I TRE GIORNI DEL CONDOR
Titolo originale: Three Days of the Condor
Paese: Stati Uniti d'America
Lingua: Inglese
Anno: 1975
Durata: 117 min
Rapporto: 2,35:1
Genere: Spionaggio, thriller
Regia: Sydney Pollack
Soggetto: James Grady, dal romanzo I sei giorni
del Condor (Six Days of the Condor, 1975)
Sceneggiatura: Lorenzo Semple Jr., David Rayfiel
Tematiche: Servizi segreti deviati, complotti,
guerra fredda, geopolitica, ecologia
Produttore: Stanley Schneider
Produttore esecutivo: Dino De Laurentiis
Casa di produzione: Paramount Pictures
Distribuzione in italiano: Titanus
Fotografia: Owen Roizman
Montaggio: Don Guidice
(talvolta riportato erroneamente come Giudice)
Effetti speciali: Augie Lohman
Musiche: Dave Grusin
Scenografia: Gene Rudolf
Costumi: Joseph C. Aulisi
Trucco: Gary Liddiard, Bob O'Bradovich
Anno: 1975
Durata: 117 min
Rapporto: 2,35:1
Genere: Spionaggio, thriller
Regia: Sydney Pollack
Soggetto: James Grady, dal romanzo I sei giorni
del Condor (Six Days of the Condor, 1975)
Sceneggiatura: Lorenzo Semple Jr., David Rayfiel
Tematiche: Servizi segreti deviati, complotti,
guerra fredda, geopolitica, ecologia
Produttore: Stanley Schneider
Produttore esecutivo: Dino De Laurentiis
Casa di produzione: Paramount Pictures
Distribuzione in italiano: Titanus
Fotografia: Owen Roizman
Montaggio: Don Guidice
(talvolta riportato erroneamente come Giudice)
Effetti speciali: Augie Lohman
Musiche: Dave Grusin
Scenografia: Gene Rudolf
Costumi: Joseph C. Aulisi
Trucco: Gary Liddiard, Bob O'Bradovich
Parrucchiera di Faye Dunaway: Susan Germaine
Truccatore di Faye Dunaway: Lee Harmon
(vero cognome Harman)
Truccatore di Faye Dunaway: Lee Harmon
(vero cognome Harman)
Direttrice del casting: Shirley Rich
Arredatore di scena: George DeTitta Sr.
Manager di produzione: Paul Ganapoler
Secondo aiuto regista: Michael Haley, Kim Kurumada,
Arredatore di scena: George DeTitta Sr.
Manager di produzione: Paul Ganapoler
Secondo aiuto regista: Michael Haley, Kim Kurumada,
Ralph S. Singleton
Primo assistente alla regia: Peter R. Scoppa
Reparto artistico: Bruno Robotti
Reparto sonoro: Dennis Maitland, Arthur Piantadosi
Editor di suoni: Josef Erich von Stroheim
Reparto camera: Enrique Bravo, Dusty Wallace,
Robert Ward
Guardaroba: Joseph W. Dehn, Bernie Pollack
Reparto camera: Enrique Bravo, Dusty Wallace,
Robert Ward
Guardaroba: Joseph W. Dehn, Bernie Pollack
Reparto montaggio: Fredric Steinkamp
Editore musicale: Ted Whitfield
Continuità: Maggie James
Editore musicale: Ted Whitfield
Continuità: Maggie James
Interpreti e personaggi:
Robert Redford: Joseph Turner/"Condor"
Faye Dunaway: Kathy Hale
Cliff Robertson: Higgins
Max von Sydow: Joubert
Addison Powell: Leonard Atwood
Walter McGinn: Sam Barber
Tina Chen: Janice Chong
Michael Kane: S.W. Wicks
Don McHenry: Dottor Lappe
Michael Miller: Fowler
Jess Osuna: Maggiore che riceve le telefonate
del Condor
Dino Narizzano: Harold
Helen Stenburg: Signora Russell
Patrick Gorman: Marty
Hansford H. Rowe Jr.: Jennings
Hank Garrett: Postino
John Houseman: Signor Wabash
Carlin Glynn: Signora Barber
Arthur French: Messaggero
Jay Devlin: Uomo segnaligno
Frank Savino: Jimmy
