martedì 16 febbraio 2021

 
EDWARD THE DAMNED 
 
Titolo originale: Edward the Damned 
Anno: 2014 
Paese: Stati Uniti, Regno Unito 
Lingua: Inglese
Durata: 15 min 26 sec  
Colore: Colore
Genere: Horror, grottesco, fantastico 
Regia:
John L. Weckworth
Sceneggiatura: John L. Weckworth 
Ispirazione: Il mito di Edward Mordake, l'uomo con due facce 
Produttori: John L. Weckworth, Kristin Weckworth 
Fonico: Kristin Weckworth 
Pubblicazione su YouTube: 31 ottobre 2016  
Interpreti e personaggi:
    Oliver Hollis: Edward Mordrake
    Les Loveday: Il collaboratore
    David Lyddon: Il dottore
    Rachel Warren: Cindy East / Il volto del demone 
Link YouTube: 
Sito ufficiale: 

Sinossi:

Edward the Damned is a modern retelling of the old English legend of Edward Mordrake. 
 
Edward is hiding something from the world beneath a wig atop his head. Unable to continue to hide from his demons, today his dark secret is going to see the light of day. 
 
A passion project from its inception, this short had an amazing film festival run becoming an official selection for some of the finest film festivals and taking home multiple awards including: 
Sunset Film Festival Los Angeles - 1st Place Short Film Category 
Famous Monsters Film Fest - 1st Place Short Film Category 
Hollywood Horror Fest - Best Short Script 
LA Indie Film Fest - Winner Jury Award | Best Short Film Special Effects 
 
Now for the first time Edward the Damned is available to view online. The filmmakers are proud to release our spin on the freakish story of Edward Mordrake for a wider audience to enjoy.
 
Traduzione: 
 
Edward the Damned è una rivisitazione moderna dell'antica leggenda inglese di Edward Mordrake. 
 
Edward sta nascondendo qualcosa al mondo sotto una parrucca sulla sua testa. Incapace di continuare a nascondersi dai suoi demoni, oggi il suo oscuro segreto vedrà la luce del giorno. 
 
Un progetto di passione sin dall'inizio, questo cortometraggio ha avuto un fantastico festival cinematografico diventando una selezione ufficiale per alcuni dei migliori festival cinematografici e portando a casa numerosi premi tra cui: 
Sunset Film Festival Los Angeles - 1° posto Categoria cortometraggi 
Famous Monsters Film Fest - 1° posto Categoria cortometraggi
Hollywood Horror Fest - Miglior cortometraggio 
LA Indie Film Fest - Vincitore Premio della giuria | Miglior cortometraggio Effetti speciali 
 
Ora per la prima volta Edward the Damned è disponibile per la visione online. I realizzatori sono orgogliosi di pubblicare la nostra interpretazione della bizzarra storia di Edward Mordrake per farla godere a un pubblico più ampio. 
 
 
Trama (guardare il corto prima di proseguire)
 
In apparenza Edward è un ragazzo londinese qualsiasi, ma si capisce subito che nasconde qualcosa sotto la parrucca nera che indossa. Non sopporta di essere toccato sul collo, per timore che il suo orrendo segreto possa essere rivelato. Quella che a prima vista può sembrare un'insulsa fobia, gli causa seri problemi. Prima rischia di compromettere i suoi rapporti con un collaboratore, poi manda a monte la relazione con la bionda Cindy, una ragazza davvero splendida. Com'è ovvio, non è possibile nascondere qualche dettaglio del proprio corpo a una donna mentre si sta sviluppando una relazione. Se Edward fosse stato un individuo normale, tutto sarebbe andato in porto: sarebbe entrato in intimità con Cindy arrivando quindi a poter fare sesso con lei. Invece le cose vanno diversamente. Quando lei cerca di sfiorare la sua nuca, lui reagisce cadendo in preda a una violenta crisi di panico e fugge via a gambe levate. La bionda è esterrefatta. Quando si ha una reazione simile con una donna, ogni rapporto è pregiudicato per sempre. Non esiste possibilità di riparare: nessuna perdona una cosa così grave. In preda alla disperazione, Edward prende contatto con un chirurgo clandestino per una rischiosa operazione. Viene subito rapito e portato allo studio illegale. Il chirurgo, tolta la parrucca al paziente, vede il volto di una donna sulla parte posteriore del cranio. Un volto sensuale ma terribile, con gli occhi interamente neri come l'inchiostro, senza il bianco della cornea e con le pupille dotate di vaghi riflessi rossastri. Quando afferra un bisturi per rimuovere il volto parassitario, il medico rimane sconvolto dal pianto e dallo sguardo di quell'entità femminea. Rinuncia ad operare, cloroformizza Edward e lo scarica in un vicolo. Quando il giovane si sveglia, si accorge subito che il suo secondo volto, il suo gemello diabolico, è ancora al suo posto. Non gli resta che il suicidio. Prima di uccidersi, scrive una vana lettera a Dio, in cui gli chiede di potersi salvare dalla Dannazione Eterna, perché il proprio concepimento è stato un errore. Si getta sotto una macchina e si trova di fronte a qualcosa di inatteso...       

