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venerdì 8 marzo 2024


L'UOMO CHE CADDE SULLA TERRA

Titolo originale: The Man Who Fell to Earth
Paese di produzione: Gran Bretagna
Lingua: Inglese 
Anno: 1976
Durata: 138 min
Genere: Fantascienza, drammatico, sentimentale, 
    erotico 
Regia: Nicolas Roeg
Soggetto: Walter Tevis (romanzo)
Sceneggiatura: Paul Mayersberg
Produttore: Michael Deeley, Barry Spikings, 
Produttore associato: John Peverall 
Produttore esecutivo: Si Litvinoff
Casa di produzione: British Lion Films
Fotografia: Anthony B. Richmond
Montaggio: Graeme Clifford
Musiche: John Phillips, Stomu Yamashta
Scenografia: Brian Eatwell
Costumi: May Routh
Trucco: Linda de Vetta 
Arredatore di scena: Simon Wakefield 
Parrucchiere: Martin Samuel
Assistente alla regia: Kip Gowans 
Effetti speciali: Desmond Briscoe 
Effetti fotografici speciali: Harrison Ellenshaw
Effetti visivi: John Speer 
Controfigure: Richard Graydon, Matthew Norris
Capo elettricista: Martin Evans 
Camera a mano: Gordon Hayman 
Casting: Alan Swain, Jeanne Swain
Continuità: Susanna Merry
Interpreti e personaggi:
     David Bowie: Thomas Jerome Newton
     Rip Torn: Nathan Bryce
     Candy Clark: Mary-Lou
     Buck Henry: Oliver Farnsworth
     Bernie Casey: Mr. Peters
     Jackson Kane: Professor Walt Canutti
     Rick Riccardo: Trevor
     Tony Mascia: Arthur
     Linda Hutton: Elaine
     Hilary Holland: Jill
     Adrienne Larussa: Helen
     Lilybelle Crawford: Proprietaria del negozio
         di gioielli (una carampana rattrappita)
     Richard Breeding: Portiere d'albergo
     Albert Nelson: Cameriere
     Peter Prouse: Agente della CIA, collega del
         signor Peters
     James Lovell: Se stesso (Capitano James Lovell,
         comandante dell'Apollo 13)
Doppiatori italiani: 
     Roberto Chevalier: Thomas Jerome Newton
Titoli in altre lingue: 
    Tedesco: Der Mann, der vom Himmel fiel 
    Francese: L'Homme qui venait d'ailleurs 
    Spagnolo (Spagna): El hombre que vino
       de las estrellas  
    Spagnolo (America Latina): El hombre que cayó
       a la Tierra 
    Catalano: L'home que va caure a la Terra
    Rumeno: Omul care a căzut pe Pământ 
    Russo: Человек, который упал на Землю 
    Polacco: Człowiek, który spadł na ziemię 
    Lettone: Cilvēks, kurš nokrita uz Zemes 
    Ungherese: A Földre pottyant férfi  
    Finlandese: Mies toisesta maailmasta 
    Turco: Dünyaya düşen adam 
    Giapponese: 地球に落ちて来た男 
Budget: 1,5 milioni di dollari US
Box office: 3 milioni di dollari US
Premi:
   Saturn Awards 1977: miglior attore (David Bowie)

Trama: 
Thomas Jerome Newton sembra un uomo fulvo e pallido, ma in realtà è un alieno umanoide giunto sulla Terra da un pianeta lontano. Atterrato nel New Mexico, ha in tutto e per tutto l'aspetto di un inglese. Ha anche un passaporto britannico finto. È arrivato sulla Terra in missione per trovare il modo di riportare l'acqua sul suo pianeta natale, che sta attraversando una catastrofica siccità. 
Integratosi nella società americana, riesce a sfruttare rapidamente la tecnologia avanzata del suo pianeta natale per brevettare numerose invenzioni sulla Terra. Acquisisce così un'enorme ricchezza come capo di un conglomerato tecnologico dell'Arizona, la World Enterprises Corporation, con l'aiuto del famoso avvocato brevettuale Oliver Farnsworth.
Questa ricchezza gli è necessaria per costruire un veicolo spaziale con l'arduo obiettivo di trasportare l'acqua sul suo mondo di origine. 
Durante il suo ritorno in New Mexico, Newton incontra Mary-Lou, una giovane donna solitaria dell'Oklahoma che per mantenersi lavora part-time in un piccolo hotel. Mary-Lou introduce Newton a molte usanze della Terra, tra cui la pratica della Chiesa, l'alcol e il sesso (della prima si potrebbe benissimo fare a meno...). Lei e Newton fanno coppia e si trasferiscono insieme in una casa che lui ha costruito vicino al  luogo del suo sbarco in New Mexico. 
Il dottor Nathan Bryce, un ex professore universitario che aveva avuto rapporti sessuali con le sue studentesse, ha ottenuto un lavoro come tecnico del carburante alla World Enterprises Corporation e diventa gradualmente il confidente di Newton. Bryce percepisce l'alienità di Newton e organizza un incontro con lui a casa sua, dove ha nascosto una speciale macchina fotografica a raggi X. Quando scatta una foto all'amico con questo congegno, viene subito rivelata la sua fisiologia aliena. 
La passione di Newton per l'alcol e la televisione (è in grado di guardare un gran numero di televisori contemporaneamente) finisce col diventare paralizzante, tanto che lui e Mary-Lou litigano. Rendendosi conto che Bryce ha scoperto il suo segreto, Newton commetto il gravissimo errore di rivelare la sua forma aliena a Mary-Lou. Lei non riesce ad accettare una verità tanto terribile, così fugge in preda al panico e all'orrore. Poco tempo dopo, la coppia si riavvicina. Fanno l'amore: lui essuda e alla fine è come se fosse tutto coperto da una gran quantità di sperma, che imbratta anche il corpo di lei. Mary-Lou si ritrae e si rifugia in cucina, dove piange accovacciata.
Finalmente Newton completa l'astronave e tenta di imbarcarsi nel suo viaggio inaugurale. All'impresa è data un'intensa esposizione mediatica. Tuttavia, poco prima del decollo previsto, viene catturato e trattenuto contro la sua volontà da agenti governativi di una compagnia rivale. Il suo socio in affari Farnsworth viene assassinato. Il governo, che aveva monitorato Newton tramite il suo autista, lo tiene prigioniero per anni in un lussuoso appartamento chiuso a chiave, costruito all'interno di un hotel. 
Verso la fine della sua prigionia, Newton riceve di nuovo la visita di Mary-Lou. Lei è molto più anziana, il suo aspetto è stato rovinato dall'alcol e dal tempo. Lui invece non ha subito alcun cambiamento. I due hanno un rapporto sessuale giocoso e fintamente violento, che prevede l'uso di una pistola a salve; in seguito trascorrono il tempo bevendo e giocando a ping-pong. Mary-Lou dichiara di non amarlo più, e lui risponde di non amarla più nemmeno lui. 
I carcerieri tengono l'alieno sedato con l'alcol, da cui è da lungo tempo diventato dipendente, sottoponendolo a rigorosi esami medici che indeboliscono il suo travestimento umano. Un esame, che prevede l'uso di raggi X, fa sì che le lenti a contatto che indossa si fissino in modo permanente ai suoi occhi. Alla fine Newton scopre che la sua prigione dalle sbarre dorate, ormai abbandonata, è aperta e se ne va. 
Impossibilitato a tornare a casa, Newton crea una registrazione con messaggi alieni, che spera di trasmettere via radio al suo pianeta natale. Bryce, che nel frattempo ha sposato Mary-Lou, acquista una copia dell'album e resce ad incontrare l'alieno in un ristorante. Newton è ancora ricco e dall'aspetto giovanile nonostante siano passati molti anni. Tuttavia, è anche caduto in depressione e continua a soffrire di alcolismo. Ha quasi perso la vista. Seduto nel patio esterno del ristorante, chiede di Mary-Lou, prima di crollare ubriaco sulla sedia. 


Recensione: 
Un film angosciante e confuso, a tratti fatto di puro delirio, da me visto quando ero giovane e mi trovavo in stato febbrile. Questi sono i motivi dell'inquietudine che trasmette: la sensazione frustrante di fallimento nel vedere abortire la missione verso le stelle, l'impotenza dell'alieno piovuto sulla Terra che non riesce a fare ritorno al suo pianeta d'origine. Inadeguatezza tecnologica, pastoie burocratiche e maneggi di malfattori hanno contribuito a rendere l'avventura dell'extraterrestre in mezzo al genere umano un viaggio di sola andata. Il ritmo è lento, la narrazione poco chiara, interrotta da flashback psichedelici di paesaggi e scene di vita del pianeta da cui è giunto l'alieno, un mondo a bassa gravità, su cui brilla un sole molto più luminoso del nostro. Raggi spietati, durissimi, che torturano i viventi già provati dalla scarsità d'acqua. C'è soltanto deserto, mancano gli oceani. Gli umanoidi hanno gli occhi di color giallo zabaione, con le pupille verticali come quelle delle vipere. Con mia grande sorpresa, rivedere il film dopo tanto tempo mi ha dato le stesse impressioni di marasma che mi aveva dato la prima volta: mi sono sentito come se la mia temperatura corporea fosse alta.  
Va anche detto questo: è normale che sia destabilizzante un'opera di Nicolas Roeg, visto che diresse A Venezia... un dicembre rosso shocking (Dont' Look Now, 1973). Ve lo ricordate? È quello in cui compare la raggelante figura di un nano distorto! 
I film di Roeg sono noti per presentare scene e immagini della trama in modo disordinato, fuori dall'ordine cronologico e causale, costringendo lo spettatore a riorganizzarle mentalmente per comprenderne la trama. Sembrano "frantumare la realtà in mille pezzi" e sono "imprevedibili, affascinanti, criptici e capaci di lasciare lo spettatore a chiedersi cosa diavolo sia appena successo...".   

