mercoledì 24 giugno 2020

LA MISTERIOSA LINGUA IGNOTA DI ILDEGARDA DI BINGEN

La Lingua Ignota è un codice linguistico parzialmente descritto da Ildegarda di Bingen (1098 - 1179), mistica tedesca e badessa di Rupertsberg venerata come santa dalla Chiesa Cattolica. Personalità eclettica e creativa, Ildegarda è stata soprannominata la Sibilla del Reno. L'opera che riporta informazioni sulla Lingua Ignota si intitola Ignota lingua per simplicem hominem Hildegardem prolata, ed è sopravvissuta soltanto in due codici risalenti al 1200 circa (noti come Wiesbaden Codex o Riesencodex "Codice dei Giganti" e Codex Cheltenhamensis 9303). La Lingua Ignota, dotata anche di un proprio alfabeto di 23 lettere, le Litterae Ignotae, è considerata la prima lingua artificiale di cui si abbia notizia, tanto che Ildegarda è la patrona degli esperantisti. Secondo gli studiosi che se ne sono occupati, questo codice linguistico è stato ottenuto rilessificando in modo arbitrario la lingua latina e sarebbe stato usato per scopi mistici o musicali. Secondo altri, avrebbe l'aspetto di una glossolalia. Se devo esser franco, queste spiegazioni non mi convince: ho potuto infatti trovare etimologie notevoli in questo materiale lessicale, che lo legano a numerose lingue antiche. È opinione diffusa che la mistica intendesse dar vita a una lingua universale, ma anche questa ipotesi è problematica. Anzi, è priva di qualsiasi verosimiglianza, vista la complessità della fonologia e del lessico (tra l'altro una lingua universale esisteva già nel Medioevo: era il latino ecclesiastico). Sono convinto che la base della Lingua Ignota fosse almeno in parte una lingua naturale moribonda, di cui Ildegarda di Bingen doveva essere l'ultima parlante - o piuttosto semiparlante, visto che non sembrava padroneggiarne la grammatica. 
 
La summenzionata opera di Ildegarda si divide in diverse sezioni tematiche, in cui sono riportati in tutto 1018 vocaboli glossati in latino o in antico alto tedesco (solo in pochi casi manca la glossa e si ignora il significato). Il problema è che molto studiosi ignorando l'antico alto tedesco e non volendo impararlo, spesso non sono stati in grado di fornire traduzioni sensate. Si vedranno alcuni esempi di ciò nel seguito. 
 
Riporto una lista di vocaboli, con la traduzione in italiano. Li ho controllati uno ad uno, perché spesso sussistono problemi anche a livello di trascrizione (a volte i codici riportano forme diverse per via della cattiva lettura di alcune lettere, come h- al posto di n- o viceversa, e non sempre è facile decidere quale delle versioni sia quella originale). Ho potuto constatare svariate traduzioni fuorvianti anche quando i codici forniscono una chiara glossa latina.
 
