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mercoledì 24 marzo 2021

 
IL SILENZIO 
 
Titolo originale: Tystnaden 
Titolo in inglese: The Silence
Anno: 1963
Paese di produzione: Svezia
Lingua: Svedese, spagnolo, timokano  
Durata: 96 min
Regia: Ingmar Bergman 
Colore: Bianco e nero 
Rapporto: 1,37 : 1 
Genere: Drammatico, surreale
Soggetto: Ingmar Bergman
Sceneggiatura: Ingmar Bergman 
Produttore: Allan Ekelund 
Casa di produzione: Svensk Filmindustri (SF)
Fotografia: Sven Nykvist
Montaggio: Ulla Ryghe
Musiche: Ivan Renliden
Scenografia: P. A. Lundgren
Costumi: Marik Vos-Lundh (come Marik Vos), Bertha
     Sånnell
Trucco: Börje Lundh, Gullan Westfelt 
Fonico: Stig Flodin, Bo Leverén, Tage Sjöborg  
Effetti speciali: Evald Andersson 
Fotocamera e reparto elettrico: Rolf Holmqvist, Harry Kampf 
Responsabile della location: Lars-Owe Carlberg 
Lingua di Timoka: Gun Grut (ex moglie del regista)
Interpreti e personaggi:
    Ingrid Thulin: Ester
    Gunnel Lindblom: Anna
    Birger Malmsten: Il barista
    Håkan Jahnberg: Il maître dell'albergo
    Jörgen Lindström: Johan
    Lissi Alandh: La donna del varietà
    Karl-Arne Bergman: Il ragazzo che distribuisce i giornali
    Leif Forstenberg: L’uomo del varietà
    Eduardo Gutiérrez: Impresario dei nani
    Eskil Kalling: Proprietario del bar
    Birger Lensander: Portinaio
    Kristina Olausson: Anna (controfigura di Gunnel Lindblom)
    Nils Waldt: Cassiere
    Olof Widgren: Un vecchio
Doppiatori italiani:
    Rina Morelli: Ester
    Rosetta Calavetta: Anna
    Serena Verdirosi: Johan 
Titoli in altre lingue: 
   Danese: Stillreden
   Tedesco: Das Schweigen
   Finlandese: Hinjaisuus
   Francese: Le Silence 
   Spagnolo: El silencio
   Russo: Молчание

Trama: 
Anna ed Ester, due sorelle in pessimi rapporti, stanno tornando a casa in treno dalla villeggiatura. Con loro c'è anche un bambino, Johan, che è il figlio di Anna. Ad un certo punto Ester si sente male. I tre sono costretti a fermarsi nella città di Timoka. Si rendono presto conto che vi si parla una lingua sconosciuta, del tutto incomprensibile, la cui sonorità ricorda vagamente quella dell'ungherese o delle lingue slave. Non esiste possibilità di comunicazione, nonostante Ester sia una traduttrice di professione. Il clima soffocante non aiuta. Le due donne riescono a prendere alloggio in un albergo assieme al pargolo, che in preda alla noia esplora i corridoi stranamente deserti. Prima fa amicizia con l'anziano cameriere, poi incontra una troupe di grotteschi nani spagnoli giunti in quella città remota da Madrid. Nel frattempo per le strade notturne si aggirano continuamente carri armati, spettrali avvisaglie di una guerra incombente. Ester è malata di tisi e molto avanti nel percorso dell'etilismo, ancor più di quanto lo sia io. È tormentata da qualcosa di atroce che la corrode da dentro. Viene assistita amorevolmente dal cameriere gentile. Anna invece è una adepta dei piaceri di Afrodite: ha un'indole futile e non perde occasione di recarsi in un bar per cercare un amante. Quando trova un uomo che la attizza e lo conduce nell'albergo, gli eventi precipitano. Con grande crudeltà mentale, Anna esibisce la sua conquista davanti alla sorella, causandole un peggioramento delle condizioni mentali. Il rapporto tra le due si rompe irreparabilmente. Come se Ester avesse la lebbra, quando ha l'ennesimo malore viene abbandonata al suo destino dalla libidinosa Anna, che sdegnata prende il figlioletto e lo conduce al treno. Durante il viaggio, Johan maneggia un foglio che Ester gli ha dato: è un breve dizionarietto della lingua di Timoka. Pronuncia una parola, hadjek, ma il suono della sua voce è subito coperto dal rumore del treno. Come spiegato nel seguito, il finale della versione in italiano è stato gravemente manipolato. 
 
 
Recensione: 
Questa pellicola di Bergman è considerata l'ultima della cosiddetta "Trilogia del Silenzio di Dio", di cui fanno parte Come in uno specchio (Såsom i en spegel, 1961) e Luci d'inverno (Nattvardsgästerna, 1963). Resta il fatto innegabile che lo stesso regista ha in seguito ritrattato le sue dichiarazioni iniziali, negando addirittura che i tre film costituiscano una trilogia. Era stato incalzato da interpretazioni in chiave spirituale che lo infastidivano moltissimo e che provenivano dall'Italia! Sembra evidente che ci sia stato un fraintendimento sulla locuzione "Silenzio di Dio": si parla piuttosto dell'Inesistenza di Dio. Seguendo la logica bergmaniana si giunge alla conclusione che il Creatore tace perché non c'è, è un'invenzione umana. Queste sono le parole del regista, intervistato da Olivier Assayas: "Olivier… una cosa è importante e io l’ho capita molto tardi: Come in uno specchio appartiene a un periodo anteriore. La vera rottura si colloca fra Come in uno specchio e Luci d’inverno. Purtroppo ho creato io stesso questo malinteso: Come in uno specchio, Luci d’inverno e Il silenzio non costituiscono una trilogia. Come in uno specchio appartiene al periodo precedente, poi viene la rottura." 
 
Ecco un link utile che riporta le fonti: 
 
 
Questo robusto bianco e nero non lo dimenticherò mai. L'ambientazione è sublime, con quell'albergo gelido e ostile, massiccio, dalle mura ciclopiche che annientano lo spettatore. Lo stesso tema dell'incomunicabilità tra i personaggi, di cui tanto si è parlato, si dissolve di fronte all'enigma di Timoka, che è una sfinge destinata a restare inesplicabile per l'Eternità.    
 
 
Intimità incestuosa tra madre e figlio  

Ancora una volta siamo di fronte a un film che oggi non potrebbe più essere girato, nonostante il potere della censura fosse più forte in passato - un paradosso davvero singolare che ha cause complesse. La soluzione del paradosso è questa: gli argomenti di suscettibili di essere censurati cambiano nel corso dei decenni. Ci sono cose che un tempo passavano in cavalleria e che oggi non possono nemmeno più essere pensate. Ci sono cose che oggi passano in cavalleria e che un tempo non potevano nemmeno essere pensate. L'accusa di incesto e di pedofilia sarebbe subito pronta a scattare per il regista, che non avrebbe modo di difendersi. Le sue opere finirebbero disprezzate e gettate al macero a furor di popolo, data l'ipersensibilità che regna su temi così delicati. La pellicola ci mostra infatti un rapporto estremamente morboso tra madre e figlio piccolo, con tanto di contatto tra i corpi nudi. Il bambino lava la schiena della madre nella vasca da bagno e dorme con lei senza indumento alcuno, com'è stato partorito. Una vecchia locandina, conservata nel sito Davinotti.com, dà questa efficace definizione: "Un'opera rischiosa, ai confini del lecito". Quindi aggiunge un commento: "Mai atteggiamenti ed azioni così audaci sono stati portati sullo schermo".  
 
