaggio: Kersti Miilen 
Direzione artistica: Jüri Arrak 
Assistente alla regia: Sigrun Alaots 
Reparto artistico: Heiki Ernits, Ain Silbaum, 
    Valter Uusberg 
Animazione: Eda Kurg, Matu Kütt, Riina Kütt,  
    Krista Partti, Rein Raidme, Aarne Vasar 
Segreteria di edizione: Silvia Kiik 
Budget: 81.000 rubli
Link: 

Trama: 
Tyll è un gigante che conduce una vita semplice come contadino sulla sua isola, assieme alla moglie, la gigantessa Piret. I due abitano tra i tanti umani comuni, molto più piccoli di loro. Un mostruoso nemico, una specie di demone anch'esso gigantesco, caratterizzato dalla pelle color rosso sangue e da un occhio con più pupille, si nasconde sempre nelle vicinanze, pronto a fare del male in modo gratuito, ad esempio facendo piovere pietre sul campo appena arato da Tyll. Ogni volta che c'è un'emergenza, Tyll accorre regolarmente in aiuto degli umani: in un'occasione, salva i marinai quando la loro nave affonda. Deve anche aiutarli in battaglia quando gli eserciti nemici attaccano l'isola. Nella prima battaglia, Tyll si lancia nella mischia trasportando due enormi ruote di carro, sulle quali trasporta le sue truppe. L'esercito nemico è composto da lancieri con cappucci scarlatti che coprono il capo. La battaglia si trasforma rapidamente in un sanguinoso massacro in cui il nemico è prossimo alla vittoria: i guerrieri isolani non possono quasi nulla contro le spade degli invasori. Quindi Tyll interviene, usando le ruote dei suoi due carri come mazze e falciando interi battaglioni, cambiando così il corso della battaglia. 
Durante l'assenza di Tyll, il demone rosso si avvicina alla casa dove alloggiava Piret, senza farsi vedere, e la fa crollare addosso a lei, uccidendola. Al suo ritorno dalla battaglia, il gigante buono trova la moglie morta e ne colloca il corpo in una sepoltura megalitica, eretta con le proprie mani spostando immensi blocchi di pietra; poi va subito nella foresta e ricava un'enorme clava dal tronco di un abete, poi segue le tracce dell'assalitore fino a un promontorio roccioso dove il sentiero scompare. Si siede tristemente in attesa e alla fine si addormenta. A questo punto il demone appare alle sue spalle e scava attraverso il terreno che collega il promontorio alla terraferma, cercando di isolare la striscia di terra dove Tyll dorme, per creare un'isola e lasciarlo alla deriva. Ma Tyll si sveglia e colpisce il demone, che fugge. Tyll lo insegue senza sosta; quando infine riesce a raggiungerlo, il nemico viene inghiottito dall'Ano della Terra e sprofonda negli Inferi.
Tyll deve quindi tornare in guerra, poiché gli eserciti infernali si stanno nuovamente avvicinando per terra e per mare. Semina il caos tra le truppe nemiche, brandendo con entrambe le mani un immenso carro distrutto. Ma durante la battaglia, Tyll stesso viene decapitato da un gigante nemico, che brandisce un lunghissimo spadone. Il corpo decapitato di Tyll, ancora vivo, brancola finché non trova il capo nemico che gli ha tagliato la testa e lo stritola nel suo pugno. Poi, ridotto a una specie di zombie, raccoglie la propria testa mozzata e se ne va verso il luogo del suo riposo. Infine il corpo si ferma, cade a quattro zampe e si fossilizza, trasformandosi in una roccia. Anche la testa del gigante morto, caduta lì vicino, si pietrifica, tranne il suo sguardo, che rimane luminoso. Tyll proclama quindi che se il suo popolo avrà di nuovo bisogno di lui, si leverà in piedi per accorrere in aiuto.  

Recensione: 
Mi sono imbattuto in questo bellissimo video per un caso di serendipità. Stavo cercando qualcosa di diverso nel vasto Web e non riesco a ricordare cosa fosse. Quando ho visionato le sequenze sullo smartphone, ne sono stato immediatamente conquistato e ho deciso di approfondire la mitologia che ne costituisce il fondamento. Non è soltanto un'opera di fantasia: è un autentico gioiello, che aiuta a impedire l'indebolimento delle tradizioni mitologiche e la loro dissoluzione nell'Oblio. Un caso molto raro di questi tempi, dominati dall'infinito squallore del mercato.   


