venerdì 8 marzo 2024


L'UOMO CHE CADDE SULLA TERRA

Titolo originale: The Man Who Fell to Earth
Paese di produzione: Gran Bretagna
Lingua: Inglese 
Anno: 1976
Durata: 138 min
Genere: Fantascienza, drammatico, sentimentale, 
    erotico 
Regia: Nicolas Roeg
Soggetto: Walter Tevis (romanzo)
Sceneggiatura: Paul Mayersberg
Produttore: Michael Deeley, Barry Spikings, 
Produttore associato: John Peverall 
Produttore esecutivo: Si Litvinoff
Casa di produzione: British Lion Films
Fotografia: Anthony B. Richmond
Montaggio: Graeme Clifford
Musiche: John Phillips, Stomu Yamashta
Scenografia: Brian Eatwell
Costumi: May Routh
Trucco: Linda de Vetta 
Arredatore di scena: Simon Wakefield 
Parrucchiere: Martin Samuel
Assistente alla regia: Kip Gowans 
Effetti speciali: Desmond Briscoe 
Effetti fotografici speciali: Harrison Ellenshaw
Effetti visivi: John Speer 
Controfigure: Richard Graydon, Matthew Norris
Capo elettricista: Martin Evans 
Camera a mano: Gordon Hayman 
Casting: Alan Swain, Jeanne Swain
Continuità: Susanna Merry
Interpreti e personaggi:
     David Bowie: Thomas Jerome Newton
     Rip Torn: Nathan Bryce
     Candy Clark: Mary-Lou
     Buck Henry: Oliver Farnsworth
     Bernie Casey: Mr. Peters
     Jackson Kane: Professor Walt Canutti
     Rick Riccardo: Trevor
     Tony Mascia: Arthur
     Linda Hutton: Elaine
     Hilary Holland: Jill
     Adrienne Larussa: Helen
     Lilybelle Crawford: Proprietaria del negozio
         di gioielli (una carampana rattrappita)
     Richard Breeding: Portiere d'albergo
     Albert Nelson: Cameriere
     Peter Prouse: Agente della CIA, collega del
         signor Peters
     James Lovell: Se stesso (Capitano James Lovell,
         comandante dell'Apollo 13)
Doppiatori italiani: 
     Roberto Chevalier: Thomas Jerome Newton
Titoli in altre lingue: 
    Tedesco: Der Mann, der vom Himmel fiel 
    Francese: L'Homme qui venait d'ailleurs 
    Spagnolo (Spagna): El hombre que vino
       de las estrellas  
    Spagnolo (America Latina): El hombre que cayó
       a la Tierra 
    Catalano: L'home que va caure a la Terra
    Rumeno: Omul care a căzut pe Pământ 
    Russo: Человек, который упал на Землю 
    Polacco: Człowiek, który spadł na ziemię 
    Lettone: Cilvēks, kurš nokrita uz Zemes 
    Ungherese: A Földre pottyant férfi  
    Finlandese: Mies toisesta maailmasta 
    Turco: Dünyaya düşen adam 
    Giapponese: 地球に落ちて来た男 
Budget: 1,5 milioni di dollari US
Box office: 3 milioni di dollari US
Premi:
   Saturn Awards 1977: miglior attore (David Bowie)

Trama: 
Thomas Jerome Newton sembra un uomo fulvo e pallido, ma in realtà è un alieno umanoide giunto sulla Terra da un pianeta lontano. Atterrato nel New Mexico, ha in tutto e per tutto l'aspetto di un inglese. Ha anche un passaporto britannico finto. È arrivato sulla Terra in missione per trovare il modo di riportare l'acqua sul suo pianeta natale, che sta attraversando una catastrofica siccità. 
Integratosi nella società americana, riesce a sfruttare rapidamente la tecnologia avanzata del suo pianeta natale per brevettare numerose invenzioni sulla Terra. Acquisisce così un'enorme ricchezza come capo di un conglomerato tecnologico dell'Arizona, la World Enterprises Corporation, con l'aiuto del famoso avvocato brevettuale Oliver Farnsworth.
Questa ricchezza gli è necessaria per costruire un veicolo spaziale con l'arduo obiettivo di trasportare l'acqua sul suo mondo di origine. 
Durante il suo ritorno in New Mexico, Newton incontra Mary-Lou, una giovane donna solitaria dell'Oklahoma che per mantenersi lavora part-time in un piccolo hotel. Mary-Lou introduce Newton a molte usanze della Terra, tra cui la pratica della Chiesa, l'alcol e il sesso (della prima si potrebbe benissimo fare a meno...). Lei e Newton fanno coppia e si trasferiscono insieme in una casa che lui ha costruito vicino al  luogo del suo sbarco in New Mexico. 
Il dottor Nathan Bryce, un ex professore universitario che aveva avuto rapporti sessuali con le sue studentesse, ha ottenuto un lavoro come tecnico del carburante alla World Enterprises Corporation e diventa gradualmente il confidente di Newton. Bryce percepisce l'alienità di Newton e organizza un incontro con lui a casa sua, dove ha nascosto una speciale macchina fotografica a raggi X. Quando scatta una foto all'amico con questo congegno, viene subito rivelata la sua fisiologia aliena. 
La passione di Newton per l'alcol e la televisione (è in grado di guardare un gran numero di televisori contemporaneamente) finisce col diventare paralizzante, tanto che lui e Mary-Lou litigano. Rendendosi conto che Bryce ha scoperto il suo segreto, Newton commetto il gravissimo errore di rivelare la sua forma aliena a Mary-Lou. Lei non riesce ad accettare una verità tanto terribile, così fugge in preda al panico e all'orrore. Poco tempo dopo, la coppia si riavvicina. Fanno l'amore: lui essuda e alla fine è come se fosse tutto coperto da una gran quantità di sperma, che imbratta anche il corpo di lei. Mary-Lou si ritrae e si rifugia in cucina, dove piange accovacciata.
Finalmente Newton completa l'astronave e tenta di imbarcarsi nel suo viaggio inaugurale. All'impresa è data un'intensa esposizione mediatica. Tuttavia, poco prima del decollo previsto, viene catturato e trattenuto contro la sua volontà da agenti governativi di una compagnia rivale. Il suo socio in affari Farnsworth viene assassinato. Il governo, che aveva monitorato Newton tramite il suo autista, lo tiene prigioniero per anni in un lussuoso appartamento chiuso a chiave, costruito all'interno di un hotel. 
Verso la fine della sua prigionia, Newton riceve di nuovo la visita di Mary-Lou. Lei è molto più anziana, il suo aspetto è stato rovinato dall'alcol e dal tempo. Lui invece non ha subito alcun cambiamento. I due hanno un rapporto sessuale giocoso e fintamente violento, che prevede l'uso di una pistola a salve; in seguito trascorrono il tempo bevendo e giocando a ping-pong. Mary-Lou dichiara di non amarlo più, e lui risponde di non amarla più nemmeno lui. 
I carcerieri tengono l'alieno sedato con l'alcol, da cui è da lungo tempo diventato dipendente, sottoponendolo a rigorosi esami medici che indeboliscono il suo travestimento umano. Un esame, che prevede l'uso di raggi X, fa sì che le lenti a contatto che indossa si fissino in modo permanente ai suoi occhi. Alla fine Newton scopre che la sua prigione dalle sbarre dorate, ormai abbandonata, è aperta e se ne va. 
Impossibilitato a tornare a casa, Newton crea una registrazione con messaggi alieni, che spera di trasmettere via radio al suo pianeta natale. Bryce, che nel frattempo ha sposato Mary-Lou, acquista una copia dell'album e resce ad incontrare l'alieno in un ristorante. Newton è ancora ricco e dall'aspetto giovanile nonostante siano passati molti anni. Tuttavia, è anche caduto in depressione e continua a soffrire di alcolismo. Ha quasi perso la vista. Seduto nel patio esterno del ristorante, chiede di Mary-Lou, prima di crollare ubriaco sulla sedia. 


Recensione: 
Un film angosciante e confuso, a tratti fatto di puro delirio, da me visto quando ero giovane e mi trovavo in stato febbrile. Questi sono i motivi dell'inquietudine che trasmette: la sensazione frustrante di fallimento nel vedere abortire la missione verso le stelle, l'impotenza dell'alieno piovuto sulla Terra che non riesce a fare ritorno al suo pianeta d'origine. Inadeguatezza tecnologica, pastoie burocratiche e maneggi di malfattori hanno contribuito a rendere l'avventura dell'extraterrestre in mezzo al genere umano un viaggio di sola andata. Il ritmo è lento, la narrazione poco chiara, interrotta da flashback psichedelici di paesaggi e scene di vita del pianeta da cui è giunto l'alieno, un mondo a bassa gravità, su cui brilla un sole molto più luminoso del nostro. Raggi spietati, durissimi, che torturano i viventi già provati dalla scarsità d'acqua. C'è soltanto deserto, mancano gli oceani. Gli umanoidi hanno gli occhi di color giallo zabaione, con le pupille verticali come quelle delle vipere. Con mia grande sorpresa, rivedere il film dopo tanto tempo mi ha dato le stesse impressioni di marasma che mi aveva dato la prima volta: mi sono sentito come se la mia temperatura corporea fosse alta.  
Va anche detto questo: è normale che sia destabilizzante un'opera di Nicolas Roeg, visto che diresse A Venezia... un dicembre rosso shocking (Dont' Look Now, 1973). Ve lo ricordate? È quello in cui compare la raggelante figura di un nano distorto! 
I film di Roeg sono noti per presentare scene e immagini della trama in modo disordinato, fuori dall'ordine cronologico e causale, costringendo lo spettatore a riorganizzarle mentalmente per comprenderne la trama. Sembrano "frantumare la realtà in mille pezzi" e sono "imprevedibili, affascinanti, criptici e capaci di lasciare lo spettatore a chiedersi cosa diavolo sia appena successo...".   