Robert Phalen: Newberry
James Keane: Store Clerk
Sam Schillizzi: Fabbro
Robert Redford: Joseph Turner/"Condor"
Faye Dunaway: Kathy Hale
Cliff Robertson: Higgins
Max von Sydow: Joubert
Addison Powell: Leonard Atwood
Walter McGinn: Sam Barber
Tina Chen: Janice Chong
Michael Kane: S.W. Wicks
Don McHenry: Dottor Lappe
Michael Miller: Fowler
Jess Osuna: Maggiore che riceve le telefonate
del Condor
Dino Narizzano: Harold
Helen Stenburg: Signora Russell
Patrick Gorman: Marty
Hansford H. Rowe Jr.: Jennings
Hank Garrett: Postino
John Houseman: Signor Wabash
Carlin Glynn: Signora Barber
Arthur French: Messaggero
Jay Devlin: Uomo segnaligno
Frank Savino: Jimmy
Robert Phalen: Newberry
James Keane: Store Clerk
Sam Schillizzi: Fabbro
Dorothi Fox: Infermiera
Marian Swan: Infermiera
Robert Dahdah: Babbo Natale
Harmon William: Agente della CIA
David Bowman: Telefonista
David Allen: Ragazzo ("Kid")
Steve Bonino: Ragazzo ("Kid")
Paul Dwyer: Ragazzo ("Kid")
Glenn Ferguson: Ragazzo ("Kid")
Jennifer Rose: Ragazza ("Kid")
Marian Swan: Infermiera
Robert Dahdah: Babbo Natale
Harmon William: Agente della CIA
David Bowman: Telefonista
David Allen: Ragazzo ("Kid")
Steve Bonino: Ragazzo ("Kid")
Paul Dwyer: Ragazzo ("Kid")
Glenn Ferguson: Ragazzo ("Kid")
Jennifer Rose: Ragazza ("Kid")
Sean Collins: Agente della CIA
C. Edward George: Agente della CIA
Beverly Goodman: Ragazza
Russell Johnson: Ufficiale dell'intelligence
Jennifer Jordan: Bionda al ristorante
Bruce Moreno: Operatore informatico
Richard Sanders: Sergente
C. Edward George: Agente della CIA
Beverly Goodman: Ragazza
Russell Johnson: Ufficiale dell'intelligence
Jennifer Jordan: Bionda al ristorante
Bruce Moreno: Operatore informatico
Richard Sanders: Sergente
Doppiatori italiani:
Cesare Barbetti: Joseph Turner/"Condor"
Vittoria Febbi: Kathy Hale
Pino Locchi: Higgins
Giuseppe Rinaldi: Joubert
Giorgio Piazza: Sig. Wabash
Serena Verdirosi: Janice Chon
Luciano De Ambrosis: S.W. Wicks
Bruno Persa: Dott. Lappe
Sergio Rossi: Leonard Atwood
Renato Mori: Postino
Riccardo Cucciolla: Sam Barber
Pino Colizzi: Ben
Gianfranco Bellini: Negoziante
Cesare Barbetti: Joseph Turner/"Condor"
Vittoria Febbi: Kathy Hale
Pino Locchi: Higgins
Giuseppe Rinaldi: Joubert
Giorgio Piazza: Sig. Wabash
Serena Verdirosi: Janice Chon
Luciano De Ambrosis: S.W. Wicks
Bruno Persa: Dott. Lappe
Sergio Rossi: Leonard Atwood
Renato Mori: Postino
Riccardo Cucciolla: Sam Barber
Pino Colizzi: Ben
Gianfranco Bellini: Negoziante
Colonna sonora:
"Condor! 3:35
"Yellow Panic" 2:15
"Flight of the Condor" 2:25
"We'll Bring You Home" 2:24
"Out to Lunch" 2:00
"Goodbye for Kathy" 2:16
"I've Got You Where I Want You" 3:12
"Flashback to Terror" 2:24
"Sing Along with the C.I.A." 1:34
"Spies of a Feather, Flocking Together" 1:55
"Silver Bells" 2:37
"Medley:
a) Condor! /
b) I've Got You Where I Want You" 1:57
a) Condor! /
b) I've Got You Where I Want You" 1:57
Titoli in altre lingue:
Tedesco: Die drei Tage des Condor
Francese: Les Trois Jours du Condor
Spagnolo: Los tres días del cóndor
Catalano: Els tres dies del Còndor
Portoghese (Portogallo): Os Três Dias do Condor
Lettone: Trīs dienas Kondora dzīvē
