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sabato 9 novembre 2024

Conversazione tra Marco Moretti e Gemini
- I tori di Heck: mito e realtà -

MM:

Ho letto un articolo sui cosiddetti "tori di Heck". Questi animali, che nelle intenzioni dei loro creatori avrebbero dovuto essere uri, in realtà non lo sono. Potresti circostanziare meglio questa affermazione? Come si potrebbero ottenere degli uri autentici?

Gemini:

I "Tori di Heck": un'eco imperfetta dell'uro primigenio

L'affermazione secondo cui i "tori di Heck" non sono veri uri, nonostante le intenzioni dei loro creatori, è assolutamente corretta e trova ampie conferme nel mondo scientifico. Questi imponenti bovini sono il risultato di un ambizioso esperimento di "breeding back" (retro-incrocio selettivo) condotto in Germania negli anni '20 e '30 del secolo scorso dai fratelli Lutz e Heinz Heck, allora direttori rispettivamente dello zoo di Berlino e di quello di Monaco. Il loro obiettivo era di "resuscitare" l'uro (Bos primigenius), il maestoso antenato selvatico di tutti i bovini domestici, estintosi nel 1627 nella foresta di Jaktorów, in Polonia.

Tuttavia, il risultato del loro sforzo, il bovino di Heck, pur presentando alcune somiglianze superficiali con l'uro, se ne discosta per caratteristiche morfologiche, genetiche e comportamentali fondamentali.

Le differenze tra il bovino di Heck e l'uro autentico

Le principali discrepanze che impediscono di considerare il bovino di Heck un vero uro sono:
  • Dimensioni e proporzioni corporee: L'uro era un animale di taglia notevolmente superiore a quella dei bovini di Heck. I maschi di uro potevano raggiungere un'altezza al garrese di 180-200 cm, mentre i tori di Heck sono considerevolmente più piccoli. Inoltre, le proporzioni generali del corpo, come la lunghezza delle zampe e la struttura del tronco, non corrispondono a quelle desumibili dai resti scheletrici dell'uro.
  • Forma e dimensione delle corna: Le corna dell'uro erano uno dei suoi tratti più distintivi: lunghe, massicce, con una caratteristica curvatura in avanti e verso l'alto. Le corna dei bovini di Heck, sebbene imponenti, spesso presentano una forma, un'angolazione e una dimensione che non ricalcano fedelmente quelle dell'antenato selvatico.
  • Patrimonio genetico: L'approccio dei fratelli Heck si basava esclusivamente sulla selezione fenotipica, ovvero sull'incrocio di razze bovine domestiche che, a loro giudizio, conservavano alcuni tratti "primitivi" dell'uro (come la Grigia Ungherese, la Vacca delle Highland, la Corsa e altre). Il risultato è un mosaico di geni di bovini domestici, non la ricostituzione del genoma originale dell'uro. In sostanza, il bovino di Heck è una nuova razza domestica dall'aspetto rustico, non una "de-estinzione" dell'uro.
  • Comportamento: Sebbene i bovini di Heck siano animali robusti e in grado di vivere allo stato semi-brado, non vi è alcuna garanzia che il loro comportamento rispecchi fedelmente quello dell'uro, un animale descritto dalle cronache storiche come estremamente selvatico e aggressivo.
Come si potrebbero ottenere degli uri "autentici"?

La scienza moderna offre approcci ben più sofisticati e scientificamente rigorosi per tentare di ricreare un animale che sia il più vicino possibile all'uro originale. Questi metodi si basano su una profonda comprensione della genetica e dell'ecologia.

Il percorso per ottenere un "uro autentico" o, più realisticamente, un suo valido sostituto ecologico, si articola principalmente su due fronti:
  • "Breeding back" scientificamente informato: Progetti più recenti, come il Progetto Tauros (noto anche come programma TaurOs), stanno portando avanti un programma di retro-incrocio molto più rigoroso di quello dei fratelli Heck. Questo progetto internazionale coinvolge genetisti, ecologi, archeologi e biologi. I punti chiave di questo approccio sono: 
    i) Analisi del DNA antico: Sequenziando il genoma dell'uro da resti ossei ben conservati, gli scienziati hanno una "mappa" genetica di riferimento. 
    ii) Selezione di razze primitive: Vengono selezionate diverse razze bovine "primitive" provenienti da varie parti d'Europa (come la Sayaguesa spagnola, la Maremmana Primitiva italiana, la Maronesa portoghese e il bestiame grigio ungherese) sulla base della loro vicinanza genetica all'uro. 
    iii) Incrocio mirato: Attraverso un programma di incroci mirati e una rigorosa selezione della prole basata su test genetici e riscontri fenotipici, si cerca di concentrare i tratti genetici e morfologici dell'uro in una nuova linea di bovini, generazione dopo generazione. L'obiettivo è creare un bovino che non solo assomigli all'uro, ma che sia anche geneticamente il più vicino possibile e in grado di ricoprire lo stesso ruolo ecologico nei progetti di rewilding.
  • Ingegneria genetica (una prospettiva futura): In un futuro potenzialmente non troppo lontano, le tecniche di editing genetico come CRISPR potrebbero offrire una via ancora più diretta. In teoria, sarebbe possibile modificare direttamente il genoma di una razza bovina domestica per "riscrivere" i geni e farli corrispondere a quelli dell'uro. Questo processo, noto come "de-estinzione" genetica, è ancora in una fase sperimentale per altre specie (come il mammut lanoso) e presenta notevoli sfide tecniche ed etiche.

In conclusione, sebbene i tori di Heck rappresentino un affascinante capitolo nella storia dei tentativi umani di interagire con il mondo naturale e di rimediare alle estinzioni, essi rimangono un'interpretazione fenotipica e incompleta dell'uro. I moderni progetti scientifici, basati su una solida base genetica ed ecologica, offrono una speranza più concreta di poter un giorno rivedere nei paesaggi europei un animale che sia, a tutti gli effetti, un degno erede del maestoso Bos primigenius.

MM:

Si potrebbero utilizzare le tecniche di breeding back da te menzionate per ricostruire un ominide simile al Neanderthal o ai Denisovani a partire da popolazioni moderne?

Gemini:

La tua è una domanda affascinante e profonda, che sposta l'asse della discussione dal campo della zootecnia a quello della bioetica e della natura stessa dell'essere umano. La risposta breve e diretta è: no, non sarebbe assolutamente possibile utilizzare le tecniche di "breeding back" per ricostruire un ominide simile al Neanderthal o al Denisovano.

I motivi sono scientifici, pratici ed etici, e sono molto più complessi e insormontabili rispetto al caso dei bovini di Heck e degli uri. Vediamo perché punto per punto.

1. Ostacoli scientifici e genetici
  • Materiale genetico insufficiente: Il "breeding back" degli uri funziona (in teoria) perché il patrimonio genetico completo dell'uro è ancora presente, sebbene frammentato, all'interno delle varie razze di bovini domestici. Incrociando selettivamente queste razze, si possono "riunire" i geni ancestrali. Nel caso dei Neanderthal/Denisovani e degli esseri umani moderni (Homo sapiens), la situazione è radicalmente diversa. Le popolazioni non-africane moderne possiedono solo una piccola percentuale di DNA neandertaliano (circa l'1-4%), e alcune popolazioni asiatiche e oceaniche hanno una percentuale simile di DNA denisovano. Questo significa che la stragrande maggioranza del genoma specifico dei Neanderthal e dei Denisovani è andata perduta nella nostra specie. Non possiamo "riportare indietro" geni che non esistono più nel pool genetico umano attuale. Non si possono selezionare e far riemergere tratti genetici che semplicemente non ci sono più. Sarebbe come cercare di completare un puzzle a cui mancano il 95% dei pezzi. 
  • Complessità dei tratti da selezionare: Per i bovini di Heck, i fratelli Heck selezionarono tratti fisici relativamente semplici: colore del mantello, forma delle corna, dimensioni corporee. Ricostruire un ominide significherebbe selezionare tratti infinitamente più complessi, molti dei quali non lasciano tracce fossili: la struttura fine del cervello, le capacità cognitive, il linguaggio, il metabolismo, il sistema immunitario. Non abbiamo la minima idea di come selezionare per questi tratti, dato che la loro base genetica è ancora in gran parte sconosciuta persino per la nostra specie.

