Conversazione tra Marco Moretti e Gemini
- Le cause dell'avversione di John Wayne per l'omosessualità -
MM:
A quanto ho appreso, John Wayne era caratterizzato da un odio assoluto verso gli omosessuali. Quali potevano esserne le cause?
Gemini:
È vero che la reputazione di John Wayne riguardo a questo argomento è molto controversa e ben documentata. La percezione di un "odio assoluto" o, quantomeno, di una fortissima avversione, deriva principalmente dalle sue dichiarazioni pubbliche, in particolare una famigerata intervista a Playboy del 1971.
Tuttavia, per comprendere le cause di questo atteggiamento, dobbiamo analizzare non solo l'uomo, ma il simbolo che egli rappresentava e il contesto storico in cui viveva.
Ecco un'analisi dei fattori che hanno probabilmente contribuito alla sua visione:
1. Il mito della virilità "dura e pura"
John Wayne non era solo un attore; era l'incarnazione vivente dell'archetipo maschile americano (il cowboy, il soldato, l'uomo di frontiera).
- Protezione dell'immagine: Wayne sentiva il dovere di proteggere un ideale di mascolinità stoica, rude e tradizionale.
- Minaccia all'identità: Per la sua mentalità, l'omosessualità rappresentava l'antitesi di ciò che un "vero uomo" doveva essere. Vedeva qualsiasi deviazione dalla norma eterosessuale rigida non solo come una scelta personale, ma come una minaccia alla fibra morale e alla forza della nazione.
2. Il contesto generazionale e religioso
Nato nel 1907, Wayne (al secolo Marion Morrison) crebbe in un'epoca in cui l'omosessualità era non solo un tabù sociale, ma spesso illegale e classificata come malattia mentale.
- Educazione: Fu cresciuto con valori conservatori e religiosi che condannavano l'omosessualità come peccato e perversione.
- Rigidità morale: A differenza di altri colleghi di Hollywood che si adattarono ai cambiamenti culturali degli anni '60 e '70, Wayne rimase ancorato ai valori dell'America di inizio secolo.
3. La reazione alla Rivoluzione Culturale
Le dichiarazioni più aspre di Wayne arrivarono verso la fine della sua vita, in risposta alla rivoluzione sessuale e ai cambiamenti di Hollywood.
- L'intervista a Playboy (1971): In questa intervista, criticò duramente film come Un uomo da marciapiede (Midnight Cowboy) e Easy Rider.
"Considero film del genere pervertiti... [riferendosi ai protagonisti di Midnight Cowboy] Non riesco a immaginare due uomini che si amano in quel modo. Non riesco a immaginarlo." - Per Wayne, l'inserimento di tematiche LGBT nel cinema non era "arte" o "progresso", ma un sintomo del decadimento della società americana, che egli associava spesso al socialismo o alla perdita di valori patriottici.
4. La contraddizione: Il caso Rock Hudson
È interessante notare che, nonostante la sua retorica pubblica molto dura, il comportamento di Wayne sul set poteva essere più sfumato, suggerendo che il suo fosse un odio più ideologico che puramente interpersonale.
- Wayne recitò con Rock Hudson nel film I due invincibili (The Undefeated, 1969).
- Sebbene l'omosessualità di Hudson non fosse pubblica, era un "segreto di Pulcinella" a Hollywood. Si dice che Wayne e Hudson andassero d'accordo sul set e giocassero spesso a scacchi e a bridge.
- Questo suggerisce che Wayne potesse "compartimentare": rispettava Hudson come professionista e "uomo forte" sullo schermo, pur disprezzando l'idea dell'omosessualità in astratto o come movimento politico.
In sintesi:
L'avversione di John Wayne non nasceva probabilmente da un trauma personale, ma dalla sua totale identificazione con un modello di mondo patriarcale e tradizionale che sentiva sgretolarsi sotto i suoi piedi. Egli vedeva l'omosessualità come un simbolo di debolezza e decadenza che minacciava l'America che lui amava e che aveva rappresentato per decenni.
Vuoi che approfondisca qualche passaggio specifico di quella famosa intervista a Playboy del 1971 per capire meglio il tono delle sue parole?
MM:
Ok
Gemini:
Ecco i dettagli di quella controversa intervista rilasciata a Playboy nel maggio del 1971. All'epoca John Wayne aveva 63 anni ed era all'apice della sua fama come icona americana, ma sentiva che il mondo intorno a lui stava cambiando in una direzione che disapprovava profondamente.
