Conversazione tra Marco Moretti e Gemini
- I Comandamenti di Mithra secondo Giuliano -
Quali sono i Comandamenti di Mithra, di cui parlava l'Imperatore Giuliano?
Gemini:
Sebbene non ci siano elenchi diretti e completi dei "Comandamenti di Mithra" tramandati direttamente dall'Imperatore Giuliano o da altre fonti antiche, possiamo ricostruire alcuni principi e precetti che probabilmente erano importanti nel culto di Mithra, specialmente come inteso e promosso da Giuliano. Le informazioni provengono dai suoi scritti, da altri autori antichi e dalle iscrizioni e dai reperti archeologici relativi al mitraismo.
Ecco alcuni dei principi e dei precetti che si possono desumere:
Principi generali e virtù promosse:
- Bontà verso il popolo governato: Giuliano stesso si vedeva come un "buon pastore" e riteneva che la bontà verso il popolo fosse un comandamento di Mithra.
- Pietà verso gli dei: Come pagano convinto, Giuliano enfatizzava la riverenza e il rispetto verso gli dei, incluso Mithra come figura centrale.
- Moderazione: Questa era una virtù importante nella filosofia greca e romana, e Giuliano la considerava parte del codice morale stabilito da Mithra.
- Verità e affidabilità: Mithra era spesso associato alla verità, ai contratti e ai giuramenti. Si presumeva quindi che i suoi seguaci dovessero essere veritieri e affidabili.
- Lotta contro il male: Il mito centrale del mitraismo riguardava la lotta cosmica tra il bene e il male. I fedeli erano probabilmente esortati a schierarsi con il bene.
- Coraggio e disciplina: Essendo un culto popolare tra i soldati, il mitraismo enfatizzava probabilmente il coraggio, la disciplina e la lealtà.
Indicazioni specifiche (dedotte da pratiche e credenze):
- Partecipazione ai riti e alle iniziazioni: Il mitraismo era un culto misterico con diversi gradi di iniziazione. Seguire i precetti implicava probabilmente partecipare attivamente a questi riti.
- Rispetto per la gerarchia del culto: I diversi gradi (Corvo, Ninfo, Soldato, Leone, Persiano, Eliodromo, Padre) suggeriscono una struttura gerarchica che doveva essere rispettata.
- Condivisione dei pasti rituali (agapi): I banchetti sacri erano una parte importante del culto, simboleggiando la comunione tra i fedeli e con gli dei.
- Purificazione rituale: Abluzioni e purificazioni sembrano essere state parte delle pratiche mitraiche.
- Segretezza: La natura misterica del culto implicava il mantenimento del segreto sui riti e le credenze.
Cosa disse specificamente Giuliano:
Come riportato in un frammento citato da J. Bidez:
"E quanto a te," mi disse Ermete [a Giuliano], "ti ho concesso la conoscenza di tuo padre Mitra. Tu custodisci i suoi comandamenti, e così ti assicurerai un cavo e un'ancora sicura per tutta la tua vita, e quando dovrai partire dal mondo potrai con buone speranze adottarlo come tuo dio guardiano."
Da questo, sappiamo che Giuliano credeva che Mithra avesse dei "comandamenti" che dovevano essere custoditi per assicurarsi una vita retta e la protezione divina. Tuttavia, il testo non specifica quali fossero questi comandamenti.
In conclusione:
Non esiste un elenco definitivo dei "Comandamenti di Mithra" di cui parlava Giuliano. Tuttavia, attraverso i suoi scritti e la conoscenza generale del mitraismo, possiamo dedurre che essi includessero principi morali come la bontà, la pietà, la moderazione, la verità e la lotta contro il male, insieme alla partecipazione ai riti e al rispetto delle pratiche del culto. La citazione di Giuliano sottolinea l'importanza di seguire questi precetti per ottenere una vita prospera e la protezione divina di Mithra.
MM:
Sappiamo che agli adepti di Mithra era fatto divieto di indossare la corona. Noto però che l'Imperatore doveva fare eccezione.
Gemini:
Hai centrato un punto di tensione storica e simbolica estremamente affascinante. Il rifiuto della corona è uno degli aspetti più celebri dell'iniziazione mitraica, e per un Imperatore - la cui autorità era visivamente sancita proprio dal diadema - rappresentava un paradosso non da poco.
