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sabato 28 settembre 2024

LA LINGUA REGALE DI MITANNI, UNA FORMA DI PROTO-SANSCRITO IN SIRIA

La forma più antica di sanscrito è quella utilizzata nel Rig Veda (denominata antico indiano o sanscrito rigvedico). Sorprendentemente, le prime testimonianze del sanscrito rigvedico sono state rinvenute in iscrizioni scoperte non nelle pianure dell'India, bensì in pieno Medio Oriente. Non consistono in testi completi, bensì in antroponimi e in termini tecnici contenuti in documenti redatti in altre lingue. 



Tra il 1600 circa e il 1260 a.C., nella tarda Età del Bronzo, una dinastia nota come Mitanni (o Mittani; arcaico Maitani) governò il bacino superiore dell'Eufrate e del Tigri, un territorio corrispondente agli attuali stati di Siria, Iraq e Turchia, che gli Assiri chiamavano Hanigalbat o Hani-Rabbat, e che in antico babilonese era noto come Habigalbat. Gli Egizi chiamavano questa nazione Nhrn (pronuncia ricostruita /naha'ri:na/). Il periodo di massimo splendore va dal 1500 al 1350 a.C.; la fine del Regno è stata causata dalla sconfitta militare in un'improvvida guerra contro Babilonia. I Mitanni avevano adottato per tutti gli usi politici e amministrativi la lingua hurrita, non indoeuropea, non imparentata con il sanscrito. Tuttavia, tutti i sovrani portavano nomi sanscriti, così come molti membri delle élite locali, a dimostrazione di una profonda influenza culturale indoaria. 

I Mitanni possedevano una cultura che, al pari di quella dei popoli vedici, attribuiva grande importanza alla guerra con i carri. Inoltre, la loro aristocrazia militare era composta da guerrieri su carro chiamati MARYANNU, termine derivato dalla parola sanscrita marya, che significa "giovane uomo" - e con un lieve slittamento semantico, "giovane guerriero", "guerriero". Veneravano le stesse divinità presenti nel Rig Veda, pur avendone anche di locali, assimilate dal pantheon degli Hurriti, come l'uranico Tešup. Nel 1380 a.C. il loro re Šattiwaza stipulò un trattato con un sovrano rivale, l'hittita Šuppiluliuma, in cui Indra, Varuna, Mitra e i Nasatya (o Nāsatya, gli Aśvin) venivano invocati come testimoni divini per la parte mitannica, a garanzia della lealtà alla parola data. Sebbene gli induisti di oggi abbiano cessato di venerare queste divinità, esse figuravano tra le più importanti anche nel Rig Veda. Oggi pochi crederebbero che nei tempi antichi si arrostivano pingui torelli in onore di quegli Dei, ingurgitando le carni succulente e ubriacandosi pesantemente! 
Possiamo dire che Mitanni era una nazione la cui aristocrazia era permeata da ossessioni equine totalizzanti. La fissazione per i cavalli era assoluta. Dobbiamo però ricordare che i cavalli non venivano cavalcati: sarebbe stato considerato disonorevole per un animale tanto nobile. Si usavano i cavalli per trainare i carri da guerra.

Si tratta di dati sorprendenti. Come sottolinea David Anthony nel suo libro "The Horse, the Wheel, and Language" (2007), ciò implica che non solo il sanscrito rigvedico fosse anteriore alla compilazione del Rig Veda nell'India nord-occidentale, ma che anche "il pantheon religioso centrale e le convinzioni morali sancite nel Rig Veda" esistessero già in un'epoca altrettanto remota. David Anthony scrive che le popolazioni migrate verso ovest furono forse impiegate come aurighi mercenari dai re degli Hurriti della Siria. Tali aurighi parlavano la stessa lingua e recitavano i medesimi inni che, in seguito, sarebbero stati raccolti nel Rig Veda dai loro compagni spintisi verso est, fino a penetrare nel subcontinente indiano.
Questi parlanti del sanscrito rigvedico usurparono il trono dei loro datori di lavoro e fondarono il regno di Mitanni. Pur acquisendo un regno, i Mitanni finirono col perdere la propria cultura, adottando la lingua e la religione locali degli Hurriti. Tuttavia, sopravvissero i nomi reali, alcuni termini tecnici legati all'uso dei carri e, naturalmente, le divinità Indra, Varuna, Mitra e i Nasatya. Cercare di ricostruire una cronologia di questo processo è arduo.

Eusebio di Cesarea, agli inizi del IV secolo, riferisce citazioni di Eupolemo, uno storico ebreo del II secolo a.C., le cui opere sono perdute, che affermavano che "al tempo di Abramo gli Armeni invasero la Siria"; ciò potrebbe corrispondere ad una migrazione degli Hurriti, o della loro aristocrazia, poiché Abramo viene collocato storicamente intorno al 1700 a.C.