Sequenze inquietanti: 
L'extraterrestre ha un improvviso attacco di amok mentre la sua compagna che sta portando un vassoio di biscotti appena sfornati. Preso dal delirio, colpisce con grande violenza il vassoio, facendo volare i biscotti e spargendoli sul pavimento. Una scena che non si dimentica, come una pugnalata: un atroce subliminale deve essere stato innestato tra i fotogrammi. 

Sequenze erotiche frammentarie: 
In una camera d'albergo un uomo maturo è assieme a una ragazza con gli occhiali e i capelli neri corti a caschetto. Lui le mette una mano sulla testa e cerca di spingerla a fargli un pompino, ma lei rifiuta, fa la faccia schifata dicendo che l'uccello sembra quello di suo padre. Quindi gli si accovaccia sulla virilità e lui la penetra con vigore. In una camera attigua, un altro uomo è assieme a una ragazza dai capelli neri e lunghi, senza occhiali. Lei gli prende in mano il falletto, che è molle e non reagisce; fa per fargli un pompino, dicendo anche lei qualcosa su suo padre, ma ridendo, poi cambia posizione salendo con la testa verso il torace di lui, che riesce infine ad entrarle nel canale procreativo. 
(Quando vidi il film per la prima volta, queste sequenze mi erano sfuggite: ero molto più interessato ai viaggi interstellari.)

Citazioni: 

"La cosa strana della televisione è che non ti dice tutto. Ti mostra tutto sulla vita sulla Terra, ma i veri misteri rimangono. Forse è nella natura della televisione. Solo onde nello spazio."
(Thomas Jerome Newton) 

Dialoghi:

Nathan Bryce: "Si sente amareggiato per qualcosa?" 
Thomas Jerome Newton: "Amareggiato? No. Probabilmente vi avremmo trattato allo stesso modo, se fosse venuto lei da noi." 


Sperma alieno?

A quanto pare, David Bowie non poté lavorare al film per due giorni perché aveva bevuto del "latte andato a male". Bowie vide "un liquido dorato che nuotava in vortici luccicanti all'interno del bicchiere". Secondo il sito web Bowie Golden Years, Bowie "ancora oggi non è sicuro di cosa sia realmente accaduto". E ancora: "Non è stata rilevata alcuna traccia di elementi estranei durante i test, sebbene sei testimoni abbiano affermato di aver visto la strana materia sul fondo del bicchiere". Le conclusioni del Duca Bianco, spesso in preda alle ubbie, furono a dir poco sconfortanti: "Già in uno stato di estrema fragilità, Bowie riteneva che l'intero luogo avesse un karma pessimo"
Accadde poi che David Bowie, Bernie Casey, Nicolas Roeg, Rip Torn e Buck Henry morirono tutti a distanza di quattro anni esatti l'uno dall'altro, come se le scadenze fossero state programmate da un orologio. Il primo ad andarsene fu proprio Bowie nel 2016, l'ultimo fu Henry nel 2020 (l'8 gennaio, giorno in cui Bowie avrebbe compiuto 73 anni e due giorni prima della sua morte). Sarà stata la maledizione dello sperma dorato dell'alieno! 

La casta Mary-Lou

Alla domanda sulla sua scena di sesso, Candy Clark ha detto: "Non avevo mai girato una scena di nudo prima, non mi ero mai lasciata andare a una posa da modella nuda. Non avevo mai nemmeno permesso a un fidanzato di scattarmi una foto nuda. Eppure ero lì, nuda, con David Bowie, davanti alle telecamere e a un sacco di uomini sconosciuti". Era estremamente pudica. "Credo che David fosse nervoso quanto me. Comunque, abbiamo deciso spontaneamente di finire tutto il più in fretta possibile. Ci siamo lanciati l'uno verso l'altra e abbiamo iniziato a scambiarci abbracci e baci frenetici. All'improvviso il regista ha esclamato: “Ehi, questo non è un incontro di wrestling! Calmiamoci e andiamo piano”"

La Caduta di Icaro

Il dipinto che appare nel film è "Paesaggio con la caduta di Icaro". Per molto tempo si è pensato che fosse opera di Pieter Brueghel il Vecchio (circa 1525/1530 - 1569), ma di recente l'attribuzione è stata messa in dubbio. Nella mitologia greca, Icaro riuscì a volare, con le ali costruite dal padre Dedalo, usando piume fissate con la cera. Ignorando gli avvertimenti del padre, Icaro volò troppo vicino al sole, facendo sciogliere la cera, così cadde in mare e annegò. Nel dipinto le sue gambe sono visibili nell'acqua appena sotto la nave. È un'altra metafora della difficile situazione di Thomas Jerome Newton. Una crudele ironia, vista la poca acqua presente sul suo pianeta. 


Il romanzo di Walter Tevis

Il romanzo fantascientifico di Walter Tevis, L'uomo che cadde sull Terra (The Man Who Fell to Earth), fu pubblicato per la prima volta nel 1963. In Italia apparve due volte nella collana Urania, nel 1964 (n. 359) e nel 1976 (n. 694), subendo tagli e alterazioni, anche per motivi politici: fu persino epurato il nome di Ezra Pound da una frase. Ormai è risaputo che quando si è letta un'opera in un numero di Urania, è meglio rileggerla in un'edizione integrale e più conforme all'originale.  
Il romanzo di Tevis fu opzionato diverse volte per il grande schermo - anche come episodio pilota per una serie TV - ma non ne risultò alcun adattamento. Roeg, che era venuto a conoscenza di quest'opera da Douglas Cammell, fu l'unico a riuscire a svilupparne qualcosa di utile, in base a un accordo con la Columbia. Come di consueto, sussistono alcune differenze tra il libro e il film. L'extraterrestre atterra in Kentucky nel primo, in Nuovo Messico nel secondo. Così non è menzionato nella pellicola il mito di Rumpelstiltskin, un nano malvagio dotato di poteri magici, che cerca di rubare il figlio a una principessa e può essere sconfitto soltanto se si indovina il suo nome. Bisogna leggere il romanzo per apprendenre il nome del pianeta da cui è giunto Newton: Anthea. Non sono soltanto i dettagli a differire. Anche la modalità narrativa è abbastanza dissimile: l'opera di Tevis ha una struttura semplice e lineare, priva di colpi di scena, mentre il fim è frammentato e allucinatorio. 

Dettagli di pre-produzione

Inizialmente Roeg aveva preso in considerazione l'idea di affidare il ruolo di Thomas Jerome Newton all'autore Michael Crichton, quindi all'impettito Peter O'Toole, prima di scegliere Bowie. Mi vengono i brividi al solo pensiero. Peter O'Toole come alieno sarebbe stato inguardabile. A quanto ho potuto appurare, il regista è rimasto molto colpito dal Duca Bianco dopo aver visionato il documentario Cracked Actor (1975) di Alan Yentob. 

Problemi all'uscita, scarso successo

Secondo Michael Deeley, quando Barry Diller della Paramount vide il film finito si rifiutò di pagarlo, sostenendo che fosse diverso da ciò che lo studio desiderava. La British Lion fece causa alla Paramount e riuscì ad ottenere un minuscolo risarcimento. Il film poté usufruire di un'esigua distribuzione negli Stati Uniti tramite Cinema V in cambio di 850.000 dollari. Soltanto grazie alle vendite al di fuori degli States, il budget del film fu a malapena recuperato. Il British Board of Film Censors approvò la visione del film senza tagli per un pubblico adulto nel Regno Unito, con classificazione X. 


Colonna sonora

A causa di una disputa creativa e contrattuale tra Roeg e lo studio, non è stata pubblicata alcuna colonna sonora ufficiale per il film, sebbene l'edizione tascabile del romanzo del 1976 della Pan Books (pubblicata per accompagnare il film) affermi sul retro di copertina che la colonna sonora è disponibile su RCA Records. A quanto pare, la natura della disputa consiste in questo: David Bowie aveva preparato qualcosa, che però non è piaciuta al regista. Sembra che il Duca Bianco si sia offeso a morte e che abbia scaricato la colpa dell'accaduto sul suo manager, fatto oggetto di allucinanti sfuriate. La colonna sonora, derivata da master riscoperti nel XXI secolo, è stata infine pubblicata su CD e LP nel 2016 in concomitanza con il 40° anniversario della première del film. La musica del compositore giapponese Tsutomu Yamashita (Stomu Yamashta) era già apparsa nei suoi album. 