Sequenze inquietanti: 
L'extraterrestre ha un improvviso attacco di amok mentre la sua compagna che sta portando un vassoio di biscotti appena sfornati. Preso dal delirio, colpisce con grande violenza il vassoio, facendo volare i biscotti e spargendoli sul pavimento. Una scena che non si dimentica, come una pugnalata: un atroce subliminale deve essere stato innestato tra i fotogrammi. 

Sequenze erotiche frammentarie: 
In una camera d'albergo un uomo maturo è assieme a una ragazza con gli occhiali e i capelli neri corti a caschetto. Lui le mette una mano sulla testa e cerca di spingerla a fargli un pompino, ma lei rifiuta, fa la faccia schifata dicendo che l'uccello sembra quello di suo padre. Quindi gli si accovaccia sulla virilità e lui la penetra con vigore. In una camera attigua, un altro uomo è assieme a una ragazza dai capelli neri e lunghi, senza occhiali. Lei gli prende in mano il falletto, che è molle e non reagisce; fa per fargli un pompino, dicendo anche lei qualcosa su suo padre, ma ridendo, poi cambia posizione salendo con la testa verso il torace di lui, che riesce infine ad entrarle nel canale procreativo. 
(Quando vidi il film per la prima volta, queste sequenze mi erano sfuggite: ero molto più interessato ai viaggi interstellari.)

Citazioni: 

"La cosa strana della televisione è che non ti dice tutto. Ti mostra tutto sulla vita sulla Terra, ma i veri misteri rimangono. Forse è nella natura della televisione. Solo onde nello spazio."
(Thomas Jerome Newton) 

Dialoghi:

Nathan Bryce: "Si sente amareggiato per qualcosa?" 
Thomas Jerome Newton: "Amareggiato? No. Probabilmente vi avremmo trattato allo stesso modo, se fosse venuto lei da noi." 


Sperma alieno?

A quanto pare, David Bowie non poté lavorare al film per due giorni perché aveva bevuto del "latte andato a male". Bowie vide "un liquido dorato che nuotava in vortici luccicanti all'interno del bicchiere". Secondo il sito web Bowie Golden Years, Bowie "ancora oggi non è sicuro di cosa sia realmente accaduto". E ancora: "Non è stata rilevata alcuna traccia di elementi estranei durante i test, sebbene sei testimoni abbiano affermato di aver visto la strana materia sul fondo del bicchiere". Le conclusioni del Duca Bianco, spesso in preda alle ubbie, furono a dir poco sconfortanti: "Già in uno stato di estrema fragilità, Bowie riteneva che l'intero luogo avesse un karma pessimo"
Accadde poi che David Bowie, Bernie Casey, Nicolas Roeg, Rip Torn e Buck Henry morirono tutti a distanza di quattro anni esatti l'uno dall'altro, come se le scadenze fossero state programmate da un orologio. Il primo ad andarsene fu proprio Bowie nel 2016, l'ultimo fu Henry nel 2020 (l'8 gennaio, giorno in cui Bowie avrebbe compiuto 73 anni e due giorni prima della sua morte). Sarà stata la maledizione dello sperma dorato dell'alieno! 

La casta Mary-Lou

Alla domanda sulla sua scena di sesso, Candy Clark ha detto: "Non avevo mai girato una scena di nudo prima, non mi ero mai lasciata andare a una posa da modella nuda. Non avevo mai nemmeno permesso a un fidanzato di scattarmi una foto nuda. Eppure ero lì, nuda, con David Bowie, davanti alle telecamere e a un sacco di uomini sconosciuti". Era estremamente pudica. "Credo che David fosse nervoso quanto me. Comunque, abbiamo deciso spontaneamente di finire tutto il più in fretta possibile. Ci siamo lanciati l'uno verso l'altra e abbiamo iniziato a scambiarci abbracci e baci frenetici. All'improvviso il regista ha esclamato: “Ehi, questo non è un incontro di wrestling! Calmiamoci e andiamo piano”"

La Caduta di Icaro

Il dipinto che appare nel film è "Paesaggio con la caduta di Icaro". Per molto tempo si è pensato che fosse opera di Pieter Brueghel il Vecchio (circa 1525/1530 - 1569), ma di recente l'attribuzione è stata messa in dubbio. Nella mitologia greca, Icaro riuscì a volare, con le ali costruite dal padre Dedalo, usando piume fissate con la cera. Ignorando gli avvertimenti del padre, Icaro volò troppo vicino al sole, facendo sciogliere la cera, così cadde in mare e annegò. Nel dipinto le sue gambe sono visibili nell'acqua appena sotto la nave. È un'altra metafora della difficile situazione di Thomas Jerome Newton. Una crudele ironia, vista la poca acqua presente sul suo pianeta. 


Il romanzo di Walter Tevis

Il romanzo fantascientifico di Walter Tevis, L'uomo che cadde sull Terra (The Man Who Fell to Earth), fu pubblicato per la prima volta nel 1963. In Italia apparve due volte nella collana Urania, nel 1964 (n. 359) e nel 1976 (n. 694), subendo tagli e alterazioni, anche per motivi politici: fu persino epurato il nome di Ezra Pound da una frase. Ormai è risaputo che quando si è letta un'opera in un numero di Urania, è meglio rileggerla in un'edizione integrale e più conforme all'originale.  
Il romanzo di Tevis fu opzionato diverse volte per il grande schermo - anche come episodio pilota per una serie TV - ma non ne risultò alcun adattamento. Roeg, che era venuto a conoscenza di quest'opera da Douglas Cammell, fu l'unico a riuscire a svilupparne qualcosa di utile, in base a un accordo con la Columbia. Come di consueto, sussistono alcune differenze tra il libro e il film. L'extraterrestre atterra in Kentucky nel primo, in Nuovo Messico nel secondo. Così non è menzionato nella pellicola il mito di Rumpelstiltskin, un nano malvagio dotato di poteri magici, che cerca di rubare il figlio a una principessa e può essere sconfitto soltanto se si indovina il suo nome. Bisogna leggere il romanzo per apprendenre il nome del pianeta da cui è giunto Newton: Anthea. Non sono soltanto i dettagli a differire. Anche la modalità narrativa è abbastanza dissimile: l'opera di Tevis ha una struttura semplice e lineare, priva di colpi di scena, mentre il fim è frammentato e allucinatorio. 

Dettagli di pre-produzione

Inizialmente Roeg aveva preso in considerazione l'idea di affidare il ruolo di Thomas Jerome Newton all'autore Michael Crichton, quindi all'impettito Peter O'Toole, prima di scegliere Bowie. Mi vengono i brividi al solo pensiero. Peter O'Toole come alieno sarebbe stato inguardabile. A quanto ho potuto appurare, il regista è rimasto molto colpito dal Duca Bianco dopo aver visionato il documentario Cracked Actor (1975) di Alan Yentob. 

Problemi all'uscita, scarso successo

Secondo Michael Deeley, quando Barry Diller della Paramount vide il film finito si rifiutò di pagarlo, sostenendo che fosse diverso da ciò che lo studio desiderava. La British Lion fece causa alla Paramount e riuscì ad ottenere un minuscolo risarcimento. Il film poté usufruire di un'esigua distribuzione negli Stati Uniti tramite Cinema V in cambio di 850.000 dollari. Soltanto grazie alle vendite al di fuori degli States, il budget del film fu a malapena recuperato. Il British Board of Film Censors approvò la visione del film senza tagli per un pubblico adulto nel Regno Unito, con classificazione X. 


Colonna sonora

A causa di una disputa creativa e contrattuale tra Roeg e lo studio, non è stata pubblicata alcuna colonna sonora ufficiale per il film, sebbene l'edizione tascabile del romanzo del 1976 della Pan Books (pubblicata per accompagnare il film) affermi sul retro di copertina che la colonna sonora è disponibile su RCA Records. A quanto pare, la natura della disputa consiste in questo: David Bowie aveva preparato qualcosa, che però non è piaciuta al regista. Sembra che il Duca Bianco si sia offeso a morte e che abbia scaricato la colpa dell'accaduto sul suo manager, fatto oggetto di allucinanti sfuriate. La colonna sonora, derivata da master riscoperti nel XXI secolo, è stata infine pubblicata su CD e LP nel 2016 in concomitanza con il 40° anniversario della première del film. La musica del compositore giapponese Tsutomu Yamashita (Stomu Yamashta) era già apparsa nei suoi album. 