Queste sono le interpretazioni sanscrite di un'ottantina di antroponimi del Regno di Mitanni, di altre aree della Siria e della Palestina (Dumont, 1947; Dumont-O'Callaghan 1948; Gentile, 2019): 

ABIRATTA
   forma soggiacente Abhiratha
   sanscrito Abhiratha
   significato: "Grande Auriga"
   Identità:
   Nome di un re di Babilonia;
   nome di un principe di Barga in Siria.
AITAGAMA
   trascrizioni alternative: 
       AIDAKAMA
   varianti attestate:
       AIṬUGAMA
       ETAGAMA
       EDAGAMA
       ETAKKAMA
       ATAKKAMA
       ITAKAMA
       ITAKKAMA
    forma soggiacente Aitagama
    sanscrito *Etagama 
    significato: "Che corre come un'antilope"
    Identità:
    Nome di un dinasta di Kinza (Kadesh).
AITARA
   varianti attestate:
      AITTARA
      AIDARA
      ATTARA 
  forma soggiacente Aitara
   sanscrito Aitara
   significato: "Figlio di Itarā"
      (ossia "Figlio dell'Altra) 
   Identità:
   Nome di cinque uomini di Nuzi, tra cui uno scriba.
AMBIZINA 
   forma soggiacente Ambijina
   sanscrito Ambijina
   significato: "Vittorioso tramite la madre"
   Identità:
   Nome di un uomo di Nuzi.
ANDAYA
   forma soggiacente Andhāya
   sanscrito Andhaya
   significato: "Cieco"
   Identità:
   Nome di un dinasta di Hazi.
ARIWANA
   forma soggiacente Ariwana
   sanscrito Arivana
   significato: "Conquistatore di nemici"
   Identità:
   Nome di un re di Apina.
ARTAMANYA
   trascrizioni alternative: 
       ARDAMANYA  
    forma soggiacente Artamanya
    sanscrito *Ṛtamanya 
    significato: "Che riverisce la Legge Divina"
   Identità:
   Nome di un dinasta di Ziribashani.
ARTAMNA
   trascrizioni alternative:
      ARDAMNA 
   forma soggiacente Artamna
   sanscrito: *Ṛtamna
   significato: "Devoto alla Legge Divina"
   Identità:
   Nome di due uomini di Nuzi.
ARTAŠŠUMARA
   forma soggiacente Artasmara
   sanscrito Ṛtasmara
   significato: "Nemore della Legge Divina" 
   Identità: 
   Nome di un re di Mitanni.
ARTATAMA 
   trascrizioni alternative:
       ARDATAMA,
       ARTADAMA 
   forma soggiacente Artadhāmā    
   sanscrito tadhāmā
   significato: "Che ha rifugio nella Legge Divina" 
   Identità:
   Nome di due re di Mitanni. 
ARTAYA
   forma soggiacente Artayan
   sanscrito Ṛtayan
     (tema: Ṛtayant-)
   significato: "Che osserva la Legge Divina"
   Identità:
   Nome di almeno un nobile di Upe.
AŠŠURATTI
   forma soggiacente Asurātthi
   sanscrito *Asurātithi
   significato: "Che ha un signore come ospite"
ATTAŠŠAMA
   forma soggiacente Āptasāmā
   sanscrito *Āptasāmā
     (tema: *Āptasāman-)
   significato: "Che ha ottenuto ricchezza"
AUDURTA
   forma soggiacente Audurta
   sanscrito Audṛta
   significato: "Figlio di Udṛta"
    (ossia "Figlio del Nobile)
   Identità:
   Nome di un uomo di Nuzi.
ARZAWIYA
   forma soggiacente Ārjawīya 
   sanscrito Ārjavīya
   significato: "Onesto", "Retto"
   Identità:
   Nome di un uomo di Ruhizzi.
AUAŠŠURA
   Varianti attestate:
      AUAŠURA
   forma soggiacente Awaśśūra
   sanscrito Avaśśūra
   significato: "Eroe dell'aiuto"
   Identità:
   Nome di almeno un uomo di Nuzi.
BARATTARNA 
   trascrizioni alternative: 
       PARATTARNA
   forma soggiacente Paratarṇa
   sanscrito *Paratarṇi 
   significato: "Grande Sole" (1)
   altre traduzioni possibili: "Grande Attraversatore"
   Identità:
   Nome di un re di Mitanni.
BARTAŠWA
   trascrizioni alternative:
      BARTASWA
      BARTAZWA
      BARTAŠSWA
      BARDAŠWA
   forma soggiacente Bardhaśwa
   sanscrito Bṛdhaśva
   significato: "Che ha grandi cavalli"
   Identità:
   Nome di un uomo di Nuzi.
BATUZANA
   trascrizioni alternative:
      PATUZANA
   forma soggiacente Paṭujana
   sanscrito Paṭujana 
   significato: "I cui uomini sono intelligenti"
   Identità:
   Nome di un probabile principe della Siria.
BAYAWA
   forma soggiacente Vāyawa 
   sanscrito Vāyava
   significato: "Figlio del Dio del Vento"
   Identità:
   Nome di un probabile principe della Siria.
BETARTA
    forma soggiacente Vedārtha
    sanscrito Vedārtha
    significato: "Il cui scopo è la Scienza Sacra"
    Identità:
    Nome di un uomo di Nuzi.
BETAŠŠURA
    forma soggiacente Vedāsura
    sanscrito Vedāsura
    significato: "Spirito divino della Scienza Sacra"
    Identità:
    Nome di un uomo di Nuzi.
BIRAŠŠENA
   forma soggiacente Vīrasena
   sanscrito Vīrasena
   significato: "Che ha un esercito di eroi"
   Identità:
   Nome di un patrizio di Shechem.
BIRAZANA
   trascrizioni alternative:
       PIRAZANA 
   forma soggiacente Vīrajana
   sanscrito *Vīrajana
   significato: "I cui uomini sono eroi"
   Identità:
   Nome di due uomini di Nuzi.
BIRIDAŠWA 
   forma soggiacente Prītaśwa 
   sanscrito *Prītaśva
      (aśvān prī- "amare i cavalli")