Passione incestuosa di una donna per sua sorella  
 
Si capisce che Ester è una lesbica e che arde di desiderio per sua sorella Anna. Non potendo sopportare questo stato di cose, inammissibile per la morale corrente, si alcolizza in modo pesante per autodistruggersi. Non me la sento di biasimarla. Oggi si direbbe che si tratta di un "orientamento sessuale", ma una simile teoria non mi ha mai convinto. Si tratta di uno stupido dogma di questi tempi assurdi e buonisti, pervasi dal morbo del politically correct. Eppure le cose sono così semplici. Una donna che ha avuto tante delusioni dai cazzi, sarà ben libera di dedicarsi alle bernarde!    
 
Interludi naneschi! 
 
I nani recitano un travolgente spettacolo teatrale, vorticando come meteore folli. A un certo punto, sulle note di strumenti musicali guitteschi, le loro figure tozze e deformi si compongono in un gigantesco bruco! Si agitano, con gli arti cortissimi. Le loro braccia sono al limite della focomelia, le loro gambe sembrano moncherini. I loro corpi distorti si ammassano, annaspando, gli uni contro gli altri, diventando qualcosa di simile a una larva di processionaria! Il ritmo è folle, dovevano essere così le danze in onore di Cibele, quelle in cui i sacerdoti in preda all'ebbrezza si castravano con le proprie mani!  
 
Censura

Com'è facile immaginarsi, la scure dei censori si è abbattuta su questa pellicola in molti paesi del mondo. Negli Stati Uniti è stato presentato come un film semi-pornografico. Questa è la citazione di una recensione dal Daily News: "Sull'incesto, l'autocontaminazione e la ninfomania, quest'ultimo di Bergman è il film più scioccante che abbia mai visto. Non potevo credere ai miei occhi." (originale inglese: "On incest, self-defilement and nymphomania, this Bergman latest is the most shocking movie I have ever seen. I could not believe my eyes."). In Argentina il distributore del film è stato condannato a un anno di reclusione con la condizionale, mentre è stato proiettato senza censure in Uruguay. 

In Svezia il film è stato sottoposto ai censori poche settimane dopo che le direttive erano state un po' liberalizzate: è passato senza tagli e ha fatto molto scalpore. Ha attirato un vasto pubblico, è stato ferocemente dibattuto e ha acquisito la reputazione di essere il film che ha inflitto la prima grande breccia nel "muro della censura sessuale" del cinema svedese. Nel giro di cinque anni, la censura cinematografica era diventata una formalità. So sono levate voci per richiedere l'abolizione della censura, ma con l'aumento dei livelli di violenza cinematografica alla fine degli anni '60 l'opinione è cambiata, agendo meno sulla nudità e sul sesso ma in modo molto duro sulla violenza. La censura statale è stata abolita soltanto nel 2011, un secolo dopo la sua introduzione.
 
Questi sono i tagli inflitti in Italia:

1) La madre che dorme nuda assieme al figlio.
2) La protagonista che assiste a baci ardenti e un rapporto sessuale completo tra due amanti nel teatro, con la donna bionda impalata nella posizione detta cowgirl.
3) Il seno nudo della madre spiato dal figlio attraverso il buco della serratura.

Queste sono le alterazioni inflitte in Italia:

1) La parola "chiesa" viene sostituita con "scantinato", per evitare che un luogo consacrato venga ad essere visto come teatro di incontri sessuali (a dispetto del fatto che esistono le chiese sconsacrate e che spesso vi si svolgono tregende!).
2) Nel monologo in cui Ester dichiara il suo disgusto per gli uomini, le parole "sangue e muco" sono sostituite con "ormoni e uomini", distorcendo il senso stesso dell'intervento, come se la donna esprimesse un "pentimento" per la propria sessualità.
3) Nel finale della versione originale il bambino legge da un dizionario una parola della lingua di Timoka, hadjek, senza glossa alcuna, quindi ne pronuncia mentalmente altre due senza che si avverta il loro suono; nella versione italiana invece pronuncia ancora la parola hadjek fornendone la traduzione: "anima". Quando Bergman è venuto a sapere di questo cambiamento nella versione doppiata in italiano, è andato su tutte le furie. Disapprovava la che il vocabolo hadjek fosse glossato con "anima", perché a suo avviso introduceva nel film una lettura spiritualista che egli non aveva assolutamente inteso dare. Detto questo, sono convinto che sia stato Andreotti in persona a imporre la traduzione della parola hadjek come "anima" e a diffonderla. Egli fu a lungo l'incarnazione della censura in Italia: visionava infinite ore delle pellicole più disparate, decidendo cosa poteva passare e cosa non poteva passare. Non dimentichiamoci cos'era il Paese in quell'epoca stramaledetta. Non mi stancherò mai di ripeterlo: basta ascoltare la canzone Nera dei Varunna per capirlo! Mi bolle il sangue se penso che c'è tuttora una critica cinematografica di Comunione e Liberazione fondata sui dettami antreottiani. In diversi siti afferenti a tale area la versione italiana alterata del film bergmaniano viene considerata originale! 
 
Curiosità 
 
La scrittrice e attivista politica Susan Sontag ha commentato: "Ancora una volta, Ingmar Bergman avrebbe potuto voler dire che il carro armato rimbombava per la strada ne "Il Silenzio" come un simbolo fallico. Ma se lo avesse fatto, sarebbe stato un pensiero sciocco". E ancora: "Coloro che cercano un'interpretazione freudiana del carro armato stanno solo esprimendo la loro mancanza di risposta a ciò che c'è sullo schermo"
 
 
L'enigmatica lingua di Timoka 
 
La lingua di Timoka è molto densa e complessa. Pone seri ostacoli a qualunque tentativo di afferrarne le nozioni basilari. Dall'analisi delle parole non si riesce a dedurre alcunché della morfologia. Non si trovano parole ricorrenti che possano essere interpretate con certezza come particelle, articoli, preposizioni o postposizioni. In una scena la protagonista riesce a ottenere la traduzione di un paio di parole. Una è kasi (pronuncia /ka'si/) "mano", che è una parola sicuramente uralica: finlandese käsi "mano", estone käsi "mano", ungherese kéz "mano". Un'altra è naigo "faccia", anch'essa una parola uralica: estone nägu "faccia", finlandese näkö "vista, visione", senza corrispondenza in ungherese. Nonostante ciò, la lingua di Timoka non sembra proprio essere uralica. In altre parole, un conoscitore di una qualsiasi lingua uralica non sarebbe in grado di comprendere un discorso o anche soltanto un breve testo. Non è certamente "un misto di magiaro e di lingue slave", come spesso è definita nel Web e altrove. L'autore di una simile definizione deve avere idee molto fumose sia sul magiaro che sulle lingue slave, anche se non gli si può addossare una grande colpa, dato che in timokano ci sono alcuni prestiti da lingue slave.   

Con grande fatica sono riuscito a reperire le immagini dell'intera pagina del quotidiano e persino della seconda! 
 

Questi sono titoli, sottotitoli e articoli comparsi sulla prima pagina di un numero del giornale ARAKAVSANII
 
ARAKAVSANII 
TIIMOKA INOSLIP 
Dezirohtuh stskarihl usaivthl kanzi sezier iganav savaguad I. B.  7-263.
Srotkader: Irak-Enra Namgreb 
VEIS SUTOL
Enskol paliz
UDEIZ TSEZ

 
MAKEVLIC DIZL SAGED EITSDRIS UKUNTZ PAS SATPU 
 
SMAJOREVEL USIVTA SMUKENP IRZ MAKEVLIC IZDIL TIDUAB SAJITLAB 

Itam sataj ajir
Eip akibal   ..  9

Zirdnag ituclevun sinlivak maraky smujatuas staniceil ...... 13  

Rap ulskam manimta nu meidag alein [...]utua itsarap ....   6

MACIEVS SARUJ: 
Eip adlagamats okabamdat iaäter siakabal abitrak sakeil ..... 11

Sjiebirg: Aaap-ujvstal adär arumunu mazdei  
 
GHP. Arumunu mazdeins. Vjicamrofin. Ak akinorev eterelerts sisal sajie kel rap useivtal udolav. Is amajorevei amukanap. Ijatanisorei Ajib. Useivtal utneduts. Apurg sak iabidav azdeinsel Ugiceitta umugul exiere tojemrofin uvals. Utlab sajigolodif ardetak ujatidav. Unvagi sabituat uroseforp sruk iz ulizd. Iseretni ule[...] ajevatszia use[...] [u]dolav atarotkel unasidar ma[...] seitocietap starotkel dat ira stidar rap usum omajineig iceinjezd. Os umkanap ulece una vad. Anaj Anilezdne sanimaipianeil ajokiras.  
 
