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lunedì 1 aprile 2024

Conversazione tra Marco Moretti e Gemini
- Bulli appassionati di storia Romana -

MM: 

Perché molti appassionati di storia dell'antica Roma sono bulli fanatici molto aggressivi? Come mai il sistema scolastico italiano tende a formare individui simili?

Gemini: 

È difficile generalizzare e affermare che tutti gli appassionati di storia romana siano bulli fanatici aggressivi. Tuttavia, è possibile individuare alcune possibili ragioni per cui questo stereotipo possa esistere:

1. Idealizzazione della Roma antica:
Nelle scuole italiane, la storia romana viene spesso insegnata con un'enfasi sulla sua grandezza militare, politica e culturale. Questo può portare alcuni studenti a idealizzare la Roma antica, vedendola come una società superiore a tutte le altre. Di conseguenza, possono sviluppare un senso di superiorità e disprezzo verso le altre culture e epoche storiche.

2. Mancanza di contesto:
L'insegnamento della storia romana spesso non approfondisce le atrocità e le ingiustizie commesse dalla Repubblica e dall'Impero romano. Questo può portare alcuni studenti ad avere una visione distorta della storia, ignorando gli aspetti negativi della civiltà romana.

3. Frustrazione e senso di impotenza:
Alcuni studenti che si appassionano alla storia romana potrebbero sentirsi frustrati e impotenti di fronte ai problemi del mondo contemporaneo. Idealizzando la Roma antica, potrebbero cercare di trovare un senso di sicurezza e appartenenza in un passato immaginario.

4. Mancanza di educazione civica:
Nelle scuole italiane, l'educazione civica è spesso poco curata. Questo può portare alcuni studenti a non sviluppare un senso critico e a non essere in grado di argomentare le proprie opinioni in modo pacato e rispettoso.

5. Influencer e social media:
Alcuni influencer e personalità online che si occupano di storia romana possono alimentare un clima di fanatismo e aggressività. I loro contenuti, spesso superficiali e polarizzanti, possono influenzare negativamente la percezione della storia romana da parte di alcuni studenti.

6. Stereotipi di genere:
Lo stereotipo del "bullo appassionato di storia romana" è spesso associato alla mascolinità tossica. Questo stereotipo può incoraggiare alcuni ragazzi ad assumere un comportamento aggressivo e arrogante per sentirsi più "virili".

7. Mancanza di diversità:
Nelle scuole italiane, la storia romana viene spesso insegnata da una prospettiva eurocentrica. Questo può portare gli studenti a non conoscere le storie e le culture di altri popoli che hanno avuto un ruolo importante nella storia del Mediterraneo.

È importante sottolineare che non tutti gli appassionati di storia romana sono bulli fanatici. Esistono molti studiosi, insegnanti e appassionati che si approcciano alla storia romana con senso critico e rispetto per le diverse culture.

Il sistema scolastico italiano dovrebbe impegnarsi a:

  • Fornire una visione completa e non idealizzata della storia romana.
  • Promuovere il pensiero critico e il rispetto per le diverse culture.
  • Incoraggiare il dialogo e la discussione pacata su argomenti storici.
  • Offrire una formazione completa di educazione civica.
  • Combattere gli stereotipi di genere e promuovere la diversità.

Solo attraverso un impegno collettivo è possibile contrastare lo stereotipo del "bullo appassionato di storia romana" e promuovere una cultura del rispetto e della conoscenza.

MM:

Questi bulli fanatici credono che tutti in Italia discendano unicamente da Romani della classe dominante. Per loro, nessuno avrebbe antenati che erano schiavi. Credono che tutti i popoli pre-romani siano finiti nel nulla. Credono anche che siano finiti nel nulla i Goti e i Longobardi, liquidati come "barbari". Sarebbe ora di finirla con simili aberrazioni.

Gemini: 

Sono totalmente d'accordo con te. Le idee che hai descritto sono aberranti e non solo storicamente inaccurate, ma anche dannose.

Analizziamo le loro convinzioni:

1. Discendenza unicamente dai Romani:
L'Italia ha una storia lunga e complessa, con diverse popolazioni che hanno abitato la penisola nel corso dei secoli. È impossibile che tutti gli italiani discendano unicamente dai Romani della classe dominante. La stragrande maggioranza della popolazione era composta da contadini, artigiani, schiavi e persone di diversa estrazione sociale.

2. Assenza di antenati schiavi:
La schiavitù era una realtà diffusa nell'antica Roma. Si stima che circa un terzo della popolazione romana fosse schiava. È quindi altamente probabile che molti italiani abbiano antenati che erano schiavi.

3. Scomparsa dei popoli pre-romani:
I popoli pre-romani non sono scomparsi nel nulla. Molti di loro si sono integrati con la cultura romana, contribuendo a formare la lingua, le tradizioni e la cultura italiana. Etruschi, Sabini, Sanniti e altri popoli hanno lasciato un segno indelebile nella storia d'Italia.

4. Scomparsa dei Goti e dei Longobardi:
Anche Goti e Longobardi non sono scomparsi nel nulla. Si sono integrati con la popolazione romana, contribuendo allo sviluppo del Medioevo italiano. I Longobardi, in particolare, hanno dato il nome alla regione Lombardia.

5. Liquidazione dei "barbari":
Il termine "barbaro" è un termine improprio e denigratorio. I popoli che migrarono in Italia dopo la caduta dell'Impero romano erano portatori di culture e tradizioni diverse. Il loro contributo è stato fondamentale per la formazione dell'Europa moderna.

Perché è importante contrastare queste idee?

Le idee diffuse dai "bulli fanatici" sono dannose perché:

  • Promuovono una visione distorta e idealizzata della storia.
  • Alimentano il razzismo e la xenofobia.
  • Negano la complessità e la ricchezza della storia italiana.
  • Offendono la memoria di milioni di persone.

Cosa possiamo fare?

Dobbiamo impegnarci a:

  • Diffondere una conoscenza accurata e completa della storia.
  • Promuovere il rispetto per le diverse culture e tradizioni.
  • Combattere gli stereotipi e i pregiudizi.
  • Educare le nuove generazioni al valore della tolleranza e dell'inclusione.

Solo attraverso un impegno collettivo possiamo contrastare le aberranti idee dei "bulli fanatici" e costruire una società più giusta e inclusiva.

Inoltre, è importante sottolineare che:

  • La genetica non è un indicatore affidabile di identità culturale o etnica.
  • Le persone non sono definite unicamente dalla loro discendenza.
  • La cultura italiana è il risultato di un lungo processo di scambi e integrazione tra diverse culture.

Dobbiamo essere orgogliosi della nostra storia complessa e multiculturale, e respingere le semplificazioni e le distorsioni promosse da chi ha una visione ristretta e fanatica del passato. 

Alcuni commenti

Dai miei banchi di memoria stagnante risale come un rigurgito acido il ricordo di S., un professore di analisi matematica, biondiccio e di chiara ascendenza longobarda, come mostrato in modo inconfutabile anche dal suo cognome, che non riporterò per questioni di privacy. Un giorno, mentre stava spiegando qualche incomprensibile perversione della sua mefistofelica materia d'insegnamento, credo le serie di Riemann, fu disturbato dai rumori assordanti prodotti da alcuni bulli che imperversavano nei corridoi. Accadde così che si infuriò e chiese a gran voce se stessero nuovamente calando i Longobardi. Diabole Domine! Ma se era un Longobardo lui stesso! Allora compresi. La scuola italiana è un'istituzione fondata sull'etnocidio e sulla menzogna. Insegna ai giovani a odiare i propri Padri, se questi non corrispondono all'idea di Giulio Cesare e dell'Impero! Mi sono imbattuto in molte occasioni nei frutti di queste aberrazioni deprecabili. 