   significato: "Il cui cavallo è caro"
   Identità:
   Nome di un principe di Yanuamma.
BIRIDIYA
   forma soggiacente Vriddhīya
   sanscrito Vṛdhīya
   significato: "Che accresce la prosperità"
   Identità:
   Nome di un dinasta di Megiddo.
BIRYA 
   trascrizioni alternative:
       PIRYA 
   forma soggiacente Vīrya 
   sanscrito Vīrya
   significato: "Valore", "Eroismo"
   Identità:
   Nome di due uomini di Nuzi.
BIRYAMAŠDA 
   forma soggiacente Priyamazdha :  
   sanscrito Priyamedha 
   significato: "La cui saggezza è cara" 
BIRYAŠAUMA
   forma soggiacente Vīryasauma
   sanscrito Vīryasoma
   significato: "Dio lunare del valore"
BIRYAŠŠURA
   forma soggiacente Vīryāsura
   sanscrito Vīryāsura
   significato: "Spirito divino dell'eroismo"
   Identità:
   Nome di un uomo di Nuzi.
BIRYAŠWA 
   forma soggiacente Priyaśwa 
   sanscrito *Priyaśva
   significato: "Il cui cavallo è caro"
BIRYATTI
   forma soggiacente Priyātthi
   sanscrito Priyātithi
   significato: "Che ha un amico come ospite"
BIRYAWAZA
   forma soggiacente Vīryawāja 
   sanscrito Vīryavāja
   significato: "Che ha vinto il premio del valore"
   Identità:
   Nome di un principe di Upe.
DAŠARTI
   forma soggiacente Dāsarti
   sanscrito Dāsarti 
   significato: "Memico dei Barbari"
   Identità:
   Un uomo di Amurrû.
DUMŠIMANA
   varianti attestate:
      DŪŠMANA
      TŪŠMANA
   forma soggiacente Tuwšimana
   sanscrito Tuviṣmanas 
   significato: "Dalla mente forte"
   Identità:
   Nome di tre uomini di Nuzi.
INTARATTI
   forma soggiacente Indrātthi
   sanscrito Indrātithi
   significato: "Che ha Indra come ospite"
INTARUDA
varianti attestate:
       INTARUTA
       ENDARUTA 
   forma soggiacente Indraūta 
   sanscrito Indrota 
   significato: "Aiutato da Indra" 
   Identità:
   Un capo di Akshapa.
KALMAŠŠURA 
   varianti attestate:
        GALMAŠŠURA
        QALMAŠŠURA
   forma soggiacente Karmāsura
   sanscrito Karmāsura 
       (spirito divino dell'azione, del sacrificio)
   significato: "Eroe dell'azione", "Eroe del sacrificio"
   Identità:
   Nome di tre uomini di Nuzi.
MARYATTI
   forma soggiacente Maryātthi
   sanscrito *Maryātithi
   significato: "Che ha un guerriero come ospite"
MATTIWAZA 
   forma soggiacente Matiwāja
   sanscrito Mativāja 
   significato: "La cui ricchezza è la preghiera" 
   Identità:
   Nome di un re di Mitanni.
MAYARZANA
   forma soggiacente Māyārjana
   sanscrito Māyārjana
   significato: "Acquisizione di poteri soprannaturali"
   Identità:
   Nome di un dinasta di Hazi.
MITTARATTI
   forma soggiacente Mitrātthi 
   sanscrito Mitrātithi 
   significato: "Che ha Mitra come ospite"
NAMAZZANI
   forma soggiacente Namajjani
   sanscrito Namojani 
     (< namas + -jani)
   significato: "Fonte della venerazione", 
      "Che fa nascere venerazione"
   Identità:
   Nome di un uomo di Nuzi.
PARATTI
   forma soggiacente Prātthi
   sanscrito *Prātithi
   significato: "Il cui ospite è prominente"
PARŠATATAR 
   trascrizioni alternative: 
       PARŠASATAR 
       PARSAŠATAR
   forma soggiacente Parśakṣatra
   sanscrito Paraśukṣatra 
   significato: "Governatore con l'ascia" 
   Identità:
   Nome di un re di Mitanni.
PURDAYA
   forma soggiacente Purdaya
   sanscrito Purudaya
   significato: "Che dà molto"
   Identità:
   Nome di un capo di Taanach.
PURUŠA 
   forma soggiacente Puruṣa
   sanscrito Puruṣa
   significato: "Uomo"
   Identità:
   Nome di almeno cinque uomini di Nuzi.
   Nota:
   Non trovato in Dumont (1947) e in Gentile (2019).
RUṢMANYA
   forma soggiacente Rucmanya 
   sanscrito Rucimanya
   significato: "Che onora la Luce"
   Identità:
   Nome di un dinasta di Sharuna. 
ŠAIMAŠŠURA
   forma soggiacente Kṣaimāsura
   sanscrito Kṣemāsura
   significato: "Spirito divino della Pace"
   Identità:
   Nome di almeno un uomo di Nuzi.
ŠATTAWAZZA
   forma soggiacente Saptawāja
   sanscrito Saptavāja
   significato: "Che ha vinto sette premi"
   Identità:
   Nome di un uomo di Nuzi.
ŠATTIWAZA
   forma soggiacente Sātiwāja
   sanscrito Sātivāja 
   significato: "Vincitore del premio della corsa"
   Identità:
   Nome di un re di Mitanni.
ŠATTUARA
   forma soggiacente Satwara
   sanscrito Satvara
   significato: "Veloce"
   Identità:
   Nome di due re di Mitanni.
ŠAUMATI
   trascrizioni alternative: 
       ŠAUMADI 
   forma soggiacente Saumati
   sanscrito *Saumati
   significato: "Figlio del Saggio" (2)
ŠAUŠŠATTI
   trascrizioni alternative:
       ŠAUŠSATTI
   forma soggiacente Sauṣapti
   sanscrito Sauṣapti
        ("Figlio di Suṣapti")
   significato: "Che ha buoni addestratori di cavalli"
   Identità:
   Nome di un notabile di Nuzi.
ŠAUŠTATAR 
   forma soggiacente
   sanscrito Saukṣatra 
   significato: "Figlio del buon governatore" (3) 
   Identità:
