lunedì 24 ottobre 2016

LA CADUTA DEI GREUTUNGI - PRIMO CANTO

Titolo: Drus Griutunge
Titolo tradotto: La Caduta dei Greutungi 
Lingua: Gotico
    Note: Gotico rivitalizzato (conlang neogotica)
Traduzione: Inglese
Genere: Poesia epica
Autore: Sconosciuto
Nazionalità dell'autore: Inglese
Autori del backup: Comunità Odinista Spagnola 
    (Comunitad Odinista de España-Ásatrú)
Link originale (conservato in Web Archive):
     http://www.oe.eclipse.co.uk/nom/drus.htm

Link del backup:
     http://asatru.es/drus-griutunge/
Probabile causa rimozione:
 Censura
Valutazione: Eccellente
Peculiarità ortografiche: Uso di -ng- anziché -gg-;
    uso di hv per non disponibilità del carattere ƕ.

PRIMA PARTE 

Frumei fitja – Fitt I

Ussandiþ was waurd,
þatei wulfs gaswalt.
Urrunnun Airjus
and allata land.
Urrisun Aistjus
jah Idumingos.
Maurginis, manwjai,
Meringos bidun.
Wens was in weihsa,
ana wairilom faheþs.
Ussandiþ was waurd.
Ni was sunjein. 

Word went out that the wolf was dead. Messengers fared forth throughout the land. The Ests rose up, and the Idumings. The Merings, ready, awaited morning. There was hope in hamlet and joy on lips. Word went out. It was not true.

Lang mel galiþan. 

Long time ago.

So was ubila wiko
allaim alja hrabna.
Gahausida Haima,
þatei hairus gabiti,
Haiþika jah Haþula,
jah qemun af hlainam dalaþ.
Fairraþro þan
af fairgunjam,
gumnans alafunsai,
du Gutþiudai,
Aþalins inkunjans,
ibukai gasnewun.
Iþ galgin ridun
Gunþirunos,
afslahanai stainam,
sunjus juþan bai. 

Ill was that week for all but the raven. Haima heard that the sword had bitten, Haithika and Hathula, and came down from the hills. From afar now, from off the mountains, men most eager, to Gothland, Athala’s compatriots, hastened home. But upon the gallows rode Gudrun’s, slain with stones, sons both by then.

Wasuþ-þan kuni kunje. 

Now, there was a kin of kins.

Abin airknamma,
(Nist izwis þizos aglons þaurfts.),
qenai qainondein,
fraqistjan ni skuluþ.
Balþans izwis, hva boteiþ,
jabai barn ugkar
hlasata in atiska,
haluþs, jus gadauþeiþ. 

My husband true (This anguish need not be.), weeping wife, ye must not kill. What good will it do you bold ones if our child, happy in the field, ye heroes slay.

Þeinis þiuþeigis
unsis þaurfts ist usqiman;
qenai qainondein
fraqistjan skulum.
Barn igqar, hva uns boteiþ
gabrannjan ni witum,
sunu þana taitan,
iþ gataujam swa. 

That fine man of thine we must needs kill, weeping wife we have to slay. We know not what good it will do us to burn your child, your merry son, but that is what we shall do.

Kuni was simle kunje.

There was once a kin of kins.

Fairhvjos þan faiflokun
ni fawai walisans
ana Danapris staþam,
dairnjai saurgai,
ana Gutþiudai,
Gautis knodais,
wenida ana Aujom,
Augeis kunjis,
usbeisneigai
du andja þis. 

There bewailed then not a few folk their dear ones on the banks of the Dniepr, in secret sorrow, in Gothland, of Gaut’s people, hoped in Aujom the Watermeadows, of Augis’s kin, patiently for an end to that.

Þata was auk þiudans
þiuþeigosts gibom;
þata was auk hilmje
hindarweisosts.
 

For that was the king most kind in gifts; for that was the sliest of sovereigns.

Riqis was in razna,
rauks af haurjam.
Skinun augona
þis armlausins,
fadis framaldris,
af flatja dalaþ.
Þwairhana þangil
þuls ni latida.
 

There was darkness in the hall, fumes from the fires. Shone the eyes of the armless one, aged lord, down from the dais. Moody monarch, his minister did not halt him.

Inna qam Ibra
jah Awimundus
miþ muldai wigis
jah minþiladrupam.
Indrauhtjans du im
insehvun Imrikins banins.
“Uzda jah miþ agjai
armaions wanai
gatalzidedum, frauja,
þans fijands þeinans.” 

In came Ibra and Awimund with the grime of the road and the foam of the bit. The household troop of Imrika’s slayer turned their gaze upon them. “With point and with edge, merciless, we have chastised, sire, those foes of thine.”

Iþ ni was fullafahiþ
ize fauramaþlja.
“Swikalai mis wesun
sunjus Gautis!
Duhve her ni haba
haubida þize warge?” 

But their leader was not satisfied: “Faithless to me were the sons of Gaut! Why have I not here these felons’ heads.”

Jah rinno rann
uf razna framis,
jah brunna sutis,
iþ braitrs was munþs,
faur þaurp jah hugs,
so þiudaahva. 

And the river ran on below the hall (sweet the spring, but the mouth was bitter), by field and acre, the mighty river.

Lang mel galiþan. 

Long time ago.

COMMENTI:

fitja "canto, parte di un poema" (f.): La parola ha la stessa etimologia indoeuropea di fotus "piede", ma con diversa apofonia (< *ped-). Cfr. anglosassone fitt "canto, parte di un poema"; antico sassone fittea "parte di un poema, testo"

Drus Griutunge "Caduta dei Greutungi" (gen.): I Greutungi (Greuthungi, Gruthungi) erano un popolo di stirpe gotica il cui nome è formato dalla parola ricostruita griutus "ghiaia" (cfr. anglosassone grēot "ghiaia"). Nell'ortografia wulfiliana il titolo del poema si scriverebbe Drus Griutugge

Aistjus "gli Esti": Gli antenati degli Estoni, un popolo di lingua finnica (gruppo uralico). Il tema in -u- è stato ricostruito a partire dall'estone Eestu < *Aistu.

Idumingos "gli Idumingi": L'etnonimo sembra derivato dal nome di un capostipite *Iduma, il cui significato è oscuro. Menzionati nel poema anglosassone Widsith: ond mid Eolum ond mid Istum . ond Idumingum. Sono stati ritenuti a torto un'interpolazione dei biblici Edomiti. Potrebbero essere identificati col popolo baltico degli Ydumaei, menzionati da Enrico di Ymera nel Chronicon Livoniae. Nell'ortografia wulfiliana sarebbe Idumiggos

Meringos "i Meringi": Un etnonimo derivato da un capostipite di nome Merja "Il Famoso". È il nome di una nobile stirpe dei Goti. Nell'ortografia wulfiliana sarebbe Meriggos

in weihsa "nel villaggio": weihs (n.) "villaggio" è un parente del latino vi:cus (< *weiko-) e del greco ὀῖκος "casa" (< *woiko-). La consonante -s- appartiene alla radice.

gumnans: Chiaramente un refuso per gumans "uomini".

Gunþirunos "di Gudrun" (gen.): La forma ricostruita Gunþiruna corrisponde perfettamente al norreno Guðrún: è formato da gunþi- "battaglia" e da runa /'ru:na/ "segreto".

Haþula: Nome proprio di persona maschile, derivato dalla forma ricostruita haþus "battaglia", ben attestata in norreno (hǫðr) e nel germanico occidentale (antico alto tedesco hadu, anglosassone heaþu). Corrisponde al celtico *katus, ben attestato negli antroponimi come Catu- e -catus

haluþs "eroi" (pl.): Forma ricostruita a partire dal norreno hǫlðr "uomo". A giudicare dai discendenti in altre lingue, il gotico avrebbe con maggior probabilità la forma haliþs, derivata da una variante della precedente. In ultima analisi corrisponde al celtico *kaletos "duro; coraggioso", attestato in etnonimi come Caleti, Caletes e nell'antroponimo Caletus.

