QUESTO DIO È STATO VISTO NEL TEMPO
Pare anche, secondo la credenza degli sciocchi, che tale Signore e creatore sia stato visto faccia a faccia da molte persone in questo mondo. Come si legge nel Genesi: «E Giacobbe diede nome a quel luogo Phanuel, dicendo: "Ho visto il Signore faccia a faccia"» (Gn, 32, 30). E nell'Esodo sta scritto: "Salirono Mosè e Aronne, Nadab e Abiu, e settanta fra gli anziani di Israele; e videro il Dio di Israele» (Es, 24, 9-10). E ancora: «E il Signore parlava a Mosè faccia a faccia, come un uomo è solito parlare al suo amico» (Es, 33, 11). Questo stesso Signore dice nel Libro dei Numeri: «Ma non è così del mio servo Mosè, che in tutta la mia casa è il più fedele; infatti io gli parlo bocca a bocca, ed egli vede chiaramente il Signore, non attraverso figure ed enigmi» (Nm, 12, 7-8). Ma il nostro vero creatore non è mai stato visto da nessuno con gli occhi corporei di questo mondo, come dice nel Vangelo il beato Giovanni: «Nessuno ha mai visto Dio; il Figlio unigenito, che sta nel seno del Padre, lui lo ha rivelato» (Gv, 1, 18). Anche l'Apostolo dice nella seconda Lettera a Timoteo: «Al re dei secoli, immortale, invisibile, al solo Dio, sia onore e gloria» (1 Tm, 1, 17). E rivolgendosi ai Colossesi lo stesso Apostolo dice di Cristo: «Egli è immagine del Dio invisibile» (Col, 1, 15).
Perciò i sapienti leggano le Scritture e credano senza dubitare che vi è un Dