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domenica 9 giugno 2024

GLI AGGETTIVI POSTPOSITIVI IN INGLESE

Un aggettivo prepositivo è un aggettivo che si colloca prima del nome o del pronome che modifica. In inglese questa è la norma nota a tutti: si considerino ad esempio sintagmi come red rose "rosa rossa", wise man "uomo saggio", beautiful girl "bella ragazza", big horse "cavallo grande", stupid boy "ragazzo stupido", a white car "una macchina bianca", etc. 
Eppure esistono anche casi in cui si usa un aggettivo postpositivo o postnominale, che si colloca dopo il nome o il pronome che modifica. Quando frequentavo il liceo, la professoressa d'inglese A. (RIP) era fermamente convinta che nella lingua di Albione esistesse un unico esempio di sintagma contenente un aggettivo postpositivo: poet laureate "poeta laureato". Insisteva molto su questo e si irrigidiva, facendo "gnè gnè gnè" come una scolaretta. Tutto ciò perché non era a conoscenza di altri esempi, che pure sono abbastanza numerosi, ed era affetta da sindrome di Dunning-Kruger galoppante. Se una cosa non gliela avevano insegnata a scuola e non l'aveva appresa, ne negava in modo ostinato l'esistenza. La realtà non cambia quando qualcuno si impunta. In molti casi gli esseri umani cercano di ridurre la complessità del mondo che li circonda, pensando così di poterlo controllare. Come si può agevolmente dimostrare, il poeta laureato non è una realtà isolata. 

1) Gli aggettivi postpositivi ricorrono innanzitutto con i pronomi indefiniti (-thing, -one, -body-where). Questi sono alcuni esempi significativi: 

   something new "qualcosa di nuovo"
   something strong "qualcosa di forte"
   someone more experienced "qualcuno più esperto"
   anything better "qualcosa di meglio"
   anyone important "qualcuno di importante"
   anyone special "qualcuno di speciale" 
   nobody familiar "nessuno di familiare" 
   nothing broken "niente di rotto"  
   nothing important "niente d'importante"
   somewhere nice "un posto piacevole"
   somewhere quiet "un posto tranquillo"

In particolare, gli aggettivi postpositivi ricorrono in modo sistematico con all things "tutte le cose": 

   all things existing "tutto ciò che esiste"
   all things exotic "tutto ciò che è esotico"
   all things Irish "tutto ciò che è irlandese"
   all things scientific "tutto ciò che è scientifico"

2) Gli aggettivi che terminano in -able, -ible, spesso al grado superlativo, sono postpositivi in molte occorrenze: Questi sono alcuni esempi significativi: 

   the best way possible "il miglior modo possibile" 
   the only day suitable "il solo giorno adatto"
   the only option available "la sola scelta disponibile"
   the person responsible "la persona responsabile"
   the worst choice imaginable "la peggior scelta 
       immaginabile"

Non sempre l'uso postpositivo è obbligatorio: si può trovare the only actor suitable oppure the only suitable actor "il solo attore adatto"; the best use possibile, ma anche the best possible use "il miglior uso possibile" (Quirk et al., 1985; Šaldová, 2021). 
Nel linguaggio corrente si possono trovare occorrenze in frasi abbastanza complesse:  
we have a plenty of rooms available "abbiamo molte stanza disponibili".

3) Alcuni aggettivi possono ricorrere sia in forma postpositiva che prima del nome. Tra questi se ne trovano alcuni di origine verbale terminanti in -ing o in -ed. I principali sono i seguenti (Quirk et al., 1985; Šaldová, 2021): 

absent "assente" 
appointed "designato"
concerned "riguardante"
desired "desiderato" 
following "seguente" 
involved "coinvolto" 
past "passato" 
positive "positivo" 
preceding "precedente" 
present "presente" 
proper "appropriato" 
required "richiesto" 

Esempi: 
  the people involved "le persone coinvolte"
  the people present "le persone presenti"
  the city proper "la città approriata"

Schöntal (2013) elenca numerosi altri aggettivi che in certe condizioni ricorrono dopo in nome, tra cui: 

appropriate "appropriato" 
common "comune" 
different "differente" 
equal "uguale"
full "pieno" 
greater "più grande"
inherent "inerente"
likely "verosimile"
necessary "necessario" 
new "nuovo" 
relevant "rilevante"
similar "simile"
special "speciale"
specific "specifico" 
wrong "sbagliato"

Nella lista di Schöntal sono riportati anche aggettivi in -able (es. availablecapable) o comunque già classificati in altre sezioni.

3) Gli aggettivi formati con il prefisso a- sono postpositivi: 

arms akimbo "braccia sui fianchi"
boat afloat "barca a galla"
children asleep "bambini addormentati"
food aplenty "cibo in abbondanza"
house ablaze "casa in fiamme"
people alive "persone vive"
ship adrift "nave alla deriva"

4) Compaiono aggettivi postpositivi in espressioni stereotipate, istituzionali o in qualsiasi modo fisse, codificate nell'uso corrente. 
Un gran numero di sintagmi in questo genere sono in realtà parole polirematiche, residui sclerotizzati di una situazione in cui la lingua aveva una struttura più libera. Ne riporto un elenco che non ha certo la pretesa di essere completo. Come si può vedere, molte di queste entità sono relative al linguaggio tecnico e legale (di origine normanna, ma talvolta anche anglosassone), mentre altri sono tipici del linguaggio poetico e letterario.  

