Visualizzazione post con etichetta disinformazione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta disinformazione. Mostra tutti i post

martedì 12 dicembre 2023


UN CASO DI APPROPRIAZIONE INDEBITA

Negli ultimi decenni, in concomitanza con l’espandersi del movimento New Age e del turismo di massa, si è venuta affermando una visione a dir poco singolare del Catarismo, la cui origine può essere fatta risalire alla pubblicazione di “The Cathars and Reincarnation” dello psichiatra Arthur Guirdham (London, Neville Spearman, 1970).  Il libro narra il caso di una paziente psichiatrica, tale “Mrs. Smith”, convinta di essere la reincarnazione di una donna catara vissuta in Linguadoca nel XIII secolo. Nel corso delle sue successive ricerche sul Catarismo, Guirdham entrò in contatto con René Nelli, docente presso l’Università di Tolosa e fondatore dei Cahiers d'Études Cathares (sua la postfazione all’edizione francese del libro). Nel 1977 Guirdham pubblicò “The Great Heresy: The History and Beliefs of the Cathars”. Questi testi conobbero una certa diffusione nel mondo anglosassone. La cosa non rimase senza conseguenze: da allora, infatti, non saranno pochi gli individui che, suggestionati da tali letture, si dichiareranno “catari reincarnati”. A cominciare dallo stesso Guirdham, autoconvintosi di essere la reincarnazione di un cataro menzionato da “Mrs. Smith” nelle sue visioni, tale “Roger de Grisolles”.  Di pari passo con la riscoperta delle vicende legate alla  Linguadoca, crebbe da parte del pubblico la curiosità per i luoghi che furono teatro della crociata bandita da Innocenzo III. La locale industria alberghiera non tardò a scorgervi un’inaspettata opportunità di guadagno. Una vasta congerie di attività commerciali trae oggi beneficio dal turismo nei “luoghi catari” e lo promuove nei modi più consoni ai propri interessi. Nel medesimo tempo, su questo fertile substrato attecchirono, da un lato, velleità indipendentiste – ai cui disegni risultava funzionale una raffigurazione del catarismo come “religione nazionale occitana” -, e dall’altro il movimento New Age. Quest’ultimo, facendosi forte delle tesi di Anne Brenon, erede di René Nelli e direttrice del Centre National d'Études Cathares, procedeva a una vera e propria annessione ex-post del catarismo, ascrivendo il fenomeno dei sedicenti “reincarnati” al rinnovamento spirituale apportato dall’Età dell’Acquario. Sulla scorta di queste tesi, che dipingono i Catari come monisti assertori di una concezione positiva della sessualità e della natura (quasi fossero precursori del movimento New Age), Montségur è diventata meta di pellegrinaggio per femministe, panteisti, edonisti di ogni genere e specie. E man mano che queste falangi sciamavano in Linguadoca, la Conoscenza del Bene arretrava. Il danno così arrecato al Catarismo risulta essere non meno grave di quello prodotto, secoli or sono, dalle truppe del Montfort e dall’Inquisizione. 

Pietro Ferrari, 27 febbraio 2012 

Riporto in questa sede anche il commento da me aggiunto al post di cui sopra tanti anni fa: 

Al giorno d'oggi prevale un'informazione frammentaria, superficiale: la gente non ha la capacità di approfondire e di studiare alcunché. Per questo si lascia incantare dai guru, anche se proferiscono assurdità che negano la realtà stessa dei fatti. È così molto difficile combattere questa pestilenza. Certo, è difficile innanzitutto contrastare motivazioni economiche e politiche. Sarebbe già un notevole passo avanti se si riuscisse a diffondere con successo le nozioni fondamentali della Conoscenza del Bene, far sì che la gente sappia che esiste e di cosa si tratta. Qui subentra un'ulteriore punto critico. Noi usiamo argomentazioni razionali, per capirle basterebbe un corso di logica aristotelica. Tuttavia è difficile pensare che possano attecchire su menti deliranti. Per contro, in questi giorni ho visto argomenti New Age e complottisti attecchire su un materialista di Democrazia Atea. La cosa mi ha stupito molto: si tratta di un caso di infezione decisamente insolito, quasi un presagio sinistro dell'irrobustirsi del virus. Prego il Padre dei Buoni Spiriti che ci dia la forza e la capacità di combattere nemici tanto potenti.
Un abbraccio nello Spirito a voi, Fratelli carissimi

lunedì 11 dicembre 2023



I "REINCARNATI" DI GUIRDHAM 
E L'ILLUSIONE DELL'IPNOSI REGRESSIVA 

Una dottrina New Age mascherata da Catarismo 

Uno dei casi più strani che mi sia stato dato di studiare è quello di Arthur Guirdham, uno psichiatra inglese. Essendo in pensione dopo una vita di duro lavoro tra i meandri mentali di un'infinità di pazienti, aveva senza dubbio molto tempo libero. Non fa quindi specie se fu vittima dei suoi stessi fantasmi psichici. Così si mise a scrivere libri che a suo dire spiegavano in dettaglio esperienze di ipnosi regressiva a cui aveva sottoposto diverse persone nel corso della sua carriera, facendo emergere i loro ricordi di vite passate.

Scrittore e studioso del paranormale, questo psichiatra era noto con lo pseudonimo Francis Eaglesfield. Nacque nel 1905 nel Cumberland, una regione storica dell'Inghilterra settentrionale. Studiò al Keble College dell'Università di Oxford e al Charing Cross Hospital di Londra.

A quanto Guirdham ci racconta, a colpirlo in particolare fu il caso di una donna, la Signora Smith, che ipnotizzata riportò alla luce i ricordi di una vita del XIII secolo. Entrata in analisi nel tentativo di curare l'epilessia, questa donna raccontò di incubi lucidi nei quali era la figlia di contadini della regione di Tolosa, amici di un Buon Uomo chiamato Roger de Grisolles (sarebbe poi molto interessante sapere come la donna pronunciava questo nome). Grisolles fu catturato e morì in prigione, mentre la giovane donna fu bruciata viva sul rogo.

Per una bizzarra coincidenza, lo stesso Guirdham affermava di aver fatto sogni del tutto simili fino all'adoloscenza. Alla fine rivelò alla sua paziente di essere stato Roger de Grisolles in una sua vita precedente, e che quindi qualcosa li legava. A parte l'ambientazione medievale, mi sembra di ricordare una trama simile in una commedia di Macario.

Due libri significativi che lo psichiatra inglese scrisse sono stati The Lake and the Castle (1976) e The Great Heresy: The History and Beliefs of the Cathars (1977). A quanto pare tutto coincideva alla perfezione con la realtà storica, ogni dettaglio contenuto nelle narrazioni di Guirdham e della Signora Smith era corretto. Fu interpellato persino uno dei massimi studiosi mondiali di Catarismo, René Nelli, che avrebbe confermato con entusiasmo ogni cosa. A tal punto giunse l'ammirazione di Nelli per l'inglese che sembra abbia affermato: "se le fonti storiche e Guirdham fossero in disaccordo, seguirei senza esitazione quest'ultimo".

C'è da rimanere perplessi. Qualcuno dice che il materiale raccolto da Guirdham conterrebbe dati e dettagli di cui non poteva assolutamente essere a conoscenza, in quanto furono scoperti in documenti del XIII secolo contenuti in archivi nascosti e rivelati solo più tardi. Ma c'è da aspettarsi che a dire questo non siano certo gli scettici. Al momento ho sentito soltanto chiacchiere, ma non ho potuto raccogliere nulla di preciso.  

A questo punto l'indagine deve proseguire sul piano della teologia, abbandonando lo studio delle semplici prove (in pratica irreperibili) - che possono benissimo essere falsate. La Dottrina dei Buoni Uomini afferma chiaramente che chi riceve un Consolamentum valido si libera dalla schiavitù della carne e accede ad un mondo di Spirito. Una Terra dei Viventi i cui elementi, non materiali, sono incorruttibili. Ora, dobbiamo ritenere che un Buon Uomo non è più su questa terra, per necessità. Se uno ritiene che ciò non sia vero, non può in alcun modo definirsi un credente della Vera Chiesa di Dio.