Possibile spiegazione storica 

Suur Tõll deve essere stato un uomo reale, di statura insolita, gigantesca, vissuto in epoca storica sulla grande isola estone di Saaremaa. Conosciamo le sue abitudini quotidiane: la passione per la sauna, la dieta a base di zuppa di cavoli e di birra. Aveva un temperamento piuttosto sanguigno. Combatteva contro i Cavalieri Teutonici. Le sue gesta sono state tanto eroiche, che dopo la sua morte è stato divinizzato dal suo popolo. 
L'epiteto Suur in estone ha un'etimologia chiara e significa "Grande". L'aggettivo deriva dal proto-finnico *suuri "grande" (da cui anche il finlandese suuri, suur- "grande" e il livone sūr "grande"). Invece il nome Tõll (varianti ortografiche: Toell, Tyll) è etimologicamente oscuro. Dalla stessa radice deriva il toponimo Tõlluste, che tuttora designa un centro abitato di Saaremaa. È verosimile che proprio lì sia stata sepolta la sua testa. 
1) L'ipotesi più accreditata dal mondo accademico è che il nome del gigante buono derivi dai cognomi TõllToll, tuttora diffusi sull'isola. Considerati di origine germanica, potrebbero derivare dal medio basso tedesco tol "dogana", "autorità di raccogliere le tasse" (equivale al medio alto tedesco zol, tedesco moderno Zoll). 
2) Un'alternativa è la derivazione dal proto-finnico *tuli "fuoco", a sua volta dal proto-uralico *tule. Mi pare implausibile già soltanto per motivi fonetici: se consideriamo il nome come estone nativo, il vocalismo non quadra. Tuttavia si nota che in Saami l'esito della forma proto-uralica è toll "fuoco". Il riferimento sarebbe alla natura iraconda del gigante, buono ma non troppo paziente. 
3) C'è chi ha proposto un'origine dalla radice proto-celtica *tullo- "buco" (cfr. bretone toull "buco"; cornico toll "buco"; gallese twll "buco"), alludendo a una qualche cavità in cui il gigante avrebbe avuto la sua dimora. Di tutte le ipotesi fatte, questa è la meno plausibile. Non vedo possibili legami con il mondo celtico. Forse il collegamento è all'idea di Tacito, che per primo citò gli Estoni chiamandoli Aestii e citando il nome che davano all'ambra, trascrivendolo come glesum. Non è impossibile che l'autore romano li ritenesse un popolo celtico, basandosi su conoscenze molto incerte. 
4) L'associazione di Tõll al tedesco moderno (gergale) toll "grande", "fantastico" e simili, è priva di fondamento: si tratta di una parola alto tedesca, derivata dal proto-germanico *dulaz "confuso, scemo", "matto", che è implausibile sia giunta in Estonia con una consonante sorda iniziale. La forma basso tedesca, dol "scemo", è poi passata come prestito nel tedesco moderno (gergale): doll "forte, fermo". 
5) Essendo tanto grande la confusione, potremmo anche essere di fronte a un resto di un sostrato pre-uralico sconosciuto. 


Il Diavolo nella mitologia estone

Il demone mostruoso, con la pelle scarlatta e due o tre pupille rotanti in un occhio, è Vanapagan ("Vecchio Pagano"), noto anche con altri nomi simili: Vanatühi ("Vecchio Vuoto"), Vanakuri ("Vecchio cattivo"), Vanapoiss ("Vecchio Ragazzo"), Vanasarvik ("Vecchio con le corna"), Vanataat ("Vecchio Padre"). Sono tutti derivati del proto-finnico *vanha "vecchio, anziano".
In questo personaggio si nota la fusione dei tratti di stupidità grossolana, considerati deprecabili nella visione pre-cristiana degli Estoni, e la natura maligna del Diavolo cristiano. Grande è la ricchezza dei suoi attributi magici: stupisce in modo particolare un cappello fatto di unghie, che gli conferisce il dono dell'invisibilità. A tal punto è giunto il sincretismo folklorico, che non è più possibile scorporare con sicurezza ciò che è dovuto al Cristianesimo da ciò che deriva dalla precedente religione politeista. 
L'uso del termine pagan "pagano" è molto problematico e non fa quadrare bene le cose. Alcuni ritengono che sia giunto in Estonia dal mondo germanico. Tuttavia l'opinione prevalente è che sia un prestito giunto dalla Russia.  
Questo è un estratto del trattato Pagan, põrgu ja papp: Kolm kristlikku terminit ("Pagano, inferno e prete: tre termini cristiani"), di Tiit Rein-Viitso (2006):

"Sellest, et eesti keeles pagan ei tähenda roojast ja on mittekristlast tähistavana valdavalt neutraalne mõiste ning et muinasvene vastavate nimi- ja omadussõnade puhul ei võida tõestada tähendusi 'mittekristlane' või 'mitteortodoks' ning et muudes slaavi keeltes vastavatüvelisi selletähenduslikke nimisõnu ei ole teada, tuleneb järeldus, et pole alust arvata, et ristiusu valdkonda kuuluv nimisõna pagan oleks eesti keelde laenatud kindlasti muinasvene keelest. Sama võib öelda liivi ja soome sõna kohta." 

Traduzione: 

"Dal fatto che in estone 'pagano' non significa 'impuro' ed è un termine prevalentemente neutro che denota un non cristiano, e che i significati di 'non cristiano' o 'non ortodosso' non possono essere dimostrati nel caso dei corrispondenti sostantivi e aggettivi dell'antico russo, e che non sono noti sostantivi con il corrispondente significato radicale in altre lingue slave, ne consegue che non vi è motivo di credere che il sostantivo 'pagano', che appartiene al campo del Cristianesimo, sia stato sicuramente preso in prestito in estone dall'antico russo. Lo stesso si può dire delle parole livoni e finniche." 

Queste sono le stranezze antropologiche che si formano nelle zone di frontiera, dove mondi tra loro incompatibili vengono in contatto. 

La moglie del gigante buono

Il nome Piret non è nativo: corrisponde al finlandese Piritta, che a a sua volta è un prestito dallo svedese Birgitta (inglese Bridget, italiano Brigitta, Brigida) - in ultima analisi di origine celtica. Il nome è stato reso popolare nel Nord a causa del culto di Santa Brigida di Svezia (1303 - 1373).
Sinonimi: Berit, Birgit, Pirje
Nota: La presenza del nome Piret nel mito di Suur Tõll deporrebbe a favore di una datazione piuttosto tarda (XIV secolo). 