accounts payable "conti da pagare",
    "debiti verso i fornitori"
amount due "somma dovuta"
athlete extraordinaire "atleta straordinario"
battle royal "lotta all'ultimo sangue"
body corporate "persona giuridica", "ente giuridico"
body politic "corpo politico" (Nazione, società, etc.)
corporation sole "impresa individuale" 
court martial "corte marziale" 
decree absolute "sentenza definitiva di divorzio" 
fee simple "possesso legale della proprietà"
heir apparent "erede in linea diretta" 
heir presumptive "erede presuntivo" 
hero manqué "eroe mancato"
knight errant "cavaliere errante" 
letters patent "lettere patenti"
letters rogatory "lettere rogatorie"
letters testamentary "lettere testamentarie"
malice aforethought "premeditazione"
persons unknown "ignoti"
proof positive "prova positiva"
time immemorial "tempo immemorabile"
times past "tempi passati"
centiuries past "secoli passati" 
tresures untold "tesori inestimabili"
words unspoken "parole non dette" 
roses galore "rose a bizzeffe"
forest primeval "foresta primordiale"
things forgotten "cose dimenticate" 
whiskey neat "whiskey liscio"
whiskey sour, lett. "whiskey acidulo" (tipo di cocktail)

In particolare, si trovano polirematiche di questo tipo in alcune precise tipologie semantiche. 

i) Gli aggettivi postpositivi compaiono spesso nelle professioni, in titoli onorifici, in gradi militari o di altro genere:

airman basic "aviere semplice"
queen consort "regina consorte"
prince consort "principe consorte"
prime minister-designate "primo ministro designato"
president elect "presidente eletto"
bishop emeritus "vescovo emerito"
pope emeritus "Papa emerito" 
professor emeritus "professore emerito"
attorney general "procuratore generale"
consul general "console generale"
director general "direttore generale" 
    (variante: director-general)
governor general "governatore generale" 
postmaster general "ufficiale capo esecutivo
     del servizio postale"
surgeon general "chirurgo generale" 
    (responsabile della salute pubblica)
poet laureate "poeta laureato"
sergeant major "sergente maggiore"
minister plenipotentiary "ministro plenipotenziario" 
minister-president, minister president "capo del
    governo"
notary public "notaio pubblico"
prince regent "principe reggente" 
queen regnant "regina regnante" 
astronomer royal "astronomo reale"
princess royal "principessa reale"
lords temporal "membri laici della Camera dei Lord"
peers temporal "membri laici della Camera dei Lord"
peers spiritual "vescovi della Camera dei Lord"

ii) Gli aggettivi postpositivi si trovano nella terminologia religiosa cristiana: 

God almighty "Dio Onnipotente"
Devil incarnate "Diavolo incarnato"
demons incarnate "demoni incarnati"
life everlasting "vita eterna" 

iii) Gli aggettivi postpositivi si trovano nei nomi di organizzazioni politiche, religiose o sociali: 

Alcoholics Anonymous "Alcolisti Anonimi"
Amnesty International, lett. "Amnistia Internazionale" 
Archive Global, lett. "Archivio Globale"
Church Universal and Triumphant "Chiesa
     Universale e Trionfante"
Generation Next, lett. "Prossima Generazione" 
Knights Templar "Cavalieri Templari"
Situationist International "Internazionale
     Situazionista"
Socialist International "Internazionale Socialista"
Workers United "Lavoratori Uniti"

iv) Gli aggettivi postpositivi si trovano spesso nella peculiare terminologia dell'araldica: 

bend dexter "banda diagonale da destra"
    (sinistra dell'osservatore)
bend sinister "banda diagonale da sinistra" 
    (destra dell'osservatore)
bird vigilant "uccello vigilante"
griffin rampant "grifone rampante" 
lion passant guardant "leone passante guardante", 
     "leone leopardito"
lion rampant "leone rampante"
phoenix rising "fenice che risorge"

v) Gli aggettivi postpositivi relativi ai colori si trovano nei codici d'emergenza ospedalieri (non corrispondono a quelli in uso in Italia): 

Code Amber "Codice Ambra"
Code Black "Codice Nero"
Code Orange "Codice Arancio"
Code Red "Codice Rosso" 
Code Yellow "Codice Giallo"

vi) Gli aggettivi postpositivi sono abbastanza comuni nei titoli di opere letterarie, cinematografiche e musicali: 

Bad Moon Rising, lett. "Cattiva luna crescente"
Body Electric, lett. "Corpo elettrico" 
Brideshead Rivisited, lett. "Brideshead rivisitato"
Chicken Little, lett. "Pollo piccolo"
Chronicle of a Death Foretold "Cronaca di una
    morte annunciata"
Django Unchained, lett. "Django senza catene" 
A Dream Deferred, lett. "Un sogno rinviato"
Enemy Mine, lett. "Nemico mio" 
Hannibal Rising, lett. "Hannibal nascente" 
   (si riferisce a Hannibal Lecter, non al Cartaginese)
Hercules Unchained, lett. "Ercole senza catene"
House Beautiful, lett. "Casa bella"
Jupiter Ascending, lett. "Giove ascendente"
A Love Supreme, lett. "Un amore supremo"
The Matrix Reloaded, lett. "La Matrice ricaricata"
Mission Impossible, lett. "Missione impossibile"
Monsters Unleashed, lett. "Mostri scatenati"
A Movie Worth Seeing, lett. "Un film che merita
    di essere visto"
Murder Most Foul, lett. "Omicidio efferato"
Orpheus Descending, lett. "Orfeo discendente"
Paradise Lost "Paradiso perduto"
Paradise Regained "Paradiso riconquistato"
Prometheus Unbound "Prometeo liberato"
The Struggle Eternal, lett. "La lotta eterna"
The Road Not Taken, lett. "La strada non presa"
Tarzan Triumphant, lett. "Tarzan trionfante"
Times Remembered, lett. "Tempo ricordato" 
To a God Unknown "Al Dio sconosciuto" 
The World Unseen, lett. "Il mondo non visto"

vii) Si trovano aggettivi postpositivi in sintagmi presi a prestito dal francese, senza alcun adattamento: 

agent provocateur "agente provocatore"
cause célèbre "caso celebre", "tema caldo"
femme fatale "donna fatale"
force majeure "forza maggiore" 

viii) Si trovano aggettivi postpositivi in sintagmi presi a prestito dal latino, specialmente legale:

actus reus "atto colpevole"
Asia Minor "Asia Minore"
mens rea "intenzione colpevole"
Nero Redivivus "Nerone redivivo"
persona non grata "persona non gradita"

Ricordo sempre lo sketch esilarante in cui Gene Wilder confondeva "mens rea" con "gonorrhoea" e pensava di essere stato contagiato da un mandingo!

Note grammaticali

Questi sintagmi hanno spesso peculiarità grammaticali. Normalmente, è il sostantivo a prendere il plurale sigmatico in -s, mentre l'aggettivo postpositivo rimane invariato: proof positive, plurale proofs positive. Non mancano tuttavia eccezioni degne di nota. Ne passiamo in rassegna qualcuna, tanto per far capire l'estrema complessità dell'argomento:

battle royal,
     variante: battle royale
     plurale: battle royal, battle royals, battle royale  
Nota:
Il sostantivo resta invariato al plurale. Il plurale sigmatico in -s può invece applicarsi all'aggettivo postpositivo; 
 tuttavia non è obbligatorio. Questa è davvero una situazione molto anomala: solitamente gli aggettivi sono invariati al plurale. 

body politic,
    variante (obsoleta): body politique
    plurale: body politic; (obsoleto) body politique 
Origine: Calco del latino corpus politicum
Nota: 
Non si ha mai il plurale sigmatico in -s. La variante arcaica body politique è una forma francese sclerotizzata. Si noterà che il latino corpus è di genere neutro (genitivo corporis, accusativo corpus).  

fee simple,
   plurale: fees simple 
Origine: Calco dell'antico francese fief simple
Derivati legali tecnici: 
   absolute fee simple 
   fee simple absolute in possession 
   fee simple determinable 
   fee simple subject to condition consequent 
   fee simple subject to executory interest
   fee simple subject to executory limitation
Nota:
La formazione del plurale è regolare. Tuttavia vediamo che nei termini legali tecnici derivati ci sono numerose concatenazioni inaudite. In absolute fee simple c'è un aggettivo prepositivo oltre all'aggettivo postpositivo. Negli altri casi, come in fee simple determinable, ci sono due aggettivi postpositivi. In fee simple subjetc to condition consequent notiamo addirittura tre aggettivi postpositivi (simple, subject e consequent)! 

heir apparent,
   plurale: heir apparent, heirs apparent,
        heir apparents 
   femminile: heiress apparent
   variante: heiress-apparent
   plurale: heiresses apparent, heiresses-apparent
Origine: Inglese medio heier apparaunt,
   calco del francese medio héritier apparent
Nota:
Vediamo che il plurale sigmatico in -s può essere applicato regolarmente al sostantivo, oppure irregolarmente all'aggettivo postpositivo. Può anche mancare del tutto.

notary public
  plurale: notaries public; (raro) notaries publics 
Origine: Calco dell'antico francese notaire publique.  
Nota:
Oltre alla forma regolare, col nome dotato di plurale sigmatico in -s e l'aggettivo invariabile, ne ricorre una anomala in cui anche l'aggettivo ha il plurale sigmatico in -s.

poet laureate
   plurale: poets laureate, poet laureates 
Nota:  
Vediamo che il plurale sigmatico in -s può essere applicato regolarmente al sostantivo, oppure irregolarmente all'aggettivo postpositivo. 

Analizzare tutti i singoli sintagmi è defatigante, logorante,  annichilente, quindi mi fermo qui. Credo che possa bastare.

Conclusioni

Ricordo un bulletto che diceva: "L'inglese è una lingua semplicissima con quattro regolette del cazzo". Però veniva sempre fregato. In realtà vediamo che l'inglese non è poi una lingua così semplice. Anzi, è complicatissima, perché piena zeppa di relitti di edifici smantellati che risultano incomprensibili agli stessi parlanti - figuriamoci alle maestrine che vivono in un microcosmo di grammatichina, privo di qualsiasi apertura. 

mercoledì 5 giugno 2024

ETIMOLOGIA DELL'INTERIEZIONE INGLESE BY JINGO! 'PER DIO!'

In inglese esiste la bizzarra interiezione by Jingo! "per Dio!", in cui mi sono imbattuto molti anni fa, nel corso dei miei studi universitari. A quei tempi ho potuto attingere ad informazioni distorte e false, che descrivevano l'interiezione come americana e specificamente texana. Secondo tale narrazione, i pastori protestanti del Texas erano particolarmente puritani e stizzosi: volevano reprimere le brutte abitudini dei cowboy, che si ubriacavano a rotta di collo e imprecavano contro Dio. Non essendo tollerabile la vana e blasfema menzione dei nomi God e Jesus, ecco che i cowboy avrebbero trovato un escamotage, sostituendo i nomi divini con Jingo. Nell'articolo, ormai irreperibile, si affermava che proprio in quegli ambienti ostili era stata creata la figura di Pecos Bill, a cui erano attribuite le imprese più mirabolanti, con l'intento di plasmare una specie di mitologia del West. Si diceva che avesse scavato il Grand Canyon a mani nude e creato la Death Valley. Mi sembrava di avere sotto gli occhi scene di un West pagano, libero dall'oppressione religiosa dei bacchettoni. Un paese vasto e stravagante in cui si adorava una divinità uranica non cristiana chiamata Jingo, non interessata all'ordine morale del mondo, in cui Pecos Bill aveva le funzioni di una specie di demiurgo, creatore del paesaggio, dotato delle caratteristiche che nell'antichità erano attribuite a Ercole: forza smisurata e dominio sulle bestie selvagge. Peccato che tutto ciò fosse soltanto l'amplificazione di residui di "fakelore", ossia folklore falso

In realtà, il nome Jingo non è affatto nato in Texas: è stato portato in America dall'Inghilterra, dove era già usato da tempo in formule di riconoscimento di congiurati, come hey jingo, presto-jingo. L'espressione hey Jingo (variante: hey Yingo) era nota anche nel gergo degli illusionisti e dei giocolieri, che la usavano come segnale per la comparsa magica di oggetti, un po' come il più noto Abracadabra. Una citazione di questo uso si trova nell'opera di Martim de Albuquerque (1881), con riferimento all'anno 1679.
La prima attestazione nota dell'interiezione by Jingo! risale invece al 1878, in una canzone da balera scritta da George William Hunt (Finsbury, Londra, circa 1837 - Brentwood, Essex, 1904) e cantata da Gilbert Hastings MacDermott, nato John Farrell (Islington, Londra, 1845 - 1901). Il titolo con cui è nota è "MacDermott's War Song" o "Jingo Song". Questo è il testo del coro (il grassetto è mio):

"We don't want to fight, But by Jingo! if we do, We've got the ships, we've got the men, We've got the money too." 

Traduzione:

"Non vogliamo combattere, ma per Jingo! se lo facciamo, abbiamo le navi, abbiamo gli uomini e abbiamo anche il denaro."

Lo slogan è nato nel contesto della lingua russo-turca (1877 - 1878), ma sarebbe adattissimo all'America di Donald Trump, incarnandone alla perfezione i princìpi.

Sinonimo:
by the living Jingo! 

Variante rara: 
by Gingo! 

Derivati: 

jingo "militarista fanatico", "sciovinista", "guerrafondaio"
    plurale: jingos, jingoes 
jingoist "militarista fanatico", "sciovinista", "falco"    
jingoistic "sciovinistico", "ultranazionalista",
    "eccessivamente patriottico"
jingoism "fanatismo militaresco", "sciovinismo", 
    "nazionalismo regressivo" 
to jingoize "rendere eccessivamente patriottico"

Curiosità:
Esiste un piccolo villaggio di nome Jingo in Kentucky (USA). Si pensa che si tratti di un'assonanza casuale. 

Proposte etimologiche

1) Derivazione da una frase di giuramento Jesus God, contratta e alterata per evitare la blasfemia. Possibile trafila:

Jesus God > *Jes'god > *Jisgo > *Jingo 

Il gruppo consonantico -sg- /-zg/ sarebbe diventato -ng- per eufonia o per necessità di travestimento. Un'ipotesi plausibile è che by Jingo!, con la variante by the living Jingo!, sia un'alterazione eufemistica (minced oath) di un problematico "by the living Jesus God!" o "by the living God!", che chiunque avrebbe avuto paura di proferire. Non dobbiamo dimenticare che il terrore dell'Inferno era comune.

2) Un prestito dal basco Jainko (variante: Jinko) "Dio". I balenieri Baschi, provenienti dalla Biscaglia, avevano molti contatti con gli Inglesi, spingendosi fino in America. Ci è persino noto un gergo marinaresco basato sul basco, con elementi grammaticali come i pronomi e le preposizioni presi dall'inglese. Questo gergo, di cui avremo modo di parlare in un'altra occasione, era usato in Islanda. In questo contesto, non è improbabile che il teonimo Jinko sia passato in inglese come Jingo. In particolare, by Jingo! traduce direttamente il basco ala Jinko! "per Dio!", un'interiezione segnalata da Larry Trask, tra gli altri. È un'esclamazione di sorpresa, enfasi o giuramento, spesso utilizzata nei dialetti guipuzcoani e suletini. 
Si segnala anche l'esistenza della variante high Jingo!, alla lettera "Alto Dio!", che è quasi una traduzione del basco Jaungoikoa (formato da Jaun "signore" + goiko "dell'alto", "del cielo" + -a, articolo determinativo), di cui Jainko, Jinko sarebbero contrazioni. Larry Trask era scettico su questa ipotesi. Senza dubbio avrebbe sostenuto che high Jingo! sia semplicemente una variante della formula hey Jingo! tipica di congiurati e maghi da circo. Resta il fatto che trovo poco convincenti simili obiezioni. 

3) Derivazione dal nome di San Gangolfo di Borgogna, il cui culto era molto diffuso in Francia e in Germania. 

Etimologia del nome:
burgundico Gangulf, Gangolf "Lupo del Passo" 
   (dal protogermanico *Gangawulfaz, composto di 
    *gangaz "passo" + *wulfaz "lupo")
forma latinizzata: Gangulphus 
esiti in francese:
   Gangolf
   Gengulphe,
   Gengoulf
   Gengoulph,
   Gengouph,
   Gengoux,
   Gengoult
   Gengoul
   Jangoul,
   Jangouf,
   Jangou
   Jengoul 
forme latinizzate (secondarie): Gengulphus
   Gingulphus 
esiti in inglese (dal francese): 
   Gingoulph 
esiti in tedesco: 
   Gangolf
   Gangloff
   Gongolf
   Golf
   Genf  
esiti in italiano: 
   Gangolfo,
   Gengolfo
   Gongolfo 

La palatalizzazione di g- è perfettamente regolare ed è stata causata dalla formazione della vocale anteriore -e- a partire da -a-, un fenomeno ben noto che ha colpito, oltre al lessico romanzo, molti germanismi. 
Il passaggio dal francese Gengoul, Jangoul e simili all'inglese Jingo non è impossibile.

La leggenda di San Gangolfo 

Gangolfo (circa 702 - 760) era un cortigiano di una nobile e potente famiglia della stirpe dei Burgundi, vissuto ai tempi del Re dei Franchi Pipino il Breve, il primo dei Carolingi ad aver regnato. Già fin da giovane, Gangolfo era noto per la sua rigorosa onesta e castità, oltre che per le sue grandi ricchezze. Frequentava le chiese e si immergeva nella lettura di testi religiosi. Evitava la compagnia dei libertini. Morti i suoi genitori, divenne un amministratore modello della proprietà ereditata, provvedendo alle chiese e ai poveri che si trovavano nelle sue terre. A un certo punto dovette sposarsi (ricordiamo che tra i Germani non era tollerato il celibato). Scelse però una donna che non condivideva affatto le sue virtù. Era una fallofora! Le importanti responsabilità di nobile portarono Gangolfo a partecipare alle guerre del suo tempo. Si recava spesso in Frisia per predicare il Vangelo alle popolazioni pagane - anche se con scarso successo. Durante un viaggio di ritorno, giunse in un luogo oggi chiamato Bassigny (in latino Bassiniacensis pagus), dove vide una fonte la cui acqua era molto fresca e buona. Gangolfo volle comprare la proprietà. I suoi amici lo deridevano per quello che ritenevano uno spreco insensato ("Cosa te ne fai di una fonte tanto lontana?"). Tuttavia, giunto a casa, il nobile piantò un bastone nel terreno. Diede ordine a un servo di togliere il bastone il giorno dopo: ne scaturì una fonte di acqua fresca, come quella di Bassigny. C'era però un problema: mentre era assente, la moglie gli aveva messo le corna con un prete, un individuo grossolano, scelto per i suoi modi brutali e per il fallo nerboruto. Di fronte a una simile onta, Gangolfo invocò l'ordalia, il Giudizio di Dio: costrinse la donna ad immergere una mano nella nuova fonte. La mano si ustionò miracolosamente, prova che c'era stato adulterio. Così il nobile proibì alla moglie di dividere con lui il letto e ordinò al prete brutale di emigrare. Così questi se ne andarono. Dopo questi fatti, Gangolfo cambiò vita, rinunciò ai suoi beni terreni e fece grandi penitenze, vivendo come un eremita nel castello di Avallon. Gli adulteri fecero comunque ritorno, con l'intenzione di vendicarsi. Così il prete energumeno si avvicinò a Gangolfo, che stava dormendo, aggredendolo e cercando di decapitarlo. Non ci riuscì ma lo ferì gravemente a una gamba, causando la sua morte per setticemia. Si dice che presto avvennero miracoli sulla tomba dell'austero burgundo, che aveva ricevuto i Sacramenti, prima di spirare il giorno 11 maggio del 760. La moglie adultera e il prete abbandonarono nuovamente il Paese, ma ebbero un triste destino: la donna fu colpita da una fermentazione intestinale maligna che le faceva emettere peti spaventosi, costringendola a smerdarsi addosso; l'uomo contrasse la lebbra, che lo fece marcire orrendamente. Entrambi furono condotti a una morte miserabile. 

Conclusioni

Sono convinto che l'etimologia giusta sia quella basca; non sono tuttavia in gradi di provarlo, perché le altre ipotesi sono molto difficili da confutare.

sabato 1 giugno 2024

ESITI DEL LATINO CONSUMERE 'CONSUMARE' E CONSUMMARE 'PORTARE A TERMINE'

Quante volte abbiamo sentito usare la locuzione "consumare il matrimonio", ad esempio in frasi come "il matrimonio non è stato consumato" e simili? Il volgo, nella sua belluina ignoranza, pensa che si alluda all'atto sessuale come a qualcosa che si gode, attribuendo così al verbo consumare un significato simile a quello che ricorre nella locuzione "consumare il pasto". Invece il vero significato è "portare a compimento il matrimonio" (ossia "compiere l'atto sessuale"). Quante volte abbiamo sentito un cronista dire che "la tragedia si è consumata"? Pensate che molti non hanno capito il vero significato della frase!  

