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giovedì 25 novembre 2021

 
LA MORTE DIETRO LA PORTA
 
Titolo originale: Deathdream
AKA: Dead of Night
Lingua originale: Inglese
Paese di produzione: Canada, Regno Unito
Anno: 1974
Durata: 88 min
Rapporto: 1,85:1
Genere: Orrore, guerra
Sottogenere: Zombesco, vampiresco
Regia: Bob Clark
Sceneggiatura: Alan Ormsby
Produttore: Bob Clark, Peter James, John Trent
Produttore esecutivo: Gerald Flint-Shipman, Geoffrey
     Nethercott
Casa di produzione: Impact Films, Quadrant Films
Distribuzione in italiano: Rovers Cinema (1976)
Fotografia: Jack McGowan
Montaggio: Ronald Sinclair
Musiche: Carl Zittrer
Scenografia: Forest Carpenter
Costumi: Dyke Davis
Trucco: Tom Savini, Alan Ormsby
Effetti speciali: Tom Savini
Interpreti e personaggi:
  Richard Backus: Andy Brooks
  John Marley: Charles Brooks
  Lynn Carlin: Christine Brooks
  Anya Ormsby: Cathy Brooks
  Jane Daly: Joanne
  Mal Jones: Sceriffo
  Henderson Forsythe: Dott. Philip Allman
  Michael Mazes: Bob
  Arthur Anderson: Postino
  Edward Anderson: Vicesceriffo
  Arthur Bradley: Capitano dell'Esercito
  David Gawlilowski: Guidatore di camion 
  Virginia Cortez: Rosalie
  Bud Hoey: Ed
  Robert R. Cannon: Uomo ubriaco
  Raymond Michael: Poliziotto
  Jeff Gillen: Barista
  George De Vries: Primo annunciatore TV
  Bob Noble: Secondo annunciatore TV
  Alan Ormsby: Spettatore
  Jeff Becker: Giovane
  Scott Becker: Giovane
  Greg Wells: Giovane
  Kevin Schweizer: Giovane
  Non accreditati:
  Bob Clark: Agente Ted
  Hank Lowrey: Agente Hank
  John Bonney: Pilota di elicottero 
Titoli alternativi in inglese: 
  Night Walk;
  The Night Walker; 
  The Night Andy Came Home;
  It Came from the Grave;
  King from the Grave; 
  King of the Grave; 
  The Veteran;
  Whispers  
Titoli in altre lingue:
  Francese: Le mort-vivant
  Francese (Canada): Soif de sang
  Danese: Dødens nat  
  Finlandese: Painajainen
  Greco (moderno): Κυνηγητό θανάτου
  Ungherese: Halálos álom
  Russo: Смертельный сон
Budget: 300.000 dollari US

