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mercoledì 14 novembre 2018


NAVE DA PREDA

Autore: Cyril M. Kornbluth
Anno: 1958
Titolo originale: Shark Ship

Aka:
Nave squalo, La Nave-Squalo, La virtù
     sterminatrice  

L
ingua:
Inglese
Tipologia narrativa: Racconto lungo / romanzo breve 
Genere: Fantascienza
Sottogenere: Distopia, fantascienza sociale,
     fantareligione, fantascienza post-apocalittica 
1a edizione it.: 1964

2a edizione it.:
1967
3a edizione it.: 1984
4a edizione it.: 1987
Editori (it.):
     Arnoldo Mondadori Editore (1964, 1984, 1987),
     Giacomo Feltrinelli Editore (1967)
Edizioni italiane (antologie): 
   1964:
Dimensioni vietate, Urania 334
   1967:
Fantasesso, Il brivido e l'avventura 25
   1984:
Catastrofi! Oscar 1767
   1987: Oltre la luna, Urania 1056

Traduttori:

    Cesare Scaglia (1964, 1967),
    Giuseppe Lippi (1984),
    Delio Zinoni (1987)

Dettagli dell'antologia Catastrofi!: 

   Titolo originale: Catastrophes! 

   Curatore: Isaac Asimov 

   Sezione: Distruzione della civiltà

Catalogo Vegetti:
 


Nota: Nel catalogo il titolo del racconto è riportato con il trattino (hyphen)Shark-Ship. Eppure non sembrano trovarsi riscontri di questa variante nel mondo anglosassone.

Trama:

Un futuro cupissimo. Gli abitanti dell'AMEN (Area Metropolitana del Nord Est), un opprimente megalopoli, avevano da tempo abbandonato il loro brulicante formicaio umano per vivere su una flotta di navi di acciaio, vincolati da un solenne giuramento a non avvicinarsi mai alla terraferma. L'unico sostentamento per questo popolo di navigatori è il pesce catturato nelle acque degli oceani. La flotta è formata da più convogli, ognuno agli ordini di un commodoro, ma ogni nave è autosufficiente e il suo capitano ha il potere assoluto. La disciplina è rigidissima: anche un'insignificante macchia di ruggine può compromettere la sopravvivenza e quando il pescato è scarso gli ultrasessantenni sono obbligati all'eutanasia. Le peregrinazioni della flotta duravano ormai da circa tre secoli, quando la nave del comandante Salter perde la rete. L'unica possibilità di salvezza è raggiungere la costa, sperando di riuscire a trovare acqua e cibo. Quello che i marinai vedono è spaventoso. Le antiche nazioni sono crollate, ci sono state morie catastrofiche su tutto il pianeta e sono sopravvissuti alcuni sparuti gruppuscoli di adepti di una setta sanguinaria di sadici cannibali che adorano il loro fondatore, un profeta chiamato Merdeka, il Prescelto, soprannominato anche Il Completo Straniero e l'Arci-Forestiero. Morto a causa di un aneurisma, il suo spirito aveva continuato ad aleggiare sui continenti, dando origine a spaventosi olocausti! 

Recensione:

Angosciante quanto geniale e profetico parto dell'ingegno di Cyril M. Kornbluth (1923-1958), l'uomo dai denti verdi che si innamorò perdutamente di una maliarda appartenente a un'importante famiglia mafiosa e diede inizio alla diffusione delle dottrine anarcocapitaliste, che ancora oggi affliggono il genere umano. Pregevole la trattazione di un tema che ancor oggi è visto come un tabù dalle istituzioni come dalle masse decerebrate: la sovrappopolazione con annesse conseguenze funeste. 