Recensione: 
 
Trovo che Edward the Damned sia davvero un ottimo prodotto ed è un peccato che sia stato diffuso nel Web soltanto in inglese. Il mito di riferimento usato dal regista per la sua opera è quello di Edward Mordake, il fantomatico nobiluomo inglese a cui la tradizione attribuisce una peculiare malformazione: avrebbe avuto un piccolo volto femminile sulla nuca. Ho analizzato questo argomento in un articolo, a cui rimando per maggiori dettagli. Questo è il link:


La variante del cognome usata dal regista è Mordrake anziché il corretto Mordake: si vede che il giovane protagonista, quando finisce di scrivere la sua lettera a Dio, si firma proprio come Edward Mordrake
 
Il cortometraggio di Weckworth non riprende il mito in ogni suo dettaglio, ma ambienta la vicenda dell'uomo con due facce in un contesto moderno. Vediamo una Londra dai colori spenti, il grigio che prevale su tutto e le strade coni caratteristici autobus rossi a due piani. La vita è pervasa dal managerismo compulsivo della nostra epoca maledetta. Ogni istante è scandito dal telefonino, dai suoi messaggi, dalle scadenze. Si può dire che questo particolare inferno cibernetico non sarebbe stato concepibile nel XIX secolo.   
 
Non si fa nessuna menzione all'appartenenza del giovane Edward alla classe aristocratica britannica. Questo a parer mio è stato un errore o forse soltanto un peccato, visto che implica la rinuncia a un intero universo concettuale e fantastico. Il mito del nobile maledetto poteva soltanto essere usato da uno scrittore americano per creare un'opera d'arte immortale. Edgar Allan Poe e Howard Phillips Lovecraft hanno concepito intere stirpi di nobili maledetti, impiantandole in America. Questo impianto è avvenuto perché non vi sono nobili maledetti autoctoni. Le ragioni del fenomeno non sono difficili da intuire: proprio ciò che è estraneo e al contempo oscuro esercita il maggior fascino. La nobiltà è in buona sostanza una stirpe tarata, marchiata dall'endogamia, ai limiti dell'incesto. È un contesto rigido, formale, che può trasmettere soltanto infelicità a chi ha avuto la sventura di nascervi. Nella società americana l'aristocrazia non conta nulla, il sangue blu non è considerato una caratteristica importante. Se uno spurgatore di fogne riesce col duro lavoro a diventare milionario, è considerato più importante di un rampollo d'Inghilterra che non ha mai lavorato in vita sua e che vive passivamente delle proprie rendite. La Terra dei Liberi pullula di milionari socialmente attivi che si danno molto da fare per accrescere il numero delle loro conoscenze. Le donne sono delle "socialites", partecipano ai ricevimenti, si mettono in mostra con abiti glamour. Non c'è posto per nobili fannulloni e decadenti simili ai Merovingi, isolati dalla società, tutti immersi nel culto della loro superiorità, che si considerano qualcosa a metà strada tra l'umano e il divino. Eppure la loro presenza aleggia tuttora nella Terra dei Coraggiosi. Ciò che è stato gettato fuori dalla porta, rientra dalla finestra, di notte, come una larva notturna. Spiace che questi aspetti non siano stati percepiti e considerati dal regista-sceneggiatore. 

Una diretta conseguenza della rimozione della nascita aristocratica di Mordake è il suo rapporto con il gentil sesso. Un giovane nobile della Parìa britannica non avrebbe di certo avuto facili rapporti con le ragazze. Sarebbe stato pieno di inibizioni fortissime che lo avrebbero spinto a evitare ogni contatto ritenuto pericoloso. Il problema sarebbe giunto ben prima di arrivare ad essere in intimità con la bellissima Cindy, a parte il fatto che le convenzioni sociali avrebbero reso impossibile qualsiasi conoscenza non programmata. Non avremmo un ragazzo disinvolto che si ritrae soltanto quando qualcuna gli sfiora il collo: non sarebbe iniziato nulla, non ci sarebbe stata nessuna cena in un locale. Per un moderno, simili privazioni sono inconcepibili, quindi non possono nemmeno essere descritte. Eppure c'è qualcosa di estremamente interessante in come è stata organizzata la trama. Il regista, con profonda intuizione, usa la stessa attrice per interpretare la bionda Cindy e il demone gemello dagli occhi neri come la pece. Il messaggio trasmesso è questo: le prime difficoltà che Edward Mordake ha incontrato con il sesso opposto, gli sono state causate proprio dal suo rapporto col volto femminile sulla regione occipitale!  
 
Nella vulgata corrente, di Edward Mordake si occupavano due medici di famiglia, fidatissimi. Lui chiedeva loro incessantemente di essere liberato della sua seconda faccia, il suo gemello infernale e femmineo che gli sussurrava cose indicibili, ottenendo un rifiuto, dato che l'operazione avrebbe avuto esito fatale. Nel cortometraggio le cose vanno diversamente. Il protagonista si rivolge a un chirurgo che opera in condizioni di clandestinità e che alla fine evita di compiere ciò per cui è stato pagato. Una richiesta ben precisa fatta dal nobiluomo ai suoi medici curanti era la rimozione del volto parassitario, per via del terrore che potesse continuare le sue ruminazioni abominevoli anche nel sepolcro. Si ha soltanto una traccia alterata di questo nell'opera di Weckworth: il povero Edward chiede a Dio di rimuovere e incenerire il suo secondo volto, quindi si getta sotto un'automobile in corsa. 

 
La dannazione di Edward Mordake 
 
Lo spettatore per un attimo crede che le richieste formulate nella lettera d'addio siano state accolte da un benigno Padre Celeste. Al momento del trapasso, il giovane viene subito avvolto da un confortante oceano di luce candida, che lo convince di essere stato salvato da Dio e condotto in Paradiso. Presto però il chiarore soprannaturale si dirada ed emerge la realtà agghiacciante delle cose: un paesaggio di colline coperte di una boscaglia che arde. Il defunto si tocca la parte posteriore del cranio e si accorge subito di essere condannato: il diabolico volto femminile è ancora lì, proprio al suo posto! 