   Nome di un re di Mitanni.
ŠUBANDU
   varianti attestate: 
       ŠUBANDI 
   forma soggiacente Subandhu
   sanscrito Subandhu 
   significato: "Che ha buoni parenti" 
   Identità:
   Nome di un principe della Palestina meridionale.
ŠUMALA
   forma soggiacente Sumāla
   sanscrito Sumāla
   significato: "Che ha una bella ghirlanda"
   Identità:
   Nome di un uomo di Nuzi.
ŠUMATRA
   forma soggiacente Sumātra
   sanscrito Sumātar
   significato: "Che ha una buona madre"
   Identità:
   Nome di almeno due uomini di Nuzi.
ŠUMITTA
   forma soggiacente Sumitra
   sanscrito Sumitra, Sumitrya
   significato: "Che ha buoni amici"
ŠUNAŠŠURA
   forma soggiacente Śunāsura
   sanscrito Śunāsura
   significato: "Spirito divino della prosperità"
   Identità: 
   Nome di un re di Kizwatna.
ŠURATTARNA
   trascrizioni alternative: 
       ŠURADARNA
   forma soggiacente Śūradharna
   sanscrito Śūradharana
   significato: "Che sostiene gli eroi"
   Identità:
   Nome di un probabile re di Mitanni.
ŠURYATTI
   forma soggiacente Suryātthi
   sanscrito *Suryātithi
   significato: "Che ha il Sole come ospite"
ŠUTATARRA
   forma soggiacente Sūtatāra
   sanscrito Sūtatāra
   significato: "Protettore degli aurighi"
   Identità:
   Nome di un nobile di Kadesh;
   nome di un uomo di Nuzi.
ŠUTATNA
   forma soggiacente Sūtatna
   sanscrito Sūtatana
   significato: "Figlio di un auriga"
   Identità:
   Nome di un dinasta di Accho.
ŠUTTARNA
   trascrizioni alternative:
       ŠUDARNA 
   forma soggiacente Sutarṇa 
   sanscrito *Sutarṇi 
   significato: "Buon Sole" (1)
   altre traduzioni possibili: "Buon Attraversatore"
   Identità:
   Nome di due re di Mitanni;
   nome di un figlio di un re degli Hurriti.
ŠUWARDATA 
   varianti attestate:
       ŠUARDATA,
       ŠUARDATU
   forma soggiacente Swardāta 
   sanscrito *Svardāta
   significato: "Donato dal Cielo"
   altre traduzioni possibili: "Donato dal sole"
   Identità:
   Nome di un principe di Hebron;
   nome di un uomo di Shechem.
ŠUWATITI 
   trascrizioni alternative:
      ŠUWADITI
   forma soggiacente Swadhiti
   sanscrito Svadhiti
   significato: "Scure"; "Fulmine"
   Identità:
   Nome di un uomo di Alalakh.
ŠUWATTI
   forma soggiacente Suwatthi
   sanscrito Suvatithi
   significato: "Che ha un buon ospite"
TEUWATTI
   forma soggiacente Dewātthi 
   sanscrito Devāthiti
   significato: "Che ha una divinità come ospite"
   Identità:
   Nome di un principe di Lapana.
TUŠRATTA 
   varianti attestate:
        TUIŠERATTA,
        TUŠERATTA,
        DUŠRATTA
   forma soggiacente Twiṣaratha 
   sanscrito Tveṣaratha 
   significato: "Possessore di carri veloci" 
   traduzioni erronee: "Possessore di dieci carri" (4)
   Identità:
   Nome di un re di Mitanni.
URUTIDTI 
   forma soggiacente Urudīti
   sanscrito Urudīti 
   significato: "Che ha vasto splendore"
   Identità:
   Nome di un re degli Hurriti.
UTTAZINA
   varianti attestate:
       UTTIZANA
   forma soggiacente Ūtajina, Ūtijana
   sanscrito Ūtajana
   significato: "I cui sudditi sono protetti"
   Identità:
   Nome di almeno un uomo di Nuzi.
WAMBADURA
   forma soggiacente Wāmpāṇḍura
   sanscrito Vāmapāṇḍura
   significato: "Bello e pallido"
   Identità:
   Nome di un nobile di Upe.
WARAŠAMA
   forma soggiacente Wārasāmā
   sanscrito Vārasāmā
     (tema: Vārasāman-)
   significato: "Che ha acquisito eccellenti ricchezze"
   Identità:
   Nome di un uomo di Nuzi.
WARAUTU
   forma soggiacente Waraūtu
   sanscrito Varaūti
   significato: "Che ha una protezione eccellente"
   Identità:
   Nome di un uomo di Nuzi.
WASAŠATTA
   trascrizioni alternative: 
      WAŠASATTA
   forma soggiacente Wāsasāpta
   sanscrito Vāsasāpta
   significato: "Che possiede un'eptade di case",
       "Che possiede sette case"
   Identità:
   Nome di un re di Mitanni.
WAZZI
   sanscrito: Vājī
     (tema: Vājin-)
   significato: "Vittorioso", "Vincitore"
   Identità:
   Nome di un uomo di Nuzi.
YAMIBANDA
   forma soggiacente Yamibandha
   sanscrito Yamibandha 
   significato: "Legato a Yamin"
   Identità:
   Nome di un principe di Taanach.
YAMIUTA
   forma soggiacente Yamiūta
   sanscrito Yamyūta
   significato: "Favorito da Yamin"
   Identità:
   Nome di un dinasta di Guddashuna.
YAŠDATA
   forma soggiacente Yajdāta
   sanscrito Yajadāta
   significato: "Dato per il sacrificio"
   Identità:
   Nome di un principe della Palestina.
ZIRDAMYAŠDA
   trascrizioni alternative: 
       ZIRTAMYAŠTA 
   forma soggiacente Citramyastā
   sanscrito Citramyastā
      (tema: Citramyastṛ-)
   significato: "Che fa splendide offerte"
ZITRIYARA
   forma soggiacente Citriyarā
   sanscrito Citryarā
    (tema: Citryarai-)
   significato: "Che ha splendenti proprietà"
   Identità:
   Nome di principe della Siria.

