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lunedì 15 gennaio 2024


CRIMES OF THE FUTURE
(2022)

Titolo originale: Crimes of the Future 
Paese di produzione: Canada, Grecia, Francia,
     Regno Unito
Lingua originale: Inglese
Anno: 2022
Durata: 107 min
Rapporto: 1.85:1
Genere: Fantascienza, horror 
Sottogenere: Post-apocalittico, distopico  
Tematiche: Mutazioni genetiche, post-sessualità
Regia: David Cronenberg
Sceneggiatura: David Cronenberg 
Fonti di ispirazione: William S. Burroughs,
    James G. Ballard
Produttore: Robert Lantos, Panos Papahadzis,
     Steve Solomos
Produttore esecutivo: Christelle Conan, Jeff
   Deutchmann, Joe Iacono, Christian Parkes,
   Tom Quinn, Thorsten Schumacher, Aida Tannya,
   Peter Touche
Casa di produzione: Serendipity Point Films, Telefilm
   Canada, Ingenious Media, Argonauts Productions,
   Crave, CBC Films, ERT, Rocket Science
Distribuzione in Canada: Sphere Films 
Distribuzione nel Regno Unito: Vertigo Films 
Distribuzione in Italia: Lucky Red Distribuzione 
Distribuzione in Francia: Metropolitan Filmexport
Distribuzione in Grecia: Argonauts Distribution
Fotografia: Douglas Koch
Montaggio: Christopher Donaldson
Effetti speciali: George Koumpoulis, Peter McAuley
Musiche: Howard Shore
Scenografia: Carol Spier, Dimitris Katsikis, Kim
   Zaharko, Dimitra Sourlantzi
Costumi: Mayou Trikerioti
Trucco: Evi Zafiropoulou, Alexandra Anger, Monica
   Pavez
Interpreti e personaggi:
    Viggo Mortensen: Saul Tenser
    Léa Seydoux: Caprice
    Kristen Stewart: Timlin
    Scott Speedman: Lang Dotrice
    Denise Capezza: Odile
    Tanaya Beatty: Berst
    Welket Bungué: Cope
    Don McKellar: Wippet
    Lihi Kornowski: Djuna Dotrice
    Yorgos Karamihos: Brent Boss
    Yorgos Pirpassopoulos: Dr. Nasatir
    Nadia Litz: Dani Router
    Sotiris Siozos: Brecken Dotrice
    Ephie Kantza: Adrienne Berseau
    Tassos Karahalios: Klinek
    Jason Bitter: Tarr 
    Penelope Tsilika: Donna nel centro termale
         di bellezza 
    Mihalis Valasoglou: Agente NVU 
    Alexandra Anger: Chirurgo 
    Billy Ziogas: Ospite del centro termale di bellezza 
Doppiatori italiani:
    Pino Insegno: Saul Tenser
    Domitilla D'Amico: Caprice
    Federica De Bortoli: Timlin
    Christian Iansante: Lang Dotrice
    Federico Talocci: Cope
    Sergio Lucchetti: Wippet
    Alessandro Budroni: Dr. Nasatir
    Ilaria Latini: Dani Router
    Gabriele Donolato: Tarr 
Budget: 27 milioni di dollari US
Box office: 4,6 milioni di dollari US 
Date di uscita: 
   Cannes: 23 maggio 2022 
   Francia: 25 maggio 2022 
   Canada: 3 giugno 2022
   Regno Unito: 9 settembre 2022 
Titoli in altre lingue: 
   Francese: Les crimes du futur 
   Spagnolo: Crímenes del futuro 
   Portoghese: Crimes do Futuro 
   Croato: Zločini budućnosti
   Ceco: Zločiny budoucnosti  
   Russo: Преступления будущего 
   Ungherese: A jövő bűnei 
   Estone: Tuleviku kuriteod 
   Lettone: Nākotnes noziegumi 
   Greco (moderno): Εγκλήματα του μέλλοντος 
   Giapponese: クライムズ・オブ・ザ・フューチャー
   Cinese: 未来罪行 
   Coreano: 미래의 범죄들
   Arabo: جرائم المستقبل 
   Persiano: جنایات آینده
   Armeno: Ապագայի հանցագործություններ 

Trama: 
In un futuro non meglio specificato, significativi progressi della biotecnologia hanno portato all'adozione diffusa di macchine e computer analogici in grado di interfacciarsi direttamente con le funzioni corporee e di controllarle. L'umanità stessa ha sperimentato diversi cambiamenti biologici di origine indeterminata, con ogni probabilità connessi al superamento di una pandemia. Il più significativo tra questi cambiamenti è la scomparsa del dolore fisico e delle malattie infettive per la stragrande maggioranza delle persone, consentendo interventi chirurgici su persone coscienti in contesti normali. Altri esseri umani subiscono alterazioni ancora più radicali della loro fisiologia. Un bambino di otto anni di nome Brecken può consumare e digerire la plastica come cibo: sgranocchio un cestino di plastica in una latrina, come se fosse cioccolato bianco. Convinta che sia un essere inumano, un mostro, sua madre lo sopprime soffocandolo con un cuscino e lasciando che il suo cadavere venga trovato dall'ex marito Lang, tozzo e barbuto. 
Saul Tenser e Caprice sono una coppia di artisti performativi di fama mondiale. Sfruttando la "sindrome da evoluzione accelerata" di Tenser, un disturbo che causa la crescita spontanea di nuovi organi nel suo corpo, i due artisti li rimuovono chirurgicamente davanti a un pubblico dal vivo. Questi organi non hanno alcuna funzione o utilità determinabile: il processo che porta alla loro formazione è un vero e proprio "cancro creativo". La sindrome provoca a Tenser un dolore costante e gravi disturbi respiratori e digestivi. L'artista è dipendente da diversi dispositivi biomeccanici specializzati: un letto, una macchina attraverso la quale Caprice lo opera e una sedia fatta di ossa che si muove e ruota mentre lo aiuta a mangiare, permettendogli la deglutizione, seppur con difficoltà e pena. 
La coppia incontra gli insopportabili burocrati del Registro Nazionale degli Organi, un opprimente ufficio governativo incaricato di far rispettare le restrizioni statali sull'evoluzione umana. A questo scopo, gli organi prodotti dal "cancro creativo" vengono catalogati e conservati. Una di questi burocrati è l'inquieta Timlin, che rimane affascinata dagli obiettivi artistici di Tenser. Durante uno spettacolo di successo di Tenser, gli dice che "la chirurgia è il nuovo sesso". Un sentimento che l'artista, la sua compagna e molti altri personaggi abbracciano in modo radicale, assoluto, totalizzante: il taglio ripetuto dei corpi costituisce l'unico mezzo per ottenere la gratificazione sessuale. 
Un'unità di polizia governativa cerca di usare Tenser per infiltrarsi in un gruppo di evoluzionisti radicali. Senza dirlo a Caprice, l'artista segue una serie di contatti attraverso altre performance biologiche che lo conducono alla cellula evoluzionista. Uno di loro, l'ex chirurgo estetico Nasatir, crea una cavità con cerniera nell'addome di Tenser, che Caprice usa per accedere agli organi interni: prima gli pratica una fellatio sulla ferita, poi introduce la lingua all'interno e arriva a leccargli il fegato, mentre lui geme di piacere erotico! Caprice continua a fare rete con altri artisti performativi estremi, scegliendo infine di sottoporsi a un intervento di chirurgia estetica decorativa sulla fronte.
Tenser incontra Lang, che gli rivela il piano degli evoluzionisti: hanno scelto di modificare il loro apparato digerente per poter mangiare plastica e altre sostanze chimiche sintetiche. Il loro cibo principale, che masticano senza sosta, sembra essere una barretta di cioccolato finto tipo il Mars, ma di color viola sgargiante; in realtà è fatto di rifiuti tossici di plastica ed è un veleno mortale per gli altri. Lang è il leader della cellula di masticatori di Mars viola; suo figlio Brecken era nato con la capacità di mangiare la plastica, a dimostrazione dell'inesattezza della posizione critica del Governo sull'evoluzione umana. 
Nel frattempo, Timlin cerca di praticare un pompino a Tenser, ma lui rifiuta, dicendo: "Non sono molto bravo con il vecchio sesso"
Lang si rivolge a Tenser, chiedendo alla coppia di rivelare il programma antigovernativo della cellula attraverso un'autopsia pubblica di Brecken, che metterà in luce il suo apparato digerente evoluto. Dopo qualche remora, Tenser accetta. Sotto gli occhi di Timlin, Lang e molti altri, Tenser esegue l'autopsia, ma si scopre che il sistema di organi naturali di Brecken è stato sostituito chirurgicamente: sullo stomaco e sull'intestino compaiono scritte in nero. Lang fugge dallo spettacolo in lacrime. All'esterno viene avvicinato da due donne, agenti che lavorano per l'azienda che produce le macchine biomediche di Tenser. Come già avevano fatto con Nasatir, assassinano Lang conficcandogli dei trapani elettrici nel cranio. Il contatto di Tenser all'interno dell'unità di polizia ammette che Timlin ha sostituito gli organi di Brecken per mantenere segreta al pubblico la deviazione nell'evoluzione umana. Addolorato per la morte di Brecken e Lang, Tenser informa la polizia che non li servirà più, menzionando con approvazione le convinzioni della cellula sull'evoluzione. 
Tenser fatica a mangiare sulla sedia di ossa. Chiede a Caprice di dargli una barretta di Mars viola. Lui mastica il veleno, guarda nella telecamera di Caprice e versa una lacrima. La sua bocca si contrae in un sorriso mentre la sedia finalmente smette di fare rumore. 