Greco (moderno): Οι τρεις μέρες του κόνδορα
Ungherese: A Keselyű három napja
Finlandese: Korppikotkan kolme päivää
Turco: Akbabanın Üç Günü
Giapponese: コンドル
Francese: Les Trois Jours du Condor
Spagnolo: Los tres días del cóndor
Catalano: Els tres dies del Còndor
Portoghese (Portogallo): Os Três Dias do Condor
Portoghese (Brasile): Três Dias do Condor
Basco: Kondorraren Hiru Egunak
Russo: Три дня Кондора Basco: Kondorraren Hiru Egunak
Lettone: Trīs dienas Kondora dzīvē
Greco (moderno): Οι τρεις μέρες του κόνδορα
Ungherese: A Keselyű három napja
Finlandese: Korppikotkan kolme päivää
Turco: Akbabanın Üç Günü
Giapponese: コンドル
Budget: 7,8 milioni di dollari US
Box office: 41,5 milioni di dollari US
Riconoscimenti:
1976 - Premio Oscar
Candidatura Miglior montaggio
1976 - Golden Globe
Candidatura Miglior attrice in un film drammatico a
Faye Dunaway
1976 - David di Donatello
David speciale per la regia a Sydney Pollack
1977 - Edgar Award
Candidatura Miglior sceneggiatura cinematografica
1976 - Kansas City Film Critics Circle Awards
Miglior attore non protagonista a Max von Sydow)
Candidatura Miglior montaggio
1976 - Golden Globe
Candidatura Miglior attrice in un film drammatico a
Faye Dunaway
1976 - David di Donatello
David speciale per la regia a Sydney Pollack
1977 - Edgar Award
Candidatura Miglior sceneggiatura cinematografica
1976 - Kansas City Film Critics Circle Awards
Miglior attore non protagonista a Max von Sydow)
Trama:
Il biondiccio Joe Turner passa la sua esistenza ad analizzare libri, riviste e giornali per conto della CIA. Il suo nome in codice è "Condor". Lavora alla American Literary Historical Society di New York, che in realtà è un ufficio clandestino della CIA. Lo scopo della lettura compulsiva che impegna Condor e i suoi colleghi consiste nel trovare idee che possano essere utili o descrizioni che possano essere confrontate con operazioni reali. In un suo rapporto, l'agente in incognito descrive un romanzo che contiene strani elementi. Nonostante abbia avuto poche vendite, è stato tradotto in un vasto e bizzarro assortimento di lingue. Un giorno, mentre è fuori ufficio a comprare il pranzo per tutti, un commando armato fa irruzione nella sede della CIA e compie un eccidio. Quando Condor rientra in ufficio, trova tutti i suoi colleghi morti, i cadaveri crivellati atrocemente dai proiettili dei mitra. Per prima cosa, ancora sconvolto dallo shock, si allontana e contatta il Quartier Generale della CIA a New York, nel World Trade Center. Gli viene ordinato di incontrare Wicks, il suo capo dipartimento, che provvederà a portarlo in salvo. Condor insiste che Wicks porti con sé qualcuno di familiare, dato che non lo ha mai incontrato prima: la struttura è formata da cellule tra loro isolate. Wicks porta con sé Sam Barber, un amico dei tempi dell'università al City College e ora amministratore della CIA. Tuttavia l'incontro si rivela una trappola e Wicks tenta di uccidere Condor, che lo ferisce prima di scappare. Wicks uccide Barber, eliminandolo come testimone e incolpando Condor di entrambe le sparatorie. A sua volta Wicks viene poi ucciso da un intruso nella sua stanza d'ospedale.