2. Ostacoli Pratici
  • Scala temporale impraticabile: Il progetto Tauros per ricreare un bovino simile all'uro richiede decenni di incroci selettivi. I bovini hanno un tempo di generazione relativamente breve (2-3 anni). Gli esseri umani hanno un tempo di generazione di 25-30 anni. Un progetto di "breeding back" umano richiederebbe letteralmente migliaia di anni per produrre anche solo un risultato modesto, rendendolo del tutto irrealizzabile.
  • L'alternativa tecnologica: l'Ingegneria Genetica 
    Se il "breeding back" è impossibile, la tecnologia moderna potrebbe offrire una via teorica, seppur fantascientifica e carica di problemi: l'ingegneria genetica tramite tecniche come il CRISPR-Cas9. Il processo teorico sarebbe questo: 
    i) Genoma di riferimento: Si parte dal genoma completo di un Neanderthal o di un Denisovano, che è stato sequenziato con un buon livello di dettaglio da resti antichi (grazie al lavoro di pionieri come Svante Pääbo, premio Nobel per la medicina nel 2022).
    ii) Editing genetico: Si prenderebbe una cellula staminale umana e si utilizzerebbe il CRISPR per modificare le decine di migliaia di basi del DNA in cui il genoma sapiens differisce da quello neandertaliano.
    iii) Clonazione e sviluppo: La cellula modificata dovrebbe poi essere trasformata in un embrione (ad esempio tramite trasferimento nucleare di cellule somatiche, la stessa tecnica usata per la pecora Dolly) e impiantata in un utero surrogato.

3. Ostacoli Etici (I più importanti e insuperabili)

Anche se la tecnologia per l'editing genetico dovesse diventare abbastanza precisa da superare gli ostacoli tecnici, ci troveremmo di fronte a un abisso etico. Questo è il motivo fondamentale per cui un simile esperimento non dovrebbe mai essere tentato.
  • Diritti e status dell'Individuo: Si creerebbe un essere umano senziente per scopi sperimentali. Che status legale avrebbe? Sarebbe considerato una persona o una proprietà scientifica?
  • Sofferenza psicologica: Soffrirebbe quasi certamente di un immenso trauma psicologico, essendo l'unico della sua specie in un mondo che non è il suo. Vivrebbe un'esistenza di totale solitudine e isolamento, senza una famiglia, una cultura o una società a cui appartenere. Sarebbe oggetto di una curiosità scientifica e mediatica morbosa, probabilmente discriminato e sfruttato. La sua sofferenza psicologica sarebbe inimmaginabile.
  • Sofferenza fisica: Non abbiamo modo di sapere se un genoma neanderthaliano sarebbe pienamente compatibile con lo sviluppo in un ambiente moderno e con un utero di sapiens. Non abbiamo idea di come reagirebbe ai nostri patogeni, alla nostra dieta. L'individuo potrebbe nascere con gravi e imprevedibili problemi di salute, malformazioni o un sistema immunitario inadatto al nostro mondo. Crearlo significherebbe condannarlo a una vita di probabile sofferenza.
  • Arroganza e fini indegni: Per quale motivo dovremmo farlo? Per curiosità scientifica? Per spettacolo? Nessuna motivazione potrebbe giustificare un esperimento così profondamente problematico e irrispettoso nei confronti della vita umana.

In conclusione, mentre il "breeding back" è una tecnica interessante per la conservazione e il rewilding ecologico applicato agli animali, la sua applicazione all'uomo è una fantasia impossibile. L'alternativa dell'ingegneria genetica, pur essendo teoricamente immaginabile in un lontano futuro, è universalmente condannata dalla comunità scientifica e bioetica come profondamente immorale e pericolosa. Sarebbe un atto di superbia eticamente indifendibile. Il consenso globale è che i Neanderthal e i Denisovani debbano rimanere oggetto di studio archeologico e genetico, non di sperimentazione biologica. La nostra responsabilità è studiare e comprendere il passato, non ricrearlo a spese di un individuo senziente. 

- Proprietà della carne di uro -

MM:

Quali potevano essere le proprietà organolettiche della carne degli uri?

Gemini:

Carne di uro: Un viaggio nel sapore ancestrale delle foreste europee

Immaginare il sapore della carne degli uri (Bos primigenius), i maestosi bovini selvatici estintisi nel XVII secolo, significa intraprendere un viaggio sensoriale in un'Europa primordiale, fatta di fitte foreste e radure incontaminate. Sebbene un assaggio diretto sia impossibile, le conoscenze scientifiche sulla fisiologia, l'habitat e la dieta di questi animali, unite alle caratteristiche delle razze bovine primitive che ne conservano il retaggio genetico, ci permettono di delinearne un profilo organolettico con buona approssimazione. La carne degli uri era, con ogni probabilità, un'esperienza gustativa intensa e complessa, molto diversa da quella della maggior parte dei bovini che consumiamo oggi.

Un sapore intenso e selvatico, frutto della Natura

L'uro era un animale di grossa taglia, potente e muscoloso, costantemente in movimento per brucare e difendersi dai predatori. Questa vita selvatica e attiva si traduceva in una carne eccezionalmente magra. La scarsa presenza di grasso intramuscolare (la cosiddetta "marezzatura"), oggi tanto ricercata nelle carni pregiate, era una caratteristica distintiva. 

Il grasso presente era probabilmente concentrato in strati sottocutanei, con una composizione ricca di acidi grassi polinsaturi, come gli Omega-3, e un rapporto più equilibrato con gli Omega-6, simile a quello che si riscontra oggi nella selvaggina e nei bovini allevati al pascolo.

Il colore della carne doveva essere di un rosso scuro e intenso, quasi brunastro, a causa dell'alta concentrazione di mioglobina, una proteina che trasporta ossigeno ai muscoli. Questa caratteristica è tipica degli animali selvatici e di quelli che conducono una vita attiva, indicando una muscolatura ben ossigenata e robusta.

L'influenza decisiva della dieta

La dieta dell'uro era l'elemento chiave che ne definiva il sapore. Essendo un erbivoro che si nutriva in un ambiente variegato come quello delle foreste e delle praterie europee, la sua alimentazione era incredibilmente diversificata. Si cibava di un'ampia gamma di erbe, foglie, germogli, ramoscelli e probabilmente anche di frutti selvatici caduti a terra. Questa ricchezza botanica conferiva alla carne un profilo aromatico complesso e sfaccettato, con note erbacee, legnose e talvolta persino leggermente dolciastre, a seconda della stagione e del territorio. Un sapore che oggi potremmo definire "di terroir", profondamente legato all'ambiente in cui l'animale viveva.

Consistenza e tenerezza: Una fibra robusta

La consistenza della carne di uro era senza dubbio tenace e fibrosa. Le fibre muscolari, costantemente sollecitate, erano spesse e robuste. Questo non significa necessariamente che la carne fosse dura in senso negativo, ma richiedeva certamente una masticazione più vigorosa rispetto alle carni a cui siamo abituati. La tenerezza, così come la percepiamo oggi, è spesso il risultato di frollature lunghe e di specifiche tecniche di allevamento che riducono il movimento dell'animale. La carne di uro, consumata fresca o dopo brevi periodi di frollatura, avrebbe offerto una resistenza piacevole al morso, una consistenza che oggi definiremmo "rustica".

Un paragone con le razze primitive moderne

Per avere un'idea più concreta delle proprietà organolettiche della carne di uro, possiamo guardare a quelle razze bovine che hanno mantenuto un legame genetico e morfologico più stretto con il loro antenato selvatico. Razze come la Maremmana e la Podolica in Italia, allevate ancora oggi allo stato brado o semibrado, offrono un'eco di quel sapore antico. La loro carne, infatti, è nota per essere magra, saporita, di un colore rosso intenso e con un gusto deciso, che riflette l'alimentazione al pascolo. Queste caratteristiche, sebbene attenuate rispetto a quelle che doveva possedere l'uro, ci forniscono un prezioso indizio su cosa significasse mangiare la carne del "re delle foreste".

In sintesi, le probabili proprietà organolettiche della carne degli uri possono essere così riassunte:
  • Aspetto: Colore rosso scuro, intenso e profondo.
  • Odore: Aromatico e complesso, con sentori di erba, fieno, legno e note selvatiche.
  • Sapore: Deciso, ricco e persistente, con una spiccata sapidità e un retrogusto complesso che variava in base alla dieta dell'animale. Meno dolce e più "carnoso" rispetto alle carni moderne.
  • Consistenza: Tenace, fibrosa ma non dura, che richiedeva una masticazione prolungata.

L'esperienza di gustare la carne di uro sarebbe stata, quindi, un'immersione totale nei sapori primordiali del continente europeo, un assaggio della forza e della selvatichezza di un mondo che non esiste più. 