Recensione: 
Questo film segna il ritorno di Cronenberg ai generi horror e fantascientifico dopo eXistenZ (1999), realizzato ben 23 anni prima. A dispetto del titolo identico, non abbiamo a che fare con un remake del primo Crimes of the Future (1970), risalente a più di mezzo secolo prima - 52 anni, per l'esattezza. pur presentando alcuni punti in comune, non irrilevanti. Oltre alla tematica della fusione tra uomo e macchina, così cara a James Graham Ballard e trattata in Crash (1996), troviamo in tutta la sua potenza l'allucinante immaginario di William Seward Burroughs, dalla cui opera è stato adattato Il pasto nudo (1991). La nuova carne si è imposta, come coronamento di un processo in cui l'evoluzione non è scorporabile dalla patologia! In Videodrome (1983) la nuova carne era televisiva. In Shivers - Il demone sotto la pelle (1975), il vettore del mutamento era un simbionte simile a uno stronzo semovente, che trasformava in zombie chi lo ingurgitava. Tutte queste visioni postumane hanno in comune l'ontologia! Preconizzano il superamento del genere umano e la venuta di qualcosa di completamente nuovo, che irrompe dall'Oltre. Questo Crimes of the Future è sublime, è come un incubo violento da cui ci si sveglia urlando, madidi di sudore, col cuore martellante, come se i vasi sanguigni fossero in procinto di cedere!

Questa è la dichiarazione di Cronenberg sul film per il Festival di Cannes 2022: "Crimes of the Future è una meditazione sull'evoluzione umana. In particolare, sui modi in cui abbiamo dovuto prendere il controllo del processo, creando ambienti così potenti che prima non esistevano. Crimes of the Future è un'evoluzione di cose che ho fatto in precedenza. I fan vedranno riferimenti chiave ad altre scene e momenti dei miei altri film. Questa è una continuità nella mia comprensione della tecnologia come connessa al corpo umano. La tecnologia è sempre un'estensione del corpo umano, anche quando sembra essere molto meccanica e non umana. Un pugno viene potenziato da una mazza o da una pietra che si lancia, ma in definitiva, quella mazza o quella pietra sono un'estensione di una potenza che il corpo umano già possiede. In questo momento critico della storia umana, ci si chiede: il corpo umano può evolversi per risolvere i problemi che abbiamo creato? Può il corpo umano sviluppare un processo per digerire la plastica e i materiali artificiali non solo come parte di una soluzione alla crisi climatica, ma anche per crescere, prosperare e sopravvivere?" 


Il nuovo sesso

Quello mostrato da Cronenberg è un mondo in cui non si fanno più i pompini. Non ci sono più spargimenti di sperma in bocca, né in altre cavità. Nessuno ingoia più il liquido seminale. Il nuovo sesso orale consiste nel leccare gli organi interni. Si assaporano e si deglutiscono i fluidi interni più ripugnanti: sangue, muco, bile, succhi gastrici, microbiota intestinale! Il pene è soltanto un'appendice carnosa priva di qualsiasi interesse, con ogni probabilità inerte, inerettile. Non viene lavato, è molle e puzza! Timlin, che vorrebbe succhiarlo avidamente, illudendosi di riuscire a farlo rizzare, è un relitto di tempi andati e sepolti. È l'ultima eroina romantica! È la Günderrode della sua epoca! Come tale, è votata al fallimento più miserabile. 
Le cose sono più drammatiche di quello che sembrano. Nel mondo post-apocalittico di Crimes of the Future, la procreazione non è un processo naturale, dato che non può avvenire alcuna copula. Il materiale genetico deve essere drenato da appositi strumenti metallici acuminati, infilati nel dotti seminali. Questa pratica avvilente deve essere, com'è ovvio, autorizzata dal Governo. Gli spettatori probabilmente non sono riusciti a capire fino in fondo che dalle ceneri della vecchia sessualità è nato qualcosa di simile alla vivisezione ad uso voluttuario! 


La sedia di ossa e il letto di dolore 

La sessualità non è la sola funzione fisiologica lesionata. La cosa più naturale del mondo, ingerire cibi e bevande, è diventata un supplizio spaventoso, che nemmeno Dante avrebbe saputo concepire nel più profondo abisso del suo Inferno. Mandare giù il bolo alimentare senza aiuto può causare polmonite ab ingestis, strozzamento, coma e morte! Il cibo, masticato grazie a quella protesi ingegnosa che è la sedia di ossa, viene accompagnato con immensa pena nella sua discesa nell'esofago indebolito e piagato, facendo patire un supplizio lento e inenarrabile. Com'è ovvio, vano è ogni tentativo di provare piacere dal cibo. Si potrebbe anche cercare di ingurgitare materiale fecale, tanto non ci sarebbe alcuna differenza: si soffrirebbe allo stesso modo. Se il dolore delle ferite non viene più percepito, tanto che ci si può seviziare col bisturi a piacimento, esiste comunque un dolore residuo, che viene inflitto dal sonno. Dormire non è più un sollievo dalle pene dei giorni: la sola possibilità di lenire queste sensazioni spiacevoli è una protesi, simile a un giaciglio in cui il corpo dolente è collegato a un gran numero di strutture tubolari e in qualche modo sedato.

Accoglienza

In parte a causa di una distribuzione limitata nelle sale cinematografiche degli Stati Uniti e del Canada, non pubblicizzata in modo aggressivo dai distributori, il film finì per rivelarsi una grossa perdita finanziaria per i suoi finanziatori. Le cose sono andate così: ritenendo che il film avesse un valore commerciale limitato, il distributore americano Neon e il distributore canadese MK2 Mile End decisero di distribuirlo in un numero limitato di sale, senza una campagna di marketing martellante e costosa. Questo portò il sito web Box Office Mojo a definire gli incassi del film nel weekend di apertura "deboli"; la rivista specializzata di Hollywood Variety li ha etichettati come "mediocri". Possiamo dire che sia stato un fiasco spaventoso! Peccato, perché la pellicola ha dei meriti notevoli. 
Viene da chiedersi se il motivo del fallimento non sia più profondo. Forse il pubblico è stanco, stremato dalle visioni della fantascienza e dell'horror. Almeno qui in Italia potremmo azzardare una spiegazione convincente: rimbecillita dalle sirene lobotomizzanti del Berlusconismo, la gente cerca soltanto gli spettacoli dei guitti più schifosi e immondi, rifuggendo qualsiasi spunto di riflessione. 


Curiosità varie 

Cronenberg aveva previsto che, a causa del tema trattato, della patologia ammorbante e della violenza esplicita del film, ci sarebbero stati abbandoni dalla sala già dopo 5-10 minuti dall'inizio della pellicola. La sua previsione si è dimostrata corretta.

La sceneggiatura è in gran parte adattata da un precedente progetto scritto da Cronenberg, intitolato "Painkillers", in fase di sviluppo nel 2002, che vedeva coinvolto Nicolas Cage. 

Viggo Mortensen avrebbe voluto la parte di Wippet, ma Cronenberg ha affermato di averlo "molestato" per costringerlo ad interpretare Saul Tenser. Nel ruolo di Timlin, quella che voleva ciucciarlo a Tenser, in un primo tempo era prevista Natalie Portman, che è poi stata sostituita da Kristen Stewart. Inizialmente il ruolo di Timlin era stato offerto a Léa Seydoux, ma lei si è rivolta a Cronenberg chiedendogli di interpretare Caprice: detestava l'idea di vedersi rifiutata una profferta sessuale, anche nella finzione.

Viggo Mortensen ha descritto la decisione di accovacciarsi e tossire durante tutte le sue scene: "Bisogna mostrare che c'è un effetto, e un effetto cumulativo. I suoi problemi digestivi che influenzano la sua respirazione, e il disagio che prova fisicamente, non importa in quale posizione si trovi. Deve muoversi, a volte deve rilasciare la tensione nel suo corpo in modi diversi." 

Il trucco protesico, durato quattro ore, che ha modellato 40 repliche di orecchie sul corpo del ballerino greco contemporaneo Tassos Karahalios, era così complesso che non ha potuto né mangiare né bere durante l'intera procedura di applicazione. 

Il relitto che si vede all'inizio del film è un vero relitto al largo delle coste greche. La nave si chiamava MS Mediterranean Sky ed è affondata a causa dell'erosione naturale e dello stato di totale abbandono. 

Il film è stato girato in diverse condizioni difficili: il set era sottoposto al protocollo COVID e c'erano incendi boschivi a nord e a sud di Atene (c'erano processioni religiose continue per cercare di respingere il fuoco). Una mattina, Cronenberg si svegliò con un'impenetrabile parete di fumo grigio fuori dalla finestra del suo hotel. 

I personaggi del gruppo rivoluzionario prendono il nome dai famosi registi Fritz Lang e Bela Tarr. 

Etimologia del cognome Tenser 

Il cognome Tenser (varianti: Tanser, Tanzer, Tencer, Tenzer, Teneser) è principalmente di origine tedesca/yiddish ed ebraica ashkenazita: deriva dalla parola tedesca Tanzer, che significa "ballerino", "intrattenitore", "giocoliere" - a sua volta formato da Tanz "danza" tramite il tipico suffisso agentivo -er. È stato portato in Inghilterra dagli immigrati dalla Germania nei secoli XVI-XVII e si è diffuso in luoghi come il Leicestershire. 