abiliz, vescica, bolla (glossa tedesca: bladera)
abiol
, abate
abiza
, casa (glossa latina: domus
agilarchiniz, professore
agizinix, maestro, insegnante 
agonzia, aquilegia 
agruiz, senape (glossa tedesca: senif)
aieganz, angelo
Aigonz, Dio 
alegrinz, scrigno 
Aleziz, Mercoledì 
alischol, uva 
almiz, bobina  
alxia, gazza 
ambila, nuca (glossa latina: occiput
amizdel, armatura (glossa tedesca: bambest)
amlizima, tipo di veste liturgica (glossa latina: superhumerale)
Amnizo, Aprile  
amolic, giara
amozia, Eucaristia
amzia, vespa 
amzil, collo (glossa tedesca: nach)
amziliz, omelia 
anic, luppolo  
anischiz, ora sesta
anziur, agricoltore (glossa tedesca: acherman)
Archindolis, Giugno 
argumzio, grifone 
ariz, farfalla 
arrezenpholianz, arcivescovo 
arziaz, gesso 
aschia, storno 
aschuanz, secchio d'acqua
aseruz, canapa (glossa tedesca: hanif)
asgriz, martin pescatore
auiriz, nocchiero
auizel, acqua 
ausiz, cicuta
azil, anno 
bachiz, corvo 
baczanz, malto 
baiezinzia, abrotano (pianta)
baischur, proprietario, signore  
baiz, stoffa (glossa latina: pannus; glossa tedesca: duoch)
balbunz, gufo 
baleuinz, giullare (glossa latina: ioculator
balsciz, picchio (glossa latina: picus
banchzenuz, sacco
banziaz, piuma, penna (glossa tedesca: uedera)
barschin, zenzero 
bauiriz, tessitore 
bauscha, beccaccia 
bauschuz, acero 
bauzimiz, foraggio 
bazima, gallo silvestre
beluaiz, cacciatore 
benizscia, mano destra 
beoril, bicchiere
bezelun, malattia della pelle 
bilischiz, inchiostro 
bilzinus, pappagallo 
birizo, gallinaccio
birscheiz, cibo 
bischia, colchico (zafferano tossico)
bischiniz, adolescente 
bisianz, argentiere
bizarmol, frassino  
bizimonz, fondamento; fondazione
bizioliz, ubriacone 
blanschil, scoria 
blanzio, baldacchino (elemento architettonico)
bliminzsta, cote 
blinchzia, piccone
boil, ginocchio 
boiz, bruco 
bolis, tintura 
bonizimz, focolare (glossa tedesca: herth)
borschil, esattore delle tasse (glossa latina: telonarius)
bosinz, vaccaro 
bozibo, airone (glossa latina: herodius
braiz, versicolo 
braliz, saetta (glossa tedesca: bolz)
branischiaz, pergamena
branizel, braccio 
branzin, calce  
brascha, lesina
brauz, tordo (glossa latina: turdus)
briczinz, birra  
brisianz, semente d'uva (glossa tedesca: bercorn
brumsil, aristolochia (pianta)
brumz, eraclea (pianta urticante)
buchziz, centro della ruota
buenz, antifona 
bugeziol, antifonario, libro delle antifone
buianz, vescica urinaria
buinz, legno
bulizin, cassetta per le offerte (glossa latina: pixis; glossa tesdesca:
      busha) (2) 
bulschaiz, piombo 
bumberiz, carrozza (glossa latina: plaustrum)
bumbirich, nocciòlo (glossa latina: corilus)
burbefeleiz, incavo del petto (glossa tedesca: brustlefel)
burbeiscal, petto (glossa latina pectus; glossa tedesca: brust)  
burizindiz, fuoco 
burzimibuz, leccio
buschibol, fornaio  
buschinz, mosto, succo d'uva non fermentato 
buzbin, tavola, mensa 
buzion, freccia, giavellotto (glossa tedesca: phil
cachxis, frumento
cainz, grillo, cicala (2) 
cauizeil, biscotto (gossa tedesca: kuchelin) 
cauz, sella 
ceril, cervello 
cherin, granaglie (glossa tedesca: gruz)
chorischia, giglio 
circhza, veccia 
cirziel (tirziel), reni 
clainzo, chiostro
clamizibuz, alloro 
clanzga, tanaceto (pianta)
clarischil, aglio 
cliuanz, osso 
cliuinx, mago 
clizio, garante (glossa latina: uades
cloisch, lama 
clomischol, campana  
coindanz, poesia 
colinzko, soffitto a cassettoni (glossa latina: laquearia)
comzimaz, casa 
conchsis, tenebre 
conix, giuntura (glossa tedesca: cnugel
corizin, quartino (misura di capacità per liquidi)
creiza, terra, regione (glossa tedesca: lanth)
creueniz, pene, fallo 
criberanz, lunga chioma (glossa latina: cesaries)
crizia, chiesa  
croich, coscia (glossa tedesca: dich
crouiz, calcagno 
cruniz, gamba 
cruza, curculionide (glossa tedesca: wibel)
culiginz, contadino; intendente statale (glossa latina: uillicus; glossa
      tedesca: sultheizo)
culmendiabuz, corniolo
cunzio, mantello 
curchozia, mitra (copricapo) 
curizan, base metallica in cui è incastonata una gemma 
curschul, grappolo d'uva 
cursez, miglio (cereale)
cuz, papavero (glossa latina: papauer
dalscil, taverniere, albergatore (glossa latina: caupo)
danis, area; parco
dariz, intestino (glossa tedesca: darma)  
deiezio, nano 
Denizimo, Dicembre 
diezo, calabrone (Vespa crabro; glossa tedesca: hurniz)
dilimischol, mietitore di fieno
dilisch, sego (glossa latina: sepum; glossa tedesca: unslith) (3)  
dilizanz, spada
dilzio, giorno 
dioranz, arcata, fornice
dirischil, bevanda (glossa tedesca: dranc)  
diriz, anello (per la corda della campana) 
discol, muscolo 
Discula, Lunedì
Diuueliz, Diavolo 
diuloz, tribunale, seggio del giudice  
diuueia, stivale alto 
diuxia, orzo  
diuz, borsa (glossa latina: marsuppium)
dizia, dittamo 
diziama, liquerizia 
Dizol, Domenica 
dolemiz, ghiottone, ingordo 
donix, scatola per l'incenso
dorniel, ano; feci 
douizio, carpentiere 
doziz, esattore delle tasse (glossa latina: exactor
drozima, tordo (glossa tedesca: drosla)
dulschiliz, folla, moltitudine (glossa tedesca: menege
dulsielz, faccia 
dunaz, cantico (glossa latina: responsorium
duneziz, camicia
duniz, cardo 
dunschia, lapazio, romice (pianta)
duoliz, natiche 
durziol, soldato; cavaliere (glossa latina: miles; glossa tedesca: 
     ritdere
durziuanz, mediatore (glossa latina: sequester
duschio, smergo
eioliz, signore (glossa tedesca: herro)
enpholianz, vescovo 
falschin, vate  
famigol, vaso, recipiente
fanschol, zio materno
faraliz, testa calva (glossa latina: caluicium)
farischomil, pinnacolo 
fasinz, teschio (glossa latina caluaria; glossa tedesca: gibila
fauz, inula (pianta)
feleiz, cucchiaio 
