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martedì 10 ottobre 2023


Contaminazione ontologica e annientamento

"Il governo giapponese al momento offre 300.000 Yen (circa 3000 US$) agli emigrati dall'America Latina per ritornare nei loro Paesi di origine. Questa somma comprende una addizionale di 2000 US$ per ogni membro del nucleo familiare."

(Fonte: Wikipedia) 

C'è un piccolo problema. Questi emigrati, detti
"dekasegi", una volta tornati in Giappone sono considerati "gaijin", ossia "stranieri" - e trattati di conseguenza. In altre parole, avendo abitato in terre lontane, sono gravati da una colpa ontologica (kegare) e pesantemente discriminati. Non mi stupirei se venissi a sapere che alcuni nuclei saranno allocati nel distretto di Fukushima. 

(Dualismo Assoluto, 21 ottobre 2016)

Feroce discriminazione e rimozione chirurgica 

In Giappone sono operative misure per estinguere le minoranze etniche e religiose indesiderate. Tra queste anche la deportazione in aree fortemente contaminate dalla radioattività. Quando in Europa le persone parlano con accenti queruli o furibondi di "xenofobia", "intolleranza" e "razzismo", nella sostanza parlano senza cognizione di causa, essendo vissute sotto una campana di vetro. Potrebbero parlare in modo più sensato se vivessero per un anno in Giappone nella condizione dei Burakumin

(Dualismo Assoluto, 22 ottobre 2016) 

domenica 8 ottobre 2023

UN GENOCIDIO MISCONOSCIUTO

I Sanka erano un popolo di grande interesse etnologico che conduceva esistenza nomade in alcuni distretti montuosi del Giappone. Sono semplicemente scomparsi. All'improvviso, a partire dai primi anni '70, non se ne è trovato più nemmeno uno. 

(Dualismo Assoluto, 22 ottobre 2016) 

I passi progressivi del Genocidio: 

1) Un popolo viene perseguitato. 

2) Un popolo viene annientato. 

3) L'esistenza del popolo estinto viene rimossa dalla memoria collettiva. 

4) Nessuno più sa che il popolo estinto sia mai esistito. 

5) Se sopravvive qualche memoria del nome del popolo estinto, viene considerato un elemento mitologico o un'invenzione.

I segni attuali del Genocidio: 

i) Non si trova alcun documento utile sui Sanka e su altri popoli simili, in alcuna lingua occidentale.

ii) Esistono persone nel Web che considerano questi nomadi un'invenzione letteraria, puri e semplici personaggi di una fiction

iii) La rimozione del popolo estinto dalla realtà stessa del mondo può dirsi completa. 

Motivazioni del genocidio: sconosciute, insondabili: 

A differenza dei Burakumin, popoli come i Sanka erano ritenuti privi di qualsiasi utilità. 

venerdì 6 ottobre 2023

I PARIA DEL GIAPPONE


I Burakumin, un tempo chiamati Eta (ossia "pieni di sozzura"), sono considerati Intoccabili. Secondo la religione shintoista, per il solo fatto di esistere essi commettono peccato. Non è nemmeno vero che si tratti di una minoranza soltanto sociale: si noterà che molti Burakumin sono caratterizzati da pelosità abbondante e da caratteri somatici affini a quelli degli Ainu, che erano la popolazione aborigena dell'Arcipelago. 

(Dualismo Assoluto, 21 ottobre 2016)

1) Esistono tuttora registri di cognomi dei Burakumin. Anche se sarebbe illegale, questi elenchi vengono utilizzati ancora oggi dalle aziende: se un candidato ha un cognome considerato maledetto, non viene assunto. 

2) Esistono lavori che possono essere svolti soltanto da questi Intoccabili. Sono tutti quelli che hanno a che fare con la morte e col sangue: macelleria, concia delle pelli, sepoltura dei morti, etc. Se qualcuno sceglie di svolgere una di queste professioni, diventa un Burakumin anche se non lo è per ascendenza, e viene trattato di conseguenza dai suoi stessi familiari. 

3) Ai Burakumin è permesso di esistere soltanto per essere umiliati in eterno. Ogni segno della loro identità è stato annientato: la loro antica lingua è perduta per sempre. Persiste unicamente la loro colpa nel corso dei secoli, dato che il loro peccato coincide con il solo fatto di essere al mondo. 

