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domenica 18 febbraio 2024


IL CIBO DEGLI DEI

Titolo originale: The Food of the Gods
Lingua originale: Inglese
Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Anno: 1976
Durata: 88 min
Genere: Orrore, fantascienza 
Sottogenere: Animal horror 
Regia: Bert I. Gordon
Soggetto: H.G. Wells, dal romanzo
   The Food of the Gods and How It Came to Earth
   (1904)
Sceneggiatura: Bert I. Gordon 
Produttore: Bert I. Gordon
Produttore esecutivo: Samuel Z. Arkoff 
Casa di produzione: American International Pictures 
Distribuzione: American International Pictures
Distribuzione in italiano: Eureka Distribuzione
Fotografia: Reginald H. Morris
Montaggio: Corky Ehlers
Musiche: Elliot Kaplan
Scenografia: Graeme Murray 
Direttrice del casting: Betty Martin
Truccatrice: Phyllis Newman 
Truccatore speciale: Thomas R. Burman
Parrucchiera: Salli Bailey 
Post-produzione: Salvatore Billitteri 
Assistenti alla regia: Gavin B. Graig, Marianne Dolen,
    Flora M. Gordon 
Direttore del set: John Stark
Tecnico del suono: George Mulholland 
Effetti speciali: Tom Fisher, John Thomas,
    Keith Wardlow, Rick Baker 
Effetti visivi: Bert I. Gordon, Jody Richardson 
Miniature: Erik von Buelow 
Camera a mano: Rod Parkhurst 
Primo assistente cameraman: Thom Rian 
Secondo assistente cameraman: Gundar Lipsbergs
Capo elettricista: Brian Montague 
Tecnico Cinemobile: Dalibor Roas
Guardaroba: Ilse Richter 
Continuità: Margaret Hanly 
Interpreti e personaggi: 
    Marjoe Gortner: Morgan
    Pamela Franklin: Lorna
    Ralph Meeker: Jack Bensington
    Jon Cypher: Brian
    Ida Lupino: Mrs. Skinner
    John McLiam: Mr. Skinner
    Belinda Balaski: Rita
    Tom Stovall: Thomas
    Chuck Courtney: Davis 
    Reg Tunnicliffe: Attendente del traghetto
    Kevin Schumm: Bambino nella classe
Titoli in altre lingue: 
    Tedesco: Die Insel der Ungeheuer 
    Francese: Soudain... les monstres 
    Spagnolo: El alimento de los dioses 
    Rumeno: Hrana zeilor 
    Russo: Пища богов 
    Giapponese: 巨大生物の島
       (Kyodai seibutsu no shima,
       "L'isola delle creature giganti") 
Budget: 900.000 dollari US
Box office: 1 milione di dollari US

Trama:
Il "cibo" è un liquido denso e biancastro che affiora misteriosamente dal terreno su un'isola remota da qualche parte nella Columbia Britannica. Il signor e la signora Skinner, una coppia di fanatici religiosi, considerano questa sbobba un dono di Dio e ne danno da mangiare ai loro polli, che diventano diventano grandi come cavalli. Anche ratti, vespe e larve consumano la sostanza, così l'isola viene presto infestata da parassiti giganteschi. 
Morgan, un giocatore di football professionista, è sull'isola per una battuta di caccia con i suoi amici, quando uno di loro viene punto a morte da vespe giganti. Morgan cerca aiuto alla fattoria degli Skinner, ma viene attaccato da uno dei polli giganti e riesce ad ucciderlo infilzandolo con un forcone. La signora Skinner, presente, gli mostra la sostanza mescolata al mangime, ma è convinta che non abbia nulla a che fare con la morte del suo amico nel bosco. Morgan e Brian, scettici sulla causa della morte, rimuovono il corpo di Davis per portarlo via dall'isola. Il signor Skinner intende commercializzare il liquido. Una notte, mentre torna a casa a piedi dopo che la gomma della sua auto si era forata nella foresta, viene attaccato nel bosco e ucciso da topi colossali. 
Dopo aver riportato i suoi amici sulla terraferma, Morgan apprende dall'autopsia che l'amico non è morto per una caduta, così assieme a Brian decide di tornare sull'isola per indagare ulteriormente. Assieme a lui ci sono anche Thomas e la moglie Rita in stato di gravidanza, Jack Bensington, l'avidissimo proprietario di un'azienda di cibo per cani, che spera di trovare il modo di commercializzare la sostanza, oltre alla sua assistente, la batteriologa Lorna Scott. Bensington ha occhi solo per il liquido redditizio e vuole concludere in fretta e furia l'affare, ma il contratto non può essere firmato, essendo il signor Skinner defunto. La signora Skinner mostra all'affarista la fonte del "cibo". Poco dopo, vengono attaccati da uno sciame di vespe giganti, ma riescono a fuggire in casa per il rotto della cuffia. Sopraggiungono Morgan e Brian, che individuano e fanno saltare in aria l'enorme nido cartaceo dei mostruosi imenotteri. Nonostante sia scampato per un pelo alla morte, Bensington rimane determinato a recuperare il liquido. Dopo una serie di spaventose peripezie, in cui Brian rimane ucciso, i ratti di proporzioni immense si avvicinano, guidati da un terrificante esemplare albino. Bensington nel frattempo ha messo il "cibo" al sicuro in contenitori, nonostante le proteste di Lorna. In uno degli attacchi dei pestilenziali roditori, la signora Skinner viene straziata a morte e fa una ben misera fine anche il plutocratico Bensington. 
Morgan fa esplodere una diga vicina, allagando la zona e annegando gli immani ratti, le cui dimensioni e peso rendono impossibile il nuoto. Dopo che le acque si sono ripulite, i sopravvissuti ammucchiano i corpi dei roditori, rovesciandovi sopra i contenitori di "cibo" e la benzina prima di bruciarli. Tuttavia, diversi di questi barattoli vengono trascinati via dalla corrente, finendo alla deriva in una fattoria sulla terraferma. La sostanza viene ingerita dalle mucche da latte. Nella scena finale del film, si vedono degli scolari che bevono inconsapevolmente il latte contaminato, che farà loro subire un'ineluttabile crescita anomala.


Recensione: 
Per Bert Ira Gordon, questo è il secondo adattamento parziale del romanzo di H.G. Wells L'alimento divino (The Food of the Gods and How It Came to Earth, 1904), a undici anni di distanza dal primo, Village of the Giants (1965). Il regista sentiva la necessità di dedicarsi all'horror più livido, sola possibilità di trasporre in fotogrammi l'opera dello scrittore britannico. Non poteva certo essere soddisfacente una briosa commedia sugli adolescenti ribelli cresciuti in modo abnorme per aver mangiato una torta simile a uno stronzo rosa! 
Nonostante i mezzi limitati, che scadono nel trash, il livello di tensione è eccellente. Alla fine si avverte l'incompletezza della narrazione, che si interrompe di colpo lasciando lo spettatore col fiato sospeso: il "cibo", trasportato dalle acque, finito nel latte delle vacche e ingerito dai bambini, arrecherà danni spaventosi alla specie umana - danni che tuttavia non sono mostrati. Forse il regista aveva programmato un sequel, in cui mostrare effetti di gigantismo ben più drammatici di quelli già visti in Village of the Giants
Ci sono alcune differenze importanti tra la trama del film e l'opera di Wells, in cui il "cibo" è una sostanza artificiale e l'azione si svolge in Inghilterra. A parte le plateali insufficienze registiche, si segnala un incoerenza: a un certo punto si enuncia l'idea folle secondo cui gli animali ingigantiti contribuirebbero a risolvere il problema della fame nel mondo, senza considerare che richiederebbero quantità ingenti di risorse (cibo, acqua) per essere mantenuti. Il solito "rimedio" ingannevole che si rivela poi un aggravio! A quanto pare, questa trovata non è contenuta nel romanzo di H.G. Wells, che non ho ancora avuto occasione di leggere.


Effetti speciali bizzarri

Per creare l'effetto delle creature gigantesche sono state utilizzate riproduzioni sovradimensionate di vermi, polli, vespe e ratti. Sono state utilizzate anche sei diverse teste di ratto meccanizzate e quattro costumi da ratto indossati da esseri umani. I risultati purtroppo sono piuttosto trash, soprattutto per quanto riguarda le vespe, grezze, nere e sfocate al punto di essere assolutamente inguardabili. Sembra che le atroci sagome siano state appese sullo sfondo e azionate tramite fili.  I polli immensi hanno dato a Jerry Calà l'idea folgorante per la realizzazione di Chicken Park (1994), considerato dalla critica uno dei film più brutti della Settima Arte. I ratti, su cui il regista si è particolarmente concentrato, sono invece abbastanza potenti. Possiamo dire che svolgono abbastanza bene il loro sporco lavoro, soprattutto quando si ammassano e quando massacrano.
Molti animalisti hanno creduto che per realizzare questo film il cast abbia effettivamente sparato a topi veri, con qualcosa di simile a delle pistole ad aria compressa. Se tuttavia si guarda no le sequenze fotogramma per fotogramma, è chiaro che in realtà hanno sparato un getto ad alta intensità di sangue finto, stordendo i roditori - che tuttavia non sempre sono biologici. Tra l'altro, uno dei costumi da ratto finto è stato utilizzato nel The Star Wars Holiday Special, un film televisivo del 1978 diretto da Steve Binder, trasmesso un'unica volta dall'emittente statunitense CBS e mai pubblicato in alcun formato; non è mai giunto in Italia. 
Sequenze memorabili:
I cagnotti grandi come braccia! 
Errori: 
Dopo che il signor Skinner viene ucciso dai ratti, si può vedere il suo occhio chiuso che sbatte mentre viene trascinato via. È diventato uno zombie? 
Uno strambo dettaglio tecnico:
Si capisce subito quando le foto dei ratti colossali sono state scattate da vicino, con l'intento di farli sembrare più grandi. Questo perché alcune parti sono a fuoco e altre sono sfocate, cosa che accade quando si fotografa un soggetto da pochi centimetri di distanza. Se i ratti fossero davvero giganteschi e venissero ripresi da una distanza superiore a 10 metri, l'intera immagine sarebbe a fuoco (è la cosiddetta "messa a fuoco all'infinito").