Danapris "Dniepr" (gen. m. o n.): Notevole idronimo di origine scitica (iranica), derivato da da:n(u) "acqua, fiume" e apar(a) "del lato lontano". Ovviamente i Goti hanno preso a prestito il nome del fiume senza comprenderne il significato. Iordanes ci attesta Danaprum (n.) e Danaper (m.).  

Gautis "di Gaut" (gen.): Si ricostruisce il nominativo Gauts. Iordanes attesta il nome di questo capostipite come Gapt, rendendo in questo modo stravagante un dittongo -au- conservato nelle voci mitologiche anche dopo che nella lingua comune si era sviluppato nella vocale aperta /ɔ:/. La pronuncia doveva essere /gauts/ (gen. /'gautis/), non /*gɔ:ts/, anche in epoca tarda.

Aujom "Scizia", lett. "ai prati (ricchi d'acqua)": Iordanes ci fornisce questo nome nella forma Oium, che riproduce bene la pronuncia /'ɔ:jo:m/. Interessante forma dativa sclerotizzata. Il termine significa innanzitutto "isola". Presso molti Germani antichi il concetto di "isola" era intercambiabile con quello di "prato ricco d'acqua".

Augeis kunjis "della stirpe di Augis" (gen.): Il nome Augis, attestato da Iordanes, permette di ricostruire la forma Augeis (gen Augeis, dat. Augja, acc. Augi). Il significato è a mio avviso chiaro: è un derivato poetico e arcaico di augo "occhio", col significato di "colui che scruta" o "vigile".

hilmje "dei sovrani" (gen. pl.): La forma ricostruita hilmeis "sovrano" significa alla lettera "quello con l'elmo" e appartiene al linguaggio poetico. Non attestata in gotico, corrisponde perfettamente al norreno hilmir.

armlausins "del senza braccia" (gen.): Credo che armilausins sarebbe preferibile (arms "braccio" in gotico ha il tema in -i- e non in -a- come nelle altre lingue germaniche: acc. pl. armins). Nel tardo latino esisteva il vocabolo armilausa (armelausa, armilausia), che indicava una corta tunica militare: è un evidentissimo prestito dal gotico. Si nota che non è ancora del tutto chiaro il meccanismo relativo alla presenza o meno della vocale tematica -a- o -i- nel primo membro dei composti gotici. La possibilità più credibile è che dipendesse da una serie di fattori, tra cui l'accentazione preistorica e l'analogia. 

fadis "del signore" (gen.): Un termine arcaico e poetico, attestato nella lingua di Wulfila soltanto in composti come bruþfaþs "sposo" e hundafaþs "centurione". La radice indoeuropea è la stessa da cui il latino ha formato possum e potens

þangil (acc.) "sovrano": Termine arcaico e poetico, ricostruito a partire dal norreno þengill "principe, re".

þuls "ministro": Termine ricostruito a partire dal norreno þulr "uomo saggio" (gen. þular). Avrei preferito di certo la ricostruzione þulus (gen. þulaus), perché la forma norrena ci suggerisce che il tema era in -u-. L'etimologia mi pare molto oscura, non è detto che il termine esistesse in gotico e che fosse una traduzione credibile per il concetto di "ministro"

Ibra: Nome di oscura etimologia. Somiglia al nome ricostruito del cinghiale, ibur (gen. iburis, dat. ibura), ma non è evidentemente quella l'origine, per ragioni fonetiche e morfologiche.

Awimundus: Il primo membro del composto è lo stesso di awiliudon "ringraziare". Il secondo membro significa "protezione" ed è molto produttivo nell'antroponimia germanica. Se il primo membro fosse la parola per "isola", dovrebbe invece essere Aujamundus.

miþ minþiladrupam "con la schiuma al morso" (dat. pl.): Un composto davvero notevole, formato dalla base minþil- "morso del cavallo" (cfr. norreno mél, anglosassone míðl, antico alto tedesco mindil; ha la stessa radice di munþs "bocca") e da un derivato del verbo ricostruito driupan "gocciolare", di buona tradizione germanica (norreno drjúpa "gocciolare", inglese drop "goccia"). 

Imrikins (gen.): Nome di oscura etimologia. Al momento non sono riuscito a trovare paralleli credibili.

iþ braitrs was munþs "ma la bocca era amara": La forma corretta è baitrs (cfr. inglese bitter): si capisce all'istante che *braitrs è un refuso. Si deve correggere il verso in iþ baitrs was munþs

þiudaahva "fiume potente" (lett. "fiume della nazione"): A dire il vero ci aspetteremmo þiudahva. La -a- del tema avrebbe dovuto essere assorbita dalla a- iniziale del secondo membro del composto. La formazione è ricalcata sul norreno þjóð-á "grande fiume": esistono in quella lingua numerosi altri esempi simili. Non sono tuttavia certo che una simile formazione accrescitiva esistesse nella lingua di Wulfila. Probabilmente all'origine c'è un fraintendimento del prefisso in parole come þjóð-konungr "re della nazione", quindi "grande re", "re potente", donde sarebbe nata tra i poeti l'interpretazione di þjóð- come accrescitivo. Suggerisco in ogni caso la correzione in þiudahva per motivi fonetici. 

giovedì 20 ottobre 2016

GRAFFITI GOTICI IN CRIMEA

Agli inizi del 2016, il blog Languagehat.com ha dato notizia di un'interessante scoperta.


Cinque brevi graffiti in lingua gotica wulfiliana sono stati rinvenuti in Crimea. Risalgono ad epoca medievale, con ogni probabilità al IX-X secolo d.C. Questi documenti sono citati in un articolo scritto da due studiosi russi: Andrei Vinogradov e Maksim Korobov, “Gothic graffiti from the Mangup basilica”. L'articolo è in lingua russa e il titolo è Готские граффити из Мангупской базилики. Lo si può leggere online e scaricare gratuitamente. Questo è il link: 


Riporto la traslitterazione dei testi, la trascrizione e la traduzione:

Traslitterazione                      Trascrizione
1. [.]A[.]GÞMIKILṢ           1. [ƕ]a[s] g(u)þ mikils
2. SWEGÞUNṢARÞU        2. swe g(u)þ unsar þu
3. ISGÞWAURKJAN[.]S    3. is g(u)þ waurkjan[d]s
4. SILDA vacat18 LEIKA  4. sildaleika
5. USST[.]                           5. usst[a]
6. NNDAN[..]                      6. nndan[ds]
7. USDAUÞAIM                 7. us dauþaim
8. JAHIN vacat MIDJ[..]     8. jah in midj...

Traduzione
1. Chi Dio grande
2. Come Nostro Dio Tu
3. Sei Dio facente 
4. Prodigi
5. e 6. Risorgente  
7. Dai morti
8. E nel mezzo... 

Traslitterazione
†FAHILPSKAḶ[..]ṢÞ[.]WS[..]

Trascrizione
f(rauj)a hilp skal[ki]s þe[inis] Þ[e?]ws-

Traduzione
Signore aiuta il servo Tuo...

Traslitterazione
1. FAHILPSKALKỊṢÞEIN
2. [.]ỌANJA[....]ẈẸINAG
3. JA[.]FRAẈẠỤRT[.]

Trascrizione
1. f(rauj)a hilp skalkis þein[is]
2. [i]o(h)anja (?)... weinag[ardjin-(?)]
3. ja[h] frawaur(h)t[is(?)]

Traduzione
1. Signore aiuta il servo Tuo
2. Giovanni il Vignaiolo
3. Il peccatore

Il mio sembrerebbe il primo post in italiano su questi reperti: il mondo accademico, servo della setta massonica, è latitante e dedito più che altro alle beghe delle baronie universitarie. In Italia vige tuttora l'associazione indebita tra Goti e barbarie, portata avanti dall'istituzione scolastica da epoca immemorabile. La situazione non è rosea, i pochi docenti esperti di filologia germanica con ogni probabilità sono ghettizzati.