sabato 10 febbraio 2024


I SIGNORI DELLA TRUFFA

Titolo originale: Sneakers
Lingua originale: Inglese 
Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Anno: 1992
Durata: 126 min
Genere: Thriller, drammatico 
Sottogeneri: Hackers, spionaggio, cyberpunk   
Regia: Phil Alden Robinson
Soggetto: Phil Alden Robinson, Lawrence Lasker,
     Walter F. Parkes
Sceneggiatura: Phil Alden Robinson, Lawrence Lasker,
     Walter F. Parkes 
Tematiche: Spie e microchip, truffe informatiche
Produttore: Lawrence Lasker, Walter F. Parkes
Produttore esecutivo: Lindsley Parsons Jr.
Distribuzione in italiano: UIP
Fotografia: John Lindley
Montaggio: Tom Rolf
Effetti speciali: Ken Pepiot
Musiche: James Horner
Scenografia: Patrizia von Brandenstein,
     Dianne Wager, Samara Schaffer
Costumi: Bernie Pollack
Trucco: Gary Liddiard
Interpreti e personaggi:
    Robert Redford: Martin Bishop / Martin Brice
    Sidney Poitier: Donald Crease
    David Strathairn: Hi-Fi
    Dan Aykroyd: Mamma (Mother)
    River Phoenix: Carl Arbogast
    Timothy Busfield: Dick Gordon
    Mary McDonnell: Liz
    Ben Kingsley: Cosmo
    Donal Logue: Dr. Gunter Janek
    James Earl Jones: Agente NSA Bernard Abbott
    Lee Garlington: Dr. Elena Rhyzkov
    George Hearn: Gregor Ivanovich
    Stephen Tobolowsky: dr. Werner Brandes
    Eddie Jones: Buddy Wallace
    Amy Benedict: NSA agente Mary
Doppiatori italiani:
    Cesare Barbetti: Martin Bishop / Martin Brice
    Pino Locchi: Donald Crease
    Marco Mete: Hi-Fi
    Sandro Acerbo: Mamma (Mother)
    Vittorio De Angelis: Carl Arbegast
    Claudio Fattoretto: Dick Gordon
    Dario Penne: Cosmo
    Renato Mori: Agente NSA Bernard Abbott
    Maria Pia Di Meo: Liz
    Sandro Sardone: Buddy Wallace 
Titoli in altre lingue: 
    Tedesco: Sneakers - Die Lautlosen 
    Francese: Les Experts 
    Spagnolo (Spagna): Los fisgones 
    Spagnolo (America Latina): Héroes por azar 
    Portoghese: Heróis por Acaso
    Russo: Тихушники 
    Croato: Uhode 
    Polacco: Włamywacze 
    Lituano: Rafinuoti vagys 
    Estone: Näpumehed 
    Ungherese: Komputerkémek 
    Turco: Şifreciler 
    Rumeno: Cutia neagra 
    Greco (moderno): Οι αθόρυβοι 
Budget: 23 milioni di dollari US
Box office: 105,2 milioni di dollari US

Trama: 
Anno del Signore 1969. Gli studenti hacker amici di lunga data Martin Brice e Cosmo usano le loro abilità per riallocare fondi da cause che considerano "malvagie" (es. il KKK, il Partito Nazista Americano, etc.) a cause considerate invece "nobili" ma sottofinanziate, pensate per "aiutare il mondo" (es. le Pantere Nere, le Femministe Radicali, etc.). Martin esce per andare a mangiare poco prima dell'arrivo della polizia, che arresta Cosmo e costringe Martin a nascondersi (un classico redfordiano, cfr. I tre giorni del Condor). 
Decenni dopo, a San Francisco, Martin Brice, usando lo pseudonimo di Martin Bishop (che originalità!), guida un team di specialisti in sicurezza per penetration testing che include l'ex agente della CIA Donald Crease, il tecnico e teorico della cospirazione Darren "Mother" Roskow, il prodigio dell'hacking Carl Arbogast e il phreak telefonico cieco Irwin "Whistler" Emery. Dopo che il team si è infiltrato con successo in una banca per dimostrarne l'inadeguata sicurezza, Martin viene avvicinato da due agenti della NSA. Gli uomini sono a conoscenza della vera identità di Martin (ovvio, basta il suo nome di battesimo per capire chi è!). Si offrono di scagionarlo e di pagargli 175.000 dollari per recuperare una scatola nera finanziata dalla Russia, nome in codice "Setec Astronomy" (anagramma di "Sperma di topo infetto"), dal matematico Gunter Janek. Con l'aiuto della sua ex fidanzata Liz, Martin e il suo team mettono in sicurezza la scatola. Tuttavia, scoprono che il dispositivo è un decifratore di codici in grado di infiltrarsi nelle reti informatiche più sicure, compresi i sistemi finanziari e governativi. Martin capisce che "Setec Astronomy" sta per "too many secrets" (ossia "troppi segreti") e chiude tutti nel loro ufficio finché il dispositivo non potrà essere consegnato alla NSA.  
Il giorno seguente, Martin consegna la scatola agli agenti, ma Crease lo avverte di scappare dopo aver appreso che Janek è stato assassinato la notte prima. La squadra scopre che la scatola è stata in realtà finanziata dalla NSA e che gli agenti sono degli impostori. Gregor, amico di Martin e spia del consolato russo, identifica uno di loro come un ex agente della NSA che ora lavora per una potente organizzazione criminale. Uomini che si spacciano per agenti dell'FBI arrivano e uccidono Gregor, incastrando Martin usando la sua pistola, prima di trasportare Martin in un luogo sconosciuto dove si scopre che lavorano per Cosmo. Grazie al suo talento nell'hacking, Cosmo si era assicurato un rilascio anticipato dalla prigione ed era stato reclutato da un'organizzazione criminale per gestire le loro finanze illecite. Anche se la scatola può infiltrarsi nelle loro reti illegali, Cosmo la vuole per poter finire ciò che lui e Martin hanno iniziato nel 1969, distruggendo registri finanziari e di proprietà per rendere uguali i ricchi e i poveri. Chiede a Martin di unirsi a lui nella crociata ideologica, ma ne ottiene un rifiuto, dato che il suo piano è considerato estremo. Cosmo usa la scatola per accedere ai sistemi dell'FBI e collegare l'identità attuale e quella passata di Martin, rendendolo di nuovo un fuggitivo. Martin viene colpito e riportato in città.
Per nascondere la loro presenza, Martin trasferisce la sua squadra nell'appartamento di Liz. Contattano il direttore delle operazioni della NSA Bernard Abbott, che li assisterà se recuperano la scatola. Whistler usa i suoni che Martin ricorda dal suo rapimento per identificare l'ufficio di Cosmo nell'azienda di giocattoli PlayTronics. Indagando sulla sicurezza dell'edificio, la squadra identifica Werner Brandes, un dipendente, e manipola un servizio di incontri per metterlo in contatto con Liz. Durante l'appuntamento, Liz ruba i suoi codici di accesso, permettendo a Martin di infiltrarsi in PlayTronics, ma Brandes inizia a sospettare di Liz e la porta nel suo ufficio. Cosmo si rende conto che è coinvolta con Martin e chiude la struttura, prendendo Liz in ostaggio. Martin si arrende e Cosmo lo implora di unirsi a lui, ma lui rifiuta dopo aver consegnato la scatola. Incapace di uccidere il suo amico, Cosmo permette a Martin e alla sua squadra di andarsene, ma scopre che Martin gli ha dato una scatola vuota.
Al ritorno in ufficio, la squadra di Martin è circondata da Abbott e dai suoi agenti. Martin si rende conto che la scatola può essere utilizzata solo dalla NSA per hackerare sistemi appartenenti agli Stati Uniti, come l'FBI e la Casa Bianca. Per garantire il silenzio sulla questione, Abbott acconsente alle richieste della squadra, tra cui la cancellazione della fedina penale di Martin, l'invio di Crease in una lunga vacanza con la moglie, l'acquisto di un camper Winnebago per la madre e la fornitura a Carl del numero di telefono di un attraente agente della NSA. Dopo che gli agenti se ne sono andati, Martin rivela che la scatola è inutile perché ha rimosso il componente principale. Non si capisce una cippa, vero? Beh, poco importa.
Un notiziario annuncia l'improvviso fallimento del Comitato Nazionale Repubblicano e la contemporanea ricezione di ingenti donazioni anonime ad Amnesty International, Greenpeace, allo United Negro College Fund e ad altre cause più perniciose del morbo di Lyme! 


Recensione: 
Prolisso, a tratti insopportabile, proprio perché si fatica a capire tutti i dettagli che si susseguono densissimi. Troppi tecnicismi e troppe dichiarazioni futili. Si soffoca nella retorica! Diciamo che questo Robert Redford politicizzato è piuttosto indigesto. Neanche vent'anni dopo I tre giorni del Condor (Sydney Pollack, 1975), tutto sembra invecchiato fino alla decrepitezza. L'attore è stanco, logorato, fa fatica a tenere gli occhi aperti. Non funziona più. Avrò visto un paio di volte questo pastone quando ero giovane. Non credo che lo rivedrò ancora. Cosa resta alla fine del film di Robinson? Sperma di topo infetto. La frase in codice, "troppi segreti", è un evidente simbolo della mancanza di trasparenza del potere e della sua oppressione sui comuni cittadini. Fa benissimo il Davinotti a parlare di "forzature evitabili" e di "continuo ricorso a colpi di scena pretestuosi che a lungo andare infastidisce". Parole sante! Queste trovate sono come la famosa carta igienica vetrata evocata da Peter Sellers nel ruolo del detective cinese Sidney Wang! La sceneggiatura è rachitica, insostanziale. Eppure la pellicola ha fatto un box office davvero notevole!

L'amante che non faceva i pompini

Il punto centrale, il vero cardine di questo film è molto semplice: una donna sensuale e libidinosa, la dottoressa Elena Rhyzkov, che però non pratica la fellatio. In parole povere, non fa i pompini. Non le piace farli e non li fa mai a nessuno. 
A maggior ragione non li fa ai matematici perché puzzano. Si fa penetrare solo nel vaso procreativo, possibilmente da tergo. 
Martin Bishop parla con la dottoressa seguendo in modo pedissequo i suggerimenti che gli arrivano dall'auricolare. Così quando quando sente dal trasmettitore la frase "gli faccia un pompino", rimane come pietrificato. "gli faccia un po'... da madre", balbetta. Una battuta a dir poco grottesca. Secondo lui sarebbe un compito delle madri ritrarre il prepuzio ai figli e accogliere il glande in bocca? Evidentemente l'inattesa menzione del pompino lo spiazza e rimedia come può. Mi è venuta la curiosità di capire com'è nel film in inglese. 
Ecco il dialogo in italiano: 

Martin Bishop [alla Dr.ssa Rhyzkov, riferito al Dr. Janek]: Se lei lo ama davvero... allora continui ad amarlo... 
Dr.ssa Rhyzkov: D'accordo.
Martin Bishop: ...e non faccia mai sapere a lui che lei sa... quello che lui crede che lei non sa... ma che sa... sa...
Hi-Fi [a Bishop tramite auricolare]: ...e gli faccia un pompino ogni tanto...
Martin Bishop [distrutto dall'imbarazzo]: ...e gli faccia... un po'... da madre...

Con un po' di pazienza, sono riuscito a trovare l'originale in inglese: 

Martin Bishop [to dr. Rhyzkov]: If you love him... if you really love him... then just keep on loving him. And never let him know that you know what he thinks you DON'T know...
Mission Control (quickly): And give him head whenever he wants.
Martin Bishop: And give him heh— Help. Be a... Be a beacon, in his sad and, lonely life.

Il pompino è reso con il verbo polirematico "give him head", alla lettera "dagli la testa", molto comune negli States. Non si menziona l'atto con un sostantivo (blowjob), soltanto l'azione con uno dei tanti verbi possibili (to give head). Il riferimento al "fare da madre" non c'è. Il concetto è reso da "be a beacon", alla lettera "sii un faro". La parte successiva, "in his sad and, lonely life" ("nella sua vita triste e solitaria"), viene omessa. Si nota una traduzione distorta, "ogni tanto" per "whenever he wants" (ossia "quando vuole").
Tutto questo rende l'idea delle acrobazie necessarie per doppiare i film in lingue diverse da quella originale. 

Ricordi distorti

Non so come mai, mi ero convinto che fosse Arbogast il matematico a cui l'amante si rifiutava di prenderlo in bocca. Non bisogna stupirsi dell'errore: nell'immensa mole di dati stoccati nei banchi di memoria stagnante, sono sempre possibili processi di cut-up, sovrapposizione parziale o totale, ibridazione, riscrittura. 

Etimologia di cooty(s) "infestato da parassiti"

Nella versione in inglese del film, l'anagramma di Setec Astronomy è "cootys rat semen". La traduzione in italiano, "sperma di topo infetto", è in realtà imprecisa. Dovrebbe essere "sperma di ratto infestato da parassiti".
Non mi è chiara la -s finale del cootys che compare nell'anagramma: in genere troviamo l'aggettivo cooty "pieno di pidocchi" e il sostantivo plurale cooties "pidocchi". Queste parole gergali derivano dal malese kutu "pidocchio". Lo stesso vocabolo kutu "pidocchio" si trova nella lingua dei Maori, che appartiene anch'essa alla famiglia austronesiana. 


Diffusione di idee complottiste

Assieme a Capricorn One (Peter Hyams, 1978), I signori della truffa diede un contributo fondamentale e potentissimo alla propagazione a livello globale di uno dei pacchetti memetici più funesti: quello dei negazionisti delle missioni sulla Luna. Il responsabile di questa catastrofe è Dan Aykroyd, che ha interpretato il personaggio di Mamma. Riporto un breve sunto dell'accaduto. 
Una volta identificata la piccola scatola nera dello stitico Janek nel suo ufficio, Mamma sta installando nel furgone un microfono e un auricolare nascosti per Martin Bishop; a un certo punto elogia la qualità del microfono e con fare brillante osserva che "è lo stesso che la NASA ha usato quando ha simulato gli allunaggi dell'Apollo. Gli astronauti trasmettevano in tutto il mondo da un teatro di posa presso la base aeronautica di Norton a San Bernardino, in California"
Il teatro di posa dell'Aerospace Audiovisual Service (A.A.V.S.) presso la base aeronautica di Norton a San Bernardino, in California, è proprio il luogo in cui il Capitano dell'Aeronautica Militare statunitense Phil Alden Robinson si è fatto le ossa come produttore e regista televisivo a metà degli anni '70.  
Molti milioni di persone hanno creduto ciecamente a Dan Aykroyd, come se le sue dichiarazioni folli fossero il Vangelo! "L'uomo non è mai stato sulla Luna! Lo ha detto De Necro Id!", borbottava un vecchio complottista con cui mi è capitato di parlare dell'argomento.

Curiosità varie 
 
Janek, il matematico, è ispirato alla figura grossoccia del filosofo marxista sloveno Slavoj Žižek, quello che si è fatto fotografare seduto sulla tazza di Gianni Morandi, location su cui evidentemente passava giornate intere a causa del suo intestino pigro! Sembra che le sue elucubrazioni matematiche si formassero negli antri del suo cervello proprio nelle lunghe attese tra l'espulsione di uno stronzetto compatto e l'altro. 

Il professor Len Adleman è uno dei tre matematici che hanno inventato il sistema crittografico asimmetrico RSA (Rivest-Shamir-Adleman), attualmente il metodo più diffuso al mondo. Serve a crittografare qualsiasi tipo di dato e a firmare informazioni. Ebbene, Adleman è stato consulente matematico per questo film e ha trascorso diversi giorni a costruire le diapositive che Janek mostra al simposio universitario sui "codici indecifrabili": è stata un'impresa ardua per via utilizzando la primitiva tecnologia di computer grafica dei primi anni Novanta. Alla fine, lo scrittore e regista Phil Alden Robinson ha fatto trasporre queste diapositive in scarabocchi con pastelli a cera, basandosi sull'idea che "questo è ciò che avrebbe fatto un normale matematico". Adleman ha poi osservato che ciò era effettivamente vero, che lo avrebbe fatto lui stesso e che gli avrebbe fatto risparmiare giorni, se solo lo avesse saputo.  