In realtà, il verbo italiano consumare è frutto di una grave confusione che ha portato inaspettatamente due distinti verbi latini a collassare in uno solo, a causa dell'errore di un autorevole letterato che non sono riuscito ad identificare.
I verbi in questione sono i seguenti:

1) cōnsūmere 
   i. prendere interamente
   ii. consumare, distruggere, logorare
   iii. uccidere
   iv. mangiare, divorare
   v. rovinare 
   vi. sprecare, dissipare  
   vii. spendere, adoperare, impiegare 
   viii. passare, trascorrere (detto di tempo)

Coniugazione: III 
Forme coniugate:
  cōnsūmō (presente indicativo, I pers. sing.)
  cōnsūmis (presente indicativo, II pers. sing.)
  cōnsūmpsī (perfetto indicativo, I pers. sing.)
  cōnsūmptum (supino attivo)
con- "assieme" (< *kom-) + sūmere "prendere"
Note: 
(a) La vocale -o- del prefisso con- si allunga regolarmente a causa del gruppo consonantico -ns-. Nella lingua classica, molti non pronunciavano questa -n-, altri nasalizzavano la vocale precedente.
(b) Il verbo sūmere deriva a sua volta da un antico composto:
sūmō < *subs-emō, formato a partire da subs- "sotto" + emō "prendo".
(c) Derivati:
  absūmere "diminuire, rovinare"
  adsūmereassūmere "ricevere, adottare, accettare"
  dēsūmere "scegliere, selezionare"
  īnsūmere "spendere"; "applicare"
  praesūmere "prendere prima, anticipare", "supporre"
  trānsūmere "prendere da uno all'altro"; "adottare". 
In latino medievale c'è subsūmere "ricondurre un concetto o un fatto a norma più generale".
In italiano abbiamo assumere, desumere, presumere, tutti da trafile dotte; sussumere è usato solo nel linguaggio legale. 

2) cōnsummāre
   i. sommare, aggiungere 
   ii. ammontare a (un numero)
   iii. compiere, finire, rendere perfetto

Coniugazione: I 
Forme coniugate: 
  cōnsummō (presente indicativo, I pers. sing.)
  cōnsummās (presente indicativo, II pers. sing.)
  cōnsummāvī (perfetto indicativo, I pers. sing.)
  cōnsummātum (supino attivo) 
Etimologia: 
con- "assieme" (< *kom-) + summa "totale" + -āre (suff. verb.).  
Note:
(a) La vocale -o- del prefisso con- si allunga regolarmente a causa del gruppo consonantico -ns-. Nella lingua classica, molti non pronunciavano questa -n-, altri nasalizzavano la vocale precedente.
(b) Il sostantivo summa "cima", "sommità", "la cosa principale", "ammontare", "totale", etc., è derivato dall'aggettivo summus (< *supmos) "il più alto", "il più grande", "il migliore", superlativo di superus (< *superos) "che sta sopra, che sta più in alto".
(c) L'esito di summa in italiano è somma.

Consummatum est 

Questa locuzione latina è tratta dalla Vulgata del Vangelo secondo Giovanni (19,30) e significa "tutto è compiuto". È la traduzione delle ultime parole pronunciate da Gesù sulla croce prima di morire, indicando la conclusione della sua missione terrena e il compimento delle Scritture.

Consummatio saeculorum
Italiano: Consumazione dei secoli 

Questa locuzione, che si trova in San Gerolamo, indica il compimento definitivo, la fine del mondo o la conclusione del tempo storico, spesso con una connotazione religiosa legata alla realizzazione del piano di Dio. L'espressione è sinonimo di termine ultimo della storia umana e inizio di una nuova era spirituale.

Esiti romanzi di cōnsūmere e cōnsummare

In spagnolo e in portoghese resta la differenza nella coniugazione, segno che i dotti avevano un'ottima conoscenza del latino ecclesiastico.

Spagnolo:
consumir "consumare" 
consumar "compiere", "commettere"; completare, portare a compimento"

Portoghese: 
consumir "consumare"
consumar "completare, portare a compimento"

In francese i confini cominciano a vacillare. Si ha confusione: si conservano i due verbi, ma cōnsummare ha assunto anche il significato di cōnsūmere. 

Francese: 
consumer "consumare"; "usare risorse o tempo"
consommer "consumare", "ingerire"
consommer "completare", "raggiungere uno scopo", "compiere" 
Note:
La sovrapposizione è dovuta a interferenza tra una trafila dotta o una semidotta. 
Famoso è il consommé di tartaruga, che si ingurgita, non si compie!

Anche in inglese esiste la distinzione tra i due verbi, che non sono ovviamente nativi (sono tra gli infiniti prestiti entrati nel corpo di una lingua germanica molto usurata). Non si è avuta la parziale confusione riscontrata in francese. 

Inglese:
to consume "consumare"
to consummate "completare", "rendere perfetto"
consummate (aggettivo): "completo", "perfetto", "esperto" 
Nota:
Il verbo to consume è dal medio inglese consumen, a sua volta dal francese antico consumer.
Il verbo to consummate è derivato dall'aggettivo consummate, che è attestato dall'inizio del XVI secolo (verso il 1500) ed è entrato in inglese direttamente dal latino universitario consummatus "perfetto". 