Etimologia del cognome Nasatir 

Il cognome Nasatir è di origine ebraica ashkenazita. Deriva dal verbo ebraico נָתַתִּי (nāthattī) "io ho dato", che suona nasati nella pronuncia ashkenazita. Il capostipite doveva essere un prestatore di denaro o un banchiere. Famiglie con questo cognome sono attestate nel XX secolo negli Stati, in particolare in Illinois. 

Il titolo nipponizzato 

Crimes of the Future diventa, adattandosi alla fonologia giapponese, Kuraimu obu za Fuyūchā. Un Tokugawa dell'epoca Edo non sarebbe riuscito a comprerne una sola parola. Eppure è tutto così semplice: 
1) Crimes è diventato Kuraimu;
2) of è diventato obu
3) the è diventato za
4) Future è diventato Fuyūchā

domenica 19 marzo 2023


I CONDANNATI DI MESSINA 

Titolo originale: Exiled from Earth
Autore: Ben Bova
1ª ed. originale: 1971
1ª ed. italiana: 1972
Tipologia narrativa: Romanzo
Genere: Fantascienza 
Sottogenere: Distopico 
Etichette attribuite: "Letteratura per ragazzi"
Lingua originale: Inglese
Ambientazione: XXII secolo
Protagonisti: Lou Christopher
Antagonisti: Donald Marcus, Rolf Bernard
Altri personaggi: Bonnie Sterne, Anton Kori,
  il Presidente Generale, il ministro Vassily Kobryn, 
  il Grande George 
Editore: Arnoldo Mondadori Editore 
Collana: Urania 
    Numero: 601 
Codice ISBN-10: 0525450165
Codice ISBN-13: ‎978-0525450160 
Traduttore: Bianca Russo 

Sinossi (da MondoUrania.com):
Farà piacere ai nostri lettori siciliani sapere che in un futuro più o meno lontano Messina è destinata a diventare sede del supergoverno mondiale. La città, certo, non sarà più la stessa. Torri e palazzi fantascientifici domineranno lo stretto; uomini dotati d'immenso potere e carichi d'immense responsabilità guarderanno pensosi verso la Calabria; e celebri scienziati di tutto il mondo si ritroveranno, sbigottiti, a Messina, trasportati qui con le buone e con le cattive insieme alle loro famiglie. Una gravissima decisione è stata presa al più alto livello: ancora una volta la scienza sta per mettere in pericolo mortale non solo la società ma l'umanità stessa. E la scienza deve essere messa in condizioni di non nuocere. L'ordine spietato (o pietoso?), necessario (o criminale?) partirà da Messina.

Trama: 
XXII secolo. Il mondo è unito ma gravato dal peso di 20 miliardi di persone. Il Governo Mondiale, che ha sede a Messina, ha preso la difficile decisione di esiliare i più importanti scienziati della Terra. Il loro lavoro è considerato troppo pericoloso per il genere umano, quindi è stato deciso di confinarli in una stazione spaziale e di inviarli dove non possano interferire con la società. Il Presidente Generale si lascia convincere dal subdolo Ministro della Sicurezza, Vassily Kobryn, e fa partire gli ordini esecutivi di deportazione. 
Louis "Lou" Christopher è un informatico che lavora a un progetto di ingegneria genetica in cui l'uso dei computer è essenziale. È l'esperto programmatore di RAMO, il potente computer utilizzato dal più importante centro di ricerca genetica mondiale, che ha sede ad Albuquerque, nel Nuovo Messico. Incluso nella lista degli scienziati da esiliare, viene raggiunto da un agente federale e subisce un tentativo di arresto senza nessuna accusa formale. Viene così deportato a New York nella sede dell'ONU, dove viene a sapere che la sua destinazione finale è Messina. Terrorizzato dagli eventi, riesce a trovare il modo di fuggire in modo rocambolesco e si inoltra nei selvaggi sobborghi di quella che un tempo era conosciuta come "la Grande Mela". La civiltà è crollata lasciando il posto a un pullulare di gang giovanili di una violenza inaudita. Dopo molte disavventure in mezzo alla fauna di quell'ambiente ostile, Lou riesce ad imbarcarsi per Albuquerque, aiutato da Felix, capo della famigerata banda dei Gatti Selvaggi - che gli rivela di essere un agente in incognito, infiltrato nella criminalità con l'incarico di tentarne il recupero a lungo termine. Tornato nella sua città, il programmatore entra nel centro di ricerca dove lavorava e lo trova deserto. L'unica creatura rimasta è il Grande George, un immenso gorilla senziente e dotato di parola, che ha ottenuto questa facoltà tramite ingegneria genetica. Lou interroga il computer RAMO, da cui apprende che il centro di ricerca è stato chiuso per ordine del Governo. Gli scienziati sono stati arrestati. Il problema è che lo stesso computer ha una mentalità estremamente rigida e ha denunciato Lou alle Forze dell'Ordine. Gli agenti irrompono nel laboratorio. Il programmatore fugge per il rotto della cuffia, rifugiandosi nell'appartamento della fidanzata e collega Bonnie Sterne. Lei lo ascolta annoiata e si comporta esattamente come RAMO, pur pensando con grande ingenuità di agire a fin di bene: allerta la polizia. Deportato a Messina, Lou viene rinchiuso con gli scienziati in una villa lussuosissima. Qui riceve una comunicazione dal ministro Vassily Kobryn, che rivela l'arcano: il Governo Mondiale ha preso la drastica decisione di esiliare l'intero mondo scientifico in una stazione orbitale. Il russo spiega con dovizia di particolari il perché dell'esilio, dicendo che il mondo non sarebbe al sicuro se la Scienza potesse svilupparsi liberamente. 
A questo punto Lou viene contattato da un politico colluso, il Ministro delle Finanze Rolf Bernard, che gli spiega di essere contrario alle determinazioni di Kobryn. Fa quindi una proposta che non si può rifiutare: in un'isola tropicale è stato predisposto un centro di ricerca segreto diretto dal Dottor Donald Marcus - dove Lou è invitato a trasferirsi e a lavorare. Il programmatore chiede e ottiene, come unica condizione, che la fidanzata Bonnie venga portata sull'isola assieme a lui. Per un po' tutto sembra filare liscio, tuttavia qualcosa finisce col guastarsi. Lou, Bonnie e il collega slavo Anton Kori scoprono che il perfido Ministro ha un piano ben diverso da quello che ha raccontato loro: intende rovesciare il Governo di Messina con un golpe militare e impossessarsi del potere; per assicurarsi il dominio sulla Terra è deciso ad impiegere armi biologiche, genetiche, chimiche e nucleari sviluppate nel centro di ricerca del malvagio Dottor Marcus. Vogliono rendere deficiente la popolazione mondiale!  
Le cose precipitano quando Lou capisce che il suo amatissimo gorilla, il Grande George (cui tiene più che alla fidanzata), anche lui presente sull'isola, sarebbe usato come cavia per un nuovo tipo di arma genetica che lo priverebbe di tutte le sue facoltà intellettive, riducendolo a un demente. Kori ha un modo geniale per allertare il Governo Mondiale, facendo esplodere una bomba atomica di limitata potenza in grado di attivare una rete globale di satelliti spia e ad attirare sull'isola le truppe governative. Così avviene: l'ordigno esplode e i militari irrompono. Il piano di Bernard e di Marcus fallisce miseramente, ma a caro prezzo. Nel corso degli scontri a fuoco, il Grande George si becca in corpo un proiettile sparato a caso, che lo uccide all'istante
Il Presidente Generale è molto grato a Lou e ai suoi compagni per aver sventato la cospirazione, però li avverte che l'esilio perpetuo rimane in vigore! Lou e Kori sono costretti alla deportazione sulla stazione spaziale. Bonnie invece è ritenuta poco più di una scema, così non è considerata pericolosa: può scegliere cosa fare della sua vita, se seguire il fidanzato nell'esilio oppure rimanere sulla Terra. La donna sceglie di seguire Lou, pur riservandosi la facoltà di fare ritorno in caso la situazione dovesse rivelarsi insopportabile - come in effetti avviene. La vita sulla stazione spaziale è infernale e dominata dalla depressione profonda. Molti esimi scienziati sono ridotti alla demenza. Bonnie, che per un po' aveva giocato con l'idea di rendere cornuto Lou saltando nel letto di Kori, forte del suo privilegio matriarcale, finisce col cedere. La mancanza di libertà la opprime in modo lancinante. Quindi ritorna sul pianeta, abbandonando entrambi gli uomini. 
Ad un certo punto, Lou ha un'idea geniale: far equipaggiare la stazione spaziale per il volo interstellare, in modo tale da condurla fino ad Alfa Centauri in una traversata generazionale. I dati trasmessi trent'anni prima dalla sonda Starfarer ed analizzati da Kori, dimostrano che alcuni pianeti orbitano attorno alla stella doppia: uno di questi sarebbe potenzialmente abitabile. Gli scienziati più vecchi, ostili e bacchettoni, cercano in ogni modo di opporsi. Tuttavia la proposta di Lou viene messa ai voti in un'operazione di democrazia diretta, vincendo grazie al voto dei giovani, pieni di spirito d'avventura. Il Governo Mondiale accetta di dare il suo aiuto alla spedizione, ansioso di liberarsi dai pericoli del mondo scientifico. La traversata ha così inizio. 


