Titolo originale: Crimes of the Future
Lingua originale: Inglese
Paese di produzione: Canada
Anno: 1970
Durata: 70 min
Rapporto: 1,66:1
Genere: Fantascienza, horror
Sottogenere: Distopico, post-apocalittico, post-sessualità,
Sottogenere: Distopico, post-apocalittico, post-sessualità,
manicomiale, ballardiano
Regia: David Cronenberg
Soggetto: David Cronenberg
Tematiche: Pandemia, estinzione umana, omosessualità,
psichiatria, podofilia, pedofilia
psichiatria, podofilia, pedofilia
Fonti di ispirazione: James G. Ballard
Sceneggiatura: David Cronenberg
Produttore: David Cronenberg
Sceneggiatura: David Cronenberg
Produttore: David Cronenberg
Casa di produzione: Emergent Films
Distribuzione in italiano: Rai
Fotografia: David Cronenberg
Fotografia: David Cronenberg
Montaggio: David Cronenberg
Assistente di produzione: Stefan Nosko
Assistente di produzione: Stefan Nosko
Interpreti e personaggi:
Ronald Mlodzik: Adrian Tripod
Jon Lidolt
Tania Zolty
Paul Mulholland
Jack Messinger
Iain Ewing
Iain Ewing
William Haslam
Brian Linehan
Raymond "Ray" Woodley
Stefan Czernecki
Rafe Macpherson
Willem Poolman
Don Owen
Udo Kasemets
Bruce Martin
Bruce Martin
Leland Richard
Stephen Zeifman
Norman Snider
Norman Snider
William Wine
Kaspars Dzeguze
Sheldon Cohen
George Gibbins
Count Aus von Blicke
Count Aus von Blicke
Budget: 15.000 dollari US
Titoli in altre lingue:
Spagnolo (Spagna, Messico): Crímenes del futuro
Spagnolo (Spagna, Messico): Crímenes del futuro
Portoghese (Brasile): Crimes do Futuro
Croato: Zločini budućnosti
Polacco: Zbrodnie przyszłości
Greco (moderno): Εγκλήματα του μέλλοντος
Russo: Преступления будущего
Giapponese: クライム・オブ・ザ・フューチャー
未来犯罪の確立
Croato: Zločini budućnosti
Polacco: Zbrodnie przyszłości
Greco (moderno): Εγκλήματα του μέλλοντος
Russo: Преступления будущего
Giapponese: クライム・オブ・ザ・フューチャー
未来犯罪の確立
Coreano: 미래의 범죄
Trama:
Anno del Signore 1997. Adrian Tripod, direttore occasionale della House of Skin, una clinica dermatologica, si imbarca in una missione per trovare il suo mentore, il dermatologo pazzo Antoine Rouge. Questo Rouge, un individuo particolarmente perverso, è scomparso dopo che una devastante pandemia causata da prodotti cosmetici, ha sterminato tutte le donne sessualmente mature. A quanto pare, il virus è mutato, colpendo ora anche gli uomini e mietendo la vita dell'effeminato Rouge.
Tripod si unisce a una serie di organizzazioni, tra cui l'Institute of Neo-Venereal Disease, il Metaphysical Import-Export e l'Oceanic Podiatry Group, incontrando vari uomini stravaganti che cercano di adattarsi a un mondo post-femminile, in cui non esistono più donne. A un certo punto, un paziente della House of Skin, a cui Tripod era molto legato, muore di peste, dopo aver sviluppato nel suo corpo una serie di pseudo-organi privi di qualsiasi funzione nota. Così Tripod si ricovera in una clinica di salute mentale e si abbandona a forme grossolane di feticismo omosessuale dei piedi con chiunque incontra. Si tratta di pratiche post-sessuali cervellotiche, in cui non esiste erezione né eiaculazione, solo rudimentali manipolazioni podaliche. L'orgasmo, puramente mentale, viene raggiunto dal soggetto che manipola quando si pone sulla fronte un piede del soggetto manipolato - come se si stesse inscenando un rituale di sottomissione.
Tripod entra in un gruppo di pedofili eterosessuali che rapisce una bambina di cinque anni esposta a sostanze chimiche destinate a indurla alla pubertà, per poi metterla incinta. Tuttavia, un adepto del gruppo non riesce a violentare la bambina e la lascia in pace. Tripod entra nella stanza in cui la piccola è tenuta prigioniera e la vede emettere una schiuma biancastra dalla bocca. Questo lo porta a realizzare che, inducendo artificialmente la pubertà nella bambina, è stata infettata dalla peste.
