Visualizzazione post con etichetta lingua egiziana. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta lingua egiziana. Mostra tutti i post

domenica 1 dicembre 2024


DEATHSTALKER III -
I GUERRIERI DELL'INFERNO 

Titolo originale: Deathstalker III:
       Deathstalker and the Warriors 
from Hell
Paese di produzione: Messico, Stati Uniti d'America
Anno: 1988
Durata: 86 min
Genere: Fantasy, azione, avventura 
Sottogenere: Sword and sorcery
Regia: Alfonso Corona
Sceneggiatura: Howard R. Cohen
Produttore: Alfonso Corona, Antonio De Noriega
Produttore esecutivo: Roger Corman, Robert North 
Produttore associato: Anna Roth 
Supervisore di produzione: David Frost, Ray Perez  
Distribuzione: Concorde Pictures
Fotografia: Xaviar Cruz
Montaggio: Ernesto Guillén, Guadalupe Ramírez
Effetti speciali: Miguel Vazquez 
Musiche: Israel Torres, Alejandro Rulfo
Scenografia: Rebeca Barcenas 
Costumi: Celia de Regill
Trucco: Lucrecia Muñoz, Araceli Aramburu 
Effetti visivi: Antonio Muñoz Ravelo 
Primo assistente alla regia: Alejandro Todd
Secondo aiuto regista: Lita Vertiz 
Assistente di produzione: Deborah Shapiro 
Direttore di produzione: Mike Elliott
Direttore artistico: Francisco Magallón 
Guardaroba: Gloria Sierra, María Elena López
Continuità: Lourdes Álvarez
Interpreti e personaggi:
    John Allen Nelson: Deathstalker
    Carla Herd: Carissa / Elizena
    Thom Christopher: Troxartas
    Terri Treas: Camisarde (amante di Troxartas)
    Aarón Hernán: Nicias
    Roger Cudney: Inaros
    Agustín Salvat: Makut
    Claudia Inchaurregui: Marinda
    Mario Iván Martínez: Predicatore 
    Carlos Romano: Gragas
    Erika Carlsson: Khorsa  
    Arturo "Art" Camacho: Ragazzo 
    Alejandro Bracho: Guerriero morto
    Lizetta Romo: Guerriero morto 
    Antonio Zubiaga: Soldato 
    Manuel Benítez: Soldato
    Francisco Avendaño: Pyron 
    Patrick Welsh: Nocchiero 
    Miguel Ángel Fuentes: Prima guardia del corpo
    Oscar Serafin: Seconda guardia del corpo 
    Paco Pharrez: Contadino 
    Julio Monterde: Allevatore  
    Xorge Noble: Primo ladro
    Armando Molina: Secondo ladro 
    José Gómez Parcero: Guerriero morto
    Jesús Juárez: Guardia del corpo minuscola 

Dati erronei nella Wikipedia in italiano: 
  Fotografia: Leonardo Rodríguez Solís
  Montaggio: John K. Adams, Silvia Ripoll
  Effetti speciali: John Carl Buechler
  Musiche: Óscar Cardozo Ocampo
  Scenografia: Emilio Basaldua
  Costumi: María Julia Bertotto
  Trucco: R. Christopher Biggs, John Carl Buechler

Titoli in altre lingue: 
   Tedesco: 
   Francese: Le guerrier de l'enfer 3 
   Spagnolo: Deathstalker y los guerreros del infierno; 
         Deathstalker 3 
   Russo: Ловчий смерти и воины ада 
   Polacco: Łowca śmierci 3: Deathstalker i Wojownicy
         z Piekieł 
   Ungherese: Halálvadász és pokolbéli harcosok 

Trama: 
In un mondo fantasy anglosassone, tipicamente medievale, il robusto Deathstalker e l'anziano mago Nicias viaggiano di villaggio in villaggio, vivendo dei proventi del loro ingegno e della creduloneria popolare.  
Durante una festa, la principessa Carissa chiede a Nicias se possieda una pietra magica capace di combinarsi con quella in suo possesso; unite, le due pietre causerebbero l'apparizione della ricca e magica città di Arandor, di cui Nicias è considerato l'ultimo discendente. Il mago le indica dove trovare la seconda pietra, custodita dal malvagio stregone Troxartas nella terra di Southland. Troxartas, che è effeminato e ambizioso, brama la pietra di Carissa per accrescere a dismisura il proprio potere, fino ad estenderlo su ogni nazione del globo. 
A questo punto Makut, luogotenente di Troxartas, fa irruzione nella festa a capo della sua cavalleria corazzata. Nicias riesce a fuggire teletrasportandosi. Deathstalker inizialmente riesce a fuggire insieme a Carissa, ma i soldati li raggiungono. Carissa consegna la pietra a Deathstalker, morendo poco dopo a causa delle ferite. 
Deathstalker giunge a Southland, dove in circostanze grottesche incontra Elizena, la sorella gemella di Carissa,  che è promessa sposa di Troxartas, nonostante questi sia evidentemente un sodomita passivo. Makut si mette sulle tracce di Deathstalker, il quale trova rifugio nella tenda di Elizena. La sua copertura salta quando la donna si accorge che lui la stava minacciando soltanto con un ramoscello e non con il suo gigantesco membro virile. Deathstalker riesce comunque a sgattaiolare via e a far perdere le sue tracce. Inoltratosi in una terra semi-desertica, il giovane si imbatte in due donne cavernicole e grossolane, Marinda e sua madre, che gli offrono ospitalità e lo nutrono con una gran massa di patate bollite. 
Affascinata da Deathstalker, Marinda gli si concede, approfittando del fatto che sua madre dorme. Lui la penetra, la soddisfa e le lascia dentro lo sperma. Poi di due fuggono assieme proprio un attimo prima che Makut arrivi alla casa, ma presto si separano. 
Scoperto di doversi scontrare con il temibile Deathstalker, Troxartas ha un incontenibile attacco di diarrea e si smerda. Poi, ricompostosi, decide di ricorrere a un'arma estrema: usa i propri poteri magici per resuscitare tutti i nemici che ha sconfitto, in passato allo scopo di catturare l'eroe leggendario. La magia funziona e dalle catacombe sorge così un esercito di zombie.
Sospettando che le guardie di Elizena abbiano favorito la fuga di Deathstalker, Makut ordina alle sue truppe di ucciderle. Più tardi, la nobildonna incontra casualmente Deathstalker nel bosco; i due finalmente si presentano in modo civile. Al mattino lei riparte, ma viene presto aggredita da due uomini che tentano di violentarla. Troxartas, che si trova nei paraggi in cerca di cazzi, indossando un velo femmineo, interviene facendo giustiziare gli aggressori dai suoi uomini-zombie. Quindi conduce Elizena al proprio castello per sposarla, come previsto nei suoi piani. Deathstalker li segue e si infiltra nel castello di notte, ma viene scoperto dallo stesso Troxartas, che esige la pietra. Elizena entra nella stanza, vestita con un abito rosso; una guardia sbuca da dietro una libreria e stordisce Deathstalker. Troxartas riesce ad impossessarsi della pietra di Deathstalker. Resosi conto che è necessaria una terza pietra per sprigionarne la magia, Troxartas convoca la Domina Camisarde, l'amante che gli infila i falli finti nell'ano, e le ordina di torturare Deathstalker per farsi rivelare dove si trovi questa terza pietra. Deathstalker riesce a fuggire e incatena la donna malvagia alla parete della prigione sotterranea.
Nel frattempo, in un'altra parte del castello, la magia di Nicias lo teletrasporta inavvertitamente all'interno della fortezza. Troxartas, preso dalla frenesia, lo cattura e intende arruolarlo nel proprio esercito qualora la sua magia non riuscisse a trovare la terza pietra. 
Di notte, nel bosco, Deathstalker ritrova Marinda. I due si imbattono in alcuni guerrieri-zombie di Troxartas vicino a un falò. Tra loro, Deathstalker riconosce Gragas, che aveva ucciso in precedenza durante un leale duello. Gragas rivela che i non morti sono costretti a obbedire a Troxartas poiché le loro anime sono custodite in alcune giare all'interno del castello. Deathstalker propone un patto: recupererà le giare se loro lo aiuteranno a combattere contro Troxartas. Chiede inoltre a Marinda di avvisare la Banda del Nord affinché li supporti nell'invasione del castello. Nel frattempo, al castello, Elizena scopre di essere tenuta in ostaggio finché non verrà ritrovata la terza pietra. Conduce Deathstalker nel luogo in cui è rinchiuso Nicias; lì scoprono che la terza pietra era sempre rimasta nascosta tra le mura della fortezza. La Banda del Nord giunge sul posto e Deathstalker riesce a liberare le anime. Una volta liberi, i guerrieri-zombie si rivoltano contro Troxartas e il suo esercito. Durante un duello con Deathstalker, un guerriero uccide Makut scagliandogli una freccia. Troxartas uccide Marinda, ma finisce ucciso da Deathstalker, penetrato nel ventre dalla spada!
Le tre pietre sono finalmente unite e grazie alla loro magia si forma la città segreta di Arandor. La pace è ristabilita sulla Terra. Alla morbosa Camisarde, che ora indossa abiti viola, viene assurdamente concesso di restare in vita e di muoversi in totale libertà. Presa dal desiderio di introdurre una plug in un ano maschile, cerca di blandire il mago Nicias. La principessa Elizena, ora vestita di bruno, si congeda da Deathstalker, che parte al galoppo verso il tramonto alla ricerca di nuove avventure: si è rifiutato di romperla! 


