domenica 18 febbraio 2024


IL CIBO DEGLI DEI

Titolo originale: The Food of the Gods
Lingua originale: Inglese
Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Anno: 1976
Durata: 88 min
Genere: Orrore, fantascienza 
Sottogenere: Animal horror 
Regia: Bert I. Gordon
Soggetto: H.G. Wells, dal romanzo
   The Food of the Gods and How It Came to Earth
   (1904)
Sceneggiatura: Bert I. Gordon 
Produttore: Bert I. Gordon
Produttore esecutivo: Samuel Z. Arkoff 
Casa di produzione: American International Pictures 
Distribuzione: American International Pictures
Distribuzione in italiano: Eureka Distribuzione
Fotografia: Reginald H. Morris
Montaggio: Corky Ehlers
Musiche: Elliot Kaplan
Scenografia: Graeme Murray 
Direttrice del casting: Betty Martin
Truccatrice: Phyllis Newman 
Truccatore speciale: Thomas R. Burman
Parrucchiera: Salli Bailey 
Post-produzione: Salvatore Billitteri 
Assistenti alla regia: Gavin B. Graig, Marianne Dolen,
    Flora M. Gordon 
Direttore del set: John Stark
Tecnico del suono: George Mulholland 
Effetti speciali: Tom Fisher, John Thomas,
    Keith Wardlow, Rick Baker 
Effetti visivi: Bert I. Gordon, Jody Richardson 
Miniature: Erik von Buelow 
Camera a mano: Rod Parkhurst 
Primo assistente cameraman: Thom Rian 
Secondo assistente cameraman: Gundar Lipsbergs
Capo elettricista: Brian Montague 
Tecnico Cinemobile: Dalibor Roas
Guardaroba: Ilse Richter 
Continuità: Margaret Hanly 
Interpreti e personaggi: 
    Marjoe Gortner: Morgan
    Pamela Franklin: Lorna
    Ralph Meeker: Jack Bensington
    Jon Cypher: Brian
    Ida Lupino: Mrs. Skinner
    John McLiam: Mr. Skinner
    Belinda Balaski: Rita
    Tom Stovall: Thomas
    Chuck Courtney: Davis 
    Reg Tunnicliffe: Attendente del traghetto
    Kevin Schumm: Bambino nella classe
Titoli in altre lingue: 
    Tedesco: Die Insel der Ungeheuer 
    Francese: Soudain... les monstres 
    Spagnolo: El alimento de los dioses 
    Rumeno: Hrana zeilor 
    Russo: Пища богов 
    Giapponese: 巨大生物の島
       (Kyodai seibutsu no shima,
       "L'isola delle creature giganti") 
Budget: 900.000 dollari US
Box office: 1 milione di dollari US

