venerdì 18 settembre 2020


CARL PANZRAM,
LO SPIRITO DELL'ODIO E DELLA VENDETTA

Carl Panzram (28 giugno 1891 - 5 settembre 1930) è stato un serial killer, incendiario, scassinatore, rapinatore e sodomizzatore violento. Nacque a East Grand Forks, nel Minnesota, dagli immigrati prussiani Johann e Matilda Gottlieb "Lizzie" Panzram. Crebbe nella fattoria di famiglia con cinque fratelli e una sorella. I suoi erano grandi lavoratori, ma ignoranti, poveri e ottusi, come ebbe a riconoscere egli stesso. Il fratelli lo punivano spesso, data la sua attitudine a rubare. Il padre, che dilapidava i soldi in alcol e prostitute, a un certo punto fece perdere le proprie tracce.
 
Nel corso della sua turbolenta esistenza Carl Panzram usò svariati soprannomi: Carl Baldwin, Jefferson Davis, Jeff Davis, Jefferson Rhodes, Jeff Rhodes, Jack Allen, Jefferson Baldwin, John King, Captain John K. O'Leary, Copper John, The River Pirate.  

Confessò di aver ucciso 21 uomini e di aver commesso sodomia violenta su più di 1.000 uomini e ragazzi. Alcuni riportano 22 omicidi confessati, ma ho potuto vedere un documento scritto di suo pugno, in cui si legge 21. Questo è il testo originale: "In my lifetime I have murdered 21 human beings, I have committed thousuands of burglaries, robberies, larcenies, arsons and last but not least I have committed sodomy on mere than 1000 male human beings. For all of these things I am not the least bit sorry. I have no conscience so that does not worry me." Sommando tuttavia le confessioni avvenute in diverse occasioni, il conto non torna comunque e si ottiene un numero maggiore (10 marinai, un ragazzino, 6 vogatori, due ragazzini, altri due ragazzini, uno strillone, un ladro, un uomo mai identificato e un caposquadra carcerario, per un totale di 25). Soltanto 5 di questi omicidi hanno potuto essere accertati, tuttavia si ha il sospetto che abbia ucciso un numero molto più grande di uomini, forse addirittura un centinaio. La discrepanza si potrebbe spiegare ammettendo che non considerasse esseri umani molte delle sue vittime, sopprattutto in Africa, dove ha imperversato. 

Biografia sintetica

Già da piccolo Carl Panzram sentiva di avere in sé qualcosa di strano. Questo riportano le cronache: a 6 anni era un ladro e un bugiardo; a 8 anni, nel 1899, comparve davanti alla corte minorile per ubriachezza e "condotta disordinata"; a 11 anni, nel 1903, fu arrestato e incarcerato con l'accusa di essere un alcolizzato incorreggibile. In quello stesso anno rubò dalla casa di un vicino una torta, delle mele e un revolver. Per punirlo, i genitori lo mandarono alla Minnesota State Training School, un istituto che godeva di una fama terribile. Tra quelle mura Carl subì ogni genere di abusi. Per vendicarsi incendiò quel luogo e riuscì a non farsi scoprire. Agli inizi del 1905 rubò soldi dal portafoglio di sua madre e fu rilasciato sulla parola dalla scuola. Quando aveva 14 anni fuggì di casa e divenne un vagabondo che viaggiava servendosi dei vagoni merci delle ferrovie. In seguito dichiarò che durante uno di quei viaggi fu stuprato da un gruppo di vagabondi. Questa violenza subita lasciò in lui segni profondi. 
 