Recensione: 
Questo è il terzo capitolo di una serie di film scadenti di diversi registi. I primi due sono i seguenti: 
Deathstalker (Deathstalker, 1983),
    diretto da James Sbardellati;
Deathstalker II - Duello di titani (Deathstalker II, 1987),
    diretto da Jim Wynorski.
L'ultimo è questo: 
Deathstalker IV: Match of Titans (Deathstalker IV, 1990), 
   diretto da Howard R. Cohen.
La vera mente dietro queste creazioni è quella del produttore Roger Corman! Nel 1982, il film Conan il Barbaro con Arnold Schwarzenegger registrò un successo planetario. Roger Corman, famoso per la sua abilità camaleontica nel creare rapidamente film a basso costo che imitavano i grandi successi di Hollywood, decise all'istante di produrre una pellicola di genere sword and sorcery ("spada e stregoneria" o "spada e magia"). Il nome dell'eroe doveva suonare macho, violento, oscuro ed epico, esattamente come "Conan". Fu così che assieme allo sceneggiatore Howard R. Cohen, Corman diede vita al primo Deathstalker nel 1983. Tradotto alla lettera, Deathstalker significa "Inseguitore della Morte" e ha una semantica volutamente ambigua. Potrebbe infatti trasmettere due concetti distinti: "colui che insegue la Morte stessa" oppure "colui che insegue per conto della Morte". Poi l'eroe è un bonaccione, ha un carattere gioviale e si capisce che non farebbe male a una mosca, ma questo conta poco. Il produttore e lo sceneggiatore non avevano in mente una complessa filosofia linguistica, bensì una precisa operazione commerciale e di marketing. Credo di essere il solo a gettar via il mio tempo facendo filologia su un escremento di celluloide.

Una lunga ricerca 

Avevo visto alcune sequenze del film scanalando all'epoca in cui ancora guardavo la televisione. Lì per lì non mi era sembrato particolarmente interessante. Poi, a distanza di anni, mi si è risvegliata la curiosità. Ho sviluppato una fissazione, perché lo stregone aveva una certa somiglianza con il mio relatore di tesi. Il problema è che ricordavo poche informazioni e che nel Web non riuscivo a trovare nulla. Mi sono così deciso a chiedere aiuto, prima sul sito Memocinema.com, dedicato al recupero di titoli di film a partire da trame frammentarie, poi su quel pestilenziale social che è Quora. I risultati sono stati deludenti. Riporto una sintetica cronistoria dei miei patetici tentativi. 


Lo stregone Rexardas

"Era un fantasy. Un potente e temutissimo stregone si chiamava Rexardas o qualcosa del genere. Il nome mi è rimasto impresso. Aveva la sua fortezza in un immenso bosco di sequoie ed era particolarmente geloso di una bellissima donna che teneva prigioniera (eppure non mi sembrava che fosse un uomo particolarmente virile, diciamo così). Alcuni cavalieri raggiungevano Rexardas per abbattere il suo potere e venivano a loro volta presi prigionieri. Non ricordo altro."
(Pubblicato il 29/11/2020 su Memocinema.com)

"Qualcuno si ricorda di un film il cui protagonista era uno stregone di nome Rexardas?"
(Pubblicato nel 2021 su Quora) 

A queste richieste non sono state date risposte soddisfacenti. Un utente di Quora era convinto che il film da me descritto fosse tratto dal videogioco GOTHIC, dove aveva una parte importante uno stregone chiamato Xardas. L'appellativo Re Xardas sarebbe stato da me agglutinato in Rexardas. In altre parole, il mio sarebbe stato un mondegreen. Il punto è che non era vero. Non avevo mai giocato a GOTHIC, né avevo mai visto il relativo lungometraggio. Avevo un bell'insistere a dire che avevo visto il film fantasy ben prima che realizzassero GOTHIC. I "maghi di Quora" non ascoltano, proprio come gli scemi di merda dei gruppi di Facebook. Esasperato, ho lasciato cadere la questione per un po'.

La distorsione: da Troxartas a Rexardas

Sono riuscito a giungere a capo della mia impresa per pura e semplice serendipità. Quando ho trovato nel Web la menzione del nome Troxartas, ho avuto un'illuminazione e ho compreso tutto. Ho recuperato il film in YouTube e l'ho visionato. Già nella versione in lingua originale del film, si nota che il nome Troxartas è pronunciato spesso come Troxardas. Questa caratteristica si è conservata anche nella versione in italiano. Da qui, il mio apparato uditivo deve aver percepito poco la consonante occlusiva iniziale t-: Troxardas è così diventato Roxardas, che nei miei banchi di memoria stagnante ha dato infine il suo esito: Rexardas. Deve aver giocato un ruolo importante l'associazione al latino rex "re" e all'antroponimo Rexor, portato da un sacerdote di Thulsa Doom nel film Conan il Barbaro di John Milius (1982).

Etimologia di Troxartas 

Ebbene, il nome Troxartas (o Troxartes) è greco e significa "Rosicchiatore di pane", "Rodipane". Nella grafia originale è Τρωξάρτας, Τρωξάρτης. Si trova nella Batracomiomachia (Βατραχομυομαχία, "battaglia delle rane e dei topi), una parodia dell'Iliade d'incerto autore, dove è portato da un topo. La creazione del nome Troxartas aveva un intento ben preciso: sfottere i Persiani. Numerosi nomi persiani erano composti che includevano l'elemento arta-, -artas, -artes "giusto, retto". Imitando il suono di un nome persiano, ma dandogli un'etimologia greca ben comprensibile (e poco nobile), l'autore del poemetto raggiungeva il suo scopo satirico: ecco un persiano tronfio, che si chiamava in modo altisonante, mentre in realtà era soltanto un miserabile roditore. Questa è propaganda anti-persiana di epoca antica. 


La sessualità di Troxartas

Lo stregone di Southland è caratterizzato da una sessualità ambigua come quella di Loki, con una fortissima predilezione per i ruoli passivi. È effeminatissimo, si trucca gli occhi, in un'occasione porta addirittura il velo e lancia sguardi lascivi sodomitici, desiderando comportarsi come una giumenta in calore con gli stalloni. Le radici storiche di questa natura di Troxartas sono da ricercarsi nella tradizione norrena, in cui lo stregone è considerato un effeminato (argi, ragi). Roger Corman era abbastanza fissato con questo genere di tematiche, ad esempio ha mostrato Thor adirato che fulminava gli uranisti (si veda La leggenda vichinga, 1958). Questo però non basta. Troxartas è ancora più abietto secondo gli standard dell'antica morale dei popoli germanici, perché si sottomette a una donna, Camisarde, che è la sua padrona e lo penetra con il dildo. Stando a questa concezione del mondo, in questo atto lo stregone è annientato dall'umiliazione di essere non solo meno di un maschio, ma addirittura meno ancora di una femmina. E l'estrema umiliazione gli fa provare piacere. Diciamo che il calvo Thom Christopher ha interpretato un ruolo a dir poco peculiare, che quasi tutti avrebbero rifiutato. Soltanto i fan della saga di Deathstalker sembrano non aver capito nulla delle depravazioni del personaggio. 