Il regista 

Nicolas Roeg nacque a Londra, a St. John Wood, il 15 agosto 1928. I suoi genitori erano Jack Nicolas Roeg e Mabel Gertrude, nata Silk. Il padre era di origine olandese e aveva avuto un notevole successo nel commercio di diamanti, fino a un investimento sbagliato in Sudafrica che gli arrecò notevoli perdite finanziarie, lasciandolo in gravi difficoltà. In seguito, il regista dichiarò che il suo interesse per il cinema fu innescato da uno studio di registrazione situato proprio di fronte a casa sua. Fu educato alla Mercer's School di Londra. 
Essendo un cognome olandese, Roeg dovrebbe essere pronunciato /ru:g/, come se fosse scritto Roog. Dato l'imperversare delle pronunce ortografiche e la scarsa memoria storica delle persone, non mi stupirei se il regista stesso pronunciasse il proprio cognome /roʊg/, come se fosse scritto Roag o Rohg. 

Era proprio necessario?

1) S.O.S. Terra (The Man Who Fell to Earth, 1987), diretto da Bobby Roth, è un remake del film del 1976 con David Bowie. Si tratta di un adattamento per la televisione. La sceneggiatura è di Richard Kletter, Paul Mayersberg e dello stesso Walter Tevis. Attori: Lewis Smith, James Laurenson, Robert Picardo. 
2) A quanto riporta Wikipedia in francese, sarebbe stato fatto un altro adattamento nel 2008, The Man Who Fell to Earth, questa volta per il cinema. Non ho trovato alcuna informazione su questa pellicola, di cui ignoro persino il regista. Se persino il Web tace, immagino che sia del tutto prescindibile.
3) L'uomo che cadde sulla Terra (The Man Who Fell to Earth, 2022) è una miniserie televisiva drammatica fantascientifica statunitense creata da Jenny Lumet e Alex Kurtzman. È un inutile sequel del film del 1976 con David Bowie. Tutte risorse sprecate. Questa serie vede protagonisti il mandingo Chiwetel Ejiofor nel ruolo di un alieno che arriva sul pianeta Terra, e Bill Nighy che interpreta il ruolo originariamente interpretato da Bowie nel film del 1976. Ha debuttato su Showtime il 24 aprile 2022. Per fortuna è stata cancellata dopo una stagione.  

mercoledì 6 marzo 2024

 
FRANTIC 
 
Titolo originale: Frantic
Lingua originale: Inglese, francese
Paese di produzione: Stati Uniti d'America, Francia
Anno: 1988
Durata: 120 min
Genere: Thriller, drammatico, noir 
Tematiche: Spionaggio 
Regia: Roman Polański
Soggetto: Roman Polański, Gérard Brach
Sceneggiatura: Roman Polański, Gérard Brach
Produttore: Tim Hampton, Thom Mount
Fotografia: Witold Sobociński
Montaggio: Sam O'Steen
Musiche: Ennio Morricone
Scenografia: Pierre Guffroy
Costumi: Anthony Powell
Trucco: Didier Lavergne 
Parrucchiere: Jean-Max Guérin 
Direttore di divisione: Claude Albouze
Manager di produzione: Daniel Szuster 
Primo assistente alla regia: Michel Cheyko
Camera a mano: Jean Harnois 
Effetti visivi: Frederic Moreau 
Controfigure: Vic Armstrong, Wendy Leech, 
   Daniel Breton, Rémy Julienne 
Guardaroba: Germinal Rangel 
Continuità: Sylvette Baudrot 
Coreografia: Deref La Chapelle
Interpreti e personaggi: 
    Harrison Ford: Dottor Richard Walker
    Emmanuelle Seigner: Michelle
    Betty Buckley: Sondra Walker
    John Mahoney: Williams, ufficiale dell'ambasciata 
        USA 
    Djiby Soumare: Tassista
    Dominique Virton: Impiegato 
    Jacques Ciron: Direttore del Grand Hotel
    Gérard Klein: Gaillard
    David Huddleston: Peter
    Stéphane D'Audeville: Portiere
    Laurent Spielvogel: Impiegato dell'albergo
    Alain Doutey: Addetto alla Hall
    Yves Rénier: Ispettore
    Yorgo Voyagis: Rapitore
    Jimmy Ray Weeks: Shaap
    Dominique Pinon: Ubriacone
    Patrice Melennec: Detective dell'hotel 
    Raouf Ben Amor: Dottor Metlaoui  
    Thomas M. Pollard: Pusher rastafariano  
    Boll Boyer: Dédé Martin 
    Louise Vincent: Turista 
    David Jalil: Guardia del corpo 
    Marcel Bluwal: Uomo in tweed 
    Patrick Floersheim: Uomo in cuoio  
    Jean-Pierre Delage: Fioraio 
    Joëlle Lagneau: Fioraia 
    Isabelle Soimaud: Proprietaria della casa galleggiante 
        (accreditata come Isabelle Noah) 
    Ella Jaroszewicz: Addetta ai servizi igienici 
    Stéphane D'Audeville: Fattorino
    Roch Leibovici: Fattorino 
    Alan Ladd: Fattorino 
    Robert Ground: Ufficiale di sicurezza USA 
    Michael Morris: Impiegato dell'ambasciata USA
    Claude Doineau: Impiegato dell'ambasciata USA 
    Bruce Lester Johnson: Marine 
    Tina Sportolaro: Impiegata della TWA 
    Marc Dudicourt: Proprietario del caffè 
    Artus de Penguern: Cameriere 
    Richard Dieux: Poliziotto da scrivania 
    André Quiqui: Barman del "Blue Parrot"
    Alexandra Steward: Edie 
    Robert Barr: Irwin 
    Non citati nei titoli originali: 
    Roman Polański: Tassista 
    Marco Prince: Bit Part 
    Angela Featherstone 
    Stéphane Copeau 
Doppiatori italiani:
    Michele Gammino: Dottor Richard Walker
    Emanuela Rossi: Michelle
    Maria Pia Di Meo: Sondra Walker
    Manlio De Angelis: Gaillard
    Sergio Di Stefano: Rapitore
    Alessandro Rossi: Shaap
    Cesare Barbetti: Williams
    Renato Mori: Peter
    Gianni Marzocchi: Detective dell'hotel 
Titoli in altre lingue: 
   Spagnolo (America Latina): Búsqueda frenética 
   Portoghese (Portogallo): Frenético 
   Portoghese (Brasile): Busca Frenética 
   Catalano: Frenètic 
   Rumeno: Căutare disperată 
   Ungherese: Őrület 
   Lituano: Klaikus išbandymas 
   Russo: Неукротимый  
   Giapponese: フランティック 
   Giapponese (traslitterato): Furantikku 
Budget: 20 milioni di dollari US
Box office: 17,6 milioni di dollari US
 
Trama: 
Parigi squallida, fine anni '80 dello scorso secolo. Il dottor Richard Walker di San Francisco, tipico esponente della media borghesia americana, giunge nella capitale francese assieme alla moglie Sondra, piuttosto stagionata, per partecipare a un palloso convegno di medici. La coppia era già stata nella città in occasione del viaggio di nozze, un ventennio prima. Accade un disguido in apparenza banale: un improvvido scambio di valigie. All'improvviso la donna, biondiccia e segaligna, sparisce nel nulla dopo aver ricevuto una telefonata dall'aeroporto, mentre il marito era sotto la doccia. Quando lui, ancora sconvolto dal jet lag, si accorge della scomparsa, si precipita alla reception a chiedere informazioni, ma viene perculato in modo pesante da un personale indifferente: gli dicono che la moglie gli ha messo le corna, che ha conosciuto un uomo col cazzone e gli si è concessa liberamente. È l'aria di Parigi! 
Walker esce a cercarla di persona. Un ubriacone lo sente in un bar e dice di aver visto Sondra costretta a salire in macchina in un vicolo vicino. Il medico è scettico, finché non trova il braccialetto identificativo della moglie sul selciato. Contatta prontamente la polizia di Parigi e l'ambasciata americana, ma le loro risposte sono burocratiche e insopportabili: ci sono poche speranze che qualcuno si prenda la briga di cercare la donna scomparsa. 
Mentre Walker continua la ricerca da solo, si imbatte nel luogo di un omicidio dove incontra la giovane castana e smaliziata Michelle, che ha scambiato la valigia di Sondra per la propria all'aeroporto. Si rende conto che la bizzarra Michelle è una trafficante di droga professionista, ma non gli importa né sa da quali loschi criminali è stata assunta. Mossa da pietà, Michelle aiuta il riluttante Walker nel suo tentativo di scoprire cosa fosse contenuto nella sua valigia scambiata e come scambiarne il contenuto per ottenere il ritorno della moglie rapita. 
Dopo la loro visita all'appartamento di Michelle, alla camera d'albergo di Walker e ad alcuni squallidissimi cabaret, si scopre che il contenuto contrabbandato non è droga, ma un "krytron", ossia un interruttore elettronico usato come detonatore per attivare armi nucleari. Questo meccanismo è stato rubato e introdotto di nascosto all'interno di una replica souvenir della Statua della Libertà, su ordine di agenti di un paese arabo. L'ambasciata americana, in collaborazione con agenti israeliani, vuole impossessarsi del prezioso dispositivo e non ha problemi a lasciare che Sondra muoia per questo. Per salvare la moglie, Walker unisce le forze con Michelle, che è interessata solo a ricevere il suo compenso.
Il film si conclude con uno scontro sull'Île aux Cygnes, in mezzo alla Senna, accanto alla replica della Statua della Libertà di Parigi, dove Sondra deve essere liberata in cambio del diabolico "krytron". Tuttavia, ne consegue uno scontro a fuoco tra gli agenti arabi che avrebbero dovuto ottenere il prezioso dispositivo e gli agenti segreti del Mossad israeliano che li hanno rintracciati per impossessarsene. Gli arabi vengono uccisi nel fuoco incrociato, ma anche Michelle viene colpita alla schiena, morendo poco dopo aver infilato il "krytron" nella tasca di Walker. Sondra è al loro fianco. Furioso, Walker mostra il dispositivo agli agenti israeliani e urla loro se era quello che volevano, prima di gettarlo nella Senna, con furia e immenso disprezzo. Quindi porta via il corpo di Michelle per farlo tumulare, pronto a lasciare Parigi con la moglie matura, appena concluse le esequie. 