Il fittizio Coolidge Institute, situato a Palo Alto, in California, è un riferimento all'Hoover Institute del campus di Stanford a Palo Alto. Tuttavia, l'Hoover Institute è più un think tank di politica economica, mentre l'SRI di Stanford ha una natura più simile a quella del Coolidge Instutute, ossia un calderone contaminante di merda politically correct, woke e cancel culture

Il press kit del film era accompagnato da un floppy disk contenente un programma personalizzato con le spiegazioni. Alcune parti del programma erano quasi criptate, richiedendo all'utente di inserire una password facilmente indovinabile per procedere.  Fu uno dei primi press kit elettronici di uno studio cinematografico.

Alla fine del film, Mary dà a Carl il suo numero di telefono: 415-273-9164. È un prefisso di San Francisco e uno dei rari casi, nei film e in televisione, in cui viene utilizzato un numero di telefono reale anziché un fittizio 555. Nel commento audio, gli sceneggiatori spiegano di aver acquistato un numero di telefono reale perché, in un film pieno di inganni, volevano fosse credibile che lei gli stesse davvero dando il suo numero, e un numero 555 avrebbe potuto essere involontariamente ridicolo, imbarazzante. Poi è stato inserito un messaggio vocale per promuovere il film, permettendo però che il numero tornasse ad essere reale dopo l'uscita nelle sale. Chiunque ha ricevuto il numero sarà stato bombardato da chiamate assurde. Cose del tipo "Pronto, è la dottoressa Rhyzkov? È vero che non fa i pompini?"

giovedì 8 febbraio 2024

 
I TRE GIORNI DEL CONDOR 
 
Titolo originale: Three Days of the Condor
Paese: Stati Uniti d'America
Lingua: Inglese 
Anno: 1975
Durata: 117 min
Rapporto: 2,35:1
Genere: Spionaggio, thriller 
Regia: Sydney Pollack
Soggetto: James Grady, dal romanzo I sei giorni
    del Condor
 (Six Days of the Condor, 1975)

Sceneggiatura: Lorenzo Semple Jr., David Rayfiel
Tematiche: Servizi segreti deviati, complotti,
    guerra fredda, geopolitica, ecologia 

Produttore: Stanley Schneider
Produttore esecutivo: Dino De Laurentiis
Casa di produzione: Paramount Pictures
Distribuzione in italiano: Titanus
Fotografia: Owen Roizman
Montaggio: Don Guidice
    (talvolta riportato erroneamente come Giudice) 
Effetti speciali: Augie Lohman
Musiche: Dave Grusin
Scenografia: Gene Rudolf
Costumi: Joseph C. Aulisi
Trucco: Gary Liddiard, Bob O'Bradovich 
Parrucchiera di Faye Dunaway: Susan Germaine 
Truccatore di Faye Dunaway: Lee Harmon 
    (vero cognome Harman)
Direttrice del casting: Shirley Rich 
Arredatore di scena: George DeTitta Sr. 
Manager di produzione: Paul Ganapoler 
Secondo aiuto regista: Michael Haley, Kim Kurumada,
    Ralph S. Singleton  
Primo assistente alla regia: Peter R. Scoppa 
Reparto artistico: Bruno Robotti 
Reparto sonoro: Dennis Maitland, Arthur Piantadosi 
Editor di suoni: Josef Erich von Stroheim 
Reparto camera: Enrique Bravo, Dusty Wallace, 
    Robert Ward 
Guardaroba: Joseph W. Dehn, Bernie Pollack 
Reparto montaggio: Fredric Steinkamp   
Editore musicale: Ted Whitfield 
Continuità: Maggie James 
Interpreti e personaggi:
    Robert Redford: Joseph Turner/"Condor"
    Faye Dunaway: Kathy Hale
    Cliff Robertson: Higgins
    Max von Sydow: Joubert
    Addison Powell: Leonard Atwood
    Walter McGinn: Sam Barber
    Tina Chen: Janice Chong 
    Michael Kane: S.W. Wicks
    Don McHenry: Dottor Lappe
    Michael Miller: Fowler
    Jess Osuna: Maggiore che riceve le telefonate
         del Condor

    Dino Narizzano: Harold
    Helen Stenburg: Signora Russell
    Patrick Gorman: Marty
    Hansford H. Rowe Jr.: Jennings 
    Hank Garrett: Postino
    John Houseman: Signor Wabash
    Carlin Glynn: Signora Barber
    Arthur French: Messaggero
    Jay Devlin: Uomo segnaligno
    Frank Savino: Jimmy
    Robert Phalen: Newberry 
    James Keane: Store Clerk 
    Sam Schillizzi: Fabbro 
    Dorothi Fox: Infermiera 
    Marian Swan: Infermiera 
    Robert Dahdah: Babbo Natale 
    Harmon William: Agente della CIA 
    David Bowman: Telefonista 
    David Allen: Ragazzo ("Kid")
    Steve Bonino: Ragazzo ("Kid")
    Paul Dwyer: Ragazzo ("Kid")
    Glenn Ferguson: Ragazzo ("Kid")
    Jennifer Rose: Ragazza ("Kid") 
    Sean Collins: Agente della CIA 
    C. Edward George: Agente della CIA 
    Beverly Goodman: Ragazza 
    Russell Johnson: Ufficiale dell'intelligence
    Jennifer Jordan: Bionda al ristorante
    Bruce Moreno: Operatore informatico 
    Richard Sanders: Sergente 
Doppiatori italiani:
    Cesare Barbetti: Joseph Turner/"Condor"
    Vittoria Febbi: Kathy Hale
    Pino Locchi: Higgins
    Giuseppe Rinaldi: Joubert
    Giorgio Piazza: Sig. Wabash
    Serena Verdirosi: Janice Chon
    Luciano De Ambrosis: S.W. Wicks
    Bruno Persa: Dott. Lappe
    Sergio Rossi: Leonard Atwood
    Renato Mori: Postino
    Riccardo Cucciolla: Sam Barber
    Pino Colizzi: Ben
    Gianfranco Bellini: Negoziante 
Colonna sonora: 
  "Condor! 3:35
  "Yellow Panic" 2:15
  "Flight of the Condor" 2:25
  "We'll Bring You Home" 2:24
  "Out to Lunch" 2:00
  "Goodbye for Kathy" 2:16
  "I've Got You Where I Want You" 3:12 
  "Flashback to Terror" 2:24
  "Sing Along with the C.I.A." 1:34
  "Spies of a Feather, Flocking Together" 1:55
  "Silver Bells" 2:37
  "Medley:
    a) Condor! /
    b) I've Got You Where I Want You" 1:57
Titoli in altre lingue: 
    Tedesco: Die drei Tage des Condor 
    Francese: Les Trois Jours du Condor 
    Spagnolo: Los tres días del cóndor 
    Catalano: Els tres dies del Còndor 
    Portoghese (Portogallo): Os Três Dias do Condor
    Portoghese (Brasile): Três Dias do Condor 
    Basco: Kondorraren Hiru Egunak 
    Russo: Три дня Кондора 
    Lettone: Trīs dienas Kondora dzīvē 
    Greco (moderno): Οι τρεις μέρες του κόνδορα 
    Ungherese: A Keselyű három napja 
    Finlandese: Korppikotkan kolme päivää 
    Turco: Akbabanın Üç Günü 
    Giapponese: コンドル 
Budget: 7,8 milioni di dollari US 
Box office: 41,5 milioni di dollari US 
Riconoscimenti: 
  1976 - Premio Oscar   
      Candidatura Miglior montaggio
  1976 - Golden Globe
     Candidatura Miglior attrice in un film drammatico a
         Faye  Dunaway
  1976 - David di Donatello
     David speciale per la regia a Sydney Pollack
  1977 - Edgar Award
     Candidatura Miglior sceneggiatura cinematografica
  1976 - Kansas City Film Critics Circle Awards
      Miglior attore non protagonista a Max von Sydow)