Trama: 
Anno del Signore 1972. Nel corso di uno scontro notturno in Vietnam, il soldato americano Andy Brooks viene colpito da un cecchino e stramazza al suolo. Mentre muore, sente la voce di sua madre che grida: "Andy, tornerai. Devi farlo. L'hai promesso." Qualche tempo dopo, la famiglia di Andy riceve da un militare la notizia della morte del ragazzo, caduto in combattimento. Suo padre, il canuto Charles, e sua sorella, Cathy, piangono e si disperano, mentre la madre, Christine, si arrabbia, rifiutandosi di credere che Andy sia davvero morto. Nel frattempo, un camionista si ferma in una tavola calda e dice di aver caricato un autostoppista, per l'esattezza un soldato. Qualche ora dopo, nel cuore della notte, Andy arriva alla porta di casa della sua famiglia in alta uniforme, apparentemente illeso; tutti lo accolgono con gioia, deducendo che la notizia della sua morte debba essere frutto di un errore materiale. Quando il padre di Andy dice che i militari lo hanno dichiarato morto, lui risponde in modo lapidario: "Lo ero." La famiglia ride, pensando che sia uno scherzo. Nei giorni successivi, Andy mostra un comportamento strano e appartato, insiste che nessuno sappia del suo ritorno, parla solo raramente, si veste di nascosto, non mangia e trascorre le sue giornate seduto in casa, svogliato e anemico, cullandosi su una sedia a dondolo. Di notte però si anima inspiegabilmente, vagando per la città e trascorrendo il suo tempo nel cimitero. Intanto la polizia locale indaga sull'omicidio del camionista, che è stato trovato dissanguato e con la gola tagliata. Charles tenta di affrontare Christine riguardo all'inquietante comportamento di Andy. La donna insiste sul fatto che Charles era troppo riservato e autoritario nei confronti di Andy; lui ribatte che Christine ha reso Andy troppo sensibile, soffocandolo. Le cose peggiorano: Andy attacca un bambino del vicinato che tenta di dimostrare le sue abilità nel karate, poi strangola a morte il cane di famiglia quando cerca di proteggere il giovane. Charles, testimone dell'uccisione del cane, dice a sua moglie che il figlio è pazzo, poi va in un bar per affogare il dispiacere nell'alcol e lì racconta l'accaduto al suo amico, il dottor Philip Allman. Il medico segue Charles a casa e offre ad Andy un controllo gratuito; poi fa al ragazzo domande relative al camionista, infatti sospetta che proprio lui lo abbia ucciso. Racconta a Charles del camionista e gli dice che deve informare la polizia della sospetta coincidenza del ritorno del figlio. Andy fa visita al dottor Allman nel suo ufficio nel cuore della notte, chiedendo con rabbia un controllo, ma il medico non riesce a rilevare il polso o il battito cardiaco. Andy gli dice: "Sono morto per te, dottore. Perché non dovresti ricambiare il favore?" Attacca e uccide l'uomo con una siringa, poi la usa per iniettargli il suo sangue nel braccio. È chiaro che Andy è una specie di vampiro che ha bisogno del sangue degli altri per rinvigorire il suo corpo in decomposizione. Il giorno successivo, Charles viene a sapere della morte dell'amico e si rende conto che suo figlio è responsabile. Quando Christine gli dice che Andy ha un doppio appuntamento con Cathy, la sua fidanzata del liceo Joanne e il suo migliore amico Bob, Charles prende la sua pistola e va a cercarli. In un cinema drive-in, Andy decade visibilmente a causa della mancanza di sangue. Dopo che Cathy e Bob scendono dall'auto per prendere altri popcorn, Joanne tenta di avviare una conversazione con Andy. Quando la putrefazione di Andy diventa più visibile, lui attacca e uccide Joanne, lacerandole la gola. Cathy e Bob tornano e lo trovano in preda alla frenesia. Il redivivo si scaglia contro i due, strangolando Bob e tentando di investire Cathy. Un uomo accorso in aiuto spinge Cathy di lato e viene colpito a morte. Andy fugge in macchina prima di potersi iniettare il sangue delle sue vittime, poi torna a casa, dove sua madre lo protegge da suo padre. Charles, prostrato dal dolore, si spara un colpo di fucile nel cranio. Mentre Christine sta portando via Andy, la polizia gli spara due volte e i loro colpi incendiano l'auto. L'inseguimento termina al cimitero, dove viene scoperto il cadavere decomposto di Andy che si contorce in una fossa poco profonda sotto una lapide su cui aveva graffiato il proprio nome e le date della sua nascita e morte, maledicendo la vita. Christine singhiozza mentre cerca di coprire il corpo sfatto col terriccio. La macchina esplode e lei viene lasciata al suo dolore dagli agenti esausti, mentre tutto sparisce nelle Tenebre. 
 
Citazioni: 
 
"Si sta bene dai Morti..." 
(Andy)
 

Recensione:
Angoscia mortale che pervade ogni atomo dell'Universo dannato. Tenebra assoluta. Non si scorge nemmeno il barlume di una remota speranza. Ogni particella di luce immersa nell'Abisso, è destinata a sfaldarsi e a perdersi per sempre. È quanto si avvicina di più al concetto di Inferno. I gironi descritti da Dante Alighieri al confronto sono ameni luoghi di socializzazione, dove non si è mai davvero soli. Quando una pellicola è in grado di trasmettere questi sentimenti, significa che è un capolavoro!
La carriera di Bob Clark ha seguito uno sviluppo piuttosto anomalo. Dopo aver diretto in tutto tre film horror, che costituiscono una sorta di trilogia, ha abbandonato il genere. E'  del 1972 L'assedio dei morti viventi (Children Shouldn't Play with Dead Things); dopo La morte dietro la porta, l'ultimo film horror del regista è Black Christmas (Un Natale rosso sangue) (Black Christmas, 1974). Si fa fatica a credere che la stessa persona abbia diretto la commedia sexy Porky's - Questi pazzi pazzi porcelloni! (Porky's, 1981) e i relativi sequel. 