Trama:
Il "cibo" è un liquido denso e biancastro che affiora misteriosamente dal terreno su un'isola remota da qualche parte nella Columbia Britannica. Il signor e la signora Skinner, una coppia di fanatici religiosi, considerano questa sbobba un dono di Dio e ne danno da mangiare ai loro polli, che diventano diventano grandi come cavalli. Anche ratti, vespe e larve consumano la sostanza, così l'isola viene presto infestata da parassiti giganteschi. 
Morgan, un giocatore di football professionista, è sull'isola per una battuta di caccia con i suoi amici, quando uno di loro viene punto a morte da vespe giganti. Morgan cerca aiuto alla fattoria degli Skinner, ma viene attaccato da uno dei polli giganti e riesce ad ucciderlo infilzandolo con un forcone. La signora Skinner, presente, gli mostra la sostanza mescolata al mangime, ma è convinta che non abbia nulla a che fare con la morte del suo amico nel bosco. Morgan e Brian, scettici sulla causa della morte, rimuovono il corpo di Davis per portarlo via dall'isola. Il signor Skinner intende commercializzare il liquido. Una notte, mentre torna a casa a piedi dopo che la gomma della sua auto si era forata nella foresta, viene attaccato nel bosco e ucciso da topi colossali. 
Dopo aver riportato i suoi amici sulla terraferma, Morgan apprende dall'autopsia che l'amico non è morto per una caduta, così assieme a Brian decide di tornare sull'isola per indagare ulteriormente. Assieme a lui ci sono anche Thomas e la moglie Rita in stato di gravidanza, Jack Bensington, l'avidissimo proprietario di un'azienda di cibo per cani, che spera di trovare il modo di commercializzare la sostanza, oltre alla sua assistente, la batteriologa Lorna Scott. Bensington ha occhi solo per il liquido redditizio e vuole concludere in fretta e furia l'affare, ma il contratto non può essere firmato, essendo il signor Skinner defunto. La signora Skinner mostra all'affarista la fonte del "cibo". Poco dopo, vengono attaccati da uno sciame di vespe giganti, ma riescono a fuggire in casa per il rotto della cuffia. Sopraggiungono Morgan e Brian, che individuano e fanno saltare in aria l'enorme nido cartaceo dei mostruosi imenotteri. Nonostante sia scampato per un pelo alla morte, Bensington rimane determinato a recuperare il liquido. Dopo una serie di spaventose peripezie, in cui Brian rimane ucciso, i ratti di proporzioni immense si avvicinano, guidati da un terrificante esemplare albino. Bensington nel frattempo ha messo il "cibo" al sicuro in contenitori, nonostante le proteste di Lorna. In uno degli attacchi dei pestilenziali roditori, la signora Skinner viene straziata a morte e fa una ben misera fine anche il plutocratico Bensington. 
Morgan fa esplodere una diga vicina, allagando la zona e annegando gli immani ratti, le cui dimensioni e peso rendono impossibile il nuoto. Dopo che le acque si sono ripulite, i sopravvissuti ammucchiano i corpi dei roditori, rovesciandovi sopra i contenitori di "cibo" e la benzina prima di bruciarli. Tuttavia, diversi di questi barattoli vengono trascinati via dalla corrente, finendo alla deriva in una fattoria sulla terraferma. La sostanza viene ingerita dalle mucche da latte. Nella scena finale del film, si vedono degli scolari che bevono inconsapevolmente il latte contaminato, che farà loro subire un'ineluttabile crescita anomala.


Recensione: 
Per Bert Ira Gordon, questo è il secondo adattamento parziale del romanzo di H.G. Wells L'alimento divino (The Food of the Gods and How It Came to Earth, 1904), a undici anni di distanza dal primo, Village of the Giants (1965). Il regista sentiva la necessità di dedicarsi all'horror più livido, sola possibilità di trasporre in fotogrammi l'opera dello scrittore britannico. Non poteva certo essere soddisfacente una briosa commedia sugli adolescenti ribelli cresciuti in modo abnorme per aver mangiato una torta simile a uno stronzo rosa! 
Nonostante i mezzi limitati, che scadono nel trash, il livello di tensione è eccellente. Alla fine si avverte l'incompletezza della narrazione, che si interrompe di colpo lasciando lo spettatore col fiato sospeso: il "cibo", trasportato dalle acque, finito nel latte delle vacche e ingerito dai bambini, arrecherà danni spaventosi alla specie umana - danni che tuttavia non sono mostrati. Forse il regista aveva programmato un sequel, in cui mostrare effetti di gigantismo ben più drammatici di quelli già visti in Village of the Giants
Ci sono alcune differenze importanti tra la trama del film e l'opera di Wells, in cui il "cibo" è una sostanza artificiale e l'azione si svolge in Inghilterra. A parte le plateali insufficienze registiche, si segnala un incoerenza: a un certo punto si enuncia l'idea folle secondo cui gli animali ingigantiti contribuirebbero a risolvere il problema della fame nel mondo, senza considerare che richiederebbero quantità ingenti di risorse (cibo, acqua) per essere mantenuti. Il solito "rimedio" ingannevole che si rivela poi un aggravio! A quanto pare, questa trovata non è contenuta nel romanzo di H.G. Wells, che non ho ancora avuto occasione di leggere.