MISOGLUPEN ARETEIB UAG. TEITSRIMZIAEN UVAS UTUAT IMEZVET 
 
Teijabalgas olandican urutluk at ir satuat abivizd. 
Acev abiseitap trakzduad. Sadaz sabirakas ateprizd anizta avasak akail atanurzi useivtal udiv. 
Tsugei itatilautak araksas meilketup ok sazad sanosrep anigem tlec, pa aretier orki. Umse seinizapei udak uniavid utskartrapka stitalpzi urukun osutusas arodet aretier. 
Jjvatstap isvgeinsei ujigulozer ak sazeirgaj eip avocsurgh ial sniv aradzien sabrmubnota gem unisanon tab tad. Itsilartien ra ujidin alagskeirp seisulecas terp. Os uaj at karap oginiaven ujigulozer, cip mat ra uvitom, ak thkirden, igisupneis tezitirk uvocsurz smakei is akitirk nav. 
Smamizajib staniceil ajir sinkivak meimunuaj smajepset okabamdat satuaj smugeinsas sakeil seitaceirp ezierteb umsujas abmub terp, seitsrev ikeintaniz timsesmadrizd ravudat.  
Rap ulskam manimta nu meidag arakas ra alrak. 
Alein, uzumsup. Sat sakas. Dak saneid avulk neib asisteb, sakelep atir alserk inkezdua uneak ajedivap asiagapun. Uneidiak alserk upnak soneizeir? Gap atsgua alibitsev, ellah ajib. Asev agilimseivmen tapat ak eikelep igol adigaj ekikelep. Seisidarap uksurd samsiag.  
 
RAP ULSKAM MANIMTA NU
 
DAP ABINEIVAS AGINIA VIREDO  
 
Dap. Abineivas. Aginiav. Inredom Igorei otan. Snedt saniprut tidav ujinatirbleil. Ajiragnu sanis sanirpitsap. Sakessekinskeirp. Svores adav ureimen unaseipspa ugiops skeintsev sijagzia. Sazabrhp ucavmurtsua meikaindar ajirdeivs at majorpoj satuj arpits sordrav sozad. 
Sajitlab saruuj arsark otseipspa otub av anetkil soglupsta akialujibzolpske. Idiev sanis, ajiserped nu sabiv ansap sisatepuk sajivtal ulkätspa smujorutskar neidos ak amasemkes. 
Smujatuas, irmeidosak dagenurak sijomsuj smujidareip siakabal. Ukevlicarak sjatecovorp sjeceaset stapsatnu sneiv siklumiraniz entanicinzi ukevlic smujeduaz kitjigasz i samodsisuj akibal, abrideibas ajanspivap majajkuas mentemosuj sijedrid. 
Zirdnag sinlivdakatir uizuvarpap smatsizapen skeirpeiat ateserdarap seisudatei ajebirganiv vun.  
 
Dris abizduard agiragia, isugua otsrepam arsakibal. 
Isierk emuajsuvas sagedei mamuktion magimiziav
 
Skagrad sneide its 
AGINOA TREP         

Otonevipa ujikan anasmirgap 
 
Sajatonivpa sajican utslav 
 
Ukeintiagzdil adrav amuvedzu sijitskarap naivtal cisum sabic einvedzi, skeinsapt anacnakj a. Idäk ivitom isudeipts anacnak, uginuk adas adeiv. Seitzeirg eip sabirdeibas idak ir aniv etseitap. Ikulon van itsi smakasap tojezi on atskarträkap arutas. Itol imajolezon utub. Utskarträkpa utub sasujetkip alakiev. Seseretni - tkuarträp aretier arok itatiunitnok zdil ra ot satmenzu sabitsias. Sneiv remot ri sridars - anacnak salev ial aretier sirok sotobraden. Aretier adrav ätjo sanasobrad tose aliezi akeiniskam adrav. 
Anasoglup irpits idrav, meiruk rav tedlibta iakit adat asap adeiv. Smujanigem tanisulkpa useivtal umseizd ri arodoet arag anasoglup. Ial ot utevitom, sajatspaäj eip arag aniv semizon useivtal smatorp, arempa ok. Jualta atskarkial sajels. Smums ri izduad iliczi arok salskam iratsiem. On meit titiakszu rav iakit ajedep akial sentoskriv. Amrip atrak sluap suvzoj - aniv uloks tsizap srtak useivtal sratsiemrok, slime siliaknlem uksives uteiv siaklams sikizum sfloda eleba seijisualk aniv saravxumseizd ... 
Avatsas aniza nagzeid alibatsen arok sutrecnok. Uzdras sator iriv oleczi anivlac arosier sanaseirgta. Sajatson sabicit smujaniceilpa sajivlat ientokan okrapsmum atskar adagnuaj smujokiras adrofdarb. Teijodetz uktevsmeiz iajicka setilge ajibrok snedt saniprut tidav ujinatir bleil sodrav sozad.

Utorui zilrakj 

Utorpasen sujsezil iriravs ucatiak sotidlipeip agimialumse sijebirg, utub seiruak tatorpasen eimirpsalev mazebor senetmizd ulabagleil utedrizd katarpbales. Idriasaki maravzu sumujoniz igizduard atiszu iginilp seiteijepuren skameipgan usumiar tapatunodrad ulabagaleil rapsemdat. 
Sezdrazia igraszia sasujagap ibasak.  
 
Questi sono gli articoli della seconda pagina del quotidiano. 
 
Timsedciep irakav starefer mein cepat 
 
Timsedciep useivtal sabirdeib sadanak sukariav sudaggep isujezinagroon, sumujokoras sititlev meikamajorevei meikeinjed. Irakav isuvulk meikeintskar isuvugei nuilanoicidart ubiguata tapunudag spoksatolimei useivtal segeintskar seredagirb, sanasmizd ajezdsaniv meisivsmumirilet iratmeiacevak ilimnuvivut omajorevei. Tonimeip iceintskar seitorecta sansmizd tub salos starefer setiliag enezduard subrad acamal irautub atevatsrapira. Meiletugul ukasap serosizersadlim atedutseiabid asidirpson, sonasil adeip asikup satjetlev saneidsupcep. Tubsalos meisuguaeip mein reb cepat ukasev abidavap avirbajifi sitizdur sjatidav sukeintamaliad ubraslas atezderap elazullatsirk, sotrdatszi rav seitadaget. 
Snizdritedatszi ajeeiujed ukizon seisatszuizier makaleil oksituataor ianasanidog urivarak tanizamas isokeiteip umszeizd unaksta uktevs matrecnuomaksta. Smugilsanor stkeiton sidualp erakaveip usrum sanas[..]ieb [.]sivm[..]nas sabiceilpa, azdeinsziakaceveblug eteinlakslip mabibradon aruksnugn, ierecta sajidegart ujvrud askeirp inskuz meineitneg unasanisirfta steninmamukas. Vasaksadiab uksivesta sonasoneiv ujmodapar ubeimeivas tododrapzi sjid sajicavmuteir, idajedat tonizam sanasoneivpa allogredcep uteilrasajicamrofin tsarpas. Rautub tamurureim otordeibas sajicapuko sabiseit inskortudaken utlecen izebnit oteduart, ujicavmurtsua sototerpen iseicav murtsun. Ujmodap utizduarrap silesdaveip sajivacuterir. 
Amzaderasen amujatuaj entokam seitojoterp umutslav sajilgan amujatuaj uvas stap unasonetsi sakmamuras, tanizdilon iginiev samajepsei tocuartrap araksojeziersap utsirkeipen kitapteibzia arjoteksir izirkujeskei zeirgap urugumvas. Iajilgna isivun adarzia sijerut satgåesziav italkta sijanur meitknup, sonaspakeip ajogritzi tonizpilon meimukieton igivedzien aravzu ilgeivtrakuv suriecajiam sana satsatama meigidiapsei meitsetorp satkaszu. Tojokesedlav mamujamisor siktevsabiaraktaen ukeinidmirtozam sijeduabz ujivtalzcels sovizd atlevzur sabiraktaen uzird.    
 
