lunedì 24 ottobre 2016

LA CADUTA DEI GREUTUNGI - PRIMO CANTO

Titolo: Drus Griutunge
Titolo tradotto: La Caduta dei Greutungi 
Lingua: Gotico
    Note: Gotico rivitalizzato (conlang neogotica)
Traduzione: Inglese
Genere: Poesia epica
Autore: Sconosciuto
Nazionalità dell'autore: Inglese
Autori del backup: Comunità Odinista Spagnola 
    (Comunitad Odinista de España-Ásatrú)
Link originale (conservato in Web Archive):
     http://www.oe.eclipse.co.uk/nom/drus.htm

Link del backup:
     http://asatru.es/drus-griutunge/
Probabile causa rimozione:
 Censura
Valutazione: Eccellente
Peculiarità ortografiche: Uso di -ng- anziché -gg-;
    uso di hv per non disponibilità del carattere ƕ.

PRIMA PARTE 

Frumei fitja – Fitt I

Ussandiþ was waurd,
þatei wulfs gaswalt.
Urrunnun Airjus
and allata land.
Urrisun Aistjus
jah Idumingos.
Maurginis, manwjai,
Meringos bidun.
Wens was in weihsa,
ana wairilom faheþs.
Ussandiþ was waurd.
Ni was sunjein. 

Word went out that the wolf was dead. Messengers fared forth throughout the land. The Ests rose up, and the Idumings. The Merings, ready, awaited morning. There was hope in hamlet and joy on lips. Word went out. It was not true.

Lang mel galiþan. 

Long time ago.

So was ubila wiko
allaim alja hrabna.
Gahausida Haima,
þatei hairus gabiti,
Haiþika jah Haþula,
jah qemun af hlainam dalaþ.
Fairraþro þan
af fairgunjam,
gumnans alafunsai,
du Gutþiudai,
Aþalins inkunjans,
ibukai gasnewun.
Iþ galgin ridun
Gunþirunos,
afslahanai stainam,
sunjus juþan bai. 

Ill was that week for all but the raven. Haima heard that the sword had bitten, Haithika and Hathula, and came down from the hills. From afar now, from off the mountains, men most eager, to Gothland, Athala’s compatriots, hastened home. But upon the gallows rode Gudrun’s, slain with stones, sons both by then.

Wasuþ-þan kuni kunje. 

Now, there was a kin of kins.

Abin airknamma,
(Nist izwis þizos aglons þaurfts.),
qenai qainondein,
fraqistjan ni skuluþ.
Balþans izwis, hva boteiþ,
jabai barn ugkar
hlasata in atiska,
haluþs, jus gadauþeiþ. 

My husband true (This anguish need not be.), weeping wife, ye must not kill. What good will it do you bold ones if our child, happy in the field, ye heroes slay.

Þeinis þiuþeigis
unsis þaurfts ist usqiman;
qenai qainondein
fraqistjan skulum.
Barn igqar, hva uns boteiþ
gabrannjan ni witum,
sunu þana taitan,
iþ gataujam swa. 

That fine man of thine we must needs kill, weeping wife we have to slay. We know not what good it will do us to burn your child, your merry son, but that is what we shall do.

Kuni was simle kunje.

There was once a kin of kins.

Fairhvjos þan faiflokun
ni fawai walisans
ana Danapris staþam,
dairnjai saurgai,
ana Gutþiudai,
Gautis knodais,
wenida ana Aujom,
Augeis kunjis,
usbeisneigai
du andja þis. 

There bewailed then not a few folk their dear ones on the banks of the Dniepr, in secret sorrow, in Gothland, of Gaut’s people, hoped in Aujom the Watermeadows, of Augis’s kin, patiently for an end to that.

Þata was auk þiudans
þiuþeigosts gibom;
þata was auk hilmje
hindarweisosts.
 

For that was the king most kind in gifts; for that was the sliest of sovereigns.

Riqis was in razna,
rauks af haurjam.
Skinun augona
þis armlausins,
fadis framaldris,
af flatja dalaþ.
Þwairhana þangil
þuls ni latida.
 

There was darkness in the hall, fumes from the fires. Shone the eyes of the armless one, aged lord, down from the dais. Moody monarch, his minister did not halt him.

Inna qam Ibra
jah Awimundus
miþ muldai wigis
jah minþiladrupam.
Indrauhtjans du im
insehvun Imrikins banins.
“Uzda jah miþ agjai
armaions wanai
gatalzidedum, frauja,
þans fijands þeinans.” 

