CANE DI PAGLIA
Titolo originale: Straw Dogs
Lingua originale: Inglese
Paese di produzione: Stati Uniti d'America, Regno Unito
Anno: 1971
Durata: 118 min (NTSC) (versione cinematografica),
113 min (NTSC) (versione censurata)
Rapporto: 1,85:1
Genere: Drammatico, noir, thriller
Sottogenere: Thriller psicologico
Regia: Sam Peckinpah
Soggetto: dal romanzo The Siege of Trencher's Farm
di Gordon M. Williams
Sceneggiatura: David Zelag Goodman, Sam Peckinpah
Produttore: Daniel Melnick
Produttore esecutivo: Daniel Melnick
Coproduttore: James Swann
Casa di produzione: ABC Pictures, Talent Associates,
Amerbroco Films
Distribuzione (USA e UK): Cinerama Releasing
Lingua originale: Inglese
Paese di produzione: Stati Uniti d'America, Regno Unito
Anno: 1971
Durata: 118 min (NTSC) (versione cinematografica),
113 min (NTSC) (versione censurata)
Rapporto: 1,85:1
Genere: Drammatico, noir, thriller
Sottogenere: Thriller psicologico
Regia: Sam Peckinpah
Soggetto: dal romanzo The Siege of Trencher's Farm
di Gordon M. Williams
Sceneggiatura: David Zelag Goodman, Sam Peckinpah
Produttore: Daniel Melnick
Produttore esecutivo: Daniel Melnick
Coproduttore: James Swann
Casa di produzione: ABC Pictures, Talent Associates,
Amerbroco Films
Distribuzione (USA e UK): Cinerama Releasing
Corporation
Distribuzione in italiano: 20th Century Fox
Fotografia: John Coquillon
Montaggio: Roger Spottiswoode, Paul Davies,
Tony Lawson
Effetti speciali: John Richardson
Musiche: Jerry Fielding
Scenografia: Ken Bridgeman
Costumi: Tiny Nicholls
Trucco: Harry Frampton
Distribuzione in italiano: 20th Century Fox
Fotografia: John Coquillon
Montaggio: Roger Spottiswoode, Paul Davies,
Tony Lawson
Effetti speciali: John Richardson
Musiche: Jerry Fielding
Scenografia: Ken Bridgeman
Costumi: Tiny Nicholls
Trucco: Harry Frampton
Direttrice del casting: Miriam Brickman
Direttore della produzione: Derek Kavanagh
Assistente alla regia: Terry Marcel
Camera a mano: Herbert Smith
Reparto sonoro: John Bramall, Garth Craven
Coordinatore degli stunt: Billy Cornelius
Consulente editoriale: Robert L. Wolfe
Continuità: Pamela Davies
Interpreti e personaggi:
Dustin Hoffman: David Sumner
Susan George: Amy Sumner
Peter Vaughan: Tom Hedden
T.P. McKenna: Maggiore John Scott
Del Henney: Charlie Venner
Jim Norton: Chris Cawsey, l'acchiappatopi
Donald Webster: Riddaway
Ken Hutchison: Norman Scutt
Sally Thomsett: Janice Hedden
Robert Keegan: Harry Ware
Peter Arne: John Niles, il minorato
Cherina Schaer: Louise Hood
Colin Welland: Reverendo Barney Hood
David Warner: Henry Niles
Len Jones: Bobby Hedden
Michael Mundell: Bertie Hedden (scene eliminate)
Doppiatori italiani:
Ferruccio Amendola: David Sumner
Vittoria Febbi: Amy Sumner
Gualtiero De Angelis: Tom Hedden
Glauco Onorato: Charlie Venner
Bruno Persa: Maggiore John Scott
Vittorio Stagni: Chris Cawsey, l'acchiappatopi
Sandro Acerbo: Bobby Hedden
Luciano De Ambrosis: Riddaway
Cesare Barbetti: Norman Scutt
Flaminia Jandolo: Janice Hedden
Manlio De Angelis: John Niles, il minorato
Romano Ghini: Reverendo Barney Hood
Direttore della produzione: Derek Kavanagh
Assistente alla regia: Terry Marcel
Camera a mano: Herbert Smith
Reparto sonoro: John Bramall, Garth Craven
Coordinatore degli stunt: Billy Cornelius
Consulente editoriale: Robert L. Wolfe
Continuità: Pamela Davies
Interpreti e personaggi:
Dustin Hoffman: David Sumner
Susan George: Amy Sumner
Peter Vaughan: Tom Hedden
T.P. McKenna: Maggiore John Scott
Del Henney: Charlie Venner
Jim Norton: Chris Cawsey, l'acchiappatopi
Donald Webster: Riddaway
Ken Hutchison: Norman Scutt
Sally Thomsett: Janice Hedden
Robert Keegan: Harry Ware
Peter Arne: John Niles, il minorato
Cherina Schaer: Louise Hood
Colin Welland: Reverendo Barney Hood
David Warner: Henry Niles
Len Jones: Bobby Hedden
Michael Mundell: Bertie Hedden (scene eliminate)
Doppiatori italiani:
Ferruccio Amendola: David Sumner
Vittoria Febbi: Amy Sumner
Gualtiero De Angelis: Tom Hedden