Alcuni commenti

Ogni tentativo di capire l'esistenza è destinato a naufragare. Siamo intrappolati in un labirinto infernale che si oppone in modo strenuo a qualsiasi tentativo di penetrarne la natura usando il solo mezzo che abbiamo: la logica. Il passato si disperde e scompare. Non si è trovato il modo di sondarlo e di estrarne l'episteme. Ogni singolo passo nell'Universo, per quanto microscopico, introduce una discontinuità. Una volta che si è prodotta questa frattura, non può più essere ricomposta. Non si è trovato il modo di poter recuperare la situazione precedente al cambiamento. Possiamo dire che è sempre lo stesso problema che si ripresenta dovunque. Muore una lingua, non può più essere recuperata. Muore una cultura, non può più essere recuperata. Muore una specie, quello che si può conoscere è così frammentario che possiamo farcene ben poco, come poter dire qualcosa su un film avendone visto qualche fotogramma. Alla fine, quando morirà la vita su questo pianeta anomalo, ci sarà soltanto silenzio. 

lunedì 1 aprile 2024

Conversazione tra Marco Moretti e Gemini
- Bulli appassionati di storia Romana -

MM: 

Perché molti appassionati di storia dell'antica Roma sono bulli fanatici molto aggressivi? Come mai il sistema scolastico italiano tende a formare individui simili?

Gemini: 

È difficile generalizzare e affermare che tutti gli appassionati di storia romana siano bulli fanatici aggressivi. Tuttavia, è possibile individuare alcune possibili ragioni per cui questo stereotipo possa esistere:

1. Idealizzazione della Roma antica:
Nelle scuole italiane, la storia romana viene spesso insegnata con un'enfasi sulla sua grandezza militare, politica e culturale. Questo può portare alcuni studenti a idealizzare la Roma antica, vedendola come una società superiore a tutte le altre. Di conseguenza, possono sviluppare un senso di superiorità e disprezzo verso le altre culture e epoche storiche.

2. Mancanza di contesto:
L'insegnamento della storia romana spesso non approfondisce le atrocità e le ingiustizie commesse dalla Repubblica e dall'Impero romano. Questo può portare alcuni studenti ad avere una visione distorta della storia, ignorando gli aspetti negativi della civiltà romana.

3. Frustrazione e senso di impotenza:
Alcuni studenti che si appassionano alla storia romana potrebbero sentirsi frustrati e impotenti di fronte ai problemi del mondo contemporaneo. Idealizzando la Roma antica, potrebbero cercare di trovare un senso di sicurezza e appartenenza in un passato immaginario.

4. Mancanza di educazione civica:
Nelle scuole italiane, l'educazione civica è spesso poco curata. Questo può portare alcuni studenti a non sviluppare un senso critico e a non essere in grado di argomentare le proprie opinioni in modo pacato e rispettoso.

5. Influencer e social media:
Alcuni influencer e personalità online che si occupano di storia romana possono alimentare un clima di fanatismo e aggressività. I loro contenuti, spesso superficiali e polarizzanti, possono influenzare negativamente la percezione della storia romana da parte di alcuni studenti.

6. Stereotipi di genere:
Lo stereotipo del "bullo appassionato di storia romana" è spesso associato alla mascolinità tossica. Questo stereotipo può incoraggiare alcuni ragazzi ad assumere un comportamento aggressivo e arrogante per sentirsi più "virili".

7. Mancanza di diversità:
Nelle scuole italiane, la storia romana viene spesso insegnata da una prospettiva eurocentrica. Questo può portare gli studenti a non conoscere le storie e le culture di altri popoli che hanno avuto un ruolo importante nella storia del Mediterraneo.

È importante sottolineare che non tutti gli appassionati di storia romana sono bulli fanatici. Esistono molti studiosi, insegnanti e appassionati che si approcciano alla storia romana con senso critico e rispetto per le diverse culture.

Il sistema scolastico italiano dovrebbe impegnarsi a:

  • Fornire una visione completa e non idealizzata della storia romana.
  • Promuovere il pensiero critico e il rispetto per le diverse culture.
  • Incoraggiare il dialogo e la discussione pacata su argomenti storici.
  • Offrire una formazione completa di educazione civica.
  • Combattere gli stereotipi di genere e promuovere la diversità.

Solo attraverso un impegno collettivo è possibile contrastare lo stereotipo del "bullo appassionato di storia romana" e promuovere una cultura del rispetto e della conoscenza.

MM:

Questi bulli fanatici credono che tutti in Italia discendano unicamente da Romani della classe dominante. Per loro, nessuno avrebbe antenati che erano schiavi. Credono che tutti i popoli pre-romani siano finiti nel nulla. Credono anche che siano finiti nel nulla i Goti e i Longobardi, liquidati come "barbari". Sarebbe ora di finirla con simili aberrazioni.

Gemini: 

Sono totalmente d'accordo con te. Le idee che hai descritto sono aberranti e non solo storicamente inaccurate, ma anche dannose.

Analizziamo le loro convinzioni:

1. Discendenza unicamente dai Romani:
L'Italia ha una storia lunga e complessa, con diverse popolazioni che hanno abitato la penisola nel corso dei secoli. È impossibile che tutti gli italiani discendano unicamente dai Romani della classe dominante. La stragrande maggioranza della popolazione era composta da contadini, artigiani, schiavi e persone di diversa estrazione sociale.

2. Assenza di antenati schiavi:
La schiavitù era una realtà diffusa nell'antica Roma. Si stima che circa un terzo della popolazione romana fosse schiava. È quindi altamente probabile che molti italiani abbiano antenati che erano schiavi.

3. Scomparsa dei popoli pre-romani:
I popoli pre-romani non sono scomparsi nel nulla. Molti di loro si sono integrati con la cultura romana, contribuendo a formare la lingua, le tradizioni e la cultura italiana. Etruschi, Sabini, Sanniti e altri popoli hanno lasciato un segno indelebile nella storia d'Italia.

4. Scomparsa dei Goti e dei Longobardi:
Anche Goti e Longobardi non sono scomparsi nel nulla. Si sono integrati con la popolazione romana, contribuendo allo sviluppo del Medioevo italiano. I Longobardi, in particolare, hanno dato il nome alla regione Lombardia.

5. Liquidazione dei "barbari":
Il termine "barbaro" è un termine improprio e denigratorio. I popoli che migrarono in Italia dopo la caduta dell'Impero romano erano portatori di culture e tradizioni diverse. Il loro contributo è stato fondamentale per la formazione dell'Europa moderna.

Perché è importante contrastare queste idee?

Le idee diffuse dai "bulli fanatici" sono dannose perché:

  • Promuovono una visione distorta e idealizzata della storia.
  • Alimentano il razzismo e la xenofobia.
  • Negano la complessità e la ricchezza della storia italiana.
  • Offendono la memoria di milioni di persone.

Cosa possiamo fare?

Dobbiamo impegnarci a:

  • Diffondere una conoscenza accurata e completa della storia.
  • Promuovere il rispetto per le diverse culture e tradizioni.
  • Combattere gli stereotipi e i pregiudizi.
  • Educare le nuove generazioni al valore della tolleranza e dell'inclusione.

Solo attraverso un impegno collettivo possiamo contrastare le aberranti idee dei "bulli fanatici" e costruire una società più giusta e inclusiva.

Inoltre, è importante sottolineare che:

  • La genetica non è un indicatore affidabile di identità culturale o etnica.
  • Le persone non sono definite unicamente dalla loro discendenza.
  • La cultura italiana è il risultato di un lungo processo di scambi e integrazione tra diverse culture.

Dobbiamo essere orgogliosi della nostra storia complessa e multiculturale, e respingere le semplificazioni e le distorsioni promosse da chi ha una visione ristretta e fanatica del passato. 