Recensione: 
Il romanzo di Bova è ricchissimo di spunti di riflessione e tratta di molti temi della massima gravità, che ci toccano da vicino. Anche se la trama è un po' fragile e i personaggi avrebbero potuto essere caratterizzati in modo più robusto, sono convinto che meriti di essere letto. 
I condannati di Messina fa parte di un importante filone distopico tipico degli anni '60 e '70 del XX secolo, in cui si esplorava il cruciale tema della sovrappopolazione con tutte le sue terribili conseguenze, facendo una critica sociale serrata. Basti pensare a Largo! Largo! (Make Room! Make Room!) di Harry Harrison (1966), di cui è famosissimo l'adattamento del 1973, 2022: I sopravvissuti (Soylent Green). Il romanzo di Bova risente del clima dell'epoca, in cui si aveva il netto e pervasivo presentimento di una catastrofe ambientale incombente. In particolare, proprio in quegli anni fiorivano le attività del Club di Roma, la famosa associazione mondiale non governativa e non profit fondata nel 1968, composta da scienziati, economisti, uomini e donne d'affari, attivisti dei diritti civili, dirigenti pubblici internazionali e capi di Stato. Nel 1972 il Club di Roma pubblicò il Rapporto sui limiti dello sviluppo (The Limits to Growth), meglio noto come Rapporto Meadows, che affermava l'impossibilità della crescita economica indefinita, per via della disponibilità limitata delle necessarie risorse naturali, prima tra tutte il petrolio, oltre che della limitata capacità di assorbimento degli inquinanti da parte del pianeta. Il problema delle previsioni del Rapporto Meadows è che il modello matematico alla loro base era abbastanza semplicistico, così i risultati si sono rivelati poco accurati. Le curve che descrivono gli andamenti dell'esplosione demografica si impennano molto più di quanto stia accadendo nella realtà. Recentemente ho trovato nel Web un sito che accusa come "fake news" le critiche ai risultati del Rapporto Meadows, tuttavia ricordo ancora molto bene l'epoca in cui questi davano per esaurite o in rapidissimo esaurimento le riserve petrolifere mondiali, mentre nel frattempo il miglioramento delle tecnologie di prospezione ha assicurato decenni di sfruttamento assicurato dei combustibili fossili. Queste discrepanze hanno fatto sì che molti abbandonassero ogni fiducia nelle previsioni ambientali, arrivando per contro a uno scetticismo profondo, addirittura negazionista. Il principio che i perfidi media e le masse grossolane hanno applicato è questo: "I tuttologi hanno sbagliato una cosa, quindi tutto quello che dicono è una cazzata e il problema non esiste". Sul tema della sovrappopolazione è quindi calata la scure del tabù. Una scure molto insidiosa, visto che le mani del carnefice che la maneggia sono religiose oltre che ideologiche. Censura e ipocrisia. In ogni caso, credo che un'opera come Exiled from Earth ai nostri giorni non potrebbe avere alcuna fortuna. 

Scenari carpenteriani! 

Passiamo ora ad analizzare il greve clima da cui Bova ha tratto la descrizione della desolazione di New York devastata dalle gang. Il dilagare della violenza nelle grandi città portò, a partire dagli anni '60, a fare previsioni sempre più cupe già nell'immediato futuro. Si parlava di "giungla urbana": quello che si andava affermando nell'immaginario collettivo era un territorio privo di legge, in cui valeva l'arbitrio del più forte. Il pericolo dietro l'angolo, che i cittadini onesti sentivano con tutto il suo carico di terrore, era la riscimmiazione del genere umano, la sua involuzione verso la subumanità più ripugnante, la totale vanificazione di millenni di progresso etico, culturale, tecnico e scientifico. Non stupisce che negli anni '70 e '80 questi temi siano stati illustrati in modo estremamente efficace nella Settima Arte. Il massimo interprete di queste paure zombificanti fu senza dubbio John Carpenter, con Distretto 13 - Le brigate della morte (Assault on Precinct 13, 1976) e 1997: Fuga da New York (Escape from New York, 1981) - a cui fece seguito Fuga da Los Angeles (Escape from L.A., 1996). Non dobbiamo poi dimenticare un importante film di Walter Hill, I guerrieri della notte (The Warriors, 1979). 
Anche in questo caso, le previsioni sulla violenza urbana dilagante erano di gran lunga peggiori di quanto possiamo vedere realizzato nel nostro presente. La causa potrebbe stare in un mirabile e ingannevole meccanismo a cui ho dato il nome di "Acceleratore del 2000". L'immaginario collettivo vedeva l'anno 2000 come una discontinuità storica di capitale importanza. Era una convinzione irrazionale, pertinente al pensiero magico-superstizioso. C'erano numerosissime persone che si aspettavano di veder realizzato all'improvviso un mondo fatto di astronavi e di robot, appena uscite dal cenone di San Silvestro dell'anno 1999. Ancora ai tempi in cui Carpenter diresse il famoso film su New York, ci si aspettavano sviluppi catastrofici troppo rapidi già negli anni immediatamente successivi. Passato poi il fatidico 2000, col suo carico di terrori (ve lo ricordate il Millennium Bug?), per qualche tempo i media e le masse non si arresero, riproponendo lo stesso modello catastrofico (ve le ricordate le colossali stronzate della Profezia dei Maya e della Fine del Mondo il 21/12/2012?). 

Uno stile ridondante, un po' pacchiano 

Abbondano le descrizioni paesaggistiche suggestive ma tutto sommato inutili, retaggio di un'epoca passata. Questo è un esempio: 

"Filarono per quasi un'ora, lungo una strada tortuosa e polverosa. Per quasi tutto il percorso, la rotabile s'inoltrava in mezzo alle colline, e non c'era niente da vedere tranne il fogliame verde, che frusciava al passaggio dell'auto. Ogni tanto, però, raggiungevano la sommità di un colle, che aveva da un lato, a perdita d'occhio, il mare scintillante sotto il sole e dall'altro i campi ricchi di ulivi e di agrumeti. 
Nel frattempo, nuvoloni scuri si erano addensati in cielo, e quando superarono il cancello di un'altra villa antica con le solite sentinelle in divisa che salutavano sull'attenti, le nuvole incombevano minacciose, tra il brontolio di tuoni e il balenare dei lampi. Era scuro come se fosse sera, sebbene fossero appena le prime ore del pomeriggio." 

E ancora: 

"Tra gli alberi filtrava un tramonto incredibile, rosa zafferano e viola pallido. Attraverso le macchie verdi, ai limiti del mare color rosso, il sole era enorme mentre toccava la linea dell'orizzonte." 

Forse sarebbe stato meglio evitare di parlare con tanto dettaglio dei tramonti e delle amene campagne, dando più forza ai personaggi, che sono come un liquore annacquato.  
 
Capacità profetiche e fallimenti 

Si parla dell'Intelligenza Artificiale. L'elaboratore RAMO è proprio questo, e viene descritto il suo addestramento da parte di Lou Christopher. Si parla anche di un altro argomento di grande attualità: l'ingegneria genetica. Tuttavia non si deve urlare alla profezia, dato che è stridente la reale assenza di capacità predittiva in questi e in molti altri casi. Facciamo alcuni esempi concreti. RAMO occupa lo spazio di svariati armadi a muro. Nessuno ha previsto un'Intelligenza Artificiale  portatile, che ci può seguire (e dominare) ovunque. Come in innumerevoli altre opere di Science Fiction, anche di autori illustri, si è avuta l'evoluzione dei telefoni in videofoni anziché in telefoni mobili. Credo di averne parlato ormai milioni di volte. Non demordo e ne parlo ancora, perché è un concetto della massima importanza. Prevedere un congegno non è poi così difficile. Quello che manca è la capacità di prevedere la civiltà fondata su quel congegno. Non si è saputa prevedere la Civiltà dello Smartphone, come non si è saputa prevedere la Civiltà del Web. Un lettore ha fatto notare che Bova non ha saputo prevedere l'attuale sorveglianza di massa, che avrebbe reso impossibile gli spostamenti del protagonista del romanzo. Per forza: la sorveglianza di massa è fondata proprio sul Web e sullo smartphone, cose che Bova non ha neppure lontanamente immaginato, per l'appunto. 

Una vergogna per l'Italia...

Abbondano anche gli stereotipi sull'Italia: 
- gli Italiani sono tutti olivastri, scuri;
- ci sono innumerevoli splendide ville in riva al mare, chiaramente di proprietà mafiosa;
- si rimarca l'ottima qualità della cucina;  
- le genti isolate della Calabria sono sprofondate in un eterno Neolitico. 
Anche quando si tratta di cose positive (ad esempio la cucina eccellente), vengono presentate in modo tale da far storcere il naso. Tutte le volte che compaiono dei personaggi italiani, sono guardie con gli occhiali neri che parlano in modo incomprensibile e fumano con gesti stereotipati: si capisce all'istante che sono picciotti forniti da Cosa Nostra. Risulta evidente un certo atteggiamento di pregiudizio anti-italiano, tale per cui devono andare in giro ovunque i gangster e i politicanti messi sul loro libro paga, mai gli onesti lavoratori. 
P.S.
In un sito di recensioni, mi sono imbattuto in una carampana woke che si lamentava degli insulti e stereotipi contro quelli da lei chiamati "non-white people". Per quella stronza, in quanto italiano sarei parte della "gente non bianca" a dispetto dell'evidenza! 