Condor, disperato, si imbatte per puro caso in Kathy Hale, una fotografa, costringendola a portarlo nel suo appartamento e tenendola in ostaggio mentre cerca di capire cosa gli sta succedendo. Poco alla volta, lei inizia a fidarsi di lui e finisce col prendere il suo poderoso cazzone. Dopo aver eiettato il genetico nella donna, Condor si decide a uscire: visita l'appartamento di Barber dove incontra Joubert, un europeo fulvo e occhialuto che ha guidato il massacro e ha staccato Wicks dal supporto vitale in ospedale. Condor fugge quando Joubert cerca di sparargli. Tuttavia Joubert riesce a rintracciare la targa dell'auto di Kathy. Un sicario travestito da postino arriva all'appartamento di Kathy Hale e Condor lo uccide.
Con l'aiuto della donna, Turner rapisce Higgins, il vicedirettore della divisione di New York della CIA, che identifica Joubert: è un assassino freelance al servizio della CIA. Higgins scopre in seguito che il sicario che ha aggredito Condor aveva collaborato con Joubert in una precedente operazione e che entrambi facevano rapporto a Wicks.
Condor scopre la posizione del rossiccio Joubert grazie alla chiave di un hotel trovata sul corpo del killer. Travestito da impiegato di una compagnia telefonica, usa il centralino dell'hotel per rintracciare una telefonata di Joubert e scoprire il nome e l'indirizzo di Leonard Atwood, vicedirettore delle operazioni della CIA per il Medio Oriente. Affrontando Atwood sotto la minaccia di una pistola nella sua villa vicino a Washington D.C., Condor suggerisce che il suo rapporto originale al quartier generale della CIA avesse rivelato un'operazione illegale per impossessarsi di importanti giacimenti petroliferi del Medio Oriente. Temendo che la notizia venisse divulgata, Atwood aveva ordinato in privato di eliminare l'intera sezione di Condor. Atwood conferma l'accusa quando Joubert entra e lo uccide inaspettatamente, sparandogli nel cranio e inscenando un suicidio.
I superiori di Atwood avevano assunto Joubert per eliminare qualcuno che stava per diventare un problema. Così è stato annullato il contratto originale di Atwood, che prevedeva l'uccisione di Condor da parte di Joubert. Lo stesso Joubert suggerisce all'intraprendente Condor di lasciare il Paese e persino di diventare lui stesso un killer prezzolato. Condor rifiuta la proposta, ma ascolta l'avvertimento di Joubert: la CIA cercherà di eliminarlo come ulteriore fonte di imbarazzo, forse intrappolandolo tramite un conoscente fidato.
Tornato a New York, Condor incontra Higgins vicino a Times Square. Higgins descrive il piano per il giacimento petrolifero come un "gioco" di emergenza pianificato dalla CIA senza approvazione; difende il progetto, suggerendo che quando la carenza di petrolio causerà una grave crisi economica, il popolo americano accetterà misure severe pur di mantenere le proprie vite agiate. Condor rivela quindi di aver fornito tutti i dettagli al New York Times. ma Higgins ribatte che Condor sta per diventare un uomo molto solo e si chiede se la denuncia verrà davvero pubblicata. Condor con aria di sfida risponde che la pubblicheranno; mentre si allontana, Higgins gli grida dietro beffardo: "E cosa ne sai?" (nell'originale: "How do you know?", alla lettera "Come fai a saperlo?").
Tutto si dissolve tra le note dell'Esercito della Salvezza. Il finale resta aperto: non si saprà mai cos'è avvenuto davvero.
Tutto si dissolve tra le note dell'Esercito della Salvezza. Il finale resta aperto: non si saprà mai cos'è avvenuto davvero.
Sentenze memorabili:
"Nel mio lavoro non chiedo mai il perché, le domande che faccio riguardano il quando, il dove qualche volta, ma sempre il quanto."
(Joubert)
"Van Gogh non ha mai venduto un quadro finché era vivo e Mozart è morto povero."
