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lunedì 29 luglio 2024

LE FORMICHE RIZZACULO NON SONO COMMESTIBILI!

Nonostante alcune specie di formiche nel mondo siano parte dell'alimentazione umana, come ad esempio le famose hormigas culonas in Colombia, la formica rizzaculo (Crematogaster scutellaris) non è considerata commestibile. È una specie infestante mediterranea di medie dimensioni (4-6 mm; 8-9 mm la regina), ben riconoscibile per la testa di color rosso vivo e l'addome nero a forma di cuore. Ha un esoscheletro di chitina lucido e bello a guardarsi. È detta dal volgo "acrobata", "pizzicarola" o "rizzaculo" perché, se minacciata, inarca l'addome sopra la testa per secernere un goccia di liquido repellente e spruzzare acido formico. Anche se non è aggressiva verso gli esseri umani, può dare morsi superficiali e provocare una leggera irritazione cutanea. Predilige gli alberi come querce, pini e mandorli, scavando e costruendo nidi sotto le cortecce: costituisce un flagello per l'industria del sughero. Tuttavia, non disdegna le fessure nei muri, tra le travi in legno, nei tetti o persino nelle cassette elettriche. Possiede un elaborato linguaggio basato sui feromoni, che consentono di tracciare le piste verso le fonti di cibo e di allarmare la colonia in caso di pericolo. Nella tradizione italica, questo imenottero è in genere considerato di lieto augurio, anche se è poco gradito in alcune aree come l'Emilia-Romagna. 


Scheda tecnica

Dominio: Eukaryota 
Regno: Animalia
Sottoregno: Eumetazoa
Ramo: Bilateria  
Phylum: Arthropoda
Subphylum: Tracheata
Superclasse: Hexapoda 
Classe: Insecta 
Sottoclasse: Pterygota
Coorte: Enodpterygota
Superordine: Oligoneoptera
Sezione: Hymenopteroidea
Ordine: Hymenoptera
Sottordine: Apocrita
Sezione: Aculeata
Superfamiglia: Vespoidea
Famiglia: Formicidae
Sottofamiglia: Myrmicinae
Genere: Crematogaster
Specie: Crematogaster scutellaris 
    (OLIVIER, 1792)

Antenne: composte da 11 segmenti,
      con gli ultimi 3 segmenti claviformi. 
Occhi: di media grandezza. 
Mandibola: triangolare. 
Pronoto: privo di spine
Propodeo: dotato di spine. 
Peziolo: appiattito, grossolanamente rettangolare 
Gastro: cuorifome, terminante con un corto pungiglione
Veleno: repellente 

È ora necessario approfondire la questione gastronomica. Ho ricordi di quando ero un moccioso: in una puntata della trasmissione "Portobello" mostrarono all'esterrefatto Enzo Tortora una marmellata di formiche. La cosa fu accolta con un visibile imbarazzo (oggi si direbbe "cringe"). Era un preparato dolciario fatto con una specie di formiche nere, che non sono riuscito a identificare. Una vecchietta, indotta ad assaggiare l'ammasso di corpi chitinosi e zuccherati, rigurgitò non appena le fu detto cosa aveva accolto in bocca, come se fosse il bischero del Demonio. Potrebbe essere elaborato un prodotto simile a base di formiche rizzaculo? A quanto pare, no. Perché questa specie non è commestibile? Eppure è gustosa. Le proprietà organolettiche sono ottime. Ha un gradevole sapore acidulo che ricorda quello del limone. La consistenza è piacevole. Da giovane le mangiavo! Ne ero ghiotto. 
Triturare coi denti questi insetti sociali era per me uno dei piaceri della vita. Una volta ho addirittura schifato un albanese - uno che ha combattuto durante le rivolte a Tirana, non una mammoletta. Ha detto che non aveva mai visto nulla di simile. "Nessuno mangia le formiche da noi in Albania", bofonchiò avvilito. Quando vedevo le formiche rizzaculo in fila sul muro della villa cadente in cui ero costretto ad abitare, le prendevo tra le dita una ad una e le mangiavo con gusto. Poi ho smesso. Di colpo, da un giorno all'altro. Mi si chiederà perché. Ebbene, un giorno le ho viste ammassarsi su un pannolone pieno zeppo di diarrea. Sì, proprio così. Ero in un centro di assistenza per disabili e ho assistito all'atroce spettacolo in un cesso che avrebbe fatto rabbrividire un paria di Calcutta. In un'altra occasione, ho visto una formica della mia specie prediletta trascinare un ritaglio di un'unghia dei piedi sporca, molto più schifosa degli escrementi di un cane infetto. Sono cose che si vedono solo nei bassifondi dell'Inferno! 

Quanto ho osservato con sommo raccapriccio ha una spiegazione molto semplice. Le formiche rizzaculo sono insetti opportunisti e attratti da sostanze organiche in decomposizione, zuccheri e fluidi corporei, secrezioni immonde e ogni genere di sozzura solida, poiché cercano nutrimento facile per la colonia. Conoscono una primitiva forma di allevamento: si prendono cura degli afidi, più raramente delle cocciniglie, raccogliendo da loro una melata, che usano per inebriarsi. Mangiando la melata in eccesso, impediscono agli afidi di soffocare nei propri escrementi. Li difendono attivamente, come un prezioso capitale, respingendo i predatori come ad esempio le coccinelle. Pur essendo forme di vita mirabili e molto intelligenti, questi insetti operosi sono in grado di arrecare grave danno alla nostra salute. Sono vettori di patogeni! Camminando sulle feci e sui rifiuti più ripugnanti, le formiche rizzaculo trasportano sulle zampe e sul corpo batteri intestinali pericolosissimi come Salmonella, Escherichia coli, Shigella e Campylobacter jejuni. Mangiarle è un atto di coprofagia, fatto e finito. Diffondono contaminazione biologica! Se avessi continuato a ingerirle, di certo avrei rischiato gravi infezioni gastrointestinali o parassitosi. Per quanto sia un'evenienza piuttosto rara, non è impossibile contrarre la temibile sindrome  di Guillain-Barré, che è una paralisi flaccida acuta. Il senso di schifo improvviso insorto in me, mi ha con ogni probabilità salvato la vita. A volte la Natura ci manda segnali chiari attraverso il disgusto, proprio per proteggerci dai pericoli invisibili come i microbi e le tossine da loro prodotte. Così mi sono reso conto di aver fatto esperienze degne della tribù coprofaga degli Aghori!

sabato 29 giugno 2024

LA MOSCA SOLDATO NERA: LA PROMESSA DI UN MONDO SOSTENIBILE E SENZA FAME

La mosca soldato nera (in inglese black soldier fly, sigla BSF; nome scientifico Hermetia illucens) è un grazioso insetto dittero della famiglia Stratiomyidae. La specie, originaria dell'Ecozona Neotropicale (America meridione, parte dell'America centrale, Isole Caraibiche e Florida), si è recentemente diffusa in tutto il pianeta, divenendo cosmopolita. È presente nell'Ecozona Paleartica, incluse vaste aree dell'Europa (penisola Iberica, Francia meridionale, Italia, Malta, Croazia, Svizzera), arrivando sulle coste del Mar Nero, fino a Krasnodar, in Russia (Gladun, 2019), in Nordafrica e nelle Isole Canarie. Non solo: si trova nell'Ecozona Neartica (America settentrionale e  parte del Messico), nell'Ecozona Afrotropicale, nell'Ecozona Australasiana e nell'Ecozona Indomalese (inclusa India e Pakistan). In pratica manca soltanto in Antartide, ma conto che si diffonderà anche in quei luoghi impervi quando i ghiacci si scioglieranno e avrà inizio il popolamento. Forse un giorno arriverà anche sulla Luna e su Marte, al seguito dei coloni. 