Alcuni commenti

Dai miei banchi di memoria stagnante risale come un rigurgito acido il ricordo di S., un professore di analisi matematica, biondiccio e di chiara ascendenza longobarda, come mostrato in modo inconfutabile anche dal suo cognome, che non riporterò per questioni di privacy. Un giorno, mentre stava spiegando qualche incomprensibile perversione della sua mefistofelica materia d'insegnamento, credo le serie di Riemann, fu disturbato dai rumori assordanti prodotti da alcuni bulli che imperversavano nei corridoi. Accadde così che si infuriò e chiese a gran voce se stessero nuovamente calando i Longobardi. Diabole Domine! Ma se era un Longobardo lui stesso! Allora compresi. La scuola italiana è un'istituzione fondata sull'etnocidio e sulla menzogna. Insegna ai giovani a odiare i propri Padri, se questi non corrispondono all'idea di Giulio Cesare e dell'Impero! Mi sono imbattuto in molte occasioni nei frutti di queste aberrazioni deprecabili. 

lunedì 15 gennaio 2024


CRIMES OF THE FUTURE
(2022)

Titolo originale: Crimes of the Future 
Paese di produzione: Canada, Grecia, Francia,
     Regno Unito
Lingua originale: Inglese
Anno: 2022
Durata: 107 min
Rapporto: 1.85:1
Genere: Fantascienza, horror 
Sottogenere: Post-apocalittico, distopico  
Tematiche: Mutazioni genetiche, post-sessualità
Regia: David Cronenberg
Sceneggiatura: David Cronenberg 
Fonti di ispirazione: William S. Burroughs,
    James G. Ballard
Produttore: Robert Lantos, Panos Papahadzis,
     Steve Solomos
Produttore esecutivo: Christelle Conan, Jeff
   Deutchmann, Joe Iacono, Christian Parkes,
   Tom Quinn, Thorsten Schumacher, Aida Tannya,
   Peter Touche
Casa di produzione: Serendipity Point Films, Telefilm
   Canada, Ingenious Media, Argonauts Productions,
   Crave, CBC Films, ERT, Rocket Science
Distribuzione in Canada: Sphere Films 
Distribuzione nel Regno Unito: Vertigo Films 
Distribuzione in Italia: Lucky Red Distribuzione 
Distribuzione in Francia: Metropolitan Filmexport
Distribuzione in Grecia: Argonauts Distribution
Fotografia: Douglas Koch
Montaggio: Christopher Donaldson
Effetti speciali: George Koumpoulis, Peter McAuley
Musiche: Howard Shore
Scenografia: Carol Spier, Dimitris Katsikis, Kim
   Zaharko, Dimitra Sourlantzi
Costumi: Mayou Trikerioti
Trucco: Evi Zafiropoulou, Alexandra Anger, Monica
   Pavez
Interpreti e personaggi:
    Viggo Mortensen: Saul Tenser
    Léa Seydoux: Caprice
    Kristen Stewart: Timlin
    Scott Speedman: Lang Dotrice
    Denise Capezza: Odile
    Tanaya Beatty: Berst
    Welket Bungué: Cope
    Don McKellar: Wippet
    Lihi Kornowski: Djuna Dotrice
    Yorgos Karamihos: Brent Boss
    Yorgos Pirpassopoulos: Dr. Nasatir
    Nadia Litz: Dani Router
    Sotiris Siozos: Brecken Dotrice
    Ephie Kantza: Adrienne Berseau
    Tassos Karahalios: Klinek
    Jason Bitter: Tarr 
    Penelope Tsilika: Donna nel centro termale
         di bellezza 
    Mihalis Valasoglou: Agente NVU 
    Alexandra Anger: Chirurgo 
    Billy Ziogas: Ospite del centro termale di bellezza 
Doppiatori italiani:
    Pino Insegno: Saul Tenser
    Domitilla D'Amico: Caprice
    Federica De Bortoli: Timlin
    Christian Iansante: Lang Dotrice
    Federico Talocci: Cope
    Sergio Lucchetti: Wippet
    Alessandro Budroni: Dr. Nasatir
    Ilaria Latini: Dani Router
    Gabriele Donolato: Tarr 
Budget: 27 milioni di dollari US
Box office: 4,6 milioni di dollari US 
Date di uscita: 
   Cannes: 23 maggio 2022 
   Francia: 25 maggio 2022 
   Canada: 3 giugno 2022
   Regno Unito: 9 settembre 2022 
Titoli in altre lingue: 
   Francese: Les crimes du futur 
   Spagnolo: Crímenes del futuro 
   Portoghese: Crimes do Futuro 
   Croato: Zločini budućnosti
   Ceco: Zločiny budoucnosti  
   Russo: Преступления будущего 
   Ungherese: A jövő bűnei 
   Estone: Tuleviku kuriteod 
   Lettone: Nākotnes noziegumi 
   Greco (moderno): Εγκλήματα του μέλλοντος 
   Giapponese: クライムズ・オブ・ザ・フューチャー
   Cinese: 未来罪行 
   Coreano: 미래의 범죄들
   Arabo: جرائم المستقبل 
   Persiano: جنایات آینده
   Armeno: Ապագայի հանցագործություններ 

Trama: 
In un futuro non meglio specificato, significativi progressi della biotecnologia hanno portato all'adozione diffusa di macchine e computer analogici in grado di interfacciarsi direttamente con le funzioni corporee e di controllarle. L'umanità stessa ha sperimentato diversi cambiamenti biologici di origine indeterminata, con ogni probabilità connessi al superamento di una pandemia. Il più significativo tra questi cambiamenti è la scomparsa del dolore fisico e delle malattie infettive per la stragrande maggioranza delle persone, consentendo interventi chirurgici su persone coscienti in contesti normali. Altri esseri umani subiscono alterazioni ancora più radicali della loro fisiologia. Un bambino di otto anni di nome Brecken può consumare e digerire la plastica come cibo: sgranocchio un cestino di plastica in una latrina, come se fosse cioccolato bianco. Convinta che sia un essere inumano, un mostro, sua madre lo sopprime soffocandolo con un cuscino e lasciando che il suo cadavere venga trovato dall'ex marito Lang, tozzo e barbuto. 
Saul Tenser e Caprice sono una coppia di artisti performativi di fama mondiale. Sfruttando la "sindrome da evoluzione accelerata" di Tenser, un disturbo che causa la crescita spontanea di nuovi organi nel suo corpo, i due artisti li rimuovono chirurgicamente davanti a un pubblico dal vivo. Questi organi non hanno alcuna funzione o utilità determinabile: il processo che porta alla loro formazione è un vero e proprio "cancro creativo". La sindrome provoca a Tenser un dolore costante e gravi disturbi respiratori e digestivi. L'artista è dipendente da diversi dispositivi biomeccanici specializzati: un letto, una macchina attraverso la quale Caprice lo opera e una sedia fatta di ossa che si muove e ruota mentre lo aiuta a mangiare, permettendogli la deglutizione, seppur con difficoltà e pena. 
La coppia incontra gli insopportabili burocrati del Registro Nazionale degli Organi, un opprimente ufficio governativo incaricato di far rispettare le restrizioni statali sull'evoluzione umana. A questo scopo, gli organi prodotti dal "cancro creativo" vengono catalogati e conservati. Una di questi burocrati è l'inquieta Timlin, che rimane affascinata dagli obiettivi artistici di Tenser. Durante uno spettacolo di successo di Tenser, gli dice che "la chirurgia è il nuovo sesso". Un sentimento che l'artista, la sua compagna e molti altri personaggi abbracciano in modo radicale, assoluto, totalizzante: il taglio ripetuto dei corpi costituisce l'unico mezzo per ottenere la gratificazione sessuale. 
Un'unità di polizia governativa cerca di usare Tenser per infiltrarsi in un gruppo di evoluzionisti radicali. Senza dirlo a Caprice, l'artista segue una serie di contatti attraverso altre performance biologiche che lo conducono alla cellula evoluzionista. Uno di loro, l'ex chirurgo estetico Nasatir, crea una cavità con cerniera nell'addome di Tenser, che Caprice usa per accedere agli organi interni: prima gli pratica una fellatio sulla ferita, poi introduce la lingua all'interno e arriva a leccargli il fegato, mentre lui geme di piacere erotico! Caprice continua a fare rete con altri artisti performativi estremi, scegliendo infine di sottoporsi a un intervento di chirurgia estetica decorativa sulla fronte.
Tenser incontra Lang, che gli rivela il piano degli evoluzionisti: hanno scelto di modificare il loro apparato digerente per poter mangiare plastica e altre sostanze chimiche sintetiche. Il loro cibo principale, che masticano senza sosta, sembra essere una barretta di cioccolato finto tipo il Mars, ma di color viola sgargiante; in realtà è fatto di rifiuti tossici di plastica ed è un veleno mortale per gli altri. Lang è il leader della cellula di masticatori di Mars viola; suo figlio Brecken era nato con la capacità di mangiare la plastica, a dimostrazione dell'inesattezza della posizione critica del Governo sull'evoluzione umana. 
Nel frattempo, Timlin cerca di praticare un pompino a Tenser, ma lui rifiuta, dicendo: "Non sono molto bravo con il vecchio sesso". 
Lang si rivolge a Tenser, chiedendo alla coppia di rivelare il programma antigovernativo della cellula attraverso un'autopsia pubblica di Brecken, che metterà in luce il suo apparato digerente evoluto. Dopo qualche remora, Tenser accetta. Sotto gli occhi di Timlin, Lang e molti altri, Tenser esegue l'autopsia, ma si scopre che il sistema di organi naturali di Brecken è stato sostituito chirurgicamente: sullo stomaco e sull'intestino compaiono scritte in nero. Lang fugge dallo spettacolo in lacrime. All'esterno viene avvicinato da due donne, agenti che lavorano per l'azienda che produce le macchine biomediche di Tenser. Come già avevano fatto con Nasatir, assassinano Lang conficcandogli dei trapani elettrici nel cranio. Il contatto di Tenser all'interno dell'unità di polizia ammette che Timlin ha sostituito gli organi di Brecken per mantenere segreta al pubblico la deviazione nell'evoluzione umana. Addolorato per la morte di Brecken e Lang, Tenser informa la polizia che non li servirà più, menzionando con approvazione le convinzioni della cellula sull'evoluzione. 
Tenser fatica a mangiare sulla sedia di ossa. Chiede a Caprice di dargli una barretta di Mars viola. Lui mastica il veleno, guarda nella telecamera di Caprice e versa una lacrima. La sua bocca si contrae in un sorriso mentre la sedia finalmente smette di fare rumore. 