Glauco Onorato: Charlie Venner
Bruno Persa: Maggiore John Scott
Vittorio Stagni: Chris Cawsey, l'acchiappatopi
Sandro Acerbo: Bobby Hedden
Luciano De Ambrosis: Riddaway
Cesare Barbetti: Norman Scutt
Flaminia Jandolo: Janice Hedden
Manlio De Angelis: John Niles, il minorato
Romano Ghini: Reverendo Barney Hood
Titoli in altre lingue:
Tedesco: Wer Gewalt sät
Francese: Les Chiens de paille
Spagnolo: Perros de paja
Portoghese (Portogallo): Cães de Palha
Tedesco: Wer Gewalt sät
Francese: Les Chiens de paille
Spagnolo: Perros de paja
Portoghese (Portogallo): Cães de Palha
Portoghese (Brasile): Sob o Dominio do Medo
Basco: Lastozko Txakurrak
Lettone: Salmu suņi
Polacco: Nędzne psy
Russo: Соломенные псы
Turco: Köpekler
Esperanto: Pajlhundoj
Basco: Lastozko Txakurrak
Lettone: Salmu suņi
Polacco: Nędzne psy
Russo: Соломенные псы
Turco: Köpekler
Esperanto: Pajlhundoj
Budget: Incerto, da 1 a 3,2 milioni di dollari US
Box office: 8 milioni di dollari US
Trama:
Questa pellicola di Peckinpah narra la storia tristissima e oltremodo squallida di un insignificante matematico americano, David Summer, che contro ogni buon senso decide di trasferirsi in un distretto impervio e rurale della Cornovaglia, paese natale della sua giovane moglie Amy, magrolina e biondiccia, sessualmente molto appetibile. Quando la donna legge e gioca a scacchi, appartiene alla seducente tipologia della professoressa con gli occhiali. Subito sorge una domanda: come può una donna simile essere innamorata di un topo di biblioteca rachitico? Ecco. Non è tutto oro quello che luccica.
L'ex fidanzato di Amy, Charlie Venner, che è un gigantesco energumeno, si risente a morte del fatto che un estraneo gracile e apparentemente mite abbia sposato una donna del posto. Sputano bile anche gli amici di Venner: Norman Scutt, Chris Cawsey e Phil Riddaway. Amy ai loro occhi ha commesso la peggiore infrazione possibile ai tabù tribali, rifiutando gli uomini della propria comunità per unirsi a uno straniero. Scutt, un ex galeotto, confida a Cawsey la sua invidia per la passata relazione di Venner con Amy.
Nel frattempo il matematico esplora il villaggio, incontrando al pub lo zio di Venner, Tom Hedden, un violento ubriacone, la cui figlia adolescente, Janice, è piuttosto esuberante. Infatti la disinibita ragazza flirta con Henry Niles, un gigante mentalmente ritardato e disprezzatissimo dall'intera comunità, al punto che tutti desiderano trovare un pretesto per farlo rinchiudere in manicomio.
I Sumner hanno preso in affitto una fattoria isolata, Trenchers Farm, che un tempo apparteneva al padre di Amy. Assumono Scutt e Cawsey per rifare il tetto del garage e, impazienti per la mancanza di progressi, aggiungono Venner e suo cugino Bobby Hedden alla forza lavoro. Le tensioni nel loro matrimonio diventano presto evidenti. Amy si mostra sempre più insofferente nei confronti del marito per via dell'importanza estrema che egli dà ai propri studi. Ogni giorno che passa si creano dissidi, ad esempio perché il matematico si chiude nel suo studio e non va in cucina quando viene avvisato che la cena è pronta. Inoltre, cosa più importante, la donna critica la passività di David, la sua incapacità di prendere decisioni, e insinua che la codardia sia stata la vera ragione per cui ha lasciato un campus universitario americano volatile e politicizzato, trovando rifugio in una regione remota.
Il triste David si ritira ulteriormente nei suoi studi, ignorando sia l'ostilità della gente del posto sia l'insoddisfazione di Amy. Il suo distacco si traduce nei bizzosi scherzi di Amy, che catturano l'attenzione, e nei comportamenti provocatori nei confronti degli operai, in particolare del nerboruto Venner. David fatica anche a farsi accettare dalla gente istruita del posto, come si evince dalle conversazioni con il Reverendo Barney Hood, sua moglie. Non riesce a legare nemmeno con il Maggiore John Scott, il magistrato locale.