Sjevedzi onsadiab rapsasilgna asidlav 
 
Sanasedlepsub setskicasratsiem iaktieltalgeiv akuaj sarasav anasedlepriatods sentemorsarasav usein eniluas, sabisnecas enebardis sajiladeip stiaksukeinbilad tozdeins rapeser etni asalpuseinuaj sanasedlep mabisnecas. Isuved imsor, eitrops useivtal iabineivpa tezinagro setskicatatseim iaierapsiv iapvrg ibradskeirp utkietonen todleptuak sumurag majerav. Suzduad ulitsutpokzi selevesujivum udirgni ugrebiudiatilat suticnudil sabisnegas uloksuvas akadarsemizap sajetluksuvas akadarsemizap sajetraksdag sakiremalameiz setskicaratsiem akiteltalgeiv anasedelp susivaruk asinet. Sasuktionsudag usevuteil suniamrap sezinag orasavamakam somujokiras sukeinsapi ulitsutpokzi imaciet selevesujiv. Umudililat sabisnecasuloks adarsemeizap sakiremaleåeiz sajetraksdag akitektakgeiv setskicasratsiem susuvsaruk, asenit niana sedlep useivuteil useivtalsuniamrap sezinagorasav amakansomuj okirasarasav. 
Cepatinuagi ilodokubineiv usumusivsajat useivtal sadan dodajsubteiks, ajibedakasalp amripukatedlep kasajiaruk sonedusokalizd omripardagat uajseitovatag unasanigemzi ukeppsom rip useivtal sets kic asratseim skiton sapurg umujetkelpmok iteizucnarf akilapokniram aj inezizisuin iteizucnarf, irapenimda suzduad torevmajerav suticumudil ilat uberbidiat selvesusiv sukeinapic. Lits utpokzimac metskic asratsiem mamrip enebarbis ucnatsid sumurag majerav suzduad imaciet sukeimsapi udiatseleves ilatugrebi. 
Sakireåaleåeiz saketriksdag akiteletalgeiv rasajokir imanibidziensajokir, ubicitarap esentsevskeirp sakaseiruk zierzad sacevlicajaleil mezduaap. Satmizd neivzird idajedat utrezd imanibidzien imadaituszu esentsevskeirp semialen saleilri neivra, ineizdels savasmirp igliemteb onakras umasnakei umseirb satuajonskeirpititskarzu misovozdeip esentsevskeirp unemuarts unairetibserp acinzab imujoplakveid sezduard adagsalev seititevsei ajaticam, senebardis ilazira.  
 
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Smujanosorei soaksisul admirt imadovizd nuizeibzsem ubdioksatuat rapmajanur zdud ubimaseiceipen sabipoksis ubipokadas, tebubitevs matsrimzis trakzadsem toselkem aladvatsas amamen tean satam irsvren sabivizdnu aladvatsas sdravaruk siteivtal. 
Siazam satib sotskarkial sadmirt smasal, sutama sumazder meneien sauatsavas eipsarut atslabta sumukasap sotsusiv ianasidar sumuskasapzeb utubsemeiruk, srabutiautaknertzi sabinag amusevs siteivtal siazamsis. Tevatsap uteraven arukzebsat sajicazinagri nusezduard tkiton uteraven sedarzi imujokiras, sotskarkial ijevedzi utskarkial rapsutrub dotrapitseips. Atsataj unecanivs siazamdak aneidajat seiseseretnien matamargira ubipok sadmirt ujatisal skurteip meitskarkial, suseituatseisujerecta sarecta sot irsajicazinagro salartnecusum udnof sarutluk sasujodievzi sabiarak. Taen rikseip majici dart matka sap meikeintskar, meijatonzelg imajamodeien sockatspa sotrug tanizdcazi zierdak asarpen kartav abradagli sanzelg sajicizopmok, silikseisveid sabimeivpa salanoican useivlat sajimnakras. Spokidagicep stskarlaiceps sezirap ajitrap asodlav iraisukiet udravuvas ojetraksdag sajtrap ovitavres, nok osujemakszi ukeindarst zuidroka eijedep ojetrak sdaguvas oniraial sajitrapsavas smajemitza. Ajiradzi aminamrap okagidiapsei seijizrivzi siajeniszdil kamprut sjatidav sosrutta udrav sivemojsan setrevmeiruk satiradzi ujetarpteil smunitza uniamrap usujibat amibaseiceipen, ukepsjenizd majagiravs seisgiebzi manaselev akialyudag uzadseis tobalzualos ukeindarts. 
Amunitza isujidar zu sutatluzer sugideb sutatluzer sajozid sanasidlav ojatovizdei sanasozidis smazdeilon savxotozop ajtrap, asodlav iraisukiet udravuvas ojeraksdag sajitrap rapsasligna onelutsev ureinexni subradskerpvxies ukinhcetnu. Uzdanav mugnav ajlgana adrofdarb saretsaknodira asotsrugonen, sukilapruk iguardareim siteicemsrudas sjevedzi asotsrugonen, ukinhcet subradskeirp isukiet asodlavxira ianasorakpa sajizavmi onsadiab atskarkial smuvedzu.     
Ak sazeirgaj eipa radzien 
Sniv tskirden mat ra nav 
 
Rap ulskam manimta nu meidag arakas ra alrak. Alein, uzumsup. Sat sakas. Dak saneid avulk neiv asisteb. Sakeleb atir alserk inkezdua uneak ajedivap asiagapun. Uneitiag alserk upnäk soneizeir? Gap atsgua alibitsev, ellah ajib. Asev agilimseivmen tapat ak eikelep igol adiagaj eikelep, seisidarap uksurd samsiag. Sojas ukelepte utua sojatakzia sogol. Samsiag anasidiag itsarap ajemizon ugikremzeb unasilk meinetiag ial uterav. Tkas tadrrst teb ekinuaj inkezdua ot ajotnam igiseiten sotinamej saptel ruk ajadarst meiledomliak rukum. Ledht irtuaj ajagersp sazam amugug sanimsark samarodhtszi umugijam samadisiarta sadolva izad trakuv as ajekem zu. Utsivania uginbradruk sanizup savas sanakson itar. 
 
Alserk ajanigemzi zu selojiv izleib neiv meivin sajoneiveip. Sajitrotavresnok ajib siganrap. Zu ujimedaka sajevak ellah riksuzduad sudag ajecifinos rep silrak sgedap uvas onslag urugif ezeir otengizer. 
 