Recensione: 
Questo film segna il ritorno di Cronenberg ai generi horror e fantascientifico dopo eXistenZ (1999), realizzato ben 23 anni prima. A dispetto del titolo identico, non abbiamo a che fare con un remake del primo Crimes of the Future (1970), risalente a più di mezzo secolo prima - 52 anni, per l'esattezza. pur presentando alcuni punti in comune, non irrilevanti. Oltre alla tematica della fusione tra uomo e macchina, così cara a James Graham Ballard e trattata in Crash (1996), troviamo in tutta la sua potenza l'allucinante immaginario di William Seward Burroughs, dalla cui opera è stato adattato Il pasto nudo (1991). La nuova carne si è imposta, come coronamento di un processo in cui l'evoluzione non è scorporabile dalla patologia! In Videodrome (1983) la nuova carne era televisiva. In Shivers - Il demone sotto la pelle (1975), il vettore del mutamento era un simbionte simile a uno stronzo semovente, che trasformava in zombie chi lo ingurgitava. Tutte queste visioni postumane hanno in comune l'ontologia! Preconizzano il superamento del genere umano e la venuta di qualcosa di completamente nuovo, che irrompe dall'Oltre. Questo Crimes of the Future è sublime, è come un incubo violento da cui ci si sveglia urlando, madidi di sudore, col cuore martellante, come se i vasi sanguigni fossero in procinto di cedere!

Questa è la dichiarazione di Cronenberg sul film per il Festival di Cannes 2022: "Crimes of the Future è una meditazione sull'evoluzione umana. In particolare, sui modi in cui abbiamo dovuto prendere il controllo del processo, creando ambienti così potenti che prima non esistevano. Crimes of the Future è un'evoluzione di cose che ho fatto in precedenza. I fan vedranno riferimenti chiave ad altre scene e momenti dei miei altri film. Questa è una continuità nella mia comprensione della tecnologia come connessa al corpo umano. La tecnologia è sempre un'estensione del corpo umano, anche quando sembra essere molto meccanica e non umana. Un pugno viene potenziato da una mazza o da una pietra che si lancia, ma in definitiva, quella mazza o quella pietra sono un'estensione di una potenza che il corpo umano già possiede. In questo momento critico della storia umana, ci si chiede: il corpo umano può evolversi per risolvere i problemi che abbiamo creato? Può il corpo umano sviluppare un processo per digerire la plastica e i materiali artificiali non solo come parte di una soluzione alla crisi climatica, ma anche per crescere, prosperare e sopravvivere?" 


Il nuovo sesso

Quello mostrato da Cronenberg è un mondo in cui non si fanno più i pompini. Non ci sono più spargimenti di sperma in bocca, né in altre cavità. Nessuno ingoia più il liquido seminale. Il nuovo sesso orale consiste nel leccare gli organi interni. Si assaporano e si deglutiscono i fluidi interni più ripugnanti: sangue, muco, bile, succhi gastrici, microbiota intestinale! Il pene è soltanto un'appendice carnosa priva di qualsiasi interesse, con ogni probabilità inerte, inerettile. Non viene lavato, è molle e puzza! Timlin, che vorrebbe succhiarlo avidamente, illudendosi di riuscire a farlo rizzare, è un relitto di tempi andati e sepolti. È l'ultima eroina romantica! È la Günderrode della sua epoca! Come tale, è votata al fallimento più miserabile. 
Le cose sono più drammatiche di quello che sembrano. Nel mondo post-apocalittico di Crimes of the Future, la procreazione non è un processo naturale, dato che non può avvenire alcuna copula. Il materiale genetico deve essere drenato da appositi strumenti metallici acuminati, infilati nel dotti seminali. Questa pratica avvilente deve essere, com'è ovvio, autorizzata dal Governo. Gli spettatori probabilmente non sono riusciti a capire fino in fondo che dalle ceneri della vecchia sessualità è nato qualcosa di simile alla vivisezione ad uso voluttuario! 


La sedia di ossa e il letto di dolore 

La sessualità non è la sola funzione fisiologica lesionata. La cosa più naturale del mondo, ingerire cibi e bevande, è diventata un supplizio spaventoso, che nemmeno Dante avrebbe saputo concepire nel più profondo abisso del suo Inferno. Mandare giù il bolo alimentare senza aiuto può causare polmonite ab ingestis, strozzamento, coma e morte! Il cibo, masticato grazie a quella protesi ingegnosa che è la sedia di ossa, viene accompagnato con immensa pena nella sua discesa nell'esofago indebolito e piagato, facendo patire un supplizio lento e inenarrabile. Com'è ovvio, vano è ogni tentativo di provare piacere dal cibo. Si potrebbe anche cercare di ingurgitare materiale fecale, tanto non ci sarebbe alcuna differenza: si soffrirebbe allo stesso modo. Se il dolore delle ferite non viene più percepito, tanto che ci si può seviziare col bisturi a piacimento, esiste comunque un dolore residuo, che viene inflitto dal sonno. Dormire non è più un sollievo dalle pene dei giorni: la sola possibilità di lenire queste sensazioni spiacevoli è una protesi, simile a un giaciglio in cui il corpo dolente è collegato a un gran numero di strutture tubolari e in qualche modo sedato.

Accoglienza

In parte a causa di una distribuzione limitata nelle sale cinematografiche degli Stati Uniti e del Canada, non pubblicizzata in modo aggressivo dai distributori, il film finì per rivelarsi una grossa perdita finanziaria per i suoi finanziatori. Le cose sono andate così: ritenendo che il film avesse un valore commerciale limitato, il distributore americano Neon e il distributore canadese MK2 Mile End decisero di distribuirlo in un numero limitato di sale, senza una campagna di marketing martellante e costosa. Questo portò il sito web Box Office Mojo a definire gli incassi del film nel weekend di apertura "deboli"; la rivista specializzata di Hollywood Variety li ha etichettati come "mediocri". Possiamo dire che sia stato un fiasco spaventoso! Peccato, perché la pellicola ha dei meriti notevoli. 
Viene da chiedersi se il motivo del fallimento non sia più profondo. Forse il pubblico è stanco, stremato dalle visioni della fantascienza e dell'horror. Almeno qui in Italia potremmo azzardare una spiegazione convincente: rimbecillita dalle sirene lobotomizzanti del Berlusconismo, la gente cerca soltanto gli spettacoli dei guitti più schifosi e immondi, rifuggendo qualsiasi spunto di riflessione. 


Curiosità varie 

Cronenberg aveva previsto che, a causa del tema trattato, della patologia ammorbante e della violenza esplicita del film, ci sarebbero stati abbandoni dalla sala già dopo 5-10 minuti dall'inizio della pellicola. La sua previsione si è dimostrata corretta.

La sceneggiatura è in gran parte adattata da un precedente progetto scritto da Cronenberg, intitolato "Painkillers", in fase di sviluppo nel 2002, che vedeva coinvolto Nicolas Cage. 

Viggo Mortensen avrebbe voluto la parte di Wippet, ma Cronenberg ha affermato di averlo "molestato" per costringerlo ad interpretare Saul Tenser. Nel ruolo di Timlin, quella che voleva ciucciarlo a Tenser, in un primo tempo era prevista Natalie Portman, che è poi stata sostituita da Kristen Stewart. Inizialmente il ruolo di Timlin era stato offerto a Léa Seydoux, ma lei si è rivolta a Cronenberg chiedendogli di interpretare Caprice: detestava l'idea di vedersi rifiutata una profferta sessuale, anche nella finzione.