Note:
(1) L'opinione comune è che il sanscrito tarṇi "sole" in origine significasse "colui che attraversa (il cielo)", dalla radice tar- "attraversare", di chiara origine indoeuropea.
(2) In sanscrito è attestato il nome Sukṣatra "Buon governatore". Il nome mitannico è formato come un suo derivato regolare, sostituendo la vocale -u- con il dittongo -au-.
(3) In sanscrito è molto comune il nome Sumati "Saggio". Il nome mitannico è formato come un suo derivato regolare, sostituendo la vocale -u- con il dittongo -au-.
(4) Si trova spesso il confronto con il sanscrito Daśaratha "Possessore di dieci carri", ma questo è impossibile per motivi fonetici.

Queste sono le interpretazioni sanscrite dei teonimi dei Mitanni: 

ARUNA
variante: URUWANA 
   forma soggiaciente Varuna 
   sanscrito Varuna
MITRA
   forma soggiacente Mitra 
   sanscrito Mitra 
INTAR
variante: INDARA
   forma soggiacente Indra 
   sanscrito Indra 
NAŠATIYANNA 
   forma soggiacente Nasatya-
   sanscrito Nasatya
ĀKNIŠ
(attestato solo in hittita)
   forma soggiacente Āgnis 
   sanscrito Agni
Nota: 

Un trattato sull'allevamento dei cavalli scritto da Kikkuli l'Hurrita, scritto nella nobilissima lingua hittita, contiene alcuni termini di importanza capitale che sono immediatamente correlabili al sanscrito: 

AIKA- "uno" : 
   = sanscrito eka "uno" 
TERA- "tre" : 
   = sanscrito tri "tre" 
PANZA- "cinque" : 
   = sanscrito pañca "cinque"  
ŠATTA- "sette" : 
   = sanscrito sapta "sette" 
NĀ(A)- "nove" : 
   = sanscrito nava "nove") 
AŠŠUWA "cavallo"  
  = sanscrito aśva "cavallo"
AŠŠUŠŠANNI "addestratore di cavalli"
  = sanscrito aśvasana "addestratore di cavalli"
WARTANNA- "giro" 
   = sanscrito vartana "rotondo" 

Questi sono i composti attestati:

   AIKAWARTANNA "un giro" 
   TERAWARTANNA "tre giri
   PANZAWARTANNA "cinque giri"
   SATTAWARTANNA "sette giri" 
   NĀWARTANNA "nove giri"

Un altro testo ha i seguenti vocaboli, attinenti al colore del pelo dei cavalli: 

BABRU- "bruno" :
   = sanscrito babhru "bruno" 
PARITA- "grigio" : 
   = sanscrito palita "grigio"  
PINKARA- "rosso, fulvo" 
   = sanscrito piṅgala "rosso scuro".  
Questi aggettivi, che sono tutti di chiara origine indoeuropea, si trovano attestati col tipico suffisso hurritico -NNU:

BABRUNNU 
PARITANNU
PINKARANNU

Un interessante termine militare: 

MIŠTANNU "ricompensa per un fuggitivo"
forma soggiacente: mizdha-
sanscrito mīḍha "ricompensa per un fuggitivo"

Questa preziosa reliquia lessicale dimostra che è da rigettare l'interpretazione del nome ŠUMITTA come sumīḍha "generoso" o sumedha "di buona comprensione, saggio", perché in mitannico l'antico gruppo -zdh- si conserva (vedi anche BIRYAMAŠDA). Il mitannico avrebbe *ŠUMIŠDA per sumīḍha e *ŠUMAŠDA per sumedha. Credo che questo sia un risultato molto interessante.

Etimologia di Mitanni

Il nome di questa nazione è interpretabile come una derivazione, mediante il suffisso hurrita -NNI, da una radice di chiara origine indoaria, *maita- "unito", derivata dal verbo sanscrito मिथ् mith- "unire", "accoppiare", "incontrare". Il nome Mitanni / Mittani significherebbe dunque "Regno Unito". La radice è in ultima analisi è la stessa da cui deriva il teonimo MITRA. In Egitto il nome di Mitanni è stato adattato come M(ˁ)tnj, da pronunciarsi /mai'ta:ni/, sinonimo del già visto Nhrn. La pronuncia ricostruita egiziana somiglia molto alle più antiche attestazioni del nome indoario.

Etimologia di Waššukanni

La capitale del Regno di Mitanni si chiamava Waššukanni; è stato ipotizzato che il toponimo sia di origine indoaria antica, formato dalla stessa radice del sanscrita vasu- "buono", a cui sono stati aggiunti il ​​suffisso -ka- , esso stesso di origine indiana, più il già visto suffisso hurrita -NNI. Il significato sarebbe quindi qualcosa come "Luogo Buono".

