Molti anni fa, quando avevo poca conoscenza della vita, il nome Samsung mi ha tratto in un inganno cognitivo, portandomi a credere che fosse di origine tedesca come molti nomi in -ung (ad esempio Achtung "attenzione", Weltanschauung "visione del mondo", etc.), anche se restava una radice Sams- il cui significato concreto permaneva ignoto. Visivamente e foneticamente, quella combinazione finale di lettere agiva su di me come un segnale stradale enorme che puntava dritto verso la Germania. Questo tentativo di analisi è un caso di riconoscimento di pattern, che mi ha fatto cadere in una vera e propria trappola morfologica e ortografica. È un errore insidioso ma quasi inevitabile per chiunque abbia familiarità con le lingue germaniche... e scarsa dimestichezza con l'Oriente!
Poi sono riuscito ad accedere all'arcano: ho appreso che Samsung è un nome coreano che significa "Tre Stelle" (sam significa "tre" e sung significa "stella"). Tutto mi è parso chiaro e mi sono sentito molto sollevato: non c'era più alcun bisogno di cercare di interpretare una fantomatica base Sams- etimologicamente vuota. Si è acceso in me una specie di "campanello di allarme" che mi ha messo in guardia contro i pericoli della sindrome di Dunning-Kruger!
Il problema risiede nel modo in che la lingua coreana è stata graficamente romanizzata. Il nome originale è formato da due caratteri Hanja (di origine cinese):
- sam (三), che significa "tre".
- sung, seong (星), che significa "stella".
La combinazione di suoni s + V + ng (una sibilante, una vocale posteriore V e una nasale velare) è comunissima in coreano, ma quando viene trasposta nell'alfabeto latino coincide in modo millimetrico con la grafia del suffisso tedesco - anche se non con la sua fonetica. Se l'azienda avesse usato la traslitterazione ufficiale odierna, ossia Samseong, l'illusione germanica sarebbe svanita all'istante. Si consideri poi che la pronuncia è [sʰamsʰʌŋ]: non rima con Achtung!
La simbologia dei fondatori
Nel significato reale del nome Samsung c'è anche un aspetto molto interessante. Quando l'imprenditore e collezionista d'arte sudcoreano Lee Byung-chul (Uiryeong, 1910 - Seul, 1987) fondò l'azienda nel 1938, non scelse le Tre Stelle a caso. Nella cultura coreana, il numero tre non è soltanto una quantità, ma un simbolo di grandezza, abbondanza e potenza terrena. Le stelle, invece, rappresentavano l'augurio che l'azienda potesse brillare in eterno nel firmamento economico. Ironia della sorte, l'estetica originaria del marchio era radicalmente diversa da quella high-tech di oggi: il primo logo di Samsung mostrava letteralmente tre stelle stilizzate dentro un cerchio, con tanto di spighe di grano, ad indicare l'attività originaria di esportazione di cibo e farina.
Cenni storici
La storia di Samsung è una delle parabole industriali più radicali del Novecento: la transizione da una minuscola bottega che vendeva pesce secco, pasta e altri generi alimentari a un impero tecnologico globale che da solo sposta circa il 20% del PIL della Corea del Sud. Ecco una breve sintesi:
- La bottega di alimentari (1938):
Lee Byung-chul apre a Daegu la Samsung Sanghoe, una piccola ditta di import-export con circa 40 dipendenti. L'attività principale consiste nel vendere pesce essiccato, verdure locali e noodles di produzione propria, esportandoli principalmente in Cina.
- La ricostruzione e il tessile (1951):
Dopo che la guerra di Corea distrugge i magazzini dell'azienda, il fondatore ricomincia da zero a Seul. Espande le attività nella raffinazione dello zucchero e fonda il più grande cotonificio del Paese, legando la crescita aziendale ai piani governativi di ricostruzione nazionale.
- La svolta elettronica (1969):
Nasce ufficialmente Samsung Electronics. La prima produzione industriale è focalizzata su televisori in bianco e nero (sviluppati in collaborazione con la giapponese Sanyo). Nel giro di pochi anni, la produzione si estende a lavatrici, frigoriferi e condizionatori per il mercato interno ed estero.
- L'azzardo dei semiconduttori (1974):
L'azienda acquisisce Hankook Semiconductor. All'epoca la mossa viene considerata un azzardo finanziario pericoloso, ma si rivela l'intuizione decisiva: getta le basi tecnologiche per trasformare Samsung nel più grande produttore mondiale di chip di memoria (DRAM), il vero motore ad alta redditività di tutto il gruppo.
- La rivoluzione della qualità (1993):
Il nuovo presidente Lee Kun-hee (figlio del fondatore) lancia a Francoforte la celebre Dichiarazione della Nuova Gestione: "Cambiate tutto, tranne vostra moglie e i vostri figli". Per sradicare la mentalità dei prodotti economici e difettosi, ordina di bruciare pubblicamente davanti a centinaia di dipendenti circa 150.000 telefoni e fax non conformi agli standard. Da quel momento la qualità diventa un'ossessione.
- L'era Galaxy e il primato globale (2010):
Con il lancio del primo smartphone della linea Galaxy S, l'azienda si impone come il principale rivale globale di Apple nel mercato mobile, capitalizzando la transizione verso gli schermi OLED e consolidando il proprio status di conglomerato multisettoriale (che oggi spazia dalle assicurazioni ai cantieri navali).
Questo modello di sviluppo iper-diversificato e a conduzione familiare, sostenuto strettamente dallo Stato, è una caratteristica tipica del capitalismo coreano e prende il nome di chaebol (재벌). Samsung ne è storicamente l'esempio più mastodontico e influente. Non è difficile immaginare il retroscena: innumerevoli vite distrutte dal superlavoro.
Alcune note etimologiche
La lingua coreana ha due serie di numerali: una di origine nativa e una di origine cinese.
Il numerale set (셋) "tre" è nativo e senza parentele note in altre lingue del mondo - mentre sam (삼; 三) è di origine cinese. Una parola omofona è sam (삼), che significa "canapa" (Cannabis sativa).
La parola seong (星) "stella" è un prestito dal medio cinese seng (星) "stella", "pianeta" (in cinese moderno è xīng). La parola nativa è byeol (별) "stella", di etimologia sconosciuta.

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