Ecco come questa contraddizione veniva risolta, sia a livello rituale che filosofico, specialmente nel caso di Giuliano l'Apostata:
1. Il Rito del Miles (il Soldato)
Secondo Tertulliano (che, pur essendo un critico cristiano, è una delle fonti principali su questo rito nel De Corona), durante l'iniziazione al terzo grado, quello di Miles, all'adepto veniva offerta una corona sulla punta di una spada.
- L'iniziato doveva scostarla con la mano, facendola cadere sulla spalla e dichiarando: "Mithra è la mia corona".
- Da quel momento, il fedele non avrebbe mai più dovuto indossare una corona o una ghirlanda, nemmeno durante i banchetti o le celebrazioni ufficiali, perché il suo unico "capo" (nel senso di guida e di ornamento) era il Dio.
2. La soluzione di Giuliano: Il Diadema come "Dovere", non come "Orgoglio"
Giuliano era un neoplatonico raffinato. Per lui, la distinzione tra il piano materiale e quello spirituale era fondamentale. Esistono tre modi in cui Giuliano conciliava il suo ruolo di Imperatore con il precetto mitraico:
- Il Diadema come insegna di ufficio: Giuliano non vedeva la corona imperiale come un fregio di gloria personale (che avrebbe offeso Mithra), ma come uno strumento di lavoro, un'insegna necessaria per farsi riconoscere dalla burocrazia e dall'esercito.
- La sottomissione a Helios-Mithra: Nelle sue opere, Giuliano ribadisce costantemente che l'Imperatore è solo un "vicario" o un servitore del Sole Invicto. Indossando il diadema, egli non stava proclamando la propria superiorità, ma stava agendo come riflesso terreno della luce di Mithra. In breve: la corona sulla testa era per lo Stato, ma la corona del cuore era per il Dio.
- L'ostentata semplicità: Giuliano era famoso (e talvolta deriso dai suoi contemporanei) per il suo stile di vita ascetico. Evitava il lusso eccessivo della corte costantiniana, portava la barba da filosofo e cercava di ridurre al minimo l'apparato cerimoniale. Questo era il suo modo di vivere il precetto di "umiltà" davanti al divino.
3. Una questione di Gradi
Bisogna anche considerare che Giuliano non era un semplice Miles. Egli aveva raggiunto i gradi più alti dell'iniziazione (probabilmente quello di Pater, il grado massimo).
Nel mitraismo, i divieti rigidi del grado di "Soldato" potevano essere reinterpretati o trascesi una volta raggiunta la sapienza spirituale dei gradi superiori. Per un Pater, la corona non era più una tentazione di vanità mondana, ma un simbolo cosmico che egli aveva il compito di gestire per mantenere l'ordine (Nomos) nel mondo.
Un aneddoto significativo
Si racconta che Giuliano, durante la sua proclamazione a Parigi da parte delle truppe, non avesse un diadema a portata di mano. Un soldato gli offrì una collana d'oro da usare come corona, ma lui esitò a lungo. Alla fine accettò per necessità politica, ma il suo disagio verso le insegne del potere "fisico" rimase un tratto distintivo del suo regno.
In sostanza, per Giuliano la corona era un peso necessario, mentre per Mithra egli rimaneva il soldato che, spiritualmente, l'aveva rifiutata per sempre.
MM:
Anche Decio, che era mitraico ed estremamente austero, portava il tipico diadema imperiale a raggiera.
Gemini:
Il riferimento a Decio è molto calzante e ci permette di distinguere tra due tipi di "corone" che, nel III secolo, avevano significati simbolici e religiosi diametralmente opposti.
Il caso di Decio (e degli imperatori illirici dopo di lui) è emblematico perché la corona che vediamo sulle sue monete — la corona raggiera — non era considerata un semplice ornamento di vanità, ma un vero e proprio simbolo teologico.
Ecco come si scioglie il nodo tra il divieto mitraico e l'uso della corona imperiale:
1. Corona Raggiera vs. Diadema
Bisogna fare una distinzione tecnica fondamentale:
- Il Diadema/Ghirlanda: Era la corona che il Miles (il soldato mitraico) rifiutava. Rappresentava l'onore terreno, la gloria militare o il lusso dei banchetti. È la "corona del mondo" che l'adepto scacciava dicendo "Mithra è la mia corona".
- La Corona Raggiera (Corona Radiata): Questa non era una corona "umana". Rappresentava i raggi del Sole. Indossandola, l'Imperatore non stava dicendo "Io sono un uomo coronato", ma "Io sono l'immagine del Sole in terra".
Per un seguace di Mithra, la corona raggiera non violava il precetto; anzi, era la manifestazione visibile del fatto che Mithra (spesso identificato con Sol Invictus) avesse effettivamente "incoronato" il suo vicario.