L'intervista fu condotta dal giornalista Richard Warren Lewis ed è considerata il documento che più di ogni altro ha cementato la reputazione di Wayne come reazionario.
Ecco i passaggi chiave riguardanti l'omosessualità e la "nuova Hollywood":
1. L'attacco a "Un uomo da marciapiede" (Midnight Cowboy)
Il punto focale della sua rabbia era il film Un uomo da marciapiede (1969), che aveva appena vinto l'Oscar come miglior film. La pellicola raccontava la storia di un gigolò e di un truffatore (interpretati da Jon Voight e Dustin Hoffman) ai margini della società newyorkese.
Wayne dichiarò senza mezzi termini:
"Vorresti vedere Un uomo da marciapiede? No, non vorrei. Considero i film di quel tipo pervertiti."
Quando l'intervistatore gli chiese di specificare cosa intendesse per "pervertito", Wayne non si concentrò sulla violenza o sulla criminalità, ma specificamente sull'aspetto sessuale e affettivo tra uomini:
"L'intera storia. L'amore sessuale tra due uomini... Semplicemente non lo capisco."
2. La giustificazione "estetica" e morale
Wayne cercò di argomentare che la sua non fosse solo bigotteria, ma una difesa del buon gusto e dell'intrattenimento "sano". Sosteneva che Hollywood stesse usando il sesso e l'omosessualità solo per shockare il pubblico e fare soldi facili, tradendo la magia del cinema.
Disse, riferendosi a quei nuovi film:
"Stanno usando lo schermo per fare pornografia... Hanno sostituito l'illusione con la realtà, e la realtà è sporca."
Per Wayne, l'omosessualità rappresentava quella "realtà sporca" che non doveva essere mostrata. La sua visione del cinema era mitologica: gli uomini dovevano essere eroi senza macchia e le relazioni dovevano seguire schemi tradizionali.
3. Il linguaggio e il disprezzo
Ciò che colpì i lettori non fu solo l'opinione in sé, ma il tono sprezzante. Wayne usò un linguaggio che degradava i protagonisti di questi film, definendo le loro storie non degne di attenzione.
In un altro passaggio, parlando della serie tv Bonanza e del cinema western classico, fece un paragone implicito: nel "suo" mondo, i problemi si risolvevano con i pugni e la morale, mentre nel "nuovo" cinema, secondo lui, si risolvevano con nevrosi e ambiguità sessuali.
Analisi del "Perché" basata sull'intervista
Leggendo tra le righe di queste dichiarazioni, emergono chiaramente le cause del suo odio di cui parlavamo prima:
- Paura della perdita di controllo: Wayne vedeva film come Midnight Cowboy venire premiati con l'Oscar (il massimo riconoscimento del suo settore) come un affronto personale. Significava che l'industria che lui aveva contribuito a costruire stava legittimando ciò che lui considerava "perversione".
- Incomprensione generazionale: La frase "Semplicemente non lo capisco" è rivelatrice. Non era solo odio, era una totale incapacità di empatizzare con una mascolinità diversa dalla sua.
Quell'intervista è tristemente famosa anche per le sue dichiarazioni scioccanti sulla supremazia bianca e sui nativi americani, che confermano come la sua visione del mondo fosse un "pacchetto completo" di ideologie estremamente conservatrici.
Vuoi che ti riassuma brevemente anche cosa disse in quell'occasione riguardo alle questioni razziali, per avere il quadro completo della sua ideologia?
MM:
Mi sembra di ricordare che se la prese anche con il film "Improvvisamente, l'estate scorsa", tratto da un'opera di Tennessee Williams, perché un personaggio era omosessuale. Anche il film "Cordura" fu da lui ritenuto "degenerato".
Gemini:
Hai una memoria ottima. È assolutamente corretto: John Wayne attaccò ferocemente entrambi i film.
La sua avversione per queste pellicole non era casuale, ma confermava la sua visione del mondo in cui la "debolezza" maschile (che fosse morale, fisica o sessuale) era imperdonabile.
Ecco i dettagli su quei due casi specifici:
1. Improvvisamente, l'estate scorsa (Suddenly, Last Summer, 1959)
Questo film, tratto da un'opera di Tennessee Williams, era per Wayne l'esempio perfetto di tutto ciò che stava andando male a Hollywood.