Suprematismo nero 

Mi fanno ridere quei giornalisti che parlano di "razzismo alla rovescia" ogni volta si verifica un'aggressione da parte di un nero nei confronti di un bianco. Usano un linguaggio più scemo della merda. Cosa starebbe a significare la locuzione "alla rovescia"? Non significa nulla, perché il razzismo è razzismo e basta, chiunque ne sia l'artefice e chiunque ne sia la vittima! In Exiled from Earth vediamo i Mandingo adolescenti e ultraviolenti di New York animati da un razzismo furioso verso i "non abbronzati",  ossia i bianchi, che sono chiamati "facce rosa", paragonati ai maiali e massacrati, ridotti a cenci sanguinolenti calpestati tra le sozzure della strada! Il Suprematismo nero esiste eccome! 

Il Grande George 

Uno dei personaggi più significativi e memorabili del romanzo è un gorilla geneticamente modificato e capace di parlare, denominato "Il Grande George" (inglese: Big George). Questa descrizione è in nettissimo contrasto con gli stereotipi dominanti sui gorilla violenti, selvaggi, feroci, diffusi da mostruosità come King Kong. Ancora oggi, molti ignorano che i gorilla sono mitissimi. Non fanno male neanche agli insetti. Passano le loro giornate a ingurgitare quantità immense di frutta e di verdura. La vera scimmia feroce la troviamo invece rappresentata dagli adolescenti di New York! L'immensa forza del Grande George non è un'arma sufficiente a difenderlo dalle orrende insidie del mondo. Come tutte le creature sensibili e gentili, il gigantesco primate viene perseguitato dai bulli, che vorrebbero farne una cavia per esperimenti pericolosissimi, il cui fine ultimo è atrofizzare il cervello e rendere l'umanità definitivamente scema. Ancora più scema di quanto già non sia! 

La trilogia degli Esiliati 

A quanto ho potuto leggere nel Web, c'è chi aspetta ancora il seguito del romanzo di Bova, ignorando che ce ne sono addirittura due. Questa è la Serie degli Esiliati, che costituisce una trilogia: 

1) I condannati di Messina (Exiled from Earth, 1971), Urania n. 601 (1972); Biblioteca di Urania n. 9 (1981)
2) L'astronave dei ventimila (Flight of Exiles, 1972), Collana Urania n. 720 (1977); Biblioteca di Urania n. 9 (1981);
3) Ritorno dall'esilio (End of Exile, 1975), Biblioteca di Urania n. 9 (1981). 

Il citazionismo spinto è una piaga tipicamente italiana. Non mi stancherò mai di stigmatizzarla. Il titolo L'astronave dei ventimila è stato concepito in modo tale da ricordare La cosmonave dei ventiquattro (Mission to Universe, 1965) di Gordon R. Dickson. Sembra quasi un modo di ingannare i lettori. Sa di paternalismo. Si considera il lettore alla stregua di un eterno minorenne e si cerca di fargli leggere qualcosa di nuovo, plasmandola in modo tale che gli ricordi qualcosa di già noto. Se la colpa di questo atteggiamento non fosse degli editori, costretti in qualche modo ad adattarsi alle richieste ricevute, dovremmo giungere alla desolante conclusione che la colpa sia del pubblico, composto in larga misura da gente con meno intelletto degli stronzi dei polli! 

Altre recensioni e reazioni nel Web 

Massimo Luciani ha scritto questo interessantissimo articolo, di cui raccomando la lettura:  


Qualche recensione non troppo eulogistica si trova su Anobii.com (in genere il romanzo è considerato del tutto prescindibile): 


Davide ha scritto:

"Romanzetto ingenuo, grossolano e piuttosto insulso. Per la pochezza e banalità dei temi si stenta a credere che Bova avesse già quasi quarant'anni quando l'ha scritto. Un esercizio svolto con svogliatezza forse per onorare qualche contratto. Trascurabile senza rimpianti. L'unico personaggio interessante è un gorilla parlante reso intelligente dell'ingegneria genetica... ed ho detto tutto." 

Fabio-74 ha scritto: 

"Romanzo di fantascienza in cui la paura del progresso fa da sfondo ad una vicenda in cui il "Governo Mondiale" - che ha sede a Messina - decide di sacrificare 2.000 scienziati per salvaguardare 20 miliardi di persone. Ma resta un interrogativo, può così fermarsi il progresso? O forse la sete di conoscenza dell'uomo è tale che non sarà possibile arrestarla? Il progresso, del resto, è una costante nella storia umana, può fare paura e può anche essere destabilizzante ma in ogni caso è davvero difficile da arrestare. Un romanzo leggero e scorrevole con dialoghi non troppo ben riusciti, i personaggi non emergono con sufficiente spessore e la storia ne risente. Curioso, su tutti, il fatto che Ben Bova, l'autore, abbia voluto insediare il quartier generale del Governo Mondiale, proprio in riva allo stretto." 

domenica 28 novembre 2021

 
ZOMBI 
 
Titolo originale: Dawn of the Dead
Paese di produzione: Stati Uniti d'America, Italia 
Lingua: Inglese
Anno: 1978
Durata: 118 min (versione cinematografica internazionale 
         di Argento)
      128 min (versione cinematografica americana di Romero)
      139 min (director's cut - versione estesa)
      156 min PAL (final cut - non ufficiale)
Rapporto: 1,33:1
Genere: Orrore 
Sottogenere: Zombesco
Regia: George A. Romero
Soggetto: George A. Romero
Sceneggiatura: George A. Romero, Dario Argento
Produttore: Claudio Argento, Alfredo Cuomo, Richard 
       P. Rubinstein, Donna Siegel
Coproduttore: Dario Argento 
Produttore esecutivo: Billy "Silver Dollar" Baxter
     (non accreditato)
Fotografia: Michael Gornick
Montaggio: George A. Romero, Dario Argento
Effetti speciali: Tom Savini, Don Barry, Gary Zeller
Musiche: Dario Argento, Goblin
Scenografia: Barbara Lifsher
Fonico: Tony Buba, Rick Dior
Trucco: Nancy Allen, Jean Ann Boshoven 
Stuntmen: Leonard DeStefans, John Konter, Tom Savini,
    Carl Scott, Taso N. Stavrakis
Reparto fotografico ed elettrico: Carl Augenstein, Dan
    Bertha, Bradley Drumheller, Tom Dubensky, Cliff Forrest,
    Katherine Kolbert, Leonard Lies, Nicholas Mastrandera  
Interpreti e personaggi
    Ken Foree: Peter Washington
    Scott H. Reiniger: Roger "Trooper" DeMarco
    David Emge: Stephen "Flyboy" Andrews
    Gaylen Ross: Francine "Fran" Parker (1)
    David Crawford: Dottor Foster
    David Early: Mister Berman
    Richard France: Dottor Millard Rausch
    Howard Smith: Commentatore TV
    Daniel Dietrich: Givens
    Fred Baker: Comandante della polizia
    James A. Baffico: Wooley
    Rod Stouffer: Roy Tucker
    Joseph Pilato: Ufficiale di polizia al molo
    Randy Kovitz: Ufficiale di polizia al molo
    Patrick McCloskey: Ufficiale di polizia al molo
    Pasquale Buba: Motociclista #1
    Tony Buba: Motociclista #2
    Butchie: Motociclista #3
    Dave Hawkins: Motociclista #4
    Tom Kapusta: Motociclista #5
    Tom Savini: Motociclista #6 / zombie
    Rudy Ricci: Capo dei motociclisti
    Marty Schiff: Motociclista #7 (Moonbaby)
    Joe Shelby: Motociclista #8
    Taso N. Stavrakis: Motociclista #9 / zombie
    Nick Tallo: Motociclista #10
    Larry Vaira: Motociclista #11 (Mousey)
    Jesse Del Gre: Vecchio prete
    Richard France: Scienziato
    Pam Chatfield: Zombie
    Mike Christopher: Zombie
    Clayton Hill: Zombie
    Sharon Hill: Zombie
    Jay Stover: Zombie
  (1) Riportata come Jane nella versione in italiano 
    Non accreditati:
    Joe Abeln: Fuciliere Redneck che fallisce il colpo
    John Amplas: Martinez 
    Bob Aquaviva: Zombie in giacca militare sul tetto 
         del centro commerciale