Ho incontrato diversi Guirdhamiti in Rete, e parlando con loro ho potuto riscontrare quanto segue: essi credono che questo mondo possa essere redento e fatto evolvere fino a realizzare il Paradiso in Terra. Credono altresì che i Buoni Uomini si siano nuovamente incarnati proprio per aiutare l'Umanità in un'epoca difficile, per far sì che abbia inizio una Nuova Era di Consapevolezza Spirituale.

Ora faccio ai lettori una domanda retorica. Cosa sono le idee appena esposte? Semplice. Sono idee New Age! Il concetto di esistenza terrena come tappa necessaria all'evoluzione dello Spirito non fa parte del Catarismo in nessuna sua forma. Nessuna delle Chiese Catare ha mai affermato che noi siamo qui per seguire un piano cosmico evolutivo. Questo invece affermano tutti i Catari: siamo caduti dal Cielo e imprigionati nell'Inferno che è la vita terrena.

Anche dai pochi dati su Arthur Guirdham esposti in questa sede risulta che le sue idee contrastano in tutto con la Fede Catara. È un grave scandalo anche solo pensare che i Martiri di Montségur possano di nuovo essere avvolti in tuniche carnali. Ma anche se vedessimo la cosa da un punto di vista prettamente scientifico e materialista, dovremmo riconoscere che i Guirdhamiti che affermano di essere stati bruciati a Montségur non sono duecento, sono molti di più.

Inolte, perché non c'è gente che afferma di essere morta tra le fiamme a Verona, a Mont Aimé o in qualcuno degli altri roghi che hanno funestato l'Europa? Forse perché l'immaginario collettivo pensa che il Catarismo fosse esclusivo della Linguadoca. Moltissime persone neanche immaginano che ci fossero Catari in Italia, in Germania, in Austria, nella Francia del Nord, nelle Fiandre, in Inghilterra, in Spagna, in Bosnia, in Dalmazia, in Bulgaria, in Ungheria, in Grecia, a Bisanzio, etc.  

Mentre svariati giornalisti parlano di un vero e proprio "Ritorno dei Catari", soltanto un navigatore in un forum ha espresso qualche dubbio. Se sono qui a soffrire, è perché evidentemente non ho ricevuto un Consolamentum valido in una mia vita precedente. Se mi alzo alle sei la mattina per andare al lavoro, prendo il treno e torno a casa esausto e sudato, significa che sono nel Tartaro e che qualunque sacramento abbia ricevuto non mi ha affatto giovato.

Se uno è qui ci sono varie possibilità. Ad esempio queste:

1) Ha passato vite da cattolico, da giudeo, da pagano, da saraceno, da ribaldo o altro, e non ha mai avuto la Fede dei Buoni Uomini;
2) Ha avuto la Fede, ma non è stato consolato perché è morto all'improvviso o è stato imprigionato;
3) Ha ricevuto un Consolamentum non valido, ossia il Buon Uomo che glielo ha impartito non era tale per via di infrazioni sessuali o alimentari;
4) Ha ricevuto un Consolamentum valido, ma essendo la sua natura diabolica non gli ha giovato, oppure ha commesso infrazioni dopo averlo ricevuto;
5) Ha abiurato, ha tradito i Buoni Uomini;
6) È morto nella disperazione. 

Chiunque mi conosca bene non può avere dubbi sull'opzione che mi riguarda: è sicuramente l'ultima. 

(Il Volto Oscuro della Storia, 4 luglio 2009) 

In questo contributo, che ripubblico ben volentieri a distanza di tanti anni, ho potuto dimostrare l'incompatibilità tra la religione dei Catari e le dottrine spiritiste, provando al contempo la fallacia delle opinioni e dell'autorità di René Nelli. Per il resto, non è stata trovata finora alcuna prova scientifica valida dell'esistenza come della non esistenza della reincarnazione.
Riporto infine un thread di commenti al post del 2009. 

Un dialogo blogosferico
(che molti riterranno surreale) 

Antares: In effetti è quasi certo che non ci siano Buoni Uomini con accesso al pc e alla Rete. Gli ultimi documenti del XVIII secolo li descrivono come viventi in uno stato di "abietta povertà", seppur ben forniti di testi. 
Una volta girando per siti mi sono imbattuto in un vescovo della Chiesa Greco-Ortodossa che voleva far passare per Consolamentum l'ordinazione della sua comunità. Non aveva la Dottrina e il suo rito poteva solo far diventare preti ortodossi, non Buoni Uomini. Sono poi riuscito a convincerlo che il Battesimo di Spirito è una cosa del tutto diversa, e che non ci sono state più ordinazioni valide dai tempi di Costantino e di Silvestro. Non mi dilungo in ogni caso sui Buoni Uomini in questa sede, girano troppi cattolici-belva nostalgici delle crociate e dei roghi. 

Kopelev: Il dubbio da voi sollevato è più che legittimo. Sono del parere che qualcuno vi sia,  ma chissà  dove, forse a centinaia di chilometri di distanza dai luoghi in cui viviamo. Probabilmente egli conduce vita eremitica, sullo stile di Antonio l'Egizio, e non dispone di computer. 

Albedo: Ci somo persone che sono alla ricerca di nuove trovate per ammaliare la gente, questo "neocatarismo", ad esempio, le comprende proprio tutte: cristianesimo, religioni orientali, rosacrocianesimo, panteismo, e alla fine si condisce tutto con la parola "cataro", giusto per attirare la curiosità  delle persone (non sottovalutate il numero di persone, anche di media cultura che non sanno nemmeno che che cosa sia il catarismo). Si confeziona così un nuovo prodotto con cui vendere libri e fare convegni. 
Ora pongo una domanda fondamentale: possibile che su tutta la terra si sia perso il consolamentum, non esiste più nessuno che possa darlo? Il Demiurgo è riuscito a raggiungere la vittoria finale, costringendo tutte le anime a reincarnarsi? 

Antares: Carissimo Albedo, quella che hai posto è proprio la domanda che tanto mi angoscia. Sono convinto che qualcuno esista, perché è scritto che la Chiesa dei Buoni Uomini durerà  fino alla Fine dei Tempi. Capire invece dove si trovino questi Buoni Uomini e chi siano è un problema che non si riesce ancora a risolvere... 

Albedo: Le menzogna della New Age è come un virus mutante che cerca di impossessarsi di ogni involucro che trova, assumendone il nome anche se l'ontologia è del tutto diversa. Credo che non sia mai abbastanza ripeterlo, perché le genti non si accorgono di quanto sia insidioso e deleterio questo processo. 

Kopelev: Ancora una volta Antares compie un gesto encomiabile, denunciando le insidie che si celano dietro il cosiddetto "neocatarismo". La tesi secondo cui questo mondo possa essere redento e fatto evolvere fino a realizzare il Paradiso in Terra è di matrice diabolica. C'è Satana in persona dietro di essa, e chi la propala si fa suo complice. 

sabato 9 dicembre 2023


SINCRETISMI ABERRANTI

Uno dei fenomeni più deteriori prodottisi in ambito culturale negli ultimi decenni è rappresentato dall’emergere del cosiddetto “neocatarismo”, ovvero dall’artificioso innesto di elementi New Age sul tronco dell’antica tradizione dualista di matrice balcanica. Principale artefice di questa operazione arbitraria e nociva, lo psichiatra Arthur Guirdham (1905-1992) - amico di René Nelli, il fondatore del Centre d'études cathares
  -
le cui pubblicazioni hanno avuto vasta eco di consensi negli Stati Uniti e in Europa. Come un apprendista stregone, Guirdham ha fabbricato bizzarre commistioni sincretistiche, vere e proprie chimere. Esse hanno attecchito, col risultato di stravolgere i princìpi cardinali della dottrina dualista e di snaturare il catarismo sino a ribaltarlo nel suo contrario. Al fine di evidenziare la fonte degli errori in cui i guirdhamiti perseverano, ho ritenuto di fare cose utile traducendo il pregevole articolo di Benjamin E. Zeller intitolato “Suffering and the Problem of Evil”, contenente utilissimi spunti di riflessione che gettano luce sul carattere spurio e mendace del neocatarismo. Buona lettura. 