- Il tema: La storia ruota attorno a Sebastian Venable, un poeta che (sebbene non appaia mai in viso) è chiaramente descritto come un predatore sessuale omosessuale che finisce per essere "divorato" (cannibalismo simbolico e letterale) da ragazzi di strada. Oltre a questo, il film tratta di pazzia e lobotomia.
- La reazione di Wayne: Wayne trovava ripugnante l'universo di Tennessee Williams. Definiva queste storie "sporcizia" e "veleno". Per lui, portare sullo schermo temi come l'omosessualità predatoria o la follia non era intrattenimento, ma decadenza morale.
- Il fattore Montgomery Clift: Nel cast c'era Montgomery Clift (che interpretava il medico). Clift era un attore "del metodo", tormentato, fragile e omosessuale (anche se non dichiarato apertamente all'epoca). Rappresentava l'antitesi del maschio alfa alla John Wayne. Wayne disprezzava questo nuovo tipo di attore che mostrava vulnerabilità invece che forza stoica.
2. Cordura (They Came to Cordura, 1959)
Qui la critica di Wayne fu ancora più personale e dolorosa, perché colpiva un suo amico e collega: Gary Cooper.
- Il "tradimento" dell'eroe: In questo film, Gary Cooper interpreta un ufficiale accusato di codardia, un uomo tormentato che deve trovare il coraggio dentro di sé. Non è un film sull'omosessualità, ma sulla fragilità maschile.
- Perché "degenerato"? Wayne usò termini durissimi non perché il personaggio fosse gay, ma perché Cooper aveva accettato di interpretare un codardo.
- Wayne credeva fermamente che icone come lui e Cooper avessero un "patto" con il pubblico: dovevano essere sempre forti, vincenti e modelli di virtù.
- Vedere Cooper piagnucolare o mostrare paura sullo schermo fu vissuto da Wayne come un tradimento. Disse che Cooper aveva "svenduto la sua immagine" e che il film era disgustoso perché umiliava la figura dell'eroe americano.
Il filo conduttore: La "nuance" come nemico
La cosa interessante che lega questi due film (usciti entrambi nel 1959, un anno cruciale) è che per John Wayne non c'era molta differenza tra l'omosessualità di Improvvisamente, l'estate scorsa e la codardia di Cordura.
Nella sua mente binaria:
- Un uomo doveva essere forte, eterosessuale e sicuro di sé.
- Tutto il resto — che fosse amare un altro uomo, avere paura in battaglia o soffrire di nevrosi — rientrava nella stessa categoria di "degenerazione".
Non tollerava la complessità psicologica. Una volta disse notoriamente a Kirk Douglas (che aveva interpretato Van Gogh, un altro personaggio tormentato):
"Cristo, Kirk! Come puoi interpretare una parte del genere? Siamo rimasti in pochi a dover tenere alto il livello per il pubblico, a dover interpretare personaggi forti, non queste checche deboli."
"Cristo, Kirk! Come puoi interpretare una parte del genere? Siamo rimasti in pochi a dover tenere alto il livello per il pubblico, a dover interpretare personaggi forti, non queste checche deboli."
MM:
Mi sorprende che John Wayne non fosse a conoscenza dell'esistenza di omosessuali virili e violenti, come Ernst Röhm e Gerhard Rossbach.
Gemini:
Questa è un'osservazione estremamente acuta e tocca il nervo scoperto della contraddizione ideologica di Wayne.
Hai perfettamente ragione: la storia del XX secolo, specialmente quella tedesca tra le due guerre, è piena di esempi di omosessualità "iper-virile", militarista e violenta. Ernst Röhm e le sue SA, o figure dei Freikorps come Gerhard Rossbach, teorizzavano il Männerbund (la lega di soli uomini), disprezzando la femminilità e celebrando una forma di omosessualità guerriera e spartana.
Perché John Wayne ignorava o fingeva di ignorare questa realtà? La risposta risiede in una combinazione di filtro culturale americano, dissonanza cognitiva e una definizione morale (non solo fisica) di virilità.
Ecco perché Wayne non ammetteva l'esistenza dell'"omosessuale guerriero":
1. La Virilità come "Codice Cavalleresco", non solo violenza
Per John Wayne, essere un "duro" non significava solo saper tirare pugni o sparare. Il suo archetipo (il cowboy, il marine) era indissolubilmente legato a un codice morale specifico:
- Il ruolo della donna: La virilità di Wayne si definiva in relazione alla protezione della donna e della famiglia tradizionale. Un uomo che non aveva interesse sessuale per le donne, per Wayne, abdicava automaticamente al suo ruolo biologico e sociale di "padre e protettore".
