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lunedì 2 settembre 2024

ETIMOLOGIA DI NOKIA

Quando mi sono imbattuto per la prima volta in un telefonino della Nokia, subito pensai che il nome dell'azienda fosse giapponese. A spingermi erano l'ingenuità e la mancanza di informazioni. In realtà l'origine non è affatto nipponica, è pienamente europea. Infatti la Nokia Corporation (Nokia Oyj), multinazionale produttrice di apparecchiature per telecomunicazioni, trae il suo nome dalla città finlandese di Nokia, che sorge sulle sponde del fiume Nokianvirta, nella regione di Pirkanmaa. Questo corso d'acqua nasce dal lago Pyhäjärvi, che si trova vicino a Tampere. Si immette nel lago Kulovesi, che è parte di un complesso sistema di laghi da cui ha origine il fiume Kokemäki, che scorre verso il Golfo di Botnia. Chiaramente l'idronimo Nokianvirta deriva dal genitivo di Nokia, che è Nokian, e da virta, che significa "fiume", "ruscello", "flusso", "corrente". Quindi è il "Fiume di Nokia"


Note etimologiche

L'origine della toponimo Nokia in Finnico è oscurissima. Esistono diverse ipotesi, che appaiono tirate per i capelli. Riporto i dati disponibili: 

1) Nokia deriverebbe da una forma flessa della parola noki "fuliggine", che è rara e desueta. Infatti il partitivo singolare è nokea, mentre il partitivo plurale è nokia
La radice ha paralleli in Estone (nõgi "fuliggine", "sudiciume"), e in Veps (nogi "fuliggine"). L'origine ultima è sconosciuta; potrebbe essere un elemento di un sostrato pre-uralico. 
2) Nokia deriverebbe dal plurale della parola arcaica nois "zibellino" (Martes zibellina), "martora" (Martes martes), che è proprio nokia. Anche se ha l'aspetto di un partitivo, in realtà è un nominativo. Nella lingua moderna, i nominativi plurali escono in -t, ma in tempi passati non era così. È attestata anche una forma dialettale nokko "zibellino" (vedi Starostin). 
Lo zoonimo nois non è più usato nella lingua attuale, ma ha paralleli in numerose lingue uraliche: Estone nugis "martora",  Udmurto niź "zibellino" (variante: naź), Komi ńiź "zibellino", Khanty ńŏγəs ńŏχəs "zibellino", Mansi ńoks "zibellino" (varianti: ńoχsńoχəs), Ungherese nyuszt "martora", Nenets noha "martora siberiana" (è attestato anche noχo "volpe polare"). In Yukaghir si trova noχšo "zibellino". Alla luce di questi dati, la protoforma uralica ricostruibile è *ńukśe "zibellino, martora": non si tratta di un elemento di sostrato. 
Questi mustelidi erano particolarmente comuni nella zona e le loro pelli avevano una notevole importanza economica. Si noterà che lo stemma della città finlandese mostrava proprio una martora nera in campo giallo nell'atto di risalire un fiume. 

La mia idea è questa: il toponimo Nokia potrebbe derivare da una lingua anteriore all'espansione di una lingua uralica nella regione. L'esperienza mi mostra che una derivazione di questo tipo è più probabile di ogni ipotesi basata su manipolazioni paretimologiche. L'appartenenza a un sostrato poco noto rende tutto più difficile: temo proprio che al momento non abbia etimologia possibile. In ogni caso, penso che sia più probabile la derivazione da "fuliggine" che dal nome dei mustelidi. L'associazione agli zibellini o alle martore è adatto a nobilitare qualcosa di umile. 


