Richiamo l'attenzione su un caso di etimologia soltanto in apparenza banale. La parola popolaccio è considerata dagli etimologi un semplice peggiorativo di popolo, formato tramite l'aggiunta del suffisso -accio, che si trova in un gran numero di forme alterate come coltellaccio, donnaccia, etc.
popolaccio
variante: popolazzo
varianti (obsolete): populaccio, populazzo
plurale (raro, letterario): popolacci
Derivazione accreditata: peggiorativo di popolo
Funzione: spregiativa
1) popolo grossolano e ignorante
1) popolo grossolano e ignorante
2) la parte più misera e abietta della popolazione
3) massa, folla (soprattutto tumultuante)
Nota:
Secondo il Vocabolario Treccani, la forma popolazzo sarebbe più comune di popolaccio. Per quanto riguarda l'italiano corrente, mi permetterei di nutrire un sano dubbio a questo proposito. In realtà l'autorevole fonte si riferisce all'italiano letterario.
Nel XVI secolo l'italiano popolazzo, popolaccio è entrato come prestito nel medio francese populace ed è passato in inglese come populace.
Inglese: populace
Pronuncia: /ˈpɔpjʊles/, /ˈpɔpʊles/
Sostantivo numerabile e non numerabile
Plurale: populaces
1) la gente comune di una nazione
2) gli abitanti di un paese o di una sua suddivisione
amministrativa (stato, provincia, contea, etc.)
Sinonimi:
common people,
people,
masses,
common people,
people,
masses,
rabble,
riffraff;
inhabitants,
population
Ortografia errata: populus (per influenza latina)
Omofono: populous "popoloso" (aggettivo)
Ortografia errata: populus (per influenza latina)
Omofono: populous "popoloso" (aggettivo)
Pronuncia: /pɔpy'las/
Sostantivo numerabile e non numerabile
Plurale: populaces
Funzione: spregiativa
1) gente comune, plebe
2) parte meno favorita della popolazione
2) parte meno favorita della popolazione
Sinonimi:
masse,
plèbe,
peuple,
populaire (sostantivo),
vulgaire (sostantivo),
populo (colloquiale),
canaille,
racaille.
Una nuova proposta di trafila
Detto tra noi, non mi convince la formazione da un suffisso peggiorativo -accio, -azzo. A un certo punto mi sono chiesto: non potrebbe trattarsi invece di un doppione di popolazione? Trovo plausibile che il popolaccio derivi da una trafila semidotta a partire dal nominativo latino populātiō. Questa parola, che nel latino classico significava "saccheggio", "devastazione", nel latino tardo aveva anche il significato di "popolazione", "folla", "moltitudine". In altre parole, quello del popolaccio sarebbe un caso di falso peggiorativo. Meglio ancora, sarebbe un latinismo mascherato da peggiorativo.
Latino:
nominativo: populātiō
genitivo: populātiōnis
dativo: populātiōnī
accusativo: populātiōnem
vocativo: populātiō
ablativo: populātiōne
ablativo: populātiōne
Plurale:
nominativo/vocativo: populātiōnēs
genitivo: populātiōnum
dativo/ablativo: populātiōnibus
accusativo: populātiōnēs
Sostantivo numerabile
Sostantivo numerabile
Genere: femminile
1) l'atto di saccheggiare o di devastare
2) saccheggio, devastazione
3) bottino
3) bottino
4) distruzione, corruzione, rovina
5) popolazione, folla, moltitudine (latino tardo)
Etimologia:
- nei sensi da 1) a 4): da populārī "devastare",
"saccheggiare", "distruggere", "rovinare"
(alla lettera "sottoporre alla furia della massa")
- nel senso 5): da populus "popolo", "nazione",
"comunità".
"saccheggiare", "distruggere", "rovinare"
(alla lettera "sottoporre alla furia della massa")
- nel senso 5): da populus "popolo", "nazione",
"comunità".
Derivazione dell'italiano popolazione:
trafila dotta dall'accusativo populātiōne(m).
Le obiezioni possono essere demolite facilmente. Riporto a questo scopo una serie di fatti.
1) Il cambiamento di genere è normale, dato che la parola semidotta si adatta alla morfologia della lingua volgare. Per questo popolazzo è maschile, non femminile come la parola latina da cui ha avuto origine.
2) Il suffisso accrescitivo e peggiorativo -accio / -azzo, deriva dal latino -āceu(m). La sua trafila è questa:
- in area centro-meridionale e settentrionale, -āceu(m) si è evoluto regolarmente sviluppando l'affricata alveolare /ts/, dando -azzo;
- in area specificamente toscacana, -āceu(m) ha sviluppato un'affricata postalveolare (palatale) /tʃ/, dando -accio.
3) In Toscana si è prodotto un ipercorrettismo, così la forma popolazzo è stata adattata facilmente in popolaccio.
4) Lo slittamento semantico con senso spregiativo è molto razionale: non è difficile passare da "plebe" a "plebaglia".
5) Non si può invocare a sproposito il principio di economia. I suffissi diminutivi, accrescitivi, peggiorativi, non hanno una distribuzione regolare. Non possono essere applicati tutti a qualsiasi nome. Così abbiamo popolino ma non *popolone, *popoluccio o *popolastro. Il fatto che la forma popolazzo somigli così tanto a un'evoluzione del latino populātiō è troppo sospetto. Sarebbe l'applicazione del suffisso peggiorativo ad essere meno economica!
La trafila deve essersi originata in un'epoca anteriore alle prime documentazioni della parola (XIII secolo) a partire da una singola persona, con ogni probabilità appartenente a un ordine monastico. Questo fratacchione avrà avuto un'infarinatura di latino. È possibile che la sua innovazione lessicale, un adattamento spontaneo della lingua ecclesiastica, abbia avuto successo prima tra i suoi confratelli, poi anche tra la gente che aveva con loro contatti. Il fatto che sia ormai impossibile identificare questo fratacchione, non significa che si possa negare la sua esistenza.
Leopardi e il popolaccio
Riporto queste parole di Giacomo Leopardi, tratte dal Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl'Italiani (1824):
"Le classi superiori d'Italia sono le più ciniche di tutte le loro pari nelle altre nazioni. Il popolaccio italiano è il più cinico de' popolacci. Quelli che credono superiore a tutte per cinismo la nazione francese, s'ingannano."
Sono parole tuttora attualissime, di una verità sacrosanta! Il problema è che lo "stato presente" è uno "stato permanente", che perdurerà fino a che il Bel Paese non farà la fine di Atlantide.
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