Quando il matematico trova la gatta impiccata in un armadio della camera da letto, Amy crede che il responsabile sia uno dei bulli, Cawsey oppure Scutt. Insiste affinché David affronti gli operai, ma lui è troppo intimidito, si defeca in mano al solo pensiero. Gli uomini invitano David a caccia; lo portano con l'inganno nella brughiera e lo lasciano lì come un merlo. Con David lontano da casa, Venner si reca a Trenchers Farm e violenta Amy. Durante l'aggressione, lei a volte sembra gradire il suo abbraccio. Scutt entra silenziosamente, fa cenno a Venner, sotto la minaccia di una pistola, di allontanarsi e stupra a sua volta Amy, ma in modo ben più feroce: le devasta l'intestino. David torna molto più tardi, in stato di spossatezza e di obnubilazione. La moglie non gli dice nulla della violenza carnale, a parte un commento criptico che ovviamente gli sfugge.
Il matematico licenzia gli operai per la loro lentezza. Più tardi, i Sumner partecipano a una serata sociale in chiesa, dove Amy rimane sconvolta nel vedere i suoi stupratori. Janice invita il gigante minorato Henry ad andarsene con lei e, in un edificio nascosto dalla folla, inizia a sedurlo. Quando il fratello di Janice si accorge della sua scomparsa, viene mandato a cercarla; mentre la chiama, Henry va nel panico e soffoca accidentalmente Janice nel tentativo di tenerla zitta. I Sumner lasciano la serata prima del previsto, guidando attraverso una fitta nebbia, e investono accidentalmente Henry mentre scappa. Lo portano ferito a casa loro e telefonano al pub per segnalare l'incidente. La gente del posto, che nel frattempo ha saputo che Janice è stata vista l'ultima volta con il gigante, viene avvisata della sua posizione. Presto, Hedden, Scutt, Venner, Cawsey e Riddaway bussano ubriachi fradici e violenti alla porta dei Sumner. Intuendo la loro intenzione di linciare Henry, David si rifiuta di lasciarlo prendere, nonostante le suppliche di Amy. La situazione di stallo sembra risvegliare nel matematico un istinto territoriale: "Questa è casa mia, è parte di me e non permetterò nessuna violenza a ciò che è mio!"
Il magistrato Scott arriva per disinnescare la situazione, ma viene ucciso accidentalmente dal vecchio Hedden, prossimo al coma etilico, durante una colluttazione. Rendendosi conto del pericolo che corre assistendo a questo omicidio, il matematico improvvisa diverse trappole e prepara le armi armi per respingere gli aggressori. Costringe inavvertitamente Hedden a spararsi a un piede, fa perdere i sensi a Riddaway e poi colpisce a morte Cawsey con un attizzatoio. Venner lo tiene sotto tiro, ma le urla di Amy allertano entrambi gli uomini, quando Scutt la aggredisce di nuovo. Scutt suggerisce a Venner di unirsi a lui in un altro stupro, ma Venner gli spara a morte. A questo punto il matematico furioso disarma Venner, ha con lui una terribile colluttazione, nel corso della quale gli spezza il collo con una trappola. Ripensando alla carneficina che ne è derivata e sorpreso dalla propria violenza, mormora tra sé e sé: "Mio Dio, li ho fatti fuori tutti". Salta su Riddaway, che lo attacca brutalmente, ma viene colpito da Amy con una fucilata che gli spappola le interiora.
David sale in macchina per riportare Henry al villaggio. In un attimo di lucidità, il gigante ritardato dice di non sapere la strada di casa. Il matematico gli risponde di non saperla nemmeno lui.
Recensione:
L'ambientazione è pervasa dall'orrore delle piccole comunità chiuse, sprofondate nel coma storico. Nel Regno Unito è diffuso il mito, forse fondato, della Cornovaglia come una terra isolata, in cui persistono modi di vita particolarmente arcaici, che altrove sono stati superati da secoli - spesso addirittura dal Medioevo. Sono villaggi simili a gusci impenetrabili, che oppongono una resistenza feroce a qualsiasi cosa possa essere creduta una minaccia all'integrità. Ogni rapporto umano si fonda su un'ignoranza cieca, brutale ed oscena, in un microcosmo che non conosce grandi aperture. L'impermeabilità al mondo esterno si unisce a un elevato coefficiente di consanguineità, ai limiti dell'incesto, che rende i cugini tra loro geneticamente affini come fratelli. Il protagonista del film commette un errore gravissimo a credere di poter trovare la pace in un ambiente simile: deve subito affrontare l'ostilità dei vicini, come un bruco gettato in un nido di formiche rosse. Un uomo di Scienza ha necessità di un contesto urbano e stimolante, in cui poter scambiare idee con i suoi simili. Messo in mezzo ai trogloditi, sicuramente avvizzisce, nella migliore delle ipotesi. Ebbene, David Sumner questo conto non l'ha fatto. Inoltre un uomo di Scienza dovrebbe stare molto attento alla compagna che si trova. Se questa non condivide i suoi interessi e non ha un opportuno livello d'istruzione, ne seguiranno soltanto guai. Certo, se il matematico avesse pensato a queste cose, non ci sarebbe stato nulla da raccontare.