Andy il Vurdalak
 
Più che uno zombie, Andy è un particolare tipo di vampiro: è un vurdalak a tutti gli effetti. Già nel 1836 Aleksandr Sergeevič Puškin (1799 - 1837) aveva scritto una breve poesia intitolata Vurdalak (вурдалак). A rendere noto al grande pubblico questo tipo di creature infernali, è stato lo scrittore russo Aleksej Konstantinovič Tolstoj (1817 - 1875), cugino di secondo grado del più noto Leo Nikolajevič Tolstoj (1828 - 1910).
Scrisse il racconto gotico-fantastico La famiglia del Vurdalak. Frammento inedito delle memorie di uno sconosciuto (La famille du vourdalak. Fragment inédit des mémoires d'un inconnu, 1839; titolo russo: Семья вурдалака, Sem'ja vurdalaka). Il vurdalak è un vampiro che ritorna alla sua famiglia d'origine, mordendo i propri cari e trasmettendo loro la propria condizione, poco invidiabile. La trama del racconto non somiglia a quella del film di Bob Clark, ma ci sono alcuni importanti elementi in comune. Facciamo ora un rapidissimo confronto tra le due storie. 

La famiglia del Vurdalak:
Il contagio vampirico inizia con l'anziano combattente Gorcha, un partigiano serbo che lottava contro i Turchi, tra gli impervi Balcani. Tornato a casa di notte, dà subito segni di stranezza, rifiutando una tazza di acquavite con uvette, di cui in precedenza (da vivo) era ghiottissimo. 

La morte dietro la porta: 
Il giovane Andy è un soldato impegnato nella guerra in Vietnam, che lotta contro i Vietcong. Tornato a casa di notte, dà subito segni di stranezza, rifiutando di mangiare ed essendo completamente privo di sonno. 

Esistono tuttavia differenze altrettanto importanti. 
 
La famiglia del Vurdalak: 
Nel racconto di Tolstoj, il redivivo Gorcha trasforma tutta la sua famiglia in esseri a lui simili. Chiunque viene morso da un vurdalak, è destinato a risorgere.
 
La morte dietro la porta: 
Nel film di Clark, il redivivo Andy non è contagioso: morde per uccidere, predando soltanto estranei, che muoiono dissanguati e non risorgono. Non attacca i suoi cari. In altre parole, è un vurdalak incapace di contagiare e di creare altri vurdalak
 
Il fondamento comune è questa conoscenza scomoda: la guerra genera morti viventi!  

Fisiologia vampiresca e simbologia

Si nota un'incoerenza soltanto apparente: Andy per nutrirsi del sangue delle vittime uccise, ha bisogno di una siringa con cui praticarsi l'iniezione in endovena. La cosa di per sé sarebbe assurda, dato che il ragazzo redivivo non ha il polso né il battito del cuore - come appurato da un'approfondita visita medica. Il regista voleva alludere alla devastante diffusione dell'eroina tra le truppe americane che combattevano in Vietnam. Il fenomeno raggiunse proporzioni tali da costituire una seria minacca alla coesione sociale, tanto che il Presidente Nixon fu costretto a farvi fronte introducendo larvati programmi di disintossicazione. Questo film e il suo tema principale possono, in molti modi, essere visti come un primo riflesso della consapevolezza popolare dell'effetto del trauma del combattimento sui soldati che la guerra del Vietnam ha contribuito a portare alla luce. Ad esempio, gran parte dei sintomi di Andy e dei suoi comportamenti violenti improvvisi scatenati dal rivivere esperienze traumatiche, sarebbero stati successivamente associati alla malattia mentale nota come disturbo da stress post-traumatico (PTSD), in precedenza noto come "shock da guscio" e definito dall'American Psychiatric Association nella terza edizione del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (1980). In Italia queste brutte cose erano già note da tempo: la Grande Guerra (1915 - 1918) aveva causato la rovina di moltissime menti sensibili. I reduci che presentavano problemi mentali gravi furono maltollerati, accusati di simulazione e addirittura di codardia, finendo con l'essere ingiustamente chiamati "scemi di guerra"
 