Trama: 
Il biondiccio Joe Turner passa la sua esistenza ad analizzare libri, riviste e giornali per conto della CIA. Il suo nome in codice è "Condor". Lavora alla American Literary Historical Society di New York, che in realtà è un ufficio clandestino della CIA. Lo scopo della lettura compulsiva che impegna Condor e i suoi colleghi consiste nel trovare idee che possano essere utili o descrizioni che possano essere confrontate con operazioni reali. In un suo rapporto, l'agente in incognito descrive un romanzo che contiene strani elementi. Nonostante abbia avuto poche vendite, è stato tradotto in un vasto e bizzarro assortimento di lingue. Un giorno, mentre è fuori ufficio a comprare il pranzo per tutti, un commando armato fa irruzione nella sede della CIA e compie un eccidio. Quando Condor rientra in ufficio, trova tutti i suoi colleghi morti, i cadaveri crivellati atrocemente dai proiettili dei mitra. Per prima cosa, ancora sconvolto dallo shock, si allontana e contatta il Quartier Generale della CIA a New York, nel World Trade Center. Gli viene ordinato di incontrare Wicks, il suo capo dipartimento, che provvederà a portarlo in salvo. Condor insiste che Wicks porti con sé qualcuno di familiare, dato che non lo ha mai incontrato prima: la struttura è formata da cellule tra loro isolate. Wicks porta con sé Sam Barber, un amico dei tempi dell'università al City College e ora amministratore della CIA. Tuttavia l'incontro si rivela una trappola e Wicks tenta di uccidere Condor, che lo ferisce prima di scappare. Wicks uccide Barber, eliminandolo come testimone e incolpando Condor di entrambe le sparatorie. A sua volta Wicks viene poi ucciso da un intruso nella sua stanza d'ospedale. 
Condor, disperato, si imbatte per puro caso in Kathy Hale, una fotografa, costringendola a portarlo nel suo appartamento e tenendola in ostaggio mentre cerca di capire cosa gli sta succedendo. Poco alla volta, lei inizia a fidarsi di lui e finisce col prendere il suo poderoso cazzone. Dopo aver eiettato il genetico nella donna, Condor si decide a uscire: visita l'appartamento di Barber dove incontra Joubert, un europeo fulvo e occhialuto che ha guidato il massacro  e ha staccato Wicks dal supporto vitale in ospedale. Condor fugge quando Joubert cerca di sparargli. Tuttavia Joubert riesce a rintracciare la targa dell'auto di Kathy. Un sicario travestito da postino arriva all'appartamento di Kathy Hale e Condor lo uccide. 
Con l'aiuto della donna, Turner rapisce Higgins, il vicedirettore della divisione di New York della CIA, che identifica Joubert: è un assassino freelance al servizio della CIA. Higgins scopre in seguito che il sicario che ha aggredito Condor aveva collaborato con Joubert in una precedente operazione e che entrambi facevano rapporto a Wicks. 
Condor scopre la posizione del rossiccio Joubert grazie alla chiave di un hotel trovata sul corpo del killer. Travestito da impiegato di una compagnia telefonica, usa il centralino dell'hotel per rintracciare una telefonata di Joubert e scoprire il nome e l'indirizzo di Leonard Atwood, vicedirettore delle operazioni della CIA per il Medio Oriente. Affrontando Atwood sotto la minaccia di una pistola nella sua villa vicino a Washington D.C., Condor suggerisce che il suo rapporto originale al quartier generale della CIA avesse rivelato un'operazione illegale per impossessarsi di importanti giacimenti petroliferi del Medio Oriente. Temendo che la notizia venisse divulgata, Atwood aveva ordinato in privato di eliminare l'intera sezione di Condor. Atwood conferma l'accusa quando Joubert entra e lo uccide inaspettatamente, sparandogli nel cranio e inscenando un suicidio. 
I superiori di Atwood avevano assunto Joubert per eliminare qualcuno che stava per diventare un problema. Così è stato annullato il contratto originale di Atwood, che prevedeva l'uccisione di Condor da parte di Joubert. Lo stesso Joubert suggerisce all'intraprendente Condor di lasciare il Paese e persino di diventare lui stesso un killer prezzolato. Condor rifiuta la proposta, ma ascolta l'avvertimento di Joubert: la CIA cercherà di eliminarlo come ulteriore fonte di imbarazzo, forse intrappolandolo tramite un conoscente fidato. 
Tornato a New York, Condor incontra Higgins vicino a Times Square. Higgins descrive il piano per il giacimento petrolifero come un "gioco" di emergenza pianificato dalla CIA senza approvazione; difende il progetto, suggerendo che quando la carenza di petrolio causerà una grave crisi economica, il popolo americano accetterà misure severe pur di mantenere le proprie vite agiate. Condor rivela quindi di aver fornito tutti i dettagli al New York Times. ma Higgins ribatte che Condor sta per diventare un uomo molto solo e si chiede se la denuncia verrà davvero pubblicata. Condor con aria di sfida risponde che la pubblicheranno; mentre si allontana, Higgins gli grida dietro beffardo: "E cosa ne sai?" (nell'originale: "How do you know?", alla lettera "Come fai a saperlo?").
Tutto si dissolve tra le note dell'Esercito della Salvezza. Il finale resta aperto: non si saprà mai cos'è avvenuto davvero. 


Sentenze memorabili:

"Nel mio lavoro non chiedo mai il perché, le domande che faccio riguardano il quando, il dove qualche volta, ma sempre il quanto."
(Joubert)

"Van Gogh non ha mai venduto un quadro finché era vivo e Mozart è morto povero."
(Turner/Condor)
 
Dialoghi: 

Turner/Condor: È in programma l'invasione del Medio Oriente?
Higgins: Ma che sei, impazzito?
Turner/Condor: Sono io il pazzo?
Higgins: Senti Turner...
Turner/Condor: Non abbiamo un piano?
Higgins: No. Assolutamente no. Esperimenti, ecco tutto. Come un gioco. Noi ipotizziamo che accadrebbe, quanti uomini servono, quanto tempo occorre. C'è un mezzo più economico di rovesciare un regime? In fondo siamo pagati per questo.
Turner/Condor: Cammina, dai. Cammina. Atwood prendeva quelle ipotesi troppo sul serio, fino a scatenare una guerra, no?
Higgins: Un'iniziativa arbitraria. La commissione non avrebbe mai autorizzato, ora soprattutto con la pressione che c'è intorno alla compagnia.
Turner/Condor: Ma se la pressione non ci fosse stata? Se io non avessi disturbato i suoi piani? Io o qualcun altro?
Higgins: Beh... cambia il gioco. In quel piano non c'era niente di sbagliato. era ben fatto quel piano, avrebbe funzionato.
Turner/Condor: Ma che mentalità è questa vostra? Se non si scoprono le vostre magagne per voi è come se agiste rettamente?
Higgins: No. Il problema è economico. Oggi è il petrolio, vero? Tra dieci o quindici anni cibo, plutonio, e forse anche prima, sai? Che cosa pensi che la popolazione pretenderà da noi allora?
Turner/Condor: Chiediglielo.
Higgins: Non adesso, allora! Devi chiederglielo quando la roba manca, quando d'inverno si gela e il petrolio è finito. Chiediglielo quando le macchine si fermano, quando milioni di persone che hanno avuto sempre tutto cominciano ad avere fame. E vuoi sapere di più? La gente se ne frega che glielo chiediamo, vuole solo che noi provvediamo.
Turner/Condor: Bravo. Campioni d'altruismo. E quelle sette persone massacrate, Higgins?
Higgins: La compagnia non ha dato ordini.
Turner/Condor: Ma Atwood si. L'ha dato Atwood. E che diavolo è questo Atwood? Non sei tu? Non siete tutti voi? Sette persone uccise, mentre voi fate i vostri giochetti di merda.
Higgins: È vero. Ma anche dall'altra parte li fanno. Ecco perché adesso non ti possiamo più lasciare fuori.
Turner/Condor: Va', torna alla tua compagnia. Che aspetti? È troppo tardi.
Higgins: Cosa?
Turner/Condor: Non vedi dove siamo? Tutto scritto e consegnato. E da lì (la sede del "The New York Times") che spediscono le copie. È tutto in mano loro. Nero su bianco. Da cima a fondo.
Higgins: Scritto? Ma cosa hai scritto?
Turner/Condor: Ho raccontato i fatti: voi fate esperimenti, io racconto fatti veri.
Higgins: Che stronzo. Sei un povero stronzo figlio di puttana. Hai fatto più danno di quanto non ti immagini.
Turner/Condor: È quello che spero.
Higgins: Sarai solo Turner. Più solo e disperato che mai. Non avrei mai pensato... che avresti fatto questa fine.
Turner/Condor: Per questo l'ho scelta.
Higgins: Ehi Turner! Sei sicuro che lo stampano? Vai vai, continua pure per la tua strada. Ma dove arrivi se poi non lo stampano?
Turner/Condor: Lo stampano.
Higgins: E cosa ne sai? 