figirez, pittore
filisch, cortigiano (glossa latina: aulicus)
firanz, sputo, saliva 
firmaniz, tagliapietre (glossa tedesca: steinmezzo
flagur, fiamma  
flanischianz, cesta di vimini
flauriz, pellicano 
flauzia, betonica (Betonica purpurea)
flichziz, cipolla 
florisca, balsamo 
fluanz, orina  
flusez, trifoglio rosso 
folicio, mercante 
fonix, pupilla dell'occhio 
forinz, marito 
forischial, mezza testa (glossa latina: sinciput)
fragizlanz, vulva (glossa latina: locus-uerecundie mulieris
fraizola, inquilino
franix, ugola 
frens, sommità della testa (glossa latina: vertex
fronich, reno
fronix, fratello 
fronzios, usuraio 
fugeniz, brache, calzoni corti 
fugizlo, spurgatore di latrine, dalit 
fulzcaioliz, uccellatore 
fulzia, calendula 
funschiol, genero
funiz, pianta del piede  
furanz, freno del carro
fuscal, piede 
fuschalioz, base, piedestallo
fuziz, cintura 
gabia, quaglia
gagria, oca  
galich, membro del corpo (gossa tedesca: gelith)
galigiz, cumino 
galizima, elmo 
galschia, colomba 
galschiriz, ascia di guerra 
ganguzia, cappa 
garazin, porcaro 
gareiza, garofano d'India 
garginz, giardiniere
Gargischol, Agosto
garoz, issopo 
gasinz, cancelliere  
gaurizio, poeta, trovatore (glossa latina: fidicen)
gauschuliz, camera 
gazio, milizia (glossa latina: caterua)
gazun, pollo (glossa latina: pullus)
gigunz, beneficio  
gigunzibuz, fico (albero)
gimeldia, pino 
ginschiz, ora prima 
giruschaz, graticola 
gischiz, potentilla (pianta)
gisgiaz, pianta spinosa (glossa latina: tribulus
glachxa, spelta
gliaz, gladiolo, iris 
glinziz, guaina (glossa tedesca: soum)
glisgia, verdone (glossa latina: amarellus
glogglizil, mietitore 
gloiz, rene (glossa latina: renunculus)
glosinz, formazione di battaglia (glossa latina: acies
gluuiz, canna
gluziaz, menta verde 
golinzia, platano 
golziol, cinghia per trainare l'aratro 
gonizla, arbusto 
gonzio, libro di letture bibliche (glossa latina: lecturarium)
gorinz, trave 
gospilianz, maggiordomo di una casa reale (glosse latine: dapifer,
      discoforus; glossa tedesca: druschezo
gozionz, attrezzi per lavorare l'oro
gragischon, braccialetto 
gramizel, gradino (glossa latina: gradus
gramzibuz, castagno 
graxia, violetta  
grischol, santoreggia 
grizianz, corda dell'arco 
grogezin, carbone  
grugiriz, rapa
gruzia, gola (glossa latina: guttur
gruzimbuz, ciliegio
gugiziz, asse della ruota 
guguniz, paglia 
gugurunz, struzzo 
guia, nuca
gulginz, imbuto (glossa tedesca: trehdere)
gulioz, cardine 
gulizbaz, betulla 
gullox, ceci (glossa tedesca: kichera)
gulzia, faringe 
gulzianz, vasaio (glossa latina: figulus
gunschula, parete 
guraix, spazzola (glossa tedesca: bursta)
guruz, lino  
guskaibuz, tipo di quercia (glossa latina: esculus
guzim, scalpello 
guziminz, libro delle collette 
guzimiz, scatola 
guzinz, collettta (tipo di preghiera)
haischa, tortora  
halgia, oca delle nevi
hamischa, ontano (glossa latina: alnus)
harzima, campo 
haurizin, anello 
Haurizpia, Venerdì
hauschiaz, corno
hauscuz, falco 
hilziol (nilziol), porta (a due battenti) 
hilzsciriz, figlio adottivo (4)  
hilzpeueriz, patrigno (4)
hiscalnoiz (niscalnoiz), lettore 
hochziz (nochziz), persona cieca (5) 
hogiz, succhiello
hoil, testa  
hoilbaiz, sciarpa per la testa 
hoilzirier, apertura per la testa (in una veste femminile)
Holischa, Novembre 
Horzka, Sabato 
iamischiz, libro degli inni (glossa latina: ymnarius
iaschua, calze
idiez, bile
ieuriz, fegato 
imschiol, martire 
inbiz, bardana (Bardana lappa
inchscola, tovaglia
inimois, uomo 
inpelziaz, scarpa 
inuzix, ala 
ioinz, ora nona 
ischiazin, raggio della ruota 
ispariz, spirito 
iugiza, vedova (6)
iuncxoil, coscia 
iunix, ascella 
iur, uomo (7)
iuriz, giudice 
iurstaniz, gomito (8) 
iuziz, porro (glossa tedesca: louch)
Izimziolibiz, Vangelo (glossa latina: euangeliorum liber)
izziroz, pruno  
kaido, santuario (glossa latina: delubrum)
kailamanz, torchio per vino o olio 
kalchizinz, cantina 
kalirinz, blocco di pietra (glossa latina: quadrus
kalizinz, vespro (ora canonica) 
kalziga, falce
kanchziol, incursione, spedizione militare 
kanesilis, cantore
kanfur, gancio 
kanscho, cappello 
kanulzial, velo di suora 
kanzia, pulce (glossa latina: cinomia)
kanzil, commilitone (glossa tedesca: heregesello)
karinz, cardinale
karinz, peonia
karischa, assenzio 
kaueia, moglie 
kazinz, caldaia (glossa latina: lebes)
Kelionz, Papa 
keliz, persona blesa 
kichsis, lancia del carro 
kilmindiaz, zafferano (glossa latina: crocus)
kinchscalis, candelabro 
kinchzia, candela  
kirinz, zucca 
kirzanzlibiz, messale 
kolecruziz, osso del collo (glossa tedesca: halsbein
koletabeiaz, vertebra cervicale
kolezia, collo
kolezin, sabbia 
kolgira, pastorale, bastone del vescovo (glossa tedesca: biscofestab)
kolianz, persona zoppa  
kolinzia, colonna 
kolscanz, presbitero 
kolsinzio, commerciante 
korischol, seta 
korzinthio, profeta 
kosinzia, costola 
kulzphazur, bisnonno 
kunx, curcuma zedoaria 
lachzim, forchetta (glossa latina: fascinula)
laiganz, inchiostro  
laizscia, tiglio  
lamisch, mattoni (glossa latina: lateres)
lamischiz, abete 
laniscal, tette, seni (glossa latina: ubera
lanischa, elleboro nero
lanschil, pulpito 
larchizin, scriba 
larizin, conciatore di pelli 
laschiabuz, frassino
laschiz, aquila 
lasinz, capello (glossa latina: capillus
laufrica, tussillagine (pianta)
lauziminiza, terra 
liaziz, nuora  
libizamanz, libro
lifiziol, cuoco 
ligeschia, colombaccio
limix, luce 
limzikol, croce 
limzkil, bambino 
linchz, talento (moneta) 
liniz, lavanda
liuianz, lucerna, lampada ad olio  
Liuionz, Salvatore  
lizchaz, fuso (strumento per filare)
lizia, ghiandola 
lizo, danzatore
logizkal, gigante 
loiffol, popolo 
loinscho, lanaiolo 
