giovedì 15 agosto 2024

UN RELITTO CELTICO IN VALTELLINESE: BITTO 'TIPO DI FORMAGGIO'

Il bitto (in lombardo bit) è un formaggio grasso di latte vaccino di alpeggio, a pasta cotta e semidura di colore giallo dorato, tipico delle Valli Orobiche in provincia di Sondrio, in Valtellina. In particolare, la Valle del Bitto è una valle secondaria, situata sulla sinistra orografica dell'Adda all'altezza di Morbegno. Spesso si parla di Valli del Bitto, al plurale, perché si ha la divisione in due valli secondarie: la Val Gerola a ovest e la Valle di Albaredo ad est. È attribuito il nome Bitto anche al torrente di tale bacino idrografico, immissario dell'Adda. I romanisti, incapaci di spiegare il nome del prodotto caseario, lo fanno derivare dall'idronimo. Poi, incapaci anche di spiegare l'idronimo, lasciano intendere che sarebbe spuntato fuori dal Nulla. La loro tipica dottrina è questa: siccome l'idronimo è oscuro, non ha bisogno di ulteriori approfondimenti, dato che non inficerebbe l'etimologia del nome del formaggio. Ovviamente questa metodologia è inaccettabile. 

Il nome del prodotto caseario e quello del torrente possono essere entrambi ricondotti in modo agevole a una radice celtica. 
 
Protoforma celtica ricostruibile: *bituwos 
Significato originale: "eterno", "perenne"
> "durevole", "duraturo" 

Questa è la trafila fonetica che possiamo ipotizzare: 

*bituwo- > *bitwo- > *bittwo- > *bītto- 
> bit 

Si deve notare un importante tratto: l'assenza di lenizione dell'antica occlusiva mediana -t-. La mia ipotesi è che si sia creato un rafforzamento di -tw- in -ttw-, cosa che spiega il mantenimento della consonante sorda. Questo gruppo consonantico avrebbe avuto come conseguenza anche il prolungamento per compenso della vocale breve tonica /i/, divenuta così /i:/. Va detto comunque che esistono in Italia settentrionale esiti tardi di parole celtiche che non mostrano traccia di lenizione (Petracco, 2016). 
Per quanto riguarda la morfologia, la protoforma ricostruita *bituwos può essere considerata un aggettivo formato con il suffisso -wo- a partire dalla seguente importante parola:

Protoceltico: *bitus 
Significato: "mondo", "eternità" 
Genere: maschile / femminile 

Esiti attestati:

Gallico: bitus "mondo", "eternità" 
   derivati: Biturīges "i Re del Mondo", 
      singolare Biturīx "Re del Mondo"
   (nome di un popolo famoso); 
   Bitugnātā "Figlia del Mondo" 
   (antroponimo femminile), 
   Adbitus "Grande Eterno"
   (antroponimo maschile)
   Dagobitus "Buono Eterno" 
   (antroponimo maschile), 
   etc. 
Antico irlandese: bith "mondo" 
   genitivo: betho, betha (< *bitous),
   dativo: biuth (< *bitou
   accusativo: bith n- (< *bitun)
   vocativo: bith (< *bitu)
   Plurale: 
   nominativo: betha (< *bitoues)
   accusativo/vocativo: bethu (< *bitūs
   dativo: bethaib (< *bitubi)
Antico gallese: bid "mondo"
Medio gallese: byt "mondo" (*)
Gallese moderno: byd "mondo" (*)
Antico bretone: bit, bet "mondo"
Bretone moderno: bed "mondo"
Antico cornico: bit, bys "mondo"
Cornico: bys, bes "mondo"

(*) Esiste in gallese anche il doppione byth "eternità", con ogni probabilità un prestito dall'antico o medio irlandese bith

L'origine ultima è dalla radice proto-indoeuropea *gweyh3-, che significa "vivere" e da cui derivano anche le parole latine vīvus "vivo", vīta "vita", oltre al greco antico βίος (bíos) "vita" e via discorrendo. 



Il bitto è un formaggio che notoriamente si conserva per periodi lunghissimi, quindi la sua denominazione di origine celtica è del tutto adeguata. Tale doveva essere la sua importanza presso le popolazioni valligiane, che ne trassero un teonimo, come se fosse il nome di una divinità del formaggio durevole che assicurava il sostentamento in tempi difficili. Da questo teonimo derivò quindi anche il nome del fiume, indistinguibile dal nome della divinità. Un'altra possibilità è che il fiume abbia tratto il nome dalla valle che era chiamata  così dalla produzione del formaggio. 
Si trova nel Web una storiella ambientata verso il 200 a.C., che descrive i Celti inventori del bitto come fuggiaschi perseguitati in seguito allo scontro con i Romani. Questa collocazione temporale della nascita del formaggio è una trovata narrativa speculativa e semplicemente non necessaria: con ogni probabilità la produzione è ben più antica. 

Conclusioni 

Ancora una volta i romanisti si dimostrano un ostacolo formidabile al progresso delle conoscenze scientifiche: sono abbarbicati sul tenace scoglio della loro ideologia scolastica,  gretta e meschina, preferendo la completa ignoranza a qualsiasi tentativo di indagare tutto ciò che non abbia le sue radici in Roma e nella Grecia - o piuttosto nell'idea piena di pregiudizi che essi hanno di tali civiltà. Si dovrebbe trovare singolare e misterioso il fatto che tra i banchi di scuola gli alunni si imbattano in nomi propri celtici studiando le opere di quel pathicus di Giulio Cesare, e che non si pongano nemmeno una volta una fuggevole domanda sul loro antico significato.

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