Il regista 

Nicolas Roeg nacque a Londra, a St. John Wood, il 15 agosto 1928. I suoi genitori erano Jack Nicolas Roeg e Mabel Gertrude, nata Silk. Il padre era di origine olandese e aveva avuto un notevole successo nel commercio di diamanti, fino a un investimento sbagliato in Sudafrica che gli arrecò notevoli perdite finanziarie, lasciandolo in gravi difficoltà. In seguito, il regista dichiarò che il suo interesse per il cinema fu innescato da uno studio di registrazione situato proprio di fronte a casa sua. Fu educato alla Mercer's School di Londra. 
Essendo un cognome olandese, Roeg dovrebbe essere pronunciato /ru:g/, come se fosse scritto Roog. Dato l'imperversare delle pronunce ortografiche e la scarsa memoria storica delle persone, non mi stupirei se il regista stesso pronunciasse il proprio cognome /roʊg/, come se fosse scritto Roag o Rohg. 

Era proprio necessario?

1) S.O.S. Terra (The Man Who Fell to Earth, 1987), diretto da Bobby Roth, è un remake del film del 1976 con David Bowie. Si tratta di un adattamento per la televisione. La sceneggiatura è di Richard Kletter, Paul Mayersberg e dello stesso Walter Tevis. Attori: Lewis Smith, James Laurenson, Robert Picardo. 
2) A quanto riporta Wikipedia in francese, sarebbe stato fatto un altro adattamento nel 2008, The Man Who Fell to Earth, questa volta per il cinema. Non ho trovato alcuna informazione su questa pellicola, di cui ignoro persino il regista. Se persino il Web tace, immagino che sia del tutto prescindibile.
3) L'uomo che cadde sulla Terra (The Man Who Fell to Earth, 2022) è una miniserie televisiva drammatica fantascientifica statunitense creata da Jenny Lumet e Alex Kurtzman. È un inutile sequel del film del 1976 con David Bowie. Tutte risorse sprecate. Questa serie vede protagonisti il mandingo Chiwetel Ejiofor nel ruolo di un alieno che arriva sul pianeta Terra, e Bill Nighy che interpreta il ruolo originariamente interpretato da Bowie nel film del 1976. Ha debuttato su Showtime il 24 aprile 2022. Per fortuna è stata cancellata dopo una stagione.  

martedì 20 febbraio 2024


L'IMPERO DELLE TERMITI GIGANTI

Titolo originale: Empire of the Ants
Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Lingua originale: Inglese 
Anno: 1977
Durata: 89 min
Genere: Orrore, fantascienza 
Formato : Colore 
Suono: Mono
Rapporto: 1,85:1 - 35 mm
Regia: Bert I. Gordon
Soggetto: H. G. Wells, dal racconto breve 
    Empire of the Ants (1905)
Sceneggiatura: Bert I. Gordon, Jack Turley
Produttore: Bert I. Gordon, Samuel Z. Arkoff
Casa di produzione: Cinema 77
Fotografia: Reginald H. Morris
Montaggio: Michael Luciano
Musiche: Dana Kaproff 
Luogo delle riprese: Florida 
Direttrice del casting: Betty Martin 
Arredatore di scena: Anthony C. Montenaro 
Trucco: Ellis Burman Jr., Guy Del Russo,
   Romaine Green, Dave Ayres 
Direttore della produzione: Salvatore Billitteri, 
   Neil A. Machlis 
Reparto artistico: Roger Ragland, Drew Struzan 
Assistente alla regia: Mel Efros, David McGiffert
Secondo audio regista: Adrienne Bourbeau, 
   James Quinn  
Editore dei dialoghi: William L. Manger 
Effetti speciali: Roy L. Downey 
Effetti visivi: Bert I. Gordon, Burt I. Harris Jr. 
Miniature: Erik von Buelow 
Controfigure: Billy Hank Hooker, Hugh Hooker,
   Buddy Joe Hooker
Reparto camera: William D. Barber, Lou Noto 
Guardaroba: Joanne Haas 
Coordinatore delle formiche: Warren Estes
Interpreti e personaggi: 
   Joan Collins: Marilyn Fryser
   Robert Lansing: Dan Stokely
   John David Carson: Joe Morrison
   Albert Salmi: Sceriffo Art Kincade
   Jacqueline Scott: Margaret Ellis 
   Pamela Susan Shoop: Coreen Bradford 
   Robert Pine: Larry Graham 
   Edward Power: Charlie Pearson 
   Brooke Palance: Christine Graham
   Tom Fadden: Sam Russell 
   Irene Tedrow: Velma Thompson 
   Harry Holcombe: Harry Thompson 
   Jack Kosslyn: Thomas Lawson 
   Ilse Earl: Mary Lawson 
   Janie Gavin: Ginny
   Norman Franklin: Anson Parker
   Florence McGee: Phoebe Russell  
   Jim Wheelus: Membro dell'equipaggio
   Mike Armstrong: Jim 
   Tom Ford: Pete
   Charles Redd: Tassista 
Doppiatori italiani:
   Rita Savagnone: Marilyn Fryser 
Doppiatori francesi: 
   Jacqueline Cohen: Marilyn Fryser 
   Claude Bertrand: Dan Stokely 
   Edmond Bernard: Sceriffo Art Kincade
   Maurice Sarfati: Larry Graham 
   Francine Lainé: Christine Graham 
Doppiatori tedeschi: 
   Bettina Schön: Marilyn Fryser
   Edgar Ott: Dan Stokely
   Wolfgang Völz: Sceriffo Art Kincade 
   Thomas Danneberg: Larry Graham
   Friedrich W. Bauschulte: Harry Thompson
   Inge Wolffberg: Mary Lawson
Titoli in altre lingue: 
    Tedesco: In der Gewalt der Riesenameisen 
    Francese: L'Empire des fourmis géantes 
    Spagnolo: El imperio de las hormigas 
    Rumeno: Imperiul furnicilor
    Russo: Империя муравьёв 
    Finlandese: Muurahaisten valtakunta 
Budget: circa 500.000 dollari US
Box office: 2,5 milioni di dollari US 


Trama: 
La narrazione iniziale, in stile di un documentario pierangelista, sottolinea come le formiche usino sostanze chimiche dette "feromoni" per comunicare tra loro, e come questo causi una risposta obbligatoria. Mentre scorrono i titoli di testa, molti barili con adesivi di rifiuti radioattivi vengono scaricati da una nave nell'oceano. Uno dei contenitori finisce su una spiaggia, perde e rilascia sulla sabbia una sostanza viscida, argentea. 
Nel frattempo, la losca e sensuale immobiliarista Marilyn Fryser porta i potenziali clienti in gita in barca per visitare un'area di sviluppo immobiliare di fronte al mare, proprio nella zona della discarica. Con l'assistenza dell'amante Charlie, intende vendere loro terreni edificabili sulle cosiddette Dreamland Shores, dove è previsto il resort Dreamland Coast. In realtà si tratta di terreni senza valore. A bordo dell'imbarcazione salgono gli anziani coniugi Velma e Harry Thompson, i giovani coniugi Christine e Larry Graham, la giovane single Coreen Bradford, il viaggiatore solitario Joe Morrison, Margaret Ellis, recentemente licenziata dopo molti anni come segretaria, e la coppia sposata Mary e Thomas Lawson. Il nocchiero è Dan Stokely. All'insaputa dei visitatori, le formiche si contorcono gongolando nella sostanza radioattiva del bidone che perde. 
Inizia un tour dei terreni, durante il quale Marilyn presenta i vari lotti in vendita. Serpeggia il malcontento, anche per i liquori scadenti offerti al rinfresco. Mary e Thomas Lawson, che hanno un carattere rognoso, mettono in dubbio il valore immobiliare degli appezzamenti, così si separano dal gruppo per ispezionare e si rendono conto che le tubature posate in loco sono fittizie. A questo punto i coniugi vengono attaccati e uccisi da formiche giganti mutanti, che hanno assunto proporzioni colossali, paragonabili a quelle di un grosso furgone. Le formiche titaniche fanno irruzione sulla spiaggia e distruggono l'imbarcazione della Fryser, inseguendo il gruppo attraverso i boschi. 
I fuggiaschi trascorrono la notte attorno a un falò, che viene spento la mattina successiva da un temporale. Sapendo che si trova una barca a remi a sole due miglia di distanza, sulla riva del fiume, si mettono in marcia per raggiungerla. Durante il cammino tra gli alberi, la moglie di Larry, Charlie, Harry e Velma vengono uccisi uno dopo l'altro. Marilyn, Dan, Joe, Larry, Coreen e Margaret raggiungono la barca a remi, ma non riescono a fuggire senza essere scoperti. Subiscono ripetuti attacchi dalle formiche. Alla fine, la barca si capovolge e Larry viene ucciso. Gli altri fuggono fino a raggiungere una casa. Gli abitanti chiamano lo Sceriffo, che porta il gruppo nella città più vicina, situata nei pressi di un'immensa raffineria di zucchero. Lo Sceriffo promette di occuparsi delle formiche giganti con i suoi uomini. In città, Joe non riesce a stabilire una connessione telefonica. Dan, a sua volta, fatica a noleggiare un'auto. Coreen è confusa perché la donna della casa nel bosco le ha detto di non andare in nessun caso alla raffineria di zucchero. Il gruppo si insospettisce e ruba un'auto. Il tentativo di fuga fallisce miseramente. Tutti vengono arrestati dalla polizia e condotti proprio alla raffineria di zucchero.  Con grande costernazione, scoprono che la formica regina, le cui dimensioni sono da incubo, usa i feromoni contenuti nelle sue flatulenze mefitiche per mettere gli abitanti del paese sotto il suo controllo! Coloro che sono cosparsi di feromoni sono ridotti a semplici automi biologici, costretti a lavorare come schiavi per fornire alla colonia di formiche montagne di zucchero, proveniente dalla piantagione locale. La regina li asfissia e li fa sgobbare! 
A un certo punto inizia la ribellione: Dan riesce a tenere a bada la smisurata regina con una potente torcia, inquietando così anche le altre formiche che sono entrate nella raffineria. Joe Morrison uccide la formica regina servendosi dell'esplosione del contenuto di un'autocisterna, permettendo ai superstiti di fuggire dalla zona a bordo di un motoscafo.