A questo punto dobbiamo pensare alle conseguenze teologiche di questo costrutto. Secondo le Chiese Cristiane nessuno può dichiarare un individuo dannato, fino a che non sarà giunta la Fine dei Tempi. Soltanto nel caso di un demone, può essere pronunciato un verdetto di dannazione certo e incontrovertibile. Anche così, le cose non sono facili come sembra. Chi può onestamente stabilire se un essere umano, per quanto malvagio, sia davvero un demonio? Non è facile. Si può pensare che un demonio sia un'essenza di malvagità assoluta e che le sue azioni possano dimostrare la sua natura. Anche così, nulla sarebbe scontato come appare. Un giudizio umano sulle azioni di qualcuno potrebbe sempre essere viziato da schemi ideologici o da interessi meschini. Non dimentichiamo che ci furono ecclesiastici che arrivarono a definire "diabolico" Gianni Rodari e a decretare il rogo dei suoi libri per motivi politici. Ammettiamo adesso che Edward Mordake sia davvero esistito, come ce lo tramanda il mito. Cosa dovrebbe pensare un cristiano? Non potrebbe fare altro che constatare che un uomo dotato di anima in grado di salvarsi è stato unità da Dio a un essere diabolico e dannato dalla nascita. Perché questo sarebbe accaduto? Un uomo dotato di anima unito a un essere diabolico avrebbe immense difficoltà a salvarsi, sarebbe sottoposto a un'azione tremenda e incessante che lo porterebbe alla disperazione assoluta. Siamo alla solita antinomia. Se Dio ha commesso un errore, allora non è infallibile. Se ha fatto volutamente una cosa simile, allora è malvagio e non può essere definito Bene assoluto. Vorrei tanto che ci fossero commentatori cristiani di seria fede in grado di riflettere su queste cose, ma non ne esistono. La loro religione è fatiscente, nessuno tra le genti sembra conoscerne più i dogmi, nessuno ha la benché minima idea di quale sia la sua teologia. La Chiesa di Roma potrebbe affermare che la storia di Mordake è soltanto una superstizione popolare, adducendo la dottrina del libero arbitrio e molte altre cose prese dall'armamentario della teologia tomistica. Le Chiese Protestanti avrebbero qualche difficoltà in meno, basti considerare le dottrine di Lutero sulla predestinazione e sul servo arbitrio, ma il problema sussisterebbe comunque. Sono convinto che siamo di fronte a un vulnus in grado di far crollare l'intero edificio del Cristianesimo.  

Altre recensioni e reazioni nel Web

Purtroppo non si trova molto in italiano. Una brevissima e scarna recensione (più che altro una descrizione) risale al 2016:


Sembra che l'unico Edward di cui c'è traccia nel famoso e utile sito Il Davinotti sia Edward mani di forbice!

lunedì 15 febbraio 2021

IL MITO DI EDWARD MORDAKE, L'UOMO CON DUE FACCE

Edward Mordake (talvolta scritto Mordrake) è un personaggio apocrifo, protagonista di una leggenda urbana che conobbe notevole diffusione nella tarda epoca vittoriana e che è ancor oggi in voga. Erede di un'importante famiglia di Pari d'Inghilterra, il povero Edward avrebbe sofferto di un'eccezionale malformazione, essendo nato con una seconda faccia sulla sua nuca. Questo volto posteriore sarebbe stato incapace di parlare, potendo però piangere e ridere. Avrebbe inoltre avuto la capacità di trasmettere i propri orribili pensieri tramite un incessante mormorio, avvertibile dallo sfortunato rampollo. Non esistendo rimedio a una simile condizione, Edward Mordake si sarebbe suicidato all'età di 23 anni. La vulgata corrente ci narra le cose in questo modo. Si rende necessario esaminare le fonti disponibili. 
 
Questo è riportato nel testo medico Anomalies and Curiosities in Medicine ("Anomalie e curiosità in medicina"), di George Milbry Gould e Walter Lytle Pyle (1896): 
 

The following well-known story of Edward Mordake, though taken from lay sources, is of sufficient notoriety and interest to be mentioned here:—
 
One of the weirdest as well as most melancholy stories of human deformity is that of Edward Mordake, said to have been heir to one of the noblest peerages in England. He never claimed the title, however, and committed suicide in his twenty-third year. He lived in complete seclusion, refusing the visits even of the members of his own family. He was a young man of fine attainments, a profound scholar, and a musician of rare ability. His figure was remarkable for its grace, and his face – that is to say, his natural face – was that of an Antinous. But upon the back of his head was another face, that of a beautiful girl, "lovely as a dream, hideous as a devil". The female face was a mere mask, "occupying only a small portion of the posterior part of the skull, yet exhibiting every sign of intelligence, of a malignant sort, however". It would be seen to smile and sneer while Mordake was weeping. The eyes would follow the movements of the spectator, and the lips "would gibber without ceasing". No voice was audible, but Mordake avers that he was kept from his rest at night by the hateful whispers of his "devil twin", as he called it, "which never sleeps, but talks to me forever of such things as they only speak of in Hell. No imagination can conceive the dreadful temptations it sets before me. For some unforgiven wickedness of my forefathers I am knit to this fiend – for a fiend it surely is. I beg and beseech you to crush it out of human semblance, even if I die for it." Such were the words of the hapless Mordake to Manvers and Treadwell, his physicians. In spite of careful watching, he managed to procure poison, whereof he died, leaving a letter requesting that the "demon face" might be destroyed before his burial, "lest it continues its dreadful whisperings in my grave." At his own request, he was interred in a waste place, without stone or legend to mark his grave.” 
 