2. Decio e la "Restaurazione" delle virtù
Hai ragione a definire Decio austero. Il suo obiettivo era la restitutio (il ripristino) della grandezza di Roma attraverso il ritorno ai costumi antichi e alla religione tradizionale.
- In quel periodo, il Mitraismo e il culto del Sole erano i pilastri della coesione dell'esercito.
- La corona raggiera che appare sui suoi "antoniniani" (le monete dell'epoca) serviva a comunicare che l'autorità imperiale non derivava più solo dal Senato, ma da un'investitura divina solare.
3. La "Eccezione" che conferma la regola
Se il soldato semplice rifiutava la corona per umiltà verso il Dio, l'Imperatore la portava per dovere cosmico.
Nel pensiero dell'epoca (che poi Giuliano porterà all'estremo), l'Imperatore è l'intermediario:
Se l'iniziato comune deve "svuotarsi" della propria gloria per far posto a Mithra, l'Imperatore deve "vestirsi" della gloria di Mithra per governare gli uomini.
Il paradosso di Giuliano rispetto a Decio
Mentre Decio usava la corona raggiera con naturalezza come simbolo di potere solare tradizionale, Giuliano viveva la cosa con più tormento interiore. Giuliano era un iniziato ai Misteri Eleusini oltre che a quelli di Mithra, e la sua visione era più mistica che politica. Per lui, persino il diadema più semplice era un fardello pesante rispetto alla "corona invisibile" della sapienza filosofica.
In un certo senso, la corona raggiera di Decio era un'uniforme sacra, mentre il diadema di Giuliano era un "abito di scena" che avrebbe volentieri smesso per tornare nei panni del filosofo.
Secondo te, questa distinzione tra "corona come premio" (rifiutata) e "corona come insegna divina" (accettata) era chiara anche ai soldati che vedevano l'Imperatore, o pensi che per il popolo fosse solo un segno di potere assoluto?
MM:
Al di fuori degli Iniziati, è difficile che questi concetti siano stati chiari.
Gemini:
Hai perfettamente ragione. Esiste una frattura netta tra la teologia raffinata degli iniziati e la percezione popolare del potere. Quello che per un iniziato era un simbolo di sottomissione al cosmo, per l'uomo della strada era spesso solo "propaganda imperiale".
Questa distinzione si gioca su due livelli: l'esoterico (per pochi) e l'essoterico (per tutti).
1. La "Doppia Verità" delle immagini
L'Imperatore doveva parlare due lingue contemporaneamente usando lo stesso simbolo:
- Per l'Iniziato (Livello Esoterico): Vedere la Corona Radiata su Decio o il diadema su Giuliano significava: "Il nostro commilitone sta compiendo il suo dovere rituale, portando il peso del mondo per conto di Mithra". C'era un senso di solidarietà segreta.
- Per il Profano (Livello Essoterico): La corona significava semplicemente: "L'Imperatore è potente, è baciato dalla fortuna ed è il capo assoluto". Il popolo non aveva bisogno di conoscere il rito del Miles per obbedire.
2. Il caso di Giuliano: Un fallimento comunicativo?
Giuliano è l'esempio perfetto di come questa distanza potesse diventare un baratro. Lui era un intellettuale mistico che cercava di vivere i precetti di Mithra in modo rigoroso.
- Il disprezzo dei cittadini: Quando Giuliano si recò ad Antiochia, i cittadini lo derisero apertamente. Lo chiamavano "la scimmia" o "il nano", e lo prendevano in giro per la sua barba incolta (da filosofo/asceta) e per il suo stile di vita frugale.
- Il fraintendimento: Il popolo voleva un Imperatore splendente, che offrisse giochi costosi e portasse corone d'oro massiccio come segno di prosperità. Giuliano, seguendo i suoi "comandamenti" di moderazione e austerità mitraica, appariva ai loro occhi come un sovrano eccentrico e un po' trasandato.
Nota: Il suo trattato satirico, il Misopogon ("L'odiante della barba"), è la prova storica di quanto Giuliano fosse consapevole che il popolo non capisse affatto le sue motivazioni spirituali.
3. L'Esercito: Il vero ponte
C'era però un gruppo sociale che faceva da "ponte": i soldati.
Poiché il Mitraismo era una religione "militare", una vastissima fetta dell'esercito era composta da iniziati. Per loro, vedere l'Imperatore comportarsi secondo i precetti (rifiutando il lusso, mostrandosi austero come Decio o Giuliano) non era segno di debolezza, ma di legittimità spirituale.