Gli invasori

Per gli Estoni, il Male è soltanto una cosa: l'Invasore. Nel corso della loro tormentata storia hanno dovuto affrontare, oltre ai Russi, ai Danesi e agli Svedesi, nemici ben più terribili: i Cavalieri Portaspada (dal 1202 al 1237), quindi i Cavalieri Teutonici (a partire dal 1237). Questi monaci-guerrieri erano un vero e proprio flagello. Probabilmente per ragioni superstiziose, il regista decise di non rappresentarli nelle loro vesti bianche con croci nere o rosse. Gli venne l'idea di sostituirle con mantelli e cappucci rossi, volendo simboleggiare il potere Sovietico. Avendo paura di rappresaglie da parte dei dirigenti del Partito Comunista, decise di usare un colore viola purpureo - in modo tale da evitare ogni allusione. Tuttavia, a causa di un difetto tecnico, il colore viola purpureo nelle sequenze si degradò e divenne un bel rosso marxista. Per fortuna la cosa non causò alcuna noia e l'animazione fu molto lodata. 
Datazione: 
Sappiamo dal mito che Suur Tõll demoliva le chiese (anche se questo non viene mostrato nel video). Siccome i Cavalieri Portaspada conquistarono la grande isola di Saaremaa nel 1216, dobbiamo collocare le imprese dell'eroico gigante in anni successivi a questo evento. Possiamo in questo modo arrivare alla conclusione che dopo che i Cavalieri Portaspada furono assorbiti nell'Ordine Teutonico di Livonia, nel 1237, Suur Tõll demolì le chiese costruite negli anni precedenti. 


Il potere maligno dei bulli

Il finale non riporta una parte importante del mito, forse per via del grande imbarazzo provato dal regista - dato che si tratta di una cosa poco edificante. Abbiamo visto che il gigante, decapitato, giura che risorgerà per aiutare il suo popolo in caso di guerra. Ecco, dopo molto tempo un gruppo di vilissimi bulli, giunto fino ai suoi resti, si mette a canzonarlo, chiedendogli di alzarsi perché è arrivata la guerra! Il gigante risorge, si accorge che non c'è nulla, quindi ritorna alla tomba giurando di non uscirne mai più. L'ispiratore della carognata bullesca può essere identificato senza sforzo: è Vanapagan.  

Il Regista: 
Rein Raamat è nato a Türi, nella Contea di Järva, in Estonia, nel 1931. È stato il primo animatore estone di successo internazionale; insieme a Elbert Tuganov è considerato il "padre dell'animazione estone". Ha diretto molti cortometraggi animati dall'inizio degli anni '70 e ha anche prodotto oltre 20 documentari. Si è laureato all'Istituto d'Arte Estone nel 1957 come pittore. Tra il 1957 e il 1971 ha lavorato come artista e regista di lungometraggi a Tallinn. Nel 1971 ha fondato il suo studio di animazione, Joonisfilm, una divisione dello studio Tallinnfilm, dove ha iniziato a realizzare le sue pellicole. Dal 1989 al 1995 è stato direttore artistico dello Studio B, da lui fondato, che impiegava circa 120 persone. Uno dei suoi film più importanti è senza dubbio Põrgu (Inferno), uscito nel 1983, basato sull'arte del collega estone Eduard Wiiralt degli anni '30. Nel 1998 ha collaborato con il giornalista Martti Soosaar alla produzione del documentario Enn Põldroosi härrasmeeste seltskond ("La compagnia di gentiluomini di Enn Põldroosi")

Curiosità

Il cognome del regista deriva dalla parola estone raamat, che significa "libro". È un antico prestito dall'antico slavo грамота (gramota), a sua volta dal greco γράμματα (grámmata) "lettere", "scrittura". In finlandese si trova raamattu "bibbia". La semplificazione dei gruppi consonantici iniziali spesso rende difficile riconoscere le parole d'importazione. Datazione del prestito: X-XIII secolo.

lunedì 1 gennaio 2024


THE MIDNIGHT PARASITES

Titolo originale: Kiseichuu no Ichiya
     (
寄生虫の一夜)
Titolo in inglese: The Midnight Parasites 
Anno: 1972 
Paese di produzione: Giappone 
Durata: 9,50 min 
Regia: Yōji Kuri 
Tipologia: Animazione, cortometraggio 
Genere: Surreale, sperimentale, horror 
Sottogenere: Psichedelico  
Influenze: Hieronymus Bosch (Giardino delle Delizie);
      Roland Topor (Arte panica)
Colonna sonora: Isao Tomita 
Link: 
Trama: 
"Un paesaggio desolato ospita una serie di creature surreali, alcune umanoidi, altre completamente aliene. Le loro vite si intrecciano, con interazioni che spaziano da docili e simbiotiche a terribilmente violente." 