Nel 1906, a quindici anni, si ubriacò in un saloon nel Montana ed ebbe l'insana idea di arruolarsi nell'esercito degli Stati Uniti (alcuni riportano che fu nel 1907, ma fa testo quanto egli scrisse). Ben presto iniziarono i problemi. Fu sorpreso a rubare qualche spicciolo dall'ufficio del comandante. Per questo furto fu giudicato dalla corte marziale e condannato a tre anni di detenzione nella caserma disciplinare di Fort Leavenworth. In seguito affermò che quell'esperienza distrusse in lui ogni traccia di bontà residua, insegnandogli che la vera natura dell'essere umano è maligna. Quando ebbe finito di scontare la sua pena, nel 1910, fu congedato con disonore (condizone che negli States comporta la perdita di numerosi diritti civili). Da quel momento la sua vita fu tutta un susseguirsi spasmodico di atti criminali, arresti ed evasioni. Fu imprigionato in California, in Texas, in Idaho, in Montana, in Oregon, in Connecticut e a Washington D.C., ogni volta fornendo nomi diversi. A quanto pare in America non esisteva l'obbligo di portare con sé documenti d'identita, e forse è così ancora oggi: quando una persona arrivava in uno Stato, poteva fornire le generalità che desiderava. Anche in caso di arresto, chiunque poteva finire registrato con un nominativo di fantasia. Non esisteva nessun interesse a indagare sulla vera identità dei detenuti e a connettere eventualmente crimini compiuti in altri stati. Forse è stato questo punto debole del sistema giudiziario ad impedire a Panzram di finire presto all'ergastolo per ostinata reiterazione di reati comuni come furti e aggressioni. Durante la sua reclusione si ribellava ai carcerieri, sfidandoli e ricevendo punizioni corporali continue per rappresaglia. Fu battuto come un cencio e messo in isolamento un'infinità di volte, eppure il suo desiderio era sempre uno solo: riuscire a liberarsi e uccidere i suoi aguzzini nel peggiore dei modi! Egli era la "rabbia personificata", per usare una sua colorita espressione. Infieriva sulle sue vittime, penetrando il loro intestino con il fallo eretto e portandovi devastazione. Annientò numerosissi uomini, umiliandoli, degradandoli, depositando loro lo sperma nelle feci.
 
Ebbe pochi lavori onesti. In un'occasione fece il crumiro contro i dipendenti iscritti al sindacato. Lavorò come steward su una nave di trasporto dell'esercito, venendo cacciato quando fu risaputo che lavorava in stato di ebbrezza. Nell'inverno del 1910 mosse a sud, verso Ciudad Juárez, avendo intenzione di arruolarsi nell'esercito federale del Messico. Si unì ai rivoluzionari di Pascual Orozco e poté assistere a spaventosi massacri di prigionieri. Si dice che questi fatti lo influenzarono profondamente, condizionando il suo modus operandi negli anni a venire. Nel 1911 era già tornato negli Stati Uniti. Dopo diversi arresti ed evasioni, nel 1915 subì una dura condanna a sette anni, da scontare nel penitenziario statale di Salem, nell'Oregon. Il direttore del carcere, Harry Minto, sottoponeva i prigionieri a un regime durissimo. Tuttavia Panzram non fu piegato e anzi giurò che non avrebbe mai scontato i suoi sette anni di pena. Aiutò a fuggire il compagno di cella Otto Hooker, che uccise Minto (subito sostituito dal fratello John, non meno bastardo): quella fu la sua prima partecipazione nota ad un omicidio. Evase a sua volta nel 1917, ma fu presto ricatturato. Fuggì di nuovo l'anno dopo e questa volta riuscì a raggiungere New York e si imbarcò, iniziando un periodo di viaggi e finendo fino in Perù, ove lavorò in una miniera di rame. Si spostò poi in Cile, quindi fu a Londra, a Edimburgo, a Parigi e ad Amburgo. 
 
Qualcosa lo spinse a ritornare negli Stati Uniti. Si recò a New Haven, nel Connecticut, dove svaligiò l'abitazione di William Howard Taft, a cui attribuiva la causa della sua prigionia a Leavenworth. Rubò molti soldi e obbligazioni, oltre alla pistola di Taft. Con i proventi del furto comperò uno yacht chiamato Akista, con cui iniziò una nuova attività: a New York attirava i marinai facendoli ubriacare, poi li torturava, li sodomizzava e li uccideva sparando loro in gola con la pistola di Taft, quindi gettava in mare i corpi fatti a pezzi. In tutto ne uccise dieci in questo modo. Poi lo yacht colò a picco dopo essersi incagliato nei pressi di Atlantic City. Due marinai con l'ano devastato poterono mettersi in salvo dalla sua furia fuggendo a nuoto. Ancora qualche arresto per furto e qualche evasione, poi nel 1921 si imbarcò su una nave diretta in Angola. Sbarcato a Luanda, lavorò come caposquadra su una piattaforma petrolifera, che diede presto alle fiamme. Sodomizzò un ragazzo di 11 anni, rompendogli il cranio fino a fargli uscire frammenti di cervello dalle orecchie - come ebbe a scrivere in seguito nel suo diario. In una terra senza legge, poteva dare libero corso ai suoi impulsi violenti. Ancora bramoso di uccidere, noleggiò una barca con 6 vogatori, sparò loro nella schiena, abbattendoli uno dopo l'altro, quindi diede poi i cadaveri in pasto ai coccodrilli. Nell'autobiografia chiamava queste sue vittime "niggers", mostrando nei loro confronti il massimo disprezzo.