Link utili:

Dumont (1947) 
Problemi di difficile soluzione

Sarebbe estremamente interessante avere un dizionario completo dell'antica lingua regale di Mitanni, di cui ci restano soltanto vestigia. In teoria dovrebbero mancare interi strati di vocaboli non indoeuropei che invece abbondano nella lingua dell'India. Allo stesso tempo dovrebbero essere esistiti lemmi di sostrato di origine ignota. Un argomento da approfondire. Purtroppo non ci sono arrivati i dati necessari per comprendere a fondo il problema, ma qualcosa già possiamo dire. 

Se si trovasse anche una sola parola di sostrato presente nei testi del Rig Veda, che fosse indoeuropea come "pizza" è una parola anglosassone, se si vedesse chiaramente che la sua fonotattica e la sua struttura sono incompatibili con quella delle parole ereditate, ne sorgerebbe qualche cruciale interrogativo. 
Domanda I: 
Da dove proverrebbe questa ipotetica radice? Da quale lingua sarebbe giunta nel proto-sanscrito attestato in Medio Oriente? In che regione era parlato l'antenato diretto di questa lingua? La sua presenza in Mitanni in epoca tanto precoce mostrerebbe che probabilmente non apparteneva a un sostrato tipico del subcontinente indiano. Tuttavia, se non fosse presente nelle lingue iraniche, non potrebbe essere ascritta al sostrato, probabilmente tipico della Battriana, a cui si devono molti vocaboli non indoeuropei comuni sia alle lingue iraniche che a quelle indiane (cfr. Lubotsky). Il mistero permarrebbe fittissimo. 
Domanda II
Si suppone che gli elementi indoarii giunti in Siria siano partiti sulla Battriana emigrati a ovest, dividendosi dai loro consanguinei che sarebbero poi giunti in India. Ne siamo sicuri? A me viene il sospetto che il punto di partenza della migrazione mitannica sia stato in piena India, probabilmente in quello che oggi è chiamato Punjab. Se fossero evidenziate senza possibilità di dubbio caratteristiche dovute a contatti con lingue non indoeuropee dell'India, questa ipotesi acquisterebbe forma e sostanza. La possibilità che in mitannico fossero presenti consonanti cacuminali è particolarmente interessante.

Alcune osservazioni sparse
L'intero universo vedico appare già delineato, con attestazione di parole tuttora fondamentali nell'Induismo moderno (ad esempio Veda) e nel Buddhismo (ad esempio Māyā, Karma) - anche se in quest'ultimo caso con diversa semantica. 

martedì 24 settembre 2024

GOTI IN INDIA?

No, non alludo alla presenza della comunità Goth nell'attuale India. Alludo invece alla possibile presenza di alcuni Goti nell'India antica (II secolo d.C.). Mi rendo conto che è un argomento controverso. Ne sono venuto a conoscenza molti anni fa, con grande stupore, sulla Grammatica gotica di Carlo Alberto Mastrelli (1967), in cui la questione era introdotta come una nota a piè di pagina e liquidata rapidamente come irrealistica. 
Sono andato a recuperare il testo dell'articolo di Sten Konow, Goths in Ancient India (Journal of the Royal Asiatic Society, 1912). È consultabile gratuitamente sul sito dell'Università di Chicago, seguendo questo link:


La parola yavana "greco, occidentale", che è derivata dal nome degli Ioni (ἼωνεςÍōnes < Iāwōn-), ricorre in tre iscrizioni rupestri di Junnar redatte in lingua pracrita e in scrittura Brahmi, da attribuirsi al II secolo d.C.; una di queste (Burgess-Indraji No. 7) non porta alcuna indicazione concreta di cosa si debba intendere con questa denominazione. Le altre due iscrizioni (Burgess-Indraji No. 5; No. 33) caratterizzano ulteriormente questi Yavana come Gata. I testi sono i seguenti:

Burgess-Indraji No. 5: 

yavanasa Irilasa gatāna deyadhama be poḍhiyo
"dono di due cisterne da parte dello yavana Irila dei Gata"

Burgess-Indraji No. 33:

yavanasa Ciṭasa gatāna bhojaṇamaṭapo deyadhama saghe
"dono di un refettorio alla comunità da parte dello yavana Cita dei Gata"

Gli antroponimi Irila, Ciṭa e l'etnonimo gata non ricorrono in altre iscrizioni e non sono stati spiegati in modo soddisfacente. 

Gli argomenti illustrati da Konow sono stati archiviati "definitivamente" dal dibattito scientifico, soprattutto basandosi su una serie di fallacie logiche. La parola "definitivamente" è come una specie di pietra tombale, messa per vietare con un tabù ogni discussione.  
A quanto pare non ci sono stati tentativi moderni di rivalutare l'ipotesi della presenza di Goti in India. Così ci devo pensare io. 

In primis, il mondo accademico considera la stessa menzione dei Goti come un anacronismo
Nel II secolo d.C. i Goti si trovavano ancora nell'area del fiume Vistola, nell'odierna Polonia. Il loro spostamento verso il Mar Nero iniziò solo nel III secolo d.C.. Non avevano i mezzi, la struttura, né motivi geopolitici per compiere una migrazione o spedizione militare fino in India. 
La mia obiezione è questa: non è impossibile che singoli individui abbiano compiuto il viaggio, anche se la distanza può sembrare incredibile. Gli Yavana attestati potrebbero anche essere stati i figli dei Goti che avevano completato il percorso. In ogni caso, erano perfettamente integrati nella cultura e nella religione buddhista della popolazione che li aveva accolti.
Il modo usato dal mondo accademico per negare una simile possibilità è sempre lo stesso: la prova dell'assenza dedotta dalla supposta assenza di prove, per pregiudizio ideologico. Noi dobbiamo analizzare le iscrizioni per vedere se siano o meno una prova plausibile, non concludere che "è impossibile perché lo dice il professore gnè gnè gnè".