Tornando a noi, queste sono le conclusioni di Vinogradov e Korobov:

1) L'esistenza della lingua gotica nelle montagne della Crimea nei secoli IX-X è confermata. Era usata assieme al greco.
2) La lingua gotica era scritta in Crimea e usata sia per citazioni di testi biblici che per invocazioni e commemorazioni private.
3) Non era usata soltanto da chierici.
4) Questa scoperta rappresenta la prima prova dell'uso dell'alfabeto di Wulfila al di fuori dell'Italia e della Pannonia, così come del suo uso per scopi pratici dopo il VI secolo.
5) La citazione dei Salmi mostra la dimestichezza dei Goti di Crimea con la Bibbia di Wulfila.
6) I testi liturgigi sono la prova di servizi ecclesiastici locali in gotico.
7) Almeno nel primo periodo Bizantino, i Goti di Crimea erano parte del mondo culturale gotico, e quindi erano collegati ai Goti della bassa regione danubiana.
8) Non c'è una distinzione evidente tra la lingua delle iscrizioni e gli esempi di gotico noti in precedenza.
9) La scrittura sembra quella di uno scriba colto.
10) La cultura epigrafica appare vicina a quella della cultura bizantina locale.
11) I Goti locali usavano sia nomi gotici che bizantini.
12) C'era una sviluppata viticoltura locale.

Un utente polacco, Piotr Gąsiorowski, esprime il suo scetticismo in inglese:

"There’s one thing, however, that makes me wary. The language of the graffiti is absolutely Wulfilan, as if nothing had happened to Gothic between the 4th century and the 9th (by contrast to every other Germanic language), and as if Crimean Ostrogothic had not differed the leetlest bit from Wulfila’s Moesian Visigothic. Frankly, it looks too Gothic to be true. I hope the researchers have taken every precaution to rule out a modern hoax. Remember the Kensington Runestone."  

Si tratta di obiezioni nella sostanza infondate. La lingua di Wulfila attestata nei graffiti della Crimea non somiglia affatto al gotico di Crimea attestato da un viaggiatore fiammingo di nome Ogier Ghiselin de Busbecq nel XVI secolo: era invece una lingua dotta, parlata in origine dai chierici e poi diffusa anche presso i laici di classe elevata per via del suo prestigio culturale.

Il gotico di Crimea si è evoluto da una protolingua un po' diversa da quella di Wulfila, e questo dovrebbe essere sempre tenuto a mente. Di questo avremo modo di parlare in modo più approfondito in altre occasioni. Il fatto che il vernacolo di tale paese fosse nel XVI secolo e oltre quello attestatato da Ghiselin de Busbecq non implica affatto che la lingua di Wulfila non sia mai stata usata nella regione. In altre parole, Piotr Gąsiorowski commette la grave fallacia logica chiamata non sequitur (ossia "non ne consegue"). 

Fornisco una lista utile per confrontare il gotico di Wulfila (Wulf.) con il gotico di Crimea (Busb.). Si ricordi che nella lingua wulfiliana gg si pronuncia ng (tranne che in poche parole non incluse nell'elenco) e che þ è il th dell'inglese thin.

Wulf.:  augona "occhi"
Busb.:  oeghene "occhi"  


Wulf.:  bloþ "sangue"
Busb.: 
Plut "sangue" 


Wulf.:  broþar "fratello"
Busb.:  Bruder "fratello" 


Wulf.:  gaggan "andare"
Busb.: 
Geen "andare"


Wulf.:  gulþ "oro"
Busb.:  Goltz "oro" 


Wulf.:  hana "gallo" 
Busb.:  Ano "gallina"


Wulf.:  handus "mano"
Busb.:  Handa "mano"

Wulf.:  haubiþ "testa" 
Busb.:  Hoef "testa"

Wulf.:  hus "casa" 
Busb.:  Hus "casa"

Wulf.:  maþlida ita "lo dissi" 
Busb.:  Malthata "detto"

Wulf.:  mena "luna" 
Busb.:  Mine "luna" 

Wulf.:  rign "pioggia"
Busb.:  Reghen "pioggia"

Wulf.:  siggwan "cantare"
Busb.:  Singhen "cantare" 

Wulf.:  silubr "argento"
Busb.:  Siluir "argento" 

Wulf.:  slepan "dormire" 
Busb.:  Schlipen "dormire" 
 

Wulf.:  stols "sedia"
Busb.:  Stul "sedia" 

Wulf.:  sunno "sole" 
Busb.:  Sune "sole"  
 

Wulf.:  swistar "sorella"  
Busb.:  Schuuester "sorella"


Wulf.:  winds "vento" 
Busb.:  Wintch "vento"

mercoledì 19 ottobre 2016

LA VERA ETIMOLOGIA DI BEAT GENERATION E DI BEATNIK

Vi sarete chiesti perché la famosa Beat Generation è chiamata così. Non userò mezzi termini. Questo beat è una voce di un gergo universitario che adatta alla fonetica anglosassone il latino beatus: suona /bi:t/ come la parola nativa per "battere", ma ai fini pratici significa "rincoglionito dalla droga".

Il derivato beatnik viene da questo vocabolo gergale con l'aggiunta del suffisso yiddish -nik (־ניק), di origine slava (ad esempio è produttivo in russo), che forma un gran numero di sostantivi concreti.

Ridicola è la posizione di chi fa derivare questa espressione dall'omonimo verbo to beat "battere". Non conoscendo né lo yiddish né il russo, alcuni hanno pensato che il suffisso -nik fosse semplicemente derivato per imitazione di Sputnik. A loro detta il beatnik sarebbe uno "Sputnik battuto", mentre in realtà è un rincoglionito dal cervello bruciato dalla droga. La cosa ha molto più senso, non trovate?

Per inciso, nel frattempo il suffisso -nik si è molto diffuso in certi gerghi anglosassoni, come mostrato dal seguente elenco: 


Questo è quanto riporta Wikipedia

"Jack Kerouac ha introdotto l'espressione Beat Generation nel 1948, per caratterizzare quel movimento giovanile anticonformista emergente dell'underground newyorkese. Il nome nasce da una conversazione con lo scrittore John Clellon Holmes. In realtà fu Herbert Huncke, che, e lo riconobbe anche lo stesso Kerouac, originariamente, utilizzò la parola beat in una precedente discussione."

"L'aggettivo beat potrebbe colloquialmente significare stanco o abbattuto, in riferimento alla comunità afroamericana del periodo, ma Kerouac fa sua quell'immagine e altera il significato includendo le connotazioni di ottimista, beato, e l'associazione musicale essere sul beat. Kerouac, devoto cattolico fin dall'infanzia, ha più volte spiegato che, nel descrivere la sua generazione come "beat", ha cercato di catturare la "sacralità" segreta degli oppressi."

Come si vede, Jack Kerouac era ben consapevole della derivazione primaria della parola, descrivendone il significato come "ottimista" e "beato", che ha la semantica del latino beatus e non quella del proto-germanico *bautanan "colpire", che in inglese ha soltanto prodotto un omofono del vocabolo gergale (coincidenza fortuita). L'autore non ha alterato il significato della parola beat: semplicemente ha proposto una parola diversa che suona allo stesso modo. Siccome questo termine dello slang universitario non era noto alla maggior parte della popolazione, ne sono derivate false etimologie popolari, con particolare riferimento alla componente afroamericana. Tuttavia, Wikipedia non ce la fa proprio a far piazza pulita dei luoghi comuni e ad affermare la fulgida luce della Verità. Kerouac e i suoi non erano "battuti" o "abbattuti": avevano il cervello bruciato dall'immenso flusso di stupefacenti che attraversava i loro corpi. 

domenica 16 ottobre 2016

ALCUNE CONSIDERAZIONI SU ALDOUS HUXLEY E SUL MONDO NUOVO

Secondo una radicata tradizione, Aldous Leonard Huxley avrebbe pubblicato nel 1932 il suo famoso romanzo Il Mondo Nuovo (Brave New World) con l'intento di mettere in guardia il genere umano da un futuro spaventoso e incombente. Questa è la vulgata corrente che ha permesso ai moderni di esaltare tale opera. Orbene, ogni vulgata corrente mi desta i conati di vomito per la sua retorica falsità. Non mi sarà difficile abbatterla servendomi del potere della Logica e di poche informazioni cruciali. Che il mondo descritto nel libro sia distopico è fuor di dubbio. Il punto è che Huxley non sarebbe stato d'accordo con questo mio giudizio: egli riteneva sinceramente che il parto della sua fantasia appartenesse al reame del Re Utopo e che fosse una cosa desiderabile.