Effetti speciali bizzarri

Per creare l'effetto delle creature gigantesche sono state utilizzate riproduzioni sovradimensionate di vermi, polli, vespe e ratti. Sono state utilizzate anche sei diverse teste di ratto meccanizzate e quattro costumi da ratto indossati da esseri umani. I risultati purtroppo sono piuttosto trash, soprattutto per quanto riguarda le vespe, grezze, nere e sfocate al punto di essere assolutamente inguardabili. Sembra che le atroci sagome siano state appese sullo sfondo e azionate tramite fili.  I polli immensi hanno dato a Jerry Calà l'idea folgorante per la realizzazione di Chicken Park (1994), considerato dalla critica uno dei film più brutti della Settima Arte. I ratti, su cui il regista si è particolarmente concentrato, sono invece abbastanza potenti. Possiamo dire che svolgono abbastanza bene il loro sporco lavoro, soprattutto quando si ammassano e quando massacrano.
Molti animalisti hanno creduto che per realizzare questo film il cast abbia effettivamente sparato a topi veri, con qualcosa di simile a delle pistole ad aria compressa. Se tuttavia si guarda no le sequenze fotogramma per fotogramma, è chiaro che in realtà hanno sparato un getto ad alta intensità di sangue finto, stordendo i roditori - che tuttavia non sempre sono biologici. Tra l'altro, uno dei costumi da ratto finto è stato utilizzato nel The Star Wars Holiday Special, un film televisivo del 1978 diretto da Steve Binder, trasmesso un'unica volta dall'emittente statunitense CBS e mai pubblicato in alcun formato; non è mai giunto in Italia. 
Sequenze memorabili:
I cagnotti grandi come braccia! 
Errori: 
Dopo che il signor Skinner viene ucciso dai ratti, si può vedere il suo occhio chiuso che sbatte mentre viene trascinato via. È diventato uno zombie? 
Uno strambo dettaglio tecnico:
Si capisce subito quando le foto dei ratti colossali sono state scattate da vicino, con l'intento di farli sembrare più grandi. Questo perché alcune parti sono a fuoco e altre sono sfocate, cosa che accade quando si fotografa un soggetto da pochi centimetri di distanza. Se i ratti fossero davvero giganteschi e venissero ripresi da una distanza superiore a 10 metri, l'intera immagine sarebbe a fuoco (è la cosiddetta "messa a fuoco all'infinito").


Accoglienza 

Questa è stata la pellicola di maggior successo dell'American International Pictures nel 1976; è stata nominata per il miglior film horror dall'Academy of Science Fiction, Fantasy and Horror Films nella quarta edizione dei Saturn Awards nel 1976. Eppure si trovano diverse recensioni non eulogistiche nella stampa americana dell'epoca. Ne riporto alcune, che trovo abbastanza significative. 
Roger Ebert del Chicago Sun-Times ha considerato il film scadente (dandogli una stella su quattro). 
Vincent Canby del New York Times lo ha definito "una miscela incredibilmente ridicola di cliché di fantascienza e film horror"
Gene Siskel del Chicago Tribune ha scritto: "La pesante campagna pubblicitaria televisiva promette galli alti due metri e ratti grandi come pantere. Ciò che dovrebbe promettere, se la verità nell'etichettatura fosse applicata alle pubblicità cinematografiche, sono effetti speciali pessimi e una sceneggiatura ridicola".
Arthur D. Murphy di Variety ha scritto: "Troppa enfasi da parte di Gordon sui suoi buoni effetti speciali visivi si combina con troppa poca attenzione ai suoi compiti di scrittura ... Ogni attore ha fatto di meglio prima; questa sceneggiatura è atroce".
Kevin Thomas del Los Angeles Times ha scritto che "l'intero film è uno scherzo,  involontariamente"
Tom Milne del Monthly Film Bulletin lo ha definito "un pezzo davvero spaventoso di horror fantascientifico in cui il dialogo cretino, che si spera illumini le follie dell'avidità umana e manomettere la natura, rappresenta un pericolo maggiore per il cast rispetto alle vespe giganti rozzamente animate o alle mostruose teste di ratto e di galletto rigidamente manipolate dalle quinte." 
Tra gli altri riconoscimenti, ricevette il Golden Turkey Award per il peggior film sui roditori di tutti i tempi. 
Sembra che il film abbia avuto qualche sostenitore in Francia, dove è stato vincitore del Licorne d'or ("Unicorno d'oro") al Festival international de Paris du film fantastique et de science-fiction ("Festival internazionale di Parigi del cinema fantastico e di fantascienza").
Per quanto riguarda la Germania, il 7 settembre 2018, il film fu presentato sul canale televisivo tedesco Tele5 come parte della serie Die schlechtesten Filme aller Zeiten (SchleFaZ, ossia "I peggiori film di tutti i tempi"). Difficile reperire informazioni sulla critica in altre nazioni. In particolare, non ho trovato niente relativo all'Italia. Del resto, non dobbiamo dimenticare che la reperibilità di questa pellicola è molto bassa. 