Recensione: 
Questo thriller noir eccellente è un cristallo di hitchcockismo allo stato puro! Lo adoro! Quando lo vidi per la prima volta da giovane, fin dalle prime sequenze compresi la sua natura di capolavoro. Il protagonista si trova calato in una Parigi simile a un Inferno di tenebra impenetrabile, assoluta, che irradia da ogni angolo e da ogni dettaglio. A un certo punto giunge in questo Abisso una particella di Luce, un angelo: è Michelle. C'è in lei qualcosa di indefinibile che accende nostalgia e disperazione. È come una Rosa nell'Ade! Ecco, si dirà che sotto la mia scorza di feroce nichilista, io sia in realtà un sentimentale. Possibile. Il fatto che la pellicola di Polański sia riuscita ad accendere in me un'immensa commozione, dimostra in modo lampante il suo valore eccezionale. 
Il protagonista, il borghese dottor Walker, sembra una specie di zombie. Si muove in modo ossessivo alla ricerca della moglie, esita e non riesce a gettarsi tra le braccia di Michelle, ad abbandonarsi alla passione all'amore. Quando in lui si muove qualcosa, è già troppo tardi: lei è stata rapita dal Tristo Mietitore. Non tornerà mai più. La signora Walker ha nei confronti della giovane defunta un moto di grande pietà, cosa che mi ha molto colpito: non è affatto comune una simile empatia in una moglie, di solito nel matrimonio regnano la gelosia convulsa, il sordido possesso e il risentimento spietato. 
Negli States il film fu un insuccesso, mentre in Europa ebbe n certo riscontro e fu acclamato dalla critica. Eppure nel Web in lingua italiana ho notato un certo numero di micro-recensioni impietose da parte di utenti che hanno continuato a rognare a lungo, ribollendo come pentole di fagioli e rigurgitando sentenze insensate. Così qualcuno ha parlato di un "Polanski minore" e altre stronzate più inutili di uno sputo catarroso sulla via. Minore sarà il cervello dei commentatori, direi. 

Alcune sequenze memorabili
Sulle scale di un tetro condominio, un uomo scava con la lingua nella gafi di una donna, facendola gemere di godimento. Questa scena di cunnilingus è citata come esempio del modo in cui i registi utilizzino immagini esplicite o semi-esplicite, a volte con attori sconosciuti, per creare un'atmosfera cruda, realistica o intensa. La natura voyeuristica di tali sequenze è un tema ricorrente nelle discussioni sullo stile registico di Polański in relazione alla tensione e all'isolamento urbano. 

 
Traiettorie calde 

La casualità delle interazioni e degli eventi, con le conseguenze funeste e imprevedibili che ne derivano, è la colonna portante di questo film, come della filmografia di Hitchcock. L'angoscia che ne scaturisce è lancinante. Tutto è impastato di paranoia e di assurdo. I protagonisti vengono stritolati dall'esistenza, suggerendo una visione del mondo in cui il destino è capriccioso, ostile o semplicemente indifferente. Chi non ricorda Intrigo internazionale (North by Northwest, 1959) e la forfora sul pettine del fantomatico Kaplan? Si potrebbe parlare di "sincronicità" anziché di "coincidenza" o di "caso". Qualche tempo fa scrissi sul controverso argomento un breve trattatello, intitolato La teoria delle traiettorie calde. Invito tutti a leggerlo e a meditarlo. 
Polański aderiva a una forma di materialismo deterministico ottocentesco. In un'occasione ebbe a dire quanto segue: "Sono ateo, o comunque agnostico, credo in una visione scientifica del mondo, non credo ai fantasmi, non credo in Dio, non credo alla demonologia, sono molto più interessato alla macrobiologia, cerco sempre spiegazioni dell’imprevisto o non conosciuto su di un paino razionale, ho un forte attrazione per il corpo della donna e per la libertà." 
L'infanzia del regista, segnata dall'Olocausto in Polonia, dove la madre morì ad Auschwitz, e la successiva tragedia del 1969 (l'assassinio della moglie Sharon Tate, fatta a pezzi e sventrata dalla setta di Charles Manson), hanno contribuito a una visione del mondo nichilista e profondamente disincantata. Piuttosto che metafisico, il Male nei film di Polański è spesso rappresentato come psicologico, banale o insito nelle strutture sociali e familiari. Non per questo è meno terribile. Si ravvisa l'influenza del Teatro dell'Assurdo, con uno sguardo esistenzialista che considera la vita priva di un senso superiore e di struttura razionale, spesso focalizzandosi sulla futilità e sul Caos. 


Colonna sonora 

Queste sono le tracce, ciascuna con il relativo autore:

 1. I'm Gonna Lose You – Simply Red
 2. Frantic – Ennio Morricone
 3. On the Roofs of Paris – Ennio Morricone
 4. One Flugel Horn – Ennio Morricone
 5. Six Short Interludes – Ennio Morricone
 6. Nocturne for Michelle – Ennio Morricone
 7. In the Garage – Ennio Morricone
 8. The Paris Project – Ennio Morricone
 9. Sadly Nostalgic – Ennio Morricone
 10. Frantic (II) – Ennio Morricone
 11. I've Seen That Face Before (Libertango) – Grace Jones

Il brano musicale struggente che ricorre nel film, I've Seen That Face Before (Libertango), cantato dalla cantante giamaicana Grace Jones, è una rielaborazione del brano Libertango di Astor Piazzolla, composizione strumentale di tango argentino del 1974, sovrapposta ad un arrangiamento beguine e ad un testo scritto dalla stessa Jones, Barry Reynolds, Dennis Wilkey e Nathalie Delon. 
Questo testo descrive la vita notturna parigina nei suoi aspetti più ambigui e tenebrosi. Alcune frasi sono in francese: "Tu cherches quoi? À rencontrer la mort? Tu te prends pour qui? Toi aussi tu détestes la vie..." (traduzione: "Cosa stai cercando? Di incontrare la morte? Chi ti credi di essere? Anche tu odi la vita..."). 


Curiosità varie

Harrison Ford pensava che "Frantic" fosse un titolo fuorviante per il film, poiché la sceneggiatura non prevedeva un ritmo frenetico. Suggerì che "Moderately Disturbed" sarebbe stato un titolo più appropriato. Roman Polański non fu affatto divertito da una simile ostentazione di umorismo bacato. 

Intervistata il 2 agosto 2015 a Parigi prima di una proiezione all'aperto del film, la splendida Emmanuelle Seigner ha dichiarato di non sapere chi fosse il protagonista Harrison Ford all'epoca delle riprese del film, aggiungendo di avere solo diciannove anni e di provenire da una famiglia di teatranti. Quando le è stato chiesto di Ford, lo ha descritto come una persona gentile con tutti. Ha anche detto che era molto protettivo nei suoi confronti, rivelando di aver fatto installare un secondo set di pedali nella sua auto per utilizzarlo durante le riprese del film. Questo perché era preoccupato per le capacità di guida della giovane. In seguito, la Seigner sarebbe diventata la moglie di Roman Polański: le nozze sono state celebrate il 30 agosto 1889.

Il passaporto di Sondra Walker mostra una sua foto con un sorriso enorme, che le arrivava a un orecchio dall'altro. Tradizionalmente, i passaporti non utilizzavano foto di persone sorridenti. Nel 1991, il governo degli Stati Uniti permise alle persone di sorridere, ma non di mostrare i denti. 

Witold Sobociński, il direttore della fotografia polacco, fa un breve cameo nella scena iniziale del bar, dove il dottor Walker chiede di sua moglie. Sobociński è seduto all'estrema destra dell'inquadratura. 
Roman Polański è il tassista che consegna i fiammiferi al dottor Walker. È sua anche la voce doppiata dell'uomo con la giacca di tweed che interroga Michelle nel suo appartamento.

Il finale originale del film doveva essere ancora più tragico; fu mostrato a un piccolo pubblico di prova, non fece una buona impressione e successivamente modificato nel lieto fine nella versione a noi tutti conosciuta. Alcuni spettatori hanno riferito che, stando al finale originale, la moglie di Walker doveva essere una spia fin dall'inizio. Una cosa deprimente, così lo studio costrinse Polański a ridurre la durata della pellicola e a modificare l'epilogo. 