La storia del fanatico religioso all'origine del crollo della civiltà su cui si fonda il racconto è di una tristezza assoluta. Bambino esposto nell'immondizia - ci spiega Kornbluth - Merdeka aveva avuto un inizio più difficile di altri. Cresciuto in strada, tra i gangster, i lenoni e le prostitute, ha presto manifestato tratti di grave psicopatia, associati però a un immenso carisma che lo portava a lanciarsi in una violenta predicazione. Come la popolarità di Merdeka cresceva, si delineavano in lui tratti di estrema ferocia e di puritanesimo radicale: egli era la reazione stessa della Natura alla sovrappopolazione che soffocava il pianeta. La sua lotta contro la pornografia era senza quartiere. Preso dall'ira, diceva che i giornali pornografici "tu li bruci e quelli si moltiplicano come vermi in un secchio della spazzatura". Se l'eiaculazione era un delitto, il sadismo più efferato era incoraggiato, tanto che gli adepti iniziarono a massacrarsi a vicenda, persino in seno alla stessa famiglia. "La famiglia che prega assieme, si ammazza assieme" divenne un motto. In una vivida descrizione, ecco un bambino usare la fiamma ossidrica per farsi strada nella camera blindata dei suoi genitori, strangolando il padre nel sonno con un filo di acciaio e colpendo la madre al cranio con un pomolo massiccio: prima di morire la madre la aveva freddato a pistolettate nel cranio. Eppure Merdeka in indonesiano significa "libertà"! Il Prescelto, quando gli chiedevano che razza di nome fosse il suo, "rispondeva che lui non era un inglese bugiardo o un irlandese dalla voce assordante o un francese pervertito o un ebreo spilorcio o un russo barbaro o un tedesco dal grugno di rospo o uno scandinavo con la testa di segatura". Il buonismo politically correct gli era del tutto sconosciuto, e per lui una ragazza nuda era il Male personificato. Sarebbe bello se Valentina Nappi leggesse il racconto.

Un condominio dell'Apocalisse

A un certo punto il comandante Salter e i suoi uomini si imbattono in iscrizoni su targhe d'ottone, apposte all'entrata di un massiccio edificio formato da cubi di cemento, ormai in rovina. Eccone il testo:

APPARTAMENTI HERBERT J. BROWNELL JR. 

Nota a tutti gli inquilini

Un appartamento del Progetto è un Privilegio e non un Diritto. L'Ispezione Quotidiana è un Punto Fondamentale del Progetto. La Presenza almeno una volta alla settimana in una Chiesa o in una Sinagoga di vostra Scelta è Richiesta a tutte le Famiglie che vogliono mantenere la Buona Condotta; su Richiesta, la Famiglia dovrà fornire Prova della sua Presenza. Il possesso di Alcool e di Tabacco verrà considerata Prova Inoppugnabile di Indesiderabilità. Eccessivo uso d'Acqua, Eccessivo uso d'Energia e Spreco di Cibo saranno considerati come capi sufficienti a una completa Revisione della Desiderabilità. L'uso di una lingua diversa dall'Americano da parte di persone di età superiore ai Sei Anni sarà considerato Prova Inoppugnabile di Inassimilabilità, sebbene questo punto non vieti di usare lingue diverse dall'Americano a scopo liturgico.

Sotto c'era una targa più piccola, sempre in ottone:

Nulla di quanto detto potrà essere usato per sorvolare su Pratiche di Depravazione mascherate da Religione di qualsiasi tipo, e tutti gli Inquilini sono avvertiti che ogni tentativo di coprire Pratiche di Depravazione risulterà nell'immediata Espulsione e Denuncia. 

L'autore specifica che qualcuno vi aveva disegnato sopra un immenso cazzo, definito "volgare dettaglio anatomico". Come se il cazzo lo avessero soltanto gli uomini del volgo.

Il Costruttore di Ponti

Il finale interlocutorio, una raffinatezza stilistica poco apprezzata al giorno d'oggi, è stato evitato per un soffio: la narrazione si conclude con una nota etimologica sul significato della parola Pontifex, tradotta alla lettera come "Costruttore di Ponti", seguita dal sospiro di sollievo del cappellano della nave di Salter, felice di constatare che qualcuno ancora pregasse. A dover esser franco, sospiro di sollievo al pensiero che l'autore immaginasse che qualcuno tra gli epigoni di un'umanità terminale ancora rammentasse qualche nozione dell'augusta lingua di Roma!