loizo, mese  
lunchkal, discepolo (glossa tedesca: iungero)
luschanz, cinabro (pigmento vermiglio) 
luschia, anatra  
luschil, sacrestano
luxzia, locusta 
luzcrealz, cavità oculare
luzeia, occhi 
luziliet, ciglia 
luziminispier, palpebra 
luzpomphia, globo oculare 
magux, pugno  
maiaz, mascella (glossa latina: maxilla)
maiz, madre 
maizfia, zia materna 
maletin, mento (glossa latina: mentum
maletinosinz, mandibola (glossa tedesca: kinnebacko)
malkunz, vecchio
malskir, dente (glossa latina: dens
maluizia, prostituta
malzienz, marchese (glosse tedesche: marchio, marchgrefo
malzispianz, detrattore 
marezia, cilicio 
marizima, camomilla
maschin, valeriana 
mazanz, coltello
mazma, fagiolo, fava  
melzimaz, idromele (glossa tedesca: meddo) (9)
melzita, miele (glossa tedesca: hunecwirz) (10)
menguiz, sterco, escremento (glossa latina: stercus
michzio, cemento
milisch, midollo
milischa, chioma 
milizamiz, immagine 
milzimzia, griglia 
milzonzit, coppiere (glossa latina: pincerna)
mimischonz, capitolo 
minscal, bandiera, vessillo (glossa tedesca: phano)
minscol, ulcera 
Mirzisil, Giovedì 
misanz, dito del piede (glossa latina: arcula; glossa tedesca: ceha
miska, tenaglia (glossa latina: forceps; glossa tedesca: zanga)
miskila, sorella 
mixaziz, rafano 
mizamabuz, gelso 
mizia, pulce; zanzara (glosse latine: cinomia, culix)
miziabiza, oratorio 
mizirzeis, impluvio
moguz, gabbiano 
moleziz, offerta 
molliz, polmone 
monischia, agrimonia (pianta)
moniz, bocca 
monzchia, monastero 
monzil, scabbia  
morizinz, monaco 
morschis, cuoio 
moruueia, gambale di cuoio (glossa tedesca: lederhosa)
moruzio, carnefice 
moueniz, polpaccio 
mumizalibiz, libro delle ore mattutine 
mumizanz, mattino 
munchzidol, cambiavalute 
Munizza, Martedì 
murscha, inchiostro nero (glossa tedesca: swerza)
musgal, inno (glossa latina: graduale
muzimia, noce moscata
muzimibuz, noce (albero) 
naczuon, monile, collana da donna
nanzoiz, ciotola 
naschiz, indumento di lino  
nascuil, solano (pianta)
nascutil (hascutil), naso (11)
nascumisil, cartilagine del naso (glossa tedesca: nasecrosla)
nascuzirz, narice (glossa tedesca: naselouch
nasunz, cuciture decorative
nazia, gallina
nazischo, gallo 
neniz (heniz), nipote
nilzial (hilzial), polso 
nilzimzia, graticola 
nilzmaiz (hilzmaiz), matrigna (4)  
ninxia, corvo 
nischil, erba gattara
niszin (hiszin), persona strabica  
nochzido, paiolo, pentolone (glossa latina: caccabus)
noisca, usignolo 
noizbiz, nottolone (glossa latina: nocticorax)
nosinz, persona sorda  
nozia, allocco
nulsiz, ago 
nuschanz, compieta (ora canonica)
obirscha, manica 
ochzia, rastrello 
oir, orecchie 
oiralbrium, orecchini 
oirclamisil, cartilagine delle orecchie (glossa tedesca: orclosla)
oirinschianz, granaio 
oirschal, suonatore di tromba 
oirunguizol, cerume (glossa tedesca: orsmero
olzimia, manipolo (paramento liturgico; glossa tedesca: hantfano)
onez, cantico (glossa latina: canticum)
oneziz, porta
ophalin, tempio 
ordeiz, ruota per filare (glossa tedesca: wirden)
oriezio, portiere, usciere
orinschiel, eremita 
ornalz, capelli (glossa latina: crinis
ornalzanzia, legaccio per capelli 
ornalzibuz, sanguinaria (albero)
ornalziriz, capelli crespi (glossa latina: cincinnus
Ornischo, Marzo 
orris, verbasco
orschibuz, quercia 
Oscilanz, Ottobre
osinz, mascelle 
osinzmalskir, dente molare 
pabruz, santoreggia 
paiox, benda di lana della mitra (glossa latina: infula) (12)
pamsiz, patena (piattino usato per la consacrazione)
pangizo, penitente 
pariziz, eunuco 
parreiz, pane
pasiz, lebbra 
pasizio, lebbroso 
pazia, giusquiamo 
pazidol, palio (veste episcopale)
pazimbu, nespolo 
pazuz, nativo (glossa latina: indigena)
peranz, principe 
Perezilinz, Imperatore 
perezim, ostaggio (glossa latina: obses; glossa tedesca: gisel
perschil, vinca (pianta)
perzimzio, forestiero (glossa latina: aduena)
peuearrez, patriarca 
peueriz, padre 
peuors, zio paterno 
pezimil, chiavistello
phalidiz, abside 
phalischer, anacoreta (glossa latina: inclusus
phaliz, pittura
phamkil, cera 
phamphziolaz, candela di cera 
phanizchin, idropico  
pharisch, cono (sorta di pomolo) 
phazia, ampolla
phazur, nonno 
philxima, cassa (glossa latina: capsa
phinziol, urna 
phirzianz, specie di diapason
pillix, capitello 
pilsemia, sopracciglia 
pinchzi, sera
pioranz, chiave 
pixel, pollice 
pixiz, pisello 
pizimanz, asse di legno (del pavimento) 
planizunz, luogo recintato (glossa latina: curtis)
planzimor, vendemmiatore 
pleniza, zia materna 
pligizil, crogiolo 
ploniz, lampada 
ploschinanz, freccia (glossa tedesca: strala
plucz, fondo della botte (glossa tedesca: bodun)
poimiz, stipite
pomziaz, melo 
praiz, coro 
pransiz, prezzemolo 
primischol, uomo libero 
prinscho, nibbio 
proueiz, rettore (glossa latina: prepositus)
pruiuanz, anfora 
pufeia, torta fine 
pulicha, polmonaria (pianta)
pusinzia, catarro 
rabiniz, predone
raiz, ruta 
raiza, pernice 
ralzoiz, paglia
ranchil, aratro 
ranchmaz, roncola 
ranschil, ciarlatano
ranzgia, lingua 
rasinz, velo (indumento femminile)
razil, veleno 
razinthia, interprete  
reimonz, monaca 
reldiaz, bastone, asta (come supporto) 
rimziol, schiena
rischol, re 
riuschiz, avvoltoio 
rogazin, casacca di pelle 
roischo, scricciolo 
ronzis, filo a piombo (glossa latina: perpendicular)
rubianz, sangue 
ruiz, bordo dello scudo (glossa tedesca: ranth
ruizio, segale 
ruschila, ruga 
ruzia, rosa 
sabonzio, arciere 
salziox, unghia 
salziz, signora  
sanccuua, cripta 
sanschul, sanicola (pianta)
sapiduz, ape  
sarziz, legione (glossa latina: legio; glossa tedesca: samenunga
saxia, zucchero
scabiriz, pescatore 
scaia, cuoio capelluto
scailo, chierico, prete  
scaintila, scapola 