Accoglienza 

Questa è stata la pellicola di maggior successo dell'American International Pictures nel 1976; è stata nominata per il miglior film horror dall'Academy of Science Fiction, Fantasy and Horror Films nella quarta edizione dei Saturn Awards nel 1976. Eppure si trovano diverse recensioni non eulogistiche nella stampa americana dell'epoca. Ne riporto alcune, che trovo abbastanza significative. 
Roger Ebert del Chicago Sun-Times ha considerato il film scadente (dandogli una stella su quattro). 
Vincent Canby del New York Times lo ha definito "una miscela incredibilmente ridicola di cliché di fantascienza e film horror"
Gene Siskel del Chicago Tribune ha scritto: "La pesante campagna pubblicitaria televisiva promette galli alti due metri e ratti grandi come pantere. Ciò che dovrebbe promettere, se la verità nell'etichettatura fosse applicata alle pubblicità cinematografiche, sono effetti speciali pessimi e una sceneggiatura ridicola".
Arthur D. Murphy di Variety ha scritto: "Troppa enfasi da parte di Gordon sui suoi buoni effetti speciali visivi si combina con troppa poca attenzione ai suoi compiti di scrittura ... Ogni attore ha fatto di meglio prima; questa sceneggiatura è atroce".
Kevin Thomas del Los Angeles Times ha scritto che "l'intero film è uno scherzo,  involontariamente"
Tom Milne del Monthly Film Bulletin lo ha definito "un pezzo davvero spaventoso di horror fantascientifico in cui il dialogo cretino, che si spera illumini le follie dell'avidità umana e manomettere la natura, rappresenta un pericolo maggiore per il cast rispetto alle vespe giganti rozzamente animate o alle mostruose teste di ratto e di galletto rigidamente manipolate dalle quinte." 
Tra gli altri riconoscimenti, ricevette il Golden Turkey Award per il peggior film sui roditori di tutti i tempi. 
Sembra che il film abbia avuto qualche sostenitore in Francia, dove è stato vincitore del Licorne d'or ("Unicorno d'oro") al Festival international de Paris du film fantastique et de science-fiction ("Festival internazionale di Parigi del cinema fantastico e di fantascienza").
Per quanto riguarda la Germania, il 7 settembre 2018, il film fu presentato sul canale televisivo tedesco Tele5 come parte della serie Die schlechtesten Filme aller Zeiten (SchleFaZ, ossia "I peggiori film di tutti i tempi"). Difficile reperire informazioni sulla critica in altre nazioni. In particolare, non ho trovato niente relativo all'Italia. Del resto, non dobbiamo dimenticare che la reperibilità di questa pellicola è molto bassa. 


Altre recensioni e reazioni nel Web

Come spesso accade, è di qualche aiuto il sito di critica cinematografica Il Davinotti, che dedica alla pellicola di Gordon questa pagina: 


Questa è la memorabile sentenza del mitico Puppigallo: 

"Sembra anticipare Stuff il gelato che uccide. Qui c'e una bianca crema che ingigantisce gli animali, il cui contenuto batterico verrà ripreso dal film di Cohen. Mancano però, sia un pizzico di ironia, che un minimo di classe nella realizzazione. L'unico, vero punto a suo favore, visto che anche gli effetti sono assai poco speciali, consiste nel ritmo, quasi costante e in alcune scene inevitabilmente risibili: le vespe, che nel secondo incontro rombano come il motore di una Ferrari e il megagallo. I topastri almeno fanno il loro dovere, ma non riescono a salvare la pellicola." 

Rambo90 ha scritto: 

"Incredibile avventura fatta di animali giganti ingenuamente puerile e dalla costruzione classicissima. Si parte subito, ma il ritmo poi diventa lento tra interminabili sequenze di topi che corrono tra i prati e litigi tra i membri del gruppo di sopravvissuti. Gli effetti sono così così ma qualche fotomontaggio funziona. Il cast si adopera davvero poco per essere convincente ma non è aiutato da dialoghi molto schematici."

Fauno ha scritto: 

"Sarebbe buono senza quella bigotta di Mrs. Skinner e quel solito avvoltoio approfittatore che si maschera dietro i buoni propositi di combattere la fame del mondo... Sono solo questi due personaggi, patetici e fatti con lo stampino, che rischiano di ridurre la potenza del film a quella di un episodio di una serie televisiva. Per il resto la scienza viene rispettata: verissimo che topi del genere non riescono a nuotare, ma francamente mi hanno molto più suggestionato le vespe... Molto reale il danno fatto da loro."

Markus ha scritto:

"Nelle intenzioni di Gordon la pellicola è una riproposta del genere appartenente al filone animali assassini giganti (che negli Anni ’50 ebbero buoni consensi al botteghino), ma la misera messa in scena toglie molto del fascino che il film potrebbe avere. Il ritmo c’è, gli attori anche, ma il limite di operazioni di questo genere è che o si hanno i soldi per renderli credibili, oppure si rischia il ridicolo. Qua si salvano solo i feroci topastri che camminano attorno ad un plastico di una casa!" 


Curiosità

Questo è stato il penultimo film dell'attrice Ida Lupino. Il suo ultimo film, My Boys Are Good Boys (1979), diretto da Bethel  Buckalew, vedeva anche la partecipazione di Ralph Meeker, che qui ha interpretato l'avidissimo Bensington.

Questo è stato l'ultimo lungometraggio dell'attrice britannica Pamela Franklin, che ha continuato a lavorare in televisione in diversi ruoli da guest star

L'animatore, effettista e produttore britannico-americano Raymond Frederick Harryhausen (1920 - 2013) era interessato a realizzare questo film. Non mi è chiaro se volesse occuparsi della regia o della produzione. Non mi è nemmeno noto il motivo che avrebbe impedito a questo suo progetto di materializzarsi. 

Un implausibile "sequel"

Ebbene sì, il film di Gordon ha avuto un tentativo di sequel, The Food of the Gods II (1989), diretto da Damian Lee e uscito in Italia come Denti assassini. Anziché affrontare la crescita incontrollata dei corpi umani, il regista si ostina a seguire il filo conduttore dei ratti mostruosi, fino ad incarognirsi.

venerdì 16 febbraio 2024


VILLAGE OF THE GIANTS

Titolo originale: Village of the Giants
Lingua originale: Inglese
Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Anno: 1965
Durata: 81 min
Rapporto: 1,85:1
Genere: Fantascienza, commedia 
Sottogenere: Teensploitation 
Regia: Bert I. Gordon
Soggetto: Herbert George Wells, dal romanzo
     The Food of the Gods and How It Came to Earth
     (1904); Bert I. Gordon
Sceneggiatura: Alan Caillou
Produttore: Bert I. Gordon
Casa di produzione: Berkeley Productions,
      Embassy Pictures Corporation, Joseph E. Levine 
      Productions
Distribuzione in italiano: Metro-Goldwyn-Mayer/
      UA Entertainment
Fotografia: Paul Vogel
Montaggio: John A. Bushelman
Effetti speciali: Bert I. Gordon, Flora M. Gordon,
      Herman E. Townsley
Musiche: Jack Nitzsche
Scenografia: Franz Bachelin
Trucco: Wally Westmore
Interpreti e personaggi: 
    Tommy Kirk: Mike
    Johnny Crawford: Horsey
    Beau Bridges: Fred
    Ronny Howard: Genius
    Joy Harmon: Merrie
    Bob Random: Rick
    Tisha Sterling: Jean
    Charla Doherty: Nancy
    Tim Rooney: Pete
    Kevin O'Neal: Harry
    Gail Gilmore: Elsa
    Toni Basil: Red
    Hank Jones: Chuck
    Jim Begg: Fatso
    Vicki London: Georgette
    Joseph Turkell: Sceriffo
    Rance Howard: Assistente dello sceriffo
    Debi Storm: Cora la figlia dello sceriffo
    Freddy Cannon: Se stesso
    Mike Clifford: Se stesso
    The Beau Brummels: Se stessi
    Julie Kenney: Ragazza nel seminterrato (non accreditata)
    Higgins: Wolf, il cane di Genius (non accreditato)
    Orangey: Gatto (non accreditato) 
Titoli in altre lingue: 
    Spagnolo: El pueblo de los gigantes 
    Spagnolo (Cile): La aldea de los gigantes 
    Portoghese: A Cidade dos Gigantes
    Russo: Деревня великанов 
    Ungherese: Óriások falva 
Budget: 750.000 dollari US 
Box office: Sconosciuto 