Traduzione: 

La seguente ben nota storia di Edward Mordake, anche se presa da fonti non ufficiali, è di sufficiente notorietà e interesse da essere essere menzionata qui:—
 
Una delle storie più strane nonché melanconiche di deformità umana è quella di Edward Mordake, che si diceva fosse l’erede di uno dei più nobili lignaggi d’Inghilterra. Non rivendicò mai il titolo, comunque, e si suicidò all’età di 23 anni. Viveva in completa reclusione, rifiutando persino le visite dei membri della sua famiglia. Era un giovane di fini maniere, uno studioso profondo, un musicista di rara abilità. La sua figura spiccava per grazie e il suo viso – bisogna dirlo, il suo viso naturale – era quello di un Antinoo. Ma sul retro della sua testa c’era un’altra faccia, quella di una bella ragazza "amabile come un sogno, odiosa come il diavolo". Il volto femminile era una mera maschera, occupando solo una piccola porzione della parte posteriore del cranio, anche se esibiva ogni segno di intelligenza – di un tipo maligno, comunque. Fu vista ridere e sogghignare mentre Mordake stava piangendo. Si dice che gli occhi seguissero i movimenti dell’interlocutore, e che le labbra si muovessero in continuazione. Nessuna voce era udibile, ma Mordake affermava di essere tenuto sveglio la notte dai sussurri odiosi del suo "demone gemello", come lo chiamava, "che mai dorme, ma mi parla continuamente di cose di cui si parla solo all’inferno. Nessuna immaginazione può concepire le terribili tentazioni che mi pone innanzi. Per qualche maledizione mai perdonata dei miei antenati sono saldato a questo demonio – perché un demonio lo è senz’altro. Io vi prego e vi imploro di distruggerla, anche se dovessi morire per questo". Queste erano le parole dello sfortunato Mordake a Manvers e a Treadwell, i suoi dottori. Nonostante l’attenta guardia a cui era sottoposto riuscì a procurarsi del veleno grazie al quale morì, lasciando una lettera in cui chiedeva che il suo "volto demoniaco" fosse distrutto prima della sua sepoltura, "per timore che continui i suoi spaventosi sussurrii nella tomba". Su sua richiesta venne inumato in un luogo desolato, senza pietra o iscrizione a segnarne il sepolcro.” 
 
Per molti l'analisi potrebbe finire qui, data l'autorevolezza della pubblicazione scientifica. Invece è il caso di non fidarsi e di proseguire.  
 
La vera origine del mito memetico

Che la storia di Edward Mordake sia un meme lo capirebbe anche un poppante. Qual è il problema? Ovviamente a creare difficoltà a uno studioso moderno sono proprio le fonti non ufficiali e non menzionate di cui si sono serviti Gould e Pyle. Nonostante questa deplorevole mancanza di accreditamento, la fonte ultima è stata trovata nel 2015 da Alex Boese, che ha scritto un articolo sul sito The Museum of Hoaxes. Questo è il link:


In sintesi, Edward Mordake è nato dalla fantasia del poeta, scrittore di proto-fantascienza e giornalista Charles Lotin Hildreth (1853 - 1896). Questo autore non sembra avere al momento una propria pagina su Wikipedia in inglese, per quanto la cosa possa sembrare incredibile: l'unica pagina a lui dedicata è su Wikipedia in italiano. Il contributo di Charles Lotin Hildreth, un articolo intitolato The Wonders of Modern Science: Some Half Human Monsters Once Thought to Be of the Devil's Brood ("Le meraviglie della scienza moderna: alcuni mostri semiumani che un tempo si pensava appartenessero alla stirpe del Diavolo") è stato pubblicato per la prima volta sul Boston Sunday Post l'8 dicembre 1895; l'autore sarebbe morto meno di un anno dopo, il 22 agosto 1896. Pochi giorni dopo la prima pubblicazione, l'articolo apparve su diversi altri quotidiani, come appurato da Boese: l'11 dicembre sul Parsons Daily Sun e il 14 dicembre su The Decatur Herald. L'articolo di Hildreth era puramente sensazionalistico e privo di qualsiasi fattualità, tanto che includeva la descrizione di alcuni mostri chimerici, tra cui un ragno con la testa umana, un uomo con quattro occhi, una sirena, un essere con caratteri di uomo e di granchio. La fonte accreditata, la Royal Scientific Society, si è rivelata inesistente. L'unica società nota con questo nome è stata fondata nel 1970 dai regnanti della Giordania, mentre la Royal Society of London, dal nome simile, non mostra traccia alcuna di documentazione sui mostri sopra descritti. Questo è il link a un sito che riporta l'articolo apparso sul Boston Sunday Post:   
 

Ebbene, Gould e Pyle hanno preso da Hildreth ricopiando il suo testo su Mordake parola per parola! Boese ha fatto ricerche sui due supposti medici citati, Manvers e Treadwell, mostrando che sono sconosciuti, non trovandosi alcuna loro menzione nella documentazione dell'epoca. 
 
Insidie del debunking 
 
Il sito Bufale.net, fondato da Claudio Michelizza e Fabio Milella, ha dedicato una pagina al nobiluomo inglese con due facce. Questo è il link:   
 
 
Gli autori citano il lavoro di Gould e Pyle, ma incorrono in un errore grossolano. La locuzione lay sources, che significa "fonti non ufficiali", ossia "fonti estranee al sistema di validazione delle riviste scientifiche", è stata tradotta come "fonti laiche" - dal momento che in inglese lay significa "laico". Il significato di lay è tuttavia più esteso: "non istruito; non professionale; profano; ignorante; secolare, non clericale". La traduzione di lay sources usata su Bufale.net è fuorviante, in quanto fa supporre la corrispondente esistenza di "fonti ecclesiastiche" usate in contesto scientifico, cosa di per sé assurda. Questo fa capire quanto la conoscenza dell'inglese in Italia sia labile e affetta da gravi distorsioni.  
 