scair, suocero (glossa latina: socer
scaleis, terra non coltivata 
scalgonzuz, cliente, incaricato
scaliziz, pastore 
scaliziz, salvia 
scalmiza, ancella 
scalnihilbuz, ginepro 
scalo
, mattino 
scaltizio, conte palatino (glossa tedesca: palzgrefo)
scalzido, sacerdote
scalzio, omero, spalla  
scamilin, tempia (glossa latina: timpus
scamizio, mimo 
Scandidoz, Settembre 
scanipla, pietra per lucidare 
Scantido, Febbraio
scarduz, duca 
scarinz, tunica intima (veste sacerdotale)
scarpinz, persona muta 
scaruz, cigno 
scatil, tunica 
scaun, forgia
scauril, stomaco (glossa latina: stomachus; glossa tedesca: mago)
scaurin, notte 
schagur, indumento di lino 
schalmindibiz, mandorlo 
schamiz, tavoletta certata per scrivere 
schaniz, fodero della spada 
schicial, fianco (glossa latina: latus
schimischonz, libro dei salmi (glossa latina: psalterium
schiraizon, cameriere 
schirizim, manica pendente (di una veste femminile) 
schirobuz, acero
schirzima, pinza
schoil, scodella, ciotola  
schoimchia, pino selvatico 
schuldemiz, tanica 
schumz, pietra pomice 
sciacruniz, tibia 
scilia, cappuccio 
scilmiol, marinaio (glossa latina: nauta
sciloz, pavimento (di legno)
sciniz, balbuziente 
sciria, scure 
scirinz, piaga (glossa latina: tabo)
scirizin, figlio 
scoiaz, vimini
scoibuz, bosso (glossa latina: buxus
scoica, carpino 
scoinz, ora terza 
scolioz, architrave 
scolmiz, manico dell'aratro 
scolmiz, tipo di veste liturgica (glossa latina: subtile
scoltilzio, dispensiere (glossa latina: cellerarius)
sconz, incudine 
scorinz, cuore 
scorinzin, mormoratore, calunniatore 
scorzia, ortica 
scraphinz, frittella (glossa tedesca: krepfelin)
scuanibuz, mirto (pianta aromatica) 
sculiz, punteruolo 
scurilz, scudo (glossa latina: clipeus)
scurinz, esorcista
scurinz, fiamma 
siccioniz, ladrone, brigante
silisza, mano sinistra 
siliziz, malato di cuore (glossa latina: cardiacus
silzimian, studioso  
sinziol, tetto ad arco
smaletis, fabbro 
solchdamiz, adulatore
sonziz, apostolo 
spalun, asta della lancia
spancriz, consacrazione della chiesa 
spaninz, mugnaio
spanzol, martello 
sparfoliz, esploratore 
sparinzia, serratura
spariz, priore 
sparizin, spolverino (glossa tedesca: wedel
sparzun, specie di graminacea
spinzia, lampada 
spiriz, euforbia (pianta)
spirizan, intestino tenue (glossa latina: ilia
spirlizim, falce 
splinz, ceppo della vigna 
sporinzio, coltivatore
squair, arco (arma) 
squamel, cortina 
stalticholz, altare
staurinz, pietra 
sterauinzia, fronte 
stigienz, ruota (glossa tedesca: rath)
stirpheniz, pavimento
stogin, vite, vigna (glossa latina: uitis) (13)
stragulz, paralitico 
stranguliz, ombelico 
subizo, servo
suinz, sudore 
sunchzil, calzolaio 
susinna, ventilabro 
suzemel, lama dell'aratro 
tabeializ, vene 
talizima, parete
talzim, labbro 
telzion, decano 
tenziz, abito femminile bianco 
tilifzia, tappeto 
tilzeuinoz, suddiacono
tilzia, stomaco, ventriglio (glossa latina: ventriculus
timzaloz, turibolo 
tirix, soglia 
titilaiz, breviario 
tizzia, alba (veste liturgica) 
tonizma, campanello 
tonzion, tegola
tonziz, ombra 
tronischia, cattedra 
tronziol, patrono 
tunchzial, stola (veste liturgica)
ualueria, pipistrello
uaschiro, calice 
uazimanz, filo 
uimzial, gengiva 
uiperiz, milza (glossa latina: splen
uirlaiz, testicoli 
uirtimanz, ladro (che ruba senza violenza) 
uirueniz, fornicatore
uischamil, vigna (glossa tedesca: wingart
uisiscolinz, copista, trascrittore
uoxniza, cuculo  
urchio, cicogna 
vaccinaz, settimana 
vanix, donna 
veriszoil, ventre (glossa latina: uenter)
vguwiz, lacrima 
viliscal, volgo
virenz, mosca 
virzeia, viscere (glossa latina: uiscera; glossa tedesca: inedre)
vischobuz, tasso (albero)
vischoreiz, vino (glossa latina: uinum, vinum
vmbleziz, terra arata 
vmbrizio, tetto
vnguizol, grasso (glossa latina: aruina; glossa tedesca: smero
viperiz, avèrla 
viriscal, barba 
virzunz, mulattiere, conduttore di muli 
vizzia, rondine 
vrizeltin, sentinella
vrizoil, vergine 
vrzial, mano  
vrzoia, calcagno (glossa latina: calcaneus
wagiziaz, salice
warinz, impetigine 
warnaz, airone 
waschiz, pettirosso (glossa tedesca: roudil)
wilischio, upupa 
wisanza, guancia 
zabla, lima 
zabuz, pressa
zaimzabuz, cotogno (glossa tedesca: cutinboum)
zainz, bambino 
zamxila, faggio 
zamza, avena 
zamzit, pavone  
zanczia, allodola
zanziel, palo, piolo  
zanziuer, confessore  
zarianz, libro dei sermoni
zaschibuz, lentisco (albero da cui si ottiene olio) 
zaueriz, orafo, orefice 
zazimoz, lacci delle scarpe
zeia, corda 
zeuinoz, diacono 
zichzimil, ascia bipenne 
ziginz, vomere 
Zigionz, Luglio 
zilix, camerata, compagno (glossa tedesca: gesello)  
zilozion, parapetto
zimbia, suocera (glossa latina: socrus
zimischil, sega (glossa latina: serra
zimiz, timone del carro 
zimza, casula (veste liturgica) 
zimzial, giovane (glossa latina: iuvenis) (14)
zimzitama, esercito (glossa tedesca: here
zinfrozia, sandali (glossa latina: scandalia; glossa tedesca:
       romschua
zingia, riso selvatico
zinkia, maniglia
zintol, accolito 
zinz, zappa (variante di zonz)
zinzrinz, scala a chiocciola
zirins, dito (glossa latina: digitus
zirinschol, cranio (glossa tedesca: hirnescala
zirinzil, portico 
ziriskans, ditale 
Ziriszinthio, Maggio
zirunzibuz, pero
zirzer, ano 
zischion, sperone 
Ziuariz, Gennaio 
ziuntoriz, reliquiario 
zizam, padella 
zizanz, cespugli (glossa latina: dumi)
zizia, baffi (glossa tedesca: greno
zizim, compasso
zizimina, olio 
ziziniz, trama, ordito 
zizria, cannella, cinnamomo
zizzion, cingolo (cintura della tunica liturgica) 
zonz, zappa 
zuizia, falcetto 
zuuenz, santo 
zuinta, pialla 
zusguel, pepe 
zuzian, arnese 
zuzianz, arma (glossa tedesca: wafun)
zuzil, lenticchia
 