Morte di un cagnolino 
 
Spesso gli animali riescono a comprendere a pelle cose che sfuggono anche alle menti più eccelse. Così il cane della famiglia ha subito riconosciuto nel ragazzo qualcosa di estraneo alla vita. La reazione alla presenza di un essere spettrale è stata quindi la sola possibile: mettersi ad abbaiare per avvisare del pericolo. Il vurdalak, che  conserva intatta la sua razionalità e parte delle facoltà superiori dell'essere umano (gli manca giusto l'empatia), reagisce all'ostilità del cane afferrandolo per il collo e soffocandolo. Perché questa reazione? Per un istinto di sopravvivenza, il vurdalak sa bene che deve nascondere la propria natura alla sua famiglia: nessuno deve sospettare la sua vera natura di predatore. Oggi questa scena del cane soffocato non potrebbe più essere girata, pur nella garanzia che nessun animale ha subìto maltrattamenti durante la produzione del film. C'è stata una sostanziale limitazione di ciò che può essere mostrato sugli schermi. Alle masse la cosa sembra non importare, non si colgono segni di ribellione alla tirannia del politically correct. Si parte da questo presupposto: fa schifo vedere un animale mantrattato e ucciso, così ben venga che sia vietato mostrarlo. Ok, siamo d'accordo sul fatto che faccia schifo, ma la tirannia non si ferma mai a una singola cosa censurabile, si estende sempre di più e presto non si potrà mostrare più nulla, nemmeno il sorriso di una donna. Lo spettatore non può essere coccolato, non può essere tenuto nella bambagia nel timore che si spappoli come un bruco al minimo contatto. Il cinema deve urtare la sensibilità dello spettatore. Se non lo fa, significa che ha fallito.

 
Il vurdalak e la madre angosciante  
 
Il regista riesce a rappresentare in modo magistrale il più incubico e raccapricciante di tutti i personaggi: la madre iperprotettiva, isterica, che genera angoscia assoluta! Un essere che non lascia respiro, convinta che il figlio sia una parte del proprio corpo e che non possa avere nemmeno un movimento di propria volontà. Questo è ciò che più mi ha raggelato vedendo il film. Non la guerra in Vietnam, non la vampirizzazione di Andy e nemmeno le sue opere predatorie. Alla fine, pur di sfuggire alla madre e agli orrori dell'esistenza da lei incarnati, il vurdalak trova rifugio proprio nel luogo da cui non avrebbe mai dovuto essere tratto! Urla tutto il dolore con le terribili parole: "Mamma, mamma! Perché hai voluto che vivessi?" Spira, il capo riverso nel terriccio molle. Nemmeno il vampirismo può nulla contro l'asfissia causata dalla famiglia! 

La spiegazione ultima 

Oltre ad essere insopportabile, la madre di Andy era una strega fatta e finita. Alla fine delle sequenze del film di Clark, si capisce che la donna ha utilizzato un incantesimo per far ritornare l'amatissimo figlio dalle Ombre dell'Ade.  
 
Etimologia di vurdalak  
 
La parola russa вурдалак vurdalak, traducibile con "vampiro" o "licantropo", è un'alterazione di un più comprensibile волколак volkolak, derivato a sua volta da волк volk "lupo" e da un elemento fossilizzato -лак -lak, il cui significato originario era "pelle" - corrispondente al serbo dlaka "pelliccia". L'alterazione da volkolak a vurdalak è dovuta a un complesso insieme di dissimilazioni e assimilazioni a partire dalla protoforma slava *vlŭkodlakŭ, con il gruppo consonantico -lk- mutato in -rk- e poi in -rd- a causa della presenza di -dl- e di -k- nella seconda parte della parola. Credo che queste irregolarità siano state favorite dal tabù linguistico, un meccanismo psicologico che rende difficile e disagevole menzionare realtà temute perché considerate demoniache. Trovo interessante notare che volkolak è la traduzione letterale del norreno ulfheðinn "tipo di berserk vestito di pelli di lupo".  

Etimologia del cognome Ormsby 

I tipici cognomi inglesi terminanti in -by sono di origine locativa e norrena. In norreno býr (varianti: bǿr, bœr) significa "fattoria", "stanziamento", "città". In particolare, il bizzarro cognome dello sceneggiatore, Ormsby (non Ornsby come alcuni erroneamente riportano), deriva dal norreno ormr "serpente". Alla lettera, significa "Fattoria del Serpente" o "Città del Serpente".

Il finale originale 

Il film originariamente terminava con Christine Brooks inginocchiata sulla tomba improvvisata nel cimitero di Brooksville dopo che Andy vi si era seppellito ed era morto, questa volta per sempre. Poi la donna guardava i poliziotti che erano arrivati ​​lì e diceva "Andy è a casa. Alcuni ragazzi non tornano mai a casa". Sebbene la scena sia stata girata, successivamente ha subito modifiche sostanziali in modo che il film potesse avere un finale più veloce. Cosa bizzarra, nella Wikipedia in inglese questo finale è ritenuto quello vero. L'errore si è propagato anche nella Wikipedia in italiano. Si spera che queste inconsistenze siano presto corrette.  
 