Quando Roman Polański visitò la Netherlands Film Academy nel 1988, Cyrus Frisch, che ai tempi era una matricola, gli chiese perché avesse scelto di fare un film scadente come Frantic. Polański gli rispose: "Un essere umano può essere come un fiume. Impetuoso ed energico all'inizio. Ma alla fine si prosciuga".

Errori

La data di nascita di Sondra Walker sul modulo dell'ambasciata statunitense (14 aprile 1942) non corrisponde a quella riportata sul primo piano del suo passaporto (3 luglio 1947). 

L'indagine del dottor Walker inizia con il ritrovamento di una scatola di fiammiferi promozionale della Blue Parrot; questo tipo di scatole di fiammiferi è un prodotto quasi esclusivamente statunitense; nulla di simile esisterebbe in Europa per un'azienda degli anni '80.

Nella scena al bar con lo spacciatore, tra un'inquadratura e l'altra il livello della birra nella bottiglia di Walker cambia da quasi pieno a piena a metà. La bottiglia è piena di schiuma fino all'orlo, come si vede da sopra la sua spalla destra. Quando la scena cambia e si guarda il bancone da sinistra, la birra non ha più schiuma. 

Quando i coniugi Walker entrano nella stanza d'albergo per la prima volta e guardano attraverso la finestra, si vedono alcune gocce di sudore che imperlano il viso terreo del medico, ma nell'inquadratura successiva sono scomparse come per incanto. 

Nella scena dell'aeroporto con Michelle, Walker è terrorizzato che i cani antidroga trovino della droga nella loro valigia. Michelle lo rassicura che non c'è droga, e i cani gli passano accanto con calma. Tuttavia, Walker sembra essersi dimenticato di avere almeno un grammo di cocaina in tasca, cosa di cui nemmeno i cani poliziotto si accorgono. Qualcuno ha notato che la cocaina era caduta dalla tasca quando Walker aveva tirato fuori i fiammiferi, specificando che i cani antidroga sono addestrati a fiutare la merce di contrabbando nascosta nei bagagli, guidati dai loro addestratori, ma non allerterebbero magicamente tutti della presenza di una piccola striscia di cocaina nella tasca sul petto di qualcuno. Questa obiezione non mi convince. 

Quando Walker incontra i due funzionari americani all'ambasciata degli Stati Uniti, si vede il microfono a braccio che si insinua nella scena, nell'inquadratura sopra la spalla del secondo uomo, seduto alla sua scrivania. È nascosto dal profilo dell'uomo e dal nodo della sua cravatta, ma mentre si muove avanti e indietro, la sua sagoma argentata è chiaramente visibile più volte.
 
Etimologia di frantic  
 
La parola inglese frantic significa "in stato di alterazione mentale", "fuori di sé", e ha la stessa identica etimologia dell'italiano frenetico, frenesia, farneticante; in particolare, le parole italiane frenetico e farneticante sono allotropi. L'origine di frantic è dal medio inglese frentik "violento, matto", a sua volta dal francese antico frenetique, frenetike (XIII sec.), che è dal latino medievale phreneticus "delirante", variante di phreniticus, e in ultima analisi dal greco antico φρενῖτις (phrenîtis) "infiammazione del cervello o delle meningi", "frenesia", "malattia mentale", "follia". La parola greca è una tipica formazione tramite il suffisso -ῖτις (-îtis), indicante malattia infiammatoria, da φρήν (phrḗn) "mente", "sede delle emozioni e dei pensieri". 

sabato 2 marzo 2024

 
CANE DI PAGLIA 
 
Titolo originale: Straw Dogs
Lingua originale: Inglese
Paese di produzione: Stati Uniti d'America, Regno Unito
Anno: 1971
Durata: 118 min (NTSC) (versione cinematografica),
   113 min (NTSC) (versione censurata)
Rapporto: 1,85:1
Genere: Drammatico, noir, thriller 
Sottogenere: Thriller psicologico 
Regia: Sam Peckinpah
Soggetto: dal romanzo The Siege of Trencher's Farm
     di Gordon M. Williams
Sceneggiatura: David Zelag Goodman, Sam Peckinpah
Produttore: Daniel Melnick
Produttore esecutivo: Daniel Melnick
Coproduttore: James Swann
Casa di produzione: ABC Pictures, Talent Associates,
     Amerbroco Films 
Distribuzione (USA e UK): Cinerama Releasing 
     Corporation
Distribuzione in italiano: 20th Century Fox
Fotografia: John Coquillon
Montaggio:
Roger Spottiswoode, Paul Davies,
    Tony Lawson
Effetti speciali: John Richardson
Musiche: Jerry Fielding
Scenografia: Ken Bridgeman
Costumi: Tiny Nicholls
Trucco: Harry Frampton 
Direttrice del casting: Miriam Brickman 
Direttore della produzione: Derek Kavanagh
Assistente alla regia: Terry Marcel
Camera a mano: Herbert Smith 
Reparto sonoro: John Bramall, Garth Craven 
Coordinatore degli stunt: Billy Cornelius 
Consulente editoriale: Robert L. Wolfe
Continuità: Pamela Davies
Interpreti e personaggi:
    Dustin Hoffman: David Sumner
    Susan George: Amy Sumner
    Peter Vaughan: Tom Hedden
    T.P. McKenna: Maggiore John Scott
    Del Henney: Charlie Venner
    Jim Norton: Chris Cawsey, l'acchiappatopi
    Donald Webster: Riddaway
    Ken Hutchison: Norman Scutt
    Sally Thomsett: Janice Hedden
    Robert Keegan: Harry Ware 
    Peter Arne: John Niles, il minorato 
    Cherina Schaer: Louise Hood 
    Colin Welland: Reverendo Barney Hood
    David Warner: Henry Niles
    Len Jones: Bobby Hedden
    Michael Mundell: Bertie Hedden (scene eliminate)
Doppiatori italiani:
    Ferruccio Amendola: David Sumner
    Vittoria Febbi: Amy Sumner
    Gualtiero De Angelis: Tom Hedden
    Glauco Onorato: Charlie Venner
    Bruno Persa: Maggiore John Scott
    Vittorio Stagni: Chris Cawsey, l'acchiappatopi
    Sandro Acerbo: Bobby Hedden
    Luciano De Ambrosis: Riddaway
    Cesare Barbetti: Norman Scutt
    Flaminia Jandolo: Janice Hedden
    Manlio De Angelis: John Niles, il minorato 
    Romano Ghini: Reverendo Barney Hood 
Titoli in altre lingue: 
    Tedesco: Wer Gewalt sät 
    Francese: Les Chiens de paille 
    Spagnolo: Perros de paja 
    Portoghese (Portogallo): Cães de Palha 
    Portoghese (Brasile): Sob o Dominio do Medo
    Basco: Lastozko Txakurrak 
    Lettone: Salmu suņi 
    Polacco: Nędzne psy 
    Russo: Соломенные псы 
    Turco: Köpekler 
    Esperanto: Pajlhundoj 
Budget: Incerto, da 1 a 3,2 milioni di dollari US
Box office: 8 milioni di dollari US
 