Capacità profetiche e fallimenti

Come spesso accade, un'opera di fantascienza presenta elementi profetici. In questo caso, senza dubbio ha anticipato i tempi la capacità dell'autore di prevedere  qualche avvisaglia della spaventosa crisi ambientale causata dagli eccessi procreativi della popolazone planetaria. Suppongo che Kornbluth sia stato molto ottimistico a plasmare con la sua immaginazione una soluzione efficace come quella proposta da Merdeka il Prescelto, che ora della fine porrebbe fine a non pochi problemi. Molto più nociva è la cecità dell'IPCC con le sue baggianate sull'ossimoro chiamato "sviluppo sostenibile". Quel branco di moralisti ipocriti quanto pingui si dimostra incapace di comprendere e di ammettere che la causa dell'aumento delle emissioni climalteranti con conseguenti scovolgimenti climatici è una sola: la sovrappopolazione. Visto che non si vuole accettare questa verità innegabile e che non si vogliono controllare le nascite, si manifesteranno spaventosi genocidi e olocausti, di proporzioni mai viste. Una volta Charles Manson, uomo mitissimo, disse che per salvare l'Amazzonia bisognerebbe massacrare un miliardo di persone. Non basterebbe: i procreatori sopravvissuti colmerebbero i buchi demografici in men che non si dica. La speranza è che si insinuerà un virus capace di fare ciò che alla ragione appare impossibile. Quello che Kornbluth non è riuscito a prevedere è la rovina degli oceani, che è già in atto ai nostri giorni e che porterà presto all'anossia globale delle acque marine, con conseguenze catastrofiche. La flotta dei discendenti dell'AMEN non garantirebbe alcuna possibilità di sostentamento a nessuno in un mondo i cui oceani sono privi di vita e pieni di continenti fatti di plastiche galleggianti compattate.   

Biblioteca Galattica

Questa è la pagina della Biblioteca Galattica dedicata al racconto lungo di Kornbluth, ai confini col romanzo breve, con annessa valutazione:

giovedì 30 novembre 2017


NON È VER CHE SIA LA MAFIA

Aka: L'era della follia
Titolo originale: The Syndic
Autore: Cyril M. Kornbluth
Lingua originale: Inglese
Prima edizione: 1953
Genere: Fantascienza
Sottogenere: Fantascienza sociologica, distopia,
    fantapolitica, apologia mafiosa
Editore (it.): Mondadori
Urania:
   I romanzi di Urania n. 72 (feb. 1955)
   Urania Classici n. 6 (sett. 1977)
Traduzione: 
   Tom Arno (1955),
   Antonangelo Pinna (1977)
Copertina: 
  Curt Caesar (1955),
  Karel Thole (1977)
Premi: Premio Prometheus (Hall of Fame), 1986

Trama:

XXI secolo. L'America del Nord è sotto il dominio di Cosa Nostra, che ha sconfitto e costretto all'esilio il Governo federale. Il territorio di quelli che un tempo erano chiamati States è diviso tra due denominazioni mafiose rivali: il Consiglio a est del Mississippi, e i Ribelli a ovest. Tra queste due potenze vige un equilibrio che garantisce la pace, e le condizioni della popolazione sono prospere. Il Governo del Nordamerica non si è dissolto nel nulla. Sopravvissuto come un'organizzazione militare marittima che ha le sue basi in Islanda, sulle coste irlandesi e in altre isole dell'Atlantico, è diventato una tirannia spietata e incredibilmente corrotta, fondata sulla schiavitù. Gli schiavi sono sottoposti a trattamenti spaventosi e uccisi tra i più atroci supplizi a ogni minimo accenno di insubordinazione. Nel resto del mondo non si ha alcuna vestigia di civiltà. L'Europa è ricoperta da fitte foreste e la sua popolazione è sprofondata nella barbarie del Paleolitico, ripristinando una struttura tribale e una sanguinaria religione pagana fondata sui sacrifici umani. In questo scenario fosco, Charles Orsino, un giovane membro del Consiglio affiliato alla famiglia Falcaro, viene inviato in missione come infiltrato nel Governo. Lo prepara e lo accompagna la bionda Lee Falcaro, esperta nelle desueta scienza della psicologia e nelle arti ipnotiche, ma qualcosa va storto e le strade dei due si separano. Dopo ogni sorta di peripezie, Charles e Lee finiranno col ritrovarsi e verranno a conoscenza di un fatto terribile: il Governo e i Ribelli si sono alleati per combattere contro il Consiglio. 