Trama: 
La vicenda ha luogo nella fittizia Hainesville, in California. Dopo essersi schiantati con la loro auto contro un posto di blocco durante un temporale, numerosi adolescenti festaioli venuti da fuori si dedicano prima a una vigorosa e giocosa lotta nel fango, poi si dirigono verso la città a piedi. Sono Fred, Pete, Rick, Harry e le loro amiche Merrie, Elsa, Georgette e Jean. Fred ricorda di aver incontrato Nancy, una ragazza di Hainesville, così decidono di cercarla. 
Questa Nancy, nel frattempo, è con il suo fidanzato Mike, mentre il fratello minore, il fulvo e occhialuto "Genius", gioca con il suo set del piccolo chimico in cantina. Genius crea accidentalmente una sostanza che chiama "goo" e fa crescere a dismisura qualunque animale la ingerisca, tra cui un cane e una coppia di anatre.
I ragazzi giunti da fuori città irrompono nel teatro locale, si puliscono dalla pioggia e dal fango, poi vanno in un locale lì vicino dove si esibiscono i Beau Brummels. Poco dopo arrivano le anatre gigantesche, immani, più alte di un adulto, seguite da Mike e Nancy. Tutti sono sbalorditi dalle dimensioni dei volatili e si chiedono come abbiano fatto a diventare così grandi. Mike spiega che è un segreto, ma seguendo un suggerimento dei loro amici Horsey e Red, organizzano un picnic nella piazza del paese il giorno dopo, dove arrostiscono le anatre e ne danno da mangiare a tutti la carne succulenta.
Anche Fred e i suoi amici vedono il potenziale di ciò che ha fatto crescere le anatre, ma la loro mente è rivolta esclusivamente al profitto. Decidono di scoprire il segreto e alla fine ci riescono, fuggendo con un campione. Tornati a teatro, la banda discute su cosa fare con questo "goo". Sentendosi sotto pressione, Fred lo taglia a fette, dando a tutti un pezzo a testa, che viene subito consumato. Quando il "goo" fa effetto, coloro che lo hanno ingurgitato crescono fino a superare i 9 metri di altezza, strappandosi i vestiti. All'inizio tutti sono traumatizzati, ma presto si rendono conto del loro nuovo potere grazie alle colossali dimensioni, così decidono di prendere il controllo della città.
Durante la notte, i giganti decidono di isolare Hainesville dal resto del mondo. Distruggono le linee telefoniche, rovesciano le antenne radiotelevisive e bloccano le strade rimanenti che conducono fuori città. Quando lo Sceriffo e Mike arrivano per occuparsene, scoprono che i giganti non hanno intenzione di andarsene e stanno tenendo prigioniera la figlia dello Sceriffo, Cora, in modo tale da non avere problemi. Mentre gli adulti della città sembrano paralizzati, i ragazzi decidono di reagire. Un tentativo di catturare Fred finisce per far prendere in ostaggio anche Nancy. 
Nel frattempo, il fulvo Genius continua a lavorare, cercando di produrre altro "goo". Mike gli chiede di preparare una scorta di etere: ha notato che i giganti, che si sono insediati nel teatro, lasciano solo Merrie a fare la guardia agli ostaggi. Mike e Horsey progettano di sottomettere Merrie, recuperare le armi e liberare Nancy e la figlia dello Sceriffo. 
Dopo aver condotto i giganti fuori dal teatro, Mike si comporta come Davide di fronte al Golia di Fred, per distrarli mentre Horsey e gli altri effettuano il salvataggio. Il nuovo tentativo di Genius di produrre il "goo" lo porta a scoprire un antidoto. Il marmocchio fulvo si reca in piazza in bicicletta con un secchio pieno dell'antidoto, che esala vapori mefitici densi e giallastri. I giganti ne inalano i fumi e tornano tutti alla normalità come per incanto. Mike affronta Fred e lo fa scappare dalla città con i suoi amici, ormai ridicoli nei loro abiti troppo grandi. 
Tuttavia, quando Fred e gli altri raggiungono la loro auto, incontrano un gruppo di viaggiatori naneschi che hanno sentito parlare del "goo" e dei suoi prodigiosi effetti: si stanno dirigendo in città alla ricerca della sostanza, che vogliono ingurgitare. Alcuni sono giunti persino dal Giappone!

Slogan: 
"Teen-agers zoom to supersize and terrorize a town!"


Recensione: 
Si tratta di un adattamento molto libero del romanzo di H.G. Wells L'alimento divino, aka Il cibo degli dei (The Food of the Gods and How It Came to Earth, 1904). In seguito l'opera dello scrittore britannico è stata portata sullo schermo una seconda volta dallo stesso regista, che ha diretto Il cibo degli dei (The Food of the Gods, 1976). 
A differenza di quanto accade in altre pellicole di Gordon sul gigantismo, umano o animale, in Village of the Giants la fantascienza si mescola alla commedia ed è priva della benché minima venatura di horror. Assume dall'inizio alla fine un tono scanzonato, leggerello e addirittura goliardico: un mix esplosivo di ottimismo, fede nella Scienza, rivoluzione culturale e sessuale, boom economico, cambiamenti sociali. Contribuiscono a questa atmosfera anni '60 anche la musica e le sequenze psichedeliche dei giovani che ballano in stato di alterazione, in abiti succinti. Sono presenti elementi che si sarebbero poi sviluppati nel genere beach party. Per dare un'idea del rimbambimento generale, basti considerare le sequenze in cui in una discoteca fanno la loro comparsa le due anatre colossali, che suscitano nel presenti stupore misto a una grande ilarità, ma nessuna paura. Eppure le anatre sono piuttosto aggressive e voraci: se si trovassero in mezzo a umani più piccoli di loro, non esiterebbero a dilaniarli! Anche un gatto gigantesco potrebbe dare dei bei problemi! Di fronte a queste mie osservazioni, il regista risponderebbe senza dubbio che la sua opera non è fatta per suscitare discussioni filosofiche ed etologiche; aggiungerebbe che tutto va preso per quello che è: una commediola, per l'appunto. 
Anziché la radioattività, la causa della crescita fino a proporzioni immense è qui la chimica, intesa come puerile miscuglio causale di sostanze. Questa non è Scienza, ovviamente, ma rende bene l'idea del pensiero imperante in quegli anni. Non esiste metodo, non esiste nemmeno una larvata comprensione dell'Universo e delle leggi su cui si fonda. Non esiste ricerca, tutto è imitazione dei gesti di una scimmia folle! 


Etimologia di goo

La parola goo non è certo un'invenzione del regista di questo film. Indica una sostanza liquida densa o semiliquida, di consistenza appiccicosa e di composizione sconosciuta, come ad esempio la melma o lo sperma. 
Sinonimi gergali: goop, gloop, gunk, gunge
Nel dizionario etimologico Etymonline si ha un riferimento circolare. Da una parte, gli autori ritengono che l'aggettivo gooey "viscido, appiccicoso" derivi da goo con l'aggiunta del tipico suffisso -y (di cui -ey sarebbe una variante); in un altro luogo del dizionario, gli stessi autori ritengono invece che goo sia frutto di una retroformazione da gooey. Per altri invece goo è solo un'alterazione infantile di glue "colla". Esiste anche l'idea che goo sia un'abbreviazione di burgoo "porridge denso", (variante: burgout) attestato nel XVIII secolo, sulla cui origine sono state fatte diverse ipotesi:
1) dal gallese burym "lievito" + cawl "cavolo"; "pappa" (in origine "zuppa di cavoli");
2) dall'arabo برغل burĝul "chicchi di frumento cotti al vapore e macinati" (a sua volta di origine turca); 
3) dall'alterazione di ragout "ragù" (dal francese). 
Alcuni derivati di goo
   goo-gobs "gran quantità" (slang afroamericano)
   man goo "sperma". 
Siamo in condizioni di pantano etimologico: decidere qualcosa di concreto è molto difficile. 
La parola goo, nella locuzione black goo, è stata utilizzata da Ridley Scott per indicare il Seme Nero da cui hanno origine i Neomorfi e gli Xenomorfi. 

Una torta di aspetto fecale

Il "goo" era in realtà una semplice torta di pan di Spagna, con l'aggiunta di un innocuo colorante alimentare. Guardandola bene, mi sembra che abbia più l'aspetto di un grosso stronzo compatto, di color rosa sgargiante, appena uscito dal deretano di un titano. Dopo aver girato la scena in cui i ragazzi fuori città mangiano questa roba e crescono fino a diventare giganti, gli attori insistettero per mangiare un'altra torta simile prima di ogni giorno di riprese, per aiutarli a entrare meglio nel personaggio.


Gigantismo felino 

Quasi tutti gli esseri umani o gli animali che sono cresciuti in questo film, sono stati eliminati prima della fine. Questo è avvenuto in due modi: tramite uccisione (nel caso delle anatre e del ragno) o tramite rimpicciolimento (nel caso degli adolescenti giganti e del cane Wolf). Così è finito il loro regno dei giganti prima della conclusione dell'opera. Esiste un'unica eccezione: il gatto soriano arancione che è stato il primo a crescere. Dopo che il felino rossiccio, ormai gigante, esce dalla stanza, il suo destino non viene mai rivelato o menzionato nuovamente per l'intera durata del film. Quando gli è stato chiesto in seguito, lo stesso Bert Ira Gordon non ha fornito alcuna risposta o dettaglio su quale fosse il destino del gatto. Per quanto ne sappiamo, il gatto è rimasto gigantesco anche dopo la fine del film, creando un buco di trama, piuttosto rivelatore, che non è mai stato affrontato. Ci sarebbe stato abbastanza materiale per immaginare un seguito in cui la commedia si trasforma bruscamente in horror, col gatto che si mette a straziare persone per puro piacere! 


Un volatile raccapricciante

Il pollo che mangiano i ragazzi giganti è legato alla famosa catena di ristoranti Chicken Delight. Questa catena era nota per la consegna a domicilio di pollo e costine, oltre che per il suo accattivante motto: "Don't cook tonight, call Chicken Delight" (ossia "Non cucinare questa sera, chiama Chicken Delight"). Uno striscione della catena di ristoranti è visibile su un muro dietro gli adulti che consegnano i fucili. Ma il cast non ha potuto mangiare il pollo vero e proprio. Secondo la bionda Joy Harmon, ma ormai la cosa è difficile da verificare, "I ragazzi degli attrezzi di scena ci hanno dato un uccello davvero piccolo che hanno fritto per farlo sembrare un piccolo pollo. Proveniva da un famoso ristorante di pollo ed era orribile. Odiavo mangiarla, qualsiasi cosa fosse, e dovevo continuare a mangiarla ancora e ancora."
Doveva essere un tordo magrissimo e per giunta bruciacchiato! Ai nostri giorni, per molto meno scatterebbe una raffica di denunce per maltrattamento ad animali! 
 