Note: 
(1) bulizin è glossato pixis, ma incredibilmente qualcuno ha letto pix e fornito la traduzzione assurda "pece".   
(2) cainz non va letto *caiuz.
(3) dilisch è stato assurdamente tradottto con "siepe" da un romansta che ha equivocato sepum (che sta per sebum). In tedesco moderno Talg "sego" ha come sinonimo Unschlitt, che è la stessa cosa della glossa unslith - non considerata dai romanisti perché non latina. L'Esorciccio avrebbe fatto di meglio.
(4) hilz- potrebbe essere letto nilz- e non è facile decidersi; guardando il testo originale riprodotto, si legge chiaramente hilzpeueriz "patrigno", ma nilzmaiz "matrigna", con la massima chiarezza.  
(5) hochziz potrebbe essere letto nochziz, ma la cosa è poco probabile: guardando il testo originale riprodotto, si legge chiaramente h-
(6) iugiza è scritto da alcuni come jugiza.
(7) iur è scritto da alcuni come jur
(8) iurstaniz è letto da alcuni lurstaniz, ma questa lettura è improbabile, anche perché ci sono diversi nomi di articolazioni con iu-.
(9) melzimaz è glossato in antico alto tedesco come meddo "idromele", ma i romanisti, incompetenti e arroganti, hanno proposto false traduzioni a dir poco surreali, da "medicina" a "salsiccia affumicata". 
(10) melzita è glossato in antico alto tedesco come hunecwirz "miele" o "favo di miele", che non dovrebbe presentare problemi. Eppure i romanisti lasciano spesso la parola senza traduzione. 
(11) nascutil potrebbe essere letto hascutil, ma la presenza di un composto con la radice nas- "naso", nascuzirz, fa propendere per la lettura con n-
(12) paiox è erroneamente glossato come "pastorale, bastone del vescovo" in diverse fonti. 
(13) stogin è spesso erroneamente glossato come "vino" anziché come "vite". 
(14) zimzial è spesso letto zunzial, per via della peculiare forma delle lettere, ma la lettura con -im- mi sembra più probabile.
 