La sofferenza e il problema del male 
di Benjamin E. Zeller 

Le credenze New Age tendono a negare o quantomeno a minimizzare l’esistenza concreta del male. Sotto tale profilo, la New Age è simile sia al suo predecessore teologico, il movimento Ottocentesco del New Thought (Nuovo Pensiero), sia alla sua cultura d’origine: la filosofia di pensiero ottimista e progressista dell’America del secondo dopoguerra. La New Age discende in parte dal Nuovo Pensiero – che è a sua volta una derivazione della Christian Science – ed ha ereditato la posizione di quest’ultima circa la natura sostanzialmente illusoria del male. Il New Thought dichiarava che il male, la malattia e il peccato esistono solo perché la mente umana lo permette, e che tutte queste condizioni si possono superare mediante il potere della mente. La New Age accetta queste premesse di base. Gran parte delle tecniche di cura New Age cercano di utilizzare il potere della mente per controllare gli effetti fisici del male e della sofferenza. Anche la cultura americana, e specificamente l’ottimismo e lo spirito costruttivo del dopoguerra, hanno influenzato il punto di vista New Age sulla sofferenza e il male. Il senso di sovrabbondante ottimismo che caratterizza la New Age si pone sulla scia di una lunga tradizione di pensiero americano progressista, più precisamente la scuola di pensiero fondata da Norman Vincent Peale denominata “pensiero positivo”. Questa corrente afferma che la sofferenza è solamente uno stato mentale e che si possono superare tutti gli ostacoli mediante l’ottimismo e la perseveranza. Il movimento New Age fa suo questo approccio e dichiara che il male e il dolore esistono solo in quanto gli esseri umani consentono loro di esistere. Idealmente, gli esseri umani progrediranno sino a superare sia la sofferenza che il male, e a conseguire in tal modo una più elevata consapevolezza. Gruppi e sottoculture New Age espongono diversamente il credo secondo cui il male esiste solo come un’illusione propagata da menti irriflessive. A Course in Miracles (di 
Helen Schucman e William Thetford, ndr), uno dei testi New Age più popolari, insiste sul fatto che il mondo fisico stesso rappresenta solamente un’oscura proiezione del potere del pensiero. Male, bene, sofferenza e piacere non esistono per davvero secondo tale visione del mondo, almeno non nell’accezione comunemente intesa, ovvero non in senso fisico. A tale riguardo A Course in Miracles recepisce una lunga tradizione di pensiero filosofico che nega in modo similare la realtà di questo mondo. Altri gruppi e testi New Age mostrano un diverso approccio. Coloro che prestano particolare importanza alle tradizioni oracolari – tarocchi, astrologia, I Ching – di norma intendono la sofferenza come l’esito di un fallimento nel seguire il sentiero appropriato indicato dagli oracoli, e il male come una mancanza di equilibrio e più in generale come un fallimento sociale nel seguire la direzione più adatta. Di nuovo, il male esiste in quanto la mente umana ha fatto sì che esistesse. Dal momento che i seguaci della New Age credono generalmente che la mente umana possa sconfiggere il male allo stesso modo in cui lo produce, essi si dedicano a varie pratiche al fine di conseguire tale obiettivo.  Molti New Agers considerano la meditazione come il metodo più efficace per sconfiggere il male. I praticanti New Age attingono qui alla ricca tradizione meditativa propria delle religioni asiatiche, che concepisce la pratica della meditazione come un metodo per superare l’illusione. Numerose scuole induiste e buddhiste insegnano che il mondo è colmo di Maya, o illusione, e che la mente umana può superare tale illusione mediante la meditazione. Analogamente i New Agers hanno utilizzato queste pratiche meditative asiatiche al fine di liberare la propria mente dalle illusioni del male e del dolore. Occorre riconoscere che nel movimento New Age si presta scarsa attenzione al problema del male mentre ci si focalizza sul dolore e le sue cause. Sebbene fra i praticanti New Age non vi sia accordo sulla natura precisa del dolore, ad accomunarli è il principio del karma. Qui la New Age attinge al bacino delle religioni asiatiche, nella forma in cui esse furono volgarizzate nel secolo XIX dalla Teosofia, che introdusse il concetto di karma nella comunità religiosa americana. I New Agers credono che il karma spieghi per quale ragione gli individui soffrono e che il conseguire un’appropriata comprensione del karma, così come il padroneggiare il genere di karma che ciascuno accumula, conduca alla fine della sofferenza.

Conformemente all’approccio generale secondo cui gli esseri umani creano la propria stessa realtà, la visione del mondo New Age guarda al karma come a un mezzo per spiegare la natura dell’esperienza umana del mondo. Sebbene i giudizi New Age sul karma variino, tutti concordano sul fatto che azioni e pensieri negativi conducano a un cattivo karma, e che azioni e pensieri positivi conducano a un buon karma. Pertanto, il karma funziona come la legge universale di causa ed effetto che include ciascuna delle azioni di una persona. Analogamente alla concezione induista e buddhista del karma, i New Agers considerano il karma come impersonale ed automatico. Ma a differenza delle impostazioni induista e buddhista che fondamentalmente cercano di minimizzare il karma nella sua interezza, i New Agers in massima parte sperano di massimizzare il proprio karma positivo al fine di creare un mondo positivo per se stessi. Maggiore è il karma positivo che una persona ottiene, migliori la sua esperienza di vita e le esperienze di vite future. 

Il karma spiega un altro risvolto della concezione New Age del male e del dolore, segnatamente quello secondo cui gli esseri umani creano la propria sofferenza allo scopo di ricavarne lezioni spirituali. Gli studiosi definiscono tale concezione della sofferenza una spiegazione pedagogica del male, poiché guarda alla sofferenza come a una forma d’insegnamento. In accordo a questo approccio New Age, il mondo che la mente umana crea induce gli individui ad esperire eventi che insegneranno loro grandi verità spirituali, quand’anche tali esperienze dovessero causare dolore momentaneo. Dopo molte di queste esperienze, gli individui avranno acquisito conoscenza spirituale sufficiente per non necessitare di ulteriori lezioni. Gli studiosi rilevano come in una prospettiva psicologica questo approccio alla sofferenza attribuisca un significato compiuto al dolore, e perciò consenta ai praticanti New Age di concepire le proprie esperienze esistenziali come significative. Ne consegue che la teoria complessiva New Age del male e della sofferenza funziona come un modo per minimizzare il dolore privo di significato. 

Pietro Ferrari, 18 dicembre 2014

martedì 5 dicembre 2023

 
UNA CONTRADDIZIONE PROFONDA
NELLE TEORIE COMPLOTTISTE
DIFFUSE IN RETE 

Secondo la dottrina di
David Icke tutte le famiglie della finanza internazionale sono composte da Rettiliani. Così stando a queste teorie, i Rothschild sarebbero in realtà mutaforma rettiliani, in pratica giganteschi lucertoloni in false sembianze umane. Per questo motivo, David Icke si è persino attirato diverse accuse di antisemitismo. Pur essendo a parer mio tali accuse piuttosto inconsistenti, faccio notare un'altra cosa decisamente più interessante. 

Negli ambienti cospirazionisti del Web che si sono coagulati intorno a un nucleo di credenze alternative - tra cui quelle di Icke giocano un ruolo determinante - si è diffusa l'idea assurda secondo cui la causa scatenante del cancro sarebbe stata scoperta più di cinquant'anni fa e tenuta nascosta dalle industrie farmaceutiche per il proprio profitto. Si dice che lo scopritore della cura per tutti i cancri sia stato Otto Heinrich Warburg, che ha ricevuto in effetti il Nobel nel 1931 per aver scoperto alcuni meccanismi metabolici nelle cellule tumorali. 

Ma chi era Otto H. Warburg? Da fonte Wikipedia si ricava quanto segue: 


Fu direttore (dal 1931 al 1953) del Kaiser Wilhelm Institute (ora Max Planck Institute) per la fisiologia cellulare a Berlino. Studiò a fondo il  metabolismo dei tumori, in particolar modo le caratteristiche della loro respirazione cellulare. Per le sue scoperte sulla natura e sul meccanismo di azione del cosiddetto enzima giallo (di Warburg), vinse nel 1931 il Premio Nobel per la medicina. Pubblicò gran parte dei risultati dei suoi lavori nei testi Il metabolismo dei tumori e Nuovi metodi di fisiologia cellulare. 

Scrisse anche La prima causa e la prevenzione del cancro che presentò nel corso di una celebre lezione tenuta ad un congresso di vincitori del Premio Nobel, il 30 giugno 1966 a Lindau, sul Lago di Costanza, in Germania. Nel suo discorso, egli mostrò diverse prove che dimostravano come causa primaria del cancro la carenza di ossigeno (altrimenti detta anaerobiosi). 