- Una specie di dinosauro segmentato che bruca in un lago: al posto della coda ha l'imboccatura dell'anfora, da cui esce un flusso come di orina o di feci liquide.
- La metà inferiore di un uomo in pantaloni e scarpe, dal cui interno sporge la testa di un uccello da becco lungo e affusolato, simile a un picchio.
- L'Uomo-Albero, che ha due barche al posto dei piedi e il ventre cavo in cui ospita alcuni ubriaconi seduti ai tavoli di legno; dal dorso fuoriesce un albero su cui è appollaiata una civetta viola, dal retro sporge un'asta che termina in una bandiera blu con una mezzaluna d'oro. Sulla testa porta un ruota dentata e una brocca.
- La metà inferiore di un bambino che indossa le scarpe ed è coperto un pesante berretto piumato dalla cintola in su; per il resto è nudo, si notano i minuscoli genitali e ha un occhio al posto dell'ombelico. 
- Un singolare rettile-crostaceo di aspetto preistorico, con molte zampe, un guscio simile a quello di una tartaruga e le corna di cervo sul capo. 
- Numerose donne che escono da un lago su una cui riva sorge un mulino a vento; salgono al cielo, dove vengono intercettate da giganteschi pesci volanti che le divorano, facendone cadere le gambe mozzate. Un pesce spada volante infilza due donne; il cadavere di una delle vittime cadendo finisce impalato da un tronco acuminato e perde la parrucca.
- Due umanoidi lividi raccolgono in un cesto le gambe amputate che piovono dal cielo, poi procedono servendosi di un monociclo di legno. Attraversano un paesaggio di entelechie spettrali: un uovo trafitto da una freccia, dal cui guscio sporgono un occhio e una zampa; il cadavere di una donna incinta decapitata; una torre in rovina con sopra un uccello simile a un kiwi e un ruscello che scaturisce da una parete.
- Nel bel mezzo di una candida nube c'è un grosso occhio umano. Dal cadavere livido di una donna sventrata fuoriescono vermi neri simili a nematodi, che si alzano in volo, diventano uccelli e spariscono all'orizzonte.
- Dal suolo sporgono occhi inerti. Dal tronco di un albero disseccato sporge un gigantesco orecchio. In una cavità del legno c'è un grosso gufo. Un bambino grottesco e livido conficca il capo nel terreno e si mette a gambe all'aria, quindi  dal suo ano cresce un albero, mentre le sue gambe si coprono di spine. Un pesce volante si posa sui rami e vomita un carico di cadaveri lividi di donne. 
- Quattro donne biondicce sono immerse fino alla cintola nelle acque di un lago sulle cui rive sorgono rovine; un grosso drago acquatico dalla testa simile a quella di uno pteranodonte emerge dal pelo dell'acqua e le divora. 
- Una donna calva emerge dall'acqua con una spada e uno scuro, combattendo contro il drago acquatico dalla testa di pteranodonte. Il mostro ingoia la donna combattente, ma mentre nuota viene ucciso dalla sua spada, che gli scaturisce da un occhio.
- La carcassa del drago dalla testa di pteranodonte galleggia sulle acque del lago, a ventre all'aria. Si spacca e all'interno ci sono le donne biondicce che ha ingurgitato. Dalla cima di un castello sporge un uomo-rana verdastro che le cattura con le lunghissime zampe anteriori e le trangugia. 
- Un occhio dell'uomo-rana verdastro si gonfia e ne esce un girino con gli stivali ai piedi. Si sposta sul terreno, raggiunge un umanoide livido e lo ingoia. Il paesaggio è entelechiano. 
- Arriva una donna volante con le ali di farfalla. Un uomo livido come uno zombie, calvo e coi baffi, esce da una spaccatura in un grande tronco disseccato, raggiunge la donna alata, con cui vorrebbe fare sesso; lei depone un uovo sulla sua schiena e riprende il volo. Dall'uovo esce un piccolo bambino-parassita che divora il suo ospite.
- Il bambino-parassita, cresciuto, raggiunge il grande tronco disseccato e si impupa. La sua testa si spacca e ne esce una donna alata, del tutto simile alla sua genitrice. 
- Una casa-torre senza finestre si spacca, facendo fuoriuscire un grosso verme segmentato, simile alla larva di un sirfide. Il grosso verme si sgretola e dentro c'è una specie di crostaceo rosa e rachitico.
- Il crostaceo rosa e rachitico cerca di saltare in un vaso di terracotta, ma viene intercettato da una pressa volante e ridotto in poltiglia. Il vaso, dotato di volto grottesco, di orecchie e di gambe, si mette a camminare. Attraversa il paesaggio pieno zeppo di entelechie.
- Il vaso camminante raggiunge una donna livida e quadrupede, quindi le rovescia davanti una poltiglia rosa, resto del crostaceo rachitico. La donna ingoia la poltiglia e defeca escrementi stitici in una latrina a pozzo. Tutt'intorno ci sono rovine di torri e molte anfore rotte.
- Il Cerchio dei Coprofagi! Una torre piena di simboli astrali, con la figura di Zoroastro, si erge nel deserto. La sua base sembra una vecchia fornace. Umanoidi rachitici e quadrupedi procedono girando intorno alla base, ciascuno con il volto vicino al deretano di quello che lo precede. Ognuno defeca feci simili a monete d'oro, che subito vengono ingoiate da quello che lo segue. 
- Arriva un uomo calvo, baffuto, livido, obeso. Un ragazzo lo pugnala al ventre. Ne escono moltissime monete d'oro.
- Gli umanoidi del Cerchio dei Coprofagi vengono trasportati uno dopo l'altro da una specie di panno bianco volante. Finiscono così tra le fauci di un demone dalla testa di caprimulgo, assiso su un trono tra le Piramidi. Porta un imponente copricapo faraonico blu. Ingoia e defeca le sue vittime in una latrina a pozzo, situata sotto il trono. Quando una vittima muore stritolata dal becco del demone, espelle dall'ano un piccolo uccello nero che vola via.  
- Un umanoide livido cerca di sottrarsi al suo fato e fugge via. Un insetto gigantesco col muso a martello lo segue e lo colpisce, tramortendolo. Poi gli depone sopra un gran numero di uova.
- In una casa, una donna biondiccia e nuda cerca di cacciare una mosca. Batte la testa contro una parete e muore. Dal suo ano escono sciami di farfalle.
- In una casa ci sono due idioti, uno grasso e uno magro. L'idiota grasso è seduto a fianco di una tavola apparecchiata, e aziona un complicato meccanismo per uccidere a pugnalate le grosse mosche che si posano sul soffitto. Quando una mosca gli cade nel piatto, l'idiota magro la condisce con l'aceto, quindi l'idiota grasso la mangia.
- Un panzone livido cerca di acchiappare un passeraceo, che gli sfugge e lo buca da parte a parte, aprendo uno squarcio sanguinante. Un ruscello statico esce da una ferita nel cielo.
- Arriva un essere volante simile a un pene eretto con le gambe, con occhi sulle chiappe e un becco che esce dall'ano. Si nutre dallo squarcio del panzone morto e vomita un grosso escremento umano.
- Dall'escremento esce un verme segmentato. Raggiunge un globo forato e vi entra, compiendo metamorfosi. Il guscio si sgretola, e il verme è diventato una grossa formica nera. 
- La formica nera raggiunge un umanoide livido che urla di terrore aggrappato a un ramo, emettendo suoni altissimi e spaventosi, come quelli di un maiale in procinto di essere scannato. L'insetto uccide l'umanoide e ne trascina il cadavere verso una buca, in cui lo inuma.
- Ricompare l'Uomo-Albero, che procede verso il lago in cui bruca il dinosauro-anfora visto nella sequenza iniziale. 