Viggo Mortensen ha descritto la decisione di accovacciarsi e tossire durante tutte le sue scene: "Bisogna mostrare che c'è un effetto, e un effetto cumulativo. I suoi problemi digestivi che influenzano la sua respirazione, e il disagio che prova fisicamente, non importa in quale posizione si trovi. Deve muoversi, a volte deve rilasciare la tensione nel suo corpo in modi diversi." 

Il trucco protesico, durato quattro ore, che ha modellato 40 repliche di orecchie sul corpo del ballerino greco contemporaneo Tassos Karahalios, era così complesso che non ha potuto né mangiare né bere durante l'intera procedura di applicazione. 

Il relitto che si vede all'inizio del film è un vero relitto al largo delle coste greche. La nave si chiamava MS Mediterranean Sky ed è affondata a causa dell'erosione naturale e dello stato di totale abbandono. 

Il film è stato girato in diverse condizioni difficili: il set era sottoposto al protocollo COVID e c'erano incendi boschivi a nord e a sud di Atene (c'erano processioni religiose continue per cercare di respingere il fuoco). Una mattina, Cronenberg si svegliò con un'impenetrabile parete di fumo grigio fuori dalla finestra del suo hotel. 

I personaggi del gruppo rivoluzionario prendono il nome dai famosi registi Fritz Lang e Bela Tarr. 

Etimologia del cognome Tenser 

Il cognome Tenser (varianti: Tanser, Tanzer, Tencer, Tenzer, Teneser) è principalmente di origine tedesca/yiddish ed ebraica ashkenazita: deriva dalla parola tedesca Tanzer, che significa "ballerino", "intrattenitore", "giocoliere" - a sua volta formato da Tanz "danza" tramite il tipico suffisso agentivo -er. È stato portato in Inghilterra dagli immigrati dalla Germania nei secoli XVI-XVII e si è diffuso in luoghi come il Leicestershire. 

Etimologia del cognome Nasatir 

Il cognome Nasatir è di origine ebraica ashkenazita. Deriva dal verbo ebraico נָתַתִּי (nāthattī) "io ho dato", che suona nasati nella pronuncia ashkenazita. Il capostipite doveva essere un prestatore di denaro o un banchiere. Famiglie con questo cognome sono attestate nel XX secolo negli Stati, in particolare in Illinois. 

Il titolo nipponizzato 

Crimes of the Future diventa, adattandosi alla fonologia giapponese, Kuraimu obu za Fuyūchā. Un Tokugawa dell'epoca Edo non sarebbe riuscito a comprerne una sola parola. Eppure è tutto così semplice: 
1) Crimes è diventato Kuraimu;
2) of è diventato obu; 
3) the è diventato za; 
4) Future è diventato Fuyūchā. 

domenica 19 marzo 2023


I CONDANNATI DI MESSINA 

Titolo originale: Exiled from Earth
Autore: Ben Bova
1ª ed. originale: 1971
1ª ed. italiana: 1972
Tipologia narrativa: Romanzo
Genere: Fantascienza 
Sottogenere: Distopico 
Etichette attribuite: "Letteratura per ragazzi"
Lingua originale: Inglese
Ambientazione: XXII secolo
Protagonisti: Lou Christopher
Antagonisti: Donald Marcus, Rolf Bernard
Altri personaggi: Bonnie Sterne, Anton Kori,
  il Presidente Generale, il ministro Vassily Kobryn, 
  il Grande George 
Editore: Arnoldo Mondadori Editore 
Collana: Urania 
    Numero: 601 
Codice ISBN-10: 0525450165
Codice ISBN-13: ‎978-0525450160 
Traduttore: Bianca Russo 

Sinossi (da MondoUrania.com):
Farà piacere ai nostri lettori siciliani sapere che in un futuro più o meno lontano Messina è destinata a diventare sede del supergoverno mondiale. La città, certo, non sarà più la stessa. Torri e palazzi fantascientifici domineranno lo stretto; uomini dotati d'immenso potere e carichi d'immense responsabilità guarderanno pensosi verso la Calabria; e celebri scienziati di tutto il mondo si ritroveranno, sbigottiti, a Messina, trasportati qui con le buone e con le cattive insieme alle loro famiglie. Una gravissima decisione è stata presa al più alto livello: ancora una volta la scienza sta per mettere in pericolo mortale non solo la società ma l'umanità stessa. E la scienza deve essere messa in condizioni di non nuocere. L'ordine spietato (o pietoso?), necessario (o criminale?) partirà da Messina.

Trama: 
XXII secolo. Il mondo è unito ma gravato dal peso di 20 miliardi di persone. Il Governo Mondiale, che ha sede a Messina, ha preso la difficile decisione di esiliare i più importanti scienziati della Terra. Il loro lavoro è considerato troppo pericoloso per il genere umano, quindi è stato deciso di confinarli in una stazione spaziale e di inviarli dove non possano interferire con la società. Il Presidente Generale si lascia convincere dal subdolo Ministro della Sicurezza, Vassily Kobryn, e fa partire gli ordini esecutivi di deportazione. 
Louis "Lou" Christopher è un informatico che lavora a un progetto di ingegneria genetica in cui l'uso dei computer è essenziale. È l'esperto programmatore di RAMO, il potente computer utilizzato dal più importante centro di ricerca genetica mondiale, che ha sede ad Albuquerque, nel Nuovo Messico. Incluso nella lista degli scienziati da esiliare, viene raggiunto da un agente federale e subisce un tentativo di arresto senza nessuna accusa formale. Viene così deportato a New York nella sede dell'ONU, dove viene a sapere che la sua destinazione finale è Messina. Terrorizzato dagli eventi, riesce a trovare il modo di fuggire in modo rocambolesco e si inoltra nei selvaggi sobborghi di quella che un tempo era conosciuta come "la Grande Mela". La civiltà è crollata lasciando il posto a un pullulare di gang giovanili di una violenza inaudita. Dopo molte disavventure in mezzo alla fauna di quell'ambiente ostile, Lou riesce ad imbarcarsi per Albuquerque, aiutato da Felix, capo della famigerata banda dei Gatti Selvaggi - che gli rivela di essere un agente in incognito, infiltrato nella criminalità con l'incarico di tentarne il recupero a lungo termine. Tornato nella sua città, il programmatore entra nel centro di ricerca dove lavorava e lo trova deserto. L'unica creatura rimasta è il Grande George, un immenso gorilla senziente e dotato di parola, che ha ottenuto questa facoltà tramite ingegneria genetica. Lou interroga il computer RAMO, da cui apprende che il centro di ricerca è stato chiuso per ordine del Governo. Gli scienziati sono stati arrestati. Il problema è che lo stesso computer ha una mentalità estremamente rigida e ha denunciato Lou alle Forze dell'Ordine. Gli agenti irrompono nel laboratorio. Il programmatore fugge per il rotto della cuffia, rifugiandosi nell'appartamento della fidanzata e collega Bonnie Sterne. Lei lo ascolta annoiata e si comporta esattamente come RAMO, pur pensando con grande ingenuità di agire a fin di bene: allerta la polizia. Deportato a Messina, Lou viene rinchiuso con gli scienziati in una villa lussuosissima. Qui riceve una comunicazione dal ministro Vassily Kobryn, che rivela l'arcano: il Governo Mondiale ha preso la drastica decisione di esiliare l'intero mondo scientifico in una stazione orbitale. Il russo spiega con dovizia di particolari il perché dell'esilio, dicendo che il mondo non sarebbe al sicuro se la Scienza potesse svilupparsi liberamente. 
A questo punto Lou viene contattato da un politico colluso, il Ministro delle Finanze Rolf Bernard, che gli spiega di essere contrario alle determinazioni di Kobryn. Fa quindi una proposta che non si può rifiutare: in un'isola tropicale è stato predisposto un centro di ricerca segreto diretto dal Dottor Donald Marcus - dove Lou è invitato a trasferirsi e a lavorare. Il programmatore chiede e ottiene, come unica condizione, che la fidanzata Bonnie venga portata sull'isola assieme a lui. Per un po' tutto sembra filare liscio, tuttavia qualcosa finisce col guastarsi. Lou, Bonnie e il collega slavo Anton Kori scoprono che il perfido Ministro ha un piano ben diverso da quello che ha raccontato loro: intende rovesciare il Governo di Messina con un golpe militare e impossessarsi del potere; per assicurarsi il dominio sulla Terra è deciso ad impiegere armi biologiche, genetiche, chimiche e nucleari sviluppate nel centro di ricerca del malvagio Dottor Marcus. Vogliono rendere deficiente la popolazione mondiale!  
Le cose precipitano quando Lou capisce che il suo amatissimo gorilla, il Grande George (a cui tiene più che alla fidanzata), anche lui presente sull'isola, sarebbe usato come cavia per un nuovo tipo di arma genetica che lo priverebbe di tutte le sue facoltà intellettive, riducendolo a un demente. Kori ha un modo geniale per allertare il Governo Mondiale, facendo esplodere una bomba atomica di limitata potenza in grado di attivare una rete globale di satelliti spia e ad attirare sull'isola le truppe governative. Così avviene: l'ordigno esplode e i militari irrompono. Il piano di Bernard e di Marcus fallisce miseramente, ma a caro prezzo. Nel corso degli scontri a fuoco, il Grande George si becca in corpo un proiettile sparato a caso, che lo uccide all'istante. 
Il Presidente Generale è molto grato a Lou e ai suoi compagni per aver sventato la cospirazione, però li avverte che l'esilio perpetuo rimane in vigore! Lou e Kori sono costretti alla deportazione sulla stazione spaziale. Bonnie invece è ritenuta poco più di una scema, così non è considerata pericolosa: può scegliere cosa fare della sua vita, se seguire il fidanzato nell'esilio oppure rimanere sulla Terra. La donna sceglie di seguire Lou, pur riservandosi la facoltà di fare ritorno in caso la situazione dovesse rivelarsi insopportabile - come in effetti avviene. La vita sulla stazione spaziale è infernale e dominata dalla depressione profonda. Molti esimi scienziati sono ridotti alla demenza. Bonnie, che per un po' aveva giocato con l'idea di rendere cornuto Lou saltando nel letto di Kori, forte del suo privilegio matriarcale, finisce col cedere. La mancanza di libertà la opprime in modo lancinante. Quindi ritorna sul pianeta, abbandonando entrambi gli uomini. 
Ad un certo punto, Lou ha un'idea geniale: far equipaggiare la stazione spaziale per il volo interstellare, in modo tale da condurla fino ad Alfa Centauri in una traversata generazionale. I dati trasmessi trent'anni prima dalla sonda Starfarer ed analizzati da Kori, dimostrano che alcuni pianeti orbitano attorno alla stella doppia: uno di questi sarebbe potenzialmente abitabile. Gli scienziati più vecchi, ostili e bacchettoni, cercano in ogni modo di opporsi. Tuttavia la proposta di Lou viene messa ai voti in un'operazione di democrazia diretta, vincendo grazie al voto dei giovani, pieni di spirito d'avventura. Il Governo Mondiale accetta di dare il suo aiuto alla spedizione, ansioso di liberarsi dai pericoli del mondo scientifico. La traversata ha così inizio. 