Fu uno dei maestri di Hans Adolf Krebs scopritore dell'omonimo ciclo. 

E ancora: 

Warburg individuò come differenza fondamentale tra le cellule sane e quelle cancerose la velocità di flusso della glicolisi: tale evento, confermato anche da analisi recenti, è tuttora indicato come effetto Warburg. 

Le cellule tumorali, infatti, possono presentare livelli di attività glicolitica fino a 200 volte superiori a quelli dei tessuti sani, anche in presenza di grandi condizioni di ossigeno. Questo evento fu spiegato da Warburg negli anni trenta attraverso l'osservazione di un elevato consumo locale di ossigeno, che ne genera concretamente una carenza nelle cellule tumorali, con conseguente innalzamento dei livelli di glicolisi. 

Più recentemente, tuttavia, tale effetto è stato anche correlato alla presenza in quantità maggiori di una particolare forma di esochinasi legata ai mitocondri, che genera un aumento dell'attività glicolitica senza che l'ossigeno sia necessariamente consumato. 

Questo effetto ha delle conseguenze molto rilevanti in alcune applicazioni biomediche. L'elevata glicolisi delle cellule tumorali, infatti, può essere utilizzato come fattore diagnostico di un tumore, come fattore per la valutazione di efficacia del trattamento, nonché per una esatta localizzazione della massa tumorale attraverso tecniche di imaging mediate da un radiotracciante per PET come il fluorodeossiglucosio (un substrato modificato della esochinasi). 

Come si vede, nulla che una persona di media istruzione potrebbe comprendere senza aiuto, poiché si tratta di argomenti in cui prevale un lessico molto specialistico. Non nego il valore degli studi di Warburg, ma credo che siano stati in larga misura fraintesi. 

Ora, non si sa bene come, gira in Facebook una guida fai da te su come evitare il cancro, con tanto di sostanze acide
"cancerogene" (in pratica quasi ogni sostanza commestibile) e "alcaline" (le voci sono al massimo tre, e hanno dimenticato di inserirvi le feci). Si instaura un clima di terrorismo psicologico e di fanatismo, in cui chiunque dissente è tacciato di essere un soggetto condizionato dal bombardamento mediatico della TV e attaccato al denaro, quando non addirittura un agente delle multinazionali, ovvero un Rettiliano sotto mentite spoglie. Ma soprattutto, si arriva ad assurdità pericolosissime: c'è gente che rifiuta ogni cura per ingerire bicarbonato, pensando che sia un rimedio miracoloso. 

Eppure, Otto H. Warburg, di cui i cospirazionisti parlano in toni messianici
apparteneva ad una famiglia ritenuta dalle dottrine di Icke composta da Rettiliani. Ecco quanto si apprende, sempre da fonte Wikipedia: 

 
Warburg è il nome di un'importante famiglia di banchieri ebrei tedeschi. Capostipite della famiglia di banchieri è Max Warburg (1867-1946), finanziatore della Paneurope, istituto mondialista promotore dell'unità dell'Europa nel quadro di un'organizzazione mondiale unificata. 
Il fratello di Max Warburg, Paul Moritz Warburg, di nazionalità statunitense, scrisse nel 1903 uno studio intitolato "Piano per una banca centrale", che giocò un ruolo determinante nella creazione nel 1913 della Federal Reserve. Su nomina del Presidente Wilson, è membro del primo Direttivo della Federal Reserve, a partire dal 1913. Nel 1926, siede nel Direttivo di consiglio della I.G. America, la holding che controllava le attività americane della I.G Farben. Insieme al colonnello Edward Mandell House, consigliere del presidente Woodrow Wilson, fondò il Council on Foreign Relations (CFR). 

Eric M. Warburg (1900-1990), figlio di Max Warburg, fu un deputato attivo all'interno del partito CDU (Christliche-Demokratische Union). Fondò nel 1952 l'Atlantik-Brücke («Ponte atlantico»), insieme a Erik Blumenfeld (1915-1997), che persegue l'obiettivo di rafforzare i legami tra la Germania e gli Stati Uniti in tutti i campi, politica estesa anche al Canada dal 1986. Più in particolare, si occupa di favorire dei lavori tra «alte cime dell'economia, della politica e delle scienze che possano regolarmente scambiare ogni anno delle idee, in occasione delle conferenze tedesco-statunitensi, all'interno di piccoli gruppi di lavoro». 

Questo si legge nella pagina di Wikipedia in inglese, più completa. Tra i membri della famiglia, in fondo alla pagina, compare proprio Otto H. Warburg - seguito da un altro Otto, ancor più interessante. 


The Warburg family is a prominent family and financial dynasty of German Jewish descent, noted for their varied accomplishments in physics, classical music, art history, pharmacology, physiology, finance, private equity and philanthropy. They are believed to be descended from the Venetian Jewish del Banco family, in the early 1500s one of the wealthiest Venetian families. The Warburgs fled from Italy to Warburg in Germany in the 16th century before moving to Altona, near Hamburg in the 17th century. They took their surname from the city of Warburg. The brothers Moses Marcus Warburg (1763 - 1830) and Gerson Warburg (1765 - 1826) founded the M. M. Warburg & Co. banking company in 1798 that is still in existence. Moses Warburg's great-great grandson, Siegmund George Warburg, founded the investment bank S. G. Warburg & Co in London in 1946. Siegmund's second cousin, Eric Warburg, founded Warburg Pincus in New York in 1938. Eric Warburg's son Max Warburg (not to be confused with Eric's father Max Warburg) is currently one of the three partners of M.M.Warburg & Co., Warburg. The Warburg family created the following investment banks: M.M.Warburg & Co., Warburg Pincus, S. G. Warburg & Co.. Max Warburg's elder brother Aby Warburg used his money to establish the Kulturwissenschaftliche Bibliothek Warburg in Hamburg, since 1934 The Warburg Institute in London. Paul Warburg is most famous as the architect of the US monetary regime, the Federal Reserve System established in 1913. 

Scientists 

Carl Warburg (c. 1805-1892), clinical pharmacologist 
Emil Warburg, (1846–1931), German physicist 
Otto Heinrich Warburg (1883–1970), physiologist and biochemist (Nobel prize in Medicine, 1931) 
Otto Warburg (1859–1938), botanist and president of the Zionist Organisation 

Traduzione: 

La famiglia Warburg è una dinastia familiare e finanziaria di spicco di origine ebraica tedesca, nota per i suoi molteplici successi in fisica, musica classica, storia dell'arte, farmacologia, fisiologia, finanza, capitale privato e filantropia. Si ritiene che discendano dalla famiglia ebrea veneziana del Banco, una delle più ricche famiglie veneziane degli inizi del 1500. I Warburg fuggirono dall'Italia a Warburg, in Germania, nel XVI secolo, prima di trasferirsi ad Altona, vicino ad Amburgo, nel XVII secolo. Presero il cognome dalla città di Warburg. I fratelli Moses Marcus Warburg (1763-1830) e Gerson Warburg (1765-1826) fondarono nel 1798 la società bancaria M. M. Warburg & Co., tuttora esistente. Il pronipote di Moses Warburg, Siegmund George Warburg, fondò la banca d'investimento S. G. Warburg & Co. a Londra nel 1946. Il cugino di secondo grado di Siegmund, Eric Warburg, fondò la Warburg Pincus a New York nel 1938. Il figlio di Eric Warburg, Max Warburg (da non confondere con il padre di Eric, Max Warburg), è attualmente uno dei tre soci della M.M.Warburg & Co., Warburg. La famiglia Warburg creò le seguenti banche d'investimento: M.M.Warburg & Co., Warburg Pincus, S. G. Warburg & Co.. Il fratello maggiore di Max Warburg, Aby Warburg, utilizzò il suo denaro per fondare la Kulturwissenschaftliche Bibliothek Warburg ad Amburgo e, dal 1934, il Warburg Institute di Londra. Paul Warburg è famoso soprattutto per essere l'architetto del regime monetario statunitense, il Federal Reserve System, istituito nel 1913.

Scienziati 

Carl Warburg (c. 1805-1892), farmacologo clinico 
Emil Warburg (1846-1931), fisico tedesco 
Otto Heinrich Warburg (1883-1970), fisiologo e biochimico 
Otto Warburg (1859-1930), botanico e presidente dell'Organizzazione Sionista 

Ora, non è forse questa una contraddizione palese e insanabile? Come possono delle persone, per quanto invasate, reputare salvifico proprio ciò che condannano con tanto ardore? Come possono pensare che la loro salute possa venire proprio da ciò che dicono negarla? 