Ogitep uneitaks igirutta otanipuk usoripap. Meikial animta divap alrak alien akelep atir skelep. Atsuasap ukual izmav tuipar ugulk unizorg akor: unlip meileputrak satajb. Skeinmias atiron ukual abrad utub. Siminap izdil ieceimias uleputrakira uzorg ial, anuaj. Asevsun solkatspa ujatuaj osrap ostarapen utaks marut maregej miretetsaruj maniv suleputrak atus majam. Oken askamen trakrto tipuatet skeinmez apuat ulkes arasavap. Ialkes salkes iduarg lug sasraksniev uzumuvas ucat udak uneid ulepvtrak? 
Unizorg sriav asenen zu olarugif zuteb ovitarokep ucinbrad asapatmuj eroks savasrok sivrud ajib. Sirevta meisiv meit mak. Meinkez duad sasuk anzi sanasarpasen i kial ajib dak saneis akito saiarps. Satsiks sasanu sanis ubivirb alsmak dakizad arexzia seviszia meisiv zu. Meikial izad sracvtap eip acinbrad levteb izad meipakz sgedap aselkemzu ucinbrad zamvis itsivania. 
 
x
 
Teitsrimziaen uvas utuat imezvet. Teijabalgas olandican urutluk at ir satuat abivizd. 
 
Acev abisetitap trakzduad. Sadaz sabirakas ateprizd anizta avasak akial atanurzi useivtal udiv. Thugei itatilautak araksas meilketlp ok sazad sanisrep anikem tlec, pa areter orkt. Umse senizapei udak uniavid utskartrakpa stitalpzi urukun osutusas arodoet aretier. Ukeintiagzdil adrav amuvedzu sijitskarap naivtal cisum sabic einvedzi, skeinsapt anacnak a. Idär ivitom isudeipts anacnak ugunik adas adeiv. 
Seitzeirg eip sabirdeibas idak ir aniv etseitap. Ikulon van itsi smakasap tojezi on atskarträkap arutas. Itol imajolezon utub. Utskarträkpa utub sasujetkip alakiev. Seseretni - tkuarträp aretier arok itatiunitnok zdil ra ot satmenzu sabitsias. Sneiv remot ri spridars - anacnak salev ial aretier sirok sotobraden. Aretier adrav ätjo sanasobrad tose aliczi akeinilskam adrav. Anasoglup irpits idrav, meiruk rav tedlibta iakit adat asap adeiv. Smujanigem tanisulkpa useivtal umseizd ri arodoet arag anasoglup. 
Ial ot utevitom, sajatspaäj eip arag aniv semizon useivtal, smatorp, arempa ok. Jualta atskarkial sajels. Smums ri izduad iliczi arok salskam tratsiem. On meit titiakszu rav iakit ajedep akial sentoskriv. Amrip atrak sluap suvzoj - aniv uloks tsizap srtak useivtal stratsiemrok, slime siliagnlem uksives uteiv siaklams sikizum sfloda eleba seijisualk aniv saravumseizd ... Avatsas aniza nagzeid alibatsen arok sutrecnok. Uzdras sator iriv oleczi anivlac arosizer sanaseirgta. Sajatson terp sislab ujatisal usum sabigit skeps. Stsev uktevsmeiz. 
 
Zu rut zeb adiev 
terp sazuap raot 
 
Siatevs sabicit smujaniceilpa sajivlat ientokan okrapsmum atskar adagnuaj smujokiras adrofdarb. Teijodetz uktevsmeiz iajicka setilge ajibrok snedt saniprut tidav ujinatirbleil sodrav sozad. 
Dap. Abineivas. Aginiav. Inredom Igorei otan. Snedt saniprut tidav ujinatirbleil. Ajiragnu sanis sanirpitsap. Sakessekinskeirp. Svores adav ureimen unaseipspa ugeips skeintsev sijagzia. Sazabrhp ucavmurtsua meikeindar ajirdeivs at majorpoj satuj arpits sordrav sozad.       
 
Cosa davvero bizzarra e oltremodo sorprendente, uno degli articoli riportati (intitolato Sjevedzi onsadiab rapsasilgna asidlav) è corredato dalla foto di una moneta celtica con la figura di un cavallo stilizzato e deve quindi descrivere un'importante scoperta archeologica.  
 
Riporto nel seguito gli annunci pubblicitari che compaiono ai due lati della stessa pagina. 
 
1) Primo annuncio sulla colonna destra: 
 
SAKASAP 
 
ATSKA SABALEZ 

2) Secondo annuncio sulla colonna destra: 

AJICAVMURTSUA 
UCINZABSTOLET 
SENZGIAVZ 

SNUJONPAS

      EDARZION 
      METSKLUP 
      11.00 - 23.00 

3) Terzo annuncio sulla colonna destra: 
 
. ALANOICIDART .
UNAKSOM UK SIVIJE PORIE 
ARAKIZUM UIED ABAL 
ALAMOD OT NORET 

4) Quarto annuncio sulla colonna destra: 

MAJO PLAKAF ENTRAKPA 
Snaz Ustrebla 
Att Ecculur 
UH  1 - 021 
UMAD SNOCASREI ZIRF ATNEV 
Evadnale Romtslev ROOLB 
      ES 4 - 421 

5) Quinto annuncio sulla colonna destra: 

E. G A, PELEA UVAS 
SIVATSRAP 

      SMIL KRAK 
 
      SAJAM - 0 - 21

6) Sesto annuncio sulla colonna destra: 
 
VJAM IKEIN SAPT 
 
SA: 1 - SA: 2 - 

SNIPEIL 
UEY - 508

7) Settimo annuncio sulla colonna destra: 

RELLEHCT AB 
    WEIVRIAF V. D. 
         EL 8 - 62

     P. AMLAP
         EL 8 - 63
8) Primo annuncio sulla colonna sinistra: 
 
SINAJ SILURIG 
- ONAAKS - 
SEREIVALK
       EL - 8 - 66
 
9) Secondo annuncio sulla colonna sinistra: 
 
STRCNOK 
 
J.S. BACH 
 
MEREIVALKEIP 
Divra Gebnini  

Anasorapskdirpei
Ukupsutolnu
Musolakiev 
Llkst  -  20.00
 
Si noterà che nell'ultimo annuncio è presente il nome di Johann Sebastian Bach. Ester, che fatica molto ad apprendere alcune parole della lingua di Timoka, trova finalmente qualcosa in comune con quella città sconosciuta quando sente la musica di Johann Sebastian Bach trasmessa dalla radio. Il cameriere le conferma di conoscere il compositore, ripetendone il nome.
 
A questo materiale possiamo aggiungere altre attestazioni sparse tratte da sequenze del film. Sono state trattate in un articolo scritto in ceco. Questo è il link: 
 
 
Queste sono le voci riportate nel sito ceco dall'utente Zababa con le sue glosse tradotte (ho escluso i titoli e pubblicità del quotidiano Arakavsanii, già riportati sopra):
 
1) NITSEL STANTNJON PALIK. - una scritta sulla carrozza
2) [Ti:moka röče tra:nses] - annuncio della guida prima dell'arrivo
3) ARKIM STAJK - pubblicità per i sigari 
4) L. X. YXIKOWA - sopra il negozio (nome del proprietario)
5) LAMGI ISHTAR - sul poster (potrebbe essere un'allusione alla
    dea sumera Ishtar?)*
6) AKIET BARS - nome di un bar 
7) TAXA - forse l'ufficio di cambio?
8) UŽIČKA [...] SLJIVOVICA - su una bottiglia di liquore di prugna**
9) SKAJNOK - su una bottiglia di superalcolico 
10) KASI - "mano" (traduzione) 
11) [mu:sike] - "musica" (traduzione)
12) NAIGO - "faccia" (traduzione) 

*Ishtar è una divinità femminile babilonese, la sua corrispondente sumera è Inanna. Curiosa è la somiglianza tra la parola LAMGI e il sumerico lam "lussuria". Sembra quasi che il titolo significhi "La lussuriosa Ishtar".  
**Sembra che si tratti di una bevanda d'importazione, prodotta nella città serba di Užice. La scritta completa a quanto pare è questa: UŽIČKA <PREPEČENICA> SLJIVOVICA. La lettura PREPEČENICA è molto incerta. Guardando i fotogrammi, si vede che l'etichetta è sfocata e sembra piuttosto doversi leggere DOMAĆA. Il problema è che, essendo una bevanda di importazione, la scritta è con ogni probabilità in serbo.
 