Cenni storici

Proprio nella città di Nokia, l'ingegnere minerario e imprenditore Knut Fredrik Idestam (Tyrväntö, 28 ottobre 1838 – Helsinki, 8 aprile 1916) aprì la sua seconda cartiera nel 1868. Era in buona sostanza una fabbrica di cellulosa, proprio come la prima, aperta nel 1865 a Tampere. Qualche anno dopo, nel 1871, insieme all'amico Leo Michelin, fondò la società condivisa Nokia Ab
Agli inizi del Novecento l'azienda si è diversificata interessandosi alla produzione di energia elettrica. Ciò ha attirato l'interesse della Finnish Rubber Works, produttrice di pneumatici e stivali di gomma, che ha acquisito Nokia nel 1918 per assicurarsi l'accesso alla sua energia idroelettrica. 
Nel corso dei decenni successivi, è proseguita la diversificazione delle sue attività, con l'espansione nel settore dei cavi e dell'elettronica. Nel 1922 il gruppo ha acquisito la  Finnish Cable Works, gettando così le basi per le prime apparecchiature di telecomunicazione negli anni '70. 
Sul finire degli anni '60 la Nokia produceva di tutto, dalla carta igienica agli equipaggiamenti militari. 
Nel 1979 ha fondato Mobira, che ha presto sviluppato alcuni dei primi telefoni veicolari al mondo, come il Mobira Senator datato 1982. Nel 1987 ha lanciato il Mobira Cityman 900, il suo primo telefono cellulare portatile, divenuto celebre con il soprannome di "Gorba" dopo che il presidente sovietico Mikhail Gorbačov era stato fotografato mentre lo utilizzava.
L'era d'oro dei cellulari è iniziato negli anni '90: nel 1992, l'azienda ha lanciato il Nokia 1011, il primo telefono GSM di massa. Negli anni successivi, Nokia ha rivoluzionato il mercato con dispositivi di grande impatto, introducendo design innovativi, cover intercambiabili e giochi leggendari come Snake. Nel 1998 è diventata il primo produttore mondiale di telefoni cellulari. A questo punto Nokia dominava il mercato globale, lanciando telefoni iconici come il Nokia 3210 e l'indistruttibile Nokia 3310. Il Nokia 1100, uscito nel 2003, è diventato il cellulare più venduto della storia, con oltre 250 milioni di unità piazzate in tutto il mondo.
Con l'arrivo dell'iPhone nel 2007 è iniziata una fase di declino: Nokia ha perso la sua leadership a causa di ritardi nell'adattarsi al software degli smartphone moderni. Nel 2013 la divisione mobile è stata venduta a Microsoft; la cessione è stata finalizzata nel 2014. Oggi il marchio è concesso in licenza a terzi (come HMD Global), mentre l'azienda originaria si concentra interamente sulle infrastrutture di Rete, il 5G/6G e i brevetti tecnologici. 

lunedì 23 gennaio 2023

Viaggio in Eschaton 

Sono solo in una navicella progettata per resistere a qualsiasi aggressione astrale. Lo scafo è stato plasmato in una lega biometallica di un vivo color carminio. I motivatori e i motori non sono composti da parti distinte e funzionano seguendo principi fisici sconosciuti a qualsiasi civiltà umana. Attraverso un oblò osservo rapito l'orrore esterno. Gli Alberi di Gonostra fioriscono di bruchi. Gemmano nella tenebra, rischiarandola con i loro colori sgargianti. Seguendo funzioni di accrescimento frattale, le larve germogliano voraci espandendosi come cancri dai tronchi. Crescendo divorano le spore che galleggiano nell'etere nero, e producono altre larve dal loro dorso. Si generano strutture simili a mostruose chiome di gorgoni, che arrivano ad essere grandi come galassie. Giunti al limite estremo, questi esseri si spaccano, si scindono spargendo i loro piccolissimi semi per milioni di anni luce, iniziando nuovi cicli di colonizzazione. 

Marco "Antares666" Moretti 
(blog connettivista Cybergoth, 21 ottobre 2006)  

sabato 21 gennaio 2023

Occhi di falena 
  
Il robot ibrido si muove con lentezza esasperante, destando non poco nervosismo nei torvi scienziati giapponesi accalcati nel laboratorio... 
Un sottile velo di ormoni femminei fa all'improvviso palpitare le antenne biologiche dell'organismo cibernetico, connesse tramite fibre ottiche a un microchip che codifica l'impulso sessuale. Il processore si mette in moto... Le membra meccaniche insettoidi si muovono con crescente prontezza, e inizia l'inseguimento della preda. Il Signor Okahata ammicca soddisfatto ai suoi collaboratori. Rabbrividisco. La mia mente si volge ancora una volta agli Abissi di Abyabp, matrice di Pseudovita... 

Marco "Anares666" Moretti 
(blog connettivista Cybergoth, 22 luglio 2006) 

giovedì 19 gennaio 2023

Naufrago 

Lontano da ogni galassia. Nessun fotone filtra attraverso il buio insondabile. In un piccolo vascello io fluttuo in questo vuoto assoluto. Soltanto un misero guscio di noce, un relitto condannato a un fato di eterna solitudine. Molto raramente, diciamo una volta ogni due o tre anni, una singola molecola d'idrogeno urta contro lo scafo, al che il rivelatore emette un suono stridulo e impulsivo che allieta la mia attesa infinita. Dov'è il quasar più vicino? Dov'è l'ormai obliato calore della luce di una stella, fosse anche così distante da colpire a malapena la mia retina atrofica con l'impressione di un vaghissimo contrasto?

Marco "Antares666" Moretti
(blog connettivista Cybergoth, 26 febbraio 2006) 