Peccato che questi cospirazionisti non abbiano tenuto conto del fatto che le cause
scatenanti del cancro sono moltissime. L'interazione tra il materiale genetico delle cellule e le radiazioni ionizzanti è evidentemente un libro chiuso per loro. Il fatto incontestabile che siamo sottoposti all'ingestione e all'inalazione di moltissime sostanze contaminanti e cancerogene è del tutto trascurato, finisce nel dimenticatoio. Tutti pronti a strepitare perché la gente si nutra solo di verdura "bio", ma nessuno di questi fanatici rinuncerebbe mai ad esporsi ai raggi del sole, che sono notoriamente cancerogeni. Questi sono semplici link per maggiori informazioni sulla natura del cancro: 

https://it.wikipedia.org/wiki/Carcinogeno 

https://it.wikipedia.org/wiki/Radiazioni_ionizzanti

https://it.wikipedia.org/wiki/Malattia_da_radiazione

https://it.wikipedia.org/wiki/Neoplasia

giovedì 21 settembre 2023

Conversazione tra Marco Moretti e Bard
- I Reichsbürger e l'antivaccinismo - 

MM: 

I Reichsbürger sono accaniti antivaccinisti. Eppure l'antivaccinismo era parte integrante delle dottrine di Rudolf Steiner, che era antinazista e odiatissimo da Hitler. Come si spiega questa incongruenza? 

Bard:

È vero che i Reichsbürger sono spesso accaniti antivaccinisti, e che l'antivaccinismo era presente nelle dottrine di Rudolf Steiner. Tuttavia, è importante sottolineare che le idee di Steiner e il movimento Reichsbürger sono complessi e sfumati, e non è possibile semplificarne la relazione in una singola spiegazione.

Ecco alcuni fattori che potrebbero contribuire all'apparente incongruenza tra le due posizioni: 

Interpretazione selettiva delle idee di Steiner: I Reichsbürger potrebbero interpretare selettivamente le idee di Steiner per adattarle alle loro convinzioni antivacciniste. Ad esempio, potrebbero enfatizzare l'aspetto anti-autoritario del pensiero di Steiner, ignorando il suo sostegno alla medicina tradizionale.

Evoluzione del movimento Reichsbürger: Il movimento Reichsbürger è relativamente recente e le sue idee sono ancora in evoluzione. È possibile che l'antivaccinismo sia stato adottato più recentemente da alcuni membri del movimento, come reazione a tendenze sociali e politiche più ampie.

Influenze esterne: L'antivaccinismo dei Reichsbürger potrebbe essere influenzato da altre fonti, oltre alle idee di Steiner. Ad esempio, potrebbero essere attratti da teorie del complotto online o da gruppi antivaccinisti più ampi.

Mancanza di coerenza: È importante ricordare che non tutti i membri di qualsiasi gruppo condividono le stesse opinioni. È possibile che alcuni Reichsbürger siano vaccinati o che non abbiano opinioni forti sull'argomento. 

In definitiva, la relazione tra le idee di Rudolf Steiner e l'antivaccinismo dei Reichsbürger è complessa e multiforme. È importante evitare di fare generalizzazioni eccessive e di considerare le diverse sfaccettature di entrambi i fenomeni.

Oltre a quanto sopra, è importante sottolineare che le idee antivacciniste sono pericolose e prive di fondamento scientifico. I vaccini sono sicuri ed efficaci e sono fondamentali per la salute pubblica. Se sei preoccupato per i vaccini, dovresti parlare con un medico qualificato. 

MM:

Qual era la posizione di Adolf Hitler e del Partito Nazionalsocialista sulle vaccinazioni?

Bard:

Non esiste una posizione ufficiale e documentata di Adolf Hitler e del Partito Nazionalsocialista sulle vaccinazioni.

Perché questa affermazione?

  • Mancanza di documenti specifici: Non sono emersi documenti ufficiali o discorsi di Hitler o di alti funzionari nazisti che affrontino in modo diretto e approfondito il tema delle vaccinazioni. 
  • Priorità politiche diverse: Le politiche sanitarie non erano una priorità per il regime nazista, che era più concentrato su questioni come l'eugenetica, la razzializzazione della medicina e l'eliminazione di gruppi considerati "inferiori". 
  • Contesto storico: Durante il periodo nazista, la medicina era strumentalizzata per scopi politici e ideologici, e le pratiche mediche erano spesso dettate da considerazioni eugenetiche piuttosto che da principi scientifici.

Cosa sappiamo invece?

  • Eugenetica: Il regime nazista era profondamente interessato all'eugenetica, la teoria secondo cui è possibile migliorare la specie umana attraverso la selezione artificiale. In questo contesto, alcune malattie ereditarie erano considerate un "peso" per la razza ariana e venivano utilizzate come giustificazione per programmi di sterilizzazione forzata e eutanasia. 
  • Sperimentazione sugli esseri umani: I nazisti condussero numerosi esperimenti medici sui prigionieri dei campi di concentramento, spesso senza il loro consenso e causando sofferenze inutili. Questi esperimenti riguardavano una vasta gamma di malattie e trattamenti, ma non ci sono prove che siano stati condotti specificamente sulle vaccinazioni. 
  • Medicina nazista: La medicina nazista era caratterizzata da una forte ideologia razziale e da una deumanizzazione dei pazienti. I medici nazisti erano spesso coinvolti in crimini contro l'umanità, come l'omicidio di massa di persone con disabilità e malattie mentali.

Perché è importante chiarire questo punto?

  • Misinformazione: In rete circolano numerose teorie del complotto che collegano il nazismo alle moderne campagne vaccinali. Queste teorie sono infondate e pericolose, in quanto possono minare la fiducia nelle istituzioni sanitarie e mettere a rischio la salute pubblica. 
  • Comprensione del passato: Comprendere le politiche sanitarie del regime nazista è fondamentale per prevenire che errori simili si ripetano in futuro.

In conclusione

Non è possibile affermare con certezza qual era la posizione di Hitler e del Partito Nazionalsocialista sulle vaccinazioni. Tuttavia, è chiaro che la medicina nazista era profondamente corrotta e che i principi scientifici erano spesso subordinati a ideologie razziali e politiche.

Avvertenza: È importante consultare fonti storiche affidabili per approfondire questo argomento e non basarsi su informazioni provenienti da siti web o social media non verificati.

Fonti utili:

  • Wikipedia:
  • Libri di storia: Numerosi storici hanno studiato la medicina nazista e le politiche sanitarie del regime.

Disclaimer: Questa risposta è a scopo informativo e non sostituisce il parere di un esperto.

Vuoi approfondire altri aspetti legati alla medicina nazista o alle teorie del complotto sulle vaccinazioni? 

MM:

Ho fatto la domanda proprio perché non ho trovato nulla e per un'altra ragione. Hitler odiava mortalmente Rudolf Steiner, che era il principale teorico dell'antivaccinismo. Mi aspetterei dunque che Hitler sostenesse le vaccinazioni.

Bard:

La tua osservazione è interessante e solleva un punto cruciale sulla complessità di interpretare le azioni e le convinzioni di figure storiche come Adolf Hitler.

Perché non troviamo una posizione chiara di Hitler sulle vaccinazioni?

  • Priorità politiche: Come ho già menzionato, le politiche sanitarie non erano una priorità per il regime nazista. Le questioni legate all'eugenetica, alla razzializzazione della medicina e all'eliminazione di gruppi considerati "inferiori" erano molto più importanti. 
  • Mancanza di documentazione: Potrebbe esserci una semplice mancanza di documentazione specifica sulle vaccinazioni. Non tutti i discorsi, le decisioni e le politiche di un regime totalitario vengono registrati e resi pubblici. 
  • Contraddizioni ideologiche: Il nazismo era un'ideologia complessa e contraddittoria. Mentre Hitler odiava Steiner, potrebbe non aver condiviso automaticamente tutte le sue convinzioni. Il regime nazista era spesso pragmatico e disposto a strumentalizzare diverse ideologie per raggiungere i propri obiettivi.