In secundis, il mondo accademico contesta l'uso del termine yavana, a cui dà un'interpretazione troppo restrittiva.
È assurdo dire che l'uso dell'etichetta yavana "avrebbe collocato una persona nel mondo ellenistico-romano o indo-scita, non in quello germanico". Le genti dell'India avevano esperienza abituale di persone della stirpe dei Germani? No. Quindi, se ne avessero vista una giunta erraticamente nelle loro terre, la avrebbero chiamata yavana già soltanto per assenza di altre denominazioni plausibili. Agli occhi di un uomo dell'India, non c'era una reale differenza tra un romano, un greco, un egiziano, un celta, un germano o qualsiasi altro abitante dell'Occidente. Erano tutti Yavana. Il colore della pelle, dei capelli e degli occhi in quel contesto non contava un bel nulla. 

In tertiis, il mondo accademico considera come un dogma che i nomi attestati possano trovare una spiegazione coerente soltanto all'interno del mondo indiano o indo-iranico
Lo stesso Mastrelli nella sua nota afferma sostanzialmente la stessa cosa - senza riportare ulteriori dati. Tuttavia, si vede che quando si passano al vaglio le tanto strombazzate evidenze, queste si rivelano scarse, tenui, fatte di lana caprina, non certo prove dirimenti capaci di chiudere la controversia.

Una spiegazione di Irila 

Proto-germanico: *erilaz / *erulaz
Ricostruzioni alternative: *erlaz
Significato: "guerriero, principe"
Genere: maschile 
   Proto-norreno (attestato in caratteri runici):
       erilaR, irilaR
   Forma gotica wulfiliana: *airils 
Dettagli fonetici: 
Il gotico di Wulfila avrebbe una vocale aperta /ε/. Qui abbiamo invece /i/. Evidentemente lo yavana che portava il nome Irila proveniva da una comunità che parlava un gotico diverso da quello che secoli dopo fu messo per iscritto da Wulfila. 
Il nome degli Eruli deriva invece dalla variante *erulaz (la H- con cui viene trascritto nelle fonti latine è spuria).
Dettagli morfologici:
L'adattamento non presenterebbe problemi: un nome germanico con la declinazione forte e il tema in -a viene adattato in un nome pracrito con il tema in -a (genitivo Irilasa). 
Le alternative indiane  
In sanscrito abbiamo le seguenti parole: 
1) इरा irā "terra"; "cibo"; "discorso"; "acqua"; "cibo"; "liquore alcolico"; 
2) ईर īra "vento", "brezza"; "soffio d'aria". 
Vorrei sbagliarmi, ma non si trova il suffisso -ila. Se davvero esiste la coerenza, attendo ulteriori dati, augurandomi che siano incontrovertibili.

Prima possibile spiegazione di Ciṭa 

Konow tenta di analizzare l'antroponimo Ciṭa in modo piuttosto contorto.

Protogermanico: *χildǣn*χildan-
Significato: "guerriero, combattente"
Genere: maschile
   Forma gotica wulfiliana: *Hilda
Dettagli fonetici: 
La fricativa protogermanica /χ/ sarebbe stata realizzata come una palatale [ç]. Quindi [çilda] darebbe stato adattato nel pracrito di Junnar come [tʃiṭa], con una consonante /ṭ/ retroflessa (cacuminale).
Dettagli morfologici:
Un nome maschile *Hilda non è ben formato (vedi sotto). 
L'adattamento non presenterebbe problemi: un nome germanico con la declinazione debole e il tema in -an viene adattato in un nome pracrito con il tema in -a (genitivo Ciṭasa).

In realtà il tentativo di Konow appare grossolano. Infatti la radice da cui l'antroponimo dovrebbe derivare ha il tema in -i:

Protogermanico: *χildiz 
Ricostruzioni alternative: *χildīz
Significato: "battaglia" 
Genere: femminile
  Forma gotica wulfiliana: *hilds
  Norreno: hildr 
  Antico alto tedesco: hild, hilt, hilta, hiltia 
Dettagli morfologici:
In antico alto tedesco notiamo che al tema *χildi- / *χildī- si è affiancato un tema alternativo *χildjō- (che ha dato le varianti hilta, hiltia). 
Orbene, se questo fosse avvenuto in gotico del II d.C., ci aspetteremmo un nome maschile derivato del tipo *Hildja, non *Hilda
Le alternative indiane 
In sanscrito abbiamo le seguenti parole: 
1) चित्र  citra "splendido"; "cospicuo"; "visibile"; "chiaro"; "distinto"; "eccellente"; "variegato"; "screziato"; "molteplice"; "vario"; "straordinario"; "strano"; "splendido"; "sorprendente"; 
2) चित्र citra "oggetto splendente"; "gioiello"; "ornamento"; "pittura". 
Nella maggior parte dei pracriti, questo citra /'tʃitra/ del sanscrito classico è diventato citta /'tʃit:a/, data la grande instabilità dell'antica rotica /r/. Non si trova però la consonante scempia e cacuminale /ṭ/ - cosa che basta a rigettare il raffronto. 