    Liz Augenstein: Ragazza in onda su WGON-TV
    Joey Baffico: Zombie che conficca le unghie nella
         gamba ferita di Roger
    Jim Balawajeder: Zombie morto con camicia gialla
         sdraiato sulla scala mobile
    Donnie Ballein: Motociclista barbuto con gli occhiali, 
         su una Harley-Davidson blu
    Kathie Ballein: Ragazza bionda del motociclista barbuto
         su Harley-Davidson blu
    Renee Banks: Zombie con capelli incolti e camicia
         scozzese
    Ben Barenholtz: Zombie con cappello da cowboy
    Debbie Beatty: Giovane signora Redneck bionda con
        faccia sorridente
    Jean Ann Boshoven: Zombie bionda che attacca Roger
        nel camion
    Roy Brown: Zombie con la barba rossa, ucciso da Roger
    David W. Butler: Motociclista in ascensore
    Adolph Caesar: Voce narrante del trailer teatrale
    John Cosgrove: Zombie segaligno barbuto
    Josephine Cuccaro: Donna riccia della WGON-TV in
        dolcevita color lavanda
    Lee Cummings: Zombie in costume da bagno
    Bobby Dauk: Motociclista
    Dusty Davis: Motociclista
    Diane Donati: Zombie donna decapitata col machete
    Christian Dryden: Ragazzo zombie
    Tom Dubensky: Giovane uomo della WGON-TV
    Melissa Savini Dunlap: Ragazza zombie
    Jim Edmondson: Cameraman della WGON-TV
    Charlie Edwards: Zombie corvino occhialuto
    Jimmy "Killer" Evans: Motociclista baffuto
    Brendan Faulkner: Zombie preso a torte in faccia 
    Kathleen Feeney: Suora zombie
    Dan "Ratso" Ferraton: Motociclista barbuto corvino con 
        giacca nera di cuoio e camicia gialla
    Chet Flippo: Zombie cowboy
    J. Clifford Forrest Jr.: Zombie anziano
    Christine Forrest: Produttrice TV / ragazza motociclista /
        annunciatrice del centro commerciale
    Ingeborg Forrest: Donna zombie con gonna blu 
    Nancy Friedman: Ragazza zombie con la bandana
    Roy Frumkes: Zombie
    Michael Gornick: Radioreporter
    Trudy Gray: Ragazza motociclista con la bandana rossa
    Chris Griffith: Zombie in camicia scozzese blu
    Lori Griffith: Donna zombie in maglione blu
    Scott Griffith: Zombie dai capelli ricci
    George Haeck: Motociclista in sidecar bianco
    Gary Hartman: Motociclista biondo con casco nero e
       giacca olivastra
    Jon Hayden: Zombie
    "Sidecar" John Helbing: Motociclista con barba lunga
       e occhiali da sole
    Karen Hildebrand: Zombie in costume da bagno
    C. Courtney Joyner: Zombie occhialuto
    Evan Karelitz: Pompiere con elmetto nero e occhiali
    Patti Kohl: Zombie bionda in maglione verde colpita
        da una slitta
    Kathrine Kolbert: Ragazza motociclista bruna che
        lancia torte
    Walter Krayvo: Zombie barbuto
    "Will Bill" Laczko: Redneck con la testa fasciata
    Tommy Lafitte: Miguel, lo zombie
    Maxine Lapiduss: Zombie coi capelli rossi
    Barbara Lifsher: Ragazza motociclista bionda che
       guida un van
    Paul Macaluso: Gangster portoricano sul tetto 
    Frank Maimone: Motociclista
    Mike Marchich: Motociclista con cappello da cowboy
    Teddy Marchich: Motociclista
    Gary Marlatt: Zombie in giacca di cuoio rosso
    Nicholas Mastrandera: Zombie
    Doug Mertz: Zombie "preppy"
    Bob Michelucci: Zombie barbuto
    Jack Pappalardo: Zombie
    Tom Passavant: Zombie colpito da una slitta
    Jeff Paul: Motociclista che spara a Stephen
    John Paul: Zombie calvo
    Donald Pollock: Zombie nel parcheggio
    Sukey Raphael: Donna zombie con la gonna rossa
    Doris Rees: Zombie in caftano arancione
    Evelyn Reynolds: Zombie
    Rosemary Rixey: Ragazza zombie bruna con vestito
       blu chiaro
    Cindy Roman: Ragazza motociclista con la bandana blu
    George A. Romero: Regista televisivo
    Donald Rubinstein: Zombie che attacca Roger
         nel parcheggio
    Carey Sampson: Motociclista
    Robert "Banjo" Saunders: Zombie che morde Roger
        nel parcheggio
    Mike Savini: Ragazzo zombie
    Frank Serrao: Zombie grasso vestito di grigio
    Gina Sestak: Donna zombie occhialuta coi capelli lunghi
    Daniel Silk: Zombie biondo in tuta di jeans che attacca
        Roger sul camion 
    Stephen M. Silverman: Zombie
    Chris Singer: Zombie
    Chris Steinbrunner: Zombie
    Billy Swick: Zombie ucciso da un redneck
    Ralph Tallo: Zombie in tuta gricia che attacca Stephen
       all'aeroporto
    Milt Thompson: Zombie con la camicia a scacchi che
       attacca Stephen in ascensore
    Jeanette Lansel Vaira: Ragazza di un motociclista
    Bobbi Van Eman: Bella ragazza riccia di WGON-TV
    Sara Venable: Zombie colpita da una slitta
    Susan Vermazen: Zombie dai capelli scuri e ricci
    Billy "Weezer" Wickerham: Motociclista barbuto con
        gli occhiali da sole
    Robert Williams: Soldato
    Laura Ziemba: Zombie che pattina sul ghiaccio 
Doppiatori italiani
    Glauco Onorato: Peter
    Manlio De Angelis: Roger
    Cesare Barbetti: Stephen
    Vittoria Febbi: Fran
    Renato Mori: Wooley/Millard Rausch
    Sergio Fiorentini: Capo dei motociclisti
    Piero Tiberi: Moonbaby/Sledge
    Claudio Sorrentino: Mousey
    Giorgio Piazza: Vecchio prete 
Titoli in altre lingue: 
  Francese: Zombie : Le crépuscule des morts-vivants 
  Francese (Canada): L'aube des mortes
  Spagnolo (Messico): El amanecer de los muertos vivientes
  Tedesco (Germania Ovest): Zombies im Kaufhaus
  Polacco: Świt żywych trupów
  Ucraino: Світанок мерців
  Lituano: Numireliu ausra
  Greco: Ζόμπι, το ξύπνημα των νεκρών
  Giapponese: ゾンビ (Zonbi)
Budget: 640.000 dollari US
Box office: 66 milioni di dollari US  

Citazioni: 

"... Quando non ci sarà più posto all'Inferno, i morti camminerano sulla Terra..." 
 
Sequenze memorabili:  

Il raid delle forze dell'ordine nelle case popolari dei portoricani! 
 
Il monaco buddhista zombificato! 

La violenta irruzione dei motociclisti nel centro commerciale, con colpi di machete a destra e a manca, i fragili crani degli zombie spaccati dalle lame!
 
Trama: 
Gli Stati Uniti sono devastati da una misteriosa pestilenza che rianima gli esseri umani recentemente morti, trasformandoli in zombie carnivori. Agli inizi della crisi, è stato riferito che milioni di persone sono morte e si sono rianimate. Nonostante i migliori sforzi del governo, l’ordine sociale sta crollando. Nelle comunità rurali dotate di barriere naturali, come Johnstown, le milizie spontanee e la Guardia Nazionale hanno combattuto con successo le orde di zombie in aperta campagna, ma i centri urbani sono sprofondati nel caos. Alla WGON-TV, uno studio televisivo di Filadelfia, il giornalista Stephen Andrews e la sua ragazza bionda incinta, la produttrice Fran Parker, stanno progettando di rubare l'elicottero della stazione per fuggire dalla città. Dall'altra parte dell'area urbana, Roger DeMarco, ufficiale SWAT del Dipartimento di Polizia di Filadelfia, fa irruzione con la sua squadra in un edificio residenziale di infima condizone, i cui inquilini per lo più mandingo e latinos che stanno sfidando la legge marziale, negando la consegna dei loro morti alla Guardia Nazionale. Si scatena una sparatoria: gli inquilini e gli agenti si scambiano colpi di arma da fuoco, mentre gli attacchi indiscriminati da parte di razzisti e di zombie aggravano il caos che ne risulta. Roger incontra un ufficiale di un'altra unità, Peter Washington. Mentre la squadra SWAT elimina con successo gli zombie, un Roger disilluso suggerisce che lui e Peter disertino per fuggire dalla città. Roger e Peter si uniscono quindi a Fran e Stephen, riuscendo a lasciare Filadelfia a bordo di un elicottero rubato per i notiziari della WGON-TV. Dopo alcune soste ravvicinate durante la sosta per fare rifornimento, il gruppo si imbatte in un centro commerciale e decide di rimanere lì poiché c'è abbondanza di cibo, medicine e tutti i tipi di materiali di consumo. Roger, Peter e Stephen camuffano l'ingresso della tromba delle scale che conduce alla loro stanza sicura e bloccano gli ingressi del centro commerciale con i camion per impedire ai cadaveri rianimati di penetrare. Questa operazione comporta la guida attraverso folle di zombie, che attaccano i camion. Roger diventa spericolato e presto viene morso dagli zombie. Dopo aver ripulito l'interno del centro commerciale dagli morti viventi, i quattro si godono uno stile di vita edonistico con tutti i beni a loro disposizione. Roger si ammala e alla fine soccombe alle ferite zombesche; quando si rianima, Peter gli spara nel cranio e seppellisce il suo corpo nel centro commerciale. Qualche tempo dopo, tutte le trasmissioni di emergenza cessano, suggerendo che ogni struttura governativa è crollata. Completamente isolati, i tre superstiti caricano delle provviste sull'elicottero, nel caso in cui fossero costretti partire all'improvviso. Fran convince Stephen a insegnarle a volare, nel caso in cui lui venga ucciso o reso invalido. Una banda di motociclisti nomadi vede l'elicottero in volo e irrompe nel centro commerciale, distruggendo le barriere e permettendo alle orde degli zombie di rientrare. Stephen, consumato da un primitivo istinto di territorialità, spara sui saccheggiatori, dando inizio a una lunga e furiosa battaglia. Mentre si ritirano, i motociclisti in difficoltà vengono sopraffatti e divorati dagli zombie. Stephen cerca di nascondersi nel pozzo dell'ascensore, ma viene colpito e successivamente sbranato da alcuni zombie vaganti. Quando Stephen si rianima, ritorna istintivamente nella stanza sicura e conduce i morti viventi da Fran e Peter. Peter uccide Stephen, mentre Fran riesce a scappare sul tetto. Peter non vorrebbe andarsene, così si chiude in una stanza e pensa al suicidio. Quando gli zombie irrompono, è preso dall'istinto di sopravvivenza, così cambia idea e combatte strenuamente fino a salire sul tetto, dove si unisce a Fran. Dopo essere fuggiti di stretta misura e a corto di carburante, i due volano via in elicottero, verso un futuro incerto. 
 