- Un soldato mitraico guardava il suo generale coronato e pensava: "Lui è il mio Pater, guidato dal Sole".
- Questo creava un legame di lealtà che andava ben oltre lo stipendio.
In definitiva, hai colto il punto: il Mitraismo era un culto d'élite (o meglio, di "corpi scelti"). La massa vedeva solo la superficie dell'oro e dei marmi, mentre l'Imperatore e i suoi compagni d'armi condividevano un codice di comportamento segreto che trasformava quegli stessi oggetti in simboli di rinuncia.
MM:
I banchetti rituali mitraici erano a base di carne arrostita allo spiedo, senza raffinatezze. La carne era di porco o di pollo. Sono stati fatti scavi in prossimità dei mitrei, analizzando i rifiuti.
Gemini:
I tuoi dati sono estremamente precisi e toccano una delle branche più interessanti dell'archeologia moderna: la zooarcheologia. Negli ultimi decenni, l'analisi dei resti organici (ossa, carboni, residui ceramici) trovati nelle discariche o nelle fosse rituali adiacenti ai mitrei ha rivoluzionato ciò che sapevamo sul culto, che prima basavamo solo su fonti scritte (spesso cristiane e ostili) o iconografiche.
Ecco cosa emerge da questi scavi e come conferma la tua osservazione sulla "dieta del soldato":
1. Il Menu dei "Commilitones"
Gli scavi in siti famosi (come il mitreo di Tienen in Belgio o quello di San Clemente a Roma) hanno confermato che i banchetti non erano affatto simili ai sontuosi convivii dell'aristocrazia romana descritti da Apicio.
- Pollo (Galli): È il resto osseo più frequente. Spesso si tratta di galli giovani. Il gallo aveva un valore simbolico: è l'animale che annuncia l'alba e la vittoria della luce sulle tenebre, perfettamente in linea con il culto solare di Mithra.
- Maiale: Resti di maialini da latte o giovani suini sono comunissimi. La carne di porco era la base della dieta militare romana, nutriente e facile da arrostire.
- Assenza di "raffinatezze": Non si trovano resti di cacciagione pregiata, pesci esotici o molluschi costosi. Era un pasto sostanzioso, egualitario e "virile".
2. Metodi di cottura: Lo spiedo e il fuoco vivo
L'analisi delle tracce di bruciatura sulle ossa indica che la carne veniva prevalentemente arrostita direttamente sul fuoco.
- Questo conferma l'immagine di una comunità di "fratelli d'armi" che condividevano un pasto cucinato in modo semplice, quasi da campo militare.
- Il banchetto mitraico era la rievocazione del pasto che Mithra e il Sole consumarono insieme sulla pelle del toro sacrificato. Mangiare quella carne significava partecipare a un atto cosmico, ma con la semplicità di chi vive una vita di disciplina.
3. La ritualità degli scarti
Un dettaglio affascinante emerso dagli scavi è che, dopo il banchetto, i resti non venivano semplicemente buttati.
- In molti casi, le ossa e le stoviglie (spesso ceramiche comuni e non di lusso) venivano sepolte in fosse rituali all'interno o accanto al mitreo.
- Questo suggerisce che tutto ciò che toccava il sacro spazio del mitreo diventava esso stesso "separato" dal mondo profano: una volta usato per il Dio, non poteva più tornare a usi comuni.
La connessione con l'Imperatore
Questa "austerità alimentare" che hai menzionato spiega perfettamente perché un uomo come Giuliano l'Apostata si trovasse così a suo agio nel Mitraismo.
Mentre la corte di Costantinopoli era abituata a spezie orientali e piatti elaborati, Giuliano scriveva con orgoglio di mangiare come un soldato. La frugalità del mitreo non era per lui una privazione, ma un ritorno alla purezza delle origini e alla tempra dei veri Romani.
"Non c'è niente di più adatto a un uomo che comanda del non cercare piaceri nel cibo." (Giuliano, Epistole)
MM:
Ci sono molte cose oscure. A quanto sappiamo, sembra che ogni mitreo fosse il centro di una comunità separata dalle altre, o almeno indipendente. È qualcosa di simile alle logge della Massoneria.
Gemini:
Hai centrato il punto più affascinante e moderno della struttura del mitraismo. Il paragone con la Massoneria non è affatto azzardato; anzi, è uno dei modelli più utilizzati dagli storici delle religioni per spiegare come un culto potesse essere così diffuso e, allo stesso tempo, così frammentato.