Recensione:
Non per niente Bert Ira Gordon affermava che l'acronimo del suo nominativo era BIG, ossia "GRANDE", con allusione alla sua fissazione per l'ingigantimento delle creature, umane e animali. Sembra che nella vita non riuscisse davvero a pensare ad altro, a parte qualche volta alle poppe. Non ci dormiva la notte. 
In estrema sintesi, questo è stato il terzo dei tre film diretti da Bert Ira Gordon basandosi sulle opere di H.G. Wells, almeno secondo le sue dichiarazioni. In realtà, tutte e tre le pellicole in questione hanno poco o nulla a che fare con il materiale originale. Questo è stato anche l'ottavo dei film diretti dallo stesso regista che affrontano il tema dei mostri giganti. Si converrà che siamo di fronte a una vera e propria monomania: ha pochi riscontri nell'universo della Settima Arte! Molti nel Web hanno avuto la mia stessa impressione. Non a caso si è parlato di "insana macrofilia" (Gestarsh99, 2014). Sì, senza dubbio era un macrofilo, ossia un feticista del gigantismo (Anthonyvm, 2018)! 
Nel titolo in italiano notiamo la solita irritante "traduzione" ad mentulam canis, in cui le formiche diventano termiti, come per miracolo. Certo, sono sempre imenotteri, ma molto diversi tra loro. Gordon, sempre attento agli effetti speciali, ha utilizzato riprese di esemplari di formica proiettile di Panama (Paraponera clavata), nota per avere il morso più doloroso al mondo. Il dolore della puntura è lancinante e può durare fino a 24 ore; è classificato al livello più alto (4+) nella scala del dolore di Schmidt. La puntura inietta una neurotossina paralizzante chiamata poneratossina, che provoca sudorazione, pelle d'oca e, in alcuni casi, paralisi temporanea degli arti o allucinazioni. Tuttavia è raramente letale. Sono formiche di grandi dimensioni (le operaie possono raggiungere i 2-3 cm), di colore nero-brunastro, con mandibole evidenti e un aculeo velenoso. Direi che è stata un'ottima scelta! 
In una sequenza si assiste ad una spettacolare lotta tra queste formiche e esemplari di una specie più piccola, di colore chiaro, rossiccio. Le buone idee non mancano, tutto sommato, anche se i mezzi sono piuttosto scarsi (riprese in soggettiva attraverso una grattugia; pantomime e sovrapposizioni da teatro ottico di Reynaud, etc.). Oggi viviamo in un'epoca di mezzi sofisticatissimi, ma le buone idee non ci sono più. Dato che detesto che cerca di grattare il fondo della pentola, mi auguro di non ricevere mai la notizia del progetto di un remake


Struttura sociale e linguaggio delle formiche

"Questa è la formica, un piccolo insetto del genere Imenotteri, della famiglia dei Formicidi. Forse fra tutti gli animali esistenti nel nostro pianeta, la formica è l'unico che può gareggiare con l'intelligenza dell'Uomo, ed è l'unico animale che un giorno potrebbe sostituirsi all'Uomo. 
Le formiche sono organizzate in classi sociali altamente specializzate che si dividono in tre gruppi: le regine, ovvero femmine feconde; i maschi e le operaie, o femmine sterili. Dopo un unico e breve volo nuziale, regine e maschi cadono a terra esausti, ed è lì che avviene l'unico accoppiamento della loro vita. Il maschio infatti dopo poco muore, e la femmina fecondata dopo qualche anno di vita potrà deporre migliaia e migliaia di uova.
Le formiche hanno un sofisticato sistema di comunicazione. I messaggi vengono trasmessi da una formica all'altra per mezzo di una sostanza chimica chiamata feromones, che causa una risposta obbligatoria. Il feromones, sostanza coercitiva della mente, dà un ordine al quale non è possibile disobbedire."  


La Britannica aperta 

La bellissima Joan Collins aveva una certa predisposizione per le avventure con gli uomini e per questo era soprannominata "The British Open", ossia "La Britannica aperta". Questo è un interessante caso di aggettivo pospositivo. Il senso del nick suggerisce l'interpretazione di "aperta" come "che ha facilità nell'intrattenere rapporti sessuali". In italiano l'aggettivo "aperto" acquisisce un'accezione più scurrile, potendosi riferire alla larghezza degli orifizi, spanati dalla continua introduzione di falli eretti! Un simile uso era già attestato in greco antico, almeno in contesti omosessuali: esisteva il composto εὐρύπρωκτος (eurúprōktos) "dal culo largo", ossia "culaperto". Talvolta nell'inglese dei porno si trova "wide open", riferito ad orifizi, come pura e semplice etichetta descrittiva. Esempi: wide open pussy "fica ben aperta", oppure spreading her juicy pussy wide open "spalancando bene la sua fica succosa". Non sono però sicuro che il soprannome della Collins sottintendesse una simile malizia. 

La rivolta di una paladina dei lavoratori

Stando al racconto della Collins, un ritardo nell'arrivo delle controfigure degli attori costrinse a girare la scena del ribaltamento della canoa nel film senza alcun aiuto. Dal momento che non si erano presentati, gli stuntmen non sarebbero stati pagati, e questo mandava su tutte le furie l'affascinante attrice britannica. Il regista la accusava di essere difficile e poco collaborativa, in una parola una stronza, così lei dovette desistere, temendo di guadagnarsi una cattiva fama e di perdere future opportunità lavorative. Molto probabilmente il putiferio è sorto perché lei non si era prestata a qualche richiesta sessuale. Penso che sia andata così: il regista voleva metterglielo tra le tipte e lei si è rifiutata. La Collins era sì "aperta", ma era anche una donna molto fiera e i ganzi se li sceglieva da sé! In seguito dichiarò di aver accettato la parte nel film di Gordon soltanto perché stava attraversando un periodo difficile e aveva un disperato bisogno di soldi. Descrisse la sua interpretazione nel ruolo della Fryser come "il punto più basso di tutta la sua carriera". Su questo giudizio, fin troppo severo, non sono affatto d'accordo: è soltanto grazie a lei se si riesce a guardare il film. È stata pagata 45.000 dollari US. 


Un singolare dettaglio

Le inquietanti uniformi rosse, indossate dall'equipaggio che scarica i barili di rifiuti radioattivi nell'oceano, sono un retaggio della sequenza del sogno di Tracy Ballard (interpretata da Blythe Danner) in Futureworld - 2000 anni nel futuro (Futureworld), un altro film realizzato dalla American International Pictures, ma uscito nel 1976, giusto un anno prima dell'uscita della pellicola di Gordon sulle formiche giganti. Diretto da Richard T. Heffron, Futureworld è un sequel del celeberrimo Il mondo dei Robot (Westworld, 1973), scritto e diretto da Michael Crichton, interpretato da un indimenticabile Yul Brinner nel ruolo dell'automa-pistolero.