Curiosità 

Per la scena di apertura del film in Vietnam, è stato girato un filmato aggiuntivo di Andy traumatizzato che cammina nella giungla in mezzo alla sanguinosa carneficina. Il filmato è stato tagliato per dare alla storia un inizio più rapido. Avrebbe dovuto esserci anche una scena simile più avanti, in cui Andy cammina per le strade di notte e incontra un veterano cieco seduto sotto un portico. Anche questa sequenza è stata tagliata per ragioni di tempo. 

In un primo tempo, Christopher Walken fu considerato per il ruolo di Andy. Lo spettrale Richard Backus è stato scelto perché era in grado di creare uno sguardo silenzioso di intenso odio per l'agente del casting. L'espressione inquietante del viso di Backus è entrata spesso in gioco.

Nella scena finale del film nel cimitero di Brooksville, sopra la spalla di Andy si vede una lapide con il nome Daily. La stessa lapide appare in un altro film horror diretto da Bob Clark, L'assedio dei morti viventi (1972). Secondo la lapide graffita nel cimitero di Brooksville, Andy Brooks aveva 21 anni al momento della sua morte nel 1972. 

Il film elencato nella metà inferiore del doppio lungometraggio al drive-in,
The Spacenauts, è fittizio. In altre parole, è un pseudofilm. 
 
C'è stato un incidente durante la scena culminante dell'inseguimento in macchina. Mentre Richard Backus e uno stuntman sfrecciavano per le strade, l'incendio appiccato nella parte posteriore dell'auto è andato fuori controllo ed è stato risucchiato sul sedile posteriore dell'auto in corsa. Fortunatamente, c'era uno scudo di plexiglas che divideva il sedile posteriore dalla parte anteriore dell'auto dove erano seduti gli artisti. Ciò spaventò Backus, che dovette sporgere la testa fuori dalla finestra per evitare di inalare il fumo. Con grande sgomento dell'attore, il regista Bob Clark voleva che la scena fosse girata nuovamente con meno fuoco.
 
Altre recensioni e reazioni nel Web
 
Molto meritoria è la recensione del film pubblicata su Nocturno.it, scritta da Simone Bisantino. Questo è il link: 


Qualche intervento interessante si trova sul sito Davinotti.com. Ne riporto giusto un paio, rimandando alla pagina d'origine per approfondimenti.   
 

L'utente Caesars ha scritto: 

"Il soldato zombi protagonista di questo film si discosta in modo considerevole dai morti viventi creati da Romero qualche anno prima, però le due pellicole sono accomunate dalla critica sociale, neanche molto velata dalla coltre horror. Clark realizza un'opera non eccezionale ma sicuramente ben strutturata e inquietante, con alcuni momenti di tensione realizzati senza "effettacci" ma con risultati più che validi. Il regista mostra di possedere buone qualità, che confermerà anche nel successivo Black Christmas." 
 
L'utente Nicolas81 ha scritto: 

"Clark utilizza il genere horror per denunciare l'assurdità del conflitto in Vietnam e il problematico reinserimento dei reduci (il soldato che ritorna trasformato in zombi è una metafora del disagio psichico e della dipendenza dalle droghe). L'idea è sicuramente buona, la sua realizzazione non sempre, a causa di una certa ripetitività accusata da una sceneggiatura che invece avrebbe dovuto azzardare qualche spiegazione in più. L'atmosfera macabra però è ben resa, e il finale, teso e struggente, colpisce decisamente nel segno. Ben dosati gli effetti speciali, buona la prova del cast."

domenica 28 agosto 2016


ORGASMO E MOTOCICLI
(CYCLE SLUTS)

Titolo originale: Cycle Sluts 
Anno di produzione: 1970
Genere: Pornografia
Sottogenere: Biker porn, BDSM 
Regia: Jon I. Noyer
Produttore: Leo Morkius
Musica: Pat Darvy
Sceneggiatura: Eric Von Rudolf
Interpreti:
   Barbra Streisand (as Doris Winters)
   Belle Handy
   Harley Rimmer(*)
   Marilyn Chambers (as Evelyn Lang)
   Roada Revere
(*) Pseudonimo allusivo: in inglese "to rim" significa "praticare l'anilingus".

Trama:
Il film è andato perduto, così si può ricorstruire qualcosa soltanto a partire dalle poche immagini che si sono salvate. Anche se nessuna è hard, ci si può fare un'idea del contesto. Questo è ciò che posso immaginare: le protagoniste non soltanto fellano e copulano, ma assumono ruoli di sadomasochismo fustigando e si facendosi fustigare. La Streisand sembra proprio la più passiva delle interpreti. 
 
