giovedì 6 novembre 2014

SEXUS E SECUS NON VENGONO DA SECARE

La più nota etimologia della parola latina sexus "sesso" (gen. sexus, IV decl.) è quella che la riconnette al verbo seco, secas, secavi, sectum, secare "tagliare, dividere", dalla radice indoeuropea *sek-. Questo perché il termine farebbe riferimento al genere, ossia alla differenza tra maschio e femmina. Così è postulato uno slittamento semantico da "taglio", "recisione" a "distinzione" e quindi a "genere, sesso". A mio avviso si tratta di un'etimologia popolare o falsa etimologia. 

Innanzitutto, la forma più antica della parola sexus è secus, che è indeclinabile. Un fatto abbastanza inconsueto. Si nota poi che da secare deriva il supino sectum, non *sexum. Tramite quale processo di derivazione sarebbe stata prodotta una forma con sibilante che non ha altre rispondenze? Appurate queste cose, sexus e secus sembrano prestiti da un'altra lingua, che dobbiamo identificare. Spiegare Omero servendosi di Omero non fa compiere un solo passo avanti in casi come questo.  

Quando una parola latina non ha connessioni attendibili con altre lingue indoeuropee, si può cercare un'origine nella lingua etrusca: i Rasna erano un popolo potente e stanziato in aree finitime a quelle dei Latini, e grande era in epoca antica la loro influenza su Roma. 

In etrusco esiste il gentilizio Secu (1), che potrebbe essere formato a partire dalla fonte del prestito. Questa radice etrusca *secu- potrebbe anche essere l'origine del problematico avverbio latino secussecius, sequius "male, non bene", che tra i suoi significati annovera anche quello di "altrimenti, diversamente, al contrario"

(1) Attestato ad es. in CIE 317 e CIE 318. Genitivo Secu-ś (CIE 319); femm. Secu-i (CIE 320). Sono noti anche derivati come Secu-n-ia (CIE 2916) e Secu-ne (CIE 1479)

In latino esiste una forma secius /se:kius/ con vocale lunga, sempre col senso di "altrimenti, diversamente". Ora, non mi pare plausibile ricondurre una simile alternanza tra vocale breve e lunga a una formazione ereditata. L'alternanza tra /sek(i)us/ e /se:kius/ deve avere la sua origine nella lingua da cui queste parole sono state prese a prestito. Generalmente si crede che la terminazione -ius in questi avverbi fosse in origine un comparativo, ma questo non è affatto provato. 

Altra forma con vocale lunga è setius /se:tius/. Questa variante non può essere semplicemente derivata da secius /se:kius/ quando le occlusive t e c seguite da -i- semiconsonante si sono confuse, perché è usata già da Virgilio. Ci viene in aiuto Plauto, che oltre a setius e a secius usa anche sectius. Evidentemente la forma di partenza è proprio sectius /se:ktius/. Anche questa fluttuazione appartiene alla lingua d'origine del prestito. 

Si è molto discusso sulla presenza in etrusco di una quantità vocalica contrastiva in posizione tonica. Quello che è certo è che vocali lunghe possono derivare da contrazione di dittonghi: una /e:/ lunga e chiusa, virante a /i:/ si è prodotta dal dittongo /ei/, a sua volta da /ai/. Non poche parole etrusche sono passate in latino con una vocale tonica lunga: ho il sospetto che i Romani tendessero a udire una vocale tonica etrusca come lunga e come tale la adattassero in numerose occasioni. Così /sek(w)ius//se:ktius/ sono stati formati dalla stessa radice, mutuata in occasioni diverse. 

Queste sono le forme etrusche ricostruite: 

*secu-
*secu-s-
*secu-ie-
*sec-ie-
*sec-t-ie-
*seχ-t-ie-
*seh-t-ie- 

Il significato originario di etrusco *secu- sarebbe quello di "altro, opposto, distinto", donde sarebbe derivato il gentilizio Secu, e quindi questa radice sarebbe passata in latino dando origine a secus "male; altrimenti" (e varianti), a secus "sesso, genere" e a sexus "sesso, genere". La semantica è abbastanza cristallina: "diverso" > "avverso" > "non buono" 

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