Recensione: 
Ricordo che anni fa litigai con un coglione in Facebook. Guardato il video onirico dalla musica inquietante, feci notare in un commento che sembrava un'opera di Topor. Intervenne lo scemo a fare "gnè gnè gnè gnè". Secondo lui, per il solo fatto che ci fossero immagini tratte dall'opera di Hieronymus Bosch, significava che non potessero esserci altre fonti d'ispirazione. Ne nacque un inutile flame. L'idiota postò alcuni estratti del Giardino delle Delizie per dimostrare che aveva ragione. Fui colpito dalla sua rigidità mentale. Aveva un cervello bidimensionale, poco più complesso di quello di un anellide. Quello che non poteva capire è che The Midnight Parasites è un melting pot che attinge da molteplici fonti. Il risultato di questo processo di sintesi è qualcosa di molto superiore alla semplice somma algebrica delle sue componenti. Ecco una breve sintesi delle principali influenze:

1) Hieronymus Bosch: 
L'animazione rievoca le visioni infernali e le creature bizzarre del pittore fiammingo, con un'esplorazione del corpo e della sessualità in chiave fantastica e disturbante. Riprende in particolare alcuni dettagli del Trittico del Giardino delle Delizie. A dare la notizia di questa connessione è stata  la storica dell'arte Valentina Tanni su Artribune, il 20 dicembre 2017, poco dopo la scoperta che il video di Kuri era stato caricato su Vimeo. L'articolo della Tanni è diventato oggetto dell'adorazione feticista di molti navigatori e considerato un dogma esclusivo, monolitico, capace di azzerare qualsiasi altra considerazione. 
2) Surrealismo (XX sec., anni '20): 
È stato un movimento artistico nato in Francia, guidato da André Breton, il cui scopo precipuo era l'esplorazione dell'inconscio e dell'universo onirico, con i suoi enigmatici simbolismi, al fine di superare la realtà logica e promuovere la liberazione del pensiero. La mancanza di una logica narrativa, le sequenze di trasformazioni corporee sono tipiche del cinema surrealista. In particolare, nel video di Kuri, si ritrovano influenze del pittore 
Salvador Dalì e del cineasta Luis Buñuel (basti pensare a Un chien andalou, 1929). 
3) Neosurrealismo (XX sec., dagli anni '60): 
È un movimento artistico che riprende i princìpi del Surrealismo storico. L'Arte Panica di Roland Topor, Alejandro Jodorowsky e Fernando Arrabal ne rappresenta il culmine: è pura catarsi, in cui l'anima è curata con la morte, la coprofagia, il cannibalismo e le pulsioni incestuose! In particolare, delle opere di Topor sul video di Kuri mi pare massiccia, quasi preponderante.
4) Animazione sperimentale:
Si trovano echi di maestri come Jan Švankmajer (Praga, 1934 - vivente), per il body horror, le marionette e una sensibilità da underground animation degli anni '60-'70. Le principali fonti di ispirazione di Švankmajer sono Edgar Allan Poe e il Divino Marchese, Donatien-Alphonse-François de Sade. I suoi film sono caratterizzati dai seguenti effetti bizzarri: 
- suoni esasperanti, presenti in tutte le scene in cui qualcuno sta mangiando, 
- sequenze molto accelerate quando le persone interagiscono tra loro o stanno camminando;
- oggetti che prendono improvvisamente vita tramite lo stop-motion.
5) Fumetto giapponese (漫画 manga):
Le rappresentazioni esplicite, a volte grottesche, della sessualità e del corpo femminile richiamano il manga erotico o エログロナンセンス ero-guro nansensu (erotico-grottesco). E' un interessante fenomeno sociale, letterario e artistico formatosi in Giappone, che combina  l'erotismo con elementi grotteschi, macabri, bizzarri, insensati. Si nota che nansensu è un prestito dall'inglese nonsense, assimilato alla fonologia nipponica. Appare evidente che guro è abbreviato da gurutesuku, prestito assimilato dall'inglese grotesque, a sua volta dal francese. 


Il Regista: 
Yōji Kuri (久里 洋二), regista indipendente e animatore giapponese nato a Sabae nel 1928, nei primi anni '60 del XX secolo è stato il capo informale del collettivo "Animation Association of Three" (アニメーション三人の会, Animēshon Sannin no Kai). È conosciuto a livello internazionale per la commedia nera dei suoi film, con lo stile tipicamente ingenuo dei suoi fumetti che spesso smentisce le situazioni surreali, oscene e inquietanti che descrivono; questo li ha resi i preferiti tra il pubblico ferventemente controculturale, che includeva registi come René Laloux (Il pianeta selvaggio, 1973; Gandahar, 1987), dei primi anni dell'Annecy International Animated Film Festival, e in una pubblicazione del 1967 è stato considerato "il più significativo" e "l'unico animatore giapponese il cui lavoro è conosciuto in Occidente".
È anche conosciuto in Giappone per i suoi fumetti, una raccolta dei quali gli è valsa nel 1958 il Bungeishunjū Manga Award. Sebbene si fosse ritirato dal cinema, continuò a illustrare e insegnare animazione alla Laputa Art Animation School (アート・アニメーションのちいさな学校, Āto Animēshon no Chiisana Gakkō). Nel 2012, ha ricevuto un premio alla carriera al Festival mondiale del film d'animazione, meglio noto come Animafest Zagreb