Possiamo soltanto ricostruire il video a partire da un frammento di audio.

"Dove me lo vuoi mettere?!", strilla la Streisand mentre un motociclista irsuto le mostra il fallo gigantesco. La risposta è abbastanza scontata e non ha bisogno di parole: vuole infilarglielo proprio in quel buchino stretto stretto che sta dietro l'entrata principale. Si tratta di un rapporto sodomitico. Poi finisce che l'attrice di uccelli se ne ritrova due in un sandwich.


Recensione:
Sarò chiaro: ufficialmente questo film non esiste. È stato fatto passare per un soggetto immaginario che compare nella trama di un film interpretato dalla Streisand e da George Segal, Il Gufo e la Gattina, che non mancheremo di recensire in un'altra occasione. Nella versione in italiano della commedia, il film porno si intitola Orgasmo e motocicli.


In altre parole, così come il Necronomicon appartiene al novero degli pseudolibri (pseudobiblia), Cycle Sluts sarebbe uno pseudofilm, qualcosa di cui molti parlano ma che in realtà non ha esistenza alcuna. Questo vogliono farci credere. Io però non ci credo affatto. A parer mio Cycle Sluts è stato girato eccome, solo che per evitare lo scandalo è stato fatto sparire. In America vige un bizzarro costume: un'attrice che gode i frutti della fama di Hollywood non può essere al contempo una pornodiva. Anche per un attore di sesso maschile si applica questa legge non scritta, che agisce con un'inesorabilità e una spietatezza mafiosa. Chi non ricorda l'eposodio del Tenente Colombo in cui un presentatore uccideva un collega che lo ricattava minacciando di pubblicare un suo film porno? Qualcuno si chiederà, chi girerebbe mai un film se poi non intende distribuirlo? L'ipotesi più plausibile è che sia stato girato per il desiderio della Streisand proprio sul set de Il Gufo e la gattina, quasi come un sottoprodotto, per poi essere probabilmente visionato solo da pochi intimi. La posizione che l'attrice aveva era troppo invidiabile e non doveva essere compromessa da una simile pazzia, così il caso fu insabbiato sul nascere. Eppure un fotoservizio è comparso sul settimanale ABC, sulla copertina di un suo numero campeggia la scritta "Arrivano le Moto-Girls". Una Streisand dallo sguardo supplice vi appare in tenuta BDSM, inginocchiata davanti a un nerboruto motociclista seminudo e armato di scudiscio, che esibisce un appariscente collare chiodato. Il fotoservizio è reperibile in questa pagina del sito Dangerousminds.net



Reazioni nel Web: 
Non mi è passata inosservata l'enigmatico intervento di un certo James Tison in una pagina del sito Dangerousminds.net: parlando della Streisand egli afferma: "She's the greatest porn star! She is by far! But no one knows it."
Internet Tough Guyz dichiara: "Ive always secretly wanted to bang Barbra. She's just hot. Very hot. Good singer and actress too."
Ric Carter preferisce invece lo stag"I like the earlier porn she did. More hard core, and it was impressive how she handles a massive cock in her mouth and pussy. Atta girl!"

 

Curiosità: 
Il titolo di questo film ispirò una band heavy metal degli anni '80 che si chiamava Cycle Sluts from Hell.

Remake:
Esistono due film hardcore del tipo detto biker porn che sono entrambi intitolati Cycle Sluts, evidentemente ispirati proprio dal film perduto della Streisand, che ne costituisce senza dubbio una sorta di Ur-Version. Il primo di questi Cycle Sluts fu girato poco dopo l'originale, nel 1971. Non sono riuscito a trovare informazioni sul regista. Gli interpreti sono Annette Michael (già vista nel mitico Flesh Gordon) e il barbuto 'Reb' Sawitz. Non l'ho mai visionato, ma un navigatore su Imdb.com lo recensisce come noioso ("boring biker porn"). Il secondo film fu invece girato nel 1992, diretto da Bob Vosse e interpretato da Peter North. Anche questo deve essere di una noia mortale e assoluta, come tutti i film in cui compare Peter North. Scopatori a gettone depilati e lampadati, dal membro anestetizzato dalla pomata al mentolo, con imponenti eiaculazioni tanto improbabili da far insorgere il sospetto che siano posticce, prodotte da una pompetta occulta che spruzza sapone liquido.