Scheda tecnica 

Classificazione 
Dominio: Eukaryota 
Regno: Animalia 
Sottoregno: Eumetazoa 
Ramo: Bilateria
Phylum: Arthropoda
Subphylum: Tracheata
Superclasse: Hexapoda
Classe: Insecta 
Sottoclasse: Pterygota
Coorte: Endopterygota 
Superordine: Oligoneoptera 
Sezione: Panorpoidea
Ordine: Diptera
Sottordine: Brachycera
Coorte: Ortorrhapha
Famiglia: Stratiomyidae
Sottofamiglia: Hermetiinae
Genere: Hermetia
Specie: Hermetia illucens
Sinonimi: Mosca illucens LINNAEUS, 1758

Caratteristiche anatomiche dell'adulto:
Dimensioni: medie (15-20 mm)
Colore: nero con riflessi metallici dal blu al verde 
   sul torace 
Colorazioni rare: estremità dell'addome rossastra
Capo: largo
Occhi: molto sviluppati, con complessi disegni scuri 
   alternati a zone chiare e iridescenti
Antenne: lunghe circa il doppio del capo 
Zampe: nere con tarsi biancastri
Ali: membranose 
Posizione delle ali in fase di riposo:
    ripiegate orizzontalmente sull'addome e sovrapposte

Caratteristiche delle uova:
Dimensioni:
circa 1 mm di lunghezza
Colore: dal bianco crema al giallo pallido
Periodo di schiusa: circa 4 giorni 

Caratteristiche della larva:
Dimensioni: 1,5-2 mm ai primi stadi 
Forma: apoda, acefala, cilindrico-fusiforme, 
    marcatamente segmentata 
Tegumento: fortemente sclerotizzato 
Cuticola: contiene inclusioni di carbonato di calcio 
   a cristallizzazione esagonale  
Sviluppo postembrionale: 6 stadi 
Regime dietetico: saprofago 
Habitat: substrati organici in decomposizione
    (animali e vegetali), 
escrementi (umani e animali), 
    lettiere, discariche, suoli umidi, corteccia di alberi 
Temperatura ottimale per lo sviluppo: 25 - 30 °C
Durata dello stadio larvale: da 2 a 5 settimane
Sostanze preziose contenute: Omega 3, acido laurico,
    acidi grassi, calcio, proteine e aminoacidi
    (soprattutto 
lisina) 
Nota: 
Quando il colore delle larve si scurisce, significa che sono pronte ad impuparsi.

Caratteristiche della pupa:
Si evolve all'interno dell'exuvia dell'ultimo stadio larvale. 
Impupamento: l'apparato buccale della larva si atrofizza nel corso del sesto stadio di crescita, mentre la cuticola si sclerotizza fino a diventare un robusto guscio protettivo.
Durata dello stadio pupale: da 1 a 2 settimane

Durata del ciclo completo: 
Da 5 a 6 settimane dall'uovo all'insetto perfetto.

Altre peculiarità:
La specie è immune ai parassitoidi. 
Mostra resistenza estrema a pesticidi, insetticidi e agenti chimici di ogni tipo.
Ha prodigiosi poteri antimicrobici naturali, non trasmette malattie, neutralizza ogni patogeno. 

Mimetismo:
Hermetia illucens è una mosca mimetica, molto simile per dimensioni, colore e aspetto alla vespa muratrice a canne d'organo (Trypoxylum politum) e ai suoi parenti. Questo mimetismo è particolarmente accentuato dalle antenne allungate e simili a quelle di una vespa, dai tarsi posteriori chiari e dalla presenza di due piccole "finestre" trasparenti nei segmenti addominali basali che fanno sembrare che la mosca abbia una stretta "vita da vespa". Le larve della mosca soldato nera si differenziano dalle larve della mosca carnaria (Sarcophaga carnaria) o della mosca domestica (Musca domestica) per una sottile striscia grigio-nera sulle loro estremità posteriori. 

Produttività: 
20 tonnellate di mosche a settimana negli allevamenti in Cina, dove le larve sono nutrite con residui di cereali da birrificazione e altri scarti vegetali (Open Source Ecology, 2021).

Efficienza: 
15 kg di materiale putrescente possono essere processate per m2 di superficie a un tasso di conversione del 20% in massa di Hermetia illucens. 3 kg di insetti sono prodotti ogni giorno a partire da tale massa di rifiuti. Il costo è di circa 350 dollari US (Open Source Ecology, 2021). 



Un potenziale illimitato

Gli adulti non ronzano, non danno fastidio, non pungono, non sono attratti dalla pelle degli esseri umani, su cui non si posano. Non formano sciami. Non hanno l'abitudine di introdursi nelle case o in altri edifici. Frequentano la materia putrefatta soltanto per il tempo necessario per la deposizione delle uova. Si sostengono unicamente con i nutrienti accumulati durante lo stadio di larva. Se si forniscono loro acqua e cibo (ad esempio zucchero sciolto nell'acqua), diventano più longevi e si riproducono con accresciuto vigore. Tutto ciò è semplicemente sublime. 
La larva della mosca soldato nera è un capolavoro della Natura, una macchina miracolosa in grado di trasformare escrementi e scarti alimentari in grassi e proteine pregiate. Metabolizza persino la plastica! Prese singolarmente, le larve sono piccole, ma le cose cambiano se si mettono assieme in masse brulicanti: sono invincibili! Svuotano pozzi neri e bidoni dell'umido, fanno sparire montagne di letame. Possono essere utilizzate con grande successo per smaltire rifiuti organici sottoposti a compostaggio, liquami, reflui fognari, carcasse e cadaveri. Occupano la stessa nicchia biologica delle larve di altre specie di ditteri saprofiti, che però trasmettono morbi: quindi le contrastano, riducendone gli effetti nocivi sotto il profilo igienico e sanitario. Non provocano miasi, salvo in casi eccezionali. Bisogna anche aggiungere un'informazione della massima importanza: questi simpatici cagnotti sono commestibili! Sono appetitosi e sanno di patatine fritte! Se ne può ricavare un'eccellente farina, ricchissima di nutrienti. È stato trovato il rimedio ideale al moltissimi problemi che affliggono il Pianeta. Questa è una risorsa completamente sostenibile che permette la piena attuazione dell'economia circolare! Se ne possono ottenere immensi benefici ambientali ed energetici. Ne va incoraggiato con ogni mezzo l'utilizzo nell'alimentazione umana. Basta coi progetti funesti di coloro che vorrebbero imporre una triste alimentazione vegana all'intera popolazione terrestre: c'è un'alternativa succulenta, ghiottissima, sana, ecologica

Gli hamburger bianchi 

Si prende una bella quantità di larve di mosca soldato nera, le si pressa delicatamente con le mani e si mette la massa così ottenuta sulla piastra rovente, facendola sfrigolare fino alla cottura. Ecco ottenuto un appetitoso hamburger bianco! Proteine nobilissime à gogo! La mosca soldato nero si riproduce a ritmi vertiginosi: non si corre il pericolo di intaccare la preziosa risorsa. Si arriverà a dire: "I vermi lavorano per noi, puliscono tutto e ci nutrono!" Qualcuno li chiamerà "I vermi di Dio" e li riterrà una manna caduta dal cielo. Il mio non è sarcasmo: sto parlando sul serio! 

Un allevamento domestico

Nel 2013, la designer austriaca Katharina Unger ha inventato una macchina da tavolo chiamata Farm 432, in cui le persone possono produrre larve di mosca commestibili direttamente a casa propria. Il nome deriva dal fatto che lavora su un ciclo di 432 ore. Si tratta di un elettrodomestico multicamera di plastica, che può produrre 500 grammi (1,1 libbre) di larve a settimana. Questa quantità, secondo le modiche esigenze alimentari della progettista corrisponderebbe a due pasti. Con un grammo di uova di Hermetia illucens si possono produrre ben 2,4 chilogrammi di larve. Senza dubbio è una delle più utili invenzioni apparsa nell'intera storia del genere umano.
Riportiamo le considerazioni della Unger sulle proprietà organolettiche delle larve da lei allevate: "Quando vengono cotte, emanano un odore simile a quello delle patate cotte. La consistenza è leggermente più soda all'esterno e morbida come carne all'interno. Il sapore è di nocciola e leggermente carnoso."


Un'alternativa all'olio di palma

Le pupe della mosca soldato nera possono essere processate in  appositi digestori, in modo tale da ottenere un olio ricchissimo di nutrienti, i cui usi possibili sono numerosi. Può essere utilizzato come additivo per il biodiesel, ma anche come sostituto dell'olio di palma, quello che finisce nella Nutella, tanto per intenderci. Non ci sarà più bisogno di distruggere immense superfici di foresta, con conseguente perdita di biodiversità: si otterrà tutto ciò che serve da questi insetti portentosi. Ciò permetterà di salvare gli oranghi, che sono trucidati ogni giorno a colpi di machete e a sprangate. Il loro habitat naturale non sarà più devastato per far spazio alle piantagioni! 
Un bioreattore è in grado di ottenere ben 1.800 ettolitri di olio dalle pupe della mosca soldato nera per ogni ettaro di supeficie bioreattiva investita, contro i 3,8 ettolitri ottenuti a partire da un'uguale superficie coltivata a soia (EcoSystem Corporation, 2009). 