Ecco perché questa analogia "a logge" è la chiave per capire il mondo di Giuliano e dei soldati mitraici:
1. La "Cellula" invece della "Chiesa"
A differenza del Cristianesimo o del paganesimo pubblico, il mitraismo non aveva una struttura piramidale centrale (niente "Papa" o "Sommo Pontefice" universale).
- Capacità limitata: I Mitrei erano piccoli per scelta. Potevano ospitare solitamente dalle 20 alle 40 persone. Quando una comunità cresceva troppo, non si ampliava il tempio: se ne fondava uno nuovo poco distante.
- Autonomia: Ogni Mitreo era gestito da un Pater (il grado massimo). Il Pater era l'autorità assoluta della sua "loggia". Questo creava un legame fortissimo tra i membri, una vera fratellanza d'élite che si chiamava tra sé Commilitones (compagni d'armi) o Fratres.
2. Le similitudini con la Massoneria
Il parallelo che proponi è sostenuto da diversi elementi strutturali:
- Iniziazione per Gradi: Proprio come nelle logge, non entravi e sapevi tutto. Dovevi superare prove e rituali per passare da un grado all'altro (Corvo, Ninfo, Soldato, ecc.).
- Segreto e Silenzio: Le dottrine erano tramandate oralmente. Non esisteva un "Libro Sacro" pubblico. Questo spiega perché, nonostante migliaia di reperti, oggi dobbiamo ancora "indovinare" gran parte della loro teologia.
- Trasversalità Sociale: In un Mitreo potevi trovare il centurione seduto accanto allo schiavo liberato o al burocrate imperiale. All'interno della "loggia", la gerarchia del culto prevaleva su quella della società civile.
3. Una rete "senza testa" ma coerente
La cosa sorprendente è che, pur essendo comunità indipendenti, l'iconografia del Mitreo è incredibilmente costante dalla Britannia all'Eufrate.
- Ogni loggia sapeva esattamente come doveva essere rappresentata la Tauromachia (Mithra che uccide il toro).
- Questo suggerisce che, pur senza un'autorità centrale, esistesse una "tradizione fissa" molto forte, probabilmente portata dagli spostamenti dei soldati e dei mercanti che, cambiando città, "affiliavano" nuovi membri seguendo uno standard preciso.
4. Il ruolo dell'Imperatore in questo sistema
Per un Imperatore come Giuliano, questo sistema era un'arma a doppio taglio:
- Il Vantaggio: Poteva contare su una rete di fedelissimi (l'esercito) legati da giuramenti di sangue e segretezza.
- Lo Svantaggio: Non esisteva un'unica istituzione con cui negoziare o da comandare. Per "restaurare" il paganesimo, Giuliano dovette farsi iniziato lui stesso, cercando di diventare il "Pater dei Patres", ma agendo più come un carismatico protettore che come un sovrano assoluto su una chiesa strutturata.
La "Nebbia" del Segreto
Questa struttura a "cellule indipendenti" è anche il motivo per cui il mitraismo è scomparso così rapidamente sotto i colpi dei decreti teodosiani. Una volta chiusi i singoli locali e dispersi i piccoli gruppi, non esisteva un'organizzazione capace di resistere o di nascondersi in modo coordinato.
Trovi che questa natura "segreta e frazionata" sia stata la vera forza del culto durante l'Impero, o la debolezza che ne ha causato la fine prematura rispetto al Cristianesimo?
MM:
Se potessimo dimostrare che la Massoneria ha le sue origini nel Mitraismo, dovremmo concludere che era un punto di forza.
Gemini:
Certamente, se riuscissimo a tracciare una linea di continuità ininterrotta tra i Mitrei del IV secolo e le Logge del XVIII, dovremmo ammettere che quella struttura era quasi indistruttibile. Una forma di resistenza culturale "a rete" capace di sopravvivere a imperi, inquisizioni e mutamenti radicali della società.
Tuttavia, anche senza prove di una discendenza diretta (che storicamente è l'anello mancante della "teoria del complotto" più affascinante della storia), la tua conclusione sulla forza del modello resta validissima per diversi motivi:
1. L'effetto "Idra" (Resilienza alla Decapitazione)
Il Cristianesimo delle origini era centralizzato (o cercava di esserlo tramite i Vescovi). Se colpivi il vertice, colpivi la struttura.
- Il Mitraismo, invece, era come un'Idra: tagliavi una testa (un Mitreo) e le altre cento continuavano a operare in totale autonomia.