Trama: 
Questa pellicola di Peckinpah narra la storia tristissima e oltremodo squallida di un insignificante matematico americano, David Summer, che contro ogni buon senso decide di trasferirsi in un distretto impervio e rurale della Cornovaglia, paese natale della sua giovane moglie Amy, magrolina e biondiccia, sessualmente molto appetibile. Quando la donna legge e gioca a scacchi, appartiene alla seducente tipologia della professoressa con gli occhiali. Subito sorge una domanda: come può una donna simile essere innamorata di un topo di biblioteca rachitico? Ecco. Non è tutto oro quello che luccica. 
L'ex fidanzato di Amy, Charlie Venner, che è un gigantesco energumeno, si risente a morte del fatto che un estraneo gracile e apparentemente mite abbia sposato una donna del posto. Sputano bile anche gli amici di Venner: Norman Scutt, Chris Cawsey e Phil Riddaway. Amy ai loro occhi ha commesso la peggiore infrazione possibile ai tabù tribali, rifiutando gli uomini della propria comunità per unirsi a uno straniero. Scutt, un ex galeotto, confida a Cawsey la sua invidia per la passata relazione di Venner con Amy. 
Nel frattempo il matematico esplora il villaggio, incontrando al pub lo zio di Venner, Tom Hedden, un violento ubriacone, la cui figlia adolescente, Janice, è piuttosto esuberante. Infatti la disinibita ragazza flirta con Henry Niles, un gigante mentalmente ritardato e disprezzatissimo dall'intera comunità, al punto che tutti desiderano trovare un pretesto per farlo rinchiudere in manicomio. 
I Sumner hanno preso in affitto una fattoria isolata, Trenchers Farm, che un tempo apparteneva al padre di Amy. Assumono Scutt e Cawsey per rifare il tetto del garage e, impazienti per la mancanza di progressi, aggiungono Venner e suo cugino Bobby Hedden alla forza lavoro. Le tensioni nel loro matrimonio diventano presto evidenti. Amy si mostra sempre più insofferente nei confronti del marito per via dell'importanza estrema che egli dà ai propri studi. Ogni giorno che passa si creano dissidi, ad esempio perché il matematico si chiude nel suo studio e non va in cucina quando viene avvisato che la cena è pronta. Inoltre, cosa più importante, la donna critica la passività di David, la sua incapacità di prendere decisioni, e insinua che la codardia sia stata la vera ragione per cui ha lasciato un campus universitario americano volatile e politicizzato, trovando rifugio in una regione remota. 
Il triste David si ritira ulteriormente nei suoi studi, ignorando sia l'ostilità della gente del posto sia l'insoddisfazione di Amy. Il suo distacco si traduce nei bizzosi scherzi di Amy, che catturano l'attenzione, e nei comportamenti provocatori nei confronti degli operai, in particolare del nerboruto Venner. David fatica anche a farsi accettare dalla gente istruita del posto, come si evince dalle conversazioni con il Reverendo Barney Hood, sua moglie. Non riesce a legare nemmeno con il Maggiore John Scott, il magistrato locale.
Quando il matematico trova la gatta impiccata in un armadio della camera da letto, Amy crede che il responsabile sia uno dei bulli, Cawsey oppure Scutt. Insiste affinché David affronti gli operai, ma lui è troppo intimidito, si defeca in mano al solo pensiero. Gli uomini invitano David a caccia; lo portano con l'inganno nella brughiera e lo lasciano lì come un merlo. Con David lontano da casa, Venner si reca a Trenchers Farm e violenta Amy. Durante l'aggressione, lei a volte sembra gradire il suo abbraccio. Scutt entra silenziosamente, fa cenno a Venner, sotto la minaccia di una pistola, di allontanarsi e stupra a sua volta Amy, ma in modo ben più feroce: le devasta l'intestino. David torna molto più tardi, in stato di spossatezza e di obnubilazione. La moglie non gli dice nulla della violenza carnale, a parte un commento criptico che ovviamente gli sfugge.
Il matematico licenzia gli operai per la loro lentezza. Più tardi, i Sumner partecipano a una serata sociale in chiesa, dove Amy rimane sconvolta nel vedere i suoi stupratori. Janice invita il gigante minorato Henry ad andarsene con lei e, in un edificio nascosto dalla folla, inizia a sedurlo. Quando il fratello di Janice si accorge della sua scomparsa, viene mandato a cercarla; mentre la chiama, Henry va nel panico e soffoca accidentalmente Janice nel tentativo di tenerla zitta. I Sumner lasciano la serata prima del previsto, guidando attraverso una fitta nebbia, e investono accidentalmente Henry mentre scappa. Lo portano ferito a casa loro e telefonano al pub per segnalare l'incidente. La gente del posto, che nel frattempo ha saputo che Janice è stata vista l'ultima volta con il gigante, viene avvisata della sua posizione. Presto, Hedden, Scutt, Venner, Cawsey e Riddaway bussano ubriachi fradici e violenti alla porta dei Sumner. Intuendo la loro intenzione di linciare Henry, David si rifiuta di lasciarlo prendere, nonostante le suppliche di Amy. La situazione di stallo sembra risvegliare nel matematico un istinto territoriale: "Questa è casa mia, è parte di me e non permetterò nessuna violenza a ciò che è mio!" 
Il magistrato Scott arriva per disinnescare la situazione, ma viene ucciso accidentalmente dal vecchio Hedden, prossimo al coma etilico, durante una colluttazione. Rendendosi conto del pericolo che corre assistendo a questo omicidio, il matematico improvvisa diverse trappole e prepara le armi armi per respingere gli aggressori. Costringe inavvertitamente Hedden a spararsi a un piede, fa perdere i sensi a Riddaway e poi colpisce a morte Cawsey con un attizzatoio. Venner lo tiene sotto tiro, ma le urla di Amy allertano entrambi gli uomini, quando Scutt la aggredisce di nuovo. Scutt suggerisce a Venner di unirsi a lui in un altro stupro, ma Venner gli spara a morte. A questo punto il matematico furioso disarma Venner, ha con lui una terribile colluttazione, nel corso della quale gli spezza il collo con una trappola. Ripensando alla carneficina che ne è derivata e sorpreso dalla propria violenza, mormora tra sé e sé: "Mio Dio, li ho fatti fuori tutti". Salta su Riddaway, che lo attacca brutalmente, ma viene colpito da Amy con una fucilata che gli spappola le interiora. 
David sale in macchina per riportare Henry al villaggio. In un attimo di lucidità, il gigante ritardato dice di non sapere la strada di casa. Il matematico gli risponde di non saperla nemmeno lui.


Recensione: 
L'ambientazione è pervasa dall'orrore delle piccole comunità chiuse, sprofondate nel coma storico. Nel Regno Unito è diffuso il mito, forse fondato, della Cornovaglia come una terra isolata, in cui persistono modi di vita particolarmente arcaici, che altrove sono stati superati da secoli - spesso addirittura dal Medioevo. Sono villaggi simili a gusci impenetrabili, che oppongono una resistenza feroce a qualsiasi cosa possa essere creduta una minaccia all'integrità. Ogni rapporto umano si fonda su un'ignoranza cieca, brutale ed oscena, in un microcosmo che non conosce grandi aperture. L'impermeabilità al mondo esterno si unisce a un elevato coefficiente di consanguineità, ai limiti dell'incesto, che rende i cugini tra loro geneticamente affini come fratelli. Il protagonista del film commette un errore gravissimo a credere di poter trovare la pace in un ambiente simile: deve subito affrontare l'ostilità dei vicini, come un bruco gettato in un nido di formiche rosse. Un uomo di Scienza ha necessità di un contesto urbano e stimolante, in cui poter scambiare idee con i suoi simili. Messo in mezzo ai trogloditi, sicuramente avvizzisce, nella migliore delle ipotesi. Ebbene, David Sumner questo conto non l'ha fatto. Inoltre un uomo di Scienza dovrebbe stare molto attento alla compagna che si trova. Se questa non condivide i suoi interessi e non ha un opportuno livello d'istruzione, ne seguiranno soltanto guai. Certo, se il matematico avesse pensato a queste cose, non ci sarebbe stato nulla da raccontare.     
Il film di Sam Peckinpah uscì nelle sale nello stesso anno di Arancia meccanica (A Clockwork Orange) di Stanley Kubrick, Il braccio violento della legge (The French Connection) di William Friedkin e Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo! (Dirty Harry) di Don Siegel. Nel Regno Unito uscì a novembre, mentre negli Stati Uniti uscì a dicembre. Quindi si era sul finire del 1971, un anno tosto per la Settima Arte. Il pubblico era già esasperato per via del percepito aumento della violenza nel cinema in generale, così esplosero polemiche accesissime. 
Dustin Hoffman, che non stravedeva per i film violenti (non aveva le physique du role), ammise in seguito di aver accettato il ruolo soltanto per denaro. Mi è stato fatto notare che la sua trasformazione in un berserk appare piuttosto improbabile, addirittura grottesca! 
Il finale non è soltanto geografico (lo smarrimento nelle dense nebbie della Cornovaglia): è metaforico. David non può più tornare alla sua vita di prima. Ha superato il punto di non ritorno. Ha scoperto di essere un assassino e di averci provato piacere. La sua "casa" (la sua identità di uomo colto, razionale e superiore) è andata distrutta insieme alla porta d'ingresso. 


Origine del titolo 
 
Il titolo viene dal filosofo cinese Lao Tzu (Lǎozǐ, 老子), che era solito dire questo (Tao Te Ching, capitolo 5): "Il Cielo e la Terra non usano carità, tengono le diecimila creature per cani di paglia. Il santo non usa carità, tiene i cento cognomi per cani di paglia." 
Si trovano versioni un po' diverse della traduzione, ad esempio "Il Cielo e la Terra non sono umani, considerano tutte le cose come cani di paglia. Il saggio non è umano, considera tutte le persone come cani di paglia."
Questo è il testo nella lingua originale, in caratteri ideografici: 

天地不仁
以萬物為芻狗
聖人不仁
以百姓為芻狗

Questa è la trascrizione fonetica in cinese moderno: 
"Tiān dì bù rén, yǐ wàn wù wéi chú gǒu; shèng rén bù rén, yǐ bǎi xìng wéi chú gǒu."
I cani di paglia (芻狗 chú gǒu) erano oggetti cerimoniali usati come sostituti di vittime viventi nei sacrifici, che in un'epoca precedente all'imporsi di questa usanza erano cruenti. Una volta esaurito il loro scopo rituale, questi cani di paglia venivano trattati con immenso disprezzo, calpestati, gettati nell'immondizia o bruciati. L'usanza si è formata perché i cani veri erano piuttosto costosi e nessuno gradiva lo spreco.
Nel titolo in italiano si è passati dal plurale dell'originale (Straw dogs) al singolare (Cane di paglia). Questo cambiamento arbitrario ha causato fraintendimento e confusione. Infatti qualche critico è stato portato a credere che i "cani di paglia" della versione in inglese siano gli aggressori, i bulli, mentre nellla versione italiana il riferimento sia invece al matematico perseguitato. Se questo fosse vero, sarebbe un cambio di visuale assolutamente drastico. C'è poi chi ha inteso le cose in questo modo: tutti i personaggi, sia la vittima che i carnefici, sono "cani di paglia", perché questa è la condizione universale del genere umano. Questo per un motivo molto semplice. Finché un essere umano occupa il suo posto nella società, non dà fastidio a nessuno. Quando scatta una molla che lo fa deragliare, allora si trasforma in semplice immondizia da smaltire. La certezza dell'interpretazione non c'è in ogni caso. Qual è l'interpretazione data da Sam Peckinpah? Il regista ha dichiarato in un'occasione che qualsiasi essere umano, per quanto mite e accomodante, può ribellarsi e diventare una belva quando sono superati certi limiti. La morale è un lusso che la Natura non conosce. 
Glossario: 
tiān "cielo" 
"terra" 
"non"
rén "benevolenza", "compassione" 
"considerare come" 
wàn "miriade, 10.000"
"cosa", "materia, sostanza"
wéi "essere come"
chú "paglia" 
gǒu "cane"
shèng "nobile", "santo", "saggio"
rén "uomo, persona" 
bǎi "cento" 
xìng "nome di famiglia", "clan"
 