Recensione: 

Sulla pagina del sito di MondoUrania relativa all'edizione del '77 del romanzo di Kornbluth, si usano toni di grande entusiasmo, iniziando col riportare il commento del New Herald Tribune: "Un libro immorale, sovversivo, stimolante, divertentissimo". Quindi il recensore uranista prosegue: "Kornbluth descrive, dopotutto, un'America felice, libera, pacifica, dove i cittadini sono contenti della società e la società dei cittadini. Non ci sono burocrati, e tutto funziona benissimo. Non ci sono tasse, costrizioni, poliziotti, spese militari, apparati ed enti parassitari." A un paio di domande retoriche viene data risposta: "Dov'è l'immoralità? Dov'è la sovversione? Be', c'è un piccolo particolare. A far marciare sul velluto questa serena utopia non è il Governo degli Stati Uniti, è la Mafia." La conclusione lascia esterrefatti: "Un paradosso? Una feroce satira? Lo sbocco logico dell'anarchismo individualistico? O un sogno segreto e irraggiungibile di libertà assoluta?"   

Detto tra noi, a me non sembra né paradosso né feroce satira. Verosimilmente l'autore, un uomo problematico e complessato, si è invaghito della stravagante figlia di un boss di un'importante famiglia mafiosa e quindi si è messo a cantare le lodi di Cosa Nostra. Leggendo qualche nota biografica su Kornbluth, mi sono fatto un'idea del tipo, caratterizzato da timidezza estrema e totale assenza di igiene orale, tanto che i suoi denti erano ricoperti da una patina verdastra, per non parlare dell'alito pestilenziale. Questi fatti mi fanno credere che l'amore non sia stato corrisposto dalla femmina di mafia; del resto una simile liaison sarebbe stata oltremodo rischiosa per l'ashkenazita, che sarebbe potuto finire in un plinto di cemento. Non bisogna lasciarsi ingannare: The Syndic fa l'apologia di una realtà brutale e diabolica che non può in nessun caso portare libertà alcuna. 

Una recensione assai critica del romanzo di Kornbluth si trova sul sito Biblioteca Galattica. Ne riporto un estratto che trovo particolarmente significativo:   

"L'idea di base del romanzo, un'utopia liberista e libertaria, è intrigante e abbastanza originale, certamente un motivo non abusato; il modello liberista è, infatti, quasi sempre obiettivo di ritratti distopici. La realizzazione lascia però delusi; la maggior parte dell'azione, infatti, si svolge fuori dal territorio della Mafia, sul quale quindi si aprono solo piccoli scorci non sufficienti a dare al lettore un quadro completo e coerente dello scenario sociologico tratteggiato. Anche la sconfitta del Governo è presentata come un dato di fatto calato dall'alto, non argomentato da convincenti ricostruzione storiche.
Nel complesso, quindi, l'intero contesto manca di verosimiglianza e risulta poco articolato. L'intreccio si presenta come di classica matrice avventurosa, con tanto di componente sentimentale tra il protagonista e il personaggio femminile principale; lasciano davvero perplessi i tratti magici e pseudo-mistici con cui è ritratta una pazzesca civiltà tribale di indigeni irlandesi dell'entroterra in cui Orsino si imbatte in fuga dal Governo.
In conclusione, si tratta di un'opera sicuramente sui generis, particolare e originale sotto diversi aspetti, ma che nell'insieme raccomandiamo soltanto agli appassionati dell'autore o del genere sociologico." 

Grottesco pseudo-celtico

Kornbluth non doveva nutrire grande ammirazone per le genti dell'Irlanda. In un luogo del romanzo afferma addirittura che in quell'isola i "sanguinari riti celtici" erano sopravvissuti in segreto nel corso dei secoli. Tutto ciò che si dice nel libro sugli antichi Celti e sulla loro religione è pura e semplice paccottiglia, un denso pastone di anacronismi, di aberrazioni e di inconsistenze. Si tratteggia un isterico matriarcato di Erinni grondanti di mestruo, con più di mezzo secolo di anticipo sullo scandalo Weinstein! Questa esasperata ostilità anticeltica può ben essere venuta allo scrittore dalla sua amata, dato il livore degli italoamericani nei confronti degli irlandesi - ed è a parer mio una prova in più della bontà della mia ricostruzione dei fatti.