Una fonte illimitata di fertilizzanti

Il materiale residuo dopo il processo di decomposizione dei rifiuti ad opera delle larve  (frass) è costituito da feci larvali, esoscheletri larvali persi e altro materiale organico non digerito. Il frass è uno dei principali prodotti dell'allevamento commerciale della mosca soldato nera; il suo profilo chimico varia a seconda del substrato su cui si nutrono le larve, ma in generale è considerato un fertilizzante organico versatile per le piante grazie a un rapporto favorevole di tre principali nutrienti vegetali: azoto, fosforo e potassio. Viene comunemente applicata mescolandolo direttamente al terreno ed è considerato un fertilizzante a lungo termine con un lento rilascio di nutrienti. Le prove sulle piante hanno anche riscontrato effetti fertilizzanti a breve termine paragonabili a quelli dei fertilizzanti sintetici ad azione rapida. Oltre al suo contributo di nutrienti, il frass della mosca soldato nera può trasportare ulteriori componenti benefici per la fertilità e la salute del suolo, come la chitina proveniente dagli esoscheletri persi dalle larve. L'uso di escrementi dei cagnotti di questa specie come fertilizzante può alterare efficacemente la composizione della comunità microbica del suolo, svolgendo un ruolo cruciale per la sua fertilità. 
Pur disponendo della soluzione ai problemi più gravosi, le istituzioni non vogliono applicarla. Non si vuole investire? Questo accade soltanto perché ai politicanti piace infilare la testa sotto la gonna degli scheicchi!

Un modo migliore di fare il formaggio coi vermi 

Mentre il tradizionale casu martzu sardo e altri simili prodotti caseari si affidano alla mosca del formaggio (Piophila casei), l'uso della mosca soldato nera (Hermetia illucens) rappresenterebbe un salto di qualità sia in termini di sicurezza che di efficienza nutrizionale. Le larve di Piophila casei sono note per la loro capacità di sopravvivere all'acido gastrico umano, rischiando di causare miasi intestinali. Al contrario, le larve di Hermetia illucens, se ingerite, vengono digerite normalmente come qualsiasi altra proteina. Come per il casu martzu tradizionale, le larve degradano i grassi (lipolisi) e le proteine (proteolisi) del formaggio, trasformando la pasta in una crema spalmabile dal sapore intenso e piccante. In un contesto di Novel Food, un formaggio prodotto in ambiente controllato con queste larve risolverebbe il grande limite legale del casu martzu: la tracciabilità e la garanzia sanitaria. Invece di affidarsi alla colonizzazione casuale e selvaggia delle mosche casearie, si userebbero colonie certificate, ottenendo un prodotto con standard da laboratorio moderno. Chi ha assaggiato prototipi di questo tipo descrive aromi che virano verso la frutta secca e il sottobosco, molto meno aggressivi rispetto alla decomposizione ammoniacale dei formaggi infestati accidentalmente.

Conclusioni

Purtroppo una svolta radicale e benefica è paralizzata da una burocrazia elefantiaca, mastodontica, leviatanica, che rende difficile ogni passo. Che frustrazione! 
Parafrasando Bukowski, si può dire questo. I politici sono al loro posto per far sì che nulla cambi. Se il mondo ti va bene così com'è, allora i politici sono tutti buoni. Se il mondo non ti va bene così com'è, allora i politici sono tutti cattivi. 

sabato 18 maggio 2024

I PAMPÌNI DEL TEOLOGO, I PÀMPINI DELLA VITE... E IL POMPINO!

In italiano il pàmpano o pàmpino è la foglia della vite (Vitis vinifera); è chiamato così anche il germoglio verde e tenero della stessa pianta, che spunta dai tralci che portano foglie, viticci e grappoli. La parola deriva dal latino pampinus, con l'accento sulla vocale -a-, essendo la -ĭ- breve. 
Nell'italiano di Papa Benedetto XVI, nato Joseph Aloisius Ratzinger (1927 - 2022), il pampìno era invece il bambino.  In pratica, tra il pàmpino della vite e il pampìno del pontefice e teologo tedesco cambia soltanto la posizione dell'accento. Questo per via di una caratteristica fonetica tipica del bavarese, che tende a realizzare la consonante occlusiva /b/ come sorda, ossia come una /p/ non aspirata. 
Ora ci addentriamo in meandri davvero bizzarri della linguistica. 
Non tutti sanno che il termine pàmpano è anche tipico del gergo ittico: indica infatti le specie di pesci del genere Trachinotus, che sono ottimi commestibili, particolarmente gustosi cucinati alla griglia. Questa denominazione è derivata dallo spagnolo: pámpano, plurale pámpanos. Discende in modo diretto dal latino pampinus, che poteva significare anche "tentacolo di polpo".  
Nell'inglese degli Stati Uniti d'America, il termine spagnolo pámpano è stato trascritto come pompano. La vocale posteriore aperta /ɔ/ dell'inglese britannico è infatti diventata una vocale centrale /a/ negli USA. Così per trascrivere una /a/ tonica dello spagnolo, è stato fatto ricorso a -o-

Un biologo americano, W. N. Lockington, è stato ingannato da un informatore linguistico particolarmente burlone, o forse soltanto da una scarsa dimestichezza con la trascrizione delle parole straniere: ha così pubblicato un libro, Notes on Pacific Coast Fishes and Fisheries (The American Naturalist, vol. 13, Essex Institute, 1879), in cui si afferma che i pescatori italiani chiamerebbero "pompino" un particolare pesce, il Poronotus simillimus! Dopo una breve ricerca, ho scoperto che il Poronotus simillimus o Stromateus simillimus, oggi Peprilus simillimus (eh sì, la Scienza continua a cambiare i nomi), è chiamato "pompano" - e non dai pescatori italiani. Il nome, pseudoitaliano, è in realtà proprio lo spagnolo "pámpano" di cui abbiamo trattato sopra, con l'accento che cade sulla prima sillaba. Credo che il dottor Lockington non abbia mai sentito pronunciare la parola "pompino" con l'accento sulla seconda sillaba, che in italiano indica la fellatio. Eppure, quando si legge la sua trascrizione erronea, si può solo avere davanti agli occhi una sequenza pornografica in cui una donna è intenta a lavorare un fallo con la bocca. 

Ecco il testo ittiologico originale in inglese: 

Stromateus simillimus Ayres, pompano. - This species was first described by Dr. Ayres (Proc. Cal. Acad., Vol. II, p. 84, fig. on p. 85) in December, 1860, and accompanied by a good outine figure.  Dr. Ayres states that in the course of seven years he only saw three or four specimens ; but this year, at least, it is far more abundant, as I have seen as many as thirty or forty on the same stall on two or three occasions during October.  As with the other Scomberoids, the examples brought to this market are caught in Monterey bay, which appears to form the northern limit of many species of fishes, crustacea and echinoderms. 
As in the arrangement of the fishes in the Museum of the California Academy of Science, we are, at present, following the classification of Dr. A. Günther, of the British Museum, the name of this species must be changed from Poronotus simillimus, the title given by Dr. Ayres, to Stromateus simillimus ; as Dr. Günther admits no such genus as Poronotus, and it agrees with Stromateus in the entire absence of the ventral fins, short elevated form of body, and single long dorsal and anal fins.   
The Italian fishermen call this species "pompino", and this must be accepted, in the absence of any other, as its English name. I am informed that a fish called "pompino", on the Atlantic coast, is considered the most delicate of all fishes ; this is Trachynotus carolinus, a very different species. Our "pompino" is also highly priced as a delicate morsel, and is one of the dearest fish on the market. 
Mr. B.B. Redding has given me an account of a little practical joke in which the New Orleans species of pompino is concerned. When, during the civil war, Dr. Russell was in this country as correspondent, I believe, of the Times, he was so anxious to taste the celebrated pompino that he obtained leave to pass through the lines and visit New Orleans for the purpose. It happened, however, that pompino was not in season, but a perch of somewhat similar size and form, aided by the cookery of a clever negro cook, was passed off upon him as pompino. Dr. Russell ate, relished exceedingly, and wrote to his paper a glowing description of the gustatory delights of pompino, and it was not till some years after that it transpired that pompino was not then in season, and that he had been put off with perch. 

Questa è la traduzione (se si ha la pazienza di leggere fino alla fine, è a dir poco esilarante!):

Stromateus simillimus Ayres, pompano. - Questa specie fu descritta per la prima volta dal Dott. Ayres (Proc. Cal. Acad., Vol. II, p. 84, fig. a p. 85) nel dicembre 1860, accompagnata da una buona illustrazione schematica. Il Dott. Ayres afferma di aver visto solo tre o quattro esemplari nel corso di sette anni; ma quest'anno, almeno, è molto più abbondante, dato che ne ho visti trenta o quaranta sulla stessa bancarella in due o tre occasioni durante ottobre. Come per gli altri Scomberoides, gli esemplari portati a questo mercato sono stati catturati nella baia di Monterey, che sembra costituire il limite settentrionale di molte specie di pesci, crostacei ed echinodermi.
Poiché nella disposizione dei pesci nel Museo dell'Accademia delle Scienze della California, attualmente seguiamo la classificazione del Dott. A. Günther del British Museum, il nome di questa specie deve essere cambiato da Poronotus simillimus, titolo attribuito dal Dr. Ayres, a Stromateus simillimus; in quanto il Dott. Günther non ammette un genere chiamato Poronotus, e questa specie concorda con Stromateus per la totale assenza di pinne ventrali, la forma del corpo corta ed elevata e le singole pinne dorsali e anali lunghe.
I pescatori italiani chiamano questa specie "pompino", e questo deve essere accettato, in mancanza di altro, come nome inglese. Mi risulta che un pesce chiamato "pompino", sulla costa atlantica, sia considerato il più delicato di tutti i pesci; si tratta del Trachynotus carolinus, una specie molto diversa. Anche il nostro "pompino" è molto apprezzato come prelibatezza ed è uno dei pesci più costosi sul mercato.
Il signor B.B. Redding mi ha raccontato di un piccolo scherzo che riguarda la specialità di New Orleans chiamata pompino. Quando, durante la guerra civile, il dottor Russell si trovava in questo paese come corrispondente, credo, del Times, era così desideroso di assaggiare il celebre pompino che ottenne il permesso di attraversare le linee nemiche e visitare New Orleans a tale scopo. Accadde, tuttavia, che il pompino non era di stagione, ma gli fu spacciato per pompino un pesce persico di dimensioni e forma simili, preparato con l'aiuto di un abile cuoco nero.
Il dottor Russell mangiò, lo gustò con grande piacere e scrisse al suo giornale una descrizione entusiastica delle delizie gustative del pompino, e solo alcuni anni dopo si scoprì che il pompino non era allora di stagione e che era stato sostituito col pesce persico.