(Turner/Condor)
Dialoghi:
Turner/Condor: È in programma l'invasione del Medio Oriente?
Higgins: Ma che sei, impazzito?
Turner/Condor: Sono io il pazzo?
Higgins: Senti Turner...
Turner/Condor: Non abbiamo un piano?
Higgins: No. Assolutamente no. Esperimenti, ecco tutto. Come un gioco. Noi ipotizziamo che accadrebbe, quanti uomini servono, quanto tempo occorre. C'è un mezzo più economico di rovesciare un regime? In fondo siamo pagati per questo.
Turner/Condor: Cammina, dai. Cammina. Atwood prendeva quelle ipotesi troppo sul serio, fino a scatenare una guerra, no?
Higgins: Un'iniziativa arbitraria. La commissione non avrebbe mai autorizzato, ora soprattutto con la pressione che c'è intorno alla compagnia.
Turner/Condor: Ma se la pressione non ci fosse stata? Se io non avessi disturbato i suoi piani? Io o qualcun altro?
Higgins: Beh... cambia il gioco. In quel piano non c'era niente di sbagliato. era ben fatto quel piano, avrebbe funzionato.
Turner/Condor: Ma che mentalità è questa vostra? Se non si scoprono le vostre magagne per voi è come se agiste rettamente?
Higgins: No. Il problema è economico. Oggi è il petrolio, vero? Tra dieci o quindici anni cibo, plutonio, e forse anche prima, sai? Che cosa pensi che la popolazione pretenderà da noi allora?
Turner/Condor: Chiediglielo.
Higgins: Non adesso, allora! Devi chiederglielo quando la roba manca, quando d'inverno si gela e il petrolio è finito. Chiediglielo quando le macchine si fermano, quando milioni di persone che hanno avuto sempre tutto cominciano ad avere fame. E vuoi sapere di più? La gente se ne frega che glielo chiediamo, vuole solo che noi provvediamo.
Turner/Condor: Bravo. Campioni d'altruismo. E quelle sette persone massacrate, Higgins?
Higgins: La compagnia non ha dato ordini.
Turner/Condor: Ma Atwood si. L'ha dato Atwood. E che diavolo è questo Atwood? Non sei tu? Non siete tutti voi? Sette persone uccise, mentre voi fate i vostri giochetti di merda.
Higgins: È vero. Ma anche dall'altra parte li fanno. Ecco perché adesso non ti possiamo più lasciare fuori.
Turner/Condor: Va', torna alla tua compagnia. Che aspetti? È troppo tardi.
Higgins: Cosa?
Turner/Condor: Non vedi dove siamo? Tutto scritto e consegnato. E da lì (la sede del "The New York Times") che spediscono le copie. È tutto in mano loro. Nero su bianco. Da cima a fondo.
Higgins: Scritto? Ma cosa hai scritto?
Turner/Condor: Ho raccontato i fatti: voi fate esperimenti, io racconto fatti veri.
Higgins: Che stronzo. Sei un povero stronzo figlio di puttana. Hai fatto più danno di quanto non ti immagini.
Turner/Condor: È quello che spero.
Higgins: Sarai solo Turner. Più solo e disperato che mai. Non avrei mai pensato... che avresti fatto questa fine.
Turner/Condor: Per questo l'ho scelta.
Higgins: Ehi Turner! Sei sicuro che lo stampano? Vai vai, continua pure per la tua strada. Ma dove arrivi se poi non lo stampano?
Turner/Condor: Lo stampano.
Higgins: E cosa ne sai?