Se ci riflettiamo, è una cosa a dir poco orribile.

mercoledì 4 ottobre 2023

IL PIANETA DEGLI SLUM


  «Acqua verdastra e puzzolente dappertutto. "Ogni giorno, in tutto il mondo," secondo l'esperta di salute pubblica Eileen Stillwaggon, "malattie legate alla fornitura idrica, allo smaltimento delle scorie e all'immondizia uccidono trentamila persone e costituiscono il settantacinque percento delle malattie che affliggono l'umanità." Anzi, le malattie del tratto digerente derivanti dall'inadeguatezza dei servizi igienici e dall'inquinamento dell'acqua potabile - tra cui diarrea, enterite, colite, tifo e paratifo - sono la prima causa di morte al mondo, colpendo innanzitutto neonati e bambini piccoli. Anche le fogne a cielo aperto e l'acqua contaminata sono infestate di parassiti intestinali come tricocefali, nematelminti, strongiloidi e così via, che infettano decine di milioni di bambini nelle città povere. Il colera, flagello della città vittoriana, continua a prosperare nella contaminazione fecale delle riserve idriche urbane, soprattutto in città africane come Antananarivo, Maputo e Lusaka, dove secondo le stime dell'Unicef fino all'ottanta percento dei decessi per malattie evitabili (a parte l'Hiv/Aids) derivano dalla scarsa igiene. La diarrea associata all'Aids rappresenta un terribile elemento di aggravio del problema. 

  L'onnipresente contaminazione dell'acqua potabile e del cibo da parte degli scarichi fognari e dei rifiuti vanifica gli sforzi più disperati compiuti dai residenti degli slum per praticare un'igiene profilattica. A Kibera, il grande slum di Nairobi, Rasna Warah dell'UN-Habitat ha studiato la vita quotidiana di un'ortolana ambulante, Mberita Katela, che percorre un quarto di miglio tutte le mattine per comprare l'acqua. Usa una latrina a pozzo che sta vicino alla sua porta di casa. Questa latrina è utilizzata in comune da cento suoi vicini, e la sua casa è impregnata dei miasmi del riflusso fognario. Sua preoccupazione costante è la contaminazione di quello che cucina o dell'acqua per lavare - Kibera negli anni recenti è stata devastata dal colera e da altre malattie associate alle feci. Anche a Calcutta, le madri non possono fare molto a proposito degli ignobili gabinetti che sono costrette a usare. Queste piccole costruzioni di mattoni coprono un vaso di terraglia che quasi mai viene pulito con una qualche regolarità, il che fa sì che "i liquami puzzolenti intorno al gabinetto del bustee vengano scaricati direttamente nelle riserve e nelle cisterne d'acqua in cui la gente si lava e netta gli indumenti e gli utensili di cucina." 

  Gli esempi dell'impotenza dei poveri di fronte alla crisi sanitaria sono infiniti. I residenti di Città del Messico, per esempio, respirano merda: la polvere fecale che il vento soffia dal lago Texcoco durante la stagione calda e secca provoca tifo ed epatite. Nei "Nuovi Campi" intorno a Rangoon, dove il regime militare ha brutalmente deportato centinaia di migliaia di abitanti del centro città, Monique Skidmore descrive famiglie che vivono nell'equivalente, dal punto di vista sanitario, dell'inferno di fango della guerra di trincea del primo conflitto mondiale: cucinano e defecano nel fango direttamente di fronte ai fragili ripari di plastica sotto i quali dormono. Non sorprende che i "Nuovi Campi" siano devastati da colera, dissenteria, dengue e malaria.» 

Mike Davis, il pianeta degli slum. Milano, Feltrinelli, 2006 

(Pietro Ferrari, Dualismo Assoluto, 22 maggio 2017)

lunedì 2 ottobre 2023

GENESI DELLA TEORIA DEL PARTIGIANO


Fu proprio a partire da una riflessione sulla guerriglia antifrancese in Spagna che Carl Schmitt elaborò “La Teoria del Partigiano”. Sull'argomento, citerò un passaggio dell'articolo: Spagna 1808. “Guerrilla” antinapoleonica, di Alberto Leoni, tratto da «il Timone», n. 71, marzo 2008.
La condotta delle bande fu in molti casi così feroce e barbara da provocare severe rappresaglie (cui presero parte nostri connazionali arruolati nell'esercito napoleonico). Il celebre dipinto di Francisco Goya mostra solo una parte della realtà. 