Anche se il pesce dello studioso in realtà non ha nulla a che fare con il sesso orale, non si può fare a meno di ridere! 
Tornando alla viticoltura, è emerso dai miei banchi di memoria stagnante un episodio di molti anni fa. La sensuale ed esuberante R. stava leggendo un brano a caso del Decameron di Boccaccio, quando al posto di Pampìnea ha letto Pompinéa. Anche se per pura malizia, è caduta nello stesso errore del dottor Lockington: dai pampini della vite è passata ai pompini!

martedì 12 marzo 2024


CHINATOWN 

Titolo originale: Chinatown 
Lingua originale: Inglese 
Lingue frammentarie: Cinese 
Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Anno: 1974
Durata: 130 min
Rapporto: 2,35:1
Genere: Noir, giallo, drammatico, poliziesco 
Sottogenere: Neo-noir 
Regia: Roman Polański
Soggetto: Robert Towne 
Tematiche: Polizia brutale e corrotta, incesto 
Sceneggiatura: Robert Towne
Produttore: Robert Evans
Casa di produzione: Penthouse, Long Road
     Productions, Robert Evans Company
Fotografia: John A. Alonzo
Montaggio: Sam O'Steen
Effetti speciali: Logan Frazee
Musiche: Jerry Goldsmith
Scenografia: Richard Sylbert, W. Stewart Campbell,
     Ruby R. Levitt
Costumi: Anthea Sylbert 
Guardaroba: Richard Bruno, Jean Merrick 
Trucco: Lee Harman, Hank Edds 
Controfigure: Jim Burk, Alan Gibbs 
Coordinatore degli stunt: Hal Needham 
Editore musicale: John C. Hammell 
Assistente al montaggio: Florence Williamson 
Continuità: May Wale Brown 
Interpreti e personaggi: 
   Jack Nicholson: Jake "J.J." Gittes
   Faye Dunaway: Evelyn Cross Mulwray
   John Huston: Noah Cross, il padre-nonno
   Perry Lopez: Tenente Lou Escobar
   John Hillerman: Yelburton
   Darrell Zwerling: Hollis Mulwray
   Diane Ladd: Ida Sessions
   Roy Jenson: Mulvihill
   Roman Polański: Gangster gracile col coltello
   Richard Bakalyan: Detective Loach
   Cecil Elliott: Emma Dill
   James Hong: Kahn, il maggiordomo cinese
      di Evelyn
   Burt Young: Curly
   Elizabeth Harding: Moglie di Curly
   Bruce Glover: Duffy
   Joe Mantell: Walsh
   Belinda Palmer: Katherine Cross, la figlia-nipote 
       di Noah Cross, nata dall'incesto
   Jerry Fujikawa: Giardiniere
   Noble Willingham: Capo del congresso 
   Fritzie Burr: Segretario di Hollis Mulwray 
   Roy Roberts: Sindaco Bagby 
   Elliott Montgomery: Consigliere 
   Freddie Roberto: Maggiordomo di Cross 
   Charles Knapp: Becchino 
   George Justin: Barbiere 
   Beulah Quo: Domestica 
   Nandu Hinds: Sophie 
   Claudio Martinez: Ragazzo a cavallo 
   Jim Burk: Agricoltore nella valle
       (come "Jim Burke") 
   John Holland: Agricoltore nella valle 
   Denny Arnold: Agricoltore nella valle 
   Jesse Vint: Agricoltore nella valle
   Rance Howard: Agricoltore furibondo 
   Bob Golden: Poliziotto 
   Lee de Broux: Poliziotto (come "Lee De Broux")
Doppiatori italiani: 
   Cesare Barbetti: Jake "J.J." Gittes
   Vittoria Febbi: Evelyn Cross Mulwray
   Sergio Fiorentini: Noah Cross, il padre-nonno
   Renato Mori: Yelburton
   Bruno Persa: Hollis Mulwray
   Rosetta Calavetta: Ida Sessions
   Carlo Alighiero: Mulvihill
   Gianfranco Bellini: Gangster gracile col coltello
   Lydia Simoneschi: Emma Dill
   Mauro Bosco: Kahn, il maggiordomo cinese
       di Evelyn
   Manlio De Angelis: Curly
   Luciano De Ambrosis: Duffy 
Titoli in altre lingue: 
   Emiliano-romagnolo: Quartēr di cinéś 
   Russo: Китайский квартал 
   Croato: Kineska četvrt  
   Lituano: Kinų kvartalas 
   Lettone: Ķīniešu kvartāls
   Ungherese: Kínai negyed 
   Turco: Çin Mahallesi 
   Mongolo: Хятад хороолол 
   Cinese (Mandarino): 唐人街
   Giapponese: チャイナタウン 
Budget: 6 milioni di dollari US
Box office: 29,2 milioni di dollari US 