Una singolare forma di Nazionalsocialismo
fordiano
 

Veniamo all'ispirazione originaria dell'opera di Huxley. Qual era il cardine del Mondo Nuovo? Il motto "Comunità, Identità, Stabilità" unito al produttivismo fordiano fondato sulla catena di montaggio. Non è un caso che vigesse un nuovo calendario, che computava gli anni dell'Era di Ford. I Governatori sfoggiavano il grottesco titolo di Sua Forderia (His fordship nell'originale inglese). L'autore si auspicava non soltanto una radicalizzazione delle differenze tra classi sociali e una loro completa separazione, ma addirittura la loro trasformazione in razze, o meglio in specie diverse. Ciascuna di queste specie è stata designata con una diversa lettera dell'alfabeto greco: abbiamo gli Alfa, i Beta, i Gamma, i Delta, a loro volta suddivisi in sottospecie. Il mondo ideale era per Huxley quello in cui gli operai fossero di una specie geneticamente distinta da quella degli uomini liberi e da quella degli oligarchi, al punto che tra queste diverse specie non potesse sussistere alcuno scambio di materiale genetico.

Il sistema politico descritto da Huxley potrebbe essere chiamato Nazionalsocialismo fordiano. Chiaramente non era il Nazionalsocialismo tedesco. Adolf Hitler, una volta affermato il concetto di razza ariana già noto all'Ariosofia o Gnosticismo Iperboreo, fu sempre consapevole della possibilità di accoppiamenti tra ariani e non ariani: non viveva nel mondo dei Puffi. Sapeva benissimo che tali copule avrebbero portato al concepimento di figli, e gran parte della sua opera era un tentativo di impedire questa eventualità, ritenuta sommamente luttuosa. Aldous Huxley andava ben oltre. Nella sua Utopia, l'ideale a cui bisognava tendere era un'umanità in cui individui appartenenti a diverse classi sociali non sarebbero stati interfecondi. Sognava quindi di forzare la Natura stessa - anche se il concetto di DNA gli era sconosciuto - affinché l'umanità si differenziasse in un balzo evolutivo che avrebbe fatto impallidire i gerarchi nazisti e i teorici del Razzismo Scientifico. Cosa si penserebbe di Josef Mengele se avesse potuto manipolare il genoma per far sì che un ebreo potesse concepire solo con altri ebrei? La cosa farebbe venire i brividi a milioni di persone. E se dicessi che così facendo Mengele sarebbe diventato Huxley, cosa rispondereste?

Genocidio dei nativi e aberrazioni sessuali

Tra i dettagli più spaventosi della costruzione futuribile di Huxley se ne possono citare a parer mio due:

1) L'esaltazione della pedofilia;  
2) Il sistematico annientamento di ogni popolo non fordiano, ossia di ogni identità legata a una cultura tradizionale. 

Si capisce questo, dato che Huxley riteneva auspicabile la realizzazione del Mondo Nuovo, ne esaltava di conseguenza ogni dettaglio, anche il più sordido e il più abominevole. Nella distopia huxleyana l'infanzia cresceva sotto stimolazione erotica costante. Ogni bambino e ogni bambina subivano, fin da quando erano in grado di camminare, un'opera pervasiva di pornificazione. Ogni gesto veniva erotizzato, erano organizzati incontri con toccamenti reciproci. Anche se l'autore non si azzarda a descrivere scene di rapporti pedofili tra adulti e bambini, si capisce benissimo che nella Societas Fordiana gli adulti erano incitati ad approfittare dell'imperante promiscuità per ottenere soddisfazioni sessuali tramite toccamenti e altro. Non  credete a quanto sostengo? Ecco una prima citazione: 

«Deliziosa piccola creatura!» disse il Direttore, seguendola con gli occhi. Poi volgendosi agli studenti: «Ciò che sto per dirvi ora» avvertì «potrà sembrarvi incredibile. Ma quando non si ha l'abitudine alla storia, la maggior parte dei fatti del passato sembrano incredibili.»
Rivelò la stupefacente verità. Per un lungo periodo prima dell'epoca del Nostro Ford, e anche per qualche generazione posteriore, i giochi erotici tra fanciulli erano stati considerati anormali (ci fu uno scoppio di risa); non soltanto anormali, ma perfino immorali ('no!'); ed erano stati di conseguenza rigorosamente repressi.
Un'espressione di incredulità stupita apparve sui volti degli ascoltatori. Come! Non era permesso ai poveri bambini di divertirsi? Non potevano capacitarsene.

E ancora:

«Via, bambina!» gridò il Direttore adirato. «Via, bambina! Non vedete che Sua Forderia è occupato? Andate a fare i vostri giochetti erotici in un altro posto.» «Poveri piccoli!» disse il Governatore.

Che dire poi di questa? 

«Guardate che gruppetto grazioso!» disse, indicando colla mano. In un piccolo spiazzo erboso fra due alti cespugli di erica mediterranea, due bambini, un ragazzetto di sette anni circa e una bambina che poteva forse avere un anno di più, stavano giocando, con molta gravità e con tutta l'attenzione concentrata di scienziati intenti ad un lavoro di scoperta, a un rudimentale gioco sessuale.
«Graziosissimo, graziosissimo!» ripeté il Direttore in tono sentimentale.

Nessuno poteva resistere a queste aberrazioni, tale era il condizionamento imposto fin dalla più tenera età. La gente ignorava tutto sul proprio passato, sapeva soltanto che in epoca antica il genere umano viveva in uno stato definito "barbarico". Di tutti i popoli che avevano rifiutato il Mondo Nuovo, sopravvivevano soltanto pochi individui detti Selvaggi, che vivevano in una comunità isolata nel Nuovo Messico. Erano gli unici superstiti del mondo precedente ed erano stati preservati dall'annientamento soltanto per ragioni di studio e per essere esposti alla curiosità morbosa dei turisti.  

Un individuo che esalta tutto questo sarà anche definito "santo laico", "filantropo", "progressista" o "utopista" dai moderni; se dipendesse da me, tale malfattore andrebbe stritolato tra le macine di un mulino o tra enormi ingranaggi di acciaio. 

Buonismo e influenze New Age

Nel Mondo Nuovo la felicità è obbligatoria. Ogni critica nei confronti di altre persone o della società è severamente vietata. Una pozione chiamata con vocabolo sanscrito soma (in caratteri devanāgarī सोम) è usata allo scopo di allontanare ogni pensiero definito "negativo". Questo dimostra come il pensiero New Age che tanto nuoce ai nostri tempi, già esistesse negli anni '30 dello scorso secolo in forma ben organizzata. Così pure esisteva la pestilenziale political correctness che opprime duramente i moderni con il pretesto buonista di tutelare le minoranze, risultando in una dura oppressione imposta a tutti. Esiste anzi la possibilità concreta che i parassiti universitari californiani che hanno introdotto questo male spirituale dei nostri tempi si siano ispirati proprio ad Aldous Huxley e alla sua opera! Aver esaltato e propagato questi orrori è un ulteriore e gravissimo capo di imputazione contro lo scrittore britannico, che dovrebbe essere sottoposto a damnatio memoriae

Un'onomastica singolare e contraddittoria

Essendo la procreazione artificiale ed esterna all'utero, nel Mondo Nuovo descritto da Huxley non ha più alcun senso parlare di famiglia e di discendenza. Termini come "padre" e "madre" sono considerati insulti. L'antica procreazione è definita "vivipara". Non esiste più un cognome che possa identificare l'origine di una persona, che è quindi libera di scegliersi il nominativo che più le aggrada. Si noterà una strana predilezione per nomi di rivoluzionari comunisti. La protagonista Lenina Crowne porta un nome chiaramente formato su Lenin; lo psicologo Bernard Marx non ha bisogno di commenti; una bambina dice di chiamarsi Polly Trotsky. Si potrebbe scorgere una strana incongruenza tra il culto religioso di Henry Ford e la contemporanea esaltazione di figure legate al Partito Comunista. O forse è proprio la riduzione dell'individuo a un atomo senza valore che accomuna Comunismo e Fordismo? Strano anche il nominativo del Governatore Residente per l'Europa Occidentale, Mustapha Mond (Mustafà nell'edizone italiana), che combina un nome arabo (مصطفى significa "Il Prescelto") con un cognome tedesco (Mond significa "luna"), quasi una macabra profezia della Germania snaturata che abbiamo tutti sotto gli occhi.