I meandri della Parìa 

La Parìa britannica (Peerage) è un'istituzione estremamente complessa. In sostanza è un sistema di titoli nobiliari che fa parte delle onorificenze vigenti in Gran Bretagna. Sarebbe interessante fare qualche ricerca sull'eventuale esistenza di una famiglia di Pari col cognome Mordake o Mordrake. Non mi risulta che questo sia stato fatto dallo stesso Alex Boese. Probabilmente la ricerca è stata creduta inutile, una volta ottenute le prove della natura apocrifa del personaggio di Edward Mordake. Per me sarebbe comunque interessante provarci. Certo, è un'impresa impegnativa e le risorse del Web potrebbero non essere sufficienti. 
 
Iconografia (posticcia) diffusa nel Web 
 
Non esiste la benché minima prova che sia mai vissuto un individuo corrispondente a quanto descritto nel mito di Edward Mordake, o Mordrake che dir si voglia. Tuttavia si capisce bene come una simile storia abbia eccitato l'immaginazione per più di un secolo, vivendo di vita propria e ispirando vari artisti.  
 
1) Primo reperto 
 

La fotografia in questione è spacciata nel Web come originale. Si è diffusa come un contagio in moltissimi siti e social. Non si è potuto determinare il suo autore. In ogni caso l'ipotesi più probabile è che sia stata scattata in un museo delle cere, per poi essere rielaborata con tecniche moderne come Photoshop. Certamente non è una foto dell'epoca in cui si suppone abbia vissuto Mordake e quindi deve essere stata "anticata" in qualche modo.

2) Secondo reperto 
 

È una statua di cera che si trova al Panoptikum Wax Museum di Amburgo, cittadina amena da me prediletta (una sera ho esplorato i bassifondi di Sankt Pauli e ho trovato un simpatico topo rossiccio). Si nota che il volto posteriore di questo simulacro di Mordake mostra un'inquietante somiglianza con quello di Michel Houellebecq, pur essendo contratto e distorto. Non è improbabile che il primo reperto, descritto in precedenza, sia stato ottenuto da una foto del presente secondo reperto, procedendo in questa maniera: i capelli sono stati trasformati fino a diventare neri e a caschetto; la faccia posteriore, quella simile a Houellebecq col ghigno, è stata appiattita fin oltre il limite del grottesco, tanto da ricordare uno di quei trofei rinsecchiti prodotti dagli Jívaro con le teste dei nemici uccisi. 

3) Terzo reperto 
 

La testa mummificata di Edward Mordake è un'opera in cartapesta dell'artista Ewart Schindler. Non è facile reperire dati su di lui nel Web: sono riuscito soltanto a venire a conoscenza de fatto che si è laureato all'Università di Plymouth (Contea del Devon, Inghilterra). Si noti che la faccia posteriore presenta proprie orecchie, seppur residuali e minuscole rispetto a quelle associate alla faccia anteriore. Il primo reperto e il secondo hanno non mostrano traccia di orecchie associate alla faccia posteriore. L'etichetta apposta alla testa mummificata recita: "Head of Edward Mordrake, preserved for posterity, by P. Manvers." Riconosciamo il cognome di uno dei medici che ebbero in cura Mordake. L'iniziale del nome, non citata da Hildreth, deve essere frutto della fantasia di Schindler. 

4) Quarto reperto 

 
L'autore di quest'opera d'arte è Thomas "Tom" Kuebler. A quanto ho potuto constatare, il manufatto è stato venduto a 1.047,45 €, imposte locali incluse, più spese di spedizione. È definito "iperrealistico". L'etichetta apposta al duplice teschio recita: "The skull of Edward Mordake, the man born with a second face on the back of the head, c. 1890. Although it would non speak full words, the second face was able to laugh, cry and make strange moans without Edward's control. He reportedly begged to have his 'Demon's Face' removed, claming that it whispered to him at night, but no doctor would attempt it. He committed suicide at the age of 23." Si tratta sempre della stessa narrazione, che non presenta elementi nuovi rispetto a quanto scritto da Hildreth.

Possibili ispirazioni dalla teratologia 

Anche se Edward Mordake è frutto della fantasia, è ben possibile che questa abbia un suo fondamento in qualche grave malformazione osservata realmente. In genere nel Web si trovano le seguenti ipotesi, che non mi sembrano soddisfacenti:
 
1) Dicephalus parapagus dipus 
 

 
È una rara varietà di gemelli siamesi. Il feto ha due teste e due spine dorsali, ma soltanto due gambe (una per ogni gemello). Una testa può essere anencefalica oppure possono essere entrambe pienamente sviluppate. Se ha due braccia è detto dibrachius. Ne esistono anche con tre o quattro braccia. Un caso famoso di questa anomalia genetica è quello delle americane Abigail e Brittany Hensel, su cui alcuni internauti hanno infierito in modo crudele fabbricando deepfake porno, mettendo loro cazzoni in faccia e in bocca. Non ci sono dubbi: il Dicephalus parapagus dipus non ha alcuna somiglianza con Edward Mordake.

2) Craniopagus parasiticus 
 
 
La testa di un gemello parassita, col corpo atrofizzato o residuale, è saldata alla testa di un gemello pienamente sviluppato. I due crani sono uniti tramite l'osso frontale. Il cranio parassitario è capovolto rispetto a quello principale. Si parla invece di craniopagus conjunctus se entrambi i gemelli hanno un corpo pienamente sviluppato. Né una forma di craniopagus né l'altra hanno alcuna somiglianza con Edward Mordake. 
P.S.
È craniopagus, non craniophagus!  
 