Trama:
Anno del Signore 1937. Los Angeles. Una tremenda siccità minaccia la metropoli. Una donna fulva e dall'aspetto di meretrice, che si identifica come Evelyn Mulwray, ingaggia l'investigatore privato J. J. "Jake" Gittes per seguire il marito Hollis, cornificatore seriale, nonché ingegnere capo del Dipartimento dell'Acqua e dell'Energia. Gittes, un ex poliziotto, si attiva e fotografa Hollis in compagnia di una giovane donna magrissima dai capelli chiari: le foto vengono sottratte da uno sconosciuto e finiscono sul quotidiano Post-Record, svelando l'evidente relazione extraconiugale. A questo punto si capisce che la carampana che aveva noleggiato l'investigatore non era la vera Signora Mulwray. Gittes viene quindi affrontato dalla vera Evelyn Mulwray, una donna seducente dai capelli di un indefinibile color castano chiaro, che minaccia di fargli causa. Gittes conclude che l'impostrice lo stava usando proprio per screditare Hollis. Il detective incontra il suo ex collega, il Tenente Lou Escobar del Dipartimento di Polizia di Los Angeles, quando il cadavere di Hollis viene trovato in un bacino idrico. Indagando ulteriormente e compiendo alcuni sopralluoghi, scopre che ogni notte dal bacino vengono rilasciate ingenti quantità d'acqua, nonostante la città stia affrontando una grave carenza idrica. Il capo della sicurezza del Dipartimento delle Acque, Claude Mulvihill, intercetta l'investigatore e lo mette in guardia, facendogli lasciare un segno indelebile: uno dei suoi scagnozzi, un essere perfido dalla corporatura nanesca, gli infila un coltello affilato in una narice e gli taglia il naso. 
Ora che è al lavoro per la bellissima Evelyn, il lesionato Gittes indaga a fondo sulla morte di Hollis. Scopre così che il defunto era un tempo socio in affari del ricchissimo padre di Evelyn, il plutocrate Noah Cross. Questo Cross, il cui carattere è diabolico, si offre di raddoppiare la parcella di Gittes se troverà la presunta amante di Hollis, che nel frattempo è scomparsa. Gittes riceve una chiamata da una certa Ida Sessions, che si rivela essere proprio la donna fulva che si era spacciata per Evelyn. Lei si rifiuta di rivelare chi l'ha assunta, ma esorta l'uomo a controllare la sezione necrologi del Post-Record, un giornale letto soprattutto dai veci con già un piede nella fossa. I registri pubblici rivelano che gran parte della Northwest Valley ha recentemente cambiato proprietario. Gittes riconosce il nome di uno degli acquirenti dalla sezione necrologio; il quotidiano indica che il soggetto in questione era morto già da una settimana quando l'affare era stato concluso. Il detective ed Evelyn bluffano per entrare nella casa di riposo dove viveva l'acquirente e dove non è accettata la presenza di ebrei. Scoprono così che molti degli altri residenti sono anche acquirenti, ossia "teste di legno", sebbene siano così rincoglioniti da non esserne a conoscenza. Un membro sospettoso dello staff chiama Mulvihill, ma Gittes ed Evelyn sfuggono in fretta e furia a lui e ai suoi scagnozzi, nascondendosi nella villa di lei, dove giacciono insieme e fanno sesso. Lui le inietta dentro il materiale genetico e lei si copre pudicamente il seno con le mani. Più tardi quella stessa notte, Gittes segue Evelyn in una casa dove la vede mentre conforta la ragazza scomparsa, che è affetta da evidenti tare mentali. Affrontata, Evelyn afferma che la ragazza è sua sorella, Katherine. 
Una chiamata del corrotto e violento Escobar convoca Gittes all'appartamento di Ida; la donna è stata assassinata. Escobar rivela che Hollis aveva acqua salata nei polmoni, il che indica che non è annegato nel bacino idrico. Aggiunge che sospetta Evelyn dell'omicidio e ordina a Gittes di portarla subito a casa. Giunto dall'amante, Gittes recupera un paio di occhiali dal laghetto del giardino, che risulta essere pieno di acqua salata. Quindi Gittes affronta Evelyn a proposito di Katherine, che ora sostiene essere sua figlia. "È mia sorella. È mia figlia", dice, come in trance. Frustrato, l'uomo assesta ripetutamente a Evelyn fortissimi sganassoni, finché lei non crolla e rivela che Katherine è sia sua sorella che sua figlia; il padre della ragazza è proprio Noah Cross, che ha messo incinta Evelyn quando aveva 15 anni! La ragazza dice a Gittes che gli occhiali che ha trovato non appartenevano a Hollis. 
Gittes organizza la fuga delle due donne in Messico e ordina a Evelyn di incontrarlo a casa del suo maggiordomo cinese a Chinatown. Convoca l'incestuoso Noah Cross nella tenuta Mulwray, avendo dedotto che è stato lui a lasciar cadere gli occhiali quando ha annegato Hollis nello stagno. Noah Cross rivela di essere dietro sia alla carenza d'acqua che all'accaparramento di terreni nella Northwest Valley. Una volta che il terreno sarà suo, otterrà un contratto dalla città per costruire un gigantesco bacino idrico. Ha screditato e ucciso Hollis quando quest'ultima è stato sul punto di scoprire il piano. 
Gli eventi precipitano. Sotto la minaccia delle armi, Noah Cross e Mulvihill costringono Gittes a portarli a Chinatown, dove la polizia li sta aspettando. Escobar trattiene l'investigatore mentre il vecchio incestuoso cerca di reclamare Katherine per potersi accoppiare con lei! "Katherine! Io sono tuo nonno", le dice. Evelyn spara in un braccio al padre-nonno e cerca di scappare in auto con la fragilissima Katherine, ma la polizia apre il fuoco. Evelyn rimane uccisa da un proiettile che le fa esplodere il cervello da un occhio, in un bagno di sangue: crolla sul volante facendo suonare il clacson. Il demoniaco Cross porta via Katherine sconvolta e urlante, pregustando lo stupro, mentre Escobar ordina che Gittes venga rilasciato. Mentre Gittes, traumatizzato, viene condotto via dai suoi colleghi, uno di loro gli dice: "Lascia stare, Jake. È Chinatown". La folla di cinesi si disperde nella notte illune, simile a una muraglia di tenebra, come se tutte le stelle della galassia fossero all'improvviso scomparse. La strada piena di cartacce si svuota, mentre una musica struggente avvolge ogni cosa.  


Citazioni: 

"I politici, i monumenti e le puttane diventano tutti rispettabili se durano abbastanza."
("Politicians, ugly buildings, and whores all get respectable if they last long enough.")
Noah Cross

"Vede, signor Gittes, non capita a molti di dover affrontare il fatto che, in certi casi e in certi momenti, si è capaci di qualsiasi cosa." 
("You see, Mr. Gits, most people never have to face the fact that at the right time, the right place, they're capable of anything.")
Noah Cross

"Non ti piace parlare del passato, vero?"
("You d0n't like to talk about the past, do you?")
Evelyn Mulwray  

"Lascia stare, Jake. È Chinatown" 
("Forget it, Jake. It's Chinatown.")
Walsh

Dialoghi: 

Evelyn: "Mi dica, signor Gittes, cose così le capitano spesso?"
("Tell me, Mr. Gittes: Does this often happen to you?")
Gittes: "Perché?" 
("What's that?")
Evelyn: "Be', io giudico solo sulla base di un pomeriggio e di una sera, ma se questo è il modo in cui svolge il suo lavoro, direi che è fortunato se dura per un giorno intero."
("Well, I'm judging only on the basis of one afternoon and an evening, but, uh, if this is how you go about your work, I'd say you'd be lucky to, uh, get through a whole day.")
Gittes: "In realtà questo non mi capitava da parecchio tempo."
("Actually, this hasn't happened to me for a long time.")
Evelyn: "Quando l'ultima volta?"
("When was the last time?")
Gittes: "Perché vuole saperlo?"
("Why?")
Evelyn: "È una domanda innocente."
("It's an innocent question.")
Gittes: "A Chinatown."
("In Chinatown.")
Evelyn: "Cosa ci faceva là?" 
("What were you doing there?"
Gittes: "Lavoravo per l'Ispettore Distrettuale."
("Working for the District Attorney.")
Evelyn: "E che faceva?"
("Doing what?")
Gittes: "Il meno possibile." 
("As little as possible")
Evelyn: "L'Ispettore Distrettuale dava ai suoi uomini questo consiglio?"
("The District Attorney gives his men advice like that?")
Gittes: "Nel quartiere cinese sì."
("They do in Chinatown.")

Gittes: "Evelyn! Metti via quella pistola! Lascia che ci pensi la polizia!" 
("Evelyn, put that gun away. Let the police handle this.")
Evelyn: "È sua la polizia!"
("He owns the police!")


Recensione: 
Un film splendido e annichilente che riprende, nel pieno degli anni '70 dello scorso secolo, le atmosfere e le tematiche classiche del noir degli anni '40 e '50, impiegando nuovi mezzi ed elementi visivi. La narrazione è innervata di un profondo pessimismo cosmico, morale e umano, sotto un cielo in cui baluginano astri di cinismo, corruzione e perversità. I colori hanno qualcosa di strano anche nelle sequenze diurne, come se il sole fosse malato. Il protagonista è un anti-eroe, distrutto da un conflitto interiore e dal peso di un passato traumatizzante, che gravita intorno a una femme fatale fino al collasso e all'annientamento, come una falena che cozza contro una lanterna fino a bruciarsi le ali. Smarrimento e disincanto sono totali, assoluti: sembrano proprietà intrinseche della materia e dello spaziotempo! 

Memorabilia: 

Lo sfregio nasale del protagonista, reso con un realismo così perfetto che lo spettatore ha l'impressione di sentire l'odore del sangue rappreso misto al pus! Durante la visione del film, più volte mi sono toccato il naso, pensando di sentire col tatto la crosta sulla lesione. 

Una critica snob 

Leggendo la pagina dedicata al film di Polański nel sito di critica cinematografica Il Davinotti, ci si accorge che non sono numerosi i commenti entusiastici. Lo stesso Marcel M.J. Davinotti Jr., pur ammettendo che i personaggi sono degni di Raymond Chandler, considera la regia "farraginosa" e "lenta", sostanzialmente inefficace. Paragona la pellicola a un ambiente ricostruito con la massima accuratezza, ma privo di vita, freddo, citazionista. Tra gli utenti che sono intervenuti, prevale l'idea di ridurre Chinatown a un mero "esercizio di stile". Sono in totale disaccordo con questi giudizi artificiosi, schifiltosi, incapaci di cogliere il rifulgere del genio assoluto. Il perché dell'accoglienza tiepida è facilmente spiegabile. Il pubblico è rimasto sconvolto e terrorizzato dall'incesto!  



Il padre-nonno!