Il Regno sanguinario di Cristo 

Un giorno il matematico riceve la visita del prete anglicano del villaggio. Nel corso della breve ma tormentata conversazione, risponde a una provocazione dell'ospite con questa frase: "Ché in nessun altro regno c'è stato tanto spargimento di sangue come in quello di Cristo". È una traduzione quasi letterale dell'originale "After all, there's never been a kingdom given to so much bloodshed as that of Christ". L'ecclesiastico rimane sconvolto, viene punto nel vivo e farfuglia: "Allude ai Martiri cristiani?" No, non era a questo che allude il matematico, anche se si limita a rispondere con un sibillino "Può darsi". La moglie del reverendo chiede: "E chi la disse quella frase?" Il reverendo di rimando dice: "Non ricordo, ma l'ho già sentita". Subito dopo si congeda. Poi, quando sono a letto, la biondiccia Amy accusa il marito di essere stato scortese con l'ecclesiastico. Ho scoperto che la versione in lingua originale è molto diversa da quella italiana. Non c'è allusione alcuna ai Martiri cristiani. Invece il reverendo risponde in questo modo alla frase sul Regno sanguinario di Cristo: "That's Montesquieu, isn't it?" Il professore di rimando: "Oh really?" La moglie del reverendo pone una domanda banale: "Who's he?" Al che, suo marito le risponde: "Someone well worth reading" (ossia "Qualcuno che vale la pena di leggere"). Charles-Louis de Secondat, barone di La Brède e di Montesquieu (1689 - 1755) è stato un filosofo e commentatore sociale francese, a cui viene talvolta attribuito il concetto di separazione dei poteri, poi incorporato nella Costituzione degli Stati Uniti. I Martiri sono scaturiti dalla fantasia del doppiatore, forse perché ha compreso male il nome di Montesquieu! Come già visto nel caso di Darth Vader, diventato Dart Fener per via di un doppiatore congestionato dal raffreddore, anche qui si è avuta una spaventosa distorsione percettiva. Così Montesquieu, mal pronunciato, è diventato Martyrs ed è stato tradotto con "Martiri", aggiungendovi quindi l'ovvio aggettivo "cristiani". Non sembrano esserci dubbi. Ora vorrei che voi tutti ci ragionaste anche solo per un istante. Queste versioni divergenti dell'audio di uno stesso film, in lingue diverse, creano mondi tra loro totalmente dissimili. Ogni doppiaggio è una monade di Leibniz, un universo senza finestre sull'esterno. L'inganno della Settima Arte è spaventoso!

Antiamericanismo strisciante 

Già all'inizio del film, il matematico viene importunato dai bulli per via delle sue origini americane. Questi cercano di informarsi da lui sui dettagli più morbosi e violenti della vita negli States. Gli chiedono se ha visto "rivolte di negri". Lui, esasperato, risponde che la violenza l'ha vista soltanto nei film europei. Più avanti, nel corso della visita del Reverendo, si ha un secondo indizio dei sentimenti dei villici cornovagliesi, molto ostili nei confronti di tutto ciò che ha a che fare con l'America. Poco prima che la discussione prendesse una piega teologica (il Regno sanguinario di Cristo, di cui sopra), il religioso ha accusato il matematico, in modo grossolano, scaricando sugli scienziati la responsabilità diretta dell'invenzione dell'atomica, oltre che della guerra. 

Il sarcofago del gallinaccio 

Una scena di una tristezza incredibile. Il matematico è stato indotto con l'inganno a partecipare a una battuta di caccia. I bulli gli dicono di stare appostato in attesa dell'arrivo delle anatre selvatiche, quindi lo abbandonano per introdursi nella sua casa e fare i loro porci comodi. Con estremo ritardo si fa strada nell'accademico il vago sospetto di essere stato buggerato. A un certo punto spara in aria, colpendo a morte un grosso volatile, che cade lontano. Quando va a recuperare la preda, vede che è una specie di gallinaccio, non un'anatra. Anziché portarlo con sé, lo appoggia tra alcuni rami secchi che si innalzano come dita lebbrose verso il cielo. Quelle sono le esequie dell'uccello dalle penne arruffate: la struttura di rami secchi costituisce una specie di sarcofago. Emerge la natura autistica dell'uomo, che conduce un'esistenza separata dal mondo e non ha la benché minima idea di come trarre vantaggio dai propri beni. Un'esistenza che in questo non è poi così dissimile dalla mia. 


Una strana paracusia
o i residui immaginari della lingua cornica 

Quando ho visto il film anni fa, un paio di volte, sono rimasto colpito da alcune sequenze. Quando la moglie del matematico trova la sua gatta impiccata nell'armadio della camera da letto, esclama più volte un paio di parole che non sembrano in inglese e che ho decodificato come "YS CATH!", che in gallese significano "è il gatto". Ho pensato che il regista e lo sceneggiatore avessero l'intenzione di riprodurre la lingua cornica, un tempo parlata in Cornovaglia, che era simile al gallese e al bretone. Le spiegazioni da me trovate erano due: o quella era l'estrema sopravvivenza della lingua che si credeva estinta sul finire del XVIII secolo, oppure la moglie del matematico apparteneva al movimento per la rivitalizzazione del cornico, che ha acquistato non pochi consensi nel corso del XX secolo. Invece mi sono sbagliato completamente. Rivedendo il film e cercando i dialoghi nel Web, mi sono reso conto che avevo equivocato. In realtà non c'è nessun frammento di frase in cornico o in gallese nel film. La moglie del matematico dice "CAWSEY O SCUTT", e poi "SCUTT O CAWSEY". Ecco, Cawsey (pronuncia /'kɔzɪ/) e Scutt (pronuncia /skʌt/) sono i cognomi di due ribaldi. I nominativi completi sono Chris Cawsey e Norman Scutt. Dev'essere stato il tono di voce ad ingannarmi, unitamente al fatto che il doppiatore pronunciava in modo chiuso la congiunzione "o", facendola suonare quasi "u". Inoltre, dopo aver pronunciato i due cognomi, la donna chiede al marito se ha sentito quello che ha detto; lui allora le chiede "Perché?" (ossia che motivo avrebbero avuto quei due di ammazzare la gatta). Evidentemente aveva compreso alla perfezione cosa gli era stato detto, o avrebbe reagito diversamente. Se avesse sentito una frase in cornico, non avrebbe capito e avrebbe chiesto spiegazioni, ad esempio chiedendo "Cos'hai detto?". Non ci si aspetta infatti che un americano abbia anche soltanto una vaga idea dell'esistenza di quella lingua. 


La scena dello stupro

Quando Charlie Venner violenta la moglie del matematico, si vedono varie cose che denotano una grande ambiguità. I capezzoli di lei sono furiosamente eretti, segno inequivocabile che l'attrice provava piacere nel girare la scena. Poi si vede che è lei ad ancheggiare, in modo vistoso, segno che l'attrice era eccitata e conduceva l'atto sessuale, seppur simulato. Anche certi toccamenti fatti da lei alle braccia e al torace dell'uomo sono indicatori. Quando l'uomo ha rilasciato lo sperma nella vagina, arriva Norman Scutt, che penetra la donna da dietro, in modo brutale. Lei mostra un invincibile disgusto e il suo volto è contratto in smorfie di dolore, segno che lo stupratore la sta sodomizzando. L'attrice recita alla perfezione, si vede che oppone resistenza alla penetrazione nell'ano, con tutte le sue forze. Il suo volto è carico di dolore e di umiliazione, ogni sua fibra è sofferenza atroce. Eppure proprio questa scena del secondo stupro è stata tagliata, sminuendo così la portata del primo e dando origine a interpretazioni fuorvianti. Senza la brutale distinzione tra i due atti di violenza consecutivi, il senso della trasformazione di David in un berserk e del trauma di Amy viene completamente distorto. Se si vede solo la parte ambigua con Venner, il massacro finale compiuto dal matematico furioso sembra quasi una reazione sproporzionata o, peggio, una difesa del "possesso" su una moglie infedele. Con la sequenza integrale, il massacro diventa l'unica conclusione possibile di un'escalation in cui la civiltà è stata completamente annientata. Il protagonista non difende più solo la sua casa o sua moglie, ma reagisce a un male assoluto e privo di sfumature che è entrato nel suo spazio vitale. Ovviamente Peckinpah fu accusato di essere fascista e misogino. Lui si difese dicendo di essere un osservatore della natura umana, aggiungendo che l'uomo è un animale territoriale e la violenza è un linguaggio universale che la cultura cerca solo di mascherare
In Irlanda, la censura rimosse completamente tutte le sequenze di stupro, sia quello vaginale che quello anale. In Sudafrica il film fu vietato dalla commissione di censura dell'apartheid, anche se di neri non se ne vedono. 