Etnografia del Nordamerica mafioso

La componente italoamericana appare minima e tra i mafiosi abbondano cognomi di ogni tipo: anglosassoni, scozzesi, irlandesi, polacchi e via discorrendo. In buona sostanza, gli unici cognomi italiani che rammento sono Orsino e Falcaro. Cosa comprensibile, non si ha la benché minima traccia dei cognomi delle principali famiglie di Cosa Nostra in America. Sembra che l'intera popolazione abbia subìto una profonda assimilazione ai canoni mafiosi senza aver perso i propri connotati etnici d'origine. Verso la fine, un arrogante rampollo dei Regan, notabili dei Ribelli, apostrofa Charles Orsino con toni spregiativi e razzisti per via dei suoi tratti somatici, definiti "mediterranei"

Titoli problematici 

Come spessissimo accade, le trasposizioni italiane del titolo originale sono alquanto fantasiose, quasi ispirate dal peyote. Non è improbabile che la sequenza di parole "Non è ver che sia la mafia" sia stata scelta più per il suo impatto fonetico ed emotivo che non per il fumoso significato espresso. Cosa dovrebbe mai voler dire in concreto? Va un po' meglio con l'altro titolo, poi abbandonato, "L'era della follia", che sembra però troppo vago e sfumato: ogni riferimento alla realtà mafiosa scompare e non è possibile indovinarlo se non si è letto il libro. Per contro, The Syndic fa riferimento a un fatto molto interessante che dovrebbe gettare una luce sinistra sul concetto stesso di sindacalismo: la setta mafiosa è anche nota come Sindacato. In America, l'aggettivo syndical "sindacale" è a tutti gli effetti sinonimo di mafioso. Credo che sia per questo motivo che l'opera di Kornbluth non ha ricevuto il titolo "Il Sindacato" ai tempi di Monicelli e neppure ai tempi di Fruttero e Lucentini: a quanto pare si è ritenuto prudente evitare questo nodo semantico sia nel '55 che nel '77.

L'omosessualità e i famosi tagli di Urania

A quanto ho appreso e ho potuto constatare di persona, prima del 1985 quasi tutti i romanzi pubblicati in Urania venivano sottoposti a tagli brutali. The Syndic non fa eccezione. Ho letto il romanzo nella sua edizione uraniana del 1955 e ho subito notato il linguaggio pieno di errori e di imprecisioni: nella sostanza la traduzione di Tom Arno è fatta coi piedi. Non ho potuto accedere alla versione del 1977, ma ho visto alcuni curiosi dettagli nella Wikipedia in inglese. Nel riassunto si spiega che nel Territorio del Consiglio la morale sessuale è assai lassa, cosa che ho potuto constatare nel corso lettura: sono ammessi comportamenti come la poligamia e la poliandria. Sulla Wikipedia anglosassone si specifica però che non è ammessa l'omosessualità maschile. Il divieto in questione non deve stupire: è ben noto che Cosa Nostra ha feroci leggi non scritte che puniscono con la morte un affiliato di cui si scoprano comportamenti omosessuali. Il punto è che nel testo il riferimento a queste cose non l'ho proprio trovato. Ne deduco che sia stato espunto dalle forbici degli accorciatori di testi, tantopiù che nell'Italia di quell'epoca l'omosessualità non poteva in nessun modo essere menzionata.