Altre recensioni e reazioni nel Web

Come spesso accade, è di qualche aiuto il sito di critica cinematografica Il Davinotti, che dedica alla pellicola di Gordon questa pagina: 


Questa è la memorabile sentenza del mitico Puppigallo: 

"Sembra anticipare Stuff il gelato che uccide. Qui c'e una bianca crema che ingigantisce gli animali, il cui contenuto batterico verrà ripreso dal film di Cohen. Mancano però, sia un pizzico di ironia, che un minimo di classe nella realizzazione. L'unico, vero punto a suo favore, visto che anche gli effetti sono assai poco speciali, consiste nel ritmo, quasi costante e in alcune scene inevitabilmente risibili: le vespe, che nel secondo incontro rombano come il motore di una Ferrari e il megagallo. I topastri almeno fanno il loro dovere, ma non riescono a salvare la pellicola." 

Rambo90 ha scritto: 

"Incredibile avventura fatta di animali giganti ingenuamente puerile e dalla costruzione classicissima. Si parte subito, ma il ritmo poi diventa lento tra interminabili sequenze di topi che corrono tra i prati e litigi tra i membri del gruppo di sopravvissuti. Gli effetti sono così così ma qualche fotomontaggio funziona. Il cast si adopera davvero poco per essere convincente ma non è aiutato da dialoghi molto schematici."

Fauno ha scritto: 

"Sarebbe buono senza quella bigotta di Mrs. Skinner e quel solito avvoltoio approfittatore che si maschera dietro i buoni propositi di combattere la fame del mondo... Sono solo questi due personaggi, patetici e fatti con lo stampino, che rischiano di ridurre la potenza del film a quella di un episodio di una serie televisiva. Per il resto la scienza viene rispettata: verissimo che topi del genere non riescono a nuotare, ma francamente mi hanno molto più suggestionato le vespe... Molto reale il danno fatto da loro."

Markus ha scritto:

"Nelle intenzioni di Gordon la pellicola è una riproposta del genere appartenente al filone animali assassini giganti (che negli Anni ’50 ebbero buoni consensi al botteghino), ma la misera messa in scena toglie molto del fascino che il film potrebbe avere. Il ritmo c’è, gli attori anche, ma il limite di operazioni di questo genere è che o si hanno i soldi per renderli credibili, oppure si rischia il ridicolo. Qua si salvano solo i feroci topastri che camminano attorno ad un plastico di una casa!" 


Curiosità

Questo è stato il penultimo film dell'attrice Ida Lupino. Il suo ultimo film, My Boys Are Good Boys (1979), diretto da Bethel  Buckalew, vedeva anche la partecipazione di Ralph Meeker, che qui ha interpretato l'avidissimo Bensington.

Questo è stato l'ultimo lungometraggio dell'attrice britannica Pamela Franklin, che ha continuato a lavorare in televisione in diversi ruoli da guest star

L'animatore, effettista e produttore britannico-americano Raymond Frederick Harryhausen (1920 - 2013) era interessato a realizzare questo film. Non mi è chiaro se volesse occuparsi della regia o della produzione. Non mi è nemmeno noto il motivo che avrebbe impedito a questo suo progetto di materializzarsi. 

Un implausibile "sequel"

Ebbene sì, il film di Gordon ha avuto un tentativo di sequel, The Food of the Gods II (1989), diretto da Damian Lee e uscito in Italia come Denti assassini. Anziché affrontare la crescita incontrollata dei corpi umani, il regista si ostina a seguire il filo conduttore dei ratti mostruosi, fino ad incarognirsi.

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