Essendo l'inglese una lingua fortemente dissociativa, il parlante privo di studi universitari non ha la benché minima idea di dove cozzare. La catastrofe di Hastings (1066) ha innescato un processo che ha mandato in frantumi l'antico inglese, lingua logica e perfetta, per dare origine a una vera e propria chimera, il cui risultato è la distruzione della possibilità stessa di comprendere la realtà. Duole imbattersi in gente che celebra l'accaduto come un trionfo della "civiltà" sulla "barbarie". 

Gli esiti elencati contrastano in modo netto con quelli dell'italiano, in cui la confusione è completa e si trova già in Dante. Oltre al matrimonio, si può consumare un reato, un'impresa e via discorrendo - ma chi lo fa più? Si tratta di residui letterari e sclerotizzati, tenuti in vita sotto naftalina: nel linguaggio corrente, il significato dominante è quello del latino cōnsūmere "logorare, distruggere", "sprecare"; "mangiare".

L'origine della confusione italiana 

Mentre in occitano moderno si trova soltanto consumar "consumare", in antico provenzale i due verbi latini avevano dato un esito confuso. Infatti abbiamo consumar, consomar "consumare, logorare" (detto ad esempio delle sofferenze d'amore), ma anche "portare a compimento". A mio parere il toscano ha preso proprio dal provenzale, che nel XIII aveva un'influenza culturale considerevole e dominava la vita cortese. Dante, che pure "svecchiò" la lingua dotta dai troppi prestiti occitani, ad esempio sostituendo beninanza con benignità, non fu in grado di riconoscere il problema insito nel verbo consumare

Conclusioni 

Peccato che la scuola non dedichi tempo a questi dettagli. Dimenticavo: un parlante che accresce la propria consapevolezza linguistica... è scomodo!

venerdì 10 maggio 2024

LA DUPLICE ETIMOLOGIA DELLA PAROLA SCERIFFO

La parola sceriffo nella lingua italiana ha due diversi significati, e ovviamente due diverse etimologie: 

1) capo della polizia di contea (Stati Uniti d'America);
    alto magistrato di contea (Regno Unito) 
2) nobile arabo (es. "sono gli abiti di uno sceriffo dei Beni Wejh")
 
Nella seconda accezione, può essere considerato obsoleto, ma resta usato nella versione in italiano del film Lawrence d'Arabia (Lawrence of Arabia, 1962), diretto da David Lean - che costituisce una fonte autorevole.

Etimologia 1)

Nell'accezione di "capo di polizia di contea" o "alto magistrato di contea", la parola sceriffo deriva dall'inglese sheriff, che è un antico composto ormai fossilizzato.  

Inglese: sheriff 
   Pronuncia: /ˈʃɛɹɪf/, /ˈʃɛɹəf/
   Forma plurale: sheriffs 
Forme obsolete: sherriffshrieve 
Forma dotta (calco): shire-reeve 
Scots: shirra 
Medio inglese: shirreve 
  Varianti: scirereve, scyrreve, scirreve, shirryf
    schireveschirref, scheryfe, schereffe, scherreve
    schereref, shyryfshyrrefe, sherryff, shreve 
   Pronuncia: /ˈʃireːv(ə)//ˈʃ(ɛ)reːv(ə)/, /ˈʃiːreːv(ə)/,
          /ˈʃɛriv(ə)/, /ˈʃirif(ə)/, /ˈʃɛrif(ə)/
   Forma plurale: shireves, etc. 
Antico inglese: sċīrġerēfa "magistrato distrettuale"
   < sċīr "contea, distretto" + ġerēfa "magistrato"
  Pronuncia: /ʃi:rje're:fa/, /ʃi:rje're:va/
  Forma plurale: sċirġerēfan 
      (declinazione debole)

Derivati di sheriff

sheriffalty "ufficio o giurisdizione di uno sceriffo" 
sheriffdom "regione in cui uno sceriffo ha autorità"; 
    "ufficio o periodo di ufficio di uno sceriffo"
sheriffhood "ufficio di sceriffo"
sheriffry "area di giurisdizione di uno sceriffo"
sheriffwick "area di giurisdizione di uno sceriffo"; 
    "posizione o ufficio di sceriffo"
Nota: 
Treccani ipotizza che la parola inglese sia giunta in italiano attraverso la mediazione del francese chérif. Tuttavia, la forma corretta in francese è shérif. Vedi nel seguito per chérif "nobile arabo". Anche quelli della Treccani possono ciccare!


Passiamo ora ad analizzare in dettaglio le origini di entrambe le componenti che hanno dato origine alla parola sheriff.  

Primo membro del composto:

La parola inglese shire /'ʃaɪə/ "contea" (/-ʃɪə/ nei composti), tramite il medio inglese schire (varianti: shire, chire, schere, schyere, schyr, schyre, shere, shiere, shyre, ssire) /'ʃi:r(ə)/, /'ʃe:r(ə)/, risale all'antico inglese sċīr (variante: sċȳr/ʃi:r/, che è purtroppo di etimologia incerta. Al di fuori dell'anglosassone, trova riscontri noti soltanto nell'antico alto tedesco skīra (varianti: scīra, skiera, sciera) "carica, ufficio", che presenta non pochi problemi. Già soltanto una variante come skiera, con un difficile dittongo -ie-, fa venire il sospetto che qualcosa ci stia sfuggendo. 

