Il soprannome Bugsy è qualcosa in cui molti si imbattono senza porsi interrogativi etimologici. Eppure è molto interessante. Deriva dall'omonimo aggettivo colloquiale bugsy (varianti: bugzy, bugsie), che alla lettera significa "cimicioso", "scarafaggioso". In ultima analisi questa denominazione è stata tratta da bug "insetto", "cimice dei letti", "scarafaggio", "bacherozzo", tramite una bizzarra formazione grammaticale: il suffisso aggettivale -y è aggiunto alla forma plurale bugs anziché al singolare. Siamo lontani anni luce dal linguaggio standard. La forma regolare, che pure è attestata, sarebbe buggy.
Questa è la trafila ipotizzabile:
bug, plurale bugs + -y > bugsy
Nello slang criminale e di strada americano dei primi del XX secolo, l'espressione to go bugs (variante: to be bugs) significava "impazzire" o "essere fuori di testa". L'idea alla base è simile all'italiano "avere i grilli per la testa", suggerendo l'immagine di qualcuno che ha il cervello infestato da insetti e che quindi non è in grado di ragionare lucidamente. Mentre la locuzione italiana allude a un carattere bizzarro ma sostanzialmente innocuo, il modo di dire anglosassone era riferito a condizioni mentali violente, quasi esplosive. Dal verbo è stato tratto l'aggettivo. Di conseguenza, il soprannome gangsterologico Bugsy indicava una persona dal carattere folle, irascibile, violento o totalmente imprevedibile.
La semantica dello slang è in continua evoluzione e ha generato alcune esiti notevoli.
Nel Regno Unito si usa bugsie come verbo (glossa: to get dibs on something), col significato di "bramare".
Fraseologia:
Fraseologia:
"I bugsie the last piece of pizza", ossia "Bramo l'ultimo pezzo di pizza".
Per bizzarria, in alcune parti dell'Asia, Bugsie ha assunto caratteristiche positive, finendo con l'indicare una persona con eccellenti qualità, ma con qualche difetto!
Fraseologia:
"She is very classy, cute and clever, but tend to be clumsy at times. She is such a Bugsie!" , ossia "È molto elegante, carina e intelligente, ma a volte tende a essere goffa. È proprio una tipa strana!"
(Fonte: Urban Dictionary)
Tra coloro che portarono l'epiteto in questione, il caso più noto è senza dubbio quello del famoso mafioso ebreo americano Benjamin "Bugsy" Siegel, nato Benjamin Hymen Siegelbaum (New York, 1906 - Beverly Hills, 1947). I suoi complici gli diedero questo soprannome proprio per i suoi scatti d'ira fulminei e la sua spietatezza incontrollabile. Era incontrollabile e pericoloso come Caligola, poteva far uccidere qualcuno per un improvviso scatto d'ira. Dal canto suo, Siegel odiava profondamente farsi chiamare "Bugsy", considerandolo un insulto e una mancanza di rispetto, e pretendeva di essere chiamato "Ben". Tuttavia, come voltava le spalle, tutti parlavano di lui dandogli il detestato nomignolo.
È passato alla storia soprattutto per il suo ruolo pionieristico nello sviluppo della Las Vegas Strip e nella trasformazione della città in capitale mondiale del gioco d'azzardo. A metà degli anni '40 dello scorso secolo, intuì il potenziale legale del gioco d'azzardo nel deserto del Nevada. Rilevò il progetto dell'hotel e casinò Flamingo a Las Vegas, finanziato con i fondi delle famiglie mafiose dell'Est.
Molti episodi della sua vita sono diventati leggendari. Si dice che abbia visitato la Germania del Reich, ma in realtà fu soltanto in Italia. Si dice che abbia incontrato figure politiche di primo piano come Benito Mussolini, Hermann Göring e Joseph Goebbels. Difficilmente un gangster di strada avrebbe potuto avere accesso a quel livello di potere. A quanto pare, la chiave di tutto fu la sua compagna di viaggio, la contessa Dorothy di Frasso, che fece da vero e proprio "passepartout" per l'alta società europea. Siegel e la nobildonna stavano promuovendo un nuovo tipo di esplosivo commerciale chiamato "Atomite" e con ogni probabilità fantomatico. Fu questo pretesto industriale a suscitare l'interesse dei leader militari dell'Asse, attirati dalla prospettiva di nuove tecnologie belliche. L'incontro sarebbe avvenuto a Villa Madama. Siegel avrebbe avuto una reazione di assoluta ripugnanza verso l'ideologia della NSDAP, tanto da concepire l'idea di assassinare Göring, venendo dissuaso in extremis dalla contessa Di Frasso. Sarebbe interessante appurare quanto di questo materiale è reale e quanto è pura e semplice leggenda. Un problema rilevante non era tanto la sua affiliazione malavitosa, ma il fatto che era ebreo. Difficile nasconderlo in un contesto così occhiuto. I sistemi di controllo e le maglie burocratiche della Germania nazista, all'interno dei confini del Reich, erano troppo rigidi per permettere a un cittadino di origine ebraica come Siegel di circolare liberamente e avvicinare i massimi vertici dello Stato. Quindi il gangster sfruttò unicamente la "zona d'ombra" geopolitica e l'immunità diplomatica offerta dai salotti dell'aristocrazia fascista a Roma.
Com'era destino, Bugsy Siegel fece una fine violenta, per una questione di debiti. Il suo assassino non è mai stato identificato ufficialmente e l'omicidio rimane tuttora un caso irrisolto. Tuttavia, l'agguato mortale avvenuto il 20 giugno 1947 a Beverly Hills è ampiamente attribuito al Sindacato Nazionale del Crimine, in particolare a Meyer Lansky e Lucky Luciano, che avrebbero ordinato la sua eliminazione a causa degli enormi e sospetti debiti accumulati per la costruzione del Flamingo a Las Vegas. Anni fa vidi un documentario in cui si descriveva un dettaglio macabro, poi rivelatosi apocrifo. Secondo il narratore, dopo la morte del gangster, gli furono strappati gli occhi: questo perché, essendo un Padrino, una superstizione gli attribuiva il potere di vendicarsi dall'Oltretomba, scrutando i vivi e dirigendo il suo odio nei loro confronti. Estirpati gli occhi dal cadavere, gli esecutori si sarebbero sentiti al sicuro. In realtà le cose andarono in modo diverso: un proiettile penetrò nel cranio di Siegel da un lato, facendolo esplodere, e un occhio fu espulso dall'impatto. Questo fu il risultato di una bizzarra e non voluta traiettoria balistica. Non bisogna prendere per oro colato tutto ciò che si sente nei documentari (che sono spesso mocumentari)!
Un riferimento cinematografico
Nel film C'era una volta in America (Once Upon a Time in America, 1984), diretto e co-sceneggiato da Sergio Leone, c'è un gangster odiosissimo e ultra-violento chiamato proprio Bugsy. Non lo si dimentica facilmente: spaccava i denti e fracassava i genitali a calci! Pensava di dominare in eterno su tutti con la sua arroganza sfrenata. Non teneva nel benché minimo conto che ogni forma di oppressione genera odio, e che l'odio genera vendetta. Direi che è ispirato in modo vaghissimo al Bugsy Siegel storico. Le somiglianze sono abbastanza limitate, anche perché le vicende terrene di questo personaggio cinematografico si concludono nel modo più brutale in giovane età, a coltellate. Possiamo dire così, che il suo carattere di celluloide non andava di pari passo con l'intelletto.