Il potere di Troxartas

Immagino che un pubblico rozzo e ignorante porrebbe questa domanda: "Perché Troxartas ha autorità se è un ricchione?" La risposta è semplice: "Perché la gente superstiziosa ha terrore di chi traffica con i morti, specie se gli sono attribuiti poteri magici (non necessariamente reali)". Troxartas può dar libero corso alla sua natura bizzarra proprio per questo motivo. Evoca i morti, anima i cadaveri: tutti battono i denti in preda allo spavento. Temono che un simile triste destino di resurrezione zombesca possa toccare anche a loro. La paura non implica tuttavia il rispetto. Infatti, non appena la magia dello stregone si dissolve con la sua morte, tutto ciò che ha costruito nella sua vita crolla in modo impietoso quanto subitaneo. 

Etimologie varie

Vediamo che alcuni nomi che compaiono nel film hanno un'origine riconoscibile. 

1) Gragas deriva dal norreno grágás "oca grigia" (da grá- "grigio" + gás, gǫ́s "oca"). Il nome è formato male, perché la parola norrena è di genere femminile: non è quindi adatta come nome maschile.
2) Inaros è il nome grecizzato di un principe ribelle egiziano, morto crocefisso o impalato, probabilmente nel 454 a.C.; l'antroponimo deriva da ˁIrt n ḥr r w "l'Occhio di Horus è contro di essi".
3) Khorsa "Figlia del Sole" deriva dallo scitico, sarmatico e alanico khors "sole". 
4) Nicias deriva dal greco Νικίας (Nikías) "Vittorioso". Deriva da νίκη (níkē) "vittoria", "trionfo", con l'aggiunta del suffisso -ίας (-ías) usato per formare nomi propri di persona maschili. 

Un caso particolarmente interessante è quello del nome del luogotenente Makut. Esistono due possibilità di interpretazione: 
i) In albanese makut significa "ghiottone, ingordo, goloso".
ii) Nel creolo haitiano makout indica una specie di orco che secondo le superstizioni locali girerebbe con un sacco alla ricerca di bambini da rapire. 

Evidentissima è l'origine anglosassone del toponimo Southland "Terra del Sud". Una possibilità è che Corman e Cohen sfogliassero libri alla ricerca di nomi allettanti, mentre in altri casi sceglievano semplici alterazioni di nomi comuni. 

Un medioevo pagano con un sostrato cristiano

Il mondo di Deathstalker è sostanzialmente pagano, si hanno pochissime tracce dell'esistenza del Cristianesimo, che consistono in frammenti del patrimonio onomastico. 

Nomi di origine cristiana: 
1) Carissa deriva dal latino cārus "caro", formato come Clarissa da clārus "chiaro"; esiste anche l'aggettivo carissus "intelligente, ingegnoso", da cui carissa "intelligente, ingegnosa" - che è di evidente origine etrusca, dalla radice car- / cer- "costruire", "fare". 
2) Elizena è un chiaro ipocoristico di Elizabeth. 
3) Marinda è un chiaro ipocoristico di Maria.

Un nome problematico e anacronistico è Camisarde, femminile del francese camisard, che storicamente si riferisce ai Protestanti Ugonotti della regione delle Cévennes che insorsero all'inizio del XVIII secolo contro le persecuzioni di Luigi XIV. Come si può ben capire, è qualcosa che non si inserisce nel contesto del film.

Tutto è molto confuso. A un certo punto si trova anche un riferimento agli Angeli, mentre a poca distanza sono menzionati gli Dei. Un personaggio che non sono riuscito a identificare, è denominato "Predicatore" (nell'originale "Preacher"). Non mi sembra di aver visto da nessuna parte fratacchioni, preti o altri ecclesiastici. Ho visionato alcune sequenze di Deathstalker II - Duello di titani, notando un cimitero con croci, che mi è sembrato più un residuo simbolico di un passato cristiano che la prova di un culto ancora attivo. In ogni caso è anche vero che non si vedono tracce di religioni organizzate non cristiane, come ad esempio il paganesimo germanico. Non ci sono templi né sacrifici di sangue. C'è soltanto la pratica sfrenata della magia, che riveste un ruolo assolutamente dominante. 

Non è necessario pensare a un mondo alternativo fantasy dall'architettura storica, linguistica e culturale coerente: gli sceneggiatori di questo genere di B-movie prendevano le idee dalle fonti più disparate e le mettevano assieme senza andare troppo per il sottile. Si noti la presenza delle patate, che nel contesto stonano molto. E che dire della sopravvivenza di genti con tecnologia neolitica, che usano frecce dalla punta di pietra scheggiata? Mi ripropongo di visionare, analizzare e recensire tutti i film della serie di Deathstalker per poter avere un quadro più completo.

lunedì 30 settembre 2024

IL PROBLEMA DELLA PRONUNCIA EGITTOLOGICA DELL'ANTICO EGIZIANO

Anni fa mi sono imbattuto in un video in cui il Direttore del Museo Egizio di Torino pronunciava un lungo discorso, che nelle intenzioni doveva essere nella lingua degli Antichi Egizi. Dopo una lunga ricerca sono riuscito a ritrovarlo, incorporato in un articolo pubblicato sul quotidiano La Stampa nel 2017. Questo è il link:


Stando all'articolista, nella Terra del Nilo si parlava proprio con quei suoni, rievocati quasi tramite contatto spiritico con i Morti. Ma le parole erano pronunciate davvero così? A mio avviso no. È anche possibile che un egiziano del Medio Regno non avrebbe capito molto. Per contro, anche il Direttore del Museo Egizio di Torino avrebbe non poche difficoltà di comprensione se si trovasse davanti a un egiziano del Medio Regno. Qual è il motivo di tutto ciò? 
Semplice: gli antichi Egiziani scrivevano soltanto le consonanti. Le consonanti j e w erano "inferme", analogamente a quanto avviene nei sistemi di scrittura delle lingue semitiche come l'ebraico e l'arabo: erano deboli e tendevano a dileguarsi. Non scrivendo le vocali e rendendosi necessario pronunciare in qualche modo le parole, gli egittologi hanno escogitato questo sistema: 

pronunciano la consonante /j/ come una vocale /i/;
pronunciano la consonante /w/ come una vocale /u/;
pronunciano le consonanti /³/ e /ˁ/ come una vocale /a/;
intercalano secondo la necessità una vocale /e/.

Esempi: 

pronunciano nfr "buono, bello" come nefer
pronunciano nfrt "buona, bella" come neferet
pronunciano bjn "cattivo" come bin
pronunciano bjnt "cattiva" come binet
pronunciano rˁw "sole" come ra
pronunciano rn "nome" come ren
pronunciano jrp "vino" come irep
pronunciano mzh "coccodrillo" come mezeh
pronunciano znf "sangue" come zenef

Queste pronunce sono puramente convenzionali e di per sé false come una banconota da 12 euro. Il sole è chiamato ra in hawaiiano, ma non era chiamato così nell'augusta lingua dell'Egitto. 
In realtà, il Direttore del Museo Egizio di Torino è perfettamente consapevole di questo limite. In altre occasioni ne ha parlato in modo esplicito. Purtroppo, ci sono nel Web molti utenti che non sanno proprio nulla della questione, guardano il video e poi credono con fanatica convinzione di sentire la vera pronuncia degli Egiziani antichi. Non sapere nulla non può essere una colpa, ma passare dalla mancanza di conoscenza al furore cieco caratterizza i coglioni. 