Nel 1922 era di nuovo in America, dove stuprò ed uccise due ragazzini, uno a Salem e l'altro vicino a New Haven. Al primo fracassò il cranio contro una roccia, il secondo lo strangolò. In seguito rubò lo yacht del capo della polizia di New Rochelle e prese con sé un ragazzo di nome George Walosin, che finì più volte posseduto carnalmente, prima di guadagnare la riva e mettersi in salvo dall'impeto sodomitico. In quel periodo Panzram aveva ucciso un uomo che si era introdotto nello yacht con l'intenzione di rubare, e per inveterata abitudine aveva gettato nel fiume il corpo estinto. Non passò molto che l'irrequieto serial killer fu arrestato a New York con l'accusa di aver pugnalato una donna, certa Dorothy Kaufman di Greenberg. Questo era evidentemente il frutto della calunnia e dell'errore giudiziario: Panzram era un gentiluomo con le donne e non torse mai loro un solo capello, tutta la sua violenza era rivolta contro il genere maschile. Condannato a cinque anni di reclusione, fu infine prosciolto e liberato nel 1928. Nello stesso anno fu arrestato per l'ennesima volta in seguito alla sua irruzione nella casa di un dentista, a Baltimora, Washington D.C. 
 
Nel corso dell'interrogatorio, Panzram confessò di aver soppresso tre ragazzini dall'inizio del mese in corso, tra cui uno strillone, che forse aveva irritato i suoi nervi acustici. Rivelò anche alcuni suoi desiderata poco realistici: progettava di avvelenare le riserve idriche di una grande città e di provocare l'affondamento di una nave britannica per far scoppiare una guerra tra gli States e il Regno Unito. Gli omicidi dei tre ragazzi non poterono essere provati. Tuttavia, dato il suo curriculum criminale che fu riconosciuto immenso, finì condannato a 25 anni di carcere. Durante la reclusione ottenne un lavoro nella lavanderia. Subito avvertì il direttore che se qualcuno avesse anche soltanto osato dargli fastidio, avrebbe reagito uccidendolo all'istante. Così avvenne: il caposquadra della lavanderia carceraria era un insopportabile bullo che si divertiva a dare a tutti il tormento. Il serial killer afferrò una spranga e lo ridusse in poltiglia con estrema gioia. Per questo fu processato per omicidio e condannato a morte. Così commentò la sentenza capitale: "Non vedo l'ora di avere un posto a sedere sulla sedia elettrica o ballare alla fine di una corda come fanno alcune persone alla loro notte di nozze". Quindi aggiunse: "Il mio motto è: rapinali tutti, stuprali tutti, uccidili tutti!" Quando salì sul patibolo, fu preso dalla frenesia. Prima sputò in faccia al boia, poi gli rivolse queste parole: "Sì, sbrigati, bastardo dell'Indiana! Potrei uccidere una dozzina di uomini mentre stai armeggiando col cappio!" (Yes, hurry it up, you Hoosier bastard! I could kill a dozen men while you're screwing around!"). La sua tomba è senza nome, identificata soltanto dal numero del detenuto: 31614. 
 
Carl Panzram e l'omosessualità  

Sappiamo che il nostro serial killer preferito si congiunse carnalmente a una donna una sola volta nella sua vita, avendone in cambio una gonorrea devastante. A causa di ciò, egli decise scientemente di non avere più alcun contatto col genere femminile per il resto dei suoi giorni, dedicandosi unicamente ad atti di sodomia violenta su persone del suo stesso sesso. Tutto ciò confuta le perniciose dottrine politically correct del genderismo e dell'orientamento sessuale, dimostrando che un uomo può decidere senza sottostare al conformismo cosa fare del proprio corpo... e di quello altrui! Per colmo del paradosso, nessuna femminista radicale dei nostri tempi degenerati potrebbe rivolgere all'uomo di East Grand Forks la benché minima accusa, visto che egli non diede mai fastidio mai a nessuna. Magari le Erinni getterebbero fuori dalla tomba il cadavere di persone vissute secoli fa accusandole di "sessismo", intonando i cori greci delle molestiadi, ma non troveranno mai nulla contro Carl Panzram, di qui alla Fine dei Tempi. 
 