La ricostruzione a livello di protogermanico non dà certezze. 
Esistono infatti due possibilità diverse: 
i) *skīrō
ii) *skīzō 

i) La rotica -r- dell'antico inglese e dell'antico alto tedesco sarebbe genuina. Si tratterebbe di un sostantivo femminile derivato dalla stessa base dell'aggettivo *skīriz "chiaro", "splendente". La trafila semantica sarebbe la seguente: "cosa splendente" > "onore" > "ufficio, incarico" > "divisione amministrativa", "distretto". La radice dell'aggettivo *skīriz è la stessa di *skīnanan "splendere" (da cui inglese to shine, etc.) 
Sono stati indicati possibili paralleli nelle lingue slave (*ščirŭ "pulito", "vero", ma potrebbe trattarsi di un prestito dal gotico) e nell'albanese hir "grazia, favore" (< *skīra). 
ii) La rotica -r- dell'antico inglese e dell'antico alto tedesco sarebbe invece il regolare derivato del rotacismo di un'originaria sibilante sonora -z-. La protoforma *skīzo permetterebbe il paragone al latino cūra "attenzione", "preoccupazione" (ma anche "amministrazione", "governo"), che deriva da un più antico coera, coira, a sua volta dal proto-italico *kwoizā (cfr. peligno coisatens = cūrāvērunt). La derivazione sarebbe quindi da un protoindoeuropeo *kweis- "vedere", "prestare attenzione", con esiti in celtico e in indoiranico.
Nota: 
Il tentativo di far risalire *skīrō al protoindoeuropeo *(s)ker- "dividere" è da rigettarsi: il vocalismo sarebbe inesplicabile.

Secondo membro del composto

L'inglese reeve "ufficiale" deriva dall'antico inglese ġerēfa "magistrato", che a sua volta è dalla protoforma germanica occidentale *garāfijō "conte", "magistrato". 
Dalla stessa protoforma deriva il famoso nome tedesco del conte, Graf.

Antico alto tedesco: grāfio, grāfo, grāvo, grāviogrāphio, krāvio, grābo, crābo "conte"  
Da qui derivano chiaramente le forme attestate in latino medievale: grāfiō, garāfiō, grāffiō, grāviō


Dalla protoforma germanica occidentale è possibile risalire a un protogermanico *gagrǣfijǣn, ricostruibile a partire dal gotico gagrefts "decreto", "editto", che tuttavia è di origine piuttosto incerta. Si nota che presupporrebbe un verbo *grefan "comandare", "ordinare", finora non attestato.  
Nota: 
La tradizionale etimologia del nome del conte dal greco γραφεύς (graphéus) "scriba", è ingenua e va rigettata già solo per motivi fonologici.

Etimologia 2)

Nell'accezione di "nobile arabo", la parola sceriffo deriva, con ogni probabilità tramite l'inglese Sharif (varianti: sharifSherif, sherifshereef, xerif), dall'aggettivo arabo شَرِيف  šarīf "nobile", "onorato", "di nobile lignaggio", "eccellente". È un titolo d'onore, derivato dal verbo شَرُفَ  šarufa "essere nobile" e spesso attribuito a discendenti del Profeta.  

maschile: شَرِيف  šarīf 
femminile: شَرِيفَة  šarīfa 
maschile plurale (regolare): شَرِيفُون  šarīfūn
maschile plurale (fratto): شُرَفَاء  šurafāʔ, أَشْرَاف  ʔašrāf
femminile plurale (regolare): شَرِيفَات  šarīfāt
femminile plurale (fratto): شَرَائِف  šarāʔif
elativo: أَشْرَف  ʔašraf 


Questa parola è entrata in molte lingue, sia europee che extraeuropee. Ne riporto alcuni notevoli esempi, senza la pretesa di essere esaustivo. 

Adattamenti europei:
Francese: chérif
Spagnolo: jerife
Portoghese: xerife 

Prestiti in importanti lingue asiatiche:
Persiano: شریف  šarif "nobile, aristocratico" 
   fraseologia:
   مرد شریف  mard-e šarif "uomo nobile"
   دودمانی شریف  dudmâni šarif "un nobile lignaggio"
   اسم شریف شما  esm-e šarif-e šomâ "il vostro illustre nome" 
Turco Ottomano: شریف  şerif "nobile, onorato"; "santo"
  Turco moderno: şerif "sacro" 
Hindi: शरीफ़  śarīf "nobile"
Bengali: শরীফ  śoriph "santo", "nobile" 
Gujarati: શરીફ  śarīph "santo", "nobile" 
Malese, Indonesiano: syarif "uomo di nobile stirpe", 
       "discendente del Profeta" (1)

(1) Sembra che sia abbastanza difficile far capire a un indonesiano che uno sceriffo di un film western (syerif) non si presenta come un discendente del Profeta (syarif).

Altri prestiti: 
Maguindanao: serip "discendente del Profeta" (2) 
Maranao: sarip "nobile", "capo di una setta religiosa" 
Somali: sariif "nobile", "onorevole",
       "discendente del Profeta"
Swahili: sharifu "nobile", "onorevole",
       "discendente del Profeta"

(2) Wiktionary dà la forma sarib, che non sono stato in grado di trovare. 

Conclusioni

Questo caso dimostra l'importanza estrema della Scienza dei prestiti lessicali. Si riesce a tracciare ogni ramificazione labirintica dei passaggi da una lingua all'altra, tuttavia il rumore di fondo diventa importante man mano che andiamo indietro nel tempo, fino a presentarci un ostacolo per ora insormontabile. La speranza è quella di reperire nuovi elementi che possano far luce sul mondo protogermanico.