Recensione:
In assoluto questo è uno dei miei film preferiti. Lo trovo superlativo! La conversazione finale tra Condor e Higgins è un visionario capolavoro che non può essere ridotto a una mera fantasia catastrofista: è frutto di menti eccezionali e inquieta proprio perché evoca un futuro tragico quanto verosimile. Quasi tutto si incastra alla perfezione in questo classico thriller spionistico americano. L'interpretazione degli attori è indimenticabile (Redford in stato di grazia, il sulfureo Von Sydow, la splendida Dunaway), l'atmosfera è tesissima e in crescendo, le ambientazioni sono notevoli e oltremodo interessanti: il Lexington Candy Shop è ancora lì al 1226 di Lexington Avenue, solo per fare un esempio. La sceneggiatura è costruita con precisione micrometrica. Si può ben perdonare l'implausibilità della storia d'amore di Condor con Kathy Hale: rapire una donna minacciandola con una pistola non è esattamente il modo migliore per ottenere l'accesso alla sua intimità. Ha giocato molto il fatto che Robert Redford e Faye Dunaway avessero un'ottima relazione professionale e un'intesa molto forte: in un'occasione l'attrice ha dichiarato che nulla la impauriva di meno dell'idea di essere penetrata da lui. Lo considerava innocuo! Per il resto, è inutile fare psicologia spicciola. No, non credo proprio che a una donna verrebbe mai l'idea di dare la GAFI al suo rapitore per tranquillizzarlo. Anche se le sequenze della storia d'amore non reggono, direi che va bene lo stesso! Del resto, senza un po' di amore e di sesso, molti spettatori avrebbero trovato difficile deglutire la brutta faccenda delle richieste di cibo e plutonio da parte del genere umano affamato.
Il Club di Roma
Nel film di Pollack la politica e la fantapolitica si intrecciano in modo indissolubile con l'ecologia, anche se i servizi segreti deviati considerano il problema come pura e semplice parte dell'economia. Il mondo procede a passi da gigante verso il collasso: ai poteri che ne sono informati tremano le chiappe del culo! Il Club di Roma suscitò notevole attenzione pubblica con il suo primo rapporto "I limiti dello sviluppo". Pubblicato nel 1972, le sue simulazioni al computer (grande come un armadio a muro) suggerivano che la crescita della produzione e dei consumi non poteva continuare indefinitamente a causa dell'esaurimento delle risorse o di livelli ingestibili di inquinamento. La crisi petrolifera del 1973 aumentò la preoccupazione pubblica su questo problema. Il rapporto vendette 30 milioni di copie in più di 30 lingue. Divenne così il libro sull'ambiente più venduto della storia. Le catastrofiche previsioni del Rapporto del Club di Roma in realtà non si riferivano all'immediato, bensì all'epoca successiva al primo ventennio del XXI secolo. Il superamento della crisi petrolifera degli anni '70 ha diffuso la convinzione che il Club di Roma avesse ciccato in modo clamoroso; in realtà nel nostro presente comincia a profilarsi lo spettro del superamento dei limiti fisici del pianeta, con tutto quello che ne consegue! Mi si perdoni il moralismo francesizzante, ma sono dell'idea che le parole di Higgins nel dialogo finale dovrebbero risuonare in modo perenne nella mente di ciascuno di noi, martellandoci senza sosta, perché le fauci del Dragone degli Inferi si preparano ad inghiottirci.
Una singolare coincidenza
L'ufficio CIA di Higgins si trova al World Trade Center. Nella realtà, la CIA aveva una grande stazione segreta al numero 7 del World Trade Center, la cui esistenza fu rivelata pubblicamente soltanto due mesi dopo l'attacco terroristico dell'11 settembre 2001, quando il New York Times ne riportò l'esistenza. A quanto pare, la stazione era mascherata dietro la falsa facciata di un'altra organizzazione governativa e fungeva da base a New York per spiare e reclutare diplomatici stranieri in servizio presso il vicino Palazzo delle Nazioni Unite. Serviva anche come luogo di debriefing per i dirigenti aziendali americani che si rivolgevano alla CIA dopo aver viaggiato all'estero. La stazione fu distrutta durante l'attacco e, a quanto pare, una squadra speciale di agenti della CIA si occupò della bonifica per recuperare materiale sensibile che avrebbe potuto essere sopravvissuto alla distruzione dell'edificio.