Il film di Sam Peckinpah uscì nelle sale nello stesso anno di Arancia meccanica (A Clockwork Orange) di Stanley Kubrick, Il braccio violento della legge (The French Connection) di William Friedkin e Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo (Dirty Harry) di Don Siegel. Nel Regno Unito uscì a novembre, mentre negli Stati Uniti uscì a dicembre. Quindi si era sul finire del 1971, un anno tosto per la Settima Arte. Il pubblico era già esasperato per via del percepito aumento della violenza nel cinema in generale, così esplosero polemiche accesissime.
Dustin Hoffman, che non stravedeva per i film violenti (non aveva le physique du role), ammise in seguito di aver accettato il ruolo soltanto per denaro. Mi è stato fatto notare che la sua trasformazione in un berserk appare piuttosto improbabile, addirittura grottesca!
Il finale non è soltanto geografico (lo smarrimento nelle dense nebbie della Cornovaglia): è metaforico. David non può più tornare alla sua vita di prima. Ha superato il punto di non ritorno. Ha scoperto di essere un assassino e di averci provato piacere. La sua "casa" (la sua identità di uomo colto, razionale e superiore) è andata distrutta insieme alla porta d'ingresso.
Origine del titolo
Il titolo viene dal filosofo cinese Lao Tzu (Lǎozǐ, 老子), che era solito dire questo (Tao Te Ching, capitolo 5): "Il Cielo e la Terra non usano carità, tengono le diecimila creature per cani di paglia. Il santo non usa carità, tiene i cento cognomi per cani di paglia."
Si trovano versioni un po' diverse della traduzione, ad esempio "Il Cielo e la Terra non sono umani, considerano tutte le cose come cani di paglia. Il saggio non è umano, considera tutte le persone come cani di paglia."
Questo è il testo nella lingua originale, in caratteri ideografici:
Si trovano versioni un po' diverse della traduzione, ad esempio "Il Cielo e la Terra non sono umani, considerano tutte le cose come cani di paglia. Il saggio non è umano, considera tutte le persone come cani di paglia."
Questo è il testo nella lingua originale, in caratteri ideografici:
天地不仁
以萬物為芻狗
聖人不仁
以百姓為芻狗
以萬物為芻狗
聖人不仁
以百姓為芻狗
Questa è la trascrizione fonetica in cinese moderno:
"Tiān dì bù rén, yǐ wàn wù wéi chú gǒu; shèng rén bù rén, yǐ bǎi xìng wéi chú gǒu."
I cani di paglia (芻狗 chú gǒu) erano oggetti cerimoniali usati come sostituti di vittime viventi nei sacrifici, che in un'epoca precedente all'imporsi di questa usanza erano cruenti. Una volta esaurito il loro scopo rituale, questi cani di paglia venivano trattati con immenso disprezzo, calpestati, gettati nell'immondizia o bruciati. L'usanza si è formata perché i cani veri erano piuttosto costosi e nessuno gradiva lo spreco.
Nel titolo in italiano si è passati dal plurale dell'originale (Straw dogs) al singolare (Cane di paglia). Questo cambiamento arbitrario ha causato fraintendimento e confusione. Infatti qualche critico è stato portato a credere che i "cani di paglia" della versione in inglese siano gli aggressori, i bulli, mentre nellla versione italiana il riferimento sia invece al matematico perseguitato. Se questo fosse vero, sarebbe un cambio di visuale assolutamente drastico. C'è poi chi ha inteso le cose in questo modo: tutti i personaggi, sia la vittima che i carnefici, sono "cani di paglia", perché questa è la condizione universale del genere umano. Questo per un motivo molto semplice. Finché un essere umano occupa il suo posto nella società, non dà fastidio a nessuno. Quando scatta una molla che lo fa deragliare, allora si trasforma in semplice immondizia da smaltire. La certezza dell'interpretazione non c'è in ogni caso. Qual è l'interpretazione data da Sam Peckinpah? Il regista ha dichiarato in un'occasione che qualsiasi essere umano, per quanto mite e accomodante, può ribellarsi e diventare una belva quando sono superati certi limiti. La morale è un lusso che la Natura non conosce.