Recensione:  
Subito i lezzi pestilenziali del contagio ammorbano gli animi. La Morte è una presenza immanente, fisica. Questo terrore incubico è in buona sostanza acausale, ossia privo di causa, così come manca qualsiasi possibilità di soluzione. La speranza non appartiene all'universo degli zombie, che sono in tutto e per tutto creature dell'Inferno! Una componente importante è quella religiosa. Non a caso è proprio un prete a tenere gli zombie nascosti, adducendo come motivo etico l'inveterata dottrina cattolica della "sacralità della vita", che si sovrappone al rispetto verso i Defunti, spettri maligni dotati del potere di giudizio nei confronti dei viventi.
Per Romero gli zombie sono un argomento eminentemente politico e sociale. Nel primo capitolo della serie, La notte dei morti viventi (Night of the Living Dead, 19), il regista ha affrontato il tema del razzismo. Il protagonista, un afroamericano, si batteva con estremo coraggio per difendere una donna dall'assalto delle orde, finendo però ucciso dagli uomini di uno sceriffo affiliato al Ku Klux Klan, che esibivano il suo cadavere come un trofeo, come se fosse il corpo di un immenso gorilla selvaggio. Un razzismo viscerale, diverso da quello del Reich Millenario, essendo privo di ogni tentativo di farsi passare per "razionalità" e persino per "teoria scientifica". Nel secondo capitolo della serie, Zombi (Dawn of the Dead, 1978) si comprende la vera natura della società dei consumi. Il morto vivente, privo di consapevolezza e portato a divorare in modo compulsivo la carne dei viventi, rappresenta il consumatore omologato. L'estrema opulenza non ha soltanto cancellato il bisogno, che caratterizzava le precedenti generazioni: ha avuto un effetto collaterale ben poco piacevole. Annebbiando i cervelli, il boom economico ha annientato il senso critico e la capacità di pensiero delle masse, finendo per produrre esseri che sono come bruchi: semplici sacchi mangianti.  

 
Pasolinismo puro e applicato  

Notevole è la somiglianza tra il pensiero di Romero e quello di Pier Paolo Pasolini (1922 - 1975); anche se entrambi hanno le loro radici nella filosofia di Karl Marx, dimostrano una profonda capacità di rielaborazione e di adattamento ai tempi. Non è improbabile che proprio Romero sia stato influenzato da un articolo di Pasolini sulla civiltà dei consumi, apparso nel 1973 e poi confluito negli Scritti corsari. Eccone un estratto: 

"Nessun centralismo fascista è riuscito a fare ciò che ha fatto il centralismo della civiltà dei consumi. Il fascismo proponeva un modello, reazionario e monumentale, che però restava lettera morta. Le varie culture particolari (contadine, sottoproletarie, operaie) continuavano imperturbabili a uniformarsi ai loro antichi modelli: la repressione si limitava ad ottenere la loro adesione a parole. Oggi, al contrario, l’adesione ai modelli imposti dal Centro, è totale e incondizionata. I modelli culturali reali sono rinnegati. L’abiura è compiuta. Si può dunque affermare che la “tolleranza” della ideologia edonistica voluta dal nuovo potere, è la peggiore delle repressioni della storia umana."
(Pier Paolo Pasolini, Corriere della Sera, 9 dicembre 1973) 
 
E ancora, da un contributo apparso l'anno successivo: 
 
"Il fascismo è durato al potere vent'anni. Sono trent'anni che è caduto. Dovrebbe dunque essere già dimenticato, o almeno sbiadito, passato di moda, impopolare. In sostanza è così. Un Fascismo come quello 1922-1944 non potrebbe più andare al potere in Italia: a meno che la sua illogica ideologia non si limitasse a puntare sull'“Ordine” come concetto del tutto autonomo, o addirittura tecnico: un “Ordine”, cioè, non più al servizio di “Dio”, della “Patria” e della “Famiglia”, cose in cui nessuno crede più, soprattutto perché sono indissolubilmente legate all'idea di “povertà” (non dico “ingiustizia”). L'“edonismo” del potere della società consumistica ha disabituato di colpo, in neanche un decennio, gli italiani alla rassegnazione, all'idea del sacrificio ecc.: gli italiani non son più disposti - e radicalmente - ad abbandonare quel tanto di comodità e di benessere (sia pur miserabile) che hanno in qualche modo raggiunto. Ciò che potrebbe promettere un nuovo Fascismo, dovrebbero essere appunto, dunque, “comodità e benessere”: che è una contraddizione in termini."
(Pier Paolo Pasolini, Corriere della Sera, 28 marzo 1974) 

Gli Scritti corsari sono tuttora largamente citati nel Web, tuttavia non sembrano essere compresi. Mi sorprende che non sia ancora sorto qualcuno ad accusare Pasolini di aver ridotto il fenomeno fascista a qualcosa di bagatellare, che scompare al confronto della dittatura del consumismo - da lui considerata addirittura genocidaria. Si capisce quanto la sensibilità odierna sia abissalmente diversa da quella degli anni '70 dello scorso secolo. 


Vivere e morire in un centro commerciale 

Questa è la tesi di Romero, che sembra tratta da Pasolini: la società dei consumi snatura l'essere umano e lo rende indifferente. Perdendo la sua umanità e ogni traccia di empatia, ecco che si completa il processo di trasformazione del consumatore in morto vivente: la sua esistenza è ridotta a un mero insieme di riflessi pavloviani. Le reminiscenze comportamentali zombesche rappresentano proprio questo degrado ontologico. Il centro commerciale diventa, nella pellicola di Romero, il simbolo per eccellenza del Moloch economico che ha permesso la formazione di questa massa acefala di esseri regrediti a larve. Questo processo di produzione dei morti viventi può essere assimilato al genocidio, nell'accezione pasoliniana del termine ("anche senza carneficine e fucilazioni di massa").
 
Limiti intrinseci del pasolinismo 
 
Si ravvisa nel pensiero di Pasolini un'incessante idealizzazione del mondo pre-consumista, persino nei suoi aspetti più abietti, come la bigotteria e l'onnipresente ignoranza. Non posso credere che si tratti di pura e semplice ingenuità. Piuttosto si potrebbe intravedere la vaga ombra di un nucleo occulto di disonestà intellettuale. In ogni caso, Romero in questo si distingue nettamente da Pasolini. Nei film zombeschi del radicale americano non viene mitizzato in alcun modo il vecchio mondo, di cui si evidenzia in più occasioni la natura grezza e ostile. Si può parlare di pessimismo antropologico romeriano, in netto e singolare contrasto con l'ottimismo marxista, che considera l'essere umano "buono per natura".
 
Il gene economo 

Nel DNA della specie umana esiste un gene che presiede all'accumulo di riserve energetiche sotto forma di grassi. È il cosiddetto gene economo. La sua utilità è indiscussa, perché permette di superare con maggior facilità i periodi di carenza alimentare. Porta ad ingurgitare un quantitativo esagerato di risorse quando disponibili, massimizzando le possibilità di sopravvivenza. Tuttavia, quando il cibo diventa abbondante per lunghi periodi, questo gene dà origine a problemi molto gravi, come l'obesità e il diabete 2. Lo stesso gene spinge all'avidità e al possesso anche di beni non commestibili. Il consumismo non sarebbe quindi un puro e semplice prodotto di una perversione politica, economica e sociale, in quanto ha le sue radici anche e soprattutto nella genetica. Lo si può descrivere come il punto d'arrivo di un'umanità che ha lottato per secoli per affrancarsi dalla cronica penuria e dalla tirannia degli elementi. Un affrancamento che è stato perseguito pagando un prezzo esorbitante, anche sacrificando l'intelligenza. Non credo che Pasolini e Romero fossero a conoscenza di questi dettagli. Il gene economo si sta dimostrando un grave difetto, che porterà al tracollo di Homo sapiens

 
L'annosa questione del colore degli zombie 
 
Il truccatore Tom Savini ha scelto il colore grigio per la pelle degli zombie, perché La notte dei morti viventi era in bianco e nero e la tonalità della pelle degli zombie non vi era raffigurata. In seguito disse che era stato un errore, perché molti dei morti viventi finivano per sembrare piuttosto bluastri nella pellicola. Va detto che nel primo film zombesco di Romero, la protagonista non capiva subito di avere a che fare con un morto vivente quando vedeva il fratello resuscitato, cosa piuttosto improbabile se il colore della pelle fosse stato troppo malsano. Come al solito il problema è costituito dai fan aggressivi, che esercitano pressioni, spingendo registi e sceneggiatori ad adattarsi a ogni tipo di pregiudizio e di banalità, limitando de facto la piena libertà espressiva. 