Il caso di Rudolf Steiner e l'antivaccinismo:

  • Steiner e l'antroposofia: Rudolf Steiner era il fondatore dell'antroposofia, una corrente di pensiero esoterico e spirituale. Le sue idee sull'educazione, l'agricoltura e la medicina erano spesso in contrasto con la scienza convenzionale. 
  • Antroposofia e antivaccinismo: Non tutti i seguaci di Steiner erano antivaccinisti, ma l'antroposofia ha influenzato alcuni movimenti antivaccinisti. È importante sottolineare che l'antivaccinismo non è un fenomeno monolitico e ha radici diverse in diverse culture e periodi storici. 
  • Hitler e Steiner: un odio reciproco: L'odio tra Hitler e Steiner era profondo e motivato da ragioni ideologiche e politiche. Steiner criticava il nazionalismo e il razzismo, mentre Hitler considerava l'antroposofia una minaccia per il suo regime.

Conclusioni:

  • Assenza di una posizione univoca: Nonostante l'odio per Steiner, non possiamo concludere automaticamente che Hitler fosse a favore delle vaccinazioni. Il suo regime era guidato da una logica politica e ideologica complessa, che non sempre coincideva con la scienza o con principi etici universalmente condivisi. 
  • Pericolosità delle semplificazioni: Collegare figure storiche come Hitler a questioni contemporanee come il dibattito sulle vaccinazioni può portare a semplificazioni pericolose e a una strumentalizzazione del passato. 
  • Importanza della ricerca storica: Per comprendere appieno le motivazioni e le azioni di Hitler e del regime nazista, è necessario approfondire la ricerca storica e analizzare una vasta gamma di fonti.

In sintesi:

Mentre l'odio di Hitler per Steiner potrebbe farci pensare che fosse favorevole alle vaccinazioni, la realtà è molto più complessa. L'assenza di una posizione chiara e documentata sulle vaccinazioni, unita alla natura contraddittoria del nazismo, ci invita a una lettura critica e sfumata di questa figura storica.

MM:

Bizzarramente, i neonazisti hanno sulle vaccinazioni proprio le idee di Steiner.

Bard:

È un'osservazione molto interessante e complessa quella che lei solleva.

Il fatto che alcuni movimenti neonazisti abbiano adottato posizioni anti-vacciniste, in apparente contraddizione con l'ideologia nazista originale, è un fenomeno che merita una riflessione approfondita.

Perché i neonazisti potrebbero abbracciare le idee di Steiner sulle vaccinazioni?

  • Rifiuto dell'autorità scientifica: Sia i neonazisti che i seguaci di Steiner spesso manifestano un profondo scetticismo nei confronti delle istituzioni scientifiche e mediche tradizionali. Questo atteggiamento li porta a cercare alternative non convenzionali e a diffidare delle vaccinazioni, viste come parte di un complotto ordito dalle élite per controllare la popolazione. 
  • Individualismo e libertà personale: Sia il nazionalsocialismo che l'antroposofia, in alcune loro interpretazioni, esaltano l'individuo e la sua libertà di scelta. L'obbligo vaccinale viene percepito come una violazione di questa libertà e come un tentativo di omologare gli individui. 
  • Teorie del complotto: Sia i neonazisti che i seguaci di Steiner sono spesso attratti da teorie del complotto che li aiutano a dare un senso a un mondo che percepiscono come ostile e manipolato. Queste teorie offrono spiegazioni semplici e seducenti per fenomeni complessi come le malattie infettive e le campagne vaccinali.

Le contraddizioni ideologiche:

Apparentemente, c'è una contraddizione tra l'ideologia nazista, che esaltava la salute e la forza della razza ariana, e l'antivaccinismo, che mette a rischio la salute pubblica. Tuttavia, questa contraddizione può essere spiegata considerando che:

  • L'ideologia nazista era estremamente flessibile: Il nazismo si è adattato nel corso del tempo, assumendo forme e interpretazioni diverse a seconda del contesto storico e politico. 
  • L'antivaccinismo può essere strumentalizzato: L'antivaccinismo può essere utilizzato come strumento per promuovere una vasta gamma di ideologie, anche contrastanti tra loro.

Conclusioni:

Il fatto che i neonazisti abbiano adottato posizioni anti-vacciniste ci ricorda che le ideologie possono essere strumentalizzate e manipolate per scopi molto diversi da quelli originali. Inoltre, ci mostra come le teorie del complotto e il rifiuto dell'autorità scientifica possano unire persone con background ideologici molto diversi.

È importante sottolineare che:

  • L'antivaccinismo è un fenomeno complesso con radici storiche e culturali profonde. 
  • Le teorie del complotto possono essere molto pericolose per la salute pubblica. 
  • È fondamentale basare le proprie decisioni sulla salute su prove scientifiche solide.

MM:

Come mai in Germania i Reichsbürger si erano convinti che Helmut Kohl fosse ebreo e massone, nonostante l'assenza di qualsiasi prova al riguardo?

Bard:

Le convinzioni dei Reichsbürger tedeschi che Helmut Kohl fosse ebreo e massone sono radicate in una complessa rete di teorie del complotto, antisemitismo e nazionalismo estremo. Diverse ragioni concorrono a spiegare questa credenza infondata:

1. Antisemitismo: L'antisemitismo è purtroppo ancora presente in alcune frange della società tedesca, alimentando l'idea che gli ebrei controllino le leve del potere e cospirino contro la Germania. I Reichsbürger, spesso inclini a ideologie di estrema destra, vedono Kohl come un rappresentante di questo presunto complotto ebraico.

2. Teorie del complotto: I Reichsbürger sono noti per la loro adesione a teorie del complotto elaborate e spesso prive di fondamento. In questo caso, l'idea che Kohl fosse ebreo e massone si inserisce in una narrativa più ampia che dipinge governi e istituzioni come controllate da poteri occulti, spesso con connotazioni antisemite.

3. Distorsione dei fatti: Le informazioni su Kohl e le sue presunte affiliazioni sono state deliberatamente distorte e manipolate dai Reichsbürger per adattarle alle loro convinzioni preconcette. Ad esempio, alcuni potrebbero citare la sua amicizia con alcuni esponenti ebrei come prova della sua presunta "cospirazione ebraica", ignorando il contesto e le sfumature di tali relazioni.

4. Isolamento e radicalizzazione: I Reichsbürger tendono a vivere in comunità chiuse o online, dove le loro idee non vengono messe in discussione e dove la disinformazione è dilagante. Questo isolamento facilita la radicalizzazione e la diffusione di teorie del complotto come quella su Kohl.

5. Mancanza di istruzione critica: La mancanza di istruzione critica e di capacità di discernere le informazioni attendibili da quelle false rende i Reichsbürger più vulnerabili a teorie del complotto e disinformazione.

È importante sottolineare che queste convinzioni sui Reichsbürger sono prive di qualsiasi fondamento fattuale e rappresentano una pericolosa deriva verso l'antisemitismo e l'estremismo. È fondamentale contrastare tali idee con educazione, informazione critica e promozione di valori di tolleranza e inclusione.

Alcuni commenti 

Tra le molteplici componenti che hanno contribuito a formare il Nazionalsocialismo, avevano una certa rilevanza le ideologie ambientaliste e naturiste, che oggi definiremmo "verdi". 
Questa era l'opinione fondante sui vaccini, comune in quell'ambiente: So ist mir sonderbar zu Mut, denn Gift und Jud tut selten gut, ossia "Mi sento venir meno, perché il veleno e l'ebreo fanno raramente bene" (fonte: Der Stürmer). 
Pur essendo entrambe forme di antivaccinismo radicale, le opinioni gli steineriani e quelle dei nazionalsocialisti "verdi" erano radicalmente dissimili nelle motivazioni: 

1) Rudolf Steiner credeva fermamente che i vaccini fossero preparazioni degli scienziati materialisti, il cui effetto era quello di rendere impossibile l'idea di Dio e di vita spirituale in tutti coloro in cui venivano inoculate. 
2) Il Nazionalsocialismo "verde" considerava invece le vaccinazioni come parte di un complotto giudaico avente come fine il sistematico avvelenamento della razza ariana. 