Nel titolo in italiano si è passati dal plurale dell'originale (Straw dogs) al singolare (Cane di paglia). Questo cambiamento arbitrario ha causato fraintendimento e confusione. Infatti qualche critico è stato portato a credere che i "cani di paglia" della versione in inglese siano gli aggressori, i bulli, mentre nellla versione italiana il riferimento sia invece al matematico perseguitato. Se questo fosse vero, sarebbe un cambio di visuale assolutamente drastico. C'è poi chi ha inteso le cose in questo modo: tutti i personaggi, sia la vittima che i carnefici, sono "cani di paglia", perché questa è la condizione universale del genere umano. Questo per un motivo molto semplice. Finché un essere umano occupa il suo posto nella società, non dà fastidio a nessuno. Quando scatta una molla che lo fa deragliare, allora si trasforma in semplice immondizia da smaltire. La certezza dell'interpretazione non c'è in ogni caso. Qual è l'interpretazione data da Sam Peckinpah? Il regista ha dichiarato in un'occasione che qualsiasi essere umano, per quanto mite e accomodante, può ribellarsi e diventare una belva quando sono superati certi limiti. La morale è un lusso che la Natura non conosce.
Glossario:
天 tiān "cielo"
天 tiān "cielo"
地 dì "terra"
不 bù "non"
仁 rén "benevolenza", "compassione"
以 yǐ "considerare come"
萬 wàn "miriade, 10.000"
萬 wàn "miriade, 10.000"
物 wù "cosa", "materia, sostanza"
為 wéi "essere come"
芻 chú "paglia"
芻 chú "paglia"
狗 gǒu "cane"
聖 shèng "nobile", "santo", "saggio"
人 rén "uomo, persona"
百 bǎi "cento"
姓 xìng "nome di famiglia", "clan"
Il Regno sanguinario di Cristo
Un giorno il matematico riceve la visita del prete anglicano del villaggio. Nel corso della breve ma tormentata conversazione, risponde a una provocazione dell'ospite con questa frase: "Ché in nessun altro regno c'è stato tanto spargimento di sangue come in quello di Cristo". È una traduzione quasi letterale dell'originale "After all, there's never been a kingdom given to so much bloodshed as that of Christ". L'ecclesiastico rimane sconvolto, viene punto nel vivo e farfuglia: "Allude ai Martiri cristiani?" No, non era a questo che allude il matematico, anche se si limita a rispondere con un sibillino "Può darsi". La moglie del reverendo chiede: "E chi la disse quella frase?" Il reverendo di rimando dice: "Non ricordo, ma l'ho già sentita". Subito dopo si congeda. Poi, quando sono a letto, la biondiccia Amy accusa il marito di essere stato scortese con l'ecclesiastico. Ho scoperto che la versione in lingua originale è molto diversa da quella italiana. Non c'è allusione alcuna ai Martiri cristiani. Invece il reverendo risponde in questo modo alla frase sul Regno sanguinario di Cristo: "That's Montesquieu, isn't it?" Il professore di rimando: "Oh really?" La moglie del reverendo pone una domanda banale: "Who's he?" Al che, suo marito le risponde: "Someone well worth reading" (ossia "Qualcuno che vale la pena di leggere"). Charles-Louis de Secondat, barone di La Brède e di Montesquieu (1689 - 1755) è stato un filosofo e commentatore sociale francese, a cui viene talvolta attribuito il concetto di separazione dei poteri, poi incorporato nella Costituzione degli Stati Uniti. I Martiri sono scaturiti dalla fantasia del doppiatore, forse perché ha compreso male il nome di Montesquieu! Come già visto nel caso di Darth Vader, diventato Dart Fener per via di un doppiatore congestionato dal raffreddore, anche qui si è avuta una spaventosa distorsione percettiva. Così Montesquieu, mal pronunciato, è diventato Martyrs ed è stato tradotto con "Martiri", aggiungendovi quindi l'ovvio aggettivo "cristiani". Non sembrano esserci dubbi. Ora vorrei che voi tutti ci ragionaste anche solo per un istante. Queste versioni divergenti dell'audio di uno stesso film, in lingue diverse, creano mondi tra loro totalmente dissimili. Ogni doppiaggio è una monade di Leibniz, un universo senza finestre sull'esterno. L'inganno della Settima Arte è spaventoso!
Antiamericanismo strisciante
Già all'inizio del film, il matematico viene importunato dai bulli per via delle sue origini americane. Questi cercano di informarsi da lui sui dettagli più morbosi e violenti della vita negli States. Gli chiedono se ha visto "rivolte di negri". Lui, esasperato, risponde che la violenza l'ha vista soltanto nei film europei. Più avanti, nel corso della visita del Reverendo, si ha un secondo indizio dei sentimenti dei villici cornovagliesi, molto ostili nei confronti di tutto ciò che ha a che fare con l'America. Poco prima che la discussione prendesse una piega teologica (il Regno sanguinario di Cristo, di cui sopra), il religioso ha accusato il matematico, in modo grossolano, scaricando sugli scienziati la responsabilità diretta dell'invenzione dell'atomica, oltre che della guerra.