 
Una trasposizione del Vietnam
 
Il regista avrebbe già voluto assumere Tom Savini per realizzare gli effetti speciali di trucco per La notte dei morti viventi. Savini, che stava prestando servizio come fotografo di combattimento nell'Esercito Americano, non poteva però assumere l'impegno, dato che doveva fare un tour in Vietnam. Fortunatamente è stato disponibile per partecipare al secondo film zombesco; la sua esperienza in Vietnam, ancora fresca, ha giocato un ruolo enorme nella sua visualizzazione degli effetti grafici e cruenti, perché in pratica stava semplicemente ricreando ciò che aveva visto nella vita reale.
 
Romero e Argento 
 
Dario Argento era un ammiratore del lavoro di Romero, che ricambiava. Quando Argento seppe che Romero stava contemplando un sequel di La notte dei morti viventi, insistette affinché venisse a Roma per scrivere la sceneggiatura senza distrazioni. Romero riuscì a completare la sceneggiatura in sole tre settimane. Sebbene Argento abbia letto la sceneggiatura appena uscita, non l'ha modificata, lasciando tutta la scrittura a Romero e fornendo anche la maggior parte della colonna sonora del film; in cambio dei diritti di montaggio della versione europea del film, ha contribuito a raccogliere i fondi necessari. Romero sottolineava che la sua collaborazione con Argento e i finanziatori italiani è stata ottima: è stato lasciato solo a realizzare il film che voleva fare. Parte dell'accordo stipulato con Argento prevedeva che il regista italiano potesse tagliare il film come voleva per i mercati esteri. Argento pensava che Dawn of the Dead avesse troppo umorismo e la sua versione del film è priva di molte battute, cosa che ha portato la censura nei mercati esteri ad accanirsi sul film al momento della sua uscita. Romero riteneva che in tutto esistano circa dieci diverse versioni della pellicola.  
 
Antefatti del Capitano Rhodes? 

Joseph Pilato, che ha interpretato magistralmente il paranoico ed esaltato Capitano Rhodes nel terzo film zombesco di Romero, Il giorno dei morti (Day of the Dead, 1985), appare qui di sfuggita come un anonimo agente di polizia, durante la scena al molo. Ebbene, moltissimi fan dell'horror credono fermamente che quell'ufficiale di polizia sia il Capitano Rhodes - nonostante non sussista uno straccio di prova che le cose stiano in effetti così. Penso che questa idea dei fan sia molto implausibile, visto che lo stesso Pilato aveva fatto il provino per ottenere il ruolo di Stephen!  
 
Censura 
 
La MPAA aveva minacciato di imporre il rating X se Romero non avesse effettuato tagli sostanziali alla pellicola. Il regista non voleva apportare alcun taglio e si opponeva in modo irremovibile a questa classificazione, a causa del suo stigma associato alla pornografia hardcore. Alla fine, Romero riuscì a convincere i suoi distributori a far uscire il film senza classificazione, anche se in tutta la pubblicità e sui trailer c'era un disclaimer: nonostante l'assenza di sesso esplicito nelle sequenze, la pellicola era di una natura tanto violenta che non doveva essere ammesso nessuno spettatore sotto i 17 anni. 

Il problema del titolo 

Il titolo provvisorio era Dawn of the Living Dead ("L'alba dei morti viventi"), un nome perfettamente logico per un seguito di Night of the Living Dead. Il motivo alla base del successivo cambiamento in Dawn of the Dead è questo: dopo aver realizzato il primo film zombesco, lo stesso Romero e John A. Russo hanno deciso di prendere strade separate e di farne dei seguiti indipendenti. Mentre Romero ha scritto e diretto Dawn of the Dead, Russo ha scritto un film pacchianissimo intitolato The Return of the Living Dead (Il ritorno dei morti viventi, 1985), vagamente basato sul suo omonimo romanzo "sequel" e diretto da Dan O'Bannon. Si è avuta così una separazione tra l'universo immaginario di Romero (senza la locuzione "Living Dead" nei titoli) e quello di Russo (i cui titoli conservano la locuzione "Living Dead"). 
 
 
Le musiche dei Goblin 
 
Tramite Dario Argento, Romero è stato presentato ai Goblin, la band italiana di rock progressivo, che ha realizzato colonne sonore per numerosi film horror. Dato che Argento aveva il diritto di modificare la colonna sonora di Dawn of the Dead per il rilascio nei mercati esteri, ha chiesto ai Goblin di crearne una apposita. Il regista ha affermato che aveva la possibilità di utilizzare parte o tutto lo spartito dei Goblin, se lo desiderava: così lo ha usato periodicamente nel corso di Dawn of the Dead. È musica robusta e incalzante!   
Questa è la composizione del gruppo:
- Massimo Morante - chitarra, voce
- Claudio Simonetti - tastiere
- Fabio Pignatelli - basso
- Agostino Marangolo - batteria, percussioni
- Antonio Marangolo - sax in "Tirassegno"
- Tino Fornai - violino in "Zombi" e "Oblio" 
Queste sono le tracce dell'album Zombi del 1978:
Lato A
   L'alba dei morti viventi
   Zombi
   Safari
   Torte in faccia
   Ai margini della follia
Lato B
   Zaratozom
   La caccia
   Tirassegno
   Oblio
   Risveglio

Un finale troppo tragico
 
Nella sceneggiatura originale, il finale doveva essere tragico: Peter si sparava nel cranio, mentre Fran si suicidava infilando la testa tra le pale dell'elicottero. Queste modalità di suicidio dovevano servire ai protagonisti ad evitare la resurrezione come zombie. Tuttavia il regista si era innamorato dei personaggi nel corso del film e sentiva che, dopo gli orrori che avevano sopportato, questa conclusione sarebbe stata troppo deprimente. Anche su suggerimento della sua futura moglie, Christine Forrest, decise così di dare un po' di speranza a Peter e Fran, ricordando che Savini aveva annunciato durante la produzione che "avrebbero avuto un finale sorprendente". Si segnala una grande controversia sul finale alternativo del film: i truccatori Tom Savini e Taso N. Stavrakis, oltre ad altri membri della troupe, sostengono che sia stato realmente girato. Per contro, Romero era convinto che queste riprese non siano mai state fatte - salvo contraddirsi nel documentario Document of the Dead (1980). Dove sta la verità? Resta il fatto che Gaylen Ross aveva già fatto realizzare un calco della testa per la scena della morte di Fran; Savini non voleva che andasse sprecato, quindi l'ha truccato da uomo di colore barbuto, e quella è la testa che viene fatta saltare da un colpo di fucile all'inizio del film. Per creare l'effetto dell'esplosione cranica, Savini ha ripulito il set e ha sparato con un vero fucile. 

 
Curiosità 

L'idea del film è nata quando Romero è stato invitato dal suo amico Mark Mason a un tour dietro le quinte del Monroeville Mall recentemente completato. Mason ha fatto notare al regista che questo sarebbe stato il posto perfetto in cui rintanarsi durante un'emergenza, piantando il seme di questo film.
 
La scena all'aperto in cui cacciatori, squadre di emergenza e soldati sparano agli zombie è stata girata utilizzando volontari locali. Diversi cacciatori sono arrivati ​​sul posto con le proprie armi, la divisione locale della Guardia Nazionale si è presentata in equipaggiamento completo e hanno partecipato, tutti volontariamente, gli equipaggi di emergenza locali (polizia, vigili del fuoco e ambulanza). 

Gaylen Ross si è rifiutata di urlare durante il film. Sentiva che Fran era un personaggio femminile forte e che la sua forza sarebbe andata perduta se avesse urlato. Lo raccontò una volta a Romero, quando lui le disse di urlare. Non glielo chiese mai più. 

Diversi membri della banda di motociclisti erano interpretati da membri della sezione locale del Pagans Motorcycle Club. Le elaborate motociclette che guidavano erano le loro. 

Alcuni degli attori che interpretavano gli zombie nel film si ubriacavano spesso in un bar chiamato Brown Derby, che era aperto fino a tarda notte. Il locale si trovava nel centro commerciale di Monroeville. Una notte gli attori euforici, annebbiati dai fumi dell'alcol, rubarono un carrello da golf e si schiantarono contro un pilastro di marmo, provocando 7.000 dollari di danni. 

Con un budget così ridotto, il film non poteva permettersi stuntman professionisti al di fuori degli autisti, quindi Tom Savini e il suo assistente-amico Taso Stavrakis si sono offerti volontari per il compito. Sono responsabili di quasi tutte le acrobazie viste nel film, anche se non tutte sono andate perfettamente come previsto. Durante le riprese di un tuffo oltre la ringhiera del centro commerciale, Savini ha quasi mancato la sua pila di scatole di cartone, atterrando con le gambe e la schiena a terra. Ha dovuto lavorare su un carrello da golf per diversi giorni. L'inquadratura in cui Stavrakis cade da uno striscione è stata mal pianificata, tanto che alla fine l'uomo ha continuato e si è schiantato contro il soffitto. 

Il remake 
 
Nel 2004 Zack Snyder ha diretto un rifacimento, intitolato L'alba dei morti viventi (Dawn of the Dead), che non ho ancora visionato.