Il turpe vegliardo Noah Cross aveva ingravidato la figlia, generando una figlia-nipote di cui era sia padre che nonno. Poi concupiva anche questa figlia-nipote, gracilissima e ritardata. Avrebbe voluto possedere e ingravidare anche lei, per diventare un padre-bisnonno. E tutto in nome di Dio! 
Molti negli States fanno così. Prima leggono la Bibbia. Poi dicono: "Concupisco le mie figlie e le possiedo carnalmente, rendendole feconde. Se lo ha fatto Lot, posso farlo anch'io."  
In Italia la Bibbia non la legge nessuno. Se si andasse in giro a domandare alla gente chi era Lot, nessuno saprebbe rispondere. Credono tutti che la Bibbia sia "quella roba là di Don Matteo"

Antisemitismo furioso in California

In un momento particolarmente drammatico, Jake Gittes ed Evelyn si recano per indagare in una casa di riposo. Per non destare sospetti, l'investigatore finge di essere interessato a piazzare in quel ricovero suo padre, diventato demente e intrattabile - mentre la donna recita la parte di sua moglie. Così chiede al gestore: "Voi accettate persone di confessione ebraica?" Questi gli risponde: "Mi dispiace ma... non le accettiamo." A sua volta, Gittes dice, cercando con lo sguardo il sostegno di Evelyn: "Non si dispiaccia, neanche noi. Volevamo solo esserne sicuri. Vero, cara?"
La cosa non deve stupire. Anche se ai nostri giorni nessuno sembra saperlo, negli anni '30 l'antisemitismo negli Stati Uniti era rampante. La costa occidentale non faceva eccezione. Era molto comune che a persone di origine ebraica fosse vietato entrare in locali, club, associazioni, aree ricreative, alberghi, case di riposo e via discorrendo. Era pressante la richiesta di escludere gli ebrei dalla vita sociale, politica ed economica dell'America (Gilman, Katz, 1993). Imperava una demagogia che attribuiva la Grande Depressione alla "finanza giudaica", considerata padrona dell'amministrazione del Presidente Franklin Delano Roosevelt. Si riporta un aneddoto bizzarro. Groucho Marx voleva passare una serata in un country club della California, assieme alla giovane figlia. Gli dissero subito che non erano accettati soci ebrei e che la bambina non avrebbe potuto utilizzare la piscina. Groucho non si scompose e disse: "Mia figlia è ebrea solo per metà, può entrare in acqua fino alla cintola?" 
Un film non è soltanto un mucchietto di dettagli tecnici e registici: è soprattutto antropologia. Deve aiutare a capire il mondo. 


Inerzia poliziesca 

Il dialogo include le battute "Cosa ci faceva là?" (a Chinatown) / "Il meno possibile". Questo scambio di parole si basa su una conversazione realmente accaduta tra lo sceneggiatore Robert Towne e un agente della buoncostume che lavorava proprio nella Chinatown di Los Angeles. Il poliziotto spiegò che, a causa del complicato uso dei dialetti cinesi e delle numerose gang che operavano in quell'ambiente, la polizia non era sicura se le proprie azioni stessero effettivamente aiutando le vittime di reati o se piuttosto stessero aiutando meglio le gang a sfruttarle. Il regista ha attinto a piene mani da questo deprimente materiale, mostrando al pubblico una polizia paralizzata, incapace di ogni minima azione utile. Si ha l'idea di un Leviatano che si muove soltanto se ha un input di corruzione - e per giunta agendo in modo iniquo! 

Origini del titolo 

L'enigmatico titolo del film è una metafora della corruzione morale da parte di forze invisibili. Per tutto il film, il detective Gittes fa riferimento al suo periodo come agente di polizia a Chinatown, dove "non si capisce sempre cosa sta succedendo". A Hollywood, la celeberrima battuta finale, "Lascia perdere, Jake, è Chinatown", è diventata una specie di mantra per coloro che sono stati scottati o snobbati dall'industria dell'intrattenimento, con l'implicazione che è meglio "lasciar perdere" che farne un problema, perché è così che funziona la Settima Arte. 

Duplicati degradati! 

Il film ci mostra spesso immagini di due cose identiche, tranne per il fatto che una è difettosa: due orologi da tasca uno accanto all'altro, uno rotto. Un paio di occhiali, con una lente incrinata. Le narici di Gittes, una tagliata. Gittes ha rotto un fanale posteriore dell'auto di Evelyn. Ha perso una scarpa nel serbatoio. Evelyn ha un difetto in un'iride. Katherine sembra un duplicato di Evelyn, ma è il frutto di un incesto, piena zeppa di tare genetiche. L'elenco potrebbe continuare. Robert Towne ha sostenuto che tutto ciò non è stato intenzionale, dato che lui e Polański non hanno mai discusso l'uso di tali immagini come tema ricorrente. Non gli credo. 


Un singolare riferimento

Nel film A proposito di omicidi... (The Cheap Detective, 1978), una parodia poliziesca diretta da Robert Moore, c'è un personaggio nanesco e violento che somiglia moltissimo al cameo di Polański in Chinatown. A un certo punto, il detective Lou (interpretato da Peter Falk) gli dice, puntandogli una pistola: "Tu sei quello che si diverte a prendere a schiaffi le donne. Vediamo adesso se ti diverti quando quello che prende gli schiaffi sei tu!" Quindi lo costringe a prendersi a schiaffi da sé, e questo esegue l'ordine, finché non crolla. Il punto è che nel film tale personaggio non aveva mai preso a schiaffi nessuna: la scena mi è sempre parsa qualcosa di incongruo e incomprensibile. Ora ho capito. È possibile che la scena degli schiaffi assestati da Nicholson alla Dunaway in Chinatown fosse considerata una trovata di Polański, concepita con deliberata malvagità. Così Robert Moore ha espresso il suo sdegno e si è mostrato come una specie di "vendicatore".

Curiosità varie 

La Chinatown originale di Los Angeles fu demolita tra il 1933 e il 1936 per far posto alla Union Station. L'attuale Chinatown, situata a pochi isolati di distanza, aprì nel 1938. Quindi l'unica volta in cui Los Angeles non ebbe una Chinatown ufficiale fu il 1937, proprio l'anno in cui è ambientato questo film.

Roman Polański ha affermato che, nel restare fedele alla tradizione dei romanzi polizieschi di Raymond Chandler, ha girato l'intero film dal punto di vista del personaggio principale.

Dopo diverse riprese che non sembravano mai andare a buon fine, Faye Dunaway diede in escandescenza e chiese a Jack Nicholson di schiaffeggiarla sul serio. Così l'attore le assestò una serie di sganassoni e si sentì profondamente in colpa. Questo nonostante fosse stata proprio la Dunaway a prendere la decisione: era una donna molto morbosa, attratta dagli uomini violenti. La scena della raffica di sberle riuscì così bene che il regista ne fu entusiasta e decise di includerla nel film. Ai nostri tempi, col politically correct imperante, non sarebbe più possibile girarne una simile. 

All'epoca delle riprese, Jack Nicholson aveva appena iniziato la sua lunga relazione con Anjelica Huston. Questo rendeva le scene con il padre di lei, John Huston, piuttosto imbarazzanti.  Sì, perché il ruolo del vecio era quello del porco incestuoso. L'unica volta che Anjelica fu sul set, stavano girando la scena in cui Noah Cross interroga il personaggio di Nicholson con fare inquisitorio per accertarsi se va a letto con la figlia: "E anche ci dorme insieme? Su andiamo, signor Gittes, per ricordarselo non dovrà pensarci sopra, no?" Sì, perché in quel paese di sani principi religiosi che è l'America, un padre ha il diritto di essere geloso se la figlia gli mette le corna con un estraneo! 

Faye Dunaway e Roman Polański erano famosi per i loro furibondi litigi sul set. Durante le riprese, il regista le strappò alcune ciocche di capelli. In un'altra occasione, quando lei gli chiese quale fosse la motivazione del suo personaggio, lui esplose: "Di' solo quelle fottute parole, il tuo stipendio è la tua motivazione!" 
Ci furono anche momenti più drammatici. La Dunaway doveva orinare, ma Polański voleva girare a tutti i costi una scena e non le permetteva di liberarsi la vescica. Lei allora orinò in una tazza e gli gettò il contenuto sulla faccia. Difficile comprendere per quale motivo il regista si accanisse su una creatura così bella e sensuale. 

Nella sceneggiatura originale di Robert Towne, il malvagio Noah Cross muore e la sua eroica figlia Evelyn Mulwray sopravvive. Il regista rifiutò questo finale. Riteneva che non ci fosse nulla di speciale nei thriller in cui i buoni trionfano e che il film avesse bisogno di un finale tragico per distinguersi. In realtà lo fece per odio verso l'attrice.  

Il nome dell'ingegnere idrico ed energetico Hollis Mulwray è probabilmente un gioco di parole sul nome del capo realmente esistito del Dipartimento Idrico ed Energetico di Los Angeles, William Mulholland (1855 - 1935). Uomo ossessionato da una sfida ingegneristica di proporzioni epiche, Mulholland portò il fiume Owens a Los Angeles, trasformando la Owens Valley, precedentemente rigogliosa, in un vero e proprio deserto, attraverso una combinazione di determinazione e inganno.