La maledizione del fonico

Pamela Susan Shoop dichiarò che il fonico del film ebbe un litigio furibondo con il regista verso la fine delle riprese e che poi, in stato di indemoniamento, gettò tutti i nastri audio nelle acque melmose e lutulente della palude. Persero tutto, quindi l'intero film dovette essere riprodotto in loop. Per questo motivo, le voci e le azioni non sono mai del tutto in fase. La Collins recita per lo più in un inglese americano, senza caratteristiche britanniche. Tuttavia, quando si innervosisce, qualche traccia della sua origine salta fuori. 

domenica 18 febbraio 2024


IL CIBO DEGLI DEI

Titolo originale: The Food of the Gods
Lingua originale: Inglese
Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Anno: 1976
Durata: 88 min
Genere: Orrore, fantascienza 
Sottogenere: Animal horror 
Regia: Bert I. Gordon
Soggetto: H.G. Wells, dal romanzo
   The Food of the Gods and How It Came to Earth
   (1904)
Sceneggiatura: Bert I. Gordon 
Produttore: Bert I. Gordon
Produttore esecutivo: Samuel Z. Arkoff 
Casa di produzione: American International Pictures 
Distribuzione: American International Pictures
Distribuzione in italiano: Eureka Distribuzione
Fotografia: Reginald H. Morris
Montaggio: Corky Ehlers
Musiche: Elliot Kaplan
Scenografia: Graeme Murray 
Direttrice del casting: Betty Martin
Truccatrice: Phyllis Newman 
Truccatore speciale: Thomas R. Burman
Parrucchiera: Salli Bailey 
Post-produzione: Salvatore Billitteri 
Assistenti alla regia: Gavin B. Graig, Marianne Dolen,
    Flora M. Gordon 
Direttore del set: John Stark
Tecnico del suono: George Mulholland 
Effetti speciali: Tom Fisher, John Thomas,
    Keith Wardlow, Rick Baker 
Effetti visivi: Bert I. Gordon, Jody Richardson 
Miniature: Erik von Buelow 
Camera a mano: Rod Parkhurst 
Primo assistente cameraman: Thom Rian 
Secondo assistente cameraman: Gundar Lipsbergs
Capo elettricista: Brian Montague 
Tecnico Cinemobile: Dalibor Roas
Guardaroba: Ilse Richter 
Continuità: Margaret Hanly 
Interpreti e personaggi: 
    Marjoe Gortner: Morgan
    Pamela Franklin: Lorna
    Ralph Meeker: Jack Bensington
    Jon Cypher: Brian
    Ida Lupino: Mrs. Skinner
    John McLiam: Mr. Skinner
    Belinda Balaski: Rita
    Tom Stovall: Thomas
    Chuck Courtney: Davis 
    Reg Tunnicliffe: Attendente del traghetto
    Kevin Schumm: Bambino nella classe
Titoli in altre lingue: 
    Tedesco: Die Insel der Ungeheuer 
    Francese: Soudain... les monstres 
    Spagnolo: El alimento de los dioses 
    Rumeno: Hrana zeilor 
    Russo: Пища богов 
    Giapponese: 巨大生物の島
       (Kyodai seibutsu no shima,
       "L'isola delle creature giganti") 
Budget: 900.000 dollari US
Box office: 1 milione di dollari US

Trama:
Il "cibo" è un liquido denso e biancastro che affiora misteriosamente dal terreno su un'isola remota da qualche parte nella Columbia Britannica. Il signor e la signora Skinner, una coppia di fanatici religiosi, considerano questa sbobba un dono di Dio e ne danno da mangiare ai loro polli, che diventano diventano grandi come cavalli. Anche ratti, vespe e larve consumano la sostanza, così l'isola viene presto infestata da parassiti giganteschi. 
Morgan, un giocatore di football professionista, è sull'isola per una battuta di caccia con i suoi amici, quando uno di loro viene punto a morte da vespe giganti. Morgan cerca aiuto alla fattoria degli Skinner, ma viene attaccato da uno dei polli giganti e riesce ad ucciderlo infilzandolo con un forcone. La signora Skinner, presente, gli mostra la sostanza mescolata al mangime, ma è convinta che non abbia nulla a che fare con la morte del suo amico nel bosco. Morgan e Brian, scettici sulla causa della morte, rimuovono il corpo di Davis per portarlo via dall'isola. Il signor Skinner intende commercializzare il liquido. Una notte, mentre torna a casa a piedi dopo che la gomma della sua auto si era forata nella foresta, viene attaccato nel bosco e ucciso da topi colossali. 
Dopo aver riportato i suoi amici sulla terraferma, Morgan apprende dall'autopsia che l'amico non è morto per una caduta, così assieme a Brian decide di tornare sull'isola per indagare ulteriormente. Assieme a lui ci sono anche Thomas e la moglie Rita in stato di gravidanza, Jack Bensington, l'avidissimo proprietario di un'azienda di cibo per cani, che spera di trovare il modo di commercializzare la sostanza, oltre alla sua assistente, la batteriologa Lorna Scott. Bensington ha occhi solo per il liquido redditizio e vuole concludere in fretta e furia l'affare, ma il contratto non può essere firmato, essendo il signor Skinner defunto. La signora Skinner mostra all'affarista la fonte del "cibo". Poco dopo, vengono attaccati da uno sciame di vespe giganti, ma riescono a fuggire in casa per il rotto della cuffia. Sopraggiungono Morgan e Brian, che individuano e fanno saltare in aria l'enorme nido cartaceo dei mostruosi imenotteri. Nonostante sia scampato per un pelo alla morte, Bensington rimane determinato a recuperare il liquido. Dopo una serie di spaventose peripezie, in cui Brian rimane ucciso, i ratti di proporzioni immense si avvicinano, guidati da un terrificante esemplare albino. Bensington nel frattempo ha messo il "cibo" al sicuro in contenitori, nonostante le proteste di Lorna. In uno degli attacchi dei pestilenziali roditori, la signora Skinner viene straziata a morte e fa una ben misera fine anche il plutocratico Bensington. 
Morgan fa esplodere una diga vicina, allagando la zona e annegando gli immani ratti, le cui dimensioni e peso rendono impossibile il nuoto. Dopo che le acque si sono ripulite, i sopravvissuti ammucchiano i corpi dei roditori, rovesciandovi sopra i contenitori di "cibo" e la benzina prima di bruciarli. Tuttavia, diversi di questi barattoli vengono trascinati via dalla corrente, finendo alla deriva in una fattoria sulla terraferma. La sostanza viene ingerita dalle mucche da latte. Nella scena finale del film, si vedono degli scolari che bevono inconsapevolmente il latte contaminato, che farà loro subire un'ineluttabile crescita anomala.


Recensione: 
Per Bert Ira Gordon, questo è il secondo adattamento parziale del romanzo di H.G. Wells L'alimento divino (The Food of the Gods and How It Came to Earth, 1904), a undici anni di distanza dal primo, Village of the Giants (1965). Il regista sentiva la necessità di dedicarsi all'horror più livido, sola possibilità di trasporre in fotogrammi l'opera dello scrittore britannico. Non poteva certo essere soddisfacente una briosa commedia sugli adolescenti ribelli cresciuti in modo abnorme per aver mangiato una torta simile a uno stronzo rosa! 
Nonostante i mezzi limitati, che scadono nel trash, il livello di tensione è eccellente. Alla fine si avverte l'incompletezza della narrazione, che si interrompe di colpo lasciando lo spettatore col fiato sospeso: il "cibo", trasportato dalle acque, finito nel latte delle vacche e ingerito dai bambini, arrecherà danni spaventosi alla specie umana - danni che tuttavia non sono mostrati. Forse il regista aveva programmato un sequel, in cui mostrare effetti di gigantismo ben più drammatici di quelli già visti in Village of the Giants
Ci sono alcune differenze importanti tra la trama del film e l'opera di Wells, in cui il "cibo" è una sostanza artificiale e l'azione si svolge in Inghilterra. A parte le plateali insufficienze registiche, si segnala un incoerenza: a un certo punto si enuncia l'idea folle secondo cui gli animali ingigantiti contribuirebbero a risolvere il problema della fame nel mondo, senza considerare che richiederebbero quantità ingenti di risorse (cibo, acqua) per essere mantenuti. Il solito "rimedio" ingannevole che si rivela poi un aggravio! A quanto pare, questa trovata non è contenuta nel romanzo di H.G. Wells, che non ho ancora avuto occasione di leggere.


Effetti speciali bizzarri

Per creare l'effetto delle creature gigantesche sono state utilizzate riproduzioni sovradimensionate di vermi, polli, vespe e ratti. Sono state utilizzate anche sei diverse teste di ratto meccanizzate e quattro costumi da ratto indossati da esseri umani. I risultati purtroppo sono piuttosto trash, soprattutto per quanto riguarda le vespe, grezze, nere e sfocate al punto di essere assolutamente inguardabili. Sembra che le atroci sagome siano state appese sullo sfondo e azionate tramite fili.  I polli immensi hanno dato a Jerry Calà l'idea folgorante per la realizzazione di Chicken Park (1994), considerato dalla critica uno dei film più brutti della Settima Arte. I ratti, su cui il regista si è particolarmente concentrato, sono invece abbastanza potenti. Possiamo dire che svolgono abbastanza bene il loro sporco lavoro, soprattutto quando si ammassano e quando massacrano.
Molti animalisti hanno creduto che per realizzare questo film il cast abbia effettivamente sparato a topi veri, con qualcosa di simile a delle pistole ad aria compressa. Se tuttavia si guarda no le sequenze fotogramma per fotogramma, è chiaro che in realtà hanno sparato un getto ad alta intensità di sangue finto, stordendo i roditori - che tuttavia non sempre sono biologici. Tra l'altro, uno dei costumi da ratto finto è stato utilizzato nel The Star Wars Holiday Special, un film televisivo del 1978 diretto da Steve Binder, trasmesso un'unica volta dall'emittente statunitense CBS e mai pubblicato in alcun formato; non è mai giunto in Italia. 
Sequenze memorabili:
I cagnotti grandi come braccia! 
Errori: 
Dopo che il signor Skinner viene ucciso dai ratti, si può vedere il suo occhio chiuso che sbatte mentre viene trascinato via. È diventato uno zombie? 
Uno strambo dettaglio tecnico:
Si capisce subito quando le foto dei ratti colossali sono state scattate da vicino, con l'intento di farli sembrare più grandi. Questo perché alcune parti sono a fuoco e altre sono sfocate, cosa che accade quando si fotografa un soggetto da pochi centimetri di distanza. Se i ratti fossero davvero giganteschi e venissero ripresi da una distanza superiore a 10 metri, l'intera immagine sarebbe a fuoco (è la cosiddetta "messa a fuoco all'infinito").