Musica

La sigla strumentale è opera dal compositore e arrangiatore Jack Nitzsche. Fu originariamente pubblicata con il titolo "The Last Race" dalla Reprise Records, mesi prima dell'uscita del film, e sarebbe stata poi utilizzata come colonna sonora principale per Death Proof, la parte di Grindhouse diretta da Quentin Tarantino, nel 2007. 
I Beau Brummels, i cantanti Freddy Cannon e Mike Clifford, fanno tutti parte del cast. Cannon ha sfornato una serie di successi negli anni '60, tra cui "Palisades Park""Tallahassee Lassie"; interpreta "Little Bitty Corrine" nel suo stile inconfondibile (indossando un cardigan in piena estate), mentre Mike Clifford (veterano dell'Ed Sullivan Show e in seguito attore) canticchia il suo immancabile lento, "Marianne". A Clifford viene attribuita anche un'altra canzone, "Nothing Can Stand in My Way", che però non compare nel film. Non è stata pubblicata ufficialmente la colonna sonora di questa pellicola. 


Accoglienza

Questo film a basso budget, uscito negli States il 20 ottobre 1965 (fonte: IMDb), ebbe all'epoca un successo commerciale limitato, anche perché fu distribuito principalmente nei drive-in come parte di un programma a doppio spettacolo. Tuttavia attirò presto l'attenzione dei media e del pubblico grazie ad alcuni dei suoi stravaganti effetti speciali e al sex appeal leggermente provocatorio, comprese alcune scene di nudo implicito. Margaret Hartford del Los Angeles Times, ad esempio, allude a questi elementi nella sua recensione dell'epoca. Se la memoria non mi inganna, parlava di una pellicola tutta fatta di tette e di culi. Secondo questo filone della critica cinematografica, le cose migliori del film sono gli effetti speciali e i trucchi fotografici, insieme a quelle infinite viste di giovani torsi sani e perfettamente eugenetici che volteggiano esuberanti al ritmo dei Beau Brummells o di Freddy Cannon, con la sceneggiatura di Alan Caillou che mantiene l'azione veloce e le danze ondeggianti. 
Non si trovano molte notizie sulla distribuzione di questa pellicola in altre nazioni. A quanto pare, il titolo non fu mai tradotto in italiano (avrebbe dovuto essere "Il villaggio dei giganti"). Ho potuto visionare la pellicola unicamente in inglese. 


Sequenze incoerenti 

Come si può facilmente vedere, le dimensioni dei giganti non sono costanti nel corso del film: variano molto, assieme a quelle degli oggetti miniaturizzati che maneggiano. Le razioni di cibo e bevande, di proporzioni ridicole, non potrebbero in ogni caso mantenere simili corpi. In alcune sequenze i giganti sembrano poco più grandi di esseri umani normali, in altre invece svettano come torri. Quando poi tornano alle dimensioni normali, asfissiati dai fumi dell'antidoto, la quantità di tessuti a cui si aggrappano per preservare il loro pudore è inferiore a quella che dovrebbe essere: sembra che i loro abiti, ricavati dai tendoni del teatro, si siano rattrappiti come se fossero parti di organismi biologici. 
Quando Mike e Nancy si trovano ad affrontare il ragno gigante, riescono a vincerlo grazie a uno stratagemma. Mike uccide la creatura staccando un tubo, allagando la cantina e gettando una presa elettrica rotta nell'acqua, fulminandola. Tuttavia, nelle scene successive, soprattutto quella in cui Fred e la sua banda irrompono per rubare il "goo", pochi minuti dopo che Mike e Nancy se ne sono andati, non c'è più traccia né dell'allagamento né della carcassa bruciata del titanico aracnide. 
Nei primi momenti in cui vediamo il cane ingigantito nel film, ci accorgiamo che non indossa più il collare come faceva prima della crescita. In teoria, essendo diventato un cane di taglia gigante, il collare si sarebbe dovuto rompere per la pressione, oppure avrebbe dovuto strozzarlo. Eppure, pochi secondi dopo che il cane è stato rimpicciolito dall'antidoto, alla fine del film, torna alle sue dimensioni normali e indossa di nuovo il collare, comparso misteriosamente dal nulla. 

Sequenze tagliate

Alcune scene presenti nella sceneggiatura originale furono omesse dal film finale, probabilmente a causa dei costi eccessivi. Tra queste: le scene che precedono l'incidente d'auto che apre il film, con i ragazzi che viaggiano su due auto anziché su una; le scene di crescita di tutti i giganti (nel film, si vedono crescere solo Elsa, Fred e Merrie); Georgette che balla con Horsey anziché con Merrie; i giganti che abbattono i pali del telefono e distruggono l'auto dello Sceriffo, per interrompere le comunicazioni con il mondo esterno; Mike che cerca di scappare e chiedere aiuto, solo per essere fermato da Fred; i giganti che fanno festa notte e giorno, seminando il caos in tutta la città. La più notevole delle idee partorita dalla mente febbrile di Caillou era quella della morte atroce del Vicesceriffo, schiacciato come uno scarafaggio sotto i piedi nudi dei giganti! Ritenuta troppo audace, non fu mai neppure tentato un abbozzo di traduzione in realtà. Ci sarebbero stati gravi problemi nella trama: ritornati normali, gli adolescenti troppo cresciuti sarebbero stati incriminati per omicidio.

Alcune interviste imbarazzanti

L'attore statunitense Beau Bridges ha uno dei suoi primi ruoli come leader non ufficiale degli adolescenti che si trasformano in giganti. In seguito ha ricordato l'accaduto con parole futili: "Quando l'ho fatto, avevo circa 18 o 19 anni, e l'ho preso molto sul serio. Pensavo fosse la mia occasione per essere davvero un portavoce della mia generazione, capisci? Ho fatto quel lungo discorso quando ero a teatro, e ho mangiato questo "goo"... Mi sono rivolto al capo della polizia della città parlando dei giovani, degli adolescenti, che lui dice stanno perdendo il controllo, e ho parlato di libertà e tutto il resto. L'ho preso così sul serio, e credo di aver persino riscritto le mie battute. Ora, però, è, uh, un po' imbarazzante."
Tommy Kirk ha girato il film dopo il suo arresto per possesso di droga. In seguito ha dichiarato di non essersi "troppo imbarazzato" per la sua interpretazione: "È un film un po' folle, ma la qualità della produzione è piuttosto buona e in un certo senso regge. Avrei potuto fare a meno delle anatre danzanti, però."

Curiosità grossolane 

Inizialmente, la brunetta Vicki London era stata scelta per il ruolo femminile principale, ma ha avuto un problema: si è rifiutata di mostrare le sue morbide tipte al regista. Così il ruolo è stato assegnato alla bionda Joy Harmon, che non ha avuto difficoltà a far rizzare la Torre di Pisa. 

lunedì 11 luglio 2022


I GIGANTI INVADONO LA TERRA

Titolo originale: The Amazing Colossal Man
Lingua originale: Inglese
Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Anno: 1957
Durata: 80 min
Dati tecnici: B/N
Genere: Fantascienza, drammatico
Regia: Bert I. Gordon
Soggetto: Homer Eon Flint (romanzo, non accreditato)
Sceneggiatura: Mark Hanna, Bert I. Gordon,
     George Worthing Yates (non accreditato)
Produttore: Bert I. Gordon, Samuel Z. Arkoff,
     James H. Nicholson
Casa di produzione: American International Pictures
Fotografia: Joseph F. Biroc
Effetti speciali: Flora M. Gordon, Paul Blaisdell
Musiche: Albert Glasser
Costumi: Bob Richards
Interpreti e personaggi:
    Glenn Langan: Tenente Colonnello Glenn Manning
    Cathy Downs: Carol Forrest
    William Hudson: Dottor Paul Linstrom
    Larry Thor: Maggiore Eric Coulter, MD
    James Seay: Colonnello Hallock
    Russ Bender: Richard Kingman
    Hank Patterson: Henry
    June Jocelyn: Infermiera Wilson
    Stanley Lachman: Tenente Cline
    Scott Peters: Sergente Lee Carter
    Edmund Cobb: Dottor McDermott
Doppiatori italiani:
    Pino Locchi: Tenente Colonnello Glenn Manning
    Rita Savagnone: Carol Forrest
    Nando Gazzolo: Dottor Paul Linstrom
Titoli in altre lingue:
   Tedesco: Der Koloß
   Spagnolo: El asombroso hombre creciente
   Francese: Le Fantastique Homme colosse
   Polacco: Zdumiewająco kolosalny człowiek
   Russo: Невероятно огромный человек
Budget: 138.ooo dollari US
Box office: 848.000 dollari US