Influenze su altre opere: 
Il video di Kuri ha ispirato la serie a cartoni animati Salad Fingers (alla lettera "Dita a insalata"), realizzata dall'artista multimediale britannico David Firth. Realizzata in Adobe Flash Player, è iniziata nel 2004 ed è tuttora in corso. Il protagonista è un umanoide bizzarro dalla pelle verdastra, privo di peli, con occhi strabuzzati dalle orbite e le dita delle mani simili a cetrioli affettati per il lungo. Queste dita, dalla sensibilità tattile sviluppatissima, gli procurano sensazioni erotiche a contatto con superfici scabre. Nel corso dei vari episodi della serie, questo lugubre essere cade in preda a schizofrenia allucinatoria, compiendo raccapriccianti atti di autolesionismo, feticismo e persino cannibalismo. Ad esempio, si strappa gli occhi a mani nude, in preda all'esaltazione e alla gioia. Le immagini sono violente, piene di animali morti e mutilati, sangue e latrine!

venerdì 29 dicembre 2023

 
HAGAZUSSA - LA STREGA 
 
Titolo originale: Hagazussa - Der Hexenfluch 
Lingua originale: Tedesco 
Titoli: Antico Alto Tedesco (in caratteri runici), Tedesco 
    (traduzioni) 
Paese di produzione: Austria, Germania
Anno: 2017
Durata: 102 min
Genere: Orrore, drammatico 
Tipologia: Film a episodi 
Tematiche: Stregoneria, paganesimo alpino, persecuzione 
Regia: Lukas Feigelfeld
Sceneggiatura: Lukas Feigelfeld
Produttore: Lukas Feigelfeld, Simon Lubinski
Casa di produzione: Deutsche Film- und Fernsehakademie
    Berlin
Distribuzione in italiano: Forgotten Film Entertainment
Musiche: MMMD 
Interpreti e personaggi:
    Aleksandra Cwen: Albrun
    Celina Peter: Albrun bambina
    Claudia Martini: Madre di Albrun
    Tanja Petrovsky: Swinda
    Haymon Maria Buttinger: Parroco
    Franz Stadler: Sepp
    Killian Abeltshauser: Contadino
    Gerdi Marlen Simonn: Martha
    Thomas Petruo: Medico
    Judith Greets: Suora
Episodi:
    Ombre (SCATA - Schatten)
    Corno (HORN - Horn)
    Sangue (BLUOT - Blut) 
    Fuoco (FIUR - Feuer)
Titoli in altre lingue: 
   Inglese: Hagazussa: A Heathen's Curse 
   Francese: Incantations 

Trama: 
L'ambientazione è un luogo molto isolato nelle Alpi Austriache, nel XV secolo. 


SCATA :
Ombre 

Una ragazzina solitaria di nome Albrun vive con la madre, Martha, e fa la pastorella di capre. Un anziano viaggiatore le avverte di tornare indietro, perché nei 12 giorni tra Natale e l'Epifania c'è il pericolo di incontrare la Perchta, una divinità pagana che vive tra le montagne e somiglia a una Befana ostile, violenta. Una notte, alcuni uomini travestiti con pelli di capra e corna si avvicinano alla casa di Martha e Albrun, bussano alla porta, le chiamano streghe e insistono perché vengano bruciate vive. Poco più tardi, la madre si ammala di peste. Un medico e una suora, venuti da un villaggio vicino, scoprono degli orribili bubboni bulbosi e scuri sotto l'ascella della donna. Considerandola troppo debilitata per ricevere ulteriori cure, se ne vanno. Albrun si prende cura della madre, le cui condizioni fisiche e mentali peggiorano rapidamente, culminando in una violenza sessuale ai danni della figlia. La donna corre fuori dalla casa nella notte invernale. Al mattino, Albrun trova il suo cadavere nel bosco, ricoperto di serpenti. 


HORN :
Corno 

Quindici anni dopo, Albrun ha una bambina a cui ha dato lo stesso nome della madre defunta, Martha. Si prende cura delle capre sulle colline, mungendole, producendo formaggio e a volte mostrando intimità con loro mentre si masturba. Porta il latte in città per venderlo, ma viene respinta dagli abitanti, a causa delle loro superstizioni, che li portano ad odiare i pagani (veri o immaginari che siano). La giovane è costretta ad affrontare terribili bulli, che la trattano come una paria, insultandola e sputando a raffica. Le molestie vengono interrotte all'improvviso dall'intervento di una ragazza biondiccia di passaggio, Swinda. Più tardi, questa Swinda si presenta alla baita di Albrun donandole una mela e dicendole che il prete del villaggio vorrebbe parlarle. 
Il sacerdote tratta Albrun umanamente e le spiega che il suo isolamento e il suo allontanamento dagli altri conducono i villici alla tentazione che scaturisce dal sacrilegio. Mentre porge ad Albrun il teschio di sua madre, levigato e ornato, dipinto con fiori e vegetazione, conclude: "Per rafforzare la fede di una comunità religiosa, è necessario che ogni sacrilegio venga purificato". Albrun prende il teschio e lo mette in un angolo della sua casa. Gli fa offerte di fiori e gli colloca vicino una candela. Quando Swinda le fa visita, nota quel resto macabro e se ne va via subito. Nella suo solitudine, Albrun sente voci provenienti dal bosco, tra cui quella di sua madre. I suoni continuano mentre si masturba. Il giorno dopo, cerca di allattare sua figlia, che però rifiuta il capezzolo. 
Più tardi, mentre camminano in montagna con Albrun, Swinda la mette in guardia da "coloro che non portano Dio nel cuore: gli ebrei e i pagani". Aggiunge che "Arrivano di notte e come animali ti rapiscono, e poi qualche mese dopo hai un figlio come loro tra le braccia". Durante il tragitto, Swinda convince un uomo incredibilmente grossolano e grottesco a camminare con loro. Dopo che Swinda gli ha sussurrato qualcosa, lui si gira verso Albrun e l'abbraccia. Swinda getta Albrun a terra, la immobilizza e sussurra: "È disgustoso come puzzate voi streghe, emanate un fetore di marcio". Però inala avidamente. L'uomo scimmiesco inizia quindi a violentare Albrun mentre Swinda la tiene ferma. Più tardi, Albrun torna a casa e scopre che le sue capre sono state tutte rubate tranne una, orrendamente macellata e mutilata. Furiosa, porta un ratto morto alla fonte d'acqua locale per avvelenarla, poi urina sulla carogna del roditore e nel flusso. Ha le mestruazioni ed è febbricitante. Quella notte, Albrun accende una candela e comunica con il teschio di sua madre. 