"Diversi preti e frati divennero anch’essi capi partigiani e, come accade nelle guerriglie, vi presero parte pure patrioti e banditi da strada e, fra questi due estremi, la gran massa delle formazioni. Certo è che i partigiani contribuirono a immiserire la vita della popolazione con requisizioni e prepotenze, anche se la loro importanza non può essere sottovalutata. Queste bande logorarono e dissanguarono l’esercito francese, terrorizzandolo con la ferocia della propria condotta. Gli episodi atroci sono tanti, troppi e ben noti: messaggeri inchiodati alle porte, una pelle di dragone scuoiato attaccata a un muro, granatieri sepolti fino al collo e usati come birilli per giocare a bocce, prigionieri segati tra due tavole, mutilazioni orrende e torture sadicamente prolungate: e, come reazione, quelle rappresaglie cieche, indiscriminate e furibonde che furono un marchio di fabbrica dei giacobini nel secolo XIX e dei nazionalsocialisti nel XX. In questi massacri ebbero una parte rilevante anche gli italiani, arruolati sotto bandiera francese e che combatterono con valore degno di miglior causa, e fu anche per questa partecipazione che l’Italia non ebbe voce in capitolo durante il Congresso di Vienna." 

(Pietro Ferrari, Dualismo Anticosmico, 30 agosto 2016)

venerdì 29 settembre 2023

LO STRANO CASO DEL PAZZO CHE SI CREDEVA IMMORTALE


All'epoca in cui studiavo all'università, mi capitò un fatto a dir poco bizzarro. Mi trovavo con un amico fraterno, compagno di sventura, a mangiare qualcosa, quando non potei fare a meno di ascoltare una conversazione tra due persone che sedevano a un tavolo vicino. Ben presto compresi che si trattava di un folle e dello psicologo che l'aveva in cura.

"Devi capire che il cibo e la merda sono due cose diverse", diceva lo strizzacervelli all'infelice. Il coprofago non diceva una parola e si chiudeva in se stesso, come se fosse un imputato a cui un aguzzino cercava di estorcere una confessione. 

Vista l'ostilità del paziente, ecco che l'inquisitore assunse un tono più affabile. Anche l'argomento in apparenza era cambiato.

"Cerca di capire. Nessuno è immortale a questo mondo", argomentava lo psicologo, cercando di non mostrare segni di impazienza. Il suo assistito persisteva nel mutismo più ostinato. 

Una goccia di sudore imperlò la fronte dello psicologo, che proseguì: "La condizione di immortalità non appartiene a nessuno. Non appartiene a te, non appartiene a te, non appartiene a nessuna persona sulla Terra." 

A questo punto venne la cameriera, una cinese, e fui distolto dall'interessante conversazione. Quando io e il mio amico finimmo di ordinare i cibi e le bevande, lo psicologo e il pazzo che si credeva immortale si erano alzati dal tavolo e se n'erano andati.

All'improvviso compresi l'arcano. Il pazzo non era privo di logica consequenziale, per quanto il suo ragionamento fosse fallace. Egli era convinto che ogni essere umano invecchiasse, si ammalasse e morisse per via dell'espulsione del principio vitale attraverso la defecazione. Mi sembrava di sentirlo disquisire: "Il cibo contiene il principio della vita, e ingerendolo noi acquisiamo quel principio. Quando defechiamo, ecco che un po' della nostra vita finisce evacuata con gli escrementi. Se noi ingeriamo le feci, ecco che reintroduciamo la vita che abbiamo espulso e la facciamo di nuovo nostra. Così diventiamo immortali, perché non lasciamo sfuggire nulla da noi. Io sono immortale, perché ho capito questo, mentre gli altri a causa della loro ignoranza si indeboliscono e periscono." 

Raramente ci si imbatte in qualcosa di simile, per questo motivo ritengo di particolare interesse la testimonianza raccolta. Questo è il principio del servitore di Nosferatu, che nutrendosi di sozzure e di artropodi dell'umidità, riusciva a compensare la perdita del principio vitale, mantenendosi immortale attraverso i secoli. 

