LE PAROLE DI UN PREDICATORE
GIUNGONO A NOI DOPO SECOLI DI OBLIO
GIUNGONO A NOI DOPO SECOLI DI OBLIO
Esiste un uccello, chiamato pellicano, che è luminoso come il sole e lo segue nella sua corsa. Aveva dei piccoli e, quando li lasciava nel nido e se ne andava a seguire il sole, giungeva allora una bestia e mutilava questi piccoli e spezzava loro il becco. Quando il pellicano ritornava dai suoi piccoli, trovandoli mutilati e senza becco, li curava. Poiché ciò avveniva spesso, finì per avere l'idea di nascondere il suo splendore e, fatto ciò, di nascondersi vicino ai suoi piccoli, in modo da poter prender la bestia quando fosse venuta e ucciderla, tanto che essa non potesse più mutilare i suoi piccoli e privarli del becco. Così fu fatto. E così i piccoli del pellicano furono liberati dalla mutilazione che infliggeva loro quella bestia, quando essa fu catturata dal pellicano. Allo stesso modo il Dio Buono aveva fatto con le sue creature; e il Dio Malvagio le distruggeva, finché Cristo non depose il suo splendore, quando si incarnò nella Vergine Maria. Allora catturò il Dio Malvagio e lo pose nelle tenebre dell'inferno; e da quel momento il Dio Malvagio non poté più distruggere le creature del Dio Buono.
Sermone di Bernardo Franca, Perfetto Cataro attivo nell'Alta Aragona (inizi XIV secolo).
Si nota che nonostante l'uso del verbo 'incarnare', dovuto a motivi di comprensione, è del tutto assente il tema cristiano del pellicano che si lacera il petto nutrendo i suoi piccoli con la sua carne, dissetandoli con il suo sangue. Il mondo materiale non ha nessuna presa su Cristo: alle sue sofferenze apparenti non è attribuibile alcuna funzione di salvezza, in quanto il suo corpo era un fantasma di carne fittizia. Il vero inferno è questo universo, TOTUS POSITUS IN MALIGNO.
Nessun commento:
Posta un commento