Un finale precipitoso

Nella traduzione di Arno, le peregrinazioni di Charles Orsino e di Lee Falcaro si concludono con il loro rientro in treno nel Territorio del Consiglio. I due amanti si baciano in bocca e un viaggiatore rimane sconvolto dalla battaglia di lingue, così esclama: "Disgustoso! Ma è proprio l'èra della follia, questa!". Questa è proprio l'origine del titolo della versione del '55. La cosa mi pare contraddittoria: quel treno era frequentato da pendolari, che saranno stati abituati ai costumi del Territorio del Consiglio, così una reazione tanto veemente la sia capisce poco. La Wikipedia in inglese menziona un finale del tutto diverso. Charles Orsino incontra il suo mentore Frank W. Taylor e gli racconta le avventure che ha vissuto, consigliandogli di organizzare il Consiglio come uno stato vero e proprio, in modo tale da permettere di affrontare meglio i pericoli. Tuttavia il notabile mafioso rifiuta la proposta. Non avendo letto la traduzione di Pinna, non so in cosa differisca da quanto ho letto, ad esempio se i tagli siano diversi. In ogni caso, sia il finale uranico tagliato che quello originale sembrano raffazzonati e troppo veloci, addirittura interlocutori.  

Cose sporche 

Questo libro pernicioso ha avuto una sua influenza politica, cosa che in Italia sembra essere ignorata. Su di esso si fonda la teoria del cosiddetto anarco-capitalismo e più in generale del libertarianismo radicale. L'ispirazione ultima di queste piaghe è proprio la struttura politica e sociale del Territorio del Consiglio. Questo nonostante Kornbluth sia stato accusato di aver tratteggiato in modo assai vago la società governata da Cosa Nostra. Mi pare evidente che quanto abbozzato dallo scrittore ashkenazita sia stato sufficiente a produrre danni assai gravi. Mi spingo ancora oltre: si può affermare senza timore di smentita che l'anarco-capitalismo sia un output mafioso. Nella buona sostanza, la teoria politica anarco-capitalista propone l'instaurazione di una società priva di tassazione, dove ogni servizio venga offerto dai privati delle famiglie mafiose tramite spesa "volontaria" denominata pizzo - e nella quale sia eliminato ogni ricorso alla coercizione attraverso il superamento dello Stato, ritenuto intrinsecamente autoritario e sostituito dalla vigilanza dei picciotti. L'abolizione dello Stato, propugnata dai settari anarco-capitalisti, è un colossale imbroglio. Ora svelerò i loro trucchi. Prendono la parola Stato e la identificano con l'oppressione. Quindi, così dicono, la sua negazione deve per forza essere la parola Libertà, dipinta come un idillio puffesco che andrà a vantaggio di tutti. Se questa negazione è la mafia, ecco che reputano buona la mafia. Non è così: è una catena di non sequitur. Loro però con somma disonestà intellettuale vogliono tenerlo nascosto. Ecco a questo punto un sudicio e guittesco gioco di prestigio: far passare per utopia quella che nella dura realtà dei fatti è libertà assoluta per i padroni e oppressione infinita per gli schiavi! Consiglio di leggere questo interessantissimo articolo:


Citazioni: 

Riporto due estratti significativi (traduzione di Tom Arno). Forse a modo loro sono profetici: potrebbero benissimo essere stralci di propaganda grillina.

1) Il Governo degli ultimi banchieri: e hanno avuto tutto quello che si meritavano, quei bravi signori innamorati del laissez-faire. Però volevano le tariffe protettive, l'esenzione fiscale, sussidi!, sacrifici, sacrifici, sempre sacrifici da imporre alla nazione. Tanto che alla fine il Governo perse la fiducia di quella nazione i cui interessi era stato chiamato a tutelare. Il debito pubblico... non voglio nemmeno spiegarti che cosa fosse, se non che era una maledizione che faceva aumentare il costo di ogni cosa. Tanto che venne il giorno che alla stragrande maggioranza della popolazione i prezzi troppo elevati inibirono il godimento di quasi tutto ciò che di bello ha la vita.

2) Mi si permetta di rilevare per sommi capi i principi su cui si fonda il cosiddetto Governo: tassazione brutale, proibizione assoluta dei giochi d'azzardo, i semplici piaceri della vita negati a tutti meno che ai molto ricchi, puritanismo e ipocrisia sessuali resi esecutivi da leggi di un'impressionante barbarie, limitazioni e coercizioni interminabili, innumerevoli, preposte a ogni azione dei singoli in ogni momento del giorno e della notte.