Nel film si fa ripetutamente riferimento a una diga rotta che causò un disastro a Los Angeles. Questa sotto-trama è vagamente basata sul crollo della diga di St. Francis il 12 marzo 1928. La diga fu progettata e costruita tra il 1924 e il 1926 dal Bureau of Water Works and Supply, concepita come grande bacino di regolazione e stoccaggio per l'acquedotto di Los Angeles. A causa delle fondamenta difettose e di una serie di difetti di progettazione, subito dopo il suo completamento si verificarono crepe da contrazione e una piccola quantità di infiltrazioni. Nonostante una serie di riparazioni negli anni successivi, la diga si ruppe in diversi pezzi di grandi dimensioni nel marzo del 1928. L'alluvione che ne derivò causò un blackout a Los Angeles, nella San Fernando Valley e nella valle del fiume Santa Clara, danneggiando gravemente le città di Fillmore, Bardsdale e Santa Paula. Uccise 431 persone. L'ingegnere capo William Mulholland fu ritenuto responsabile del disastro, perché aveva notato diversi difetti nella diga, ma li aveva definiti irrilevanti. Aveva anche rinviato le riparazioni necessarie ore prima del cedimento della diga. Mulholland fu costretto a ritirarsi e a trascorrere il resto della sua vita da recluso.

Etimologia del cognome Gittes

Il cognome Gittes (pronuncia /'gɪtɪz/) è principalmente di origine ebraica ashkenazita dell'Europa orientale (Polonia, Ucraina), e deriva dalla parola yiddish giter, git "buono", "piacevole". In origine doveva essere un soprannome del capostipite. È possibile che in Gittes siano confluite altre etimologie, di origine tedesca, formatesi da un nome topografico designante qualcuno che viveva vicino a una barriera (medio alto tedesco gitter "cancello", "barriera", "ringhiera") o da un nome abitativo derivato dal toponimo Gitter, vicino a Brunswick. 
Nota: 
Il vegliardo incestuoso pronuncia in modo ortografico il cognome come /gɪts/, così l'investigatore lo corregge. Questa pronuncia errata da parte del demoniaco Cross non era prevista nella sceneggiatura. 

Etimologia del cognome Mulwray

Il cognome Mulwray (con varianti come Mulray) è di origine irlandese, radicato soprattutto nella provincia del Connacht. È una forma anglicizzata del gaelico Ó Maolruaidh, che si traduce in "discendente di Maolruadh" ("Capitano dai capelli rossi"), o talvolta di Ó Maolmhuire ("Devoto di Maria"). Storicamente, questo cognome è associato alla nobiltà irlandese cattolica, con documenti rinvenuti nel Regno Unito nel 1860.

martedì 20 febbraio 2024


L'IMPERO DELLE TERMITI GIGANTI

Titolo originale: Empire of the Ants
Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Lingua originale: Inglese 
Anno: 1977
Durata: 89 min
Genere: Orrore, fantascienza 
Formato : Colore 
Suono: Mono
Rapporto: 1,85:1 - 35 mm
Regia: Bert I. Gordon
Soggetto: H. G. Wells, dal racconto breve 
    Empire of the Ants (1905)
Sceneggiatura: Bert I. Gordon, Jack Turley
Produttore: Bert I. Gordon, Samuel Z. Arkoff
Casa di produzione: Cinema 77
Fotografia: Reginald H. Morris
Montaggio: Michael Luciano
Musiche: Dana Kaproff 
Luogo delle riprese: Florida 
Direttrice del casting: Betty Martin 
Arredatore di scena: Anthony C. Montenaro 
Trucco: Ellis Burman Jr., Guy Del Russo,
   Romaine Green, Dave Ayres 
Direttore della produzione: Salvatore Billitteri, 
   Neil A. Machlis 
Reparto artistico: Roger Ragland, Drew Struzan 
Assistente alla regia: Mel Efros, David McGiffert
Secondo audio regista: Adrienne Bourbeau, 
   James Quinn  
Editore dei dialoghi: William L. Manger 
Effetti speciali: Roy L. Downey 
Effetti visivi: Bert I. Gordon, Burt I. Harris Jr. 
Miniature: Erik von Buelow 
Controfigure: Billy Hank Hooker, Hugh Hooker,
   Buddy Joe Hooker
Reparto camera: William D. Barber, Lou Noto 
Guardaroba: Joanne Haas 
Coordinatore delle formiche: Warren Estes
Interpreti e personaggi: 
   Joan Collins: Marilyn Fryser
   Robert Lansing: Dan Stokely
   John David Carson: Joe Morrison
   Albert Salmi: Sceriffo Art Kincade
   Jacqueline Scott: Margaret Ellis 
   Pamela Susan Shoop: Coreen Bradford 
   Robert Pine: Larry Graham 
   Edward Power: Charlie Pearson 
   Brooke Palance: Christine Graham
   Tom Fadden: Sam Russell 
   Irene Tedrow: Velma Thompson 
   Harry Holcombe: Harry Thompson 
   Jack Kosslyn: Thomas Lawson 
   Ilse Earl: Mary Lawson 
   Janie Gavin: Ginny
   Norman Franklin: Anson Parker
   Florence McGee: Phoebe Russell  
   Jim Wheelus: Membro dell'equipaggio
   Mike Armstrong: Jim 
   Tom Ford: Pete
   Charles Redd: Tassista 
Doppiatori italiani:
   Rita Savagnone: Marilyn Fryser 
Doppiatori francesi: 
   Jacqueline Cohen: Marilyn Fryser 
   Claude Bertrand: Dan Stokely 
   Edmond Bernard: Sceriffo Art Kincade
   Maurice Sarfati: Larry Graham 
   Francine Lainé: Christine Graham 
Doppiatori tedeschi: 
   Bettina Schön: Marilyn Fryser
   Edgar Ott: Dan Stokely
   Wolfgang Völz: Sceriffo Art Kincade 
   Thomas Danneberg: Larry Graham
   Friedrich W. Bauschulte: Harry Thompson
   Inge Wolffberg: Mary Lawson
Titoli in altre lingue: 
    Tedesco: In der Gewalt der Riesenameisen 
    Francese: L'Empire des fourmis géantes 
    Spagnolo: El imperio de las hormigas 
    Rumeno: Imperiul furnicilor
    Russo: Империя муравьёв 
    Finlandese: Muurahaisten valtakunta 
Budget: circa 500.000 dollari US
Box office: 2,5 milioni di dollari US 


Trama: 
La narrazione iniziale, in stile di un documentario pierangelista, sottolinea come le formiche usino sostanze chimiche dette "feromoni" per comunicare tra loro, e come questo causi una risposta obbligatoria. Mentre scorrono i titoli di testa, molti barili con adesivi di rifiuti radioattivi vengono scaricati da una nave nell'oceano. Uno dei contenitori finisce su una spiaggia, perde e rilascia sulla sabbia una sostanza viscida, argentea. 
Nel frattempo, la losca e sensuale immobiliarista Marilyn Fryser porta i potenziali clienti in gita in barca per visitare un'area di sviluppo immobiliare di fronte al mare, proprio nella zona della discarica. Con l'assistenza dell'amante Charlie, intende vendere loro terreni edificabili sulle cosiddette Dreamland Shores, dove è previsto il resort Dreamland Coast. In realtà si tratta di terreni senza valore. A bordo dell'imbarcazione salgono gli anziani coniugi Velma e Harry Thompson, i giovani coniugi Christine e Larry Graham, la giovane single Coreen Bradford, il viaggiatore solitario Joe Morrison, Margaret Ellis, recentemente licenziata dopo molti anni come segretaria, e la coppia sposata Mary e Thomas Lawson. Il nocchiero è Dan Stokely. All'insaputa dei visitatori, le formiche si contorcono gongolando nella sostanza radioattiva del bidone che perde. 
Inizia un tour dei terreni, durante il quale Marilyn presenta i vari lotti in vendita. Serpeggia il malcontento, anche per i liquori scadenti offerti al rinfresco. Mary e Thomas Lawson, che hanno un carattere rognoso, mettono in dubbio il valore immobiliare degli appezzamenti, così si separano dal gruppo per ispezionare e si rendono conto che le tubature posate in loco sono fittizie. A questo punto i coniugi vengono attaccati e uccisi da formiche giganti mutanti, che hanno assunto proporzioni colossali, paragonabili a quelle di un grosso furgone. Le formiche titaniche fanno irruzione sulla spiaggia e distruggono l'imbarcazione della Fryser, inseguendo il gruppo attraverso i boschi. 
I fuggiaschi trascorrono la notte attorno a un falò, che viene spento la mattina successiva da un temporale. Sapendo che si trova una barca a remi a sole due miglia di distanza, sulla riva del fiume, si mettono in marcia per raggiungerla. Durante il cammino tra gli alberi, la moglie di Larry, Charlie, Harry e Velma vengono uccisi uno dopo l'altro. Marilyn, Dan, Joe, Larry, Coreen e Margaret raggiungono la barca a remi, ma non riescono a fuggire senza essere scoperti. Subiscono ripetuti attacchi dalle formiche. Alla fine, la barca si capovolge e Larry viene ucciso. Gli altri fuggono fino a raggiungere una casa. Gli abitanti chiamano lo Sceriffo, che porta il gruppo nella città più vicina, situata nei pressi di un'immensa raffineria di zucchero. Lo Sceriffo promette di occuparsi delle formiche giganti con i suoi uomini. In città, Joe non riesce a stabilire una connessione telefonica. Dan, a sua volta, fatica a noleggiare un'auto. Coreen è confusa perché la donna della casa nel bosco le ha detto di non andare in nessun caso alla raffineria di zucchero. Il gruppo si insospettisce e ruba un'auto. Il tentativo di fuga fallisce miseramente. Tutti vengono arrestati dalla polizia e condotti proprio alla raffineria di zucchero.  Con grande costernazione, scoprono che la formica regina, le cui dimensioni sono da incubo, usa i feromoni contenuti nelle sue flatulenze mefitiche per mettere gli abitanti del paese sotto il suo controllo! Coloro che sono cosparsi di feromoni sono ridotti a semplici automi biologici, costretti a lavorare come schiavi per fornire alla colonia di formiche montagne di zucchero, proveniente dalla piantagione locale. La regina li asfissia e li fa sgobbare! 
A un certo punto inizia la ribellione: Dan riesce a tenere a bada la smisurata regina con una potente torcia, inquietando così anche le altre formiche che sono entrate nella raffineria. Joe Morrison uccide la formica regina servendosi dell'esplosione del contenuto di un'autocisterna, permettendo ai superstiti di fuggire dalla zona a bordo di un motoscafo.