Recensione: 
Il romanzo di Bova è ricchissimo di spunti di riflessione e tratta di molti temi della massima gravità, che ci toccano da vicino. Anche se la trama è un po' fragile e i personaggi avrebbero potuto essere caratterizzati in modo più robusto, sono convinto che meriti di essere letto. 
I condannati di Messina fa parte di un importante filone distopico tipico degli anni '60 e '70 del XX secolo, in cui si esplorava il cruciale tema della sovrappopolazione con tutte le sue terribili conseguenze, facendo una critica sociale serrata. Basti pensare a Largo! Largo! (Make Room! Make Room!) di Harry Harrison (1966), di cui è famosissimo l'adattamento del 1973, 2022: I sopravvissuti (Soylent Green). Il romanzo di Bova risente del clima dell'epoca, in cui si aveva il netto e pervasivo presentimento di una catastrofe ambientale incombente. In particolare, proprio in quegli anni fiorivano le attività del Club di Roma, la famosa associazione mondiale non governativa e non profit fondata nel 1968, composta da scienziati, economisti, uomini e donne d'affari, attivisti dei diritti civili, dirigenti pubblici internazionali e capi di Stato. Nel 1972 il Club di Roma pubblicò il Rapporto sui limiti dello sviluppo (The Limits to Growth), meglio noto come Rapporto Meadows, che affermava l'impossibilità della crescita economica indefinita, per via della disponibilità limitata delle necessarie risorse naturali, prima tra tutte il petrolio, oltre che della limitata capacità di assorbimento degli inquinanti da parte del pianeta. Il problema delle previsioni del Rapporto Meadows è che il modello matematico alla loro base era abbastanza semplicistico, così i risultati si sono rivelati poco accurati. Le curve che descrivono gli andamenti dell'esplosione demografica si impennano molto più di quanto stia accadendo nella realtà. Recentemente ho trovato nel Web un sito che accusa come "fake news" le critiche ai risultati del Rapporto Meadows, tuttavia ricordo ancora molto bene l'epoca in cui questi davano per esaurite o in rapidissimo esaurimento le riserve petrolifere mondiali, mentre nel frattempo il miglioramento delle tecnologie di prospezione ha assicurato decenni di sfruttamento assicurato dei combustibili fossili. Queste discrepanze hanno fatto sì che molti abbandonassero ogni fiducia nelle previsioni ambientali, arrivando per contro a uno scetticismo profondo, addirittura negazionista. Il principio che i perfidi media e le masse grossolane hanno applicato è questo: "I tuttologi hanno sbagliato una cosa, quindi tutto quello che dicono è una cazzata e il problema non esiste". Sul tema della sovrappopolazione è quindi calata la scure del tabù. Una scure molto insidiosa, visto che le mani del carnefice che la maneggia sono religiose oltre che ideologiche. Censura e ipocrisia. In ogni caso, credo che un'opera come Exiled from Earth ai nostri giorni non potrebbe avere alcuna fortuna. 

Scenari carpenteriani! 

Passiamo ora ad analizzare il greve clima da cui Bova ha tratto la descrizione della desolazione di New York devastata dalle gang. Il dilagare della violenza nelle grandi città portò, a partire dagli anni '60, a fare previsioni sempre più cupe già nell'immediato futuro. Si parlava di "giungla urbana": quello che si andava affermando nell'immaginario collettivo era un territorio privo di legge, in cui valeva l'arbitrio del più forte. Il pericolo dietro l'angolo, che i cittadini onesti sentivano con tutto il suo carico di terrore, era la riscimmiazione del genere umano, la sua involuzione verso la subumanità più ripugnante, la totale vanificazione di millenni di progresso etico, culturale, tecnico e scientifico. Non stupisce che negli anni '70 e '80 questi temi siano stati illustrati in modo estremamente efficace nella Settima Arte. Il massimo interprete di queste paure zombificanti fu senza dubbio John Carpenter, con Distretto 13 - Le brigate della morte (Assault on Precinct 13, 1976) e 1997: Fuga da New York (Escape from New York, 1981) - a cui fece seguito Fuga da Los Angeles (Escape from L.A., 1996). Non dobbiamo poi dimenticare un importante film di Walter Hill, I guerrieri della notte (The Warriors, 1979). 
Anche in questo caso, le previsioni sulla violenza urbana dilagante erano di gran lunga peggiori di quanto possiamo vedere realizzato nel nostro presente. La causa potrebbe stare in un mirabile e ingannevole meccanismo a cui ho dato il nome di "Acceleratore del 2000". L'immaginario collettivo vedeva l'anno 2000 come una discontinuità storica di capitale importanza. Era una convinzione irrazionale, pertinente al pensiero magico-superstizioso. C'erano numerosissime persone che si aspettavano di veder realizzato all'improvviso un mondo fatto di astronavi e di robot, appena uscite dal cenone di San Silvestro dell'anno 1999. Ancora ai tempi in cui Carpenter diresse il famoso film su New York, ci si aspettavano sviluppi catastrofici troppo rapidi già negli anni immediatamente successivi. Passato poi il fatidico 2000, col suo carico di terrori (ve lo ricordate il Millennium Bug?), per qualche tempo i media e le masse non si arresero, riproponendo lo stesso modello catastrofico (ve le ricordate le colossali stronzate della Profezia dei Maya e della Fine del Mondo il 21/12/2012?). 