Peculiarità fonotattiche 
 
Si nota la frequenza altissima del dittongo ei e la rarità di altri dittonghi, come ai e ui. Non si capisce perché a volte si scriva ai (come in naivtal) e altre volte si scriva aj (come in SKAJNOK). Ho ragioni di supporre che ua sia invece un iato.
Si nota l'assenza di armonia vocalica, il che è già sufficiente a far sospettare che la lingua non sia affatto uralica - anche se tale caratteristica non è più presente in estone. Le vocali sono sette: a, ä, å, e, i, o, u. La vocale ä è abbastanza rara e non è una variante di a ricorrente in contesti determinabili: è un fonema a sé. La vocale å è molto rara e ricorre soprattutto in gruppi complessi di vocali. Non è chiaro se sia un fonema a sé.  
Va notato che alcune consonanti rare (come x) e alcuni gruppi consonantici inusuali (come tl) tendono a ripetersi in parole che si trovano nella stessa frase o in frasi vicine.

Alcune parole ricorrenti: 

adrav (6 volte) 
ak (6 volte)
alserk (5 volte)
aretier (9 volte) 
ra (7 volte) 
rap (6 volte) 
sijebirg (2 volte) 
sneiv (2 volte)  
suzduad (3 volte) 
ujigulozer (2 volte) 
useivtal (16 volte) 
utub (6 volte) 

Va notato che alcune parole ricorrono molte volte in tutto il testo (ad esempio useivtal), mentre altre si ripetono soltanto nella stessa frase o in frasi vicine.
 
Queste sono alcune alternenze certe, sicuramente non casuali (ossia significative): 

admirt / sadmirt 
aginia / aginiav 
ajir / ajiragnu / ajirdeivs 
anacnak / anacnakj 
aratsiem / aratseim 
atskarträkap / utskarträkpa  
mazdei / mazdeins 
sabisnecas / sabisnegas 
sajicazinagri / irsajicazinagro 
sanasmizd / sansmizd  
sanasoneiv / sanasoneivpa
sanis / sanirpitsap 
setskicaratsiem / setskicaratseim  
siazam / siazamsis / siazamdak 
sodrav / sordrav
ulabagleil / ulabagaleil  
ukevlic / ukevlicaras 
uterav / uteraven 
utorui / utorpasen 

Queste sono alcune alternanze che potrebbero essere non casuali (ossia significative): 

adrav / idrav 
ajtrap / sajtrap 
arotier / arosier / arosizer  
atarotkel / starotkel 
avocsurgh / uvocsurz 
eikelep / ekikelep 
mazdeins / azdeinsel   
 
Questi sono alcuni possibili morfemi:  

aji(r)- 
-ap  
-av 
-dag 
-dak 
-dua 
-duad 
-ei  
-gaj 
-izd  
-pa 
-rap
s-
-suj 
-ta  
-ua 
-uaj 
-zi  
-zu
 
Prestiti da altre lingue 
 
Dal gentile e anziano cameriere veniamo a sapere che la parola timokana per indicare la musica è muusike /'mu:sikə/, che ha una sibilante sorda, a differenza del tedesco Musik /mu'zi:k/. Forse è un prestito dall'estone muusika, che parimenti ha la sibilante sorda. Questo deve essere uno dei pochi prestiti, dato che nella pagina del quotidiano Arakavsanii non se ne riesce a identificare nemmeno uno. Possiamo supporre che Igorei sia una forma declinata dell'antroponimo russo Igor, anche se la cosa  è ben lungi dall'essere certa. Nel materiale trattato nel sito in ceco troviamo alcuni prestiti sicuri: BARS "bar" e TAXA "ufficio di cambio". In ogni caso la percentuale di lessico preso a prestito sembra essere bassissima.   

Un possibile numerale  
 
In alto a sinistra sulla prima pagina del quotidiano Arakavsanii leggiamo la scritta VEIS SUTOL, che sembra proprio indicare il prezzo. Possiamo associare VEIS all'estone viis "cinque"; è possibile che SUTOL sia il nome di un'unità monetaria di Timoka. L'estone viis deriva dal protofinnico *viici, a sua volta dal protouralico *witte "cinque". È imparentato col finlandese viisi "cinque" e con l'ungherese öt "cinque". L'estone veis è un falso amico: significa "bestiame". La domanda è sempre più angosciante. Perché ci sono queste corrispondenze sparse tra le lingue uraliche e il timokano, pur essendo enormemente maggiori le differenze? 
 
Conclusioni sul timokano 

Esistono regolarità, esiste una fonotattica. Non si tratta di parole generate a caso. Deve essere una lingua vera e propria. Fino a poco fa ignoravo chi fosse l'autore di questa conlang. Ebbene, sono riuscito a risolvere il mistero: è stata una delle ex mogli di Ingmar Bergman, Gun Grut, a essersi presa la briga di costruire questa lingua, con cura estrema, per poter comporre addirittura un quotidiano. Era una traduttrice di professione e una linguista specializzata in lingue slave. Eppure non ha divulgato alcun vocabolario timokano. Ci si può chiedere il motivo di tutto questo. Dal punto di vista della logica di mercato imperante nel mondo, quest'opera sarebbe del tutto incomprensibile: comporta una notevole fatica per non averne in cambio alcun vantaggio concreto. 
 
Etimologia di Timoka 

In estone timukas significa "boia". Il genitivo singolare è timuka "del boia". Alcuni esempi tratti da Glosbe.com

See oleks sama, mis nõuda surmamõistetult timuka palga maksmist! "Questo equivale a far pagare il salario del boia alla vittima!" 
 
Timukas vaatas üles ja nägi oma poega võllas rippumas. "Il boia sollevò lo sguardo e vide il volto di suo figlio rivolto verso di lui." 

Verine Timukas kõnnib oma töntsidel kondist jalgadel läbi katkust vaevatud Londoni tänavate... "Il Boia Sanguinario cammina sui suoi piedi scheletrici, per le strade invase dalla peste di Londra." 

Klassikaline lugu: timukas kiindub ohvrisse, kellele ta ei suutnud lõppu peale teha... "Classico, il boia che si affeziona alla vittima a cui non è riuscito a dare il colpo di grazia." 

See on temast väga lahke... kuid pole paslik, et timuka mõõk vapra ser Gregori elu lõpetaks. "È molto gentile da parte sua... ma la mannaia del boia non è la giusta fine per il valoroso ser Gregor Clegane." 

Ma maksin timukale koosveedetud aja eest. "Ho pagato il boia per poter passare del tempo con voi." 

Aga mida sul ei õnnestu mõista, on see, et see olid sina, kes söötis timukat, kes lõpuks sinu järgi tuleb. "Ma quello che non capisci è che stai nutrendo il boia che prima o poi verrà a cercare te." 

ettepaneku esitaja. - Lugupeetud juhataja! Sel ajal, kui meie istume siin istungisaalis ja peame tähtsaid arutelusid, töötavad timukad Iraanis nii, kuidas jaksavad. "Signor Presidente, mentre siamo seduti in quest'Aula indugiando in grandi dibattiti, i boia in Iran fanno gli straordinari."
 
Tuttavia vediamo sulla pagina del quotidiano Arakavsanii che il nome della nazione è Tiimoka, con una vocale lunga /i:/. In estone la lunghezza vocalica esiste ed è distintiva, eppure timuka "del boia" ha la vocale -i- breve. Sembra che le cose siano andate così: Bergman avrebbe preso un libro sulla lingua estone da uno scaffale della moglie Käbi Laretei, aprendoo una pagina a caso e soffermandosi proprio sulla parola timuka. Avrebbe poi chiesto alla donna cosa significasse quel vocabolo e lei avrebbe risposto proprio "del boia". Questo aneddoto, riportato da IMDB.com, è sufficiente ad attenuare il mio scetticismo sull'identità semantica tra il nome della città di Timoka e l'estone timuka "del boia". Probabilmente il toponimo avrà tratto la sua origine da un antico etnonimo, in cui il Carnefice era il capostipite della Nazione. 
 