BLUOT :
Sangue  

Albrun arriva in città con la figlia in braccio e vede molti cadaveri nudi e tumefatti condotti via. È la peste! Un monatto incappucciato trasporta su un barozzo Swinda e il massiccio contadino grottesco. Le loro carogne sono messe in una posizione contorta, quasi come se fossero impegnate in un 69: i piedi incredibilmente puzzolenti dell'uomo, dalle suole annerite, sono a poca distanza dalla faccia di Swinda e fanno penetrare i lezzi schifosi nel suo naso estinto. La scena sembra quasi una proiezione dei supplizi dell'Inferno, che non daranno loro pace per l'Eternità!
Sulla via del ritorno, Albrun si ferma nel bosco e mangia un fungo, una specie di chiodino, che le provoca terrificanti allucinazioni e psicosi violentissime. Nel mezzo del parossismo, la donna entra in un putrido stagno assieme alla figlia, lasciandola annegare. Affonda nell'acqua torbida con gli occhi aperti, in mezzo al sangue.


FIUR : 
Fuoco  

Nella sua baita, mentre Albrun dorme, un serpente le percorre il corpo. Lei si sveglia e, ignorando il rettile, sente la madre chiamarla. Si alza e si avvicina al camino, mentre continua a sentire il respiro affannoso della madre. A questo punto scopre il corpicino della bambina annegata, che aveva portato a casa con sé. Sconvolta, lo immerge nella zuppa che bolle sul fuoco. Con mani tremanti, mangia alcuni brandelli della carne infantile. Presto vomita copiosamente e urla di orrore, mentre la psicosi indotta dal fungo ritorna a scuoterla. Vede la figura spettrale della madre e sente delle risate. Le ombre sui muri sembrano muoversi minacciose, costringendola a fuggire dalla capanna. Nella luce crepuscolare del mattino, con gli occhi resi opachi e ciechi da un glaucoma, Albrun si sdraia e muore sulla cima della montagna. Il suo corpo prende fuoco spontaneamente al sorgere del sole! 

Numero di bambini mangiati: 1. 


Recensione: 
Questo film è la tesi di laurea del regista, produttore e sceneggiatore austriaco Lukas Feigelfeld (Vienna, 1986 - vivente). 
La critica ha accostato con una certa insistenza questa pellicola a The Witch, diretto da Robert Eggers (2015), che parimenti tratta l'argomento della stregoneria. A mio avviso, le somiglianze tra l'opera di Feigelfeld e quella di Eggers si limitano alle atmosfere cupe e ai colori smorti, in alcune sequenze tendenti quasi al bianco e nero. Infatti il film è stato girato in gran parte con luce naturale e in remote località alpine; il regista ha optato per dialoghi minimi e un approccio lento e atmosferico. La struttura narrativa è esile, ridotta all'indispensabile. È opinione comune nel Web che la storia passi addirittura in secondo piano rispetto alla forma (Cotola, 2020). Questo si deve soprattutto al fatto che la protagonista è una donna solitaria, che ha pochissimi contatti con il mondo esterno. In altre parole, manca un complesso contesto familiare.  
La pellicola di Eggers è legata all'iconografia tradizionale della stregoneria, con i Sabba, i patti col Diavolo in forma di caprone nero, il manifestarsi di eventi soprannaturali et similia. Quella di Feigelfeld invece esplora una tradizione abbastanza diversa, fatta di sopravvivenze (vere o presunte) di un sostrato precedente all'introduzione del Cristianesimo nell'arco alpino orientale. Manca del tutto l'elemento della Riforma Protestante, essendo l'ambientazione precedente. Mancano così dispute religiose come quella che ha portato William ad essere espulso con la famiglia dalla sua comunità puritana.  
Come già The Witch, anche Hagazussa - La strega può essere visto servendosi di diverse due chiavi di lettura: quella letterale e quella figurativa. La seconda è quella che permette la migliore analisi, da un punto di vista prettamente razionalistico. Albrun potrebbe benissimo non essere una strega, bensì una donna infelice e con problemi psichici aggravati dalla solitudine, dalla segregazione e dal clima di ostilità che la circonda. Tutto ciò che appare soprannaturale può essere visto come pura e semplice allucinazione indotta da avvelenamento da funghi. Albrun uccide la figlia e compie un atto di cannibalismo perché spinta dalla pazzia e non per comando di un'entità demoniaca realmente esistente. Le voci sono allucinazioni acustiche, ben note alla psicopatologia. La peste che uccide Swinda e il contadino scimmiesco può essere stata causata dal morso di uno scoiattolo, di un ratto o di una lepre - e non da un atto magico di reale efficacia. Non dimentichiamoci che negli Stati Uniti d'America, dove ogni anno si verificano sporadici casi di peste (sia bubbonica che polmonare), il principale vettore del morbo è proprio il morso degli scoiattoli. L'unico fenomeno difficile a spiegarsi è quello dell'autocombustione finale, che avviene sotto il cielo sereno e non può essere ascritta a un fulmine comune. Si può pensare che Albrun, ormai incosciente, sia stata colpita da un fulmine globulare, evento rarissimo ma non del tutto impossibile. 
Tuttavia, se uno spettatore volesse ritenere che Albrun sia un'autentica strega, avrebbe comunque tutti gli elementi per farlo. Questa complessità, che permette diverse interpretazioni tra loro contrastanti, è qualcosa di geniale. 