Uno stile ridondante, un po' pacchiano 

Abbondano le descrizioni paesaggistiche suggestive ma tutto sommato inutili, retaggio di un'epoca passata. Questo è un esempio: 

"Filarono per quasi un'ora, lungo una strada tortuosa e polverosa. Per quasi tutto il percorso, la rotabile s'inoltrava in mezzo alle colline, e non c'era niente da vedere tranne il fogliame verde, che frusciava al passaggio dell'auto. Ogni tanto, però, raggiungevano la sommità di un colle, che aveva da un lato, a perdita d'occhio, il mare scintillante sotto il sole e dall'altro i campi ricchi di ulivi e di agrumeti. 
Nel frattempo, nuvoloni scuri si erano addensati in cielo, e quando superarono il cancello di un'altra villa antica con le solite sentinelle in divisa che salutavano sull'attenti, le nuvole incombevano minacciose, tra il brontolio di tuoni e il balenare dei lampi. Era scuro come se fosse sera, sebbene fossero appena le prime ore del pomeriggio." 

E ancora: 

"Tra gli alberi filtrava un tramonto incredibile, rosa zafferano e viola pallido. Attraverso le macchie verdi, ai limiti del mare color rosso, il sole era enorme mentre toccava la linea dell'orizzonte." 

Forse sarebbe stato meglio evitare di parlare con tanto dettaglio dei tramonti e delle amene campagne, dando più forza ai personaggi, che sono come un liquore annacquato.  
 
Capacità profetiche e fallimenti 

Si parla dell'Intelligenza Artificiale. L'elaboratore RAMO è proprio questo, e viene descritto il suo addestramento da parte di Lou Christopher. Si parla anche di un altro argomento di grande attualità: l'ingegneria genetica. Tuttavia non si deve urlare alla profezia, dato che è stridente la reale assenza di capacità predittiva in questi e in molti altri casi. Facciamo alcuni esempi concreti. RAMO occupa lo spazio di svariati armadi a muro. Nessuno ha previsto un'Intelligenza Artificiale  portatile, che ci può seguire (e dominare) ovunque. Come in innumerevoli altre opere di Science Fiction, anche di autori illustri, si è avuta l'evoluzione dei telefoni in videofoni anziché in telefoni mobili. Credo di averne parlato ormai milioni di volte. Non demordo e ne parlo ancora, perché è un concetto della massima importanza. Prevedere un congegno non è poi così difficile. Quello che manca è la capacità di prevedere la civiltà fondata su quel congegno. Non si è saputa prevedere la Civiltà dello Smartphone, come non si è saputa prevedere la Civiltà del Web. Un lettore ha fatto notare che Bova non ha saputo prevedere l'attuale sorveglianza di massa, che avrebbe reso impossibile gli spostamenti del protagonista del romanzo. Per forza: la sorveglianza di massa è fondata proprio sul Web e sullo smartphone, cose che Bova non ha neppure lontanamente immaginato, per l'appunto. 

Una vergogna per l'Italia...

Abbondano anche gli stereotipi sull'Italia: 
- gli Italiani sono tutti olivastri, scuri;
- ci sono innumerevoli splendide ville in riva al mare, chiaramente di proprietà mafiosa;
- si rimarca l'ottima qualità della cucina;  
- le genti isolate della Calabria sono sprofondate in un eterno Neolitico. 
Anche quando si tratta di cose positive (ad esempio la cucina eccellente), vengono presentate in modo tale da far storcere il naso. Tutte le volte che compaiono dei personaggi italiani, sono guardie con gli occhiali neri che parlano in modo incomprensibile e fumano con gesti stereotipati: si capisce all'istante che sono picciotti forniti da Cosa Nostra. Risulta evidente un certo atteggiamento di pregiudizio anti-italiano, tale per cui devono andare in giro ovunque i gangster e i politicanti messi sul loro libro paga, mai gli onesti lavoratori. 
P.S.
In un sito di recensioni, mi sono imbattuto in una carampana woke che si lamentava degli insulti e stereotipi contro quelli da lei chiamati "non-white people". Per quella stronza, in quanto italiano sarei parte della "gente non bianca" a dispetto dell'evidenza! 

Suprematismo nero 

Mi fanno ridere quei giornalisti che parlano di "razzismo alla rovescia" ogni volta si verifica un'aggressione da parte di un nero nei confronti di un bianco. Usano un linguaggio più scemo della merda. Cosa starebbe a significare la locuzione "alla rovescia"? Non significa nulla, perché il razzismo è razzismo e basta, chiunque ne sia l'artefice e chiunque ne sia la vittima! In Exiled from Earth vediamo i Mandingo adolescenti e ultraviolenti di New York animati da un razzismo furioso verso i "non abbronzati",  ossia i bianchi, che sono chiamati "facce rosa", paragonati ai maiali e massacrati, ridotti a cenci sanguinolenti calpestati tra le sozzure della strada! Il Suprematismo nero esiste eccome! 

Il Grande George 

Uno dei personaggi più significativi e memorabili del romanzo è un gorilla geneticamente modificato e capace di parlare, denominato "Il Grande George" (inglese: Big George). Questa descrizione è in nettissimo contrasto con gli stereotipi dominanti sui gorilla violenti, selvaggi, feroci, diffusi da mostruosità come King Kong. Ancora oggi, molti ignorano che i gorilla sono mitissimi. Non fanno male neanche agli insetti. Passano le loro giornate a ingurgitare quantità immense di frutta e di verdura. La vera scimmia feroce la troviamo invece rappresentata dagli adolescenti di New York! L'immensa forza del Grande George non è un'arma sufficiente a difenderlo dalle orrende insidie del mondo. Come tutte le creature sensibili e gentili, il gigantesco primate viene perseguitato dai bulli, che vorrebbero farne una cavia per esperimenti pericolosissimi, il cui fine ultimo è atrofizzare il cervello e rendere l'umanità definitivamente scema. Ancora più scema di quanto già non sia! 

La trilogia degli Esiliati 

A quanto ho potuto leggere nel Web, c'è chi aspetta ancora il seguito del romanzo di Bova, ignorando che ce ne sono addirittura due. Questa è la Serie degli Esiliati, che costituisce una trilogia: 

1) I condannati di Messina (Exiled from Earth, 1971), Urania n. 601 (1972); Biblioteca di Urania n. 9 (1981)
2) L'astronave dei ventimila (Flight of Exiles, 1972), Collana Urania n. 720 (1977); Biblioteca di Urania n. 9 (1981);
3) Ritorno dall'esilio (End of Exile, 1975), Biblioteca di Urania n. 9 (1981). 

Il citazionismo spinto è una piaga tipicamente italiana. Non mi stancherò mai di stigmatizzarla. Il titolo L'astronave dei ventimila è stato concepito in modo tale da ricordare La cosmonave dei ventiquattro (Mission to Universe, 1965) di Gordon R. Dickson. Sembra quasi un modo di ingannare i lettori. Sa di paternalismo. Si considera il lettore alla stregua di un eterno minorenne e si cerca di fargli leggere qualcosa di nuovo, plasmandola in modo tale che gli ricordi qualcosa di già noto. Se la colpa di questo atteggiamento non fosse degli editori, costretti in qualche modo ad adattarsi alle richieste ricevute, dovremmo giungere alla desolante conclusione che la colpa sia del pubblico, composto in larga misura da gente con meno intelletto degli stronzi dei polli! 

Altre recensioni e reazioni nel Web 

Massimo Luciani ha scritto questo interessantissimo articolo, di cui raccomando la lettura:  


Qualche recensione non troppo eulogistica si trova su Anobii.com (in genere il romanzo è considerato del tutto prescindibile): 


Davide ha scritto:

"Romanzetto ingenuo, grossolano e piuttosto insulso. Per la pochezza e banalità dei temi si stenta a credere che Bova avesse già quasi quarant'anni quando l'ha scritto. Un esercizio svolto con svogliatezza forse per onorare qualche contratto. Trascurabile senza rimpianti. L'unico personaggio interessante è un gorilla parlante reso intelligente dell'ingegneria genetica... ed ho detto tutto." 

Fabio-74 ha scritto: 

"Romanzo di fantascienza in cui la paura del progresso fa da sfondo ad una vicenda in cui il "Governo Mondiale" - che ha sede a Messina - decide di sacrificare 2.000 scienziati per salvaguardare 20 miliardi di persone. Ma resta un interrogativo, può così fermarsi il progresso? O forse la sete di conoscenza dell'uomo è tale che non sarà possibile arrestarla? Il progresso, del resto, è una costante nella storia umana, può fare paura e può anche essere destabilizzante ma in ogni caso è davvero difficile da arrestare. Un romanzo leggero e scorrevole con dialoghi non troppo ben riusciti, i personaggi non emergono con sufficiente spessore e la storia ne risente. Curioso, su tutti, il fatto che Ben Bova, l'autore, abbia voluto insediare il quartier generale del Governo Mondiale, proprio in riva allo stretto."