3) Gemelli parassiti (fetus in fetu)
 
 
I tessuti che formano un feto sono cresciuti e si sono differenziati all'interno del corpo di un gemello pienamente sviluppato. Secondo un'ipotesi si tratterebbe di un feto inviluppato all'interno di un altro. Secondo un'altra ipotesi si tratterebbe di un teratoma altamente sviluppato. Sul fatto che si tratti di teratomi non ho il benché minimo dubbio: si danno casi di recidiva, in cui il feto parassitario si forma nuovamente una volta asportato chirurgicamente. Un caso come quello di Edward Mordake potrebbe forse essere ricondotto a un fetus in fetu, anche se la cosa non sembra molto probabile. Il gemello parassita ha sempre lo stesso sesso di quello pienamente sviluppato. Tuttavia una faccia secondaria potrebbe avere aspetto femminile pur essendo di sesso maschile.
 
4) Diprosopus 
 
 
Il feto mostra una duplicazione craniofacciale, ossia ha due facce. Non si tratta di fusione o di incompleta separazione di due gemelli. L'encefalo è uno solo. Quando ero un moccioso, ho visto un gattino imbalsamato che aveva tre occhi, due nasi e due bocche. Ci sono persone diprosope con quattro occhi, due nasi e due bocche. È vero che Hildreth ha descritto un uomo con quattro occhi, ma con una disposizione implausibile: due occhi sopra gli altri due. Il Diprosopus non ha alcuna somiglianza con Edward Mordake. 
 
Difficoltà giuridiche e religiose
 
Com'è considerato dalla Legge un individuo affetto da policefalia? Cos'è realmente un Dicephalus? È un singolo essere umano che ha due teste? Oppure sono due esseri umani che condividono un unico corpo? Dipende dai casi e dal contesto. Negli States, le già menzionate Abigail e Brittany Hensel, nate nel 1990, hanno avuto due nomi distinti e due identità separate, una per ciascuna testa. Per contro, il Dicephalus Syafitri, nato in Indonesia nel 2006, ha ricevuto un solo nome ed è considerato legalmente un singolo individuo, perché dotato di un unico cuore. In Germania era seguita la stessa prassi e un bambino con due teste riceveva un unico nome e un'unica identità legale.    
 
Come fa un prete a battezzare un individuo affetto da policefalia? Il problema dovette sussistere fin dagli inizi del Cristianesimo e pone profondi interrogativi teologici. Ogni testa deve essere considerata dotata di un'anima propria? Il principio seguito dalla Chiesa Ortodossa è il seguente: se le teste sono separate, ognuna viene battezzata con un proprio nome; se si hanno teste non ben distinte o facce non separate dal cranio, prima viene battezzata una persona con la formula normale, poi viene battezzata l'altra (o le altre), ma includendo nella formula battesimale la locuzione "se non già battezzato" o "se non già battezzata", allo scopo di evitare casi di anabattismo. Questa pratica è stata enunciata dal teologo ruteno Petro Mohila nel XVII secolo. Sarebbe interessante conoscere le disposizioni di altre Chiese Cristiane, che però a quanto pare preferiscono non parlare esplicitamente di argomenti tanto scomodi e delicati.     
 
Etimologia del cognome Mord(r)ake 
 
Quando lo sentii menzionare per la prima volta, subito pensai che il cognome Mordrake derivasse dal gallese Morddreic "Drago di Mare". La variante Mordake, per quanto comprendessi la sua maggior antichità, la riconducevo a un diverso adattamento della stessa parola gallese, con dissimilazione del nesso -rddr- con perdita della seconda rotica - anche se la cosa non mi convinse mai. Una supposta variante Mordakedrake, citata nella Wikipedia in italiano, sembra essere inesistente e spuria. In realtà Mordake (che è la forma genuina, essendo Mordrake una variante spuria) è un cognome di origine scozzese e non gallese. 
 
Shakespeare citò un uomo di nome Mordake tra i Clan della Scozia: 
 
Mordake the Earl of Fife, and eldest son / 
To beaten Douglas, and the Earls of Athol, / 
Of Murray, Angus, and Menteith.
(Enrico IV - Parte I, Scena 1) 
 
Come spesso accade, il cognome è derivato dalla sclerotizzazione di un nome proprio, diventato così un'etichetta trasmessa in modo ereditario. 
 
Varianti del cognome Mordake (l'elenco non ha la pretesa di essere esaustivo): 
 
Moordake
Murdac
Murdak
Mordac
Mordoc
Mordok,
Mordik
Mordyk,
Moreduc,
Mourdac
Murthak
Meurdoch,
Murdoch
 
L'origine del cognome è l'antico irlandese muiredach "signore". L'etimologia di questo termine è stata a lungo discussa. Secondo alcuni il significato dovrebbe essere quello di "signore del mare", ossia "capitano": il primo membro del composto, muir- è da una protoforma *mori-. A questo muiredach si sovrappone un antroponimo maschile di diversa origine, Muirchad "Battaglia del Mare", da una protoforma *mori-katu-. La confusione tra le due forme deve essersi generata in epoca tarda, quando le fricative prodotte dalla lenizione si sono affievolite, spesso scomparendo del tutto. Resta l'interrogativo sull'origine di muiredach. In cosa consiste il secondo elemento del composto? Credo di poter offrire una soluzione ragionevole e interessante. Comincio col far notare che muiredach ha una variante muire "signore", in apparenza ancor più enigmatica. Ebbene, il secondo elemento del composto deriva da *wid- "conoscere", ed è lo stesso presente in druí "druida, mago", da *dru-wids (genitivo sing. druad, da *dru-widos; nominativo pl. druïd, da *dru-wides). Così abbiamo: 
 
muire "signore" < *mori-wids "conoscitore del mare" 
   gen. sing. muired < *mori-widos 
derivato di origine aggettivale muiredach < *mori-widākos.  
 