Seconda possibile spiegazione di Ciṭa

Ricordo di aver letto su un testo scolastico appartenuto a mio padre (RIP) una storia interessante che non sono riuscito a recuperare. Narrava di un contadino che era perseguitato da un Goto di nome
Zitta. Questo Zitta era convinto che il contadino gli nascondesse un tesoro di monete, così lo sottoponeva a tormenti atrocissimi col ferro rovente, per costringerlo a rivelargli la collocazione. 
Quel tipo di narrazione serviva a illustrare la "ferocia stereotipata" degli invasori "barbari", in particolare gli Ostrogoti di Teodorico o i Longobardi di Alboino, contrapposta alla mitezza della popolazione italica-romana locale, qui rappresentata dal contadino. Nei testi scolastici dell'epoca fascista o dei primi anni del dopoguerra, le cosiddette invasioni barbariche venivano raccontate proprio attraverso piccoli quadri drammatici e crudi, il cui fine era suscitare sdegno e orrore. Lo schema narrativo è storicamente fondato: Goti e Longobardi sapevano che i proprietari terrieri romani e i contadini tendevano a seppellire i loro tesori di monete d'oro e d'argento nei campi per evitare che venissero saccheggiate dagli eserciti di passaggio. Le torture con il ferro rovente erano il metodo standard usato per farsi rivelare l'ubicazione di questi tesoretti, molti dei quali sono stati ritrovati dagli archeologi moderni, ancora sepolti. 
Quale che fosse la fonte del racconto letto sul libro scolastico, il nome Tzitta è realmente attestato nelle cronache tardo-antiche (variante Tzittas), spesso in riferimento a persone di origine gotica. Questo bizzarro antroponimo è sicuramente un ipocoristico. Lo stesso Mastrelli riporta Tzitta nella sua breve discussione del materiale indiano, respingendo l'ipotesi di Konow ma non riportando proposte etimologiche per l'antroponimo. 
Esempi: 

*Sigifriþus "Pace della Vittoria" > Tzitta
*Sigimers "Famoso per la Vittoria" > Tzitta
*Sigimundus "Protezione della Vittoria" > Tzitta
*Sigiwulþus "Gloria della Vittoria" > Tzitta
etc. 

Questo ipocoristico Tzitta doveva declinarsi come un maschile debole in -a:
nominativo Tzitta
genitivo *Tzittins 
dativo *Tzittin
accusativo *Tzittan 

La pronuncia dovrebbe essere /'tsitta/, con un'affricata postalveolare sorda. Quella consonante iniziale complessa certo stupisce in un nome gotico, ma va detto che negli ipocoristici possono verificarsi stranezze fonetiche. L'adattamento di /tt/ nella cacuminale /ṭ/ è strano ma non sorprende più di tanto. 

Adattamento del nome dei Goti in Gata

Protogermanico: *gutǣn 
Significato "Goto" 
   Forma plurale: *Gutaniz 
   Forma gotica wulfiliana: *guta, plurale *Gutans
      gutþiuda "popolo dei Goti" 
   Forme gotiche non wulfiliane: /*gɔta/,
        plurale /*gɔtans/
   Norreno: goti, plurale Gotar 
Adattamenti in latino (pl.): Gutōnēs, Gothī  
Adattamenti in greco (pl.): Γύτωνες (Gútōnes), 
     Γούτωνες (Goútōnes), Γότθοι (Gótthoi
Dettagli fonetici:
A quanto ho potuto appurare, nei pracriti la vocale /a/ breve suonava quasi come una [ɔ] aperta. Forse una variante /*gɔtan-/ è stata trascritta male proprio per questo motivo. Il sistema di scrittura Brahmi usato a Junnar non possedeva un segno nativo per la vocale /ɔ/ aperta. Aveva soltanto /a/ breve, /a:/ lunga e /o:/ (che in India era rigorosamente una vocale lunga e chiusa, come in bhojaṇa). La /a/ breve nei dialetti pracriti centro-occidentali (da cui si sarebbero sviluppati il Maharashtri e l'Apabhraṃśa, a partire dal VI secolo) aveva una pronuncia molto chiusa e arretrata, tendente proprio a una [ɔ] aperta o persino a una [ə], ossia la vocale indistinta, il cosiddetto schwa (termine che in questo contesto non ha nulla a che vedere con i deliri woke). 
Dettagli morfologici:
L'adattamento non presenterebbe problemi: un nome germanico con la declinazione debole e il tema in -an viene adattato in un nome pracrito con il tema in -a (genitivo plurale Gatāna). 
Le alternative indiane 
In sanscrito abbiamo le seguenti parole: 
1) गाथा gāthā "verso poetico", "metro (poetico)", "stanza (poetica)"
2) गर्त॑ garta "buco"; "cavità"; "caverna"; "tomba"; "canale". 
Il raffronto con gāthā è da rigettare. Oltre all'assenza di una vocale lunga /a:/ nella prima sillaba dell'etnonimo, salta subito all'occhio la mancanza dell'aspirazione. Se la parola fosse stata indiana e legata al contesto buddista, lo scriba avrebbe scolpito la consonante aspirata th. Il fatto che abbia usato una -t- semplice indica che stava riproducendo un suono occlusivo non aspirato, esattamente com'era /t/ nella lingua gotica di quell'epoca (l'aspirazione sarebbe sorta in epoca successiva). 
Il raffronto con garta è parimenti da rigettare: osservando i discendenti della radice nelle lingue indoarie dell'India, non si trova un esito paragonabile a gata. Esempi: Hindi gāṛnā "seppellire", Bengali gaṛa "buco; seppellire", Punjabi gaḍḍanā "seppellire", Marathi gaḍne "seppellire" e via discorrendo. Gli esiti di /rt/ sono compattamente in /ṛ/ o /ḍ/, mai in /t/.

Conclusioni

Seguendo questo filo logico, le iscrizioni analizzate acquisiscono una fisionomia coerente: due individui (forse mercenario o marinai inseriti nelle flotte commerciali romano-alessandrine), appartenenti alla stirpe dei Goti, vengono registrati a Junnar. Lo scriba traspone il suono /gɔtan-/ nell'approssimazione pracrita più fedele, ovvero Gata, e scrive i loro nomi come Irila e Ciṭa rispettivamente, definendoli in senso lato Yavana (straniero d'Occidente).