(Dualismo Assoluto, 10 giugno 2016)

mercoledì 27 settembre 2023

NON ESISTE ETICA IMMANENTE


Nel municipio di Garanhuns, in Brasile, sono stati arrestati tre cannibali. Un uomo, la sua amante e una complice hanno ucciso diverse donne mangiando alcune parti del loro corpo, usandone altre per cucinare torte poi vendute ai vicini, e filmando i loro atti di antropofagia. Questi cannibali sono risultati membri di una setta denominata Cartel, che a quanto pare predica l'eliminazione fisica delle persone considerate impure e l'assimilazione delle loro carni in banchetti tiestei. Anche di fronte a questi orrori indicibili, che possono essere soltanto l'opera di demoni incarnati, le genti non riescono a capire l'esistenza del Male come Principio ontologico. Esiste sempre chi è talmente incallito nella sua credenza nella natura buona di tutti gli esseri umani da non ammettere che il cannibalismo possa essere qualcosa di diverso da un'aberrazione individuale. Molti sociologi e psicologi negano la stessa realtà dei fatti tutte le volte che questa dimostra la falsità delle loro convinzioni ottimistiche. I fatti in questione sono sotto gli occhi di tutti, e i media ne parlano sempre più spesso: è innegabile l'esistenza di associazioni organizzate dedite all'uccisione di persone ai fini di cannibalismo. Anche se il Pernambuco, lo stato del Brasile in cui sono stati catturati gli antropofagi, è un territorio poverissimo, la motivazione che ha spinto ad uccidere e mangiare carne umana non è stata la fame. Non è mai la fame, come stoltamente in molti si ostinano a credere. Esistono cannibali anche nel bel mezzo di paesi opulenti. Ne esistono in Russia, in Germania e altrove, e il loro numero è in crescita. 

Ho spesso discusso con materialisti sul fondamento che essi pretendono di dare alla loro etica. Essi in genere affermano che fare del bene sarebbe "bello, piacevole, appagante", e che fanno questo non per speranza di ricompense future, ma perché vivono nel presente e ottengono qui ed ora la ricompensa del bene compiuto. Un discorso in apparenza sensato ed equilibrato, che però presenta a parer mio un grave tarlo. Così faccio notare agli interlocutori materialisti che per un cannibale è "bello, piacevole e appagante" cibarsi della carne delle sue vittime. Proprio come per un pedofilo è "bello, piacevole e appagante" compiere i suoi immondi abusi sulle sue vittime. Sì, perché queste sono ora della fine le estreme conseguenze di una morale basata sui sensi. Per evitare il grottesco di sostenere che è bene ciò che è bello, i materialisti rispondono quindi che il cannibalismo e la pedofilia riguardano la psicopatologia. Ho riscontrato più volte questa stessa risposta, che ricorre identica nella quasi totalità dei casi. Ancora una volta sembrerebbe tutto ragionevole. Tuttavia pensiamoci bene. La psicopatologia riguarda singoli individui o esigue minoranze, come tutti sanno. Quando le aberrazioni che descrive cominciano a diventare comuni, ecco che la psicopatologia cambia. Muta le sue definizioni, come per incanto, pronta a servire una nuova maggioranza, un nuovo senso comune. 

(Dualismo Assoluto, 15 giugno 2016) 

lunedì 25 settembre 2023

SACRIFICI UMANI E CANNIBALISMO PRESSO GLI AZTECHI


"La società Azteca è l’unica tra le grandi società di tipo statale a praticare il cannibalismo, dove per cannibalismo è da intendersi il consumo socialmente accettato di carne umana stante la disponibilità di altri cibi." 

Il cannibalismo era considerato una forma di teofagia. Esisteva la credenza che la vittima immolata agli dèi divenisse a sua volta un dio. Così mangiarne le carni significava partecipare alla sua natura. Il fondamento della religione di quelle genti era questo: il sole per muoversi ha bisogno di sacrifici umani. 

Tra le altre cose, la società azteca confuta le dottrine di Marx. Non esiste un solo dogma marxista che si possa applicare agli Aztechi, per il semplice fatto che il filosofo tedesco scrisse elaborando le informazioni di cui disponeva, a partire dal tipo di società in cui viveva. Il caso della religione è paradigmatico. Non era la politica a servirsi della religione come di oppio per il popolo, per giustificare il potere. Era la religione a plasmare ogni suo praticante, a partire dalla classe dirigente, al punto che anche i nobili di rango più elevato non erano che fantocci. 