A complicare le cose esiste anche un antroponimo maschile Muirid, un altro composto di muir- "mare", il cui secondo membro è invece fid "legno" (genitivo sing. fedo, feda; nominativo pl. fedae), a sua volta da *widu-
 
Muirid < *Mori-widus "Legno del Mare"
  gen. sing. Muireda < *Mori-widous  
 
In antico gallese esiste un antroponimo simile, derivato dalla stessa protoforma: Morguid. Non ci sono dubbi sul fatto che questi nomi propri di persona siano molto antichi, di molto antecedenti all'arrivo del Cristianesimo.  

venerdì 12 febbraio 2021

UN INQUIETANTE MANUFATTO AMAZZONICO: LA GABARORA

I culti del cargo si sono formati in alcune società isolate in seguito all'incontro con le popolazioni occidentali e con la loro tecnologia. Gli esempi più conosciuti sono tipici della Melanesia e della Micronesia, ma ne esistono anche in altre aree del pianeta. Il mondo accademico tende a considerare questi sistemi di credenze come forme di millenarismo sincretico (elementi nativi + elementi cristiani), ma si può dimostrare che si tratta di una definizione inesatta o perlomeno incompleta, dato che non è in grado di spiegare la totalità dei fenomeni. La caratteristica portante dei culti del cargo è la fede nel potere del feticcio. La sostanza è descrivibile con poche parole: "Le genti dell'Occidente portano doni e hanno mezzi incredibili. Costruendo simulacri che imitano la forma di questi mezzi, si otterranno altri doni e si potrà vivere senza lavorare." I movimenti religiosi di questo genere cominciarono a sorgere in seguito ai viaggi delle navi esploratrici occidentali durante il XIX secolo e si intensificarono nei primi decenni del secolo successivo. Nel corso della Seconda Guerra Mondiale ci fu nel Pacifico un immenso traffico di navi e di aerei da carico (in inglese cargo), pieni di beni alimentari e tecnologici. Quando il Giappone fu sconfitto, quelle rotte finirono presto con l'essere abbandonate. Per attrarre di nuovo le navi e gli aerei da carico, che portavano immensa prosperità, i credenti dei culti del cargo hanno cominciato a costruire grotteschi simulacri di aerei in grandezza naturale, fatti con legno e fibre di palma. Non solo: hanno anche costruito copie grossolane di piste di atterraggio e di cabine di comunicazione, con tanto di radio finte e di cuffie inutilizzabili. Hanno portato avanti l'imitazione accurata della gestualità del personale militare statunitense, che avevano a lungo potuto osservare.
 
La gabarora è forse la forma più inquietante di culto del cargo. Purtroppo devo constatare che non ci sono molti studi sull'argomento. Stando a quanto è riportato nel vasto Web, nell'Amazzonia profonda sono stati trovati indigeni che costruivano simulacri di legno imitanti alla perfezione la forma di un registratore. Il nome gabarora, dato a questi spettrali manufatti, è chiaramente un prestito dal portoghese gravadora "registratore", o secondo alcuni dallo spagnolo grabadora, che ha la stessa origine. L'adattamento di gravadora alla fonetica tipica di una lingua nativa sudamericana è semplice: il gruppo consonantico iniziale /gr/ si è ridotto a /g/ perdendo l'elemento rotico; l'occlusiva /d/ tra due vocali si è rotacizzata in /r/. Giova far notare che simili sviluppi si sono avuti anche nelle isole della Melanesia, dove cargo è diventato kago. Il manufatto ligneo amazzonico veniva utilizzato fino a tempi abbastanza recenti allo scopo di parlare con gli spiriti dei defunti, e forse qualcuno ne fa tuttora uso. La spiegazione è in apparenza molto semplice. Gli Indios che hanno visto i brasiliani lusofoni o i peruviani ispanofoni ascoltare voci servendosi di un magnetofono, hanno creduto che quei suoni venissero dal Regno dei Morti. Il principio è quello della magia simpatica. Forse nessuno tra quelle genti si aspettava davvero che da una gabarora potessero uscire a comando suoni di qualunque natura: pensavano soltanto che a forza di insistere, presto o tardi la magia degli Antenati avrebbe potuto funzionare, che le loro voci ultraterrene si sarebbero manifestate, seppur in tempi che trascendono la vita di un singolo individuo. In questo senso l'uso della gabarora può essere definito propriamente come un culto millenaristico - anche se del tutto privo di componenti cristiane discernibili.  
 
Purtroppo le fonti sono scarse e non consentono al momento grandi approfondimenti. In pratica è sempre la stessa frase che ricorre in varie lingue nel Web. La riporto senz'altro in questa sede, perché tutti possano prendere atto di ciò che dico.  
 
Italiano:  

"Alcuni Indios dell'Amazzonia hanno scolpito imitazioni in legno di registratori di audiocassette (gabarora, dal portoghese gravadora o dallo spagnolo grabadora) che usano per comunicare con gli spiriti." 

Inglese:

"Some Amazonian Indians have carved wood mock-ups of cassette players (gabarora from Portuguese gravadora or Spanish grabadora) which they use to apparently make contact with spirits."

Tedesco:

"Einige Indianer Amazoniens schnitzten hölzerne Modelle von Kassettenrecordern (gabarora von portugiesisch: gravadora), die sie verwendeten, um mit den Geistern in Verbindung zu treten." 
 
Francese:
 
"Certains Indiens d'Amazonie ont sculpté des modèles en bois de magnétophones (gabarora du portugais: gravadora) qu'ils utilisaient pour communiquer avec les esprits." 

Spagnolo:

"Algunos indios amazónicos tienen imitaciones de madera tallada de grabadoras de casete de audio (gabarora, de la gravadora portuguesa o de la grabadora española) que utilizan para comunicarse con los espíritus."