Recensione: 
In assoluto questo è uno dei miei film preferiti. Lo trovo superlativo! La conversazione finale tra Condor e Higgins è un visionario capolavoro che non può essere ridotto a una mera fantasia catastrofista: è frutto di menti eccezionali e inquieta proprio perché evoca un futuro tragico quanto verosimile. Quasi tutto si incastra alla perfezione in questo classico thriller spionistico americano. L'interpretazione degli attori è indimenticabile (Redford in stato di grazia, il sulfureo Von Sydow, la splendida Dunaway), l'atmosfera è tesissima e in crescendo, le ambientazioni sono notevoli e oltremodo interessanti: il Lexington Candy Shop è ancora lì al 1226 di Lexington Avenue, solo per fare un esempio. La sceneggiatura è costruita con precisione micrometrica. Si può ben perdonare l'implausibilità della storia d'amore di Condor con Kathy Hale: rapire una donna minacciandola con una pistola non è esattamente il modo migliore per ottenere l'accesso alla sua intimità. Ha giocato molto il fatto che Robert Redford e Faye Dunaway avessero un'ottima relazione professionale e un'intesa molto forte: in un'occasione l'attrice ha dichiarato che nulla la impauriva di meno dell'idea di essere penetrata da lui. Lo considerava innocuo! Per il resto, è inutile fare psicologia spicciola. No, non credo proprio che a una donna verrebbe mai l'idea di dare la GAFI al suo rapitore per tranquillizzarlo. Anche se le sequenze della storia d'amore non reggono, direi che va bene lo stesso! Del resto, senza un po' di amore e di sesso, molti spettatori avrebbero trovato difficile deglutire la brutta faccenda delle richieste di cibo e plutonio da parte del genere umano affamato.   

Il Club di Roma

Nel film di Pollack la politica e la fantapolitica si intrecciano in modo indissolubile con l'ecologia, anche se i servizi segreti deviati considerano il problema come pura e semplice parte dell'economia. Il mondo procede a passi da gigante verso il collasso: ai poteri che ne sono informati tremano le chiappe del culo! Il Club di Roma suscitò notevole attenzione pubblica con il suo primo rapporto "I limiti dello sviluppo". Pubblicato nel 1972, le sue simulazioni al computer (grande come un armadio a muro) suggerivano che la crescita della produzione e dei consumi non poteva continuare indefinitamente a causa dell'esaurimento delle risorse o di livelli ingestibili di inquinamento. La crisi petrolifera del 1973 aumentò la preoccupazione pubblica su questo problema. Il rapporto vendette 30 milioni di copie in più di 30 lingue. Divenne così il libro sull'ambiente più venduto della storia. Le catastrofiche previsioni del Rapporto del Club di Roma in realtà non si riferivano all'immediato, bensì all'epoca successiva al primo ventennio del XXI secolo. Il superamento della crisi petrolifera degli anni '70 ha diffuso la convinzione che il Club di Roma avesse ciccato in modo clamoroso; in realtà nel nostro presente comincia a profilarsi lo spettro del superamento dei limiti fisici del pianeta, con tutto quello che ne consegue! Mi si perdoni il moralismo francesizzante, ma sono dell'idea che le parole di Higgins nel dialogo finale dovrebbero risuonare in modo perenne nella mente di ciascuno di noi, martellandoci senza sosta, perché le fauci del Dragone degli Inferi si preparano ad inghiottirci. 

Una singolare coincidenza

L'ufficio CIA di Higgins si trova al World Trade Center. Nella realtà, la CIA aveva una grande stazione segreta al numero 7 del World Trade Center, la cui esistenza fu rivelata pubblicamente soltanto due mesi dopo l'attacco terroristico dell'11 settembre 2001, quando il New York Times ne riportò l'esistenza. A quanto pare, la stazione era mascherata dietro la falsa facciata di un'altra organizzazione governativa e fungeva da base a New York per spiare e reclutare diplomatici stranieri in servizio presso il vicino Palazzo delle Nazioni Unite. Serviva anche come luogo di debriefing per i dirigenti aziendali americani che si rivolgevano alla CIA dopo aver viaggiato all'estero. La stazione fu distrutta durante l'attacco e, a quanto pare, una squadra speciale di agenti della CIA si occupò della bonifica per recuperare materiale sensibile che avrebbe potuto essere sopravvissuto alla distruzione dell'edificio. 

L'ombra del KGB

Secondo l'ex ufficiale dell'intelligence sovietica Sergei Olegovich Tretyakov (1956 - 2010), l'ufficio clandestino immaginario mostrato nel film di Pollack convinse i generali del KGB a istituire un ufficio equivalente a Mosca, l'Istituto di ricerca scientifica sui problemi dell'intelligence (russo: Научно-исследовательский институт разведывательных проблем)


Curiosità tecniche

Pollack fece causa alla TV danese dopo che nel 1991 venne trasmessa una versione "pan-and-scan" del film - adattata a schermi stretti come le vecchie TV 4:3, ritagliando le porzioni laterali dell'immagine e spostando il punto focale dell'azione. Il tribunale stabilì che la versione "pan-and-scan" era una "mutilazione" del film e una violazione del diritto morale del regista, il suo diritto legale di artista a preservare la propria reputazione proteggendo l'integrità della sua opera. Tuttavia, il tribunale si pronunciò a favore dell'imputato per un cavillo. 

Questo è stato l'ultimo film della Paramount a utilizzare regolarmente il logo "canyon" del 1953. Alcuni film successivi, come la serie di Indiana Jones, lo hanno utilizzato per un tocco "retrò". 

Robert Redford è notoriamente mancino e in questo film svolge la maggior parte dei compiti proprio come farebbe un mancino, con la mano sinistra; tuttavia, in ogni scena in cui Condor scrive qualcosa, lo fa con la mano destra. 

Il film è stato girato in autunno, ma è ambientato in inverno. Nelle strade in cui sono state fatte le riprese, è stato necessario defogliare gli alberelli e rimuovere le foglie dagli alberi, per creare il necessario aspetto invernale. Robert Redford, che era un appassionato ecologista ai confini del fanatismo, ha controllato il processo per assicurarsi che non venisse arrecato alcun danno alla vegetazione. 

Tutti gli attori principali del film, tranne uno, hanno vinto un Oscar. Robert Redford per Gente comune (Ordinary People, 1980), Faye Dunaway per Quinto potere (Network, 1976), Cliff Robertson per I due mondi di Charly (Charly, 1968) e John Houseman per Esami per la vita (The Paper Chase, 1973). Tutti i premi erano per la recitazione, tranne i due di Redford, uno per la regia e l'altro per la carriera. L'unico di questi attori a non aver vinto un Oscar è stato Max von Sydow, candidato due volte senza vincere, per Pelle alla conquista del mondo (Pelle erobreren, 1987) e Molto forte, incredibilmente vicino (Extremely Loud & Incredibly Close, 2011). Curiosamente, von Sydow è stato l'unico ad aver vinto un premio per la recitazione in questo film. Max von Sydow ha vinto il premio come miglior attore non protagonista dai Kansas City Film Critics. Eppure gli avrei dato l'Oscar per Quiller Memorandum (The Quiller Memorandum, 1966), dove interpretava in modo superlativo il ruolo di un sardonico nazista fulvo! 