Un paradosso gravoso

Dall'osservazione dei fatti si arriva a una spaventosa antinomia. Un individuo che pronuncia nefer "buono", "bello" e neferet "buona", "bella", credendo che la dizione sia corretta, può essere considerato sia dotto che ignorante. 

1) è dotto: si è messo a studiare lo scheletro della lingua egiziana, che consiste nelle sue consonanti, utilizzando la pronuncia convenzionale inventata dagli egittologi e caratterizzata dalla vocale -e- intercalata;
2) è ignorante: è malato di sindrome di Dunning-Kruger galoppante, perché non sa che gli Egizi non pronunciavano così le parole, e scambia un artificio degli egittologi per l'unica realtà possibile. 

Il problema è che dall'istruzione in una conoscenza artefatta non si ricava nulla di buono. La pronuncia egittologica è stata adottata e propagandata soltanto per la sua utilità pratica. Al contempo, senza i dovuti accorgimenti, è più dannosa della peste polmonare.

1) L'utilità consiste nel rendere pronunciabile e fruibile un'immensa mole di documenti: materiale letterario, storico, religioso, etc.
2) Il danno consiste nell'ostacolare la conoscenza della pronuncia reale, che non è immediata, ma va conquistata col sudore e col sangue, tra mille problemi e incertezze.

Come restaurare le vocali

Il problema della ricostruzione del vocalismo è difficile ma non insormontabile. Richiede una grande fatica e si oppone in modo nettissimo alla pigrizia indotta dalla falsa pronuncia egittologica!
Innanzitutto esistono trascrizioni di nomi egiziani in lingue che utilizzavano le vocali, come l'accadico (es. il nome del Faraone NIBMUARIA, che gli egittologi leggono Neb-Maat-Ra). Questo ci permette di avere un'idea della pronuncia reale dell'epoca. 
Una delle cose più difficili da capire per il pubblico è un fatto che dovrebbe essere universalmente noto: le lingue cambiano col passar del tempo. Non cambiano a caso. L'antico egiziano, evolvendosi tramite naturale usura fonetica, ha dato il tardo egiziano o demotico. Infine, in epoca cristiana, il prodotto finale di questo processo è il copto, diviso in più dialetti (Sahidico, Bohairico, Akhmimico, Fayyumico, Licopolitano e alcuni altri). Il copto ha abbandonato la scrittura tradizionale e ha adottato l'alfabeto greco, integrato con alcuni caratteri demotici per esprimere alcune consonanti peculiari. Questo ci permette di avere una base per ricostruire la pronuncia delle parole nelle varie epoche passate. Il problema riguarda le parole che non sono sopravvissute (purtroppo molte) e che non hanno lasciato testimonianza in trascrizioni in lingue con notazione vocalica.

Il sistema vocalico dell'Antico Regno e del Medio Regno era particolarmente semplice. 
Tre vocali toniche brevi /a/, /i/, /u/, che ricorrono in sillaba chiusa.
Tre vocali toniche lunghe /a:/, /i:/, /u:/, che ricorrono in sillaba aperta. 
Le vocali atone tendono a diventare indistinte. 
Col passare dei secoli hanno cominciato a prodursi alterazioni. 
Nel seguito sono riportate alcune trafile particolarmente interessanti.  


1) NFR "buono", "bello"
femminile: NFRT


Antico Regno:
nfr "buono, bello" : pronuncia /'na:fir/
nfrt "buona, bella" : pronuncia /'nafrat/

Medio Regno: 
nfr "buono, bello" : pronuncia /'na:fa/
nfrt "buona, bella" : pronuncia /'nafra/ 

Tardo Nuovo Regno - Demotico:
nfr "buono, bello" : pronuncia /'no:fə/
    > /'nu:fə/
nfrt "buona, bella" : pronuncia /'nɔfrə/ 

Copto (Sahidico):
ⲛⲟⲩϥⲉ (noufe) "buono, bello" (m.)
   pronuncia /'nu:fə/
ⲛⲟϥⲣⲉ (nofre) "buona, bella" (f.)
   pronuncia /'nɔfrə/ 


2) BJN "cattivo" 
femminile: BJNT


Antico Regno: 
bjn "cattivo" : pronuncia /'ba:jin/
bjnt "cattiva" : pronuncia /'bajnat/ 

Medio Regno:
bjn "cattivo" : pronuncia /'ba:ˀan/, /'ba:ˀən/
bjnt "cattiva" : pronuncia /'baˀna/ 

Tardo Nuovo Regno - Demotico: 
bjn "cattivo" : pronuncia /'bo:ˀən/
bjnt "cattiva" : pronuncia /'bɔˀnə/ 

Copto (Sahidico): 
ⲃⲱⲱⲛ (bōōn) "cattivo" (m.) 
   pronuncia /βo:n/
ⲃⲟⲟⲛⲉ (boone) "cattiva" (f.)
   pronuncia /'βɔ:nə/


3) RˁW "sole"

Antico Regno: 
rˁw "sole" : pronuncia /'ri:ˁuw/ 

Medio Regno: 
rˁ(w) "sole" : pronuncia /'ri:ˁa/
   >  /'re:ˁa/

Tardo Nuovo Regno - Demotico:
rˁ "sole" : pronuncia /'re:ˀə/

Copto (Sahidico): 
ⲣⲏ (rē) "sole" (m.) 
forma determinativa: ⲡⲣⲏ (prē) "il sole"
 

4) RN "nome"
plurale: RNW 

Antico Regno: 
rn "nome" : pronuncia /rin/
rnw "nomi" : pronuncia /rinw/

Medio Regno: 
rn "nome" : pronuncia /rin/ 
rnw "nomi" : pronuncia /rinw/

Tardo Nuovo Regno - Ddemotico: 
rn "nome" : pronuncia /ren/ 
rnw "nomi" : pronuncia /renw/ > /ren/ 

Copto (Sahidico):
ⲣⲁⲛ (ran) "nome" 
ⲣⲁⲛ (ran) "nomi" (pl.) 
forma determinativa: ⲡⲣⲁⲛ (pran) "il nome"


5) JRP "vino" 

Antico Regno: 
jrp "vino" : pronuncia /'ju:rap/

Medio Regno: 
jrp "vino" : pronuncia /'u:rap/
Prestiti:
   => Antico nubiano ⲟⲣⲡⲁ (orpa) "vino"

Tardo Nuovo Regno - Demotico: 
jrp "vino" : pronuncia /'e:rəp/
Prestiti:
   greco ἕρπις (hérpis) = οἶνος
   (Ipponatte)
Nota:
La vocale è diventata anteriore:
/'u:rap/ > /'y:rəp/ > /'e:rəp/

Copto (Sahidico): 
ⲏⲣⲡ (ērp) "vino"
   pronuncia /e:rp/


6) RNPT "anno" 
plurale: RNPWT "anni" 

Antico Regno: 
rnpt "anno" : pronuncia /'ranpat/
rnpwt "anni" : pronuncia /ran'pawwat/

Medio Regno: 
rnpt "anno" : pronuncia /'ranpa/
rnpwt "anni" : pronuncia /ran'pawwa/

Tardo Nuovo Regno - Demotico:
rnpt "anno" : pronuncia /'rɔnpə/
rnpwt "anni" : pronuncia /rən'pɔwwə/

Copto (Sahidico):
ⲣⲟⲙⲡⲉ (rompe) "anno"
   pronuncia /'rɔmpə/
ⲣⲙⲡⲟⲟⲩⲉ (rmpooue) "anni"
   pronuncia /rəm'pɔwə/


7)
MZḤ "coccodrillo" 
plurale: MZḤW "coccodrilli" 

Antico Regno:
mzḥ "coccodrillo" : pronuncia /ma'zaħ/
mzḥw "coccodrilli" : pronuncia /ma'zaħw/

Medio Regno:
msḥ "coccodrillo" : pronuncia /ma'saħ/
msḥw "coccodrilli" : pronuncia /ma'saħw/
Nota:
Comincia a trovarsi la grafia jmsḥ, che parrebbe presupporre /amsaħ/ o /imsaħ/. Devono essere pronunce formatesi quando la parola era atona, precedendo un aggettivo o un verbo. 