In came Ibra and Awimund with the grime of the road and the foam of the bit. The household troop of Imrika’s slayer turned their gaze upon them. “With point and with edge, merciless, we have chastised, sire, those foes of thine.”

Iþ ni was fullafahiþ
ize fauramaþlja.
“Swikalai mis wesun
sunjus Gautis!
Duhve her ni haba
haubida þize warge?” 

But their leader was not satisfied: “Faithless to me were the sons of Gaut! Why have I not here these felons’ heads.”

Jah rinno rann
uf razna framis,
jah brunna sutis,
iþ braitrs was munþs,
faur þaurp jah hugs,
so þiudaahva. 

And the river ran on below the hall (sweet the spring, but the mouth was bitter), by field and acre, the mighty river.

Lang mel galiþan. 

Long time ago.

COMMENTI:

fitja "canto, parte di un poema" (f.): La parola ha la stessa etimologia indoeuropea di fotus "piede", ma con diversa apofonia (< *ped-). Cfr. anglosassone fitt "canto, parte di un poema"; antico sassone fittea "parte di un poema, testo"

Drus Griutunge "Caduta dei Greutungi" (gen.): I Greutungi (Greuthungi, Gruthungi) erano un popolo di stirpe gotica il cui nome è formato dalla parola ricostruita griutus "ghiaia" (cfr. anglosassone grēot "ghiaia"). Nell'ortografia wulfiliana il titolo del poema si scriverebbe Drus Griutugge

Aistjus "gli Esti": Gli antenati degli Estoni, un popolo di lingua finnica (gruppo uralico). Il tema in -u- è stato ricostruito a partire dall'estone Eestu < *Aistu.

Idumingos "gli Idumingi": L'etnonimo sembra derivato dal nome di un capostipite *Iduma, il cui significato è oscuro. Menzionati nel poema anglosassone Widsith: ond mid Eolum ond mid Istum . ond Idumingum. Sono stati ritenuti a torto un'interpolazione dei biblici Edomiti. Potrebbero essere identificati col popolo baltico degli Ydumaei, menzionati da Enrico di Ymera nel Chronicon Livoniae. Nell'ortografia wulfiliana sarebbe Idumiggos

Meringos "i Meringi": Un etnonimo derivato da un capostipite di nome Merja "Il Famoso". È il nome di una nobile stirpe dei Goti. Nell'ortografia wulfiliana sarebbe Meriggos

in weihsa "nel villaggio": weihs (n.) "villaggio" è un parente del latino vi:cus (< *weiko-) e del greco ὀῖκος "casa" (< *woiko-). La consonante -s- appartiene alla radice.

gumnans: Chiaramente un refuso per gumans "uomini".

Gunþirunos "di Gudrun" (gen.): La forma ricostruita Gunþiruna corrisponde perfettamente al norreno Guðrún: è formato da gunþi- "battaglia" e da runa /'ru:na/ "segreto".

Haþula: Nome proprio di persona maschile, derivato dalla forma ricostruita haþus "battaglia", ben attestata in norreno (hǫðr) e nel germanico occidentale (antico alto tedesco hadu, anglosassone heaþu). Corrisponde al celtico *katus, ben attestato negli antroponimi come Catu- e -catus

haluþs "eroi" (pl.): Forma ricostruita a partire dal norreno hǫlðr "uomo". A giudicare dai discendenti in altre lingue, il gotico avrebbe con maggior probabilità la forma haliþs, derivata da una variante della precedente. In ultima analisi corrisponde al celtico *kaletos "duro; coraggioso", attestato in etnonimi come Caleti, Caletes e nell'antroponimo Caletus.

Danapris "Dniepr" (gen. m. o n.): Notevole idronimo di origine scitica (iranica), derivato da da:n(u) "acqua, fiume" e apar(a) "del lato lontano". Ovviamente i Goti hanno preso a prestito il nome del fiume senza comprenderne il significato. Iordanes ci attesta Danaprum (n.) e Danaper (m.).  

Gautis "di Gaut" (gen.): Si ricostruisce il nominativo Gauts. Iordanes attesta il nome di questo capostipite come Gapt, rendendo in questo modo stravagante un dittongo -au- conservato nelle voci mitologiche anche dopo che nella lingua comune si era sviluppato nella vocale aperta /ɔ:/. La pronuncia doveva essere /gauts/ (gen. /'gautis/), non /*gɔ:ts/, anche in epoca tarda.