martedì 17 gennaio 2023

La Caverna delle Scimmie 

È un luogo abominevole in cui ogni speranza in una umana utopia svanisce, scardinata dalla brutale evidenza della vera origine della Vita. L'archeologo incespica, incapace di reggersi in piedi per lo spettacolo raccapricciante che appare alla sua vista non appena illumina quei diabolici recessi con la sua torcia. Un immenso cimitero di primati... Montagne di scimmie morte in vari stadi di decomposizione si innalzano dovunque come macabre stalagmiti. Tutto è mescolato alla rinfusa, dallo scheletro al cadavere di pochi giorni. Le specie rappresentate sono molteplici: scimpanzé, gorilla, babbuini, ma anche varietà sconosciute, che nessun tassonomo ha mai studiato. È un incubo ad occhi aperti. Dalle masse di carne marcescente si levano lezzi infernali e nuvole di mosche, e i reflui colano confluendo in veri e propri ruscelli di putredine scura. Il fetore è tale da impedire l'esplorazione degli antri più interni. Procedendo tra cagnotti e carcasse, lo studioso arriva fino al centro di quel sacrario maledetto. Lì si estende un lago nero. Sulla riva uno scimpanzé si muove seguendo ritmi ipnotici davanti a una colossale locusta di pietra, e dai suoi gesti sembra che sia in adorazione della mostruosa statua. La debole luce proiettata dalla torcia permette di distinguere la sua sagoma come in un teatrino cinese degli orrori. Attende la morte pregando il Demiurgo del Morbo, colpito da una forma di inesplicabile furore mistico... 

Marco "Antares666" Moretti 
(blog connettivista Cybergoth, 30 settembre 2006)

domenica 15 gennaio 2023

Un luogo orribile

Chiamato Nodaaums. Mi ci trovo senza sapere perché, come se vi fossi stato trasportato in una notte illune, rapito attraverso una porta dimensionale. Il cielo sembra fatto di inchiostro. La sola luce si diffonde da alcune fioche lampade al neon, ed è aggredita dalla tenebra. Sono nudo e confuso, su un molo spettrale. A poco a poco i miei occhi si abituano a quell'oscurità, quel tanto che basta per vedere il mare: una distesa di un liquido nero e denso che sembra petrolio. Sono colto da tremende vertigini nell'osservare le onde imponenti e pesanti che agitano la superficie di veleno. Un forte vento si alza, gelido. Sono del tutto indifeso. Percepisco qualcosa di malvagio in quell'improvviso fortunale. Cerco inutilmente un riparo e mi dirigo verso la terraferma. Scorgo le rovine di un edificio cubico fatto di grandi blocchi di marmo. Dal suo interno emana ORRORE. Rotaie arrugginite mi fanno pensare che un tempo potesse essere una stazione. Il vento aumenta ancora e trascina via cumuli di rifiuti. Le mie capacità empatiche mi fanno precipitare nel panico, come se miliardi di vite umane stroncate dal ferro urlassero simultaneamente in me. 

Marco "Antares666" Moretti
(blog connettivista Cybergoth, 25 settembre 2006)

venerdì 13 gennaio 2023

Il lato oscuro della Luna 

Impenetrabile e duro nero punteggiato di stelle, che come piccoli pugnali trafiggono le retine... I tre astronauti procedono con grande cautela in avanscoperta di quel desolato e sconosciuto scenario. Potenti fari fendono la tenebra del mondo morto e senz'atmosfera. All'improvviso vicino al cratere si rivela al campo visivo un dettaglio inaspettato. Gli astronauti compiono grandi balzi, favoriti dalla gravità lunare, ma ben presto si accasciano a terra, soverchiati da un indicibile campo d'orrore... È come se da quelle rocce irradiasse tutto l'abominio dell'universo... Una sensazione di atroce desolazione li divora, li getta nel panico senza che ci sia una spiegazione plausibile... Fattisi coraggio, i tre riescono alla fine a vincere quel soprannaturale senso di oppressione e raggiungono il punto che ha attratto la loro attenzione. Con incredibile stupore scorgono qualcosa di IMPOSSIBILE: i raggi dei loro fari illuminano la spettrale sagoma del relitto di un caccia bombardiere tedesco della II Guerra Mondiale... 

Marco "Antares666" Moretti 
(blog connettivista Cybergoth, 17 dicembre 2005)

mercoledì 11 gennaio 2023

Due scimmie decapitate 

Giacciono sul tavolo operatorio. Lo scienziato getta nell'inceneritore la testa di una e il corpo acefalo dell'altra. Poi immerge le due parti rimaste in una soluzione vitale che impedisce ai tessuti di decomporsi, mantenendoli vivi a livello cellulare, pur essendo ogni loro sinapsi inattiva. Nessun impulso elettrico attraversa le ramificazioni dendritiche. La testa di scimmia e la scimmia acefala prescelte per l'Esperimento sono a detta di tutti morte. Nessuna autorità religiosa osa sostenere il contrario, e un notaio attesta legalmente la cosa con un sigillo di ceralacca. Ecco che dopo un anno lo scienziato ritorna su questo insano progetto, determinato a distruggere una volta per tutte la Teoria Tomistica della Sostanza... così monta la testa mozzata sul busto dell'altro animale, saldando con pazienza ogni singola terminazione nervosa e rigenerando le cicatrici neurali con flussi dosati di nanorobot. Poi inietta il sangue artificiale nelle arterie, nelle vene, e con un elettrostimolatore dà la scocca fatale al cuore... Pochi istanti dopo la scimmia ibrida APRE GLI OCCHI, e il suo sguardo abissale è animato da aliene scintille di ODIO... 

Marco "Antares666" Moretti
(blog connettivista Cybergoth, 15 dicembre 2005)