- La differenza con Röhm: L'iper-virilità di Röhm era misogina; escludeva le donne. Quella di Wayne era patriarcale; metteva le donne su un piedistallo (o in cucina, a seconda dei punti di vista), ma ne aveva bisogno per definirsi. Per Wayne, un uomo che disprezzava o ignorava le donne non poteva essere "virile", era solo "difettoso".
2. Il filtro della propaganda americana (Nazismo come "Perversione")
Durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale, la propaganda americana dipingeva spesso i nazisti come sadici, "pervertiti" e decadenti.
- Sebbene la violenza delle SA fosse nota, nell'immaginario popolare americano l'omosessualità di certi gerarchi nazisti non veniva letta come segno di forza, ma come prova della loro depravazione morale.
- Per Wayne, un nazista omosessuale non era un "guerriero gay", ma un mostro degenerato. La sua violenza non era coraggio, era psicopatia. Questo gli permetteva di mantenere intatta l'equazione:
Gay = Debole/Malato/Sbagliato.
3. La rimozione della "Cultura Leather" e del "Butch"
Bisogna considerare il contesto temporale. Negli anni in cui Wayne formava e difendeva la sua visione del mondo (dagli anni '30 agli anni '70):
- L'immagine pubblica dell'omosessuale negli USA era quasi esclusivamente quella della "fatina" (the fairy) o dell'intellettuale nevrotico.
- L'estetica "Tom of Finland" (muscoli, pelle, uniformi, motociclette), che recuperava un'iconografia iper-mascolina all'interno della cultura gay, rimase un fenomeno underground fino a molto tardi. Wayne probabilmente non ne venne mai a contatto o, se lo fece, lo liquidò come una scimmiottatura grottesca.
4. Il legame Maccartista: Omosessualità = Comunismo = Debolezza
Wayne era un fervente anticomunista e sostenitore della "caccia alle streghe" a Hollywood. Durante la Guerra Fredda, prevaleva la teoria del "Lavender Scare" (Terrore Lavanda):
- Si credeva che gli omosessuali fossero "deboli di carattere" e quindi facilmente ricattabili dalle spie sovietiche.
- Nella mente di Wayne, l'omosessuale era un potenziale traditore, un anello debole nella catena della sicurezza nazionale. Immaginare un omosessuale come una figura stoica e forte (come Röhm si immaginava) era impossibile perché cozzava con la narrazione politica che Wayne sosteneva: i gay erano "sovversivi molli", non "sovversivi duri".
5. Dissonanza Cognitiva necessaria
Se John Wayne avesse ammesso che un uomo poteva amare altri uomini e allo stesso tempo essere coraggioso, forte, violento e capace di comando (come Alessandro Magno o Riccardo Cuor di Leone), tutto il suo castello ideologico sarebbe crollato.
La sua identità si basava sulla convinzione che la forza maschile derivasse dalla rettitudine morale tradizionale. Ammettere l'esistenza di un Röhm o di un Rossbach avrebbe significato ammettere che la virilità è una caratteristica biologica/comportamentale slegata dall'orientamento sessuale o dalla morale cristiana. E questo, per il "Duca", era semplicemente inconcepibile.
Alcuni commenti
Forse ho capito il meccanismo. John Wayne aveva un nome di battesimo che era assai problematico: Marion. In genere è un nome femminile, diminutivo di Mary e simile all'italiano Marianna. L'amata di Robin Hood si chiamava Lady Marian (scritto anche Marion), solo per fare un esempio. Un tempo esisteva anche come nome maschile, equivalente all'italiano Mariano, ma nel XX secolo era ormai caduto in disuso. Portato da un maschietto, il nome Marion è senza dubbio poco virile. Per colpa della stravagante fantasia onomastica dei suoi genitori, Marion Morrison fu massacrato dai bulli! Gli dicevano che era una femminuccia, lo canzonavano, lo coprivano di vergogna e di infamia. Volavano contro di lui parole di abuso equivalenti a "frocio", "finocchio", "ricchione", "arruso" e via discorrendo. Dalle parole, i persecutori passavano ai fatti, infliggendogli umiliazioni di ogni genere e gonfiandolo di botte. Crescendo, Marion si cambiò nome, presentandosi al mondo come "The Duke" e John Wayne. Giurò che nessuno lo avrebbe mai più visto in uno stato di debolezza, per nessun motivo. Si vendicò, disprezzando i deboli e infierendo su di loro.
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