Aujom "Scizia", lett. "ai prati (ricchi d'acqua)": Iordanes ci fornisce questo nome nella forma Oium, che riproduce bene la pronuncia /'ɔ:jo:m/. Interessante forma dativa sclerotizzata. Il termine significa innanzitutto "isola". Presso molti Germani antichi il concetto di "isola" era intercambiabile con quello di "prato ricco d'acqua".

Augeis kunjis "della stirpe di Augis" (gen.): Il nome Augis, attestato da Iordanes, permette di ricostruire la forma Augeis (gen Augeis, dat. Augja, acc. Augi). Il significato è a mio avviso chiaro: è un derivato poetico e arcaico di augo "occhio", col significato di "colui che scruta" o "vigile".

hilmje "dei sovrani" (gen. pl.): La forma ricostruita hilmeis "sovrano" significa alla lettera "quello con l'elmo" e appartiene al linguaggio poetico. Non attestata in gotico, corrisponde perfettamente al norreno hilmir.

armlausins "del senza braccia" (gen.): Credo che armilausins sarebbe preferibile (arms "braccio" in gotico ha il tema in -i- e non in -a- come nelle altre lingue germaniche: acc. pl. armins). Nel tardo latino esisteva il vocabolo armilausa (armelausa, armilausia), che indicava una corta tunica militare: è un evidentissimo prestito dal gotico. Si nota che non è ancora del tutto chiaro il meccanismo relativo alla presenza o meno della vocale tematica -a- o -i- nel primo membro dei composti gotici. La possibilità più credibile è che dipendesse da una serie di fattori, tra cui l'accentazione preistorica e l'analogia. 

fadis "del signore" (gen.): Un termine arcaico e poetico, attestato nella lingua di Wulfila soltanto in composti come bruþfaþs "sposo" e hundafaþs "centurione". La radice indoeuropea è la stessa da cui il latino ha formato possum e potens

þangil (acc.) "sovrano": Termine arcaico e poetico, ricostruito a partire dal norreno þengill "principe, re".

þuls "ministro": Termine ricostruito a partire dal norreno þulr "uomo saggio" (gen. þular). Avrei preferito di certo la ricostruzione þulus (gen. þulaus), perché la forma norrena ci suggerisce che il tema era in -u-. L'etimologia mi pare molto oscura, non è detto che il termine esistesse in gotico e che fosse una traduzione credibile per il concetto di "ministro"

Ibra: Nome di oscura etimologia. Somiglia al nome ricostruito del cinghiale, ibur (gen. iburis, dat. ibura), ma non è evidentemente quella l'origine, per ragioni fonetiche e morfologiche.

Awimundus: Il primo membro del composto è lo stesso di awiliudon "ringraziare". Il secondo membro significa "protezione" ed è molto produttivo nell'antroponimia germanica. Se il primo membro fosse la parola per "isola", dovrebbe invece essere Aujamundus.

miþ minþiladrupam "con la schiuma al morso" (dat. pl.): Un composto davvero notevole, formato dalla base minþil- "morso del cavallo" (cfr. norreno mél, anglosassone míðl, antico alto tedesco mindil; ha la stessa radice di munþs "bocca") e da un derivato del verbo ricostruito driupan "gocciolare", di buona tradizione germanica (norreno drjúpa "gocciolare", inglese drop "goccia"). 

Imrikins (gen.): Nome di oscura etimologia. Al momento non sono riuscito a trovare paralleli credibili.

iþ braitrs was munþs "ma la bocca era amara": La forma corretta è baitrs (cfr. inglese bitter): si capisce all'istante che *braitrs è un refuso. Si deve correggere il verso in iþ baitrs was munþs

þiudaahva "fiume potente" (lett. "fiume della nazione"): A dire il vero ci aspetteremmo þiudahva. La -a- del tema avrebbe dovuto essere assorbita dalla a- iniziale del secondo membro del composto. La formazione è ricalcata sul norreno þjóð-á "grande fiume": esistono in quella lingua numerosi altri esempi simili. Non sono tuttavia certo che una simile formazione accrescitiva esistesse nella lingua di Wulfila. Probabilmente all'origine c'è un fraintendimento del prefisso in parole come þjóð-konungr "re della nazione", quindi "grande re", "re potente", donde sarebbe nata tra i poeti l'interpretazione di þjóð- come accrescitivo. Suggerisco in ogni caso la correzione in þiudahva per motivi fonetici. 

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