Lo strano caso della lettera di Huxley a Orwell

Nel 1949, George Orwell ricevette una lettera dal suo insegnante di francese delle superiori, che era proprio Aldous Huxley. Tutta questa lettera è una pantomima. A quanto ho potuto appurare, Huxley rimproverava ad Orwell l'aver descritto una tirannia che negava l'istinto sessuale e si adoperava per sopprimerne ogni manifestazione. All'autore di Brave New World sembrava impossibile l'esistenza di un'oligarchia il cui simbolo fosse uno stivale che calpesta la faccia dell'Uomo, così teorizzava che sarebbe prima o poi subentrata una diversa concezione della natura umana, caratterizzata dalla fruizione della sessualità e dall'esaltazione del piacere. Seguendo questo link si può leggere il testo della patetica lettera di Huxley: 


Segnalo un post dell'amico Lukha Kremo Baroncinij sul confronto tra i due autori e le rispettive creazioni, che propone riflessioni interessanti - anche se non condivido la conclusione: 


Le perplessità di Adorno

Ha espresso lievi dubbi sull'opera di Huxley il filosofo tedesco di origine ebraica Theodor Wiesengrund Adorno, quello che riteneva "barbarie" poetare dopo Auschwitz:

«Huxley si schiera con coloro che all'era industriale rimproverano non tanto la disumanità quanto la decadenza di costumi. L'umanità viene posta dinanzi alla scelta tra la ricaduta in una mitologia che a Huxley stesso pare discutibile e un progresso verso una compatta illibertà della coscienza. Non resta nessun spazio per un concetto dell'uomo che non si esaurisca né nella coercizione del sistema collettivistico né nella contingenza del singolo. La costruzione di pensiero che denuncia lo Stato universale totalitario mentre esalta retrospettivamente l'individualismo che vi portò, è totalitaria essa stessa».  

A dire il vero, mi pare che l'autore de Il Mondo Nuovo non disapprovasse affatto la decadenza dei costumi, ma anzi la esaltasse con ogni mezzo, rendendo la pedofilia pervasiva e imperante. È sotto gli occhi di tutti: pedofilia à gogo in intere pagine del libro. Si nota in tutto il testo quella che si può definire orrenda compiacenza al Male. Se devo essere franco, non mi pare neppure che Brave New World esalti in qualunque misura l'individualismo. Coloro che reputano l'individualismo come fondamento del mondo fordiano propagandano un mito memetico senza alcuna rispondenza con la realtà. Forse è stato proprio Adorno a formare per primo questo meme, che ha trovato la propria strada. Dove diavolo sarebbe mai questo individualismo nel tessuto del Mondo Nuovo? Nella costruzione huxleyana, che è senza dubbio totalitaria, l'individuo è un atomo all'interno di una struttura produttiva che annienta ogni idea personale, in cui vige l'obbligo di copulare ad ogni costo: il piacere è utilizzato come narcotico. Questa è una citazione significativa: 

«Ora - questo è il progresso - i vecchi lavorano, i vecchi hanno rapporti sessuali, i vecchi non hanno un momento, un attimo da sottrarre al piacere, non un momento per sedere e pensare; o se per qualche disgraziata evenienza un crepaccio s'apre nella solida sostanza delle loro distrazioni, c'è sempre il "soma", il delizioso "soma", mezzo grammo per un riposo di mezza giornata, un grammo per una giornata di vacanza, due grammi per un'escursione nel fantasmagorico Oriente, tre per una oscura eternità nella luna; donde si ritorna per trovarsi dall'altra parte del crepaccio, sicuri sul terreno solido giornaliero e della distrazione correndo da cinema odoroso a cinema odoroso, da ragazza a ragazza pneumatica, dal campo di golf elettromagnetico a...»

Sorge il dubbio, a mio avviso legittimo, che Adorno non abbia letto il libro di Huxley, accontentandosi di un sunto fuorviante. Secondo alcuni autori, tra cui anche l'ottimo Kremo Baroncinij, è proprio l'uso del piacere come sedativo a segnare la differenza tra dittature come il Nazionalsocialismo, fondate sulla paura, e la distopia di Huxley. Non si tiene però conto di una cosa: nell'anno 632 dell'Era di Ford non c'erano più nemici da perseguitare e da uccidere. Con la fine di ogni opposizione interna ed esterna, a seguito della Guerra dei Nove Anni, ogni uso della paura come strumento di governo era semplicemente diventato superfluo, obsoleto.

Ritorno al Mondo Nuovo 

Negli anni della Beat Generation, un ventennio dopo la pubblicazione di Brave New World, Huxley fu attratto da una conventicola di fellatrici e di drogati dediti ai trip con l'LSD che lo indussero a rinnegare il nucleo del suo pensiero. Fu così che l'autore per sopravvivere nel nuovo contesto e ottenere favori sessuali da frivole donzelle, pensò di alterare in modo sostanziale l'interpretazione del Mondo Nuovo. Ormai il cervello dell'autore era completamente spappolato dalle continue e morbose suzioni a cui erano sottoposti i suoi genitali: ad ogni orgasmo un coacervo di materia grigia gli veniva drenato dal cranio e finiva spruzzato nelle bocche delle sue amanti. Alla fine la sua mente, distrutta dagli allucinogeni e dai pompini, è collassata assieme ai suoi ultimi residui di senso della realtà. Non potendo sopportare il peso della sua opera del 1932 e delle responsabilità morali che questa comportava, nel 1958 Huxley sentì il bisogno di pubblicare un patetico e illeggibile Ritorno al Mondo Nuovo (Brave New World Revisited). Non si tratta in realtà di un nuovo romanzo, ma di una raccolta di saggi per spiegare il proprio pensiero politico e sociale, definendo "terribile" ciò che negli anni '30 riteneva auspicabile. Saggi estremamente pesanti e innervati dall'ipocrisia. Che il delirante britannico sia stato idealizzato dai lotofagi che lo avevano indotto a fulminarsi il cervello, è certo una cosa che fa pensare.

La lingua Zuñi

Un merito davvero notevole a parer mio il malfattore Aldous Huxley l'ha seppur involontariamente avuto. Ha attratto l'attenzione sulla lingua degli Zuñi, riportando due frasi pronunciate dal "selvaggio" protagonista del romanzo. Le frasi in questione sono le seguenti:

Ai yaa tákwa! 

Háni! Sons éso tse-ná.

Orbene, va precisato che non è facile procurarsi informazioni dettagliate su questa lingua, tuttavia da ciò che si può conoscere non sembra che queste esclamazioni abbiano un senso compiuto in genuino Zuñi. Anche la trascrizone usata da Huxley potrebbe essere fuorviante.

Secondo alcuni internauti, che non sono esattamente esperti di questa lingua amerindiana, "sons éso tse-ná" significherebbe "egli ha sputato per terra". Tuttavia si capisce subito che questa è un'assurdità dedotta dallo stesso testo, in cui si riporta la sequenza «"Sons éso tse-ná" And he spat on the ground». Non si trova una risposta chiara al problema, in ogni caso Huxley non conosceva affatto quella lingua. 