(Dualismo Assoluto, 13 agosto 2016)

Riporto le parole di un uomo del Vecchio Mondo, che di queste cose fu testimone:  

"Y tienen otra cosa horrible y abominable y digna de ser punida que hasta hoy no habíamos visto en ninguna parte, y es que todas las veces que alguna cosa quieren pedir a sus ídolos para que más acepten su petición, toman muchas niñas y niños y aun hombre y mujeres de mayor edad, y en presencia de aquellos ídolos los abren vivos por los pechos y les sacan el corazón y las entrañas, y queman las dichas entrañas y corazones delante de los ídolos, y ofreciéndolos en sacrificio aquel humo. Esto habemos visto algunos de nosotros, y los que lo han visto dicen que es la más cruda y espantosa cosa de ver que jamás han visto."
(Hernán Cortés, 1523) 

Traduzione: 

"E hanno un'altra pratica orribile e abominevole, degna di punizione, che non abbiamo mai visto prima da nessuna parte. Ogni volta che desiderano chiedere qualcosa ai loro idoli, per ottenere più facilmente la loro richiesta, prendono molte ragazze e ragazzi, e persino uomini e donne anziani, e in presenza di quegli idoli li aprono vivi attraverso il petto e ne estraggono il cuore e le viscere, e bruciano le viscere e i cuori davanti agli idoli, offrendo il fumo in sacrificio. Alcuni di noi hanno visto questo, e coloro che l'hanno visto dicono che è la cosa più crudele e spaventosa a cui abbiano mai assistito."

venerdì 11 marzo 2022

IL XIV DALAI LAMA TENZIN GYATSO È MORTO

Annunciamo la morte di Tenzin Gyatso nato Lhamo Dondrub, XIV Dalai Lama del Tibet, e l'estinzione del Buddhismo Lamaista (Vajrayana). No, non si tratta di una bufala: è la realtà dei fatti. Il Dalai Lama è stato ucciso dai suoi eccessi. So che tutti saranno increduli e riterranno le mie parole prive di qualsiasi fondamento. "Ma come?", diranno, "Se il Dalai Lama rifugge dalle cose impure, come può essere morto in un modo tanto inglorioso?" Sono consapevole del fatto che i monaci buddhisti sono votati a una vita di astinenza e di moderazione e che in particolare è richiesto loro di evitare le crapule e le sostanze inebrianti. Eppure il Dalai Lama è morto a causa dell'ingestione di quantità spaventose di liquori, poco dopo la sua ultima apparizione in pubblico. Il suo fegato si è spappolato a causa di una cirrosi fulminante e il cadavere tumefatto è stato ritrovato dai monaci costernati. Vicino al corpo ormai livido stavano alcune bottiglie di liquore, completamente svuotate. Questo è quanto accaduto. Ovviamente non posso definirmi un testimone oculare, ma tramite l'osservazione e l'uso della Logica trovo che sia possibile ricostruire le circostanze della morte dell'autorità religiosa in modo sufficientemente accurato.

Alla festa del suo compleanno, il Dalai Lama era talmente ubriaco da scandalizzare George W. Bush, che in gioventù era stato un notorio etilista. I lazzi guitteschi in cui il religioso si era esibito hanno provocato un immenso scandalo, che i media hanno cercato di tacitare. Non meno scandalose erano state alcune affermazioni empie e sacrileghe, rilasciate dallo stesso Tenzin Gyatso in altre occasioni. Così egli aveva detto, che una donna non avvenente non serve a nulla. Il Principe Gautama, più noto come Buddha, sarebbe stato colto dall'orrore ascoltando simili parole. Non contento di questo, il Dalai Lama aveva dichiarato che gli sarebbe piaciuto rinascere donna in modo tale da soddisfare nella carne una gran numero di uomini. Infine, cosa ancor più blasfema, aveva affermato che il suo successore sarebbe stato una donna, purché prosperosa. Sappiamo per certo che Sakyamuni disse che la rovina si sarebbe abbattuta sul suo Ordine monastico qualora vi fosse stata ammessa una donna. Quindi le affermazioni dei Dalai Lama contrastano gravemente con il pensiero del fondatore della religione che affermava di rappresentare sulla Terra. Inoltre si ha ragione di ritenere che parlando di un successore di sesso femminile egli non intendesse affatto una donna bella ma casta: intendeva invece una fellatrice spermatofaga, una Messalina copulante, una Taide orgiastica, una Cleopatra dissoluta. 