Accoglienza 

Questa è stata la pellicola di maggior successo dell'American International Pictures nel 1976; è stata nominata per il miglior film horror dall'Academy of Science Fiction, Fantasy and Horror Films nella quarta edizione dei Saturn Awards nel 1976. Eppure si trovano diverse recensioni non eulogistiche nella stampa americana dell'epoca. Ne riporto alcune, che trovo abbastanza significative. 
Roger Ebert del Chicago Sun-Times ha considerato il film scadente (dandogli una stella su quattro). 
Vincent Canby del New York Times lo ha definito "una miscela incredibilmente ridicola di cliché di fantascienza e film horror"
Gene Siskel del Chicago Tribune ha scritto: "La pesante campagna pubblicitaria televisiva promette galli alti due metri e ratti grandi come pantere. Ciò che dovrebbe promettere, se la verità nell'etichettatura fosse applicata alle pubblicità cinematografiche, sono effetti speciali pessimi e una sceneggiatura ridicola".
Arthur D. Murphy di Variety ha scritto: "Troppa enfasi da parte di Gordon sui suoi buoni effetti speciali visivi si combina con troppa poca attenzione ai suoi compiti di scrittura ... Ogni attore ha fatto di meglio prima; questa sceneggiatura è atroce".
Kevin Thomas del Los Angeles Times ha scritto che "l'intero film è uno scherzo,  involontariamente"
Tom Milne del Monthly Film Bulletin lo ha definito "un pezzo davvero spaventoso di horror fantascientifico in cui il dialogo cretino, che si spera illumini le follie dell'avidità umana e manomettere la natura, rappresenta un pericolo maggiore per il cast rispetto alle vespe giganti rozzamente animate o alle mostruose teste di ratto e di galletto rigidamente manipolate dalle quinte." 
Tra gli altri riconoscimenti, ricevette il Golden Turkey Award per il peggior film sui roditori di tutti i tempi. 
Sembra che il film abbia avuto qualche sostenitore in Francia, dove è stato vincitore del Licorne d'or ("Unicorno d'oro") al Festival international de Paris du film fantastique et de science-fiction ("Festival internazionale di Parigi del cinema fantastico e di fantascienza").
Per quanto riguarda la Germania, il 7 settembre 2018, il film fu presentato sul canale televisivo tedesco Tele5 come parte della serie Die schlechtesten Filme aller Zeiten (SchleFaZ, ossia "I peggiori film di tutti i tempi"). Difficile reperire informazioni sulla critica in altre nazioni. In particolare, non ho trovato niente relativo all'Italia. Del resto, non dobbiamo dimenticare che la reperibilità di questa pellicola è molto bassa. 


Altre recensioni e reazioni nel Web

Come spesso accade, è di qualche aiuto il sito di critica cinematografica Il Davinotti, che dedica alla pellicola di Gordon questa pagina: 


Questa è la memorabile sentenza del mitico Puppigallo: 

"Sembra anticipare Stuff il gelato che uccide. Qui c'e una bianca crema che ingigantisce gli animali, il cui contenuto batterico verrà ripreso dal film di Cohen. Mancano però, sia un pizzico di ironia, che un minimo di classe nella realizzazione. L'unico, vero punto a suo favore, visto che anche gli effetti sono assai poco speciali, consiste nel ritmo, quasi costante e in alcune scene inevitabilmente risibili: le vespe, che nel secondo incontro rombano come il motore di una Ferrari e il megagallo. I topastri almeno fanno il loro dovere, ma non riescono a salvare la pellicola." 

Rambo90 ha scritto: 

"Incredibile avventura fatta di animali giganti ingenuamente puerile e dalla costruzione classicissima. Si parte subito, ma il ritmo poi diventa lento tra interminabili sequenze di topi che corrono tra i prati e litigi tra i membri del gruppo di sopravvissuti. Gli effetti sono così così ma qualche fotomontaggio funziona. Il cast si adopera davvero poco per essere convincente ma non è aiutato da dialoghi molto schematici."

Fauno ha scritto: 

"Sarebbe buono senza quella bigotta di Mrs. Skinner e quel solito avvoltoio approfittatore che si maschera dietro i buoni propositi di combattere la fame del mondo... Sono solo questi due personaggi, patetici e fatti con lo stampino, che rischiano di ridurre la potenza del film a quella di un episodio di una serie televisiva. Per il resto la scienza viene rispettata: verissimo che topi del genere non riescono a nuotare, ma francamente mi hanno molto più suggestionato le vespe... Molto reale il danno fatto da loro."

Markus ha scritto:

"Nelle intenzioni di Gordon la pellicola è una riproposta del genere appartenente al filone animali assassini giganti (che negli Anni ’50 ebbero buoni consensi al botteghino), ma la misera messa in scena toglie molto del fascino che il film potrebbe avere. Il ritmo c’è, gli attori anche, ma il limite di operazioni di questo genere è che o si hanno i soldi per renderli credibili, oppure si rischia il ridicolo. Qua si salvano solo i feroci topastri che camminano attorno ad un plastico di una casa!" 


Curiosità

Questo è stato il penultimo film dell'attrice Ida Lupino. Il suo ultimo film, My Boys Are Good Boys (1979), diretto da Bethel  Buckalew, vedeva anche la partecipazione di Ralph Meeker, che qui ha interpretato l'avidissimo Bensington.

Questo è stato l'ultimo lungometraggio dell'attrice britannica Pamela Franklin, che ha continuato a lavorare in televisione in diversi ruoli da guest star

L'animatore, effettista e produttore britannico-americano Raymond Frederick Harryhausen (1920 - 2013) era interessato a realizzare questo film. Non mi è chiaro se volesse occuparsi della regia o della produzione. Non mi è nemmeno noto il motivo che avrebbe impedito a questo suo progetto di materializzarsi. 

Un implausibile "sequel"

Ebbene sì, il film di Gordon ha avuto un tentativo di sequel, The Food of the Gods II (1989), diretto da Damian Lee e uscito in Italia come Denti assassini. Anziché affrontare la crescita incontrollata dei corpi umani, il regista si ostina a seguire il filo conduttore dei ratti mostruosi, fino ad incarognirsi.

venerdì 16 febbraio 2024


VILLAGE OF THE GIANTS

Titolo originale: Village of the Giants
Lingua originale: Inglese
Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Anno: 1965
Durata: 81 min
Rapporto: 1,85:1
Genere: Fantascienza, commedia 
Sottogenere: Teensploitation 
Regia: Bert I. Gordon
Soggetto: Herbert George Wells, dal romanzo
     The Food of the Gods and How It Came to Earth
     (1904); Bert I. Gordon
Sceneggiatura: Alan Caillou
Produttore: Bert I. Gordon
Casa di produzione: Berkeley Productions,
      Embassy Pictures Corporation, Joseph E. Levine 
      Productions
Distribuzione in italiano: Metro-Goldwyn-Mayer/
      UA Entertainment
Fotografia: Paul Vogel
Montaggio: John A. Bushelman
Effetti speciali: Bert I. Gordon, Flora M. Gordon,
      Herman E. Townsley
Musiche: Jack Nitzsche
Scenografia: Franz Bachelin
Trucco: Wally Westmore
Interpreti e personaggi: 
    Tommy Kirk: Mike
    Johnny Crawford: Horsey
    Beau Bridges: Fred
    Ronny Howard: Genius
    Joy Harmon: Merrie
    Bob Random: Rick
    Tisha Sterling: Jean
    Charla Doherty: Nancy
    Tim Rooney: Pete
    Kevin O'Neal: Harry
    Gail Gilmore: Elsa
    Toni Basil: Red
    Hank Jones: Chuck
    Jim Begg: Fatso
    Vicki London: Georgette
    Joseph Turkell: Sceriffo
    Rance Howard: Assistente dello sceriffo
    Debi Storm: Cora la figlia dello sceriffo
    Freddy Cannon: Se stesso
    Mike Clifford: Se stesso
    The Beau Brummels: Se stessi
    Julie Kenney: Ragazza nel seminterrato (non accreditata)
    Higgins: Wolf, il cane di Genius (non accreditato)
    Orangey: Gatto (non accreditato) 
Titoli in altre lingue: 
    Spagnolo: El pueblo de los gigantes 
    Spagnolo (Cile): La aldea de los gigantes 
    Portoghese: A Cidade dos Gigantes
    Russo: Деревня великанов 
    Ungherese: Óriások falva 
Budget: 750.000 dollari US 
Box office: Sconosciuto 