Etimologia di Hagazussa  

La parola Hagazussa è l'antenato del tedesco moderno Hexe "strega". La forma protogermanica ricostruibile è *χaγatusjō, composto di *χaγō "recinto" e di *tusjō "demonio", con paralleli in celtico e in altre lingue indoeuropee.
 
Etimologia di Albrun 
 
Il nome significa "Runa degli Elfi" o "Segreto degli Elfi". La forma protogermanica ricostruibile è *Albirūnō, composto di *albiz "elfo"  e *rūnō "segreto". È un antroponimo femminile molto arcaico. Gli Elfi, nell'antica tradizione germanica, non erano le creature leggiadre, splendenti e benevole a cui siamo stati abituati dal fantasy: erano esseri maligni che vivevano nei tumuli e che erano ritenuti responsabili, tra le altre cose, della diarrea e della lebbra. 
 
Etimologia di Swinda 
 
Il nome significa "Forte". La forma protogermanica ricostruibile è *Swinþō, da *swinþaz "forte". È un antroponimo femminile molto arcaico. In gotico si ha l'aggettivo swinþs "forte", femminile swinþa. Lo stesso elemento si trova anche nel nome della Regina degli Ostrogoti Amalasunta (gotico Amalaswinþa "Forza degli Amali", trascritto come Amalasuintha, Amalasuntha, Amalasuinda, Amalasuenta). Gli Amali erano la dinastia regnante degli Ostrogoti (estinta con la morte di Teodato nel 536). 

Nota: 
Sono forme un po' arcaiche per il XV secolo.

Curiosità 

Il finanziamento subì delle interruzioni: le riprese furono sospese per un anno a causa di vincoli di bilancio, poiché la produzione inizialmente non ricevette alcun sostegno finanziario da parte di fondi cinematografici tedeschi o austriaci. 

Gli attori hanno recitato le loro battute in una variante dialettale austriaca della lingua tedesca. La colonna sonora è stata composta dal duo dark ambient greco MMMD. 


Altre recensioni e reazioni nel Web 

Alcune opinioni interessanti si trovano nel sito di critica cinematografica Il Davinotti


Daniela ha scritto (2020):
"Figlia di strega, destinata a diventare strega essa stessa...  Con molti punti di contatto con The Witch di cui condivide i toni cupi e l'ambientazione in una società contadina decontestualizzata, questa produzione franco-tedesca [sic] riesce ad essere ancora più scarna e criptica. Per spingere verso il male è sufficiente la crudeltà degli uomini verso i deboli ed i diversi, sorretta dall'ottusità della Chiesa, tanto che il Diavolo può defilarsi fino a diventare un fruscio nella foresta o la conseguenza di un'intossicazione alimentare. Film ostico ma rigoroso, affascinante."
Buiomega71 ha scritto (2021): 
"Cupo, ostico, opprimente e oscuro (come le musiche alla Popol Vuh di Mmmd) viaggio incubotico [sic] che sta tra Dreyer e Herzog, in cui Feigelfeld tocca le corde più disturbanti (in zona zoofilia con la mungitura della capra, la madre che annusa viscidamente la figlia, una minzione su un ratto morto, infanticidi, il vomito, la peste e una sequenza di cannibalismo tra le più insostenibili mai girate) fino a una chiusa suggestiva che sfocia nel soprannaturale. The witch, al confronto, sembra un blockbuster. Vivamente sconsigliato a chi soffre di depressione. Pesantissima l'atmosfera."
Abthonyvm ha scritto (2022): 
"Sarebbe semplicistico considerare l'opera di Feigelfeld come la controparte europea del The witch di Eggers, nonostante gli inevitabili paragoni e gli evidenti punti di contatto: l'orrore dell'austriaco è più rarefatto e intimo, si nutre di solitudine ed emana dai dettagli (i bubboni della madre morente, l'erotismo malato, i teschi), facendosi conseguenza diretta di mali insanabili quali il pregiudizio e l'ignoranza, concretizzandosi in una fuga nefasta nella follia depressiva. Opera non tanto spaventosa quanto disturbante, che si avvale di un'ottima protagonista e un'eccellente OST."
Piuttosto scettico è invece Myvincent, che ha scritto (2021):
"Vita, miracoli e morte di una strega del XV secolo in uno sperduto villaggio alpino fatto di quattro case. Più che un horror, l'ennesima critica a chi fa della diversità uno squallido motivo di conformismo. Purtroppo lo stile è talmente monotono, il ritmo di una noia insostenibile, che il film si fa davvero pessimo. Esercizio di stile fine a se stesso e per di più dai risultati discutibilissimi."

Riporto infine il link alla recensione di C.H. Newell, pubblicata sul sito Father Son Holy Gore


Senza dubbio è interessante, anche se si ravvisa una certa fissazione con temi tipicamente moderni proiettati retroattivamente indietro di secoli.