Trama:
In un sito militare a Desert Rock, nel Nevada, l'esplosione di prova della prima bomba atomica al plutonio non funziona come previsto. Quando un aereo civile non identificato precipita nelle vicinanze, il Tenente Colonnello Glenn Manning corre nell'area della detonazione nel tentativo di salvare il pilota. A questo punto la fottuta bomba esplode e Glenn rimane coinvolto nell'esplosione, beccandosi un'immensa quantità di radiazioni.
Sopravvissuto al terribile incidente, Glenn è affetto da ustioni di terzo grado su quasi tutto il corpo. Viene curato da uno specialista, il Dottor Paul Linstrom, e dallo scienziato militare, il Dottor Eric Coulter. La fidanzata di Glenn, Carol Forrest, attende con ansia una prognosi, temendo che le funzioni del suo cazzone siano compromesse e che non sia più in grado di rizzarsi. I due si sarebbero dovuti sposare quella sera stessa a Las Vegas. Linstrom si astiene dal dire alla donna che è estremamente improbabile che Glenn sopravviva, per non parlare dell'integrità del suo enorme Schwanzstücker. Il giorno seguente, Linstrom e Coulter scoprono sbalorditi che le ustioni di Glenn sono completamente guarite. Quella sera, a Carol non è permesso vederlo e scopre che i militari lo hanno trasferito in un centro di ricerca e riabilitazione dell'Esercito a Summit, nel Nevada. La donna, terrorizzata all'idea di non poter più essere arata dal suo ganzo, guida lì e con grande fatica ottiene l'ingresso. Entrando nella sua stanza, Carol sviene inorridita, perché Glenn si è trasformato in un gigante alto circa 5 metri. Il giorno successivo, Linstrom dice a Carol che l'esposizione di plutonio che ha travolto Glenn, causato la moltiplicazione delle cellule del suo corpo a un ritmo accelerato, provocando la sua crescita abnorme. Linstrom ammette che lui e Coulter non sanno se possono fermare la reazione, ma che se non lo faranno, Glenn continuerà a crescere fino alla morte, visto che il cuore non aumenta le sue dimensioni allo stesso ritmo delle altre parti del corpo. Al risveglio il giorno dopo, Glenn è inizialmente spaventato, poi molto turbato. Carol lo vede il giorno seguente per confortarlo, ma Glenn ora è alto circa 7 metri, distante e depresso. I due non sembrano capire quali grandi possibilità è in grado di dare la smisurata crescita dei genitali, col mazzone che diventa come un missile!
A causa dei giornalisti, l'opinione pubblica ormai sa che l'uomo è sopravvissuto all'esplosione, anche se i militari hanno mantenuto segreta la verità sulle sue condizioni. 
Quando Glenn raggiunge i 9 metri di altezza, Linstrom consiglia a Carol di trascorrere del tempo con lui. Nonostante il suo incoraggiamento, Glenn è arrabbiato e amareggiato. Lei potrebbe stimolargli il glande, vellicargli le papule fino a farlo eiaculare, ma lui è completamente preso dal terrore, non capisce. Linstrom rivela che il cuore di Glenn sta crescendo solo alla metà della velocità del suo corpo e che presto non sarà più in grado di sostenere le sue enormi dimensioni e il suo peso. Avverte Carol che la sanità mentale di Glenn diminuirà prima che il suo cuore finalmente esploda. Già, la stimolazione dei genitali potrebbe soltanto accelerare il problema! Quella notte, Carol cerca di consolare Glenn, ma lui perde la pazienza e le grida di lasciarlo in pace.
La mattina seguente, Glenn scompare mentre Coulter riferisce a Linstrom che potrebbe aver trovato una soluzione alla sua spaventosa crescita.
Il ricercatore afferma di aver creato una siringa speciale riempita con un siero speciale che non solo fermerà l'accrescimento cellulare, ma riuscirà anche a ridurre la statura del gigante fino a farlo tornare un comune essere umano. In parole povere, gli devono fare una titanica iniezione di gas intestinali proprio dentro il midollo osseo!
Guidati dal Colonnello Hallock, i militari conducono una ricerca di 10 miglia per Glenn, ormai alto 15 metri, ma senza risultati. Quando Carol chiede a Linstrom se li può aiutare nel loro compito, lui la avverte che Glenn potrebbe non riconoscerla più, essendo diventato del tutto demente. Nel frattempo, le notizie locali riportano che un "uomo gigante" è stato avvistato mentre si avvicinava a Las Vegas, pieno di confusione e di furia. Mentre i militari si dirigono lì, Glenn, ora alto più di 18 metri e confuso come la merda, è attratto dalla Strip di Las Vegas. Scatena il caos in vari casinò. Subito il suo comportamento allarma la polizia, che iniziano a crivellarlo di colpi, facendolo infuriare. Così il gigante distrugge l'insegna Vegas Vic del Pioneer Club, quindi si dirige verso Boulder Dam mentre gli elicotteri dell'Esercito seguono i suoi movimenti. Linstrom, Carol e Coulter tentano di intercettare le truppe di Hallock. Dopo essere atterrato alla diga, Lindstrom usa un megafono per provare a ragionare con Glenn, che sembra ascoltare. Coulter e Linstrom prendono l'enorme siringa e la inseriscono nella caviglia di Glenn. Lui rimuove la siringa e con rabbia trafigge Coulter, uccidendolo. Poi afferra Carol, come un novello King Kong, iniziando ad attraversare la diga. Linstrom impedisce ad Hallock di attaccare prematuramente prima che lui e Carol implorino Glenn di liberarla. Sebbene sia disorientato, il colosso obbedisce. Una volta che la donna è libera, Hallock ordina ai suoi uomini di aprire il fuoco, facendo precipitare Glenn nel fiume Colorado e provocandone la morte. Tra l'altro, non si capisce bene se il decesso sia causato dai proiettili o dall'annegamento. 


Recensione:
Quando ho visto questo film, mi è parso indicibilmente grottesco, oltre che noioso. Come quasi tutte le pellicole di ambientazione militaresca, specie quelle in bianco e nero, riesce a trasmettere una grande angoscia, mista a un senso della totale inutilità di ogni azione umana. Anche la più piccola buona intenzione è vanificata da una perversa stupidità e dalla pressoché completa mancanza di logica. I movimenti sono ostacolati. Partendo da questi deprimenti presupposti, non ci si può stupire se finisce tutto in merda, in modo infallibile, deterministico, ineluttabile. La bella Carol non riuscirà a riavere il suo ganzo: è costretta a vederlo morire in modo orribile, prigioniero della sua deformità fino all'ultimo respiro.
Il film di Bert Ira Gordon ha una storia complessa. Il romanzo di Homer Eon Flint, L'uomo "N" (The Nth Man, 1928), parlava di un uomo esposto alle radiazioni, che finiva col diventare alto 10 miglia. I diritti di tale opera erano detenuti da James H. Nicholson (più noto come Jim) dell'American Internationa Pictures (AIP). A Nicholson venne l'idea di adattare questo romanzo, visto il successo del film Radiazioni BX: distruzione uomo (The Incredible Shrinking Man), diretto da Jack Arnold e distribuito nel 1957. Nella pellicola di Arnold si vedeva il protagonista rimpicciolire, riducendosi alle dimensioni di un insetto e perdendosi infine nel mondo subatomico. Era l'adattamento del famoso romanzo Tre millimetri al giorno (The Incredible Shrinking Man) di Richard Matheson (1956). Nicholson scelse come regista Roger Corman, che lavorò all'adattamento assieme a Charles B. Griffith. Il problema è che ne uscì il copione di una commedia. La cosa non piacque affatto a Nicholson. Le divergenze si dimostrarono subito irriducibili, al punto che Corman rinunciò a dirigere il film. Al suo posto fu scelto Bert Ira Gordon, che tentò di lavorare con Griffith. La collaborazione durò un giorno soltanto. Quando Griffith rinunciò, fu sostituito prontamente da Mark Hanna. 

Sensazionalismo italico

Il titolo italiano è ingannevole come il giornalismo più becero! Non ha senso alcuno dire che I giganti invadono la Terra, visto che di gigante ce n'è uno solo. Non c'è un'epidemia di gigantismo che trasforma in colossi tutti coloro che ne sono colpiti, anche se in effetti proprio questo sarà lo spunto per ulteriori film. 

Mutande ridicole!

Hollywood non poteva certo mostrare un gigantone completamente nudo. Doveva imporgli una specie di censura, proprio come i mutandari che hanno deturpato i dipinti di Michelangelo nella Cappella Sistina! Quei moralisti non potevano tollerare l'imprevedibile. Così si sono posti alcune domande. E se il cazzone andasse in erezione? E se sbucasse fuori dalle mutande, rigidissimo e svettante? Sarebbe uno spettacolo impresentabile.  


Gulliver e il problema della merda 

Jonathan Swift era di un'intelligenza eccezionale. Solo tra i suoi contemporanei, aveva compreso lo scandalo ontologico della merda e non ne faceva mistero. Quando Gulliver si trovò nella terra di Lilliput, abitata da umani microscopici, ebbe problemi di non poco conto con l'evacuazione dei suoi residui fecali. Ecco la descrizione che ne dà lo scrittore: 

"Già da alcune ore ero fieramente incalzato da alcune esigenze naturali: né c'è da meravigliarsene, perché da quasi due giorni non davo loro soddisfazione; e, tra l'impellenza e la vergogna, mi sentivo nel massimo imbarazzo. Il miglio espediente che seppi escogitare fu di strisciar nella mia casa, cosa che feci senz'altro; e, chiusa la porta dietro di me, mi inoltrai per quanto me lo permetteva la lunghezza della mia catena e mi sgravai così di quell'incomodo fardello. Ma fu quella l'unica volta che mi macchiai di un atto così poco irreprensibile, e spero che il candido lettore vorrà tenermene per scusato dopo aver maturamente e imparzialmente considerato il mio caso e la situazione disperata in cui mi trovavo. In seguito fu mia costante abitudine sbrigar questa faccenda all'aria aperta appena alzato, allontanandomi di tutta la lunghezza della mia catena; e ci si prese ogni mattina la dovuta cura di far portar via con una carriola, prima che venissero i visitatori, le materie che avrebbero potuto offenderli: due servi erano adibiti a questo ufficio." 