A quanto ho potuto apprendere nel corso delle mie indagini, il pronome di prima persona plurale è son "noi" (alcuni danno hon), mentre e-so significa "sì, davvero"; la sequenza son-s e-so è genuina e può essere glossata in inglese come "Yea, let us, verily!" Non sono riuscito a reperire la parola háni tal quale. Potrebbe essere hanni "fratello" (di donna); "sorella" (di donna). Forse l'autore ha preso la parola da un dizionario succinto, senza ulteriori considerazioni, trascrivendola in modo grossolano, pensando che fosse una semplice traduzione di brother e ignorando che si usa soltanto in riferimento a una donna. Infatti "fratello minore di uomo" è suwe, "fratello maggiore di uomo" è baba, mentre "sorella di uomo" è ikina. L'uso di questa parola potrebbe essere un insulto nella Societas Fordiana, proprio come "padre" e "madre", in quanto riferito all'antica procreazione "vivipara". Non sono stato in grado di trovare una credibile identificazione di tse-ná; un internauta glossa queste sillabe come "Be it so!", cosa che potrebbe anche essere implausibile (al momento non ha riscontro). Non sembra avere miglior fortuna tsenna "freddo". Sono piuttosto scettico sul fatto che nell'idiomatica degli Zuñi "freddo" si usi per "ostile": forse si tratta di un calco? 

La lingua Zuñi è isolata, non ha alcun parente noto nell'intero novero delle lingue amerindiane. Credo proprio che non sia peregrino pensare che possa discendere direttamente dalla lingua che parlarono i cannibali Anasazi. Va ricordato che Anasazi non è il nome vero (endoetnico) di tale popolo, ma un epiteto attribuito loro dai Navaho (Navajo). I Navaho sono un popolo di etnia Athapaska giunto dal lontano Canada, una realtà intrusiva nella terra dei Pueblos. Nella lingua Zuñi si trovano alcuni interessanti prestiti dal Nahuatl, che talvolta sono condivisi dal Keres e dal Navaho (Diné). Così bitsu:di "maiale" deriva dal Nahuatl pitzotl /'pitsu:tɬ/, che è giunto anche nel Navaho come pitsooti. Non mancano poi i prestiti dallo spagnolo, spesso quasi irriconoscibili, come ad esempio kyane:lu "pecora" < sp. carnero.

Fornisco i link a due succinti vocabolari, a un brevissimo frasario e ad alcune traduzioni di passi biblici in questa lingua:





sabato 15 ottobre 2016

LO SPAVENTOSO EQUIVOCO DELL'ENERGIA

Da tempo molte convulsionarie isteriche ci massacrano gli zebedei ripetendo all'infinito la seguente baggianata New Age:

"Tutto è energia, inclusi i nostri pensieri, la nostra intenzione e le nostre emozioni. La nostra mente può davvero modificare la materia e la realtà."

Mi accingo a dimostrare con argomenti solidissimi che non esiste falsità maggiore in tutto l'Universo. Tutto nasce da una catena di equivoci causati dall'ignoranza.

PUNTO DI PARTENZA

Questa è la famosa equazione di Einstein:

E = mc2

E è un'osservabile fisica chiamata "energia";
m è un'osservabile fisica chiamata "massa";
c è la velocità della luce nel vuoto, che è costante fisica e vale circa 3*108 m/s (metri al secondo).

Riporto alcuni concetti basilari che tutti possono intendere e approfondire con l'ausilio di siti Web o di materiale cartaceo:

     1) Concetto di forza come vettore  
Una forza è una grandezza fisica vettoriale che si manifesta nell'interazione di due o più corpi, sia a livello macroscopico, sia a livello delle particelle elementari. La sua caratteristica è quella di indurre una variazione dello stato di quiete o di moto dei corpi stessi; in presenza di più forze, è la risultante della loro composizione vettoriale a determinare la variazione del moto. La forza è descritta classicamente dalla seconda legge di Newton come derivata temporale della quantità di moto di un corpo rispetto al tempo. 
    2) Concetto di campo di forze 
In fisica, un campo di forze è un campo vettoriale che descrive la presenza di una forza in ogni punto dello spazio. Si tratta di una funzione che associa ad ogni posizione un vettore che ha l'intensità e la direzione della forza.

    3) Concetto di energia 
L'energia è la grandezza fisica che misura la capacità di un corpo o di un sistema fisico di compiere lavoro, a prescindere dal fatto che tale lavoro sia o possa essere effettivamente svolto.
    4) Concetto di lavoro  
In fisica, il lavoro è l'energia scambiata tra due sistemi attraverso l'azione di una forza o una risultante di forze quando l'oggetto subisce uno spostamento e la forza ha una componente non nulla nella direzione dello spostamento.  (Fonte: Wikipedia)

PRIMO ERRORE

Le carampane New Age hanno interpretato la parola scientifica "energia" (dal greco ἐνέργεια "attività, potenza in atto") come traduzione del sanscrito śakti "forza, potenza" (scritto शक्ति in caratteri devanāgarī, volgarizzato in shakti), termine usato nell'Induismo per indicare la potenza di una divinità, ossia il suo potere di dare origine al mondo fenomenico. L'antico vocabolo indiano viene in genere inteso come "capacità creativa immanente"

Si tratta di un gravissimo abuso, da cui deriva una serie di altri errori marchiani.

SECONDO ERRORE

A questo punto le suddette carampane hanno dedotto dall'equazione di Einstein la proposizione "tutto è energia", interpretandola come "tutto è shakti indifferenziata e ogni cosa nell'Universo è equivalente"

Questa è una falsità grossolana meritevole d'irrisione e di scherno. Nell'Universo esistono campi di forze di differente natura, ad esempio campi gravitazionali e campi elettromagnetici. Non è assolutamente vero che E è una quantità universale che rende gli enti intercambiabili.

Con buona pace dei guru e delle loro fan, l'energia è un concetto matematico astratto. Non esiste nessuna sostanza che può essere definita come "energia pura". Per meglio studiare la realtà fisica, è necessario operare una classificazione delle varie forme di energia.

  • Energia cinetica:
    L'energia cinetica è l'energia che possiede un corpo per il movimento che ha o che acquista: equivale al lavoro necessario per portare un corpo da una velocità nulla a una velocità nota. Quando un corpo di massa m varia la sua velocità, con questa varia anche la sua energia cinetica. Il lavoro equivale a questa variazione di energia cinetica. L'energia cinetica quindi è associata alla massa e alla velocità di un corpo in movimento. L'energia cinetica che possiede un corpo di massa m nel suo moto di caduta è uguale al lavoro compiuto per fermarsi.

  • Energia potenziale:
    L'energia potenziale di un oggetto è l'energia che esso possiede a causa della sua posizione o del suo orientamento rispetto ad un campo di forze. Nel caso si tratti di un sistema, l'energia potenziale può dipendere dalla disposizione degli elementi che lo compongono. Si può vedere l'energia potenziale anche come la capacità di un oggetto (o sistema) di trasformare la propria energia in un'altra forma di energia, come ad esempio l'energia cinetica.

  • Energia elettromagnetica:
    In fisica, l'energia del campo elettromagnetico è l'energia immagazzinata in una data regione di spazio dal campo elettromagnetico, ed è costituita dalla somma delle energie associate al campo elettrico ed al campo magnetico. Nelle onde elettromagnetiche queste due quantità sono sempre uguali ed è conveniente parlare di flusso di energia trasportata dall'onda nell'unità di tempo attraverso una superficie, attraverso l'uso del vettore di Poynting. (È associata alla luce, alle microonde, alle onde radio, ai raggi X, etc…)

  • Energia termica (calore):
    L'energia termica è la forma di energia posseduta da qualsiasi corpo che abbia una temperatura superiore allo zero assoluto. Macroscopicamente l'energia termica è una grandezza estensiva e la quantità posseduta di tale energia da un corpo è proporzionale alla temperatura.