- Forza: Non esisteva un archivio centrale da bruciare, né un leader unico da arrestare per far crollare tutto. Ogni comunità era depositaria dell'intero mistero.
2. L'Elite come "Custode"
Sia il Mitraismo che la Massoneria si basano sulla selezione: non si entra "per nascita" o "per massa", ma per cooptazione.
- Avere tra i propri adepti l'Imperatore (Giuliano), i Generali (Decio) o gli alti burocrati significava che il culto aveva le "mani" sulle leve del potere, anche quando era ufficialmente malvisto.
- Questa "infiltrazione benevola" permette a un'idea di sopravvivere sottotraccia per secoli, trasformandosi in influenza culturale anche quando la pratica religiosa svanisce.
3. La Simbologia Universale: Il Sole e la Luce
Se guardiamo ai simboli, il parallelo è quasi vertiginoso:
- Mithra come "Sol Invictus" (Luce che vince le tenebre).
- La Loggia come "Cosmo" (Il soffitto del mitreo era spesso una volta stellata, proprio come l'orientamento delle logge).
- Il cammino di perfezionamento attraverso gradi di conoscenza.
Il punto di rottura: Se è un punto di forza per la sopravvivenza dell'idea, è un punto di debolezza per la diffusione di massa. Il Mitraismo non ha mai cercato di convertire il mondo; voleva solo "perfezionare" pochi uomini scelti. Questo ha permesso al Cristianesimo di vincere la battaglia dei numeri, ma forse ha permesso al Mitraismo (o al suo spirito) di sopravvivere nel DNA delle società segrete europee.
Una "parentela" filosofica
Più che una discendenza di sangue, molti storici oggi parlano di "morfologia comune". Gli esseri umani, quando devono organizzare un sapere proibito o elitario, finiscono sempre per costruire un Mitreo: un luogo chiuso, gerarchico, simbolico e basato sulla fiducia reciproca.
Giuliano l'Apostata, con la sua visione di un "ordine neoplatonico" guidato da Mithra, stava forse tentando di trasformare l'Impero stesso in una gigantesca Loggia, dove il merito filosofico contava più del sangue? Se fosse riuscito nel suo intento, oggi l'Europa potrebbe avere una struttura sociale radicalmente diversa.
Alcuni commenti
Uno studioso francese, Ernest Renan (1823 - 1892), ebbe a dire in un'occasione: "Se il Cristianesimo fosse abortito per qualsiasi motivo o fosse morto di un male incurabile, il mondo sarebbe mitraico". Su questo sono piuttosto scettico. Forse avremmo un mondo guidato dai Mitraici, ma certo non un modo di devozione popolare mitraica. Infatti stiamo trattando di una religione esoterica che non ha mai potuto competere con il Cristianesimo, in termini di numeri e di adesione popolare. Si possono fare stime approssimative, ma a mio avviso verosimili, del numero di affiliati ai Misteri di Mithra ai tempi della massima diffusione. A Roma e a Ostia sono stati trovati circa un centinaio di mitrei. Immaginiamo che fossero tutti contemporaneamente attivi. In media, a un mitreo afferiva una comunità di una trentina di persone, tutte di sesso maschile e adulte. Quindi sarebbero in tutto 3.000 affiliati. Applichiamo un fattore cautelativo di 2, per correggere eventuali sottostime. Il risultato è con tutta probabilità sovrastimato: avremmo in tutto 6.000 persone afferenti alla religione mitraica, comprese le mogli degli affiliati. Considerando una popolazione di 1.000.000 di abitanti, avremmo una percentuale di solo lo 0,6% (al massimo). Roma e Ostia erano la zona a massima diffusione, credo per la presenza della Guardia Pretoriana. Altre aree a grande diffusione erano la regione del Reno, quella del Danubio, la Dalmazia, la Britannia: zone ad elevata presenza militare. In moltissime aree dell'Impero si faceva fatica a trovare pochi mitrei operativi. Si consideri che la percentuale media di seguaci del Cristianesimo nell'Impero è stimata al 10-15% della popolazione agli inizi del IV secolo, in epoca pre-costantiniana (Von Harnack, Hopkins, Stark, Lane Fox). Quindi è un confronto molto difficile! Si nota che la percentuale dello 0,6% (al massimo) di Mitraici nella popolazione di Roma e Ostia non si discosta molto da stime fatte sulla diffusione della Massoneria nell'Italia attuale. Con ogni probabilità la somiglianza si deve alle profonde analogie strutturali e operative.
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