Ecco, il regista non ha mai pensato di mostrare il Tenente Colonnello Glenn Manning alle prese con la defecazione, che pure dovette dare problemi di non poco conto. Leggendo I viaggi di Gulliver, si ha l'impressione che il marinaio inglese ritenesse soddisfazione sufficiente l'espellere gli stronzi che si erano accumulati nel suo intestino, senza provvedere alla pulizia dello sfintere anale. Questa operazione di rimozione degli escrementi è onerosa, difficile, tanto che necessita di una gran quantità di materiale come carta, erba, pietre o altro. Facciamo scomparire l'Amazzonia, trasformata in rotoli di carta igienica! E come avrà fatto il povero Tenente Colonnello Glenn Manning? Se fosse andato in diarrea, se le sue immani mutande bianche si fossero smarronate? Anche la fuoriuscita di gas intestinali, mefitici, sarebbe stata problematica: avrebbe potuto asfissiare la bionda maliarda e i militari!  


Il Tempio della Pseudoscienza

Ecco a voi un dialogo a dir poco surreale:

Maggiore Coulter: "La soluzione sta nel midollo osseo, nel midollo. Ci eravamo così vicini da non vederla!"
Dottor Linstrom: "Già! Le scoperte del dottor Lang sull'esposizione alle raziazioni! "Idrogeno solfuro derivato! Bisogna iniettare composti di idrogeno solfuro nel midollo osseo!"
Maggiore Coulter: "Esatto! La cosa che ci ha portato fuori strada è che cercavamo qualità sconosciute delle radiazioni di plutonio, mentre per tutto il tempo si trattava di esposizione, come nella bomba all'idrogeno! Il segreto sta nel grado di esposizione."  
Dottor Linstrom: "E tale composto di idrogeno solfuro derivato riporterebbe in equilibrio il processo rigenerativo delle cellule. Beh, certo, questo fermerebbe la crescita, ma..."
Carol Forrest (ansiosa): "Pensa che potrebbe salvarlo?"  
Dottor Linstrom: "Potrebbe fermarne la crescita, ma non ridurrebbe le sue dimensioni attuali."
Maggiore Coulter: "La stimolazione della secrezione ormonale della pituitaria, cioè della ghiandola che controlla la crescita, ci riuscirebbe."
Dottor Linstrom: "Sai, non mi sembra fattibile, Eric, non credo che funzionerebbe."
Maggiore Coulter: "Bene, venite a vedere!"
(mostra un cammello e un elefante, entrambi rimpiccioliti)
Dottor Linstrom: "Ma è sorprendente!"
Maggiore Coulter: "Difficile da credere, ma funziona. Ho usato stimolazione ad alta frequenza sulla ghiandola pituitaria, in modo da stimolare la secrezione ormonale e invertire il processo di crescita."
Dottor Linstrom: "Per prima cosa, iniettare composti di idrogeno solfuro derivati nel midollo osseo... e poi stimolare la pituitaria in modo da ridurne la statura."
Carol Forrest (con voce da oca): "Lei pensa che sarà possibile iniettare la sostanza con una siringa piccola come questa?"
Maggiore Coulter: "Ho fatto fare una siringa speciale, molto grande e a proposito..."
(viene interrotto da un militare subordinato stupido come le feci) 

Vediamo in ogni sillaba della conversazione un linguaggio fuorviante, che di scientifico ha soltanto l'apparenza, essendo presentato come un rito esoterico che schiaccia l'essere umano. Carol Forrest, una profana, assiste ai riti come un adepto di un'antica divinità neolitica dall'indole sadiana! La donna bionda, presentata come una stupida, non può capire neppure una singola parola del gergo dei due scienziati. Pende dalle loro labbra, è in loro balia, pervasa dal terrore di perdere una persona cara! Ebbene, sapete cos'è l'idrogeno solfuro? È il gas che dà alle scorregge l'odore di uova marce! Questa immagine arcana della Pseudoscienza, fatta passare per Scienza, è di una perversità ributtante! La colpa di questa abissale ignoranza delle genti, che vengono ingannate dai malfattori tramite i "paroloni", è tutta della stramaledetta scuola, che non insegna ai giovani neppure i rudimenti del latino e del greco! 


H.G. Wells e i Giganti


Non ci sono dubbi. Il regista, Bert Ira Gordon, era fissato col gigantismo. In questo film, il cartello sulla scrivania identifica il conduttore del telegiornale come H. Wells. Ebbene, nel lontano 1904 fu pubblicato un romanzo di H.G. Wells, molto meritorio ma purtroppo non particolarmente noto al grande pubblico: Il cibo divino (Food of the Gods). La storia narra di una sostanza sperimentale che fa crescere i polli fino a sei volte le loro dimensioni normali. Per un ridicolo errore, questa sostanza bizzarra finisce per entrare nella catena alimentare locale e presto altri animali, come ratti e vespe, crescono assumendo proporzioni enormi! Viene poi consumata dai bambini locali, che diventano giganteschi! Bert I. Gordon, oltre ad aver preso ispirazione da questo romanzo wellsiano per realizzare I giganti invadono la Terra, lo ha adattato ben due volte: la prima come Il villaggio dei giganti (Village of the Giants, 1965) e la seconda come Il cibo degli dei (The Food of the Gods, 1976). 

giovedì 30 aprile 2020


L'ESERCITO DELLE 12 SCIMMIE 
 
Titolo originale: 12 Monkeys
Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Lingua: Inglese
Anno: 1995
Durata: 129 min
Rapporto: 1,85 : 1
Genere: Thriller, fantascienza
Sottogenere: Distopia, mondo postapocalittico, viaggi nel
    tempo
Regia: Terry Gilliam
Soggetto: Chris Marker (cortometraggio)
Sceneggiatura: David Webb Peoples, Janet Peoples
Produttore: Charles Roven, Lloyd Phillips
Produttore esecutivo: Robert Kosberg, Gary Levinsohn
Casa di produzione: Universal Pictures
Fotografia: Roger Pratt
Montaggio: Mick Audsley
Effetti speciali: Vincent Montefusco
Musiche: Paul Buckmaster
Scenografia: Jeffrey Beecroft, William Ladd Skinner
Interpreti e personaggi:
    Bruce Willis: James Cole
    Joseph Melito: James Cole da piccolo
    Madeleine Stowe: Kathryn Railly
    Brad Pitt: Jeffrey Goines
    Frank Gorshin: Dottor Fletcher
    Christopher Plummer: Dottor Leland Goines
    Joey Perillo: Detective Franki
    Christopher Meloni: Tenente Jim Halperin
    LisaGay Hamilton: Teddy
    Vernon Campbell: Tiny
    David Morse: Dottor Peters
    Jon Seda: José
    Bob Adrian: Geologo
    Simon Jones: Zoologo
    Bill Raymond: Microbiologo
    Carol Florence: Astroficiso Jones
    Thomas Roy: Predicatore di strada
Doppiatori italiani:
    Luca Biagini: James Cole
    Laura Boccanera: Kathryn Railly
    Pino Insegno: Jeffrey Goines
    Nando Gazzolo: Dottor Leland Goines
    Mauro Gravina: Tenente Jim Halperin
    Roberto Pedicini: Dottor Peters
Traduzioni del titolo:
    Spagnolo: Doce Monos
    Francese: L'Armée des douze singes
    Polacco: 12 małp
Colonna sonora:
    Tema principale:
        Suite Punta del Este, di Astor Piazzolla
    Testi e musiche di Paul Buckmaster:
       1. "Introduccion", da Suite Punta Del Este (12 Monkeys)
       2. Coles' Frist Dream / Volunteer Duty / Topside
       3. Silent Night
       4. Spider Research / "Introduccion" (We Did It ) / The
           Proposition
       5. Time Confusion / To The Mental Ward / Planet Ogo
       6. Wrong Number / Cole's Second Dream / Dormitory
          Spider / "Introduccion" (Twin Moons Tango)
       7. Vivisection (Charles Olins)
       8. Sleepwalk (B.J. Cole)
       9. "Introduccion" (Escape To Nowhere) / Scanner Room /
           Capture And Sedation
       10. Cole's Third Dream
       11. Interrogation / Time Capsule / Cole Kidnaps Railly
       12. Blueberry Hill (Fats Domino)
       13. What A Wonderful World (Louis Armstrong)
       14. Coles' Fourth Dream
       15. Comanche (Link Wray e The Wraymen)
       16. Earth Died Screaming (Tom Waits)
       17. "Introduccion" (Quest For 12 Monkeys)
       18. Fateful Bullet / A Boot From The Trunk / Cole's Longing
       19. Photo Search / Mission Brief
       20. Back In '96
       21. Fugitives / Fateful Love / Home Dentistry
       22. "Introduccion" (12 Monkeys Theme Reprise) / Giraffes
           & Flamingos
       23. This Is My Dream / Cole's Call / Louis & Jose
       24. Peters Does His Worst
       25. Dreamers Awake

 
 