Ricerche aberranti! 
 
Google non ha affatto gradito le mie ricerche di frasi nella lingua di Timoka e si è bloccato presto, avvisandomi che è stato rilevato un traffico anomalo! L'idea che mi sono fatto è questa: qualcuno nel mondo utilizza questa conlang come codice per trasmettere messaggi segreti. Ecco perché tutto è andato in tilt.

venerdì 20 settembre 2019


STUFF - IL GELATO CHE UCCIDE

Titolo originale: The Stuff
AKA: Larry Cohen's The Stuff
Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Lingua: Inglese
Anno: 1985

Regia:
Larry Cohen
Durata:
85 min
Rapporto: Widescreen
Genere: Orrore, commedia, grottesco, trash 
Casa di produzione: New World Pictures
Distribuzione in italiano: Eagle Pictures
Fotografia: Paul Glickman
Montaggio: Armand Lebowitz
Musiche: Dwight Dixon, Anthony Guefen, Richard Seaman
Interpreti e personaggi:
    Michael Moriarty: David "Mo" Rutherford
    Andrea Marcovicci: Nicole Kendal
    Garrett Morris: Charlie W. "Chocolate Chip" Hobbs
    Paul Sorvino: Colonnello Malcolm Grommett Spears
    Scott Bloom: Jason
    Danny Aiello: Mr. Vickers
    Patrick O'Neal: Fletcher
    Alexander Scourby: Evans
    Russell Nype: Richards
    Rutanya Alda: Psicologa 
    Eric Bogosian: Impiegato del supermeracato
    Patrick Dampsey: Compratore clandestino di Stuff
Doppiatori italiani:
    Gianni Giuliano: David "Mo" Rutherford
    Lorenza Biella: Nicole Kendal
    Carlo Valli: Charlie W. "Chocolate Chip" Hobbs
    Luigi Montini: Colonnello Malcolm Grommett Spears
    Guido Cerniglia: Mr. Vickers
    Carlo Sabatini: Fletcher
    Walter Maestosi: Evans
    Giulio Platone: Richards
Budget: 1,7 milioni di dollari USA
Traduzioni del titolo: 
    Tedesco: Stuff – Ein tödlicher Leckerbissen
   
Romagnolo:
Quèl - Al ślâ ch'al cópa
    Spagnolo: El Stuff (Spagna): La Cosa; La Sustancia Maldita
          (America Latina)
    Portoghese: A Coisa
    Svedese: Mördande dessert
    Russo: Вкусная дрянь     

Trama:
Midland, Georgia. Una notte d'inverno, cade la neve. Un vecchiaccio schifoso, che lavora come sorvegliante in una miniera, durante un suo giro d'ispezione scopre una strana sostanza simile a yogurt che gorgoglia da una buca nel terreno, più profonda delle voragini stradali apertesi a Roma durante il dominio feudale della Raggi. Essendo per l'appunto un vecchiaccio schifoso, il laido sileno si mette ad assaggiare quella candida crema di origine sconosciuta, contro ogni sano principio. Forse pensava che glielo avrebbe fatto rizzare (all'epoca il Viagra non era stato ancora inventato e si affidavano a ogni possibile patacca). Il gusto di quella sostanza cremosa entusiasma all'istante il guardiano. Galvanizzato, chiama subito un suo collega - anche lui un vecchiaccio schifoso - e lo induce ad assaggiare. "Se continua a gorgogliare fuori dal terreno così, ce ne sarà abbastanza da potersela vendere", afferma deciso, mentre l'altro ha ormai vinto la sua iniziale diffidenza.
Dato che negli States un essere umano è considerato buono soltanto se vende qualcosa, ecco che i due si mettono a pensare in grande e ne parte una produzione industriale. In breve il nuovo prodotto, a cui viene dato il nome The Stuff, ha un immenso successo e viene distribuito su tutto il territorio nazionale, in modo capillare. L'attività sembra andare a gonfie vele, portando guadagni stratosferici agli scopritori del dolciume cremoso, ma presto emergono alcuni problemi di non poco conto. Tutto ha inizio quando un bambino si accorge che il contenuto di un barattolo di Stuff... si muove! Un ex agente dell'FBI, David "Mo" Rutherford, viene assoldato dalla sofferente industria dei gelati e del junk food allo scopo di indagare sulla vera natura dello Stuff per poter neutralizzare i suoi produttori. Nel corso delle indagini, il giovane e intraprendente Rutherford arriva a scoprire una sconvolgente verità: quello che milioni di persone ingollano a badilate non è affatto un dessert, bensì un organismo alieno che prende possesso dei corpi, fino a divorarli dall'interno e a trasformarli in zombie! C'è un solo modo per salvare il popolo americano da un simile flagello: convincere il colonnello Spears ad intervenire alla testa del suo esercito. Per riuscirci, il geniale ex agente dell'FBI trova il punto su cui far leva, suggerendo al militare che lo Stuff è un'arma inventata dai cospiratori comunisti per distruggere il Paese e consegnarne le macerie all'Unione Sovietica!  

Citazione: 

«ATTENZIONE! Interrompiamo il programma per un gravissimo comunicato sullo STUFF: se lo vedete in un negozio, chiamate la polizia, se ne avete in casa, non toccatelo... scappate! Lo STUFF è un prodotto naturale, un mortale organismo vivente, che dà assuefazione e poi la morte; può impadronirsi del vostro cervello e del vostro corpo... e nulla può fermarlo! THE STUFF: siete stati avvertiti...»

Recensione:
Ho subito amato questo film. L'ho trovato esilarante fin dalle prime battute, come una boccata di protossido d'azoto che arriva dritta al cervello. Inverosimile, grottesco, assurdo. Forse proprio per questo è così divertente. Gli effetti speciali sono a dir poco grossolani, eppure la cosa non mi ha urtato più di tanto. Ebbene sì, avete ragione: sto cominciando a manifestare preoccupanti segni di degrado cognitivo. 



Dipendenza da cibi iperpalatabili 

Qualcuno nel Grande Paese d'America un giorno scoprì che poteva indurre una dipendenza invincibile somministrando un preparato di sua invenzione, un cibo sublime ottenuto da un concentrato cremoso di proteine del latte con l'aggiunta di aroma di vaniglia (non necessariamente di origine naturale). Le cose stanno così. Chiunque mangi quella roba, ne diventa schiavo all'istante. La dipendenza che si instaura è forte come quella data dall'eroina. Come si può ben capire, da una simile dipendenza non si può uscire. Ecco spiegata  l'origine dei cibi iperpalatabili, non proprio salutari, ma talmente piacevoli che non si smetterebbe più di ingurgitarli! Nessuno si cura degli effetti a lungo termine: l'importante è guadagnare! Il mio sospetto è che l'inventore di questa trovata sia stato Edward Bernays, nipote di Sigmund Freud. In Italia è poco noto al grande pubblico, eppure fu uno dei personaggi più influenti del XX secolo. Si può dire che sia stato un gigante. Fece intervenire gli States nella Grande Guerra, fondò le pubbliche relazioni, convinse tutti gli americani a mangiare uova e bacon a colazione, fece fumare le donne, trasformò Rockefeller in un filantropo e mandò Hitler al potere. Con un simile curriculum, non mi stupirei se gli si dovesse attribuire anche il junk food. Lascio a studiosi con più mezzi dei miei il compito di approfondire questo argomento. 