Il sarcofago del gallinaccio
Una scena di una tristezza incredibile. Il matematico è stato indotto con l'inganno a partecipare a una battuta di caccia. I bulli gli dicono di stare appostato in attesa dell'arrivo delle anatre selvatiche, quindi lo abbandonano per introdursi nella sua casa e fare i loro porci comodi. Con estremo ritardo si fa strada nell'accademico il vago sospetto di essere stato buggerato. A un certo punto spara in aria, colpendo a morte un grosso volatile, che cade lontano. Quando va a recuperare la preda, vede che è una specie di gallinaccio, non un'anatra. Anziché portarlo con sé, lo appoggia tra alcuni rami secchi che si innalzano come dita lebbrose verso il cielo. Quelle sono le esequie dell'uccello dalle penne arruffate: la struttura di rami secchi costituisce una specie di sarcofago. Emerge la natura autistica dell'uomo, che conduce un'esistenza separata dal mondo e non ha la benché minima idea di come trarre vantaggio dai propri beni. Un'esistenza che in questo non è poi così dissimile dalla mia.
o i residui immaginari della lingua cornica
Quando ho visto il film anni fa, un paio di volte, sono rimasto colpito da alcune sequenze. Quando la moglie del matematico trova la sua gatta impiccata nell'armadio della camera da letto, esclama più volte un paio di parole che non sembrano in inglese e che ho decodificato come "YS CATH!", che in gallese significano "è il gatto". Ho pensato che il regista e lo sceneggiatore avessero l'intenzione di riprodurre la lingua cornica, un tempo parlata in Cornovaglia, che era simile al gallese e al bretone. Le spiegazioni da me trovate erano due: o quella era l'estrema sopravvivenza della lingua che si credeva estinta sul finire del XVIII secolo, oppure la moglie del matematico apparteneva al movimento per la rivitalizzazione del cornico, che ha acquistato non pochi consensi nel corso del XX secolo. Invece mi sono sbagliato completamente. Rivedendo il film e cercando i dialoghi nel Web, mi sono reso conto che avevo equivocato. In realtà non c'è nessun frammento di frase in cornico o in gallese nel film. La moglie del matematico dice "CAWSEY O SCUTT", e poi "SCUTT O CAWSEY". Ecco, Cawsey (pronuncia /'kɔzɪ/) e Scutt (pronuncia /skʌt/) sono i cognomi di due ribaldi. I nominativi completi sono Chris Cawsey e Norman Scutt. Dev'essere stato il tono di voce ad ingannarmi, unitamente al fatto che il doppiatore pronunciava in modo chiuso la congiunzione "o", facendola suonare quasi "u". Inoltre, dopo aver pronunciato i due cognomi, la donna chiede al marito se ha sentito quello che ha detto; lui allora le chiede "Perché?" (ossia che motivo avrebbero avuto quei due di ammazzare la gatta). Evidentemente aveva compreso alla perfezione cosa gli era stato detto, o avrebbe reagito diversamente. Se avesse sentito una frase in cornico, non avrebbe capito e avrebbe chiesto spiegazioni, ad esempio chiedendo "Cos'hai detto?". Non ci si aspetta infatti che un americano abbia anche soltanto una vaga idea dell'esistenza di quella lingua.
La scena dello stupro
Quando Charlie Venner violenta la moglie del matematico, si vedono varie cose che denotano una grande ambiguità. I capezzoli di lei sono furiosamente eretti, segno inequivocabile che l'attrice provava piacere nel girare la scena. Poi si vede che è lei ad ancheggiare, in modo vistoso, segno che l'attrice era eccitata e conduceva l'atto sessuale, seppur simulato. Anche certi toccamenti fatti da lei alle braccia e al torace dell'uomo sono indicatori. Quando l'uomo ha rilasciato lo sperma nella vagina, arriva Norman Scutt, che penetra la donna da dietro, in modo brutale. Lei mostra un invincibile disgusto e il suo volto è contratto in smorfie di dolore, segno che lo stupratore la sta sodomizzando. L'attrice recita alla perfezione, si vede che oppone resistenza alla penetrazione nell'ano, con tutte le sue forze. Il suo volto è carico di dolore e di umiliazione, ogni sua fibra è sofferenza atroce. Eppure proprio questa scena del secondo stupro è stata tagliata, sminuendo così la portata del primo e dando origine a interpretazioni fuorvianti. Senza la brutale distinzione tra i due atti di violenza consecutivi, il senso della trasformazione di David in un berserk e del trauma di Amy viene completamente distorto. Se si vede solo la parte ambigua con Venner, il massacro finale compiuto dal matematico furioso sembra quasi una reazione sproporzionata o, peggio, una difesa del "possesso" su una moglie infedele. Con la sequenza integrale, il massacro diventa l'unica conclusione possibile di un'escalation in cui la civiltà è stata completamente annientata. Il protagonista non difende più solo la sua casa o sua moglie, ma reagisce a un male assoluto e privo di sfumature che è entrato nel suo spazio vitale. Ovviamente Peckinpah fu accusato di essere fascista e misogino. Lui si difese dicendo di essere un osservatore della natura umana, aggiungendo che l'uomo è un animale territoriale e la violenza è un linguaggio universale che la cultura cerca solo di mascherare.