La scomparsa del Dalai Lama è stata subitanea, eppure all'inizio nessuno si è accorto di nulla. I monaci, in preda alla confusione e al terrore, non sono riusciti a gestire la tremenda sciagura che li ha colpiti. Fatto sta, che dopo alcuni mesi, del capo religioso tibetano non c'è nessuna traccia, non ricompare. Ho anche appreso che la notizia del decesso di Tenzin Gyatso cominciano a circolare nel Web, anche se sono state subito classificate come "bufale". In ogni caso le rassicurazioni ufficiali, che definiscono il Dalai Lama "vivo e vegeto", non convincono affatto. Se fosse davvero in perfetta salute, perché non mostrarlo immediatamente al pubblico? Sarebbe la prima cosa che i monaci potrebbero fare per porre fine alle voci sempre più insistenti. Tuttavia essi non sono in grado di farlo, tanto sono smarriti e posseduti dalla follia. Se anche l'autorità religiosa dovesse ricomparire, c'è motivo di credere che si tratterebbe di un sosia. L'accaduto può essere definito in un solo modo: PORTENTO. La gravità di tutto ciò sta nella frattura ontologica che si è prodotta. Fino a un certo punto il Buddhismo Lamaista esisteva, poi all'improvviso è caduto nel Nulla, proprio come le creature di Fantàsia descritte nel libro di Michael Ende, la Storia Infinita. Inutile dire che una simile discontinuità non può essere sanata in alcun modo.

(Dualismo Assoluto, 20 marzo 2016)

Ricordo bene un utente che si fece beffe delle nostre parole, definendo il sito in cui erano comparse "una fonte non proprio autorevole". Ne prendo atto.
Domanda. Dov'è Gyatso?

lunedì 6 luglio 2020

LA SINTESI DI DIECI ANNI

1. Premessa storica 

Durante il XIII secolo, in Italia settentrionale, si assistette a una fioritura della Fede Catara. Nella località lombarda di Desenzano sorse una Chiesa che professava il dualismo radicale di matrice balcanica. La crociata contro gli "eretici albigesi", bandita da Innocenzo III nel 1208, ebbe ripercussioni che si protrassero per decenni e condussero alla completa distruzione  delle Chiese Catare, in Linguadoca e in Italia. La spietata repressione messa in atto dalle autorità secolari, sobillate dalla Chiesa di Roma, provocò l’estinzione del Catarismo e l’interruzione della linea apostolica: il Consolamentum (Battesimo di Spirito) non poté più essere impartito. Sono cessati i rituali, si sono dissolti gli apparati, le strutture e i ruoli, eppure la Fede Dualista, intesa come visione del mondo, è sopravvissuta fino ad oggi. 

2. Antefatti

Ricordo il professore di italiano e latino, al liceo. Fu da lui che sentii per la prima volta parlare dei Catari. Ne parlò a lungo, con passione e mai con livore, pur essendo egli un prete. Fui colpito dalla sua descrizione, e fu allora che compresi il motivo di alcune strane costumanze e modi di sentire tipici della mia famiglia paterna. Compresi come mai mia zia inveiva contro il Creatore colpevole di aver costretto uomini e donne a convivere nello stesso mondo. Compresi come mai ritenne che la foto di un neonato nudo in una pubblicità fosse un'immagine del Diavolo. Compresi come mai mia nonna paterna non mangiasse carne, avendone orrore. E tante altre cose, inspiegabili in altro modo: dovevano essere residui delle dottrine dei Catari, sopravvissute chissà come per secoli, in quell'ambiente desolato e impervio del Piemonte. Per molto non ci pensai più, finché un giorno lessi una singolare notizia. Uno spagnolo si era convertito all'Islam perché aveva scoperto di discendere dai Moriscos. Pur disapprovando le azioni non commendevoli di questo individuo, fui colpito dal suo legame con i propri antenati e con la loro identità. Presentii per un istante che un giorno avrei agito in modo simile, recuperando la religione dei miei avi. Fu solo per un attimo. Lasciai tutte queste cose in un cassetto della mia mente. 