Trama: 
La vicenda ha luogo nella fittizia Hainesville, in California. Dopo essersi schiantati con la loro auto contro un posto di blocco durante un temporale, numerosi adolescenti festaioli venuti da fuori si dedicano prima a una vigorosa e giocosa lotta nel fango, poi si dirigono verso la città a piedi. Sono Fred, Pete, Rick, Harry e le loro amiche Merrie, Elsa, Georgette e Jean. Fred ricorda di aver incontrato Nancy, una ragazza di Hainesville, così decidono di cercarla. 
Questa Nancy, nel frattempo, è con il suo fidanzato Mike, mentre il fratello minore, il fulvo e occhialuto "Genius", gioca con il suo set del piccolo chimico in cantina. Genius crea accidentalmente una sostanza che chiama "goo" e fa crescere a dismisura qualunque animale la ingerisca, tra cui un cane e una coppia di anatre.
I ragazzi giunti da fuori città irrompono nel teatro locale, si puliscono dalla pioggia e dal fango, poi vanno in un locale lì vicino dove si esibiscono i Beau Brummels. Poco dopo arrivano le anatre gigantesche, immani, più alte di un adulto, seguite da Mike e Nancy. Tutti sono sbalorditi dalle dimensioni dei volatili e si chiedono come abbiano fatto a diventare così grandi. Mike spiega che è un segreto, ma seguendo un suggerimento dei loro amici Horsey e Red, organizzano un picnic nella piazza del paese il giorno dopo, dove arrostiscono le anatre e ne danno da mangiare a tutti la carne succulenta.
Anche Fred e i suoi amici vedono il potenziale di ciò che ha fatto crescere le anatre, ma la loro mente è rivolta esclusivamente al profitto. Decidono di scoprire il segreto e alla fine ci riescono, fuggendo con un campione. Tornati a teatro, la banda discute su cosa fare con questo "goo". Sentendosi sotto pressione, Fred lo taglia a fette, dando a tutti un pezzo a testa, che viene subito consumato. Quando il "goo" fa effetto, coloro che lo hanno ingurgitato crescono fino a superare i 9 metri di altezza, strappandosi i vestiti. All'inizio tutti sono traumatizzati, ma presto si rendono conto del loro nuovo potere grazie alle colossali dimensioni, così decidono di prendere il controllo della città.
Durante la notte, i giganti decidono di isolare Hainesville dal resto del mondo. Distruggono le linee telefoniche, rovesciano le antenne radiotelevisive e bloccano le strade rimanenti che conducono fuori città. Quando lo Sceriffo e Mike arrivano per occuparsene, scoprono che i giganti non hanno intenzione di andarsene e stanno tenendo prigioniera la figlia dello Sceriffo, Cora, in modo tale da non avere problemi. Mentre gli adulti della città sembrano paralizzati, i ragazzi decidono di reagire. Un tentativo di catturare Fred finisce per far prendere in ostaggio anche Nancy. 
Nel frattempo, il fulvo Genius continua a lavorare, cercando di produrre altro "goo". Mike gli chiede di preparare una scorta di etere: ha notato che i giganti, che si sono insediati nel teatro, lasciano solo Merrie a fare la guardia agli ostaggi. Mike e Horsey progettano di sottomettere Merrie, recuperare le armi e liberare Nancy e la figlia dello Sceriffo. 
Dopo aver condotto i giganti fuori dal teatro, Mike si comporta come Davide di fronte al Golia di Fred, per distrarli mentre Horsey e gli altri effettuano il salvataggio. Il nuovo tentativo di Genius di produrre il "goo" lo porta a scoprire un antidoto. Il marmocchio fulvo si reca in piazza in bicicletta con un secchio pieno dell'antidoto, che esala vapori mefitici densi e giallastri. I giganti ne inalano i fumi e tornano tutti alla normalità come per incanto. Mike affronta Fred e lo fa scappare dalla città con i suoi amici, ormai ridicoli nei loro abiti troppo grandi. 
Tuttavia, quando Fred e gli altri raggiungono la loro auto, incontrano un gruppo di viaggiatori naneschi che hanno sentito parlare del "goo" e dei suoi prodigiosi effetti: si stanno dirigendo in città alla ricerca della sostanza, che vogliono ingurgitare. Alcuni sono giunti persino dal Giappone!

Slogan: 
"Teen-agers zoom to supersize and terrorize a town!"


Recensione: 
Si tratta di un adattamento molto libero del romanzo di H.G. Wells L'alimento divino, aka Il cibo degli dei (The Food of the Gods and How It Came to Earth, 1904). In seguito l'opera dello scrittore britannico è stata portata sullo schermo una seconda volta dallo stesso regista, che ha diretto Il cibo degli dei (The Food of the Gods, 1976). 
A differenza di quanto accade in altre pellicole di Gordon sul gigantismo, umano o animale, in Village of the Giants la fantascienza si mescola alla commedia ed è priva della benché minima venatura di horror. Assume dall'inizio alla fine un tono scanzonato, leggerello e addirittura goliardico: un mix esplosivo di ottimismo, fede nella Scienza, rivoluzione culturale e sessuale, boom economico, cambiamenti sociali. Contribuiscono a questa atmosfera anni '60 anche la musica e le sequenze psichedeliche dei giovani che ballano in stato di alterazione, in abiti succinti. Sono presenti elementi che si sarebbero poi sviluppati nel genere beach party. Per dare un'idea del rimbambimento generale, basti considerare le sequenze in cui in una discoteca fanno la loro comparsa le due anatre colossali, che suscitano nel presenti stupore misto a una grande ilarità, ma nessuna paura. Eppure le anatre sono piuttosto aggressive e voraci: se si trovassero in mezzo a umani più piccoli di loro, non esiterebbero a dilaniarli! Anche un gatto gigantesco potrebbe dare dei bei problemi! Di fronte a queste mie osservazioni, il regista risponderebbe senza dubbio che la sua opera non è fatta per suscitare discussioni filosofiche ed etologiche; aggiungerebbe che tutto va preso per quello che è: una commediola, per l'appunto. 
Anziché la radioattività, la causa della crescita fino a proporzioni immense è qui la chimica, intesa come puerile miscuglio causale di sostanze. Questa non è Scienza, ovviamente, ma rende bene l'idea del pensiero imperante in quegli anni. Non esiste metodo, non esiste nemmeno una larvata comprensione dell'Universo e delle leggi su cui si fonda. Non esiste ricerca, tutto è imitazione dei gesti di una scimmia folle! 


Etimologia di goo

La parola goo non è certo un'invenzione del regista di questo film. Indica una sostanza liquida densa o semiliquida, di consistenza appiccicosa e di composizione sconosciuta, come ad esempio la melma o lo sperma. 
Sinonimi gergali: goop, gloop, gunk, gunge
Nel dizionario etimologico Etymonline si ha un riferimento circolare. Da una parte, gli autori ritengono che l'aggettivo gooey "viscido, appiccicoso" derivi da goo con l'aggiunta del tipico suffisso -y (di cui -ey sarebbe una variante); in un altro luogo del dizionario, gli stessi autori ritengono invece che goo sia frutto di una retroformazione da gooey. Per altri invece goo è solo un'alterazione infantile di glue "colla". Esiste anche l'idea che goo sia un'abbreviazione di burgoo "porridge denso", (variante: burgout) attestato nel XVIII secolo, sulla cui origine sono state fatte diverse ipotesi:
1) dal gallese burym "lievito" + cawl "cavolo"; "pappa" (in origine "zuppa di cavoli");
2) dall'arabo برغل burĝul "chicchi di frumento cotti al vapore e macinati" (a sua volta di origine turca); 
3) dall'alterazione di ragout "ragù" (dal francese). 
Alcuni derivati di goo
   goo-gobs "gran quantità" (slang afroamericano)
   man goo "sperma". 
Siamo in condizioni di pantano etimologico: decidere qualcosa di concreto è molto difficile. 
La parola goo, nella locuzione black goo, è stata utilizzata da Ridley Scott per indicare il Seme Nero da cui hanno origine i Neomorfi e gli Xenomorfi. 

Una torta di aspetto fecale

Il "goo" era in realtà una semplice torta di pan di Spagna, con l'aggiunta di un innocuo colorante alimentare. Guardandola bene, mi sembra che abbia più l'aspetto di un grosso stronzo compatto, di color rosa sgargiante, appena uscito dal deretano di un titano. Dopo aver girato la scena in cui i ragazzi fuori città mangiano questa roba e crescono fino a diventare giganti, gli attori insistettero per mangiare un'altra torta simile prima di ogni giorno di riprese, per aiutarli a entrare meglio nel personaggio.