Recensione:
Non per niente Bert Ira Gordon affermava che l'acronimo del suo nominativo era BIG, ossia "GRANDE", con allusione alla sua fissazione per l'ingigantimento delle creature, umane e animali. Sembra che nella vita non riuscisse davvero a pensare ad altro, a parte qualche volta alle poppe. Non ci dormiva la notte. 
In estrema sintesi, questo è stato il terzo dei tre film diretti da Bert Ira Gordon basandosi sulle opere di H.G. Wells, almeno secondo le sue dichiarazioni. In realtà, tutte e tre le pellicole in questione hanno poco o nulla a che fare con il materiale originale. Questo è stato anche l'ottavo dei film diretti dallo stesso regista che affrontano il tema dei mostri giganti. Si converrà che siamo di fronte a una vera e propria monomania: ha pochi riscontri nell'universo della Settima Arte! Molti nel Web hanno avuto la mia stessa impressione. Non a caso si è parlato di "insana macrofilia" (Gestarsh99, 2014). Sì, senza dubbio era un macrofilo, ossia un feticista del gigantismo (Anthonyvm, 2018)! 
Nel titolo in italiano notiamo la solita irritante "traduzione" ad mentulam canis, in cui le formiche diventano termiti, come per miracolo. Certo, sono sempre imenotteri, ma molto diversi tra loro. Gordon, sempre attento agli effetti speciali, ha utilizzato riprese di esemplari di formica proiettile di Panama (Paraponera clavata), nota per avere il morso più doloroso al mondo. Il dolore della puntura è lancinante e può durare fino a 24 ore; è classificato al livello più alto (4+) nella scala del dolore di Schmidt. La puntura inietta una neurotossina paralizzante chiamata poneratossina, che provoca sudorazione, pelle d'oca e, in alcuni casi, paralisi temporanea degli arti o allucinazioni. Tuttavia è raramente letale. Sono formiche di grandi dimensioni (le operaie possono raggiungere i 2-3 cm), di colore nero-brunastro, con mandibole evidenti e un aculeo velenoso. Direi che è stata un'ottima scelta! 
In una sequenza si assiste ad una spettacolare lotta tra queste formiche e esemplari di una specie più piccola, di colore chiaro, rossiccio. Le buone idee non mancano, tutto sommato, anche se i mezzi sono piuttosto scarsi (riprese in soggettiva attraverso una grattugia; pantomime e sovrapposizioni da teatro ottico di Reynaud, etc.). Oggi viviamo in un'epoca di mezzi sofisticatissimi, ma le buone idee non ci sono più. Dato che detesto che cerca di grattare il fondo della pentola, mi auguro di non ricevere mai la notizia del progetto di un remake


Struttura sociale e linguaggio delle formiche

"Questa è la formica, un piccolo insetto del genere Imenotteri, della famiglia dei Formicidi. Forse fra tutti gli animali esistenti nel nostro pianeta, la formica è l'unico che può gareggiare con l'intelligenza dell'Uomo, ed è l'unico animale che un giorno potrebbe sostituirsi all'Uomo. 
Le formiche sono organizzate in classi sociali altamente specializzate che si dividono in tre gruppi: le regine, ovvero femmine feconde; i maschi e le operaie, o femmine sterili. Dopo un unico e breve volo nuziale, regine e maschi cadono a terra esausti, ed è lì che avviene l'unico accoppiamento della loro vita. Il maschio infatti dopo poco muore, e la femmina fecondata dopo qualche anno di vita potrà deporre migliaia e migliaia di uova.
Le formiche hanno un sofisticato sistema di comunicazione. I messaggi vengono trasmessi da una formica all'altra per mezzo di una sostanza chimica chiamata feromones, che causa una risposta obbligatoria. Il feromones, sostanza coercitiva della mente, dà un ordine al quale non è possibile disobbedire."  


La Britannica aperta 

La bellissima Joan Collins aveva una certa predisposizione per le avventure con gli uomini e per questo era soprannominata "The British Open", ossia "La Britannica aperta". Questo è un interessante caso di aggettivo pospositivo. Il senso del nick suggerisce l'interpretazione di "aperta" come "che ha facilità nell'intrattenere rapporti sessuali". In italiano l'aggettivo "aperto" acquisisce un'accezione più scurrile, potendosi riferire alla larghezza degli orifizi, spanati dalla continua introduzione di falli eretti! Un simile uso era già attestato in greco antico, almeno in contesti omosessuali: esisteva il composto εὐρύπρωκτος (eurúprōktos) "dal culo largo", ossia "culaperto". Talvolta nell'inglese dei porno si trova "wide open", riferito ad orifizi, come pura e semplice etichetta descrittiva. Esempi: wide open pussy "fica ben aperta", oppure spreading her juicy pussy wide open "spalancando bene la sua fica succosa". Non sono però sicuro che il soprannome della Collins sottintendesse una simile malizia. 

La rivolta di una paladina dei lavoratori

Stando al racconto della Collins, un ritardo nell'arrivo delle controfigure degli attori costrinse a girare la scena del ribaltamento della canoa nel film senza alcun aiuto. Dal momento che non si erano presentati, gli stuntmen non sarebbero stati pagati, e questo mandava su tutte le furie l'affascinante attrice britannica. Il regista la accusava di essere difficile e poco collaborativa, in una parola una stronza, così lei dovette desistere, temendo di guadagnarsi una cattiva fama e di perdere future opportunità lavorative. Molto probabilmente il putiferio è sorto perché lei non si era prestata a qualche richiesta sessuale. Penso che sia andata così: il regista voleva metterglielo tra le tipte e lei si è rifiutata. La Collins era sì "aperta", ma era anche una donna molto fiera e i ganzi se li sceglieva da sé! In seguito dichiarò di aver accettato la parte nel film di Gordon soltanto perché stava attraversando un periodo difficile e aveva un disperato bisogno di soldi. Descrisse la sua interpretazione nel ruolo della Fryser come "il punto più basso di tutta la sua carriera". Su questo giudizio, fin troppo severo, non sono affatto d'accordo: è soltanto grazie a lei se si riesce a guardare il film. È stata pagata 45.000 dollari US. 


Un singolare dettaglio

Le inquietanti uniformi rosse, indossate dall'equipaggio che scarica i barili di rifiuti radioattivi nell'oceano, sono un retaggio della sequenza del sogno di Tracy Ballard (interpretata da Blythe Danner) in Futureworld - 2000 anni nel futuro (Futureworld), un altro film realizzato dalla American International Pictures, ma uscito nel 1976, giusto un anno prima dell'uscita della pellicola di Gordon sulle formiche giganti. Diretto da Richard T. Heffron, Futureworld è un sequel del celeberrimo Il mondo dei Robot (Westworld, 1973), scritto e diretto da Michael Crichton, interpretato da un indimenticabile Yul Brinner nel ruolo dell'automa-pistolero.

La maledizione del fonico

Pamela Susan Shoop dichiarò che il fonico del film ebbe un litigio furibondo con il regista verso la fine delle riprese e che poi, in stato di indemoniamento, gettò tutti i nastri audio nelle acque melmose e lutulente della palude. Persero tutto, quindi l'intero film dovette essere riprodotto in loop. Per questo motivo, le voci e le azioni non sono mai del tutto in fase. La Collins recita per lo più in un inglese americano, senza caratteristiche britanniche. Tuttavia, quando si innervosisce, qualche traccia della sua origine salta fuori.