In Irlanda, la censura rimosse completamente tutte le sequenze di stupro, sia quello vaginale che quello anale. In Sudafrica il film fu vietato dalla commissione di censura dell'apartheid, anche se di neri non se ne vedono.
I dettagli tecnici dello stupro
La scena dello stupro era descritta solo in termini vaghi della sceneggiatura, e rimase avvolta in un silenzio minaccioso per tutta la durata delle riprese. Quando Sam Peckinpah accettò finalmente e con riluttanza di discutere la scena con Susan George, annunciò senza mezzi termini: "Non ho intenzione di dirti come la girerò, ma ti dirò che sarai nuda; due uomini ti aggrediranno; uno farà sesso con te; e l'altro ti sodomizzerà".
"A 20 anni", ricorda la George, "devo dire che mi sono appoggiata allo schienale della sedia e ho chiesto 'Cosa significa?'. Lui me l'ha detto. Ed ero terrorizzata. Dal modo in cui parlava, mi sembrava che intendesse che si trattasse di una cosa vera, che si sarebbe realmente verificata sul set. Così mi sono alzata dalla sedia, l'ho guardato negli occhi e gli ho detto 'Non sono pronta a farlo, Sam'". E lui disse: "Lo farai". Io risposi: "No, non mi hai sentito, non sono pronto a farlo e devi trovarti un'altra Amy".
Seguirono recriminazioni, durante le quali George mantenne coraggiosamente la sua posizione anche quando fu minacciata di azioni legali per aver infranto il suo contratto. Alla fine, Peckinpah cedette e accettò di rappresentare il trauma di Amy concentrandosi sui suoi occhi e sul suo viso, piuttosto che sul suo corpo, anche se viene mostrata nuda durante la scena.
Il romanzo di Gordon M. Williams
Ci sono differenze significative tra il romanzo The Siege of Trencher's Farm (1968) e il film. Nel primo, il matematico si chiama George Magruder. Sua moglie si chiama Louise, è britannica ma non nativa del villaggio. Inoltre la coppia ha una figlia, anch'essa intrappolata nella fattoria. Sam Peckinpah ha rimosso questa scomoda figlia e ha riscritto il personaggio della moglie del protagonista, presentandola come una donna più giovane e libera. Anche a rischio di rasentare l'implausibilità: quale donna piacevole accetterebbe di mettersi assieme a un matematico gracile e tedioso, se non per soldi? Tra l'altro, il primo a riconoscere questo fu proprio Dustin Hoffman, che non era d'accordo con la scelta di Susan George per il ruolo di Amy. L'attore riteneva che il suo personaggio non si sarebbe mai sposato con una ragazza così "alla Lolita". Sam Peckinpah, preso dalle sue fissazioni sessuali, insistette per la George, un'attrice all'epoca sconosciuta.
Nell'opera di Williams non è contenuta la benché minima menzione di violenza sessuale. Janice è una bambina di otto anni, mentre Henry Niles (non John) è un pedofilo assassino evaso dal carcere. Non solo non è un gigante, ma è descritto come un uomo malaticcio e di corporatura minuscola, in pratica un nano! Janice non viene raggiunta da lui, perché tratta in salvo in tempo dal dottore del paese, un personaggio rimosso nella sceneggiatura.
Nell'opera di Williams non è contenuta la benché minima menzione di violenza sessuale. Janice è una bambina di otto anni, mentre Henry Niles (non John) è un pedofilo assassino evaso dal carcere. Non solo non è un gigante, ma è descritto come un uomo malaticcio e di corporatura minuscola, in pratica un nano! Janice non viene raggiunta da lui, perché tratta in salvo in tempo dal dottore del paese, un personaggio rimosso nella sceneggiatura.
L'adattamento del romanzo ha tratto ispirazione da due libri dell'antropologo statunitense Robert Ardrey, African Genesis (non tradotto, 1961) e L'imperativo territoriale (The Territorial Imperative, 1984), i quali sostengono una grande quanto scomoda verità: l'uomo è essenzialmente un carnivoro che lotta istintivamente per il controllo del territorio.
Lo scrittore Gordon M. Williams, che era piuttosto puritano, rimase così sconvolto dall'adattamento del suo romanzo che giurò di non vendere mai più una sua opera a un americano.
Una reazione di questo genere non fu un caso isolato: Sam Peckinpah aveva tentato di convincere il drammaturgo Harold Pinter a lavorare al suo progetto prima dell'inizio della produzione, ma Pinter, detestando l'argomento, rifiutò. Lo trovava rivoltante! Il regista avrebbe voluto Richard Harris o Peter O'Toole per il ruolo dell'energumeno Charlie Venner, ma i famosi attori non accettarono per motivi di incompatibilità morale col personaggio. Temevano che la loro carriera sarebbe stata macchiata per sempre.