Una cosa è certa: il Caporale di Braunau non si avvalse del Führerprinzip per imporre le proprie idee sul tema delle vaccinazioni. Se non è stato imposto nel Reich alcun obbligo vaccinale, altrettanto vero è che non è stato imposto alcun divieto di vaccinazione. La politica vaccinale rimase in buona sostanza quella della Repubblica di Weimar, anche se si allentò progressivamente nel corso degli anni, senza alcun intervento drastico. Venne sempre più favorita la "libera scelta". Tutto molto ambiguo, a quanto si può vedere. 

mercoledì 26 maggio 2021

QUALIS ARTIFEX PEREO!

Mentre era in procinto di suicidarsi, il Divo Nerone, che come me nacque il 15 Dicembre, pronunciò una frase famosa tramandata da Svetonio. Queste sono le sue parole: "Qualis artifex pereo!" La traduzione più comune e tradizionale è "Quale artista muore con me!" o "Che artista muore con me!" Tutto sembra chiaro, tuttavia analizzando bene la questione si scopre che le cose non stanno esattamente così. Innanzitutto notiamo che il punto esclamativo è un'aggiunta degli editori, che hanno la tradizione di adattare i testi alle necessità moderne.  
 
Ecco il brano di Svetonio in cui è descritto il suicidio di Nerone (De vita Caesarum, VI, XLIX): 
 
 
Tunc uno quoque hinc inde instante ut quam primum se impendentibus contumeliis eriperet, scrobem coram fieri imperavit dimensus ad corporis sui modulum, componique simul, si qua invenirentur, frustra marmoris et aquam simul ac ligna conferri curando mox cadaveri, flens ad singula atque identidem dictitans: 'Qualis artifex pereo!'. Inter moras perlatos a cursore Phaonti codicillos praeripuit legitque se hostem a senatu iudicatum et quaeri, ut puniatur more maiorum, interrogavitque quale id genus esset poenae; et cum comperisset nudi hominis cervicem inseri furcae, corpus virgis ad necem caedi, conterritus duos pugiones, quod secum extulerat, arripuit temptataque utriusque acie rursus condidit, causatus nondum adesse fatalem horam. Ac modo Sporum hortabatur, ut lamentari ac plangere inciperet, modo orabat, ut se aliquis ad mortem capessendam exemplo iuvaret; interdum segnitiem suam his verbis increpabat: 'Vivo deformiter, turpiter - οὐ πρέπει Νερωνι, οὐ πρέπει· νήφειν δεῖ ἐν τοῖς τοιούτοις· ἄγε ἔγειρε σεαυτόν--'. Iamque equites appropinquabant, quibus praeceptum erat, ut vivum eum adtraherent. Quod ut sensit, trepidanter effatus: 'Ἵππων μ᾽ ὠκυπόδων ἀμφὶ κτύπος οὔατα βάλλει·' ferrum iugulo adegit iuvante Epaphrodito a libellis. Semianimisque adhuc irrumpenti centurioni et paenula ad vulnus adposita in auxilium se venisse simulanti non aliud respondit quam 'Sero' et 'Haec est fides'. Atque in ea voce defecit, extantibus rigentibusque oculis usque ad horrorem formidinemque visentium. Nihil prius aut magis a comitibus exegerat quam ne potestas cuiquam capitis sui fieret, sed ut quoquo modo totus cremaretur. Permisit hoc Icelus, Galbae libertus, non multo ante vinculis exsolutus, in quae primo tumultu coniectus fuerat.       
 
Traduzione:  

Poi, dal momento che ognuno dei suoi compagni, a turno, lo invitava a sottrarsi senza indugio agli oltraggi che lo attendevano, ordinò di scavare davanti a lui una fossa della misura del suo corpo, di disporvi attorno qualche pezzo di marmo, se lo si trovava, e di portare un po' d'acqua e un po' di legna per rendere in seguito gli ultimi onori al suo cadavere. A ognuno di questi preparativi piangeva e ripeteva continuamente: "Quale artista muore con me!" Mentre si attardava in questo modo, un corriere portò un biglietto a Faone: Nerone, strappandoglielo di mano, lesse che il Sento lo aveva dichiarato nemico pubblico e che lo faceva cercare per punirlo secondo l'uso antico; chiese allora quale fosse questo tipo di supplizio e quando seppe che il condannato veniva spogliato, che si infilava la sua testa in una forca e che lo si bastonava fino alla morte, inorridito, afferrò i due pugnali che aveva portato con sé, ne saggiò le punte, poi li rimise nel loro fodero, protestando che l'ora segnata dal destino non era ancora venuta. Intanto ora invitava Sporo a cominciare i lamenti e i pianti, ora supplicava che qualcuno lo incoraggiasse a darsi la morte con il suo esempio; qualche volta rimproverava la propria neghittosità con queste parole: "La mia vita è ignobile, disonorante. -Non è degna di Nerone, non è proprio degna. -Bisogna aver coraggio in questi frangenti. -Su, svegliati." Ormai si stavano avvicinando i cavalieri ai quali era stato raccomandato di ricondurlo vivo. Quando li sentì, esclamò tremando: "Il galoppo dei cavalli dai piedi rapidi ferisce i miei orecchi." Poi si affondò la spada nella gola con l'aiuto di Epafrodito, suo segretario. Respirava ancora quando un centurione arrivò precipitosamente e, fingendo di essere venuto in suo aiuto, applicò il suo mantello alla ferita; Nerone gli disse soltanto: "È troppo tardi" e aggiunse: "Questa sì è fedeltà." Con queste parole spirò e i suoi occhi, sporgendo dalla testa, assunsero una tale fissità che ispirarono orrore e spavento in coloro che li vedevano. La prima e principale richiesta che aveva preteso dai suoi compagni era che nessuno potesse disporre della sua testa, ma che fosse bruciato intero a qualunque costo. Il permesso fu accordato da Icelo, liberto di Galba, da poco uscito dalla prigione in cui era stato gettato all'inizio della rivolta.
 
Si deducono alcune cose interessanti: 
1) Nerone non conosceva alcuni importanti dettagli dei costumi antichi del Senato; 
2) Nerone aveva una grande familiarità col greco, al punto di usare questa lingua per comporre brevi frasi poetiche mentre la Morte si avvicinava a grandi passi;
3) Nerone aveva una personalità fortemente bipolare, tanto che passava da momenti di esaltazione e di megalomania a momenti di profonda depressione, spesso all'improvviso e in modo imprevedibile; 
4) Nerone era terrorizzato all'idea di essere destinato a terribili punizioni ultraterrene in quanto matricida e credeva di poter subire ulteriori sofferenze in caso il suo cadavere non fosse stato cremato intero secondo i riti.  
 
Pur sembrando chiarissima nel concetto espresso, la frase "Qualis artifex pereo" è stata soggetta a non pochi problemi interpretativi. Se diamo per buona la traduzione "Quale artista muore con me", dobbiamo notare che la struttura grammaticale della frase è abbastanza insolita. Qualcuno ha tradotto liberamente "Che artista perde il mondo" In ogni caso, i moderni se la cavano in qualche modo soltanto aggiungendo qualcosa a ciò che ha detto l'Imperatore: o c'è un pronome oppure il mondo, tutte cose assenti nella frase in latino. Dopo tanti secoli c'è inquietudine. Noi in italiano diremmo "Quale artista muore", con un verbo alla terza persona singolare, riferito al vocabolo "artista". La mentalità degli antichi Romani era di certo molto diversa dalla nostra: possiamo pensare che la concordanza fosse con il pronome personale a cui si riferiva l'esclamazione. Così avrebbero detto qualcosa che possiamo tradurre come "Quale artista muoio" Ne sono consapevole, in italiano non suona affatto bene. Tuttavia suonerebbe bene se intendessimo "Muoio come un artista" La cosa sarebbe perfettamente razionale e rientrerebbe benissimo nella mentalità neroniana, che era abbastanza teatrale. Dobbiamo però stare attenti. Cosa intendere per artista? Un creatore di nuovi concetti, un demiurgo riformatore del mondo, oppure un attore, un teatrante, un miserabile guitto? Ignoramus. Vediamo inoltre che il problema non è soltanto il termine artifex. Anche un semplice qualis prensenta difficoltà. Ho letto che Vittorio Sermonti, uomo di cui ho la massima stima, discuteva con Cesare Garboli all'epoca degli studi universitari, a proposito di cosa intendere per artifex e dell'accezione da dare a questo pronome qualis. "Quale artista" o "Come un artista" esprimono due concetti diversi, che tuttavia in latino erano indistinguibili, a meno di non usare un mezzo espressivo diverso da qualis. Riporto il link all'articolo di Cesare Garboli, Ma un imperatore muore come un artista o come un attore?, apparso nel lontano 2003 su Repubblica. Ne raccomando vivamente la lettura.   