I dettagli tecnici dello stupro

La scena dello stupro era descritta solo in termini vaghi della sceneggiatura, e rimase avvolta in un silenzio minaccioso per tutta la durata delle riprese. Quando Sam Peckinpah accettò finalmente e con riluttanza di discutere la scena con Susan George, annunciò senza mezzi termini: "Non ho intenzione di dirti come la girerò, ma ti dirò che sarai nuda; due uomini ti aggrediranno; uno farà sesso con te; e l'altro ti sodomizzerà"
"A 20 anni", ricorda la George, "devo dire che mi sono appoggiata allo schienale della sedia e ho chiesto 'Cosa significa?'. Lui me l'ha detto. Ed ero terrorizzata. Dal modo in cui parlava, mi sembrava che intendesse che si trattasse di una cosa vera, che si sarebbe realmente verificata sul set. Così mi sono alzata dalla sedia, l'ho guardato negli occhi e gli ho detto 'Non sono pronta a farlo, Sam'". E lui disse: "Lo farai". Io risposi: "No, non mi hai sentito, non sono pronto a farlo e devi trovarti un'altra Amy"
Seguirono recriminazioni, durante le quali George mantenne coraggiosamente la sua posizione anche quando fu minacciata di azioni legali per aver infranto il suo contratto. Alla fine, Peckinpah cedette e accettò di rappresentare il trauma di Amy concentrandosi sui suoi occhi e sul suo viso, piuttosto che sul suo corpo, anche se viene mostrata nuda durante la scena. 


Il romanzo di Gordon M. Williams 

Ci sono differenze significative tra il romanzo The Siege of Trencher's Farm (1968) e il film. Nel primo, il matematico si chiama George Magruder. Sua moglie si chiama Louise, è britannica ma non nativa del villaggio. Inoltre la coppia ha una figlia, anch'essa intrappolata nella fattoria. Sam Peckinpah ha rimosso questa scomoda figlia e ha riscritto il personaggio della moglie del protagonista, presentandola come una donna più giovane e libera. Anche a rischio di rasentare l'implausibilità: quale donna piacevole accetterebbe di mettersi assieme a un matematico gracile e tedioso, se non per soldi? Tra l'altro, il primo a riconoscere questo fu proprio Dustin Hoffman, che non era d'accordo con la scelta di Susan George per il ruolo di Amy. L'attore riteneva che il suo personaggio non si sarebbe mai sposato con una ragazza così "alla Lolita". Sam Peckinpah, preso dalle sue fissazioni sessuali, insistette per la George, un'attrice all'epoca sconosciuta. 
Nell'opera di Williams non è contenuta la benché minima menzione di violenza sessuale. Janice è una bambina di otto anni, mentre Henry Niles (non John) è un pedofilo assassino evaso dal carcere. Non solo non è un gigante, ma è descritto come un uomo malaticcio e di corporatura minuscola, in pratica un nano! Janice non viene raggiunta da lui, perché tratta in salvo in tempo dal dottore del paese, un personaggio rimosso nella sceneggiatura.
L'adattamento del romanzo ha tratto ispirazione da due libri dell'antropologo statunitense Robert Ardrey, African Genesis (non tradotto, 1961) e L'imperativo territoriale (The Territorial Imperative, 1984), i quali sostengono una grande quanto scomoda verità: l'uomo è essenzialmente un carnivoro che lotta istintivamente per il controllo del territorio. 
Lo scrittore Gordon M. Williams, che era piuttosto puritano, rimase così sconvolto dall'adattamento del suo romanzo che giurò di non vendere mai più una sua opera a un americano. 
Una reazione di questo genere non fu un caso isolato: Sam Peckinpah aveva tentato di convincere il drammaturgo Harold Pinter a lavorare al suo progetto prima dell'inizio della produzione, ma Pinter, detestando l'argomento, rifiutò. Lo trovava rivoltanteIl regista avrebbe voluto Richard Harris o Peter O'Toole per il ruolo dell'energumeno Charlie Venner, ma i famosi attori non accettarono per motivi di incompatibilità morale col personaggio. Temevano che la loro carriera sarebbe stata macchiata per sempre. 

La reazione del villici di Cornovaglia 

Il villaggio di St. Buryan è stato utilizzato come location per le riprese, con alcuni abitanti del posto impiegati come comparse. L'autore locale Derek Tangye racconta in uno dei suoi libri che al momento delle riprese nessun abitante del villaggio erano a conoscenza della natura del film, aggiungendo che al momento dell'uscita, tutti furono molto turbati nello scoprire di essere stati utilizzati in qualcosa di natura così incoerente con i loro valori morali. Sembra che sopravvivesse un tabù che vietava loro persino di toccarsi i genitali per non incorrere nell'ira divina e nell'Inferno!

Interessanti arcaismi 

Nella scena iniziale del pub si parla di "trenta scellini" (in inglese "thirty bob"). Questa somma, in moneta pre-decimale, era il cinquanta per cento in più di una sterlina. Una sterlina, prima del 1971, equivaleva a venti scellini. Inoltre, per il pubblico moderno, potrebbe essere utile sapere che le leggi britanniche sulle licenze imponevano ai pub di chiudere ogni pomeriggio tra le 14:30 e le 18:00, sebbene gli orari precisi fossero variabili a causa della non uniformità delle ordinanze delle diverse contee e dei diversi distretti.

Curiosità varie 

Prima delle riprese, il regista diede istruzioni a Dustin Hoffman e a Susan George di vivere insieme per due settimane (more uxorio?), con il co-sceneggiatore David Zelag Goodman al seguito. Alcune delle loro interazioni durante questo periodo sono state inserite nella sceneggiatura del film. 

T.P. McKenna, che interpreta il Maggiore John Scott, ha un braccio legato al collo. Questo non era previsto nella sceneggiatura: l'attore, libidinosissimo, si era procurato la frattura durante una festa selvaggia con un paio di escort, organizzata dallo stesso Sam Peckinpah. 

La zoppia di Henry Niles non era prevista dalla sceneggiatura. L'attore David Warner si era rotto un piede prima delle riprese; era tuttavia in grado di camminare con un bastone all'inizio delle riprese principali. Poiché la frattura è avvenuta prima delle riprese, era considerato non assicurabile. Per questo motivo non è accreditato. 

Il futuro del film fu messo a repentaglio quando il regista e co-sceneggiatore Sam Peckinpah contrasse la polmonite dopo una notte passata a bere alcolici a garganella con Ken Hutchison nel mare di Land's End. Dopo essersi ripreso dalla colossale sbornia in una clinica di Londra, Peckinpah fu riammesso in servizio solo dopo aver promesso di rimanere sobrio. Non era certo un asceta o un penitente, su questo non ci sono dubbi. In pratica l'hanno tirato fuori dal coma etilico per la collottola. 

Queste sono le attrici prese in considerazione per il ruolo di Amy prima che fosse scelta Susan George: 
Judy Geeson, 
Jacqueline Bisset, 
Diana Rigg, 
Helen Mirren, 
Carol White, 
Charlotte Rampling, 
Judy Huxtable, 
Hayley Mills.

Secondo Garner Simmons nel suo libro "Peckinpah: A Portrait In Montage" (2004), il direttore della fotografia iniziale fu Brian Probyn, che abbandonò il progetto per divergenze creative riguardanti l'illuminazione di una sequenza; quindi fu scelto Arthur Ibbetson, che però abbandonò poco dopo per non meglio precisati "motivi religiosi". La scelta successiva fu John Coquillon, che aveva lavorato come direttore della fotografia in film horror britannici a basso budget come La rossa maschera del terrore (The Oblong Box, 1969) e Terrore e terrore (Scream and Scream Again, 1970), entrambi diretti da Gordon Hessler. Coquillon rimase nel film e in seguito avrebbe lavorato come direttore della fotografia in altri tre film di Sam Peckinpah: Pat Garrett e Billy Kid (Pat Garrett and Billy the Kid, 1973), La croce di ferro (Cross of Iron, 1977) e Osterman Weekend (The Osterman Weekend, 1983). 

Per rendere una violenza così pervasiva e viscerale, Peckinpah usò un montaggio frammentatissimo e l'uso alternato dello slow-motion. Voleva che ogni colpo fosse "sentito" dallo spettatore, trasformando l'orrore in una sorta di balletto macabro. Non voleva che guardassimo lo scontro, voleva che lo subissimo!

Per esprimere un piacere morboso nella scena in cui il matematico in stato di berserksgang percuote a morte con una spranga l'uomo a terra, Dustin Hoffman chiese che ci fossero alcune noci di cocco da rompere. In un'inquadratura si vede effettivamente un pezzetto di cocco volare via: Sam Peckinpah lo spacciò per materia cerebrale.