Il film faceva parte di un lungo e complesso ciclo di film di cospirazione degli anni '70. I titoli sono questi: Azione esecutiva (Executive Action, 1973), Una squillo per l'ispettore Klute (Klute, 1971), Chinatown (Chinatown, 1974), Alla maniera di Cutter (Cutter's Way, 1981), Telefon (1977), Rebus per un assassinio (Winter Kills, 1979), La conversazione (The Conversation, 1974), Perché un assassinio (The Parallax Wiew, 1974), I tre giorni del Condor (Three Days of the Condor, 1975), Il principio del domino: la vita in gioco (The Domino Principle, 1977), Commando Black Tigers (Good Guys Wear Black, 1978), Ultimi bagliori di un crepuscolo (Twilight's Last Gleaming, 1977), Hangar 18 (1980), Capricorn One (1978), Night Moves (1975) e Tutti gli uomini del presidente (All the President's Men, 1976). Blow Out (1981) sarebbe seguito all'inizio degli anni '80.

martedì 12 dicembre 2023


UN CASO DI APPROPRIAZIONE INDEBITA

Negli ultimi decenni, in concomitanza con l’espandersi del movimento New Age e del turismo di massa, si è venuta affermando una visione a dir poco singolare del Catarismo, la cui origine può essere fatta risalire alla pubblicazione di “The Cathars and Reincarnation” dello psichiatra Arthur Guirdham (London, Neville Spearman, 1970).  Il libro narra il caso di una paziente psichiatrica, tale “Mrs. Smith”, convinta di essere la reincarnazione di una donna catara vissuta in Linguadoca nel XIII secolo. Nel corso delle sue successive ricerche sul Catarismo, Guirdham entrò in contatto con René Nelli, docente presso l’Università di Tolosa e fondatore dei Cahiers d'Études Cathares (sua la postfazione all’edizione francese del libro). Nel 1977 Guirdham pubblicò “The Great Heresy: The History and Beliefs of the Cathars”. Questi testi conobbero una certa diffusione nel mondo anglosassone. La cosa non rimase senza conseguenze: da allora, infatti, non saranno pochi gli individui che, suggestionati da tali letture, si dichiareranno “catari reincarnati”. A cominciare dallo stesso Guirdham, autoconvintosi di essere la reincarnazione di un cataro menzionato da “Mrs. Smith” nelle sue visioni, tale “Roger de Grisolles”.  Di pari passo con la riscoperta delle vicende legate alla  Linguadoca, crebbe da parte del pubblico la curiosità per i luoghi che furono teatro della crociata bandita da Innocenzo III. La locale industria alberghiera non tardò a scorgervi un’inaspettata opportunità di guadagno. Una vasta congerie di attività commerciali trae oggi beneficio dal turismo nei “luoghi catari” e lo promuove nei modi più consoni ai propri interessi. Nel medesimo tempo, su questo fertile substrato attecchirono, da un lato, velleità indipendentiste – ai cui disegni risultava funzionale una raffigurazione del catarismo come “religione nazionale occitana” -, e dall’altro il movimento New Age. Quest’ultimo, facendosi forte delle tesi di Anne Brenon, erede di René Nelli e direttrice del Centre National d'Études Cathares, procedeva a una vera e propria annessione ex-post del catarismo, ascrivendo il fenomeno dei sedicenti “reincarnati” al rinnovamento spirituale apportato dall’Età dell’Acquario. Sulla scorta di queste tesi, che dipingono i Catari come monisti assertori di una concezione positiva della sessualità e della natura (quasi fossero precursori del movimento New Age), Montségur è diventata meta di pellegrinaggio per femministe, panteisti, edonisti di ogni genere e specie. E man mano che queste falangi sciamavano in Linguadoca, la Conoscenza del Bene arretrava. Il danno così arrecato al Catarismo risulta essere non meno grave di quello prodotto, secoli or sono, dalle truppe del Montfort e dall’Inquisizione. 

Pietro Ferrari, 27 febbraio 2012 

Riporto in questa sede anche il commento da me aggiunto al post di cui sopra tanti anni fa: 

Al giorno d'oggi prevale un'informazione frammentaria, superficiale: la gente non ha la capacità di approfondire e di studiare alcunché. Per questo si lascia incantare dai guru, anche se proferiscono assurdità che negano la realtà stessa dei fatti. È così molto difficile combattere questa pestilenza. Certo, è difficile innanzitutto contrastare motivazioni economiche e politiche. Sarebbe già un notevole passo avanti se si riuscisse a diffondere con successo le nozioni fondamentali della Conoscenza del Bene, far sì che la gente sappia che esiste e di cosa si tratta. Qui subentra un'ulteriore punto critico. Noi usiamo argomentazioni razionali, per capirle basterebbe un corso di logica aristotelica. Tuttavia è difficile pensare che possano attecchire su menti deliranti. Per contro, in questi giorni ho visto argomenti New Age e complottisti attecchire su un materialista di Democrazia Atea. La cosa mi ha stupito molto: si tratta di un caso di infezione decisamente insolito, quasi un presagio sinistro dell'irrobustirsi del virus. Prego il Padre dei Buoni Spiriti che ci dia la forza e la capacità di combattere nemici tanto potenti.
Un abbraccio nello Spirito a voi, Fratelli carissimi

lunedì 11 dicembre 2023



I "REINCARNATI" DI GUIRDHAM 
E L'ILLUSIONE DELL'IPNOSI REGRESSIVA 

Una dottrina New Age mascherata da Catarismo 

Uno dei casi più strani che mi sia stato dato di studiare è quello di Arthur Guirdham, uno psichiatra inglese. Essendo in pensione dopo una vita di duro lavoro tra i meandri mentali di un'infinità di pazienti, aveva senza dubbio molto tempo libero. Non fa quindi specie se fu vittima dei suoi stessi fantasmi psichici. Così si mise a scrivere libri che a suo dire spiegavano in dettaglio esperienze di ipnosi regressiva a cui aveva sottoposto diverse persone nel corso della sua carriera, facendo emergere i loro ricordi di vite passate.

Scrittore e studioso del paranormale, questo psichiatra era noto con lo pseudonimo Francis Eaglesfield. Nacque nel 1905 nel Cumberland, una regione storica dell'Inghilterra settentrionale. Studiò al Keble College dell'Università di Oxford e al Charing Cross Hospital di Londra.

A quanto Guirdham ci racconta, a colpirlo in particolare fu il caso di una donna, la Signora Smith, che ipnotizzata riportò alla luce i ricordi di una vita del XIII secolo. Entrata in analisi nel tentativo di curare l'epilessia, questa donna raccontò di incubi lucidi nei quali era la figlia di contadini della regione di Tolosa, amici di un Buon Uomo chiamato Roger de Grisolles (sarebbe poi molto interessante sapere come la donna pronunciava questo nome). Grisolles fu catturato e morì in prigione, mentre la giovane donna fu bruciata viva sul rogo.

Per una bizzarra coincidenza, lo stesso Guirdham affermava di aver fatto sogni del tutto simili fino all'adoloscenza. Alla fine rivelò alla sua paziente di essere stato Roger de Grisolles in una sua vita precedente, e che quindi qualcosa li legava. A parte l'ambientazione medievale, mi sembra di ricordare una trama simile in una commedia di Macario.

Due libri significativi che lo psichiatra inglese scrisse sono stati The Lake and the Castle (1976) e The Great Heresy: The History and Beliefs of the Cathars (1977). A quanto pare tutto coincideva alla perfezione con la realtà storica, ogni dettaglio contenuto nelle narrazioni di Guirdham e della Signora Smith era corretto. Fu interpellato persino uno dei massimi studiosi mondiali di Catarismo, René Nelli, che avrebbe confermato con entusiasmo ogni cosa. A tal punto giunse l'ammirazione di Nelli per l'inglese che sembra abbia affermato: "se le fonti storiche e Guirdham fossero in disaccordo, seguirei senza esitazione quest'ultimo".