Trama:
Anno del Signore 2035. James Cole è un prigioniero che consuma una vita grama nella cella di un carcere ctonio, proprio sotto le rovine di Filadelfia. I pochi sopravvissuti della specie umana sono costretti a vivere nel sottosuolo da quando un virus letale ha provocato miliardi di morti, nel lontano 1996. La superficie è ancora contaminata e inabitabile. Cole è mentalmente instabile e ossessionato da un sogno in cui viene ucciso a colpi di pistola in un aeroporto, ma le autorità scientifiche non possono permettersi il lusso di guardare troppo per il sottile, così lo selezionano per una missione oltremodo pericolosa, facendolo addestrare per un viaggio nel tempo. Il suo compito è tornare nel 1996 e cercare con ogni mezzo di scoprire la vera origine della pandemia e il modo in cui il virus si è sviluppato, fornendo così gli scienziati la possibilità di trovare una cura. L'unica informazione che le autorità possiedono è che forse il virus è stato rilasciato nell'ambiente da un gruppo di ecoterroristi conosciuto come "L'esercito delle 12 scimmie". Qualcosa va storto e Cole si ritrova nell'anno sbagliato, il 1990, a Baltimora. Finisce rinchiuso in un manicomio, sulla base della diagnosi fatta dalla dottoressa Kathryn Railly. In questo girone infernale fa la conoscenza di Jeffrey Goines, un giovane biondiccio farneticante, la cui mente offuscata è un calderone ribollente di complottismo, animalismo, ambientalismo apocalittico e anticorporativismo. Cole cerca di spiegare alla commissione medica che il contagio del virus letale è già in corso, ma non viene ascoltato. Sedato e rinchiuso in una cella, scompare inspiegabilmente: è stato richiamato alla base, nel 2035. Qui subisce un interrogatorio. Le autorità scientifiche gli fanno ascoltare una registrazione in cui una voce distorta sostiene un collegamento tra il virus e l'Esercito delle 12 scimmie. Gli vengono anche mostrate diverse foto di persone ritenute coinvolte, e tra queste c'è anche quella del pazzoide Goines. Così a Cole viene offerta una seconda possibilità. Rispedito indietro nel tempo, arriva per errore nel 1917, in un fangoso campo di battaglia nella Grande Guerra, dove viene accidentalmente ferito a una gamba da una pallottola. Raggiunto da un secondo crononauta, viene trasportato di colpo nel 1996. La dottoressa Railly sta tenendo una conferenza in cui presenta il suo libro sul complesso di Cassandra, illustrando strani casi di uomini che in epoche passate hanno profetizzato l'annientamento dell'umanità in una pestilenza, prevista proprio nel 1996. Al termine della singolare lettura, la scienziata viene avvicinata da un giovane uomo dai capelli rossi come il fuoco, raccolti in un codino. Questi è il dottor Peters, che fa alla donna strani discorsi sulla condizione terminale della specie umana. Quando la dottoressa Railly esce dalla sala delle conferenze, trova ad attenderla una sua vecchia conoscenza, James Cole, che la rapisce. La costringe a guidare fino a Filadelfia. A un certo punto i due apprendono che Jeffrey Goines è il fondatore dell'Esercito delle 12 scimmie. Lo raggiungono nella villa di suo padre, il dottor Lenand Goines, che è un famoso virologo. Quando affrontano lo psicopatico, questi non soltanto nega ogni coinvolgimento con l'organizzazione ecoterrorista, ma accusa Cole di aver partorito l'idea di spazzare via l'umanità con un virus, nel 1990, al manicomio di Baltimora. Si scatena un putiferio. Quando Cole sta per essere catturato dalla polizia, sparisce e ritorna nel 2035. Ritornato indietro nel 1996, raggiunge la dottoressa Railly, che nel frattempo ha trovato le prove decisive del suo viaggio crononautico nel 1917, scoprendo che era stato proprio lui a preconizzare il morbo. I due così partono per la Florida, proprio alla vigilia dello scoppio della pestilenza. Lungo il tragitto scoprono di essersi sbagliati su Goines Junior: l'Esercito delle 12 scimmie risulta un insieme di coglioni il cui solo scopo era liberare gli animali da uno zoo, dopo aver rinchiuso in gabbia il padre del fondatore. La situazione precipita. Raggiunto l'aeroporto di Filadelfia, per puro la dottoressa Railly scopre che il vero responsabile della pandemia è il dottor Peters: il biologo fulvo è l'assistente del dottor Leland Goines, a cui ha sottratto il patogeno - e ora sta partendo per un viaggio in giro per il mondo, con l'intento di propalare la pestilenza. Nel vano tentativo di fermare Peters, Cole finisce ucciso dalla polizia, a colpi d'arma da fuoco. L'attenzione della dottoressa Railly è attratta dallo sguardo di un bambino e comprende l'atroce verità: quello è il piccolo James che assiste alla sua stessa morte.   
 

Recensione:
Questo film di Terry Gilliam è liberamente ispirato al cortometraggio La Jetée del francese Chris Marker (1962). Se molti sono i punti in comune tra le due opere, è altrettanto vero che ci sono numerose differenze non di poco conto, che spero di riuscire ad analizzare in modo esauriente. Innanzitutto la trama di 12 Monkeys è molto complessa, non ha nulla a che fare con l'estrema linearità con cui si svolge l'azione ne La Jetée. Questo si deve anche al fatto che il budget in dotazione a Gilliam era ben diverso dai pochissimi e spesso rudimentali mezzi su cui poteva contare Marker. Eppure, a quanto pare, Gilliam non aveva nemmeno visto La Jetée quando girò 12 Monkeys. Per quanto possa sembrare strano pensare che un regista possa ispirarsi a qualcosa di cui non ha mai preso visione, questa informazione è contenuta nel grande database IMDb, che considero una fonte molto affidabile. La natura della catastrofe è molto diversa nelle due opere: La Jetée ci mostra l'Apocalisse Nucleare e il mondo postatomico, mentre 12 Monkeys ci mostra l'Apocalisse Virale e il mondo postpandemico. Il rimedio all'Apocalisse Nucleare è una fonte di approvigionamento energetico e di cibo, in grado di permettere la ricostruzione. Cosa che in effetti avviene. Il rimedio all'Apocalisse Virale può essere di due tipi:
1) Impedire tramite il viaggio nel passato che si diffonda il virus;
2) Riportare dal passato informazioni sul virus che permettano di trovare una cura e di rendere di nuovo abitabile la superficie del pianeta.
Nessuno di queste due possibili soluzioni va in porto. Non solo non viene impedita la morte di miliardi di persone, ma non viene nemmeno scoperto il modo di garantire l'abitabilità del pianeta. Il fallimento è assicurato, nulla può permettere la fuga da un destino di morte eterna e di degradazione ontologica.
 
 
Ontologia temporale 
 
Come nel cortometraggio di Chris Marker, La Jetée, siamo di fronte a un angosciante loop, un circuito temporale chiuso da cui non c'è possibilità di fuga. Va però notato quanto segue: La Jetée ci mostra un crononauta che torna indietro nel tempo nei giorni precedenti la Terza Guerra Mondiale, ma non la scatena, perché essa era già inevitabile, data l'estrema bellicosità della Germania. Gli eventi erano già in atto. Invece in 12 Monkeys i viaggi crononautici costituiscono proprio l'innesco diretto della catastrofica pandemia. Un primo viaggio nel passato fa sì che un uomo approdasse in un villaggio vicino a Stonehenge nel 1396 e che si mettesse a profetizzare una pestilenza che avrebbe spazzato via l'umanità dopo 600 anni. Il suo inglese suonava come una lingua sconosciuta alla gente dell'epoca, ma qualcosa è stato compreso e un cronista ha riportato il portentoso accaduto in una sua opera - che giungerà dopo secoli a conoscenza della dottoressa Railly, studiosa del complesso di Cassandra. Altri due viaggi sono stati disastrosi: ben due crononauti, tra cui il protagonista, sono finiti nel bel mezzo della Grande Guerra, in una trincea fangosa delle Fiandre. Parlando inglese, proprio James Cole ha profetizzato la pestilenza del 1996, e anche questo episodio incongruo verrà riportato in un documento raccolto dalla dottoressa Railly. Ebbene, senza questi eventi, la dottoressa non avrebbe mai pubblicato un libro sulle profezie. Non avrebbe quindi destato il morboso interesse del fulvo dottor Peters. È stato soltanto per via delle profezie sul 1996 come anno della pestilenza, che il biologo in questione si è detto: "Che bello, ho proprio a disposizione in laboratorio il virus in grado di raddrizzare tutti i torti una volta per tutte! Perché non usarlo adesso?" Mai potrebbe essere più appropriata la locuzione "profezia che sia autoavvera".  

Le 12 scimmie e Philip K. Dick 
 
Tra le fonti di ispirazione di 12 Monkeys è spesso citato un racconto di Philip K. Dick, pubblicato per la prima volta nel 1952: Il teschio (The Skull). Ne riporto la trama sintetica. Il protagonista è Conger, un detenuto a cui viene offerta la libertà in caso accetti di tornare indietro nel tempo, nel 1960, per uccidere un uomo. Gli viene dato un teschio per identificare la vittima designata, un predicatore fanatico che ha dato vita a una nuova religione, cambiando in modo radicale il mondo nei secoli successivi. Eliminando il predicatore, i mandanti di Conger intendono cancellare la sua religione, sommamente afflittiva. Il problema è che Congera un certo punto si rende conto che il teschio è il suo. Capisce di essere proprio lui la causa di ciò che è stato mandato a estirpare. Possiamo aggiungere a The Skull un altro racconto dickiano di argomento simile: Il fattore letale (Meddler), pubblicato per la prima volta nel 1954. Un crononauta viene mandato nel futuro e trova la Terra completamente spopolata. Homo sapiens è una specie estinta. Il viaggiatore si imbatte quindi in una pericolosa varietà di farfalle, che identifica come la causa della catastrofe. Quando torna al proprio luogo d'origine, un bozzolo di una farfalla assassina resta attaccato allo scafo della crononave. Qual è l'origine di queste farfalle? 

Le 12 scimmie e Anne Lear 

Nel racconto L'avventura del viaggiatore globale (The Adventure of the Global Traveller), di Anne Lear (1978),  si narra che il professor Moriarty, sopravvissuto alla lotta con Sherlock Holmes alle cascate di Reichenbach, avrebbe costruito una macchina del tempo, schiantandosi nell'Inghilterra dell'epoca di Shakespeare e perdendo ogni possibilità di ritorno. Finito su un palco mentre si recitava il Macbeth, avrebbe improvvisato la parte del terzo sicario. In origine i sicari erano soltanto due. Shakespeare, rimasto colpito dall'interpretazione dell'intruso, avrebbe deciso di includerla nel Macbeth, dando così origine al personaggio del terzo sicario. Tuttavia Moriarty ha improvvisato recitando quei versi perché li aveva appresi a memoria quando era a scuola. La domanda che affligge il matematico criminale è destabilizzante. Quei versi chi li ha scritti? Non c'è una vera risposta. Quei versi sono acausali: è come se provenissero da un altro universo. Proprio come la guerra biologica condotta dal dottor Peters contro l'intero genere umano.  