Gigantismo felino 

Quasi tutti gli esseri umani o gli animali che sono cresciuti in questo film, sono stati eliminati prima della fine. Questo è avvenuto in due modi: tramite uccisione (nel caso delle anatre e del ragno) o tramite rimpicciolimento (nel caso degli adolescenti giganti e del cane Wolf). Così è finito il loro regno dei giganti prima della conclusione dell'opera. Esiste un'unica eccezione: il gatto soriano arancione che è stato il primo a crescere. Dopo che il felino rossiccio, ormai gigante, esce dalla stanza, il suo destino non viene mai rivelato o menzionato nuovamente per l'intera durata del film. Quando gli è stato chiesto in seguito, lo stesso Bert Ira Gordon non ha fornito alcuna risposta o dettaglio su quale fosse il destino del gatto. Per quanto ne sappiamo, il gatto è rimasto gigantesco anche dopo la fine del film, creando un buco di trama, piuttosto rivelatore, che non è mai stato affrontato. Ci sarebbe stato abbastanza materiale per immaginare un seguito in cui la commedia si trasforma bruscamente in horror, col gatto che si mette a straziare persone per puro piacere! 


Un volatile raccapricciante

Il pollo che mangiano i ragazzi giganti è legato alla famosa catena di ristoranti Chicken Delight. Questa catena era nota per la consegna a domicilio di pollo e costine, oltre che per il suo accattivante motto: "Don't cook tonight, call Chicken Delight" (ossia "Non cucinare questa sera, chiama Chicken Delight"). Uno striscione della catena di ristoranti è visibile su un muro dietro gli adulti che consegnano i fucili. Ma il cast non ha potuto mangiare il pollo vero e proprio. Secondo la bionda Joy Harmon, ma ormai la cosa è difficile da verificare, "I ragazzi degli attrezzi di scena ci hanno dato un uccello davvero piccolo che hanno fritto per farlo sembrare un piccolo pollo. Proveniva da un famoso ristorante di pollo ed era orribile. Odiavo mangiarla, qualsiasi cosa fosse, e dovevo continuare a mangiarla ancora e ancora."
Doveva essere un tordo magrissimo e per giunta bruciacchiato! Ai nostri giorni, per molto meno scatterebbe una raffica di denunce per maltrattamento ad animali! 
 


Musica

La sigla strumentale è opera dal compositore e arrangiatore Jack Nitzsche. Fu originariamente pubblicata con il titolo "The Last Race" dalla Reprise Records, mesi prima dell'uscita del film, e sarebbe stata poi utilizzata come colonna sonora principale per Death Proof, la parte di Grindhouse diretta da Quentin Tarantino, nel 2007. 
I Beau Brummels, i cantanti Freddy Cannon e Mike Clifford, fanno tutti parte del cast. Cannon ha sfornato una serie di successi negli anni '60, tra cui "Palisades Park""Tallahassee Lassie"; interpreta "Little Bitty Corrine" nel suo stile inconfondibile (indossando un cardigan in piena estate), mentre Mike Clifford (veterano dell'Ed Sullivan Show e in seguito attore) canticchia il suo immancabile lento, "Marianne". A Clifford viene attribuita anche un'altra canzone, "Nothing Can Stand in My Way", che però non compare nel film. Non è stata pubblicata ufficialmente la colonna sonora di questa pellicola. 


Accoglienza

Questo film a basso budget, uscito negli States il 20 ottobre 1965 (fonte: IMDb), ebbe all'epoca un successo commerciale limitato, anche perché fu distribuito principalmente nei drive-in come parte di un programma a doppio spettacolo. Tuttavia attirò presto l'attenzione dei media e del pubblico grazie ad alcuni dei suoi stravaganti effetti speciali e al sex appeal leggermente provocatorio, comprese alcune scene di nudo implicito. Margaret Hartford del Los Angeles Times, ad esempio, allude a questi elementi nella sua recensione dell'epoca. Se la memoria non mi inganna, parlava di una pellicola tutta fatta di tette e di culi. Secondo questo filone della critica cinematografica, le cose migliori del film sono gli effetti speciali e i trucchi fotografici, insieme a quelle infinite viste di giovani torsi sani e perfettamente eugenetici che volteggiano esuberanti al ritmo dei Beau Brummells o di Freddy Cannon, con la sceneggiatura di Alan Caillou che mantiene l'azione veloce e le danze ondeggianti. 
Non si trovano molte notizie sulla distribuzione di questa pellicola in altre nazioni. A quanto pare, il titolo non fu mai tradotto in italiano (avrebbe dovuto essere "Il villaggio dei giganti"). Ho potuto visionare la pellicola unicamente in inglese. 


Sequenze incoerenti 

Come si può facilmente vedere, le dimensioni dei giganti non sono costanti nel corso del film: variano molto, assieme a quelle degli oggetti miniaturizzati che maneggiano. Le razioni di cibo e bevande, di proporzioni ridicole, non potrebbero in ogni caso mantenere simili corpi. In alcune sequenze i giganti sembrano poco più grandi di esseri umani normali, in altre invece svettano come torri. Quando poi tornano alle dimensioni normali, asfissiati dai fumi dell'antidoto, la quantità di tessuti a cui si aggrappano per preservare il loro pudore è inferiore a quella che dovrebbe essere: sembra che i loro abiti, ricavati dai tendoni del teatro, si siano rattrappiti come se fossero parti di organismi biologici. 
Quando Mike e Nancy si trovano ad affrontare il ragno gigante, riescono a vincerlo grazie a uno stratagemma. Mike uccide la creatura staccando un tubo, allagando la cantina e gettando una presa elettrica rotta nell'acqua, fulminandola. Tuttavia, nelle scene successive, soprattutto quella in cui Fred e la sua banda irrompono per rubare il "goo", pochi minuti dopo che Mike e Nancy se ne sono andati, non c'è più traccia né dell'allagamento né della carcassa bruciata del titanico aracnide. 
Nei primi momenti in cui vediamo il cane ingigantito nel film, ci accorgiamo che non indossa più il collare come faceva prima della crescita. In teoria, essendo diventato un cane di taglia gigante, il collare si sarebbe dovuto rompere per la pressione, oppure avrebbe dovuto strozzarlo. Eppure, pochi secondi dopo che il cane è stato rimpicciolito dall'antidoto, alla fine del film, torna alle sue dimensioni normali e indossa di nuovo il collare, comparso misteriosamente dal nulla. 

Sequenze tagliate

Alcune scene presenti nella sceneggiatura originale furono omesse dal film finale, probabilmente a causa dei costi eccessivi. Tra queste: le scene che precedono l'incidente d'auto che apre il film, con i ragazzi che viaggiano su due auto anziché su una; le scene di crescita di tutti i giganti (nel film, si vedono crescere solo Elsa, Fred e Merrie); Georgette che balla con Horsey anziché con Merrie; i giganti che abbattono i pali del telefono e distruggono l'auto dello Sceriffo, per interrompere le comunicazioni con il mondo esterno; Mike che cerca di scappare e chiedere aiuto, solo per essere fermato da Fred; i giganti che fanno festa notte e giorno, seminando il caos in tutta la città. La più notevole delle idee partorita dalla mente febbrile di Caillou era quella della morte atroce del Vicesceriffo, schiacciato come uno scarafaggio sotto i piedi nudi dei giganti! Ritenuta troppo audace, non fu mai neppure tentato un abbozzo di traduzione in realtà. Ci sarebbero stati gravi problemi nella trama: ritornati normali, gli adolescenti troppo cresciuti sarebbero stati incriminati per omicidio.

Alcune interviste imbarazzanti

L'attore statunitense Beau Bridges ha uno dei suoi primi ruoli come leader non ufficiale degli adolescenti che si trasformano in giganti. In seguito ha ricordato l'accaduto con parole futili: "Quando l'ho fatto, avevo circa 18 o 19 anni, e l'ho preso molto sul serio. Pensavo fosse la mia occasione per essere davvero un portavoce della mia generazione, capisci? Ho fatto quel lungo discorso quando ero a teatro, e ho mangiato questo "goo"... Mi sono rivolto al capo della polizia della città parlando dei giovani, degli adolescenti, che lui dice stanno perdendo il controllo, e ho parlato di libertà e tutto il resto. L'ho preso così sul serio, e credo di aver persino riscritto le mie battute. Ora, però, è, uh, un po' imbarazzante."
Tommy Kirk ha girato il film dopo il suo arresto per possesso di droga. In seguito ha dichiarato di non essersi "troppo imbarazzato" per la sua interpretazione: "È un film un po' folle, ma la qualità della produzione è piuttosto buona e in un certo senso regge. Avrei potuto fare a meno delle anatre danzanti, però."

Curiosità grossolane 

Inizialmente, la brunetta Vicki London era stata scelta per il ruolo femminile principale, ma ha avuto un problema: si è rifiutata di mostrare le sue morbide tipte al regista. Così il ruolo è stato assegnato alla bionda Joy Harmon, che non ha avuto difficoltà a far rizzare la Torre di Pisa.