Il piemontese la parola bruss (varianti ortografiche: bross, bröss, brôs, brus; pronuncia /brus/) indica un derivato del latte simile a un formaggio cremoso, dal gusto intenso e piccante. È molto diffuso in Alta Langa e in Basso Monferrato. In ligure è chiamato brussu o bruzzu ed è tipico della Valle Arroscia (comuni di Triora, Molini di Triora, Cosio di Arroscia, provincia di Imperia). Tradizionalmente viene prodotto facendo fermentare avanzi di formaggio con l'aggiunta di grappa; oggi è ottenuto soprattutto da formaggi di alta qualità con aggiunta di panna, ricotta, latte ed erbe aromatiche. Abbiamo già avuto occasione di fare menzione del bruss nel nostro articolo sui formaggi coi vermi, a cui rimando per ulteriori dettagli.
L'etimologia del nome di questo prodotto caseario è chiarissima a chi ha qualche conoscenza delle lingue celtiche e più in generale della ricostruzione del proto-indoeuropeo. Invece la considerano molto oscura i romanisti e i paleo-comparativisti, i dilettanti che hanno passato la loro vita a raffazzonare etimologie popolari insensate. Così sono venuto a leggere che è stata congetturata la provenienza del nome bruss dall'antica provincia francese della Bresse, compresa nelle regioni Rodano-Alpi, Borgogna e Franca Contea - a dispetto della differenza della vocale. Simili assurdità sono riportate a galla dall'algoritmo di Google, che le mette sotto il naso degli utenti, senza sosta, arrecando alla Scienza danni spaventosi quanto irreparabili.
Protoforma celto-ligure ricostruibile: *brutijom
Significato: "tipo di formaggio o latte fermentato"
Questa è la trafila fonetica che possiamo ipotizzare:
*brutijom > *brutjo- > *brutsjo- > bruss
Si è prodotta un'assibilazione, evidentemente in epoca tarda, forse addirittura proto-romanza. I paralleli nelle lingue celtiche sono evidenti.
Si è prodotta un'assibilazione, evidentemente in epoca tarda, forse addirittura proto-romanza. I paralleli nelle lingue celtiche sono evidenti.
Protoceltico: *brutus
Significato: "calore", "ebollizione", "fermentazione"
Genere: maschile
Antico irlandese: bruth "calore" (soprattutto violento),
"veemenza"; "splendore del fuoco"
"veemenza"; "splendore del fuoco"
genitivo: brotho, brotha (< *brutous)
dativo: bruth (< *brutou)
accusativo: bruth n- (< *brutun)
Antico bretone: brod "calore"
Gallese moderno: brwd "zelante", "appassionato",
"ardente"; "audace"
Gallese moderno: brwd "zelante", "appassionato",
"ardente"; "audace"
Cornico: bros "rovente", "molto caldo"
Protoceltico: *brutis
Significato: "atto di bollire", "atto di cuocere"
Genere: femminile
Antico irlandese: bruith "bollire", "cuocere"
(nome verbale di berbaid "egli bolle", "egli cuoce",
vedi nel seguito)
(nome verbale di berbaid "egli bolle", "egli cuoce",
vedi nel seguito)
genitivo: bruithe (< *bruteis)
dativo: bruith (< *brutei)
accusativo: bruith n- (< *brutin)
Protoceltico: *berwos
Significato: "stufato", "ebollizione"
Genere: maschile
Medio bretone: beru "carne bollita", "stufato"
Bretone moderno: berv "brodo"; "ebollizione"; "bollente"
fraseologia:
dour berv "acqua bollente"
tomm-berv eo ar soubenn "la zuppa sta bollendo"
Medio gallese: berw "ebollizione"
Gallese moderno: berw "stufato", "cibo bollito";
"bollito", "ribollente" (agg.)
"bollito", "ribollente" (agg.)
Protoceltico: *berwā- / *berwī-
Significato: "bollire", "fermentare", "cuocere"
Antico irlandese: berbaid "egli bolle", "egli cuoce"
congiuntivo: -berba "che egli bolla", "che egli cuocia"
preterito: berbais "egli bollì", "egli cosse"
Medio gallese: berwi "bollire", "cuocere"
Bretone moderno: berwiñ, birviñ "bollire", "cuocere"
Origini indoeuropee
La radice è chiaramente il proto-indoeuropeo *bherw- / *bhreuwh1- "fermentare", "bollire". È molto produttiva e ha dato una gran varietà di forme in numerose lingue:
Origini indoeuropee
La radice è chiaramente il proto-indoeuropeo *bherw- / *bhreuwh1- "fermentare", "bollire". È molto produttiva e ha dato una gran varietà di forme in numerose lingue:
Latino: ferveō "io bollo", fervēre "bollire"
Latino: fermentum "fermentazione", "lievito"
Latino: dēfrutum "vino cotto" (*)
Greco: βρῦτος (brûtos) "birra" (**)
Proto-germanico: *brinnanan "bruciare"
Tedesco: brennen "bruciare"
Inglese: to burn "bruciare",
etc.
Proto-germanico: *brewwanan "fermentare bevande",
"birrificare"
"birrificare"
Tedesco: brauen "fermentare bevande, birrificare",
Bräu "birrificio"
Inglese: to brew "fermentare bevande, birrificare",
etc.
Proto-germanico: *bruþan "brodo"
Inglese: broth "brodo",
Norreno: broð "stufato", "brodo"
etc.
Proto-germanico: *brauðan "pane"
Tedesco: Brot "pane"
Inglese: bread "pane",
Norreno: brauð "pane"
Norreno: brauð "pane"
etc.
(*) L'accento è sulla vocale -ē-. Variante: dēfritum. La parola indica una specie di vin brûlé, ottenuto facendo cuocere vino in pentole di piombo. Il processo addolciva la bevanda, che però era fortemente tossica.
(**) La parola è di certo un prestito, con ogni probabilità dalla lingua dei Traci. L'originale trace doveva essere *brūtas.
Confutazione di una falsa etimologia
Il nome della provincia francese della Bresse proviene invece da Brixia (documentato in latino come Saltus Brixiae), e deriva da una diversa radice celtica che non ha nulla a che fare con il nome del bruss. Infatti il toponimo francese è identico nell'etimologia al nome della città di Brescia (ben documentato come Brixia), che è dal proto-celtico *brig- "elevato", "alto", da cui *brigā "montagna"; "luogo elevato" e anche "città". Avremo modo di approfondire l'argomento in un'altra occasione.
Conclusioni
Se si indaga a fondo, si possono recuperare dettagli di un mondo remoto che pareva irrimediabilmente perduto. Usando la logica e il metodo, si ottengono risultati strabilianti.
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