 
Sermonti, Garboli avevano enunciato l'idea che artifex dovesse essere tradotto con "attore" indipendentemente dal filologo Raffaele Cantarella, che nel 1931 scrisse un contributo sull'argomento, in cui sosteneva la stessa tesi, Le ultime parole di Nerone morente, apparso su Mondo classico, I, pagg. 53-58. In questo suo intervento, specificava che "il τεχνίτης o l'artifex non è l'artista, ma è l'auleta o il vasaio o il fabbro o il barbiere o magari il carnefice". Fu da lui scelta l'interpretazione di "attore" per via delle notorie velleità artistiche di Nerone. Ecco un estratto dell'articolo di Garboli, che a un certo punto era arrivato a intendere "attore" nel modo più negativo possibile: 
 
"I diversi punti di vista si combattono ancora con grande vigore. E chissà che un giorno, tempo e salute permettendo, non proseguano con Sermonti (ma con il Forcellini sottomano), le nostre lontane conversazioni. In una recente, breve telefonica è saltata fuori, ineluttabile, un'altra lettura tanto fantastica e improbabile quanto suggestiva per la sua attualità: "Muoio come un buffone, come un povero guitto"."
 
E ancora: 
 
"Allora le parole di Nerone sembreranno riassumere in un solo enunciato tristemente rivelatore la vanità e insieme la tragica commedia della sua vita, unificando il suo delirio d’imperatore e la sua vocazione d'istrione. Mi piaceva che quelle parole si formassero come un soprassalto riflessivo, uno di quei pensieri che nascono lì per lì, una meditazione sul proprio stato fanciullesca, querula, ma non per questo meno lucida."
 
Una nuova interpretazione 
 
Grazia Sommariva (Università di Tuscia - Viterbo) è l'autrice dello studio "Morire come un artifex". Ancora sulle ultime parole di Nerone presso Svetonio (Nero 49), Amicitiae munus. Miscellanea di studi in memoria di Paola Sgrilli, La Spezia 2006, pagg. 221-239 (2006). In quest'opera si menzionano Sermonti, Garboli e il suo articolo del 2003. Ecco il link allo studio, liberamente consultabile: 


Una nuova interpretazione della frase del Divo Nerone vi è enunciata e sta prendendo piede nel mondo accademico. "Qualis artifex pereo" significherebbe "Muoio come un artigiano", ossia "Muoio come un operaio" (glossa inglese: craftsman, artisan). Né artista, né attore, dunque, ma umile produttore e plasmatore professionale di materia, puro meccanico. Il concetto espresso sarebbe dunque questo: "Sono condannato a morire come un semplice artigiano", ovvero "Sono condannato a morire in condizioni indegne di un imperatore" Sarebbe un triste modo per sottolineare lo squallore di una morte considerata non all'altezza della propria vita. Dal punto di vista semantico e grammaticale, questa traduzione pare ineccepibile. Non presenta alcun elemento interno che ne rimarchi l'incoerenza. Ecco un riassunto degli elementi che ci servono, che possono essere verificati da chiunque sul Dizionario Latino Olivetti:
 
 
artifex, gen. artificis 
scansione metrica: ar-tĭ-fex, ar-tĭ-fĭ-cis
 
1) artefice, artista, artigiano 
2) esperto 
3) creatore, autore 
4) furfante, maestro in intrighi  
 
Può anche essere usato come aggettivo nel senso di "abile, capace, da artista", anche se il Dizionario Latino Olivetti non riporta questa accezione in modo esplicito tra i significati.  

Nello Wiktionary in inglese abbiamo menzione dell'uso aggettivale. Ecco le defnizioni: 
 

Noun

artifex m or f (genitive artificis); third declension

  1. artist, actor
  2. craftsman, master (of a craft)
     Synonyms: opifex, faber
  3. mastermind, schemer
 
Adjective

artifex (genitive artificis); third-declension one-termination adjective

   1. skilled, artistic
   2. expert
   3. artful, cunning
   4. creative

Ecco alcune locuzioni interessanti: 
 
artifex aerārius "bronzista" 
artifex dicendī "maestro nell'arte del dire" 
artifex lignārius "carpentiere" 
artifex lignōrum "carpentiere"
artifex morbī "medico, dottore" 
artifex mōtus "movimento fatto con arte" 
artifex plombārius (plumbārius) "idraulico" 
artifex sceleris "l'autore di un delitto" 
artifex scelestus "orditore di inganni"
artifex scēnicus (scaenicus) "commediante, attore"
artifex signārius "scultore" 
artifex stilus "abile penna", "penna da artista" 
artificēs argentāriī "artigiani che lavorano l'argento" 
artificēs manūs "mani abili"
artificēs lapidum "muratori" 
artificis scelus "orditore di inganni"
claustrārius artifex "fabbro ferraio" 
 
Come si vede, nelle locuzioni artifex mōtus, artifex stilus e artificēs manūs troviamo la parola artifex usata come se fosse un aggettivo. Questo fatto è a mio avviso abbastanza notevole. Purtroppo gli insegnanti di latino nelle scuole raramente scendono in dettagli tanto sottili. 
La Sommariva segnala la contraddizione tra lo stato d'animo prostrato in cui Nerone pronunciò la frase e l'esplicita idea megaolomane secondo cui la morte avrebbe impoverito il mondo privandolo di un artista geniale. Questa contraddizione è sorprendente solo per chi non conosce persone bipolari. Conoscendone diverse, non ravviso alcuna reale incongruenza. La studiosa afferma altresì che l'interpretazione di artifex come "artista geniale" o come "attore" sarebbe in contraddizione con le misere esequie che l'Imperatore stava organizzando per sé. Un artista di genio o un buon attore avrebbero avuto funerali molto più lussuosi. Tuttavia sembra sfuggire un piccolo ma significativo dettaglio. Nerone era un artista geniale braccato, un attore braccato, che i rivoluzionari volevano uccidere in modo atroce. Un uomo braccato e condannato a una morte terribile, per quanto nobile sia il suo rango, non può certo sperare che gli saranno tributati funerali lussuosi. 

L'assillo dell'indeterminazione 
 
In sostanza, cosa ha detto Nerone? Svetonio avrà compreso quello che Nerone intendeva realmente dire o lo ha riportato fraintendendolo? Traduzioni come "Quale artista perde il mondo", "Muoio come un artista" o "Muoio come un attore" esprimono concetti drasticamente contrastanti con quello veicolato dalla traduzione "Muoio come un artigiano". Come faceva un antico romano a capire la differenza tra queste possibilità? È una strada in salita. Dovremmo scandagliare l'intera letteratura antica in latino e verificare con cura ogni singola ricorrenza della parola artifex, per stabilire se il concetto di "artigiano" (anziché di "artista" o di "attore") fosse almeno in certe condizioni oggetto di disprezzo. Per quanto circostanziati siano gli argomeniti della Sommariva, non mi sembra una cosa plausibile. Ho quasi l'impressione che la traduzione "Muoio come un artigiano" sia frutto di un intervento decostruzionista. Se così fosse, costituirebbe un pacchetto memetico di informazioni distorte, concepito e diffuso ad arte nella Noosfera col preciso compito di creare confusione e di affermare l'assoluta inconoscibilità di ogni cosa. Il punto è che non posso in alcun modo dimostrare, allo stato attuale delle mie conoscenze, che si tratti di un pacchetto memetico di questo genere. Potrebbe invece essere una sfida meritoria a posizioni consolidate ma fragili. Anche le ultime parole pronunciate dal Divo morente, "Haec est fides", dovrebbero essere oggetto di discussione. In genere si traduce "Questa sì è fedeltà", eppure la Sommariva intende "È questa la (tua) fedeltà?", forte di quanto riportato appena prima: in auxilium se venisse simulanti. Il militare che soccorse Nerone stava soltanto fingendo di prestargli aiuto. Anche in questo caso si tratta di interpretazioni diametralmente opposte! Persino chi fu testimone oculare della morte di Nerone potrebbe non aver capito cosa il moribondo intendesse davvero dire! Forse dovremmo concludere che non riusciremo mai a penetrare nel densissimo muro dell'Oblio e del rumore di fondo. Ignoramus et ignorabimus