3. Un evento traumatico 

Era la Vigilia di Ognissanti del 2006. Ero pieno zeppo di alcol, a tal punto da rasentare il coma etilico. Litigai furiosamente con un amico (RIP), troncando con lui ogni rapporto. Dopo alcuni mesi dall'accaduto, egli morì all'improvviso per una crisi cardiaca. Nessuno poté togliermi dalla mente che la causa fosse la mia maledizione. Allora lessi di Guglielmo Belibasta, che in una lite aveva ucciso un pastore e per questo decise di diventare un Buon Uomo, dedicandosi alla religione dei Catari. Fu così che iniziai a predicare la Conoscenza del Bene, aprendo un blog sulla piattaforma di Splinder. Lo chiamai IL VOLTO OSCURO DELLA STORIA. Il mio intento era quello di diffondere tra le genti la consapevolezza di un pensiero che il mondo ha dimenticato e che rifulge per intransigenza nella sua opposizione all'ordine cosmico. 

4. L'epoca splinderiana 

Intorno a me si coagulò una piccola comunità di persone interessate. Fu allora che conobbi il Fratello Pietro, che a tutt'oggi resta il mio solo correligionario. Sul blog venivano pubblicati articoli di vario genere, che avevano lo scopo di esporre in modo chiaro la Dottrina e di far conoscere importanti dettagli sulla storia dei Catari, dalla loro origine alla persecuzione e alla loro triste espulsione dai registri della Storia. Lo scopo precipuo dell'opera era quello di cercare persone che conservassero qualche vestigia di quella Fede o che fossero interessate al suo messaggio. Eravamo molto attenti a ogni segnale che potesse giungerci dal vasto Web, ma tutto si dimostrava vano, come la ricerca di forme di vita intelligente nel Cosmo. Falsi segnali e falsi amici - proprio come le radiazioni di forni a microonde di campus universitari, scambiate per segnali di civiltà aliene. Presto al primo blog anticosmico ne fu fondato un secondo, che denominai RINASCITA CATARA. Era caratterizzato da un ritmo incalzante e da post brevi, netti, chiari, in cui si denunciava l'orrore della vita nella biologia e si invocava l'Estinzione della specie umana tramite l'abbandono del contatto tra i sessi. Il portale in questione doveva servire ad attirare navigatori e utenti blogosferici, ma neppure questo tentativo sortì l'effetto desiderato, nonostante alcuni successi iniziali.

5. Facebook e la fine di Splinder 

Vedemmo l'ascesa dei social. L'epoca dei Blogger Faccialibristi era caratterizzata dall'uso di Facebook nel vano tentativo di dar nuova vita ai blog morenti. Si aggregavano i post di Splinder, cercando di procurare loro un flusso di visite. Uno sforzo inutile come i peti di un mulo. I segni di decadenza di Splinder erano sempre più marcati. Venne così il giorno in cui i suoi gestori annunciarono ne annunciarono la fine. All'inizio di febbraio del 2012 Splinder venne meno per sempre, dopo un difficile periodo caratterizzato dalla feroce persecuzione da parte di troll e cyberbulli. Qualcuno timidamente diceva che Berlusconi fosse il responsabile della fine della piattaforma, irritato dalle intercettazioni pubblicate su blog splinderiani da qualche oppositore al regime. In fondo aveva tentato per anni di mettere il bavaglio alla Rete. Nessuno poté togliermi dalla mente che Splinder fu affondato soprattutto perché ospitava blog dedicati dalla Fede dei Catari, perché i potenti del mondo la ritenevano sommamente pericolosa e sgradita. C'era infatti un precedente importante: qualcuno, forse un affiliato a una loggia massonica, si era materializzato con un commento a un mio post, dicendo che la predicazione da me intrapresa costituiva "una minaccia alla pace sociale"

6. La migrazione su Iobloggo

I due blog dedicati alla religione catara, IL VOLTO OSCURO DELLA STORIA e RINASCITA CATARA, furono migrati su una piattaforma blogosferica che nella forma somigliava molto a Splinder: Iobloggo. Fu un percorso di declino e di sfacelo, come la traiettoria di un pianeta morente attratto verso l'orizzonte degli eventi di un buco nero supermassiccio. Non si trovò mai alcun rimedio a questa ineluttabile rovina - anche perché Iobloggo era una piattaforma da schifo, popolata soltanto da pistolini e da streghette, che chattavano senza sosta in apposite finestre incorporate sui loro fatui blog, con un linguaggio sincopato tutto fatto di abbreviazioni (k, nn, etc.). Non c'era alcuna apertura sulla rete sociale. Ogni comunicazione sembrava impossibile in quell'ambiente asfittico. Non era un vivere, era un vegetare.   