Tecnologia crononautica 

Il viaggio nel tempo può avvenire soltanto a partire dal 2035 al passato, con ritorno annesso al punto di origine. Non è invece possibile viaggiare nel futuro a partire dal 2035. Il viaggio avviene tramite una macchina che proietta il crononauta nell'anno di destinazione e che poi lo riporta all'origine, senza servirsi di veicolo fisico. Non c'è una crononave paragonabile a quella concepita da H.G. Wells. Quando il crononauta arriva a destinazione, è in completa balia degli elementi. Senza l'aiuto di un tecnico della sua epoca di partenza, sarebbe condannato a rimanere dove si trova, non potrebbe fare ritorno. Tutto ciò è molto diverso dall'idea portante del cortometraggio di Marker, in cui si ha un viaggio chimico, senza bisogno di alcun macchiario. Una sostanza chimica, iniettata negli occhi del crononauta, provoca la sua caduta in un sonno profondo e la sua proiezione nell'epoca desiderata, tramite formazione di un vero e proprio Doppelgänger che diventa fisico. Il tipo più elementare di viaggio nel tempo, possibile soltanto verso il passato (con ritorno) è quello descritto da Jack Finney nel suo romanzo Indietro nel tempo (Time and Again, 1970): il crononauta è proiettato nel passato senza veicolo né mezzi chimici, soltanto servendosi della potenza della suggestione ipnotica. Possiamo chiederci, di fronte all'elaborata tecnologia crononautica di 12 Monkeys, come possa una civiltà così avanzata da permettere viaggi nel tempo essere messa in difficoltà da un semplice virus. 
 

Una realtà carceraria e manicomiale
 
Il crononauta de La Jetée fugge da un terribile presente di rovine e riesce a raggiungere un passato che gli dona un po' di serenità - per quanto effimera. Tra un viaggio e l'altro trova persino l'amore di una donna. Certo, alla fine rimane ucciso (e intrappolato nel loop), ma intanto ha potuto godere un po' di speranza. Un esile raggio di sole illumina le tenebre che lo opprimono. Invece James Cole sperimenta soltanto l'incubo lungo tutto il suo tragitto terreno. La sua intera esistenza è frenetica e afflittiva, ricca di ogni genere di dolori: non conosce nemmeno un momento di tregua. Ha il corpo coperto di ferite, come il profeta Mercer di dickiana memoria, è un uomo che assume su di sé il peso di tutto il Male dell'Universo. Passa da un manicomio all'altro. Coloro che lo hanno mandato nell'inferno di una sudicia cella, si accorgono di lui soltanto per teletrasportarlo nel suo luogo di origine, che è a sua volta l'inferno di una sudicia cella. Lo sventurato Cole non riesce nemmeno ad avere un contatto fisico con la dottoressa Railly, di cui si è innamorato. Egli è un uomo che non ha mai fatto l'amore. Non ha mai stretto una donna tra le sue braccia, non le ha mai fatto dono del proprio sperma. Non sa nemmeno che il dottor Peters è il vendicatore ultimo di tale ingiustizia. 
 
 
Il percorso del Virus Apocalittico  
 
Il biologo fulvo ha intrapreso, facendolo passare per una vacanza, un lungo e tortuoso viaggio aereo con diversi scali. Le località da lui raggiunte, partendo da Filadelfia, sono state le seguenti: San Francisco, New Orleans, Rio de Janeiro, Roma, Kinshasa, Karachi, Bangkok e Pechino. Un'arzilla cougar ride cordialmente, divertita al pensiero che il simpatico uomo dai capelli rossi voglia spassarsela e scaricare il proprio materiale genetico in ogni angiporto del globo. Lui abbozza un risolino, con complicità. In realtà sta pensando a tutt'altro. Direi che si sente la mancanza di un simile personaggio risolutore, che è un vero e proprio Messaggero dell'Apocalisse. Cos'altro potremmo aggiungere? Le idee e la volontà non mancano, ma non sono sufficienti a porre fine a questo mondo così deprimente. Non sussiste al momento alcun mezzo per cauterizzare una volta per tutte la mostruosa anomalia cosmica chiamata "vita". Solo nella Science Fiction certe cose diventano reali, e anche lì si nota qualche riluttanza a portarle alle estreme conseguenze!

Curiosità 

Durante la presentazione del suo libro, la dottoressa Railly proferisce uno sproposito sesquipedale. Questo sono le sue parole: "Ovviamente queste immagini da Giorno del Giudizio sono decisamente più suggestive della realtà che accompagna un'epidemia virale, sia che si tratti di peste bubbonica o di AIDS". Il punto è che la peste bubbonica è una malattia causata da un batterio, la Yersinia pestis, e non da un virus. 

Il ragno mangiato da James Cole è un ragno delle banane, detto anche Golden Globe Weaver (nome scientifico: Nephila clavipes). Il problema è che questa specie vive nelle regioni del Sud degli Stati Uniti, soprattutto in Florida. Non alligna in città settentrionali dal clima temperato, come ad esempio Boston. 
 
All'inizio del film, il protagonista raccoglie un grosso scarafaggio che zampetta sulla neve. Oltre al fatto che gli scarafaggi non sono attivi in inverno, quell'esemplare appartiene a una specie tipica del Madagascar (nome scientifico: Gromphadorhina portentosa), che non si trova in America. Trovo che la consulenza di un entomologo sarebbe utile ai registi, in modo tale da evitare smarronate. 
 
Il film che James Cole e la dottoressa Railly guardano al cinema è Vertigo (La donna che visse due volte, 1958), di Alfred Hitchcock, a cui ha fatto riferimento anche Chris Marker nel suo cortometraggio La Jetée, fonte di ispirazione per l'opera di Gilliam. Sullo schermo passa proprio la scena inquietante in cui Kim Novak mostra il punto della sua nascita sulla sezione di una sequoia. Ciò non ha il minimo senso nella trama, è come un geroglifico erratico, un riferimento onirico a un universo più grande. 
 
Sembra che Terry Gilliam faticasse non poco a convincere Brad Pitt a impersonare il ruolo dello psicopatico pieno di tic. In particolare non riusciva a farlo parlare in modo discontinuo e frenetico. Ha persino tentato di fargli seguire un apposito corso di dizione, invano. Così un giorno gli ha nascosto le sigarette, ottenendo all'istante il risultato voluto: Brad Pitt si è messo a coportarsi come un folle genuino! 
 


Opere derivate 
 
A partire dal film di Gilliam è stata realizzata una serie televisiva intitolata 12 Monkeys, andata in onda a partire dal 2015 e durata fino al 2018. Gli ideatori sono Terry Matalas e Trevis Fickett. Riporto i principali personaggi e i rispettivi interpreti.
James Cole, interpretato da Aaron Stanford, doppiato da Emiliano Coltorti.
Dott.sa Cassandra "Cassie" Railly
, interpretata da Amanda Schull, doppiata da Federica De Bortoli.
José Ramse, interpretato da Kirk Acevedo.
Aaron Marker, interpretato da Noah Bean, doppiato da Francesco Venditti (è il fidanzato della dottoressa Railly e assistente di un senatore, il suo nome è un chiaro omaggio a Chris Marker).
Jennifer Goines, interpretata da Emily Hampshire, doppiata da Myriam Catania.
Katarina Jones, interpretata da Barbara Sukowa, doppiata da Rossella Izzo (è l'inventrice della macchina del tempo).
Theodore Deacon, interpretato da Todd Stashwick (è il capo di uno spietato gruppo di sopravvissuti chiamato The West VII).  
 
Altre recensioni e reazioni nel Web 
 
Sul Davinotti ho trovato alcuni interventi. Nulla di particolarmente denso, s'intende, ma sempre meglio di un pugno in un occhio.

Galbo ha scritto:

"Film complesso e affascinante diretto da un regista che congerma la sua natura di geniale visionario affrontando il genere fantascientifico in modo assolutamente personale e lontano da ogni ovvietà stilistica. Colpiscono le immagini di un'umanità cupa e desolata, il fascino delle quali consente di superare una sceneggiatura un pò ostica. Ottima la prova degli attori, con Bruce Willis ad una delle prove migliori della carriera."

Ultimo ha scritto:

"Un film di fantascienza riuscito, con una trama piuttosto complicata e difficile da capire alla prima visione, ma comunque ben girato e ben interpretato. Bruce Willis è l'assoluto protagonista, a cui fa da contraltare uno scatenato (e schizzato!) Brad Pitt. I salti temporali possono far perdere il filo allo spettatore, ma se lo guardate con attenzione ne rimarrete soddisfatti. Un po' lenta la parte inziale, buona la seconda, con un finale degno. Niente male."

Barone75 ha scritto:

"Non lo so. Ho visto il film almeno tre volte ma ogni volta rimango dubbioso sopratutto per la sua farraginosità e complessità. Tutto mi sembra poco credibile e pretenzioso e quasi ai limiti del paranoico. Trovo più azzeccata l'interpretazione di Brad Pitt rispetto al duro di "Die Hard" che mi appare eccessivamente monotona. Terry Gilliam, nonostante sia ritenuto uno dei registi più bravi ed eclettici, non riesce a convincermi ed eccede anche in questo caso in esercizi visionari."