Il dogmatismo medico e i suoi limiti 
 
Com'è risaputo, i medici propugnano l'idea che l'alcol, non metabolizzabile dai giovani, danneggi la crescita in modo irrimediabile. Mi piacerebbe capire come spiegherebbero il caso di Carl Panzram, ubriaco già a 8 anni, etilista a 11, che crescendo divenne gigantesco e robustissimo, simile a Conan il Barbaro. Così, tanto per farmi un'idea dei loro futili balbettamenti pierangelisti! 
 
Un'astuzia degna di Ulisse 
 
Durante la sua permanenza nel carcere di Salem, Panzram rubò qualche dozzina di bottiglie di essenza di limone (un liquore potentissimo, in pratica etanolo aromatizzato). Non ne bevve, ma distribuì prontamente le bottiglie agli altri galeotti, che tracannarono all'istante, scatenando un putiferio infernale. Approfittando della confusione, appiccò un incendio e poté evadere. Fu presto catturato, ma il piano era geniale. Sarebbe interessante capire come mai i gestori della prigione detenevano quel materiale inebriante. Proprio loro, così ligi alla morale evangelica astemia ostentata dalle autorità morali degli States.
 
Carl Panzram e i Cainiti 
 
Quando Carl Panzram fu condannato a morte per impiccagione, subito si attivarono numerosi sostenitori del buonismo politically correct (ebbene sì, esisteva già, anche se non si chiamava così) per salvarlo dall'esecuzione. Del resto era scritto anche nella Bibbia: Nessuno tocchi Caino. In nome dei diritti umani volevano che al condannato fosse risparmiata la vita. Quando lui venne a saperlo fu preso dall'ira e affermò che li avrebbe ammazzati tutti con gioia, dal primo all'ultimo, strangolandoli con le proprie mani! 

Carl Panzram o del libero arbitrio 
 
Qualcuno ha detto che Carl Panzram era il prodotto del sistema carcerario americano, basato sull'austera e punitiva etica protestante. Tutta la sua aspra esistenza viene da costoro letta come una reazione, spesso automatica, alle coercizione e alle punizioni inflitte. Mi sono però anche imbattuto in opinioni diverse. In un commento a un thread su Youtube, un navigatore ha formulato l'ipotesi che Carl Panzram sia stato afflitto già da giovanissimo da un'otite purilenta. L'infezione gli sarebbe arrivata al cervello, scatenando in lui un irrefrenabile impulso alla violenza, al crimine e all'omicidio. In ogni caso, qualunque sia stato il fattore scatenante, si capisce che l'idea cattolica del Libero Arbitrio debba necessariamente andare in crisi. Si segnala un paradosso religioso notevole: il sistema legislativo americano si fonda sul Libero Arbitrio professato della Chiesa di Roma e non sul Servo Arbitrio enunciato da Lutero, pur essendo quella nazione retta da istituzioni plasmate dalla Riforma.   

Il nichilismo di Carl Panzram   

L'uomo di East Forks affermò di non credere a Dio e neppure al Diavolo, proprio come non credeva nell'essere umano come metro e misura dell'Universo. Non credeva nel Principio Antropico, prorpio come non ci credo io. Queste sono le sue parole, subito dopo la confessione dei suoi efferati crimini: "I don't believe in man, God nor devil. I hate the whole damed human race including myself". Fin da bambino sviluppò una feroce avversione verso la religione cristiana dei suoi precettori, di cui gli fu sempre evidente l'ipocrisia. Quando fu portato alla Minnesota State Training School, gli furono poste molte domande. Gli fu chiesto se il padre bevesse, se la madre fosse una prostituta, se avesse mai subìto sodomia o se si fosse mai masturbato.  