La reazione del villici di Cornovaglia
Il villaggio di St. Buryan è stato utilizzato come location per le riprese, con alcuni abitanti del posto impiegati come comparse. L'autore locale Derek Tangye racconta in uno dei suoi libri che al momento delle riprese nessun abitante del villaggio erano a conoscenza della natura del film, aggiungendo che al momento dell'uscita, tutti furono molto turbati nello scoprire di essere stati utilizzati in qualcosa di natura così incoerente con i loro valori morali. Sembra che sopravvivesse un tabù che vietava loro persino di toccarsi i genitali per non incorrere nell'ira divina e nell'Inferno!
Interessanti arcaismi
Nella scena iniziale del pub si parla di "trenta scellini" (in inglese "thirty bob"). Questa somma, in moneta pre-decimale, era il cinquanta per cento in più di una sterlina. Una sterlina, prima del 1971, equivaleva a venti scellini. Inoltre, per il pubblico moderno, potrebbe essere utile sapere che le leggi britanniche sulle licenze imponevano ai pub di chiudere ogni pomeriggio tra le 14:30 e le 18:00, sebbene gli orari precisi fossero variabili a causa della non uniformità delle ordinanze delle diverse contee e dei diversi distretti.
Curiosità varie
Prima delle riprese, il regista diede istruzioni a Dustin Hoffman e a Susan George di vivere insieme per due settimane (more uxorio?), con il co-sceneggiatore David Zelag Goodman al seguito. Alcune delle loro interazioni durante questo periodo sono state inserite nella sceneggiatura del film.
T.P. McKenna, che interpreta il Maggiore John Scott, ha un braccio legato al collo. Questo non era previsto nella sceneggiatura: l'attore, libidinosissimo, si era procurato la frattura durante una festa selvaggia con un paio di escort, organizzata dallo stesso Sam Peckinpah.
La zoppia di Henry Niles non era prevista dalla sceneggiatura. L'attore David Warner si era rotto un piede prima delle riprese; era tuttavia in grado di camminare con un bastone all'inizio delle riprese principali. Poiché la frattura è avvenuta prima delle riprese, era considerato non assicurabile. Per questo motivo non è accreditato.
Il futuro del film fu messo a repentaglio quando il regista e co-sceneggiatore Sam Peckinpah contrasse la polmonite dopo una notte passata a bere alcolici a garganella con Ken Hutchison nel mare di Land's End. Dopo essersi ripreso dalla colossale sbornia in una clinica di Londra, Peckinpah fu riammesso in servizio solo dopo aver promesso di rimanere sobrio. Non era certo un asceta o un penitente, su questo non ci sono dubbi. In pratica l'hanno tirato fuori dal coma etilico per la collottola.
Queste sono le attrici prese in considerazione per il ruolo di Amy prima che fosse scelta Susan George:
Judy Geeson,
Jacqueline Bisset,
Diana Rigg,
Helen Mirren,
Carol White,
Charlotte Rampling,
Judy Huxtable,
Hayley Mills.
Secondo Garner Simmons nel suo libro "Peckinpah: A Portrait In Montage" (2004), il direttore della fotografia iniziale fu Brian Probyn, che abbandonò il progetto per divergenze creative riguardanti l'illuminazione di una sequenza; quindi fu scelto Arthur Ibbetson, che però abbandonò poco dopo per non meglio precisati "motivi religiosi". La scelta successiva fu John Coquillon, che aveva lavorato come direttore della fotografia in film horror britannici a basso budget come La rossa maschera del terrore (The Oblong Box, 1969) e Terrore e terrore (Scream and Scream Again, 1970), entrambi diretti da Gordon Hessler. Coquillon rimase nel film e in seguito avrebbe lavorato come direttore della fotografia in altri tre film di Sam Peckinpah: Pat Garrett e Billy Kid (Pat Garrett and Billy the Kid, 1973), La croce di ferro (Cross of Iron, 1977) e Osterman Weekend (The Osterman Weekend, 1983).
Per rendere una violenza così pervasiva e viscerale, Peckinpah usò un montaggio frammentatissimo e l'uso alternato dello slow-motion. Voleva che ogni colpo fosse "sentito" dallo spettatore, trasformando l'orrore in una sorta di balletto macabro. Non voleva che guardassimo lo scontro, voleva che lo subissimo!
Per esprimere un piacere morboso nella scena in cui il matematico in stato di berserksgang percuote a morte con una spranga l'uomo a terra, Dustin Hoffman chiese che ci fossero alcune noci di cocco da rompere. In un'inquadratura si vede effettivamente un pezzetto di cocco volare via: Sam Peckinpah lo spacciò per materia cerebrale.