Secondo l'ex ufficiale dell'intelligence sovietica Sergei Olegovich Tretyakov (1956 - 2010), l'ufficio clandestino immaginario mostrato nel film di Pollack convinse i generali del KGB a istituire un ufficio equivalente a Mosca, l'Istituto di ricerca scientifica sui problemi dell'intelligence (russo: Научно-исследовательский институт разведывательных проблем)
L'ombra del KGB
Secondo l'ex ufficiale dell'intelligence sovietica Sergei Olegovich Tretyakov (1956 - 2010), l'ufficio clandestino immaginario mostrato nel film di Pollack convinse i generali del KGB a istituire un ufficio equivalente a Mosca, l'Istituto di ricerca scientifica sui problemi dell'intelligence (russo: Научно-исследовательский институт разведывательных проблем)
Curiosità tecniche
Pollack fece causa alla TV danese dopo che nel 1991 venne trasmessa una versione "pan-and-scan" del film - adattata a schermi stretti come le vecchie TV 4:3, ritagliando le porzioni laterali dell'immagine e spostando il punto focale dell'azione. Il tribunale stabilì che la versione "pan-and-scan" era una "mutilazione" del film e una violazione del diritto morale del regista, il suo diritto legale di artista a preservare la propria reputazione proteggendo l'integrità della sua opera. Tuttavia, il tribunale si pronunciò a favore dell'imputato per un cavillo.
Questo è stato l'ultimo film della Paramount a utilizzare regolarmente il logo "canyon" del 1953. Alcuni film successivi, come la serie di Indiana Jones, lo hanno utilizzato per un tocco "retrò".
Robert Redford è notoriamente mancino e in questo film svolge la maggior parte dei compiti proprio come farebbe un mancino, con la mano sinistra; tuttavia, in ogni scena in cui Condor scrive qualcosa, lo fa con la mano destra.
Il film è stato girato in autunno, ma è ambientato in inverno. Nelle strade in cui sono state fatte le riprese, è stato necessario defogliare gli alberelli e rimuovere le foglie dagli alberi, per creare il necessario aspetto invernale. Robert Redford, che era un appassionato ecologista ai confini del fanatismo, ha controllato il processo per assicurarsi che non venisse arrecato alcun danno alla vegetazione.
Tutti gli attori principali del film, tranne uno, hanno vinto un Oscar. Robert Redford per Gente comune (Ordinary People, 1980), Faye Dunaway per Quinto potere (Network, 1976), Cliff Robertson per I due mondi di Charly (Charly, 1968) e John Houseman per Esami per la vita (The Paper Chase, 1973). Tutti i premi erano per la recitazione, tranne i due di Redford, uno per la regia e l'altro per la carriera. L'unico di questi attori a non aver vinto un Oscar è stato Max von Sydow, candidato due volte senza vincere, per Pelle alla conquista del mondo (Pelle erobreren, 1987) e Molto forte, incredibilmente vicino (Extremely Loud & Incredibly Close, 2011). Curiosamente, von Sydow è stato l'unico ad aver vinto un premio per la recitazione in questo film. Max von Sydow ha vinto il premio come miglior attore non protagonista dai Kansas City Film Critics. Eppure gli avrei dato l'Oscar per Quiller Memorandum (The Quiller Memorandum, 1966), dove interpretava in modo superlativo il ruolo di un sardonico nazista fulvo!
Il film faceva parte di un lungo e complesso ciclo di film di cospirazione degli anni '70. I titoli sono questi: Azione esecutiva (Executive Action, 1973), Una squillo per l'ispettore Klute (Klute, 1971), Chinatown (Chinatown, 1974), Alla maniera di Cutter (Cutter's Way, 1981), Telefon (1977), Rebus per un assassinio (Winter Kills, 1979), La conversazione (The Conversation, 1974), Perché un assassinio (The Parallax Wiew, 1974), I tre giorni del Condor (Three Days of the Condor, 1975), Il principio del domino: la vita in gioco (The Domino Principle, 1977), Commando Black Tigers (Good Guys Wear Black, 1978), Ultimi bagliori di un crepuscolo (Twilight's Last Gleaming, 1977), Hangar 18 (1980), Capricorn One (1978), Night Moves (1975) e Tutti gli uomini del presidente (All the President's Men, 1976). Blow Out (1981) sarebbe seguito all'inizio degli anni '80.





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