Più elevate aspirazioni 
 
Pur appartenendo per nascita al mondo del White trash, Carl Panzram aveva un'intelligenza incredibilmente vivace, che irradiava idee potenti, raggi del Sole Nero del Nichilismo. Idee che per il suo ambiente di origine avrebbero dovuto essere inconcepibili. Egli anelava a una sola cosa: il completo annientamento del genere umano e della vita nel Cosmo! Ora pongo ai pasdaran materialisti dell'evoluzionismo di Darwin una domanda simile a uno strale: "Secondo voi, cosa accade quando in una specie compare anche soltanto un individuo che ne desidera l'annichimilento? Credete che chi è condannato dal Genio della Specie ad essere un reietto sparisca sempre nel Nulla senza lasciare traccia?" Ve lo dico io cosa accade qunado compare un individuo siffatto: quella specie è condannata! Panzram credette di agire utilizzando i metodi del crimine comune, distruggendo la propria vita senza poter realizzare i propri aneliti. Si trovava in una ambiente che lo limitava e gli impediva quasi di muoversi. Ebbene, altri verranno dopo di lui e porteranno il loro contributo alla Fine di Homo sapiens, alla Fine della Biologia!

Esegesi lovecraftiana 

In un racconto del Solitario di Providence, Oltre il muro del sonno (Beyond the Wall of Sleep, 1919), si parla di Joe Slater, un uomo imprigionato in una realtà brutale e miserabile, a cui si ribellava con atti di violenza inaudita. Alla fine si riusciva ad appurare che egli era un alieno fatto di puro Spirito, che un tempo vagava come un vento nero negli abissi siderali più profondi, finché ebbe uno scontro con un innominabile nemico che lo sconfisse e lo fece precipitare nella Schiavitù Planetaria. Ecco, io credo fermamente che questa sorprendente narrazione contenga un nucleo di verità e che presenti singolari punti in comune con il mistero dell'esistenza di Carl Panzram!
 
Letture e approfondimenti nel Web
 
Questi sono alcuni link molto interessanti:  



Le fonti andrebbero verificate con cura e incrociate, anche se mi rendo conto che è un lavoro immane: noto che la biografia pubblicata sul sito La Tela Nera non menziona affatto il primo periodo di prigionia a Leavenworth, solo per fare un esempio. In caso di dubbio, a far testo deve essere quanto il serial killer scrisse con le proprie mani. Questo è il link: 


Soprattutto è utile la visione del film documentario Carl Panzram: The Spirit of Hatred and Vengeance (John Borowski, 2011), che non mi risulta sia uscito in Italia. 
 
 
CARL PANZRAM:
THE SPIRIT OF HATRED AND VENGEANCE
 
 
Anno: 2011
Paese: Stati Uniti d'America
Lingua: Inglese
Durata: 80 min

Regia: John Borowski 
Produttore: John Borowski
Produttore associato: Mark Berry
Produttore esecutivo: Douglas Wynne
Genere: Documentario
Distribuzione: Waterfront Productions
Interpreti e personaggi: 
   John DiMaggio: Carl Panzram (voce)
   Tom Lodewyck: Carl Panzram (adulto)
   David Salmonson: Carl Panzram (giovane)
   Brett Jetmund: Charlie Panzram
   David Weiss: Henry Lesser
   Douglas Wynne: Colonnello Peak
   Matthew Aaron: Torturatore
   David Schmidt: Guardia sghignazzante
   William Frederick Knight: Robert Stroud (voce)
   Henry Lesser: se stesso (guardia carceraria)
   G. Thomas Gitchoff: se stesso (criminologo)
   Mark Gado: se stesso (investigatore)
   Scott Christianson: se stesso (attivista dei diritti umani)
   Katherine Ramsland: se stessa (psicologa forense)
   Charlie Rodgers: se stesso (archivista)
   Joe Coleman: se stesso (artista)
   Joel Goodman: se stesso (Ufficio Federale delle Prigioni)
   Kenneth M. LaMaster: se stesso (storico)
   Charles Dudley Martin: se stesso (procuratore)
Premi: 2012 Director's Choice Award - Chicago Horror Film
   Festival
Budget (stimato): 150.000 dollari US
Sito ufficiale:
Canale YouTube:

Sinossi:
Il film di Borowski ripercorre la vita di Carl Panzram e narra la sua amicizia con una giovane guardia carceraria, Henry Lesser, che gli dona un dollaro e lo convince a scrivere la sua autobiografia. Il serial killer compone un eccezionale testo di 40.000 parole, che documenta la propria intera esistenza fatta di prigionia, torture, stupri e omicidi. 
 
Recensione: 
Molto realistico e ricchissimo di particolari inediti, questo capolavoro avrebbe meritato una maggiore diffusione. Purtroppo così non è stato. Con mia grande sorpresa ha anche ricevuto alcune critiche nel Web. Un commentatore ha insinuato un'accusa di apologia criminale nei confronti del regista, a suo avviso reo di aver descritto Lesser come un eroe e Panzram come una specie di Sherpa che cercava di convincere l'umanità a cambiare i suoi modi di vita. 
 