Questo ebbe a dire lo stesso Cohen: 

"My main inspiration was the consumerism and corporate greed found in our country and the damaging products that were being sold. I was constantly reading in the newspapers about various goods and materials being recalled because they were harming people. For example, you had foods being pulled off the market because they were hazardous to people's health." 

Uno strano elemento salvifico  

Capo di una violenta formazione di militari irregolari, il colonnello Malcolm Grommett Spears sa esattamente come si risolvono i problemi: rimuovendo coloro che li provocano. La tecnica di rimozione di ogni problema è sicura e infallibile. Basta riempire di piombo i suoi portatori. Il colonnello mi ricorda un altro uomo di guerra: il Capitano di Monaco, Ernst Röhm. Certo, mi si dirà che i gusti sessuali dei due militari sono molto diversi. Spears ha un'insana predilezione per le giovinette mentre Röhm era dedito a rapporti omosessuali sfrenati. La risposta all'obiezione è molto semplice: i gusti sessuali dell'americano e del tedesco sono assolutamente irrilevanti. Comune è la più intima natura. Al giorno d'oggi un film così non lo si potrebbe più fare. Direbbero subito che Spears è "nazista", "fascista", "sovranista", "nazionalista", addirittura "razzista" e via discorrendo. Sono tutte balle. Etichette che non contano nulla. La sola cosa importante è che un uomo così i problemi li risolve davvero, senza fallire, per Giove!  Per paradosso, la comprensione della vera natura di un problema non influisce sulla possibilità di rimuoverlo. In fondo qualsiasi problema, quale ne sia la natura, è sempre riconducibile a persone concrete - che per l'appunto possono essere eliminate. Il bello è che il colonnello Spears pensa che tutto sia un complotto messo in atto da "quei bastardi dei comunisti" e dalla "stramaledetta Unione Sovietica". In realtà la causa del dilagare del pestilenziale gelato è da ricercarsi proprio nel turbocapitalismo ultraliberista. Una bella ironia, ma in concreto cosa importa, se i risultati sono quelli desiderati? Ok, ok, Spears mi è simpatico. Adoro il suo odio e il suo disprezzo nei confronti dei politicanti! 

Alcune note sul ruolo dei militari 

Il film di Cohen è senza dubbio eccentrico. Ci dice che soltanto l'elemento militare può portare salvezza dove imperversa il marasma, a patto che sia opportunamente incentivato - e anche ingannato, se necessario: è essenziale che scateni tutta la sua furia distruttiva contro l'obiettivo prefissato, ossia i nemici della Nazione. Per il resto il regista è molto realistico e non si fa stolte illusioni sull'etica della specie Homo sapiens. Ne accetta tutti i limiti. A piacermi è proprio l'idea di un militare che possa definirsi genuino erede dei Lanzichenecchi, distante anni luce dall'astratto e asettico idealismo che muove ogni gesto del maggiore Eugene "Sam" Denton in Damnation Alley (1977). In due pellicole di George A. Romero, La città verrà distrutta all'alba (The Crazies, 1973) e Il giorno degli zombi (Day of the Dead, 1985), vediamo invece molti esempi di militari deleteri. Nel primo film l'esercito è costituito da emeriti minchioni che con la loro ottusa burocrazia fanno perdere la possibilità di curare una terribile pestilenza (tra l'altro causata da un loro errore). Nel secondo film vediamo un militare odiosissimo che, rimasto senza superiori, si improvvisa tiranno e rovescia su tutti la sua pazzia criminale, a piene mani. 

La resa dei conti 

Quando il gagliardo David "Mo" Rutherford riesce a raggiungere i vertici dell'azienda che distribuisce lo Stuff, questi gli dicono che il sabotaggio delle loro attività estrattive non li può fermare, dal momento che quella sostanza aliena emerge in molti punti. Sudando freddo, si mettono ad esporre uno spudorato progetto: essi hanno intenzione di mettere in commercio un nuovo prodotto, chiamato The Taste, con soltanto il 12% di Stuff e per il resto fatto di comune gelato. Questo avrebbe lo scopo di limitare i danni, così dicono, visto che con una percentuale così bassa di Stuff non si potrebbe instaurare dipendenza. In realtà non è vero. La creazione di The Taste è dovuta unicamente al drastico calo delle provvigioni di Stuff. L'avidità dei dirigenti aziendali è senza limiti. L'ex agente dell'FBI li costringe a trangugiare quantità immense di Stuff, fino a farli zombificare.    

Un'inattesa eruzione del Caos

Quando tutto sembra finito, ecco emergere l'ombra di Nyarlathotep, Caos Strisciante. L'ex agente dell'FBI David "Mo" Rutherford e il colonnello Spears sono acclamati eroi nazionali, la voragine da cui gorgoglia lo Stuff è distrutta, riempita da tonnellate di terra smossa da un'esplosione. La Terra dei Coraggiosi è finalmente libera dalla schiavitù del gelato diabolico. L'azienda che distribuiva quel veleno è distrutta. Siamo proprio sicuri che tutto sia finito? A questo punto si fa una scoperta a dir poco sconfortante. Esistono trafficanti di Stuff

Etimologia di stuff 

In inglese stuff significa "materiale", "materia". L'etimologia è identica a quella del tedesco Stoff "sostanza, materiale" e dell'italiano stoffa. L'origine è dall'antico francese estoffe "provvigione", dal verbo estoffer "fornire, provvedere, decorare", a sua volta prestito dalla lingua dei Franchi: *stopfôn, *stoppôn "fornire" - in ultima analisi dal protogermanico *stuppanan. Si tratta di una parola germanica adottata nelle lingue romanze per poi ritornare nel mondo germanico per effetto boomerang - con buona pace dei romanisti, che vorrebbero negare l'esistenza stessa delle lingue dei "Barbari". Dirò di più: avendo la seconda rotazione consonantica, il prestito deve essere stato accolto nella lingua romanza di Francia in epoca carolingia. 

Curiosità varie 

La miscela usata in alcune scene per simulare lo Stuff era fatta con polvere di lische di pesce in putrefazione e aveva un odore così sgradevole da costringere gli attori a lavarsi per ore nelle acque di un fiume. La fonte dell'informazione è lo stesso regista. In altre scene, sarebbero stati usati immani quantitativi di gelato Häagen-Däzs e di yogurt denso con l'aggiunta di schiuma di estintore. Un enorme spreco.

Il personaggio di Charlie W. "Chocolate Chip" Hobbs (reso in italiano con "Cioccolatino Charlie") ha ricevuto il suo soprannome dagli omonimi famosi biscotti della marca Famous Amos. Al giorno d'oggi queste trovate non sarebbero più ammesse. I radical sono molto aggressivi e detestano ogni associazione del colore della pelle con il cioccolato. Il perché non è dato sapere. Il cioccolato è un alimento delizioso, dovrebbe dare origine a complimenti, non a insulti. "Chocolate Chip" è un loquace mandingo che finisce contaminato dallo Stuff e trasformato in un morto vivente. Il suo ruolo doveva essere assegnato ad Arsenio Hall, ma la cosa non andò in porto.

La scena con il gelato alieno che esce dai materassi e dai cuscini in un motel è stata girata nella stessa camera usata nelle riprese di Nightmare - Dal profondo della notte (1984), nella scena in cui Glen (interpretato da Johnny Depp) viene risucchiato nel suo letto e il suo sangue finisce vomitato sul soffitto.

Paul Anthony Sorvino, il robusto attore che ha interpretato il colonnello Spears, è di origini italiane e per l'esattezza napoletane. Sua figlia Mira è stata tra le vittime del famigerato Harvey Weinstein. La reazione del padre è stata sanguigna e la condivido appieno: egli ha dichiarato che se avesse saputo, avrebbe ucciso quel maiale con le proprie mani, non prima di avergli spappolato le gambe facendolo finire su una sedia a rotelle.