Alle parole del glossario se ne devono aggiungere altre quattro, che si trovano in un componimento di Ildegarda, considerato da alcuni l'unico testo connesso in Lingua Ignota. In realtà il testo è in latino e presenta soltanto cinque parole in Lingua Ignota, di cui una appare nel glossario, mentre delle altre non è fornita la traduzione. Il loro senso è stato dedotto dal contesto del testo, che è il seguente: 
 
O orzchis Ecclesia, armis divinis praecincta, et hyacinto ornata, tu es caldemia stigmatum loifolum et urbs scienciarum.
O, O tu es
crizanta etiam in alto sono, et es chorzta Gemma. 
 
chorzta, splendente
crizanta, consacrato
caldemia, balsamo 
orzchis, sconfintato 
 
Quindi si può tradurre così: 
 
"O sconfinata Chiesa, cinta dalle braccia divine, e ornata di giacinto, tu sei il balsamo delle ferite delle nazioni e la città delle scienze.
O, O, tu sei consacrata in un suono nobile, e tu sei un gioiello risplendente."

 
Si noterà che crizanta "consacrato" ha la stessa radice di crizia "chiesa", che quindi alla lettera si intende come "luogo consacrato". L'etimologia è dalla stessa radice di Christus "Cristo" o e di chrisma "unzione".
 
Abbondano i nomi delle specie vegetali e degli uccelli. Mancano invece i nomi dei quadrupedi, dei pesci e dei rettili, anche se possiamo evincere questo: 

1) la radice bo- significa "vacca" (vedi più avanti per l'etimo)
2) la radice garaz- significa "maiale"
3) la radice scabir- significa "pesce"
4) la radice scaliz- significa "pecora"
5) la radice virz- significa "mulo"

Analisi dei lemmi: 

anziur "agricoltore" è senza dubbio un composto formato con iur "uomo" (vedi più avanti per una possibile etimologia). La prima parte del composto non è chiara, ma trovo verosimile che significhi "campo". A parer mio *anz in Lingua Ignota traduce l'antico alto tedesco ackar, acher "campo".    
-buz (variante: -baz) è un suffissoide che significa senza dubbio "albero". Si trova infatti in numerosi nomi di specie arboree. Posssiamo dire con ragionevole certezza che *buz in Lingua Ignota traduce l'antico alto tedesco boum "albero". 
Questi sono soltanto pochi esempi, si potrebbero compilare liste ben più lunghe.
 
Etimologie: 
 
Esistono forme che sono di chiara origine indoeuropea, anche se spesso non corrispondono bene agli sviluppi di alcuna lingua nota. 
 
vanix "donna" : IE *gwen- / *gwṇ- 
   (le forme celtiche hanno b- come risultato della labiovelare) 
ioinz "ora nona" : IE *enewṃ "nove"
rubianz "sangue" : IE *reudh- / *rudh- "rosso"   
scaurin "notte" : IE *skaur- "vento del nord; oscurità" 
flagur "fiamma" : IE *bhḷg- "splendore"  
nosinz "persona sorda" : IE *ṇ-ausjent-s "non udente" 
melzita "miele" : IE *melit- "miele" 
kosinzia "costola" : IE *kost- "costola, osso"
kolezia "collo" : IE *kols- "collo" 
bauschuz "acero" : IE *bha:g- "faggio" 
Aigonz "Dio" : IE *aiw- "secolo, eternità"
 
Notiamo la forma flagur "fiamma", che ha la stessa radice del latino flamma, ma presenta un diverso suffisso. Si veda anche il latino flagra:re "fiammeggiare", che invece ha la rotica come il vocabolo della Lingua Ignota.  
 