Una canzone struggente fa parte della colonna sonora del documentario di Borowski. Mi è rimasta impressa all'istante. 


JUST BORN BAD 
 
Scritta ed eseguita da: World Famous Crawlspace Brothers
(Ethan Urban e Rich Hillen Jr.)
 
Testo: 

I was just born bad
the bad come to me
bad the only thing I learned
through a life of misery
The building of the gallows
outside my prison cell
They did tie the noose to hang me
and send me back to hell
I was just 13
my first time out on parole
Jumped up on a boxcar
and became a hobo
Started in stealing
and burglary at will
Prison taught me how to hate
how to lie and how to kill
I was just born bad
as bad as I could be
Take a life, got to give your life
is what they said to me 
Stole a little money
and bought myself a boat
After I raped the crew
I shot'em all right through the throat
I went around in West Africa
put out from the docks
Had my way with all the men
and I feed them to the crocs
I was just born bad
as bad as I could be
Take a life, got to give your life
is what they said to me
Stuck me in this prison
the first thing they ever did
Was wait for someone to bother me
and I killed the first one that did
Now they're building up the scaffold
to lay me in the ground
But I could hung a dozen men
in the time they fooled around
I was just born bad
as bad as I could be
Take a life, got to give your life
is what they said to me
I was just born bad
as bad as I could be
Take a life, got to give your life
is what they said to me

Etimologia del cognome Panzram 

Ebbene, il cognome Panzram è quanto di più misterioso si possa trovare. Non sembrano esserci proposte etimologiche convincenti, né si trovano grandi risorse per affrontare il problema. Il suffissoide -ram potrebbe significare "corvo" e derivare dal protogermanico *χraβnaz, come negli antroponimi maschili Wolfram (alla lettera "Lupo-Corvo"), Guntram (alla lettera "Corvo della Battaglia") e Bertram (alla lettera "Corvo Splendente"). La parola tedesca comune per indicare il corvo è Rabe, dalla stessa radice. Il primo membro del composto Panzram sembrerebbe essere Panz, che in tedesco renano significa "stomaco, ventre" (prestito dal francese antico pance, a sua volta derivato dal latino pantex). La parola, rara nel tedesco standard, ha la forma plurale Pänz "stomaci, ventri", con Umlaut. Esiste anche un altro significato di Panz, ossia "bambino" (il plurale è Pänz, Penz "bambini"). Non è chiaro se sia un semplice slittamento semantico di Panz "ventre" ("ventre di donna gravida" > "bambino") o se sia un semplice caso di omofonia. Panzram potrebbe dunque una kenning e significare "corvo del ventre" (ossia "avvoltoio") oppure "corvo dei bambini" (ossia "orco, predatore sessuale"). Se queste supposizioni fossero vere, in entrambi i casi getterebbero una luce sinistra sul capostipite della stirpe. Comunque va tenuto presente che lo spettro della paretimologia è sempre in agguato. Esistono attestazioni della variante Banzram, che sembra creare ulteriori problemi. Sono riportate varianti anche più strane, classificate come errori ortografici: Ponzram, Panzlam, Panzrama, Panzrram, Panzarm, Pnazram, Panzrma (Namespedia.com). Il mistero si infittisce. C'è poi il problema dell'adattamento fonetico dei cognomi tedeschi nell'inglese d'America. La pronuncia tedesca è /'pantsram/, mentre in America è usata la pronuncia ortografica /'pæn(d)zræm/. Dato che nell'inglese americano le consonanti finali sono in genere assai fievoli o addirittura mute, molti hanno equivocato il cognome trascrivendolo Panzran, con -n finale. A un certo punto ho persino pensato che la sillaba panz- potesse derivare dalla parola romaní pandž "cinque". Sappiamo che i Lanzichenecchi usavano un linguaggio criptico che derivava gran parte del lessico dal romaní: è ben possibile che panz in questa parlata significasse "cinque". Si noterà che in Afghanistan esiste il cognome Panjram e che in India si ha la variante Panchram. Possono essere o meno coincidenze. Mi auspico studi più approfonditi.  

Ho scoperto che esiste una certa Sabine Panzram, una studiosa di filologia germanica, che però non sembra aver scritto nulla sull'origine del proprio cognome. 

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