Recensione:
Questo film sperimentale, ballardiano e manicomiale fin nel midollo, può essere considerato il seguito di Stereo, uscito l'anno precedente. A parte i mezzi leggermente migliori e il passaggio dal monocromo al colore, è chiaro che i suoi temi sono cambiati di poco, se non per niente. È un'opera ermetica e allucinatoria che esplora la sessualità distorta, la mutazione del corpo e la tecnologia. L'amore totalizzante del regista è per le strutture mediche, soprattutto psichiatriche. Le architetture sono imponenti e labirintiche, percorse da corridoi infiniti: le inquadrature ripetute fanno sembrare l'edificio più grande di quanto probabilmente non sia in realtà. Ogni passaggio sembra un punto di fuga verso un eterno orizzonte di sofferenza mentale, senza speranza di poterne uscire. L'ossessione delle anomalie mediche è come una camicia di forza che imprigiona il protagonista, destinato a procedere verso un finale raccapricciante. Gli effetti speciali sono embrionali, quasi assenti, mentre assume un'importanza mastodontica la delirante discussione sul processo neoplastico che produce gli pseudo-organi. Gli elementi visivi a supporto dell'idea sono incomprensibili ed estremamente scarni, riducendosi a conti fatti a qualche massa carnosa indecifrabile conservata in barattoli di vetro, in soluzioni colorate. Per vedere questo breve lungometraggio (forse faremmo meglio a chiamarlo "mediometraggio"), è strettamente necessario essere feticisti delle opere di Cronenberg - altrimenti sarebbe un'impresa futile. Lo spettatore medio guarderebbe questa pellicola con un vivo senso di insofferenza, nonostante duri poco più di un'ora. Ne definirebbe la visione uno spreco di tempo e di vita. Chi vorrebbe guardare un gruppo di uomini brutti in un cortile mentre una voce parla di bizzarre malattie veneree e della necessità di mettere incinta una bambina? Nessuno. Tuttavia un cinefilo potrebbe vedere il film in modo diverso, nonostante la sua mortale monotonia. Forse a tiranneggiare Cronenberg è stata la mancanza di fondi e di conoscenze. In ogni caso, il germe del genio registico è già presente e ben riconoscibile.
Nel 2022, dopo ben 52 anni, Cronenberg ha realizzato un altro film con lo stesso titolo, Crimes of the Future, che tuttavia non è affatto un remake: tra le due opere esiste tuttavia qualche elemento in comune, come la formazione degli pseudo-organi, che diventa un vero e proprio processo artistico, il "cancro creativo".
Un universo innervato di perversioni!
James Graham Ballard, a cui Cronenberg deve moltissimo, era notoriamente ossessionato da parafilie particolarmente aberranti. In un suo romanzo descrisse le insane pulsioni del protagonista nei confronti di una bambina biondiccia affetta da trisomia 21. Altre volte invece intrattiene il lettore con pratiche meno nocive, per quanto disgustose - come quando dichiarò di aver preso in mano un gigantesco grappolo di emorroidi merdose fuoriuscite dall'ano di sua moglie nel corso del parto, spingendole con amore e pazienza nel retto scorreggiante. Poi c'è il famoso "campo di stronzi", probabile ricordo della sua infanzia in Cina: un gruppo di donne che si accovacciano per defecare, lasciando una massa immane di untuosi pitoni marroni sul suolo umido e iridescente a causa di una perdita di gasolio. Tanto vivida è la descrizione, che si può avvertire l'odore della materia fecale, come se venisse meno la barriera tra il lettore e lo scrittore, che senza dubbio aveva contemplato e annusato a lungo. Intanto Ballard era un genio assoluto, mentre nel Bel Paese abbiamo i cinepanettoni, i guitti e simile immondizia.
Dettagli disturbanti, stomachevoli
Si vedono i pederasti con un'incredibile cura delle mani e dei piedi, con dita affusolate, pelle liscia e unghie smaltate di rosso. Sembra che si sia imposta una specie di feticismo morboso, malsano: non essendoci più donne, i superstiti cercano di far rivivere ciò che è andato perduto, plasmando a sua immagine una parte del proprio corpo. Tutto ciò ha l'effetto di una profonda dissonanza nel tessuto stesso della realtà. È un inno al grottesco che infastidisce, come un rumore subliminale.
Le inattese origini del titolo
Il titolo "Crimes of the Future" è un riferimento a un omonimo libro scritto dal protagonista di Hunger (Sult, 1890), plumbeo e desolante romanzo dell'autore norvegese Knut Hamsun. L'opera tratta di uno scrittore fallito e scheletrico, che si ritrova cacciato dalla pensione in cui dimora, a causa della sopravvenuta impossibilità di pagare la pigione: si ritrova così a vagare per le gelide vie di Oslo (all'epoca chiamata Kristiania), in uno stato di fame estrema che lo spinge ad avere allucinazioni. L'opera di Hamsun è tipicamente depressiva e suicidaria. Soltanto la lettura della trama comunica un tale abisso di disperazione che passa la voglia di vivere.
Cosa che pochi sanno, nel 2019 il regista Javier Izquierdo ha realizzato una pellicola intitolata Crimes of the Future. Non ha nulla a che vedere con l'opera di Cronenberg: è un documentario sull'impatto di Hunger sulla società norvegese, strutturato come una serie di interviste.
Cosa che pochi sanno, nel 2019 il regista Javier Izquierdo ha realizzato una pellicola intitolata Crimes of the Future. Non ha nulla a che vedere con l'opera di Cronenberg: è un documentario sull'impatto di Hunger sulla società norvegese, strutturato come una serie di interviste.
Curiosità tecniche
Come già accaduto per Stereo (1969), Cronenberg ha utilizzato una fotocamera Arriflex 35 ottenuta tramite un noleggio differito da Janet Good della Canadian Motion Picture Equipment Rental Company. Il film è stato girato senza audio sincronizzato, a causa del rumore prodotto dall'Arriflex 35. Alcuni strani ed inquietanti effetti sonori sono stati aggiunti in un secondo tempo, assieme alla voce narrante.
Cronenberg iniziò le riprese di Crimes of the Future prima dell'uscita del suo film precedente, Stereo. Si può quindi dire che le due pellicole furono realizzate in parallelo. Le riprese avvennero al Massey College e all'Università di Toronto dall'agosto 1969 al 10 febbraio 1970, con un budget esiguo, quasi ridicolo - anche se maggiore di quello di Stereo (si è addirittura parlato di "micro-budget"). Il film ricevette finanziamenti dalla Canadian Film Development Corporation e dall'International Film Archives.





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