Tardo Nuovo Regno - Demotico: 
msḥ "coccodrillo" : pronuncia /mə'saħ/
msḥw "coccodrilli" : pronuncia /mə'sawħ/ 
     > /mə'sɔwħ/

Copto (Sahidico):
ⲙⲥⲁϩ (msah) "coccodrillo"
   pronuncia /əm'sah/
ⲙⲥⲟⲟϩ (msooh) "coccodrilli"
   pronuncia /əm'sɔ:h/


8) ZNF "sangue"

Antico Regno:
znf "sangue" : pronuncia /zi'naf/
Nota:
Ho ricostruito la vocale atona /i/ sulla base del proto-afroasiatico *ʒin- "sangue" (Hausa jinī "sangue"; Tuareg Tamasheq ašni "sangue"). Il tentativo è molto incerto; in ogni caso, tale vocale ha seguito un percorso di indebolimento.

Medio Regno:
snf "sangue" : pronuncia /si'naf/ > /sa'naf/

Tardo Nuovo Regno - Demotico: 
snf "sangue" : pronuncia /sə'nɔf/

Copto (Sahidico): 
ⲥⲛⲟϥ (snof) "sangue"
   pronuncia /əs'nɔf/ 

Questa è una pagina di Wiktionary che contiene un gran numero di informazioni utilissime:


Questa è una pagina della Wikipedia in inglese, che presenta alcuni esempi di evoluzione fonetica di parole egiziane dall'epoca pre-dinastica al copto: 

sabato 28 settembre 2024

LA LINGUA REGALE DI MITANNI, UNA FORMA DI PROTO-SANSCRITO IN SIRIA

La forma più antica di sanscrito è quella utilizzata nel Rig Veda (denominata antico indiano o sanscrito rigvedico). Sorprendentemente, le prime testimonianze del sanscrito rigvedico sono state rinvenute in iscrizioni scoperte non nelle pianure dell'India, bensì in pieno Medio Oriente. Non consistono in testi completi, bensì in antroponimi e in termini tecnici contenuti in documenti redatti in altre lingue. 



Tra il 1600 circa e il 1260 a.C., nella tarda Età del Bronzo, una dinastia nota come Mitanni (o Mittani; arcaico Maitani) governò il bacino superiore dell'Eufrate e del Tigri, un territorio corrispondente agli attuali stati di Siria, Iraq e Turchia, che gli Assiri chiamavano Hanigalbat o Hani-Rabbat, e che in antico babilonese era noto come Habigalbat. Gli Egizi chiamavano questa nazione Nhrn (pronuncia ricostruita /naha'ri:na/). Il periodo di massimo splendore va dal 1500 al 1350 a.C.; la fine del Regno è stata causata dalla sconfitta militare in un'improvvida guerra contro Babilonia. I Mitanni avevano adottato per tutti gli usi politici e amministrativi la lingua hurrita, non indoeuropea, non imparentata con il sanscrito. Tuttavia, tutti i sovrani portavano nomi sanscriti, così come molti membri delle élite locali, a dimostrazione di una profonda influenza culturale indoaria. 

I Mitanni possedevano una cultura che, al pari di quella dei popoli vedici, attribuiva grande importanza alla guerra con i carri. Inoltre, la loro aristocrazia militare era composta da guerrieri su carro chiamati MARYANNU, termine derivato dalla parola sanscrita marya, che significa "giovane uomo" - e con un lieve slittamento semantico, "giovane guerriero", "guerriero". Veneravano le stesse divinità presenti nel Rig Veda, pur avendone anche di locali, assimilate dal pantheon degli Hurriti, come l'uranico Tešup. Nel 1380 a.C. il loro re Šattiwaza stipulò un trattato con un sovrano rivale, l'hittita Šuppiluliuma, in cui Indra, Varuna, Mitra e i Nasatya (o Nāsatya, gli Aśvin) venivano invocati come testimoni divini per la parte mitannica, a garanzia della lealtà alla parola data. Sebbene gli induisti di oggi abbiano cessato di venerare queste divinità, esse figuravano tra le più importanti anche nel Rig Veda. Oggi pochi crederebbero che nei tempi antichi si arrostivano pingui torelli in onore di quegli Dei, ingurgitando le carni succulente e ubriacandosi pesantemente! 
Possiamo dire che Mitanni era una nazione la cui aristocrazia era permeata da ossessioni equine totalizzanti. La fissazione per i cavalli era assoluta. Dobbiamo però ricordare che i cavalli non venivano cavalcati: sarebbe stato considerato disonorevole per un animale tanto nobile. Si usavano i cavalli per trainare i carri da guerra.

Si tratta di dati sorprendenti. Come sottolinea David Anthony nel suo libro "The Horse, the Wheel, and Language" (2007), ciò implica che non solo il sanscrito rigvedico fosse anteriore alla compilazione del Rig Veda nell'India nord-occidentale, ma che anche "il pantheon religioso centrale e le convinzioni morali sancite nel Rig Veda" esistessero già in un'epoca altrettanto remota. David Anthony scrive che le popolazioni migrate verso ovest furono forse impiegate come aurighi mercenari dai re degli Hurriti della Siria. Tali aurighi parlavano la stessa lingua e recitavano i medesimi inni che, in seguito, sarebbero stati raccolti nel Rig Veda dai loro compagni spintisi verso est, fino a penetrare nel subcontinente indiano.
Questi parlanti del sanscrito rigvedico usurparono il trono dei loro datori di lavoro e fondarono il regno di Mitanni. Pur acquisendo un regno, i Mitanni finirono col perdere la propria cultura, adottando la lingua e la religione locali degli Hurriti. Tuttavia, sopravvissero i nomi reali, alcuni termini tecnici legati all'uso dei carri e, naturalmente, le divinità Indra, Varuna, Mitra e i Nasatya. Cercare di ricostruire una cronologia di questo processo è arduo.

Eusebio di Cesarea, agli inizi del IV secolo, riferisce citazioni di Eupolemo, uno storico ebreo del II secolo a.C., le cui opere sono perdute, che affermavano che "al tempo di Abramo gli Armeni invasero la Siria"; ciò potrebbe corrispondere ad una migrazione degli Hurriti, o della loro aristocrazia, poiché Abramo viene collocato storicamente intorno al 1700 a.C.

Queste sono le interpretazioni sanscrite di un'ottantina di antroponimi del Regno di Mitanni, di altre aree della Siria e della Palestina (Dumont, 1947; Dumont-O'Callaghan 1948; Gentile, 2019): 