Esistono forme che sembrano avere qualcosa in comune con il protogermanico, anche se i dettagli della parentela non sono chiari - cosa che a parer mio escluderebbe il prestito. 
 
dariz "intestino" : protogerm. *θarmaz  
hauscuz "falco" : protogerm. *χaβukaz 
moguz "gabbiano" : protogerm. *maiχwaz 
ruizio "segale" : protogerm. *ruγiz 
mazanz "coltello" : protogerm. *mati-saχsan 
moniz "bocca" : protogerm. *munθaz 
riuschiz "avvoltoio" : protogerm. *raiwan "cadavere"
 
Queste sono le forme corrispondenti in antico alto tedesco: 
 
darm "intestino"
habuh, hapuh "falco" 
mêh "gabbiano" 
roggo, rocko "segale"
mezzirahs "coltello" 
reo "cadavere" 

Si noterà che il termine moguz "gabbiano" mostra una certa assonanza con la protoforma ricostruita, ma molto meno con le forme storicamente attestate, che non conservano bene l'antica consonante mediana. 

Se si deve leggere hochziz "persona cieca" anziché nochziz, allora possiamo aggiungere questa corrispondenza: 
 
hochziz "persona cieca" : protogermanico *χaiχaz "guercio" 
 
Notiamo che varrebbe la seguente corrispondenza regolare: 
 
Lingua Ignota /o/ : protogermanico /ai/ 
 
Va detto che se la lettura corretta fosse nochziz, potrebbe pur sempre essere un derivato di una forma indoeuropea *ṇ-okw-s "non vedente" (come il gallico exops "cieco", alla lettera "senza vista"). 

Scopriamo anche un interessante riferimento mitologico:
 
logizkal "gigante" rimanda al nome di Loki
 
Esistono due possibili prestiti scitici: 
 
iur "uomo" : Oiorpata "Amazzoni", ossia "che uccidono gli uomini"
     (glossa di Erodoto)
inimois "uomo" : ossetico moj, mojnæ "marito" 
 
Ovviamente i romanisti penseranno che iur sia soltanto un anagramma del latino vir
 
Si noterà che phanizchin "idropico" contiene una radice phani- "acqua", che potrebbe avere la stessa origine (cfr. Romani pani "acqua")
 
Esistono alcuni possibili prestiti celtici, cosa ben comprensibile in un una regione renana:  

bosinz "vaccaro" : gallico bo:- "vacca", sinto- "sentiero"
          (lett. "che conduce le vacche") 
ieuriz "fegato" : gallese iau "fegato" (termine di sostrato) 
rischol "re" : gallico ri:x, ri:g- "re" (il suffisso -schol si trova in
          altri casi)
 
Esistono vocaboli derivati direttamente dal latino, che hanno l'aria di essere formati con mezzi grammaticali della Lingua Ignota a partire da prestiti: 
 
beluaiz "cacciatore" < lat. be:lua "animale selvatico, fiera" 
iuriz "giudice" < lat. iu:s "diritto, legge" (gen. iu:ris
vnguizol "grasso" < lat. unguen "grasso"
 
Esistono parallelismi con parole latine prive di etimologia indoeuropea, la cui origine potrebbe benissimo essere etrusca: 
 
pham(ph)- "cera d'api" : lat. favus
pom(ph)- "mela, frutto" : lat. po:mum 
luxzia "locusta" : lat. locusta 
ruzia "rosa" : lat. rosa 
uaschiro "calice" : lat. va:s (gen. va:sis
baleuinz "giullare": lat. balatro: (gen. balatro:nis
 
Queste voci non sembrano prestiti dal latino, bensì formazioni indipendenti a partire da un'antichissima origine comune. Tempo fa avevo ricostruito la forma etrusca *ruθia, *rutia "rosa", prestito dal greco rhódon e passato poi in latino come rosa (per *rodia, si hanno altri casi in cui -s- sta per un più antico -dj-: Clausus per Claudius). È documentato Rutia come prenome femminile etrusco; in un'iscrizione è attestata la forma aggettivale ruθiaχ (purtroppo ho smarrito il codice di riferimento). Si noterà che nella Lingua Ignota ruzia somiglia enormemente a questa forma etrusca ricostruita e non all'esito latino. 
 
Esistono inoltre alcune sorprendenti consonanze con parole etrusche ben note: 
 
magux "pugno" : etr. maχ, mac "cinque" 
moleziz "offerta" : etr. mulu "donato, offerto", muluvanice "offrì in 
     dono" 
loiffol "popolo" : etr. lautn "gente, famiglia" 
zaueriz "orafo" : etr. zamaθi "oro" 
 
Tutte queste forme "etruscoidi" potrebbero essere state prese dall'antica lingua della Rezia, che probabilmente sopravviveva ancora in alcuni luoghi isolati della regione alpina in epoca altomedievale. 
 
Esistono elementi di sostrato preindoeuropeo, ben documentati nei toponimi europei: 
 
staurinz "pietra" : TAUR- "monte, roccia" 
kalirinz "blocco di pietra" : KAL- "roccia" 
 
Aigonz "Dio", il cui primo elemento deriva dall l'indoeuropeo *aiw- "secolo, eternità", potrebbe ben avere come secondo elemento la radice GON- "luogo elevato" (altura, cielo), diffuso in Iberia e in Sardegna (basco Goiko "Dio", da *Goni-ko; paleosardo gonnos- "montagna"). 

Possibile che nessuno finora abbia mai notato queste cose?
 
Elementi grammaticali: 
 
Le parole che escono in -z sono troppo numerose perché la cosa sia casuale. Verosimilmente -z è un suffisso usato per formare sostantivi e aggettivi. Esistono anche altri suffissi comuni, come ad esempio -chia. Approfondiremo questi argomenti in altre occasioni!  
 
Alla luce di quanto esposto, reputo che la Lingua Ignota meriti studi molto seri e senza preconcetti.