C'è da rimanere perplessi. Qualcuno dice che il materiale raccolto da Guirdham conterrebbe dati e dettagli di cui non poteva assolutamente essere a conoscenza, in quanto furono scoperti in documenti del XIII secolo contenuti in archivi nascosti e rivelati solo più tardi. Ma c'è da aspettarsi che a dire questo non siano certo gli scettici. Al momento ho sentito soltanto chiacchiere, ma non ho potuto raccogliere nulla di preciso.  

A questo punto l'indagine deve proseguire sul piano della teologia, abbandonando lo studio delle semplici prove (in pratica irreperibili) - che possono benissimo essere falsate. La Dottrina dei Buoni Uomini afferma chiaramente che chi riceve un Consolamentum valido si libera dalla schiavitù della carne e accede ad un mondo di Spirito. Una Terra dei Viventi i cui elementi, non materiali, sono incorruttibili. Ora, dobbiamo ritenere che un Buon Uomo non è più su questa terra, per necessità. Se uno ritiene che ciò non sia vero, non può in alcun modo definirsi un credente della Vera Chiesa di Dio.

Ho incontrato diversi Guirdhamiti in Rete, e parlando con loro ho potuto riscontrare quanto segue: essi credono che questo mondo possa essere redento e fatto evolvere fino a realizzare il Paradiso in Terra. Credono altresì che i Buoni Uomini si siano nuovamente incarnati proprio per aiutare l'Umanità in un'epoca difficile, per far sì che abbia inizio una Nuova Era di Consapevolezza Spirituale.

Ora faccio ai lettori una domanda retorica. Cosa sono le idee appena esposte? Semplice. Sono idee New Age! Il concetto di esistenza terrena come tappa necessaria all'evoluzione dello Spirito non fa parte del Catarismo in nessuna sua forma. Nessuna delle Chiese Catare ha mai affermato che noi siamo qui per seguire un piano cosmico evolutivo. Questo invece affermano tutti i Catari: siamo caduti dal Cielo e imprigionati nell'Inferno che è la vita terrena.

Anche dai pochi dati su Arthur Guirdham esposti in questa sede risulta che le sue idee contrastano in tutto con la Fede Catara. È un grave scandalo anche solo pensare che i Martiri di Montségur possano di nuovo essere avvolti in tuniche carnali. Ma anche se vedessimo la cosa da un punto di vista prettamente scientifico e materialista, dovremmo riconoscere che i Guirdhamiti che affermano di essere stati bruciati a Montségur non sono duecento, sono molti di più.

Inolte, perché non c'è gente che afferma di essere morta tra le fiamme a Verona, a Mont Aimé o in qualcuno degli altri roghi che hanno funestato l'Europa? Forse perché l'immaginario collettivo pensa che il Catarismo fosse esclusivo della Linguadoca. Moltissime persone neanche immaginano che ci fossero Catari in Italia, in Germania, in Austria, nella Francia del Nord, nelle Fiandre, in Inghilterra, in Spagna, in Bosnia, in Dalmazia, in Bulgaria, in Ungheria, in Grecia, a Bisanzio, etc.  

Mentre svariati giornalisti parlano di un vero e proprio "Ritorno dei Catari", soltanto un navigatore in un forum ha espresso qualche dubbio. Se sono qui a soffrire, è perché evidentemente non ho ricevuto un Consolamentum valido in una mia vita precedente. Se mi alzo alle sei la mattina per andare al lavoro, prendo il treno e torno a casa esausto e sudato, significa che sono nel Tartaro e che qualunque sacramento abbia ricevuto non mi ha affatto giovato.

Se uno è qui ci sono varie possibilità. Ad esempio queste:

1) Ha passato vite da cattolico, da giudeo, da pagano, da saraceno, da ribaldo o altro, e non ha mai avuto la Fede dei Buoni Uomini;
2) Ha avuto la Fede, ma non è stato consolato perché è morto all'improvviso o è stato imprigionato;
3) Ha ricevuto un Consolamentum non valido, ossia il Buon Uomo che glielo ha impartito non era tale per via di infrazioni sessuali o alimentari;
4) Ha ricevuto un Consolamentum valido, ma essendo la sua natura diabolica non gli ha giovato, oppure ha commesso infrazioni dopo averlo ricevuto;
5) Ha abiurato, ha tradito i Buoni Uomini;
6) È morto nella disperazione. 

Chiunque mi conosca bene non può avere dubbi sull'opzione che mi riguarda: è sicuramente l'ultima. 

(Il Volto Oscuro della Storia, 4 luglio 2009) 

In questo contributo, che ripubblico ben volentieri a distanza di tanti anni, ho potuto dimostrare l'incompatibilità tra la religione dei Catari e le dottrine spiritiste, provando al contempo la fallacia delle opinioni e dell'autorità di René Nelli. Per il resto, non è stata trovata finora alcuna prova scientifica valida dell'esistenza come della non esistenza della reincarnazione.
Riporto infine un thread di commenti al post del 2009. 

Un dialogo blogosferico
(che molti riterranno surreale) 

Antares: In effetti è quasi certo che non ci siano Buoni Uomini con accesso al pc e alla Rete. Gli ultimi documenti del XVIII secolo li descrivono come viventi in uno stato di "abietta povertà", seppur ben forniti di testi. 
Una volta girando per siti mi sono imbattuto in un vescovo della Chiesa Greco-Ortodossa che voleva far passare per Consolamentum l'ordinazione della sua comunità. Non aveva la Dottrina e il suo rito poteva solo far diventare preti ortodossi, non Buoni Uomini. Sono poi riuscito a convincerlo che il Battesimo di Spirito è una cosa del tutto diversa, e che non ci sono state più ordinazioni valide dai tempi di Costantino e di Silvestro. Non mi dilungo in ogni caso sui Buoni Uomini in questa sede, girano troppi cattolici-belva nostalgici delle crociate e dei roghi. 

Kopelev: Il dubbio da voi sollevato è più che legittimo. Sono del parere che qualcuno vi sia,  ma chissà  dove, forse a centinaia di chilometri di distanza dai luoghi in cui viviamo. Probabilmente egli conduce vita eremitica, sullo stile di Antonio l'Egizio, e non dispone di computer. 

Albedo: Ci somo persone che sono alla ricerca di nuove trovate per ammaliare la gente, questo "neocatarismo", ad esempio, le comprende proprio tutte: cristianesimo, religioni orientali, rosacrocianesimo, panteismo, e alla fine si condisce tutto con la parola "cataro", giusto per attirare la curiosità  delle persone (non sottovalutate il numero di persone, anche di media cultura che non sanno nemmeno che che cosa sia il catarismo). Si confeziona così un nuovo prodotto con cui vendere libri e fare convegni. 
Ora pongo una domanda fondamentale: possibile che su tutta la terra si sia perso il consolamentum, non esiste più nessuno che possa darlo? Il Demiurgo è riuscito a raggiungere la vittoria finale, costringendo tutte le anime a reincarnarsi? 

Antares: Carissimo Albedo, quella che hai posto è proprio la domanda che tanto mi angoscia. Sono convinto che qualcuno esista, perché è scritto che la Chiesa dei Buoni Uomini durerà  fino alla Fine dei Tempi. Capire invece dove si trovino questi Buoni Uomini e chi siano è un problema che non si riesce ancora a risolvere... 

Albedo: Le menzogna della New Age è come un virus mutante che cerca di impossessarsi di ogni involucro che trova, assumendone il nome anche se l'ontologia è del tutto diversa. Credo che non sia mai abbastanza ripeterlo, perché le genti non si accorgono di quanto sia insidioso e deleterio questo processo. 

Kopelev: Ancora una volta Antares compie un gesto encomiabile, denunciando le insidie che si celano dietro il cosiddetto "neocatarismo". La tesi secondo cui questo mondo possa essere redento e fatto evolvere fino a realizzare il Paradiso in Terra è di matrice diabolica. C'è Satana in persona dietro di essa, e chi la propala si fa suo complice.