Portoghese:

"Alguns índios da Amazônia esculpiram em madeira modelos de gravadores (gabarora do português: gravadora) que usavam para se comunicar com os espíritos."

Rumeno:
 
"Unii indieni din Amazon au sculptat imitații de lemn de casete audio (gabarora, din gravadora portugheză sau din grabadora spaniolă) pe care le folosesc pentru a comunica cu spiritele.
 
Russo:
 
"Некоторые индейцы Амазонки вырезали из дерева модели кассетных аудиоплееров, с помощью которых они разговаривали с духами." 

Nella versione in russo non è menzionato il nome gabarora con la sua etimologia, ma il resto è identico. Probabilmente il traduttore, di certo un putiniano, avrà ritenuto superflua ogni considerazione filologica.
 
Con ogni probabilità è partito tutto da un utente che ha scritto sulla Wikipedia in italiano, quindi sono state fatte le traduzioni nelle altre lingue. La fonte ultima non è a quanto pare reperibile. 

In testi scritti in basco si trovano diverse occorrenze della parola Gabarora, che però non ha niente a che vedere con ciò che stiamo trattando: è una forma declinata del toponimo Gabaro.
Gabarora "a Gabaro". 
 
Ecco un brano con un'attestazione: 

Lenaukuek esate eben Markiña aldeko neskatxa bat juun zala Gabarora ardizañara, ta kuebien ondora juun zanien Anbotoko Señoriek barrura sartu ebala, da antxe azi ebala neskatilla eederra. Bertan neskatilliek eitten eban biarra zala goru eiñ da goru eiñ da sekula ez ebala kanpora urten. Berak nai eban guztian kanpotik ekartzen eutsela Señoriek. Señoriek esan eutsela zen: “kanpora urten biar dozu ointxe”. Berak ez ebala urten nai izen, ondo eguala ta. Ta prestau zanen kanpora urteteko, sea’eutsela Señoriek: “artu izu ortxe esku bete iketz”. Esa’eutsela zen: “zetako dut nik iketza?”. Artu ebala eta urten ebala iketzaz, ta kanpon eskure bgitu ebanean, dana urre gorrixe izen zala. 
 
Traduzione: 

"Gli Antichi raccontano che una bambina della regione di Markiña era andata a pascolare le pecore a Gabaro, e quando la Signora di Anboto è entrata, ha trovato lì la bellissima bambina. Lì le bambine hanno detto che non erano mai state fuori per anni. Voleva sempre che la Signora la portasse fuori. È stato quello che ha detto la Signora: "Starai qui fuori per anni". Non ha un nome da anni, sta bene. E quando era pronta per uscire, la Signora disse: "Prendi le mani piene di carbone". Si diceva: "Avrò il carbone?" È stato scaldato e scaldato per anni con la carbonella, e quando è stato messo all'esterno, tutto si chiama oro rosso." 
 
Questo si legge su Twitter ed è ben più moderno:

19 urte!!! Ta gaur barriro be Gabarora bueltia! Ta barriro zin egin dogu amesten zendun #Askatasuna lortu arte, lanean  jarraituko dogula!

Traduzione:

"19 anni!!! Ritorno a Gabaro oggi! E ancora una volta abbiamo giurato che fino a quando non avremo la #Libertà che sognavamo, continueremo a lavorare!" 

Come si può vedere, i falsi positivi sono molto insidiosi! 
 
Con grande fatica e per pura serendipità sono riuscito a trovare su un sito argentino qualcosa di pertinente alla nostra ricerca:

 
"Uno de los ejemplos más patéticos de cargo cult es la “gabarora” (grabadora), una radio tallada en madera que los aborígenes de la Amazonia usaban para comunicarse con los espíritus. Pero cuando se difundieron entre nosotros los primeros celulares, aparecieron los teléfonos truchos que no comunicaban, pero alcanzaban para hacer mímica y darse aires de fashion. Después, la electrónica de consumo se fue abaratando hasta hacerse accesible tanto a las tribus amazónicas como a las porteñas: las baratijas siempre son más baratas que la calidad de vida."
 
Traduzione: 
 
"Uno degli esempi più patetici di culto del cargo è la "gabarora" (registratore), una radio in legno intagliato che gli aborigeni dell'Amazzonia usavano per comunicare con gli spiriti. Ma quando i primi cellulari si sono diffusi tra noi, sono comparsi dei telefoni finti che non comunicavano, ma bastavano per imitare e per darsi arie alla moda. Successivamente, l'elettronica di consumo è diventata più economica fino a farsi accessibile sia alle tribù amazzoniche che a quelle di Buenos Aires: i ninnoli sono sempre più economici della qualità della vita." 
 
Anche se l'informazione di base è in buona sostanza la stessa della frase memetica wikipediana, troviamo in più qualche commento di scarsa utilità. L'autore, senza dubbio un marxista, si dimostra incapace di comprendere l'antropologia e riduce tutto alla crassa materialità economica.
 
Domande inevase:
 
1) In quale zona dell'Amazzonia si è registrata a produzione di registratori fittizi e di altri simili manufatti?
2) Quali popoli nativi sono coinvolti in questa forma di culto del cargo? Dove ha avuto origine? 
3) In quante lingue amerindiane amazzoniche è documentato il vocabolo gabarora e con quante varianti? Esistono altre denominazioni? 
4) È tuttora praticato questo culto de cargo o è estinto? In questo caso, quando si è estinto e in che circostanze?
5) Dove si possono trovare testimonianze fotografiche di registratori fittizi e di altri simili manufatti?  
6) Quali studiosi si sono occupati di questo fenomeno?
7) Come reperire i testi con le necessarie menzioni o gli eventuali articoli pubblicati sull'argomento?