  • Energia nucleare:
    Con energia nucleare (detta anche energia atomica), si intendono tutti quei fenomeni in cui si ha produzione di energia in seguito a trasformazioni nei nuclei atomici: tali trasformazioni sono dette "reazioni nucleari".

  • Energia chimica:
    L'energia chimica è un'energia che varia a causa della formazione o rottura di legami chimici di qualsiasi tipo negli elementi chimici coinvolti nelle reazioni chimiche. Siccome la forza dei legami chimici è associata alla distanza tra le specie chimiche (infatti legami chimici più forti tengono più vicine le specie chimiche coinvolte nel legame), l'energia chimica dipende dalla posizione reciproca delle particelle che costituiscono una sostanza.
    (Fonte: Wikipedia)

Non è chiaro? Bene, farò qualche esempio più concreto.

Si prenda un televisore programmato per decodificare le onde elettromagnetiche trasmesse da una data emittente e trasformarle in suoni e in immagini. Non riuscirà affatto a decodificare il segnale elettromagnetico emesso da un forno a microonde. A maggior ragione non capterà il Respiro della Terra. :)

Le onde elettromagnetiche emesse da un apparecchio radio non interferiranno con la forza peso e non ti impediranno di precipitare da un burrone. Non ci riusciranno nemmeno le vibrazioni meccaniche del trapano del dentista.

Non avvengono reazioni di fissione nucleare nel tuo cervello.

Un tostapane in funzione non può essere utilizzato come decifratore automatico di codici bellici e non può ricevere segnali da civiltà extraterrestri. Non può nemmeno emettere vibrazioni acustiche in modo tale da formare segnali Morse e da comporre versi dell'Odissea.

Il cacao mescolato al latte caldo non è in grado di produrre fluorescenza né fosforescenza. 

Non starò qui a elencare infiniti esempi elementari che possano essere raccolti dai cervellini di coloro che credono alle colossali stronzate New Age: mi limiterò a dire che è solo nella loro fantamatematica puffesca che esiste una soluzione unica in grado di soddisfare tutte le equazioni dell'Universo.

TERZO ERRORE

L'errore del darwinismo spirituale consiste nell'applicare abusivamente in ambito metafisico la teoria dell'Evoluzione enunciata da Charles Darwin. Le isteriche Acquariane credono nell'evoluzione dello spirito dei viventi, che procederebbe da forme più semplici (meno consapevoli) verso forme più complesse (più consapevoli). Sono convinte che una volta affermato che ogni cosa nell'Universo è shakti indifferenziata, la volontà umana di un essere evoluto a sufficienza abbia il potere di modificare ogni cosa a proprio piacimento.  

Questa affermazione è contraddetta dalla realtà stessa dei fatti. Se una persona beve un cicchetto di acido cianidrico, muore. Senza possibilità di errore e per quanto grande sia la sua consapevolezza. Se una persona si punta a una tempia una rivoltella carica e fa fuoco, il cranio le eplode e lei muore. Nulla potrà la sua volontà per evitarlo. Questo indipendentemente da ciò in cui crede. 

CONCLUSIONE 

Le settarie New Age si sono inventate una fantomatica "energia" a partire dalla quantità osservabile E, hanno dichiarato che ogni cosa da lei composta è equivalente, quindi hanno affermato che ogni cosa può essere controllata dalla mente umana. A ogni passo della loro catena di deduzioni c'è la fallacia logica chiamata non sequitur.  

Questo panteismo energetico è un fenomeno che trova particolare rigoglio presso il gentil sesso. Le credenze scaturite da tale fucina abominevole sono tuttavia seguite anche da non pochi maschi. Come mai? Perché ci sono tanti esseri con un cromosoma Y che blaterano senza sosta che "tutto è energia, quindi i pensieri cambiano il mondo"? Semplice: numerosi fallocefali si sono messi a sostenere queste aberrazioni nella speranza di ottenere i pompini.

mercoledì 12 ottobre 2016

IL MISTERO DELLA SCOMPARSA DEGLI AFROAMERICANI ARGENTINI


Molti anni fa mi capitò di imbattermi in un articolo pubblicato sul Corriere della Sera cartaceo, in cui si parlava di un fatto ben strano: la presenza di una forte componente afroamericana in Argentina. A Buenos Aires alla fine dell'XVIII secolo e all'inizio del XIX, quasi metà della popolazione era composta da schiavi importati dall'Africa. Ora, è chiaro a tutti che l'Argentina è una delle nazioni più bianche dell'intero Sudamerica. Non è certo famosa per avere una popolazione nera rilevante. Anzi, nell'immaginario collettivo, per le strade di Buenos Aires non cammina nemmeno una persona di colore. L'articolista raccoglieva questo dato di fatto e lanciava una domanda interessante e provocatoria, che suonava così: "Dove sono finiti gli afroamericani argentini?" Non si azzardava a fornire la risposta, che tuttavia si stagliava chiarissima nella mia mente ancor prima di aver finito la lettura del testo. Semplice: sono stati trucidati. C'è stato un genocidio che ha rimosso dalla sera alla mattina migliaia di persone. Tutto questo è stato dimenticato, semplicemente cancellato: per qualche ragione non interessa ai buonisti.  

Questo è quanto riportato su Wikipedia alla voce Afro-latinoamericano a proposito della scomparsa dell'elemento afroamericano in Argentina (12/10/2016): 


"Tradizionalmente è stato sostenuto che la popolazione nera in Argentina è diminuita fino ad essere insignificante all'inizio del XX secolo. Comunque, il censimento avvenuto in due quartieri dell'Argentina nel 2006 riguardo alla popolazione con antenati africani ha portato alla luce che il 5% della popolazione sa di avere antenati africani, e un altro 20% dice che è possibile, ma non ne ha la certezza. Dato che l'immigrazione europea in Argentina rappresentava la metà della crescita nel 1960, alcuni ricercatori sostengono che, piuttosto che di diminuzione, si dovrebbe parlare di "invisibilità" della popolazione afro-argentina e delle sue radici culturali. Altri ricercatori hanno asserito che ci fu un deliberato genocidio ai danni degli afro-argentini, che fu apertamente descritto da molti euro-argentini come Domingo Faustino Sarmiento e fu messo in atto probabilmente usando una politica repressiva durante le epidemie e le guerre."

Quando entrano in ballo fattori politici e razziali, Wikipedia diventa un ricettacolo di pappina incoerente che va vagliata con grande cura, con la stessa abilità degli scrutatori di feci del Faraone nell'Antico Egitto. In realtà agli inizi del nostro secolo di persone afroamericane nel Paese dell'Argento ne sono state rilevate ben poche. Il Censimento Nazionale del 2010 dà una popolazione afroamericana di 149.493 persone, soltanto lo 0,4% dell'intera popolazione argentina. Questi comprendono anche circa 10.000 discendenti di pescatori e marinai migrati da Capo Verde nei primi decenni del XX secolo. L'immigrazione europea in Argentina di per sé non spiega nulla. Avrebbe certo fatto diminuire la preponderanza dell'elemento africano ma non lo avrebbe fatto sparire. C'erano intere province del Nordovest in cui la popolazione di colore costituiva circa la metà del totale. Un censimento del 1778 dà queste percentuali: 

Santiago del Estero: 54%
Catamarca: 52%
Salta: 46%
Cordoba: 44%

Tucumán: 42%

Mendoza: 24%

La Rioja: 20%
San Juan: 16%
Jujuy: 13%

Fornisco il link a un documento molto interessante sulla situazione nella provincia di Tucumán: 


Nel 1810 a Buenos Aires un censimento fornisce la seguente composizione etnica della popolazione cittadina:

22.793 bianchi
9.615 neri e mulatti
150 indigeni

È un dato di fatto incontrovertibile: di tutti questi individui di origine africana, un tempo numerosissimi, non resta quasi traccia. Semplicemente sono stati annientati. Inutile edulcorare i fatti e inutile girare sempre intorno alla stessa colonna. Wikipedia parla della descrizione del genocidio da parte di alcuni autori, facendo credere che si tratti di coraggiose denunce dell'accaduto. A sentire chi ha scritto il testo wikipediano, Domingo Faustino Sarmiento sarebbe stato uno di questi denunciatori di un crimine spaventoso. Ebbene, le cose stanno diversamente. Tutti gli indizi convergono proprio sul presidente Domingo Faustino Sarmiento, un adepto della setta massonica che evidentemente ha dato l'ordine di sterminio e che deve essere considerato responsabile del genocidio.