ABIRATTA
   forma soggiacente Abhiratha
   sanscrito Abhiratha
   significato: "Grande Auriga"
   Identità:
   Nome di un re di Babilonia;
   nome di un principe di Barga in Siria.
AITAGAMA
   trascrizioni alternative: 
       AIDAKAMA
   varianti attestate:
       AIṬUGAMA
       ETAGAMA
       EDAGAMA
       ETAKKAMA
       ATAKKAMA
       ITAKAMA
       ITAKKAMA
    forma soggiacente Aitagama
    sanscrito *Etagama 
    significato: "Che corre come un'antilope"
    Identità:
    Nome di un dinasta di Kinza (Kadesh).
AITARA
   varianti attestate:
      AITTARA
      AIDARA
      ATTARA 
  forma soggiacente Aitara
   sanscrito Aitara
   significato: "Figlio di Itarā"
      (ossia "Figlio dell'Altra) 
   Identità:
   Nome di cinque uomini di Nuzi, tra cui uno scriba.
AMBIZINA 
   forma soggiacente Ambijina
   sanscrito Ambijina
   significato: "Vittorioso tramite la madre"
   Identità:
   Nome di un uomo di Nuzi.
ANDAYA
   forma soggiacente Andhāya
   sanscrito Andhaya
   significato: "Cieco"
   Identità:
   Nome di un dinasta di Hazi.
ARIWANA
   forma soggiacente Ariwana
   sanscrito Arivana
   significato: "Conquistatore di nemici"
   Identità:
   Nome di un re di Apina.
ARTAMANYA
   trascrizioni alternative: 
       ARDAMANYA  
    forma soggiacente Artamanya
    sanscrito *Ṛtamanya 
    significato: "Che riverisce la Legge Divina"
   Identità:
   Nome di un dinasta di Ziribashani.
ARTAMNA
   trascrizioni alternative:
      ARDAMNA 
   forma soggiacente Artamna
   sanscrito: *Ṛtamna
   significato: "Devoto alla Legge Divina"
   Identità:
   Nome di due uomini di Nuzi.
ARTAŠŠUMARA
   forma soggiacente Artasmara
   sanscrito Ṛtasmara
   significato: "Nemore della Legge Divina" 
   Identità: 
   Nome di un re di Mitanni.
ARTATAMA 
   trascrizioni alternative:
       ARDATAMA,
       ARTADAMA 
   forma soggiacente Artadhāmā    
   sanscrito Ṛtadhāmā
   significato: "Che ha rifugio nella Legge Divina" 
   Identità:
   Nome di due re di Mitanni. 
ARTAYA
   forma soggiacente Artayan
   sanscrito Ṛtayan
     (tema: Ṛtayant-)
   significato: "Che osserva la Legge Divina"
   Identità:
   Nome di almeno un nobile di Upe.
AŠŠURATTI
   forma soggiacente Asurātthi
   sanscrito *Asurātithi
   significato: "Che ha un signore come ospite"
ATTAŠŠAMA
   forma soggiacente Āptasāmā
   sanscrito *Āptasāmā
     (tema: *Āptasāman-)
   significato: "Che ha ottenuto ricchezza"
AUDURTA
   forma soggiacente Audurta
   sanscrito Audṛta
   significato: "Figlio di Udṛta"
    (ossia "Figlio del Nobile)
   Identità:
   Nome di un uomo di Nuzi.
ARZAWIYA
   forma soggiacente Ārjawīya 
   sanscrito Ārjavīya
   significato: "Onesto", "Retto"
   Identità:
   Nome di un uomo di Ruhizzi.
AUAŠŠURA
   Varianti attestate:
      AUAŠURA
   forma soggiacente Awaśśūra
   sanscrito Avaśśūra
   significato: "Eroe dell'aiuto"
   Identità:
   Nome di almeno un uomo di Nuzi.
BARATTARNA 
   trascrizioni alternative: 
       PARATTARNA
   forma soggiacente Paratarṇa : 
   sanscrito *Paratarṇi 
   significato: "Grande Sole" (1)
   altre traduzioni possibili: "Grande Attraversatore"
   Identità:
   Nome di un re di Mitanni.
BARTAŠWA
   trascrizioni alternative:
      BARTASWA
      BARTAZWA
      BARTAŠSWA
      BARDAŠWA
   forma soggiacente Bardhaśwa
   sanscrito Bṛdhaśva
   significato: "Che ha grandi cavalli"
   Identità:
   Nome di un uomo di Nuzi.
BATUZANA
   trascrizioni alternative:
      PATUZANA
   forma soggiacente Paṭujana
   sanscrito Paṭujana 
   significato: "I cui uomini sono intelligenti"
   Identità:
   Nome di un probabile principe della Siria.
BAYAWA
   forma soggiacente Vāyawa 
   sanscrito Vāyava
   significato: "Figlio del Dio del Vento"
   Identità:
   Nome di un probabile principe della Siria.
BETARTA
    forma soggiacente Vedārtha
    sanscrito Vedārtha
    significato: "Il cui scopo è la Scienza Sacra"
    Identità:
    Nome di un uomo di Nuzi.
BETAŠŠURA
    forma soggiacente Vedāsura
    sanscrito Vedāsura
    significato: "Spirito divino della Scienza Sacra"
    Identità:
    Nome di un uomo di Nuzi.
BIRAŠŠENA
   forma soggiacente Vīrasena
   sanscrito Vīrasena
   significato: "Che ha un esercito di eroi"
   Identità:
   Nome di un patrizio di Shechem.
BIRAZANA
   trascrizioni alternative:
       PIRAZANA 
   forma soggiacente Vīrajana
   sanscrito *Vīrajana
   significato: "I cui uomini sono eroi"
   Identità:
   Nome di due uomini di Nuzi.
BIRIDAŠWA 
   forma soggiacente Prītaśwa 
   sanscrito *Prītaśva
      (aśvān prī- "amare i cavalli")
   significato: "Il cui cavallo è caro"
   Identità:
   Nome di un principe di Yanuamma.
BIRIDIYA
   forma soggiacente Vriddhīya
   sanscrito Vṛdhīya
   significato: "Che accresce la prosperità"
   Identità:
   Nome di un dinasta di Megiddo.
BIRYA 
   trascrizioni alternative:
       PIRYA 
   forma soggiacente Vīrya 
   sanscrito Vīrya
   significato: "Valore", "Eroismo"
   Identità:
   Nome di due uomini di Nuzi.
BIRYAMAŠDA 
   forma soggiacente Priyamazdha :  
   sanscrito Priyamedha 
   significato: "La cui saggezza è cara" 
BIRYAŠAUMA
   forma soggiacente Vīryasauma
   sanscrito Vīryasoma
   significato: "Dio lunare del valore"
BIRYAŠŠURA
   forma soggiacente Vīryāsura
   sanscrito Vīryāsura
   significato: "Spirito divino dell'eroismo"
   Identità:
   Nome di un uomo di Nuzi.
BIRYAŠWA 
   forma soggiacente Priyaśwa 
   sanscrito *Priyaśva
   significato: "Il cui cavallo è caro"
BIRYATTI
   forma soggiacente Priyātthi
   sanscrito Priyātithi
   significato: "Che ha un amico come ospite"
BIRYAWAZA
   forma soggiacente Vīryawāja 
   sanscrito Vīryavāja
   significato: "Che ha vinto il premio del valore"
   Identità:
   Nome di un principe di Upe.
DAŠARTI
   forma soggiacente Dāsarti
   sanscrito Dāsarti 
   significato: "Memico dei Barbari"
   Identità:
   Un uomo di Amurrû.
DUMŠIMANA
   varianti attestate:
      DŪŠMANA
      TŪŠMANA
   forma soggiacente Tuwšimana
   sanscrito Tuviṣmanas 
   significato: "Dalla mente forte"
   Identità:
   Nome di tre uomini di Nuzi.
INTARATTI
   forma soggiacente Indrātthi
   sanscrito Indrātithi
   significato: "Che ha Indra come ospite"
INTARUDA
varianti attestate:
       INTARUTA
       ENDARUTA 
   forma soggiacente Indraūta 
   sanscrito Indrota 
   significato: "Aiutato da Indra" 
   Identità:
   Un capo di Akshapa.
KALMAŠŠURA 
   varianti attestate:
        GALMAŠŠURA
        QALMAŠŠURA
   forma soggiacente Karmāsura
   sanscrito Karmāsura 
       (spirito divino dell'azione, del sacrificio)
   significato: "Eroe dell'azione", "Eroe del sacrificio"
   Identità:
   Nome di tre uomini di Nuzi.
MARYATTI
   forma soggiacente Maryātthi
   sanscrito *Maryātithi
   significato: "Che ha un guerriero come ospite"
MATTIWAZA 
   forma soggiacente Matiwāja
   sanscrito Mativāja 
   significato: "La cui ricchezza è la preghiera" 
   Identità:
   Nome di un re di Mitanni.
MAYARZANA
   forma soggiacente Māyārjana
   sanscrito Māyārjana
   significato: "Acquisizione di poteri soprannaturali"
   Identità:
   Nome di un dinasta di Hazi.
MITTARATTI
   forma soggiacente Mitrātthi 
   sanscrito Mitrātithi 
   significato: "Che ha Mitra come ospite"
NAMAZZANI
   forma soggiacente Namajjani
   sanscrito Namojani 
     (< namas + -jani)
   significato: "Fonte della venerazione", 
      "Che fa nascere venerazione"
   Identità:
   Nome di un uomo di Nuzi.
PARATTI
   forma soggiacente Prātthi
   sanscrito *Prātithi
   significato: "Il cui ospite è prominente"
PARŠATATAR 
   trascrizioni alternative: 
       PARŠASATAR 
       PARSAŠATAR
   forma soggiacente Parśakṣatra
   sanscrito Paraśukṣatra 
   significato: "Governatore con l'ascia" 
   Identità:
   Nome di un re di Mitanni.
PURDAYA
   forma soggiacente Purdaya
   sanscrito Purudaya
   significato: "Che dà molto"
   Identità:
   Nome di un capo di Taanach.
PURUŠA 
   forma soggiacente Puruṣa
   sanscrito Puruṣa
   significato: "Uomo"
   Identità:
   Nome di almeno cinque uomini di Nuzi.
   Nota:
   Non trovato in Dumont (1947) e in Gentile (2019).
RUṢMANYA
   forma soggiacente Rucmanya 
   sanscrito Rucimanya
   significato: "Che onora la Luce"
   Identità:
   Nome di un dinasta di Sharuna. 
ŠAIMAŠŠURA
   forma soggiacente Kṣaimāsura
   sanscrito Kṣemāsura
   significato: "Spirito divino della Pace"
   Identità:
   Nome di almeno un uomo di Nuzi.
ŠATTAWAZZA
   forma soggiacente Saptawāja
   sanscrito Saptavāja
   significato: "Che ha vinto sette premi"
   Identità:
   Nome di un uomo di Nuzi.
ŠATTIWAZA
   forma soggiacente Sātiwāja
   sanscrito Sātivāja 
   significato: "Vincitore del premio della corsa"
   Identità:
   Nome di un re di Mitanni.
ŠATTUARA
   forma soggiacente Satwara
   sanscrito Satvara
   significato: "Veloce"
   Identità:
   Nome di due re di Mitanni.
ŠAUMATI
   trascrizioni alternative: 
       ŠAUMADI 
   forma soggiacente Saumati
   sanscrito *Saumati
   significato: "Figlio del Saggio" (2)
ŠAUŠŠATTI
   trascrizioni alternative:
       ŠAUŠSATTI
   forma soggiacente Sauṣapti
   sanscrito Sauṣapti
        ("Figlio di Suṣapti")
   significato: "Che ha buoni addestratori di cavalli"
   Identità:
   Nome di un notabile di Nuzi.
ŠAUŠTATAR 
   forma soggiacente
   sanscrito Saukṣatra 
   significato: "Figlio del buon governatore" (3) 
   Identità:
   Nome di un re di Mitanni.
ŠUBANDU
   varianti attestate: 
       ŠUBANDI 
   forma soggiacente Subandhu
   sanscrito Subandhu 
   significato: "Che ha buoni parenti" 
   Identità:
   Nome di un principe della Palestina meridionale.
ŠUMALA
   forma soggiacente Sumāla
   sanscrito Sumāla
   significato: "Che ha una bella ghirlanda"
   Identità:
   Nome di un uomo di Nuzi.
ŠUMATRA
   forma soggiacente Sumātra
   sanscrito Sumātar
   significato: "Che ha una buona madre"
   Identità:
   Nome di almeno due uomini di Nuzi.
ŠUMITTA
   forma soggiacente Sumitra
   sanscrito Sumitra, Sumitrya
   significato: "Che ha buoni amici"
ŠUNAŠŠURA
   forma soggiacente Śunāsura
   sanscrito Śunāsura
   significato: "Spirito divino della prosperità"
   Identità: 
   Nome di un re di Kizwatna.
ŠURATTARNA
   trascrizioni alternative: 
       ŠURADARNA
   forma soggiacente Śūradharna
   sanscrito Śūradharana
   significato: "Che sostiene gli eroi"
   Identità:
   Nome di un probabile re di Mitanni.
ŠURYATTI
   forma soggiacente Suryātthi
   sanscrito *Suryātithi
   significato: "Che ha il Sole come ospite"
ŠUTATARRA
   forma soggiacente Sūtatāra
   sanscrito Sūtatāra
   significato: "Protettore degli aurighi"
   Identità:
   Nome di un nobile di Kadesh;
   nome di un uomo di Nuzi.
ŠUTATNA
   forma soggiacente Sūtatna
   sanscrito Sūtatana
   significato: "Figlio di un auriga"
   Identità:
   Nome di un dinasta di Accho.
ŠUTTARNA
   trascrizioni alternative:
       ŠUDARNA 
   forma soggiacente Sutarṇa 
   sanscrito *Sutarṇi 
   significato: "Buon Sole" (1)
   altre traduzioni possibili: "Buon Attraversatore"
   Identità:
   Nome di due re di Mitanni;
   nome di un figlio di un re degli Hurriti.
ŠUWARDATA 
   varianti attestate:
       ŠUARDATA,
       ŠUARDATU
   forma soggiacente Swardāta 
   sanscrito *Svardāta
   significato: "Donato dal Cielo"
   altre traduzioni possibili: "Donato dal sole"
   Identità:
   Nome di un principe di Hebron;
   nome di un uomo di Shechem.
ŠUWATITI 
   trascrizioni alternative:
      ŠUWADITI
   forma soggiacente Swadhiti
   sanscrito Svadhiti
   significato: "Scure"; "Fulmine"
   Identità:
   Nome di un uomo di Alalakh.
ŠUWATTI
   forma soggiacente Suwatthi
   sanscrito Suvatithi
   significato: "Che ha un buon ospite"
TEUWATTI
   forma soggiacente Dewātthi 
   sanscrito Devāthiti
   significato: "Che ha una divinità come ospite"
   Identità:
   Nome di un principe di Lapana.
TUŠRATTA 
   varianti attestate:
        TUIŠERATTA,
        TUŠERATTA,
        DUŠRATTA
   forma soggiacente Twiṣaratha 
   sanscrito Tveṣaratha 
   significato: "Possessore di carri veloci" 
   traduzioni erronee: "Possessore di dieci carri" (4)
   Identità:
   Nome di un re di Mitanni.
URUTIDTI 
   forma soggiacente Urudīti
   sanscrito Urudīti 
   significato: "Che ha vasto splendore"
   Identità:
   Nome di un re degli Hurriti.
UTTAZINA
   varianti attestate:
       UTTIZANA
   forma soggiacente Ūtajina, Ūtijana
   sanscrito Ūtajana
   significato: "I cui sudditi sono protetti"
   Identità:
   Nome di almeno un uomo di Nuzi.
WAMBADURA
   forma soggiacente Wāmpāṇḍura
   sanscrito Vāmapāṇḍura
   significato: "Bello e pallido"
   Identità:
   Nome di un nobile di Upe.
WARAŠAMA
   forma soggiacente Wārasāmā
   sanscrito Vārasāmā
     (tema: Vārasāman-)
   significato: "Che ha acquisito eccellenti ricchezze"
   Identità:
   Nome di un uomo di Nuzi.
WARAUTU
   forma soggiacente Waraūtu
   sanscrito Varaūti
   significato: "Che ha una protezione eccellente"
   Identità:
   Nome di un uomo di Nuzi.
WASAŠATTA
   trascrizioni alternative: 
      WAŠASATTA
   forma soggiacente Wāsasāpta
   sanscrito Vāsasāpta
   significato: "Che possiede un'eptade di case",
       "Che possiede sette case"
   Identità:
   Nome di un re di Mitanni.
WAZZI
   sanscrito: Vājī
     (tema: Vājin-)
   significato: "Vittorioso", "Vincitore"
   Identità:
   Nome di un uomo di Nuzi.
YAMIBANDA
   forma soggiacente Yamibandha
   sanscrito Yamibandha 
   significato: "Legato a Yamin"
   Identità:
   Nome di un principe di Taanach.
YAMIUTA
   forma soggiacente Yamiūta
   sanscrito Yamyūta
   significato: "Favorito da Yamin"
   Identità:
   Nome di un dinasta di Guddashuna.
YAŠDATA
   forma soggiacente Yajdāta
   sanscrito Yajadāta
   significato: "Dato per il sacrificio"
   Identità:
   Nome di un principe della Palestina.
ZIRDAMYAŠDA
   trascrizioni alternative: 
       ZIRTAMYAŠTA 
   forma soggiacente Citramyastā
   sanscrito Citramyastā
      (tema: Citramyastṛ-)
   significato: "Che fa splendide offerte"
ZITRIYARA
   forma soggiacente Citriyarā
   sanscrito Citryarā
    (tema: Citryarai-)
   significato: "Che ha splendenti proprietà"
   Identità:
   Nome di principe della Siria.