7. Un gruppo cataro su Facebook 

Abbandonata quasi ogni speranza nei blog moribondi, fu portata avanti una diversa iniziativa, altrettanto inutile. Un gruppo su Facebook, inizialmente denominato CREDENTES, fu chiamato CHIESA DI DRAGOVITSA : DUALISMO ASSOLUTO. Vi furono attratti personaggi oltremodo bizzarri che a conti fatti rappresentarono soltanto un grave nocumento alla Causa. Nessuno di loro comprendeva veramente le finalità del gruppo e la Dottrina che vi veniva spiegata. Presto si manifestarono casi di apostasia. Persone che sembravano leali e interessate, all'improvviso diventavano acerrimi oppositori, pugnalandoci alle spalle. Si comprese che vi erano infiltrati di ogni tipo, interessati a carpire informazioni e a colpire. Tra le spie identificate ve ne erano delle più disparate e apparentemente incompatibili affiliazioni: cattolici-belva, satanisti laveyani e presunti massoni. Nessuno di loro agiva a titolo personale. Erano tutti inviati da organizzazioni ostili. Al contempo si registrarono in Facebook e nel Web molteplici tentativi di screditare il gruppo. Furono fondate alcune Chiese Catare fittizie, simili a villaggi Potëmkin e prive di qualsiasi sostanza, al solo scopo di dire che CHIESA DI DRAGOVITSA era una conventicola intollerante da rifuggire. Ci furono sforzi forsennati per far passare la religione dei Catari per una sorta di melensaggine New Age. Fiorirono tentativi di revisionismo storico, con studiosi corrotti che negavano persino la concreta esistenza dei Buoni Uomini. In Francia, in Inghilterra, negli Stati Uniti d'America, dovunque questi messaggi deleteri venivano propalati senza sosta per mezzo di articoli, libri e studi. Riporto ora un episodio cruciale. Un vescovo del Veneto, allarmato dalla possibile reviviscenza del Catarismo in Italia, mandò un suo emissario dal Fratello Pietro, interrogandolo a lungo nel tentativo di estorcere informazioni. Appurato che non vi erano né rituali, né testi sacri tramandati, e che le Chiese Catare nel Web erano solo gusci vuoti, l'Inquisitore se ne tornò alla sua base.    

8. La Fine

Possiamo così dire che il tentativo di riportare in auge il Dualismo Anticosmico si è esteso per dieci anni del XXI secolo, circa settecento anni dopo la morte di Peire Autier, dagli inizi del 2007 agli inizi del 2017, per poi spegnersi miseramente di fronte all'eccessivo gravame delle avversità che mi hanno colpito. Per distruggere una religione formata in buona sostanza da due soli uomini, sono stati compiuti sforzi incredibili. Si evidenzia l'assoluta sproporzione tra l'inconsistenza della presenza dualista e i mezzi che sono stati mobilitati per distruggere i Blog, screditarne i contributori e annientare ogni possibilità di rintracciarne nella Rete gli scritti. In sostanza: il pensiero cataro-dualista è un fenomeno socialmente irrilevante, eppure sono bastate DUE PERSONE per attivare i cani da guardia del Sistema. Non oso immaginare quel che sarebbe accaduto se, anziché due, fossimo stati cento. Ci avrebbero rimossi fisicamente, senza il minimo dubbio. Da una parte contemplo e ammiro l'opera di Peire Autier, l'Apostolo della Linguadoca, che durò una decina di anni e portò a una prodigiosa Rinascita Catara dal 1299 al 1310 - finita tra le fiamme dei roghi. Dall'altra parte sono costretto a guardare la mia triste parabola esistenziale, che non ha portato a nulla di concreto e che non sarà ricordata da alcuno. Continuo a postare vecchi articoli dei portali estinti, anche se sono consapevole del fatto che i motori di ricerca li boicottano. Non c'è più spazio per argomenti diversi dai viaggi a Dubai, dal "food" o dalla cacca delle influencer. Lascio questo mio scritto come un estremo messaggio in una bottiglia alla deriva nel vuoto siderale.