Si noterà che il tanto temuto Ku Klux Klan non è riuscito a cambiare la composizione etnica degli Stati del Sud, che rimane ancora oggi simile a quella dell'Argentina dell'epoca anteriore alla presidenza di Sarmiento. Nessun Grande Mago del Klan ha mai potuto fare quello che ha fatto un politicante che amava definirsi umanitario. Ancora oggi, con tutta l'ipersensibilità che c'è sul razzismo, anche in Europa migliaia di persone si cagano in mano soltanto a vedere la sigla KKK. Eppure, ripeto, in Alabama e nel Mississippi i neri sono ancora tutti là. Hanno subito tremende vessazioni e molti linciaggi, questo nessuno lo nega, ma non sono scomparsi. Non è avvenuto alcun genocidio per mano del Klan e questo è lampante: se ci fosse stato, l'elemento afroamericano sarebbe scomparso da tempo dagli Stati in cui in cui era massimo il potere dell'Invisibile Impero. Invece in Argentina, nazione arretrata con mezzi rudimentali, il genocidio c'è stato eccome: hanno preso i neri e li hanno ammazzati tutti con un'efficacia simile a quella dei giannizzeri Turchi. Secondo la mia ricostruzione dei fatti, solo a Buenos Aires in quasi 10.000 sono stati sterminati in una notte. Evidentemente Sarmiento era un lupo vestito da agnello, aveva un animo genocidario e ha finto di avere idee sociali per affascinare le belle signore e ottenere da loro i pompini, come tanto spesso accade. Dato che all'epoca esistevano grandi resistenze da parte delle donne a compiere atti orali e siccome l'igiene dei genitali era ben misera, occorreva più impegno per riuscire ad eiaculare in una bocca femminile. Sempre diffidare di filantropi e di simile canaglia: tra loro si troveranno i più neri furfanti.


Prove della natura genocidaria del pensiero
massonico di Sarmiento

Non soltanto Domingo Sarmiento sterminò fin quasi all'ultimo gli afroamericani dell'Argentina, ma aveva in progetto anche di sterminare le popolazioni indigene dell'Argentina e del Cile, in particolare i Mapuche, nei cui confronti nutriva un odio assoluto e implacabile. Non basta. Intendeva anniantare anche i Gauchos, ritenuti barbari e indegni di esistere: affermava che il loro sangue è concime e che non può essere risparmiato. Il motivo di tanto disprezzo, presente anche in altri autori, era fondato sulla condanna di alcune usanze di quelle genti, come ad esempio la sodomia violenta. Nei suoi deliri, Sarmiento sognava addirittura di muovere guerra al Paraguay, di devastarlo e di sterminare la sua popolazione, discendente quasi per intero dagli Indios Guaranì. Tutte queste opere sanguinarie, le chiamava con linguaggio tipicamente massonico "progresso glorioso". Il Ku Klux Klan, che pure è un output della Massoneria, è in confronto a Sarmiento come un gallinaccio spennacchiato in confronto a un giaguaro. Pure il gallinaccio desta orrore dovunque mentre il giaguaro è ritenuto un "santo laico".

Si noterà che Sarmiento è descritto su Wikipedia come un riformista che aveva fede assoluta nell'istituzione scolastica e nella cultura. La sua massima preferita era: "Hombres, Pueblo, Nación, Estado, todo: todo está en los humildes bancos de la escuela", ossia "Uomini, Popolo, Nazione, Stato, tutto: tutto sta negli umili banchi della scuola". Riporterò ora alcuni pensieri di questo riformista esaltatore del progresso, tradotti in italiano: 

"Riusciremo a sterminare gli Indios? Per i selvaggi dell'America provo un'invincibile ripugnanza senza potervi porre rimedio. Queste canaglie non sono altro che indios ripugnanti che farei appendere se si riapparissero. Lautaro e Caupolicán sono indios pidocchiosi, perché così sono tutti loro. Incapaci di progresso, il loro sterminio è provvidenziale e utile, sublime e grande. Li si deve sterminare senza nemmeno perdonare il più piccolo, che ha già l'odio istintivo per l'uomo civilizzato".  

"Le elezioni del 1857 sono state le più libere e le più ordinate che si sono presentate in America". "Per vincerle, la nostra base operativa è consistita nell'audacia e nel terrore, che impiegati abilmente hanno dato questo risultato (delle elezioni del 29 marzo). I gauchos che hanno mostrato resistenza a votare per i nostri candidati sono stati messi alla gogna o deportati alle frontiere con gli Indios, e le loro capanne sono state bruciate. Bande di soldadi armati si aggiravano per le strade accoltellando e perseguitando gli oppositori. Tale fu il terrore che seminavano tra tutta questa gente, che il giorno 29 abbiamo trionfato senza opposizione. La paura è un'infermità endemica di questo popolo. Questa è la leva con cui sempre si governerà sui locali, che sono stolti, fatui e sciocchi".

“Odio la barbarie popolare… La plebaglia e il popolo gaucho ci sono ostili… Avendo un chiripá non avrà cittadini, - sono forse le masse l'unica fonte di potere e di legittimità? Il poncho, il chiripá e la capanna sono di origine selvaggia e  formano una divisione tra la città colta e il volgo, facendo sì che i cristiani si degradino… Voi avrete la gloria di stabilire in tutta la Repubblica il potere della classe colta annichilendo l'insurrezione delle masse”.

“Nelle province vivono animali bipedi di condizione tanto perversa che non so cosa si possa ottenere trattandoli meglio”.

“Dubitiamo che esista il Paraguay. Discendenti di razze guaraní, ossia indios selvaggi e schiavi che agiscono per istinto in mancanza di ragione. In loro si perpetua la barbarie primitiva e coloniale. Sono cani ignoranti dei quali ne sono già morti centocinquantamila. La loro avanzata, guidata da discendenti degenerati di spagnoli, porterà all'arresto di ogni progresso e al ritorno alla barbarie… Il frenetico, idiota, brutale e feroce ubriacone Solano López è accompagnato da migliaia di animali che gli obbediscono e muoiono di paura. È provvidenziale che un tiranno abbia fatto morire tutta questa gente guaraní. Era necessario purgare la terra di tutta questa escrescenza umana, razza perduta del cui contagio ci si deve liberare”.

“Non cercare di risparmiare il sangue dei gauchos. Esso è un concime che è necessario rendere utile al Paese. Il sangue di questa feccia creola, incivile, barbara e rozza, è l'unica cosa che hanno di umano”.

"La schiavitù negli Stati Uniti è oggi una domanda senza soluzione possibile; sono quattro milioni di negri, e tra vent'anni saranno otto. Riscattati? Chi paga i mille milioni di pesos che valgono? Liberti? Che se ne fanno di questa razza negra odiata dalla razza bianca?... Gli stati liberi sono superiori in numero e in ricchezza rispetto agli stati di schiavi... Però dove andranno quattro milioni di liberti? Ho qui un nodo gordiano che la spada non può recidere e che riempie di ombre lugubri l'avvenire dell'Unione Americana, così chiaro e radioso senza di esso. Non possono avanzare né retrocedere, e mentre la razza negra pullula tanto, si sviluppa, si civilizza e cresce. Una guerra tra razze per un secolo, guerra di sterminio, oppure una nazione negra arretrata e vile, a fianco di un'altra bianca, la più poderosa e colta della Terra!" 

L'ultima citazione è illuminante. Il cold case è risolto. Sarmiento ha scelto di recidere il nodo gordiano. Ogni ulteriore commento mi pare superfluo.