Note:
(1) L'opinione comune è che il sanscrito tarṇi "sole" in origine significasse "colui che attraversa (il cielo)", dalla radice tar- "attraversare", di chiara origine indoeuropea.
(2) In sanscrito è attestato il nome Sukṣatra "Buon governatore". Il nome mitannico è formato come un suo derivato regolare, sostituendo la vocale -u- con il dittongo -au-.
(3) In sanscrito è molto comune il nome Sumati "Saggio". Il nome mitannico è formato come un suo derivato regolare, sostituendo la vocale -u- con il dittongo -au-.
(4) Si trova spesso il confronto con il sanscrito Daśaratha "Possessore di dieci carri", ma questo è impossibile per motivi fonetici.

Queste sono le interpretazioni sanscrite dei teonimi dei Mitanni: 

ARUNA
variante: URUWANA 
   forma soggiaciente Varuna 
   sanscrito Varuna
MITRA
   forma soggiacente Mitra 
   sanscrito Mitra 
INTAR
variante: INDARA
   forma soggiacente Indra 
   sanscrito Indra 
NAŠATIYANNA 
   forma soggiacente Nasatya-
   sanscrito Nasatya
ĀKNIŠ
(attestato solo in hittita)
   forma soggiacente Āgnis 
   sanscrito Agni
Nota: 

Un trattato sull'allevamento dei cavalli scritto da Kikkuli l'Hurrita, scritto nella nobilissima lingua hittita, contiene alcuni termini di importanza capitale che sono immediatamente correlabili al sanscrito: 

AIKA- "uno" : 
   = sanscrito eka "uno" 
TERA- "tre" : 
   = sanscrito tri "tre" 
PANZA- "cinque" : 
   = sanscrito pañca "cinque"  
ŠATTA- "sette" : 
   = sanscrito sapta "sette" 
NĀ(A)- "nove" : 
   = sanscrito nava "nove") 
AŠŠUWA "cavallo"  
  = sanscrito aśva "cavallo"
AŠŠUŠŠANNI "addestratore di cavalli"
  = sanscrito aśvasana "addestratore di cavalli"
WARTANNA- "giro" 
   = sanscrito vartana "rotondo" 

Questi sono i composti attestati:

   AIKAWARTANNA "un giro" 
   TERAWARTANNA "tre giri
   PANZAWARTANNA "cinque giri"
   SATTAWARTANNA "sette giri" 
   NĀWARTANNA "nove giri"

Un altro testo ha i seguenti vocaboli, attinenti al colore del pelo dei cavalli: 

BABRU- "bruno" :
   = sanscrito babhru "bruno" 
PARITA- "grigio" : 
   = sanscrito palita "grigio"  
PINKARA- "rosso, fulvo" 
   = sanscrito piṅgala "rosso scuro".  
Questi aggettivi, che sono tutti di chiara origine indoeuropea, si trovano attestati col tipico suffisso hurritico -NNU:

BABRUNNU 
PARITANNU
PINKARANNU

Un interessante termine militare: 

MIŠTANNU "ricompensa per un fuggitivo"
forma soggiacente: mizdha-
sanscrito mīḍha "ricompensa per un fuggitivo"

Questa preziosa reliquia lessicale dimostra che è da rigettare l'interpretazione del nome ŠUMITTA come sumīḍha "generoso" o sumedha "di buona comprensione, saggio", perché in mitannico l'antico gruppo -zdh- si conserva (vedi anche BIRYAMAŠDA). Il mitannico avrebbe *ŠUMIŠDA per sumīḍha e *ŠUMAŠDA per sumedha. Credo che questo sia un risultato molto interessante.

Etimologia di Mitanni

Il nome di questa nazione è interpretabile come una derivazione, mediante il suffisso hurrita -NNI, da una radice di chiara origine indoaria, *maita- "unito", derivata dal verbo sanscrito मिथ् mith- "unire", "accoppiare", "incontrare". Il nome Mitanni / Mittani significherebbe dunque "Regno Unito". La radice è in ultima analisi è la stessa da cui deriva il teonimo MITRA. In Egitto il nome di Mitanni è stato adattato come M(ˁ)tnj, da pronunciarsi /mai'ta:ni/, sinonimo del già visto Nhrn. La pronuncia ricostruita egiziana somiglia molto alle più antiche attestazioni del nome indoario.

Etimologia di Waššukanni

La capitale del Regno di Mitanni si chiamava Waššukanni; è stato ipotizzato che il toponimo sia di origine indoaria antica, formato dalla stessa radice del sanscrita vasu- "buono", a cui sono stati aggiunti il ​​suffisso -ka- , esso stesso di origine indiana, più il già visto suffisso hurrita -NNI. Il significato sarebbe quindi qualcosa come "Luogo Buono".

Link utili:

Dumont (1947) 
Problemi di difficile soluzione

Sarebbe estremamente interessante avere un dizionario completo dell'antica lingua regale di Mitanni, di cui ci restano soltanto vestigia. In teoria dovrebbero mancare interi strati di vocaboli non indoeuropei che invece abbondano nella lingua dell'India. Allo stesso tempo dovrebbero essere esistiti lemmi di sostrato di origine ignota. Un argomento da approfondire. Purtroppo non ci sono arrivati i dati necessari per comprendere a fondo il problema, ma qualcosa già possiamo dire. 

Se si trovasse anche una sola parola di sostrato presente nei testi del Rig Veda, che fosse indoeuropea come "pizza" è una parola anglosassone, se si vedesse chiaramente che la sua fonotattica e la sua struttura sono incompatibili con quella delle parole ereditate, ne sorgerebbe qualche cruciale interrogativo. 
Domanda I: 
Da dove proverrebbe questa ipotetica radice? Da quale lingua sarebbe giunta nel proto-sanscrito attestato in Medio Oriente? In che regione era parlato l'antenato diretto di questa lingua? La sua presenza in Mitanni in epoca tanto precoce mostrerebbe che probabilmente non apparteneva a un sostrato tipico del subcontinente indiano. Tuttavia, se non fosse presente nelle lingue iraniche, non potrebbe essere ascritta al sostrato, probabilmente tipico della Battriana, a cui si devono molti vocaboli non indoeuropei comuni sia alle lingue iraniche che a quelle indiane (cfr. Lubotsky). Il mistero permarrebbe fittissimo. 
Domanda II
Si suppone che gli elementi indoarii giunti in Siria siano partiti sulla Battriana emigrati a ovest, dividendosi dai loro consanguinei che sarebbero poi giunti in India. Ne siamo sicuri? A me viene il sospetto che il punto di partenza della migrazione mitannica sia stato in piena India, probabilmente in quello che oggi è chiamato Punjab. Se fossero evidenziate senza possibilità di dubbio caratteristiche dovute a contatti con lingue non indoeuropee dell'India, questa ipotesi acquisterebbe forma e sostanza. La possibilità che in mitannico fossero presenti consonanti cacuminali è particolarmente interessante.

Alcune osservazioni sparse
L'intero universo vedico appare già delineato, con attestazione di parole tuttora fondamentali nell'Induismo moderno (ad esempio Veda) e nel Buddhismo (ad esempio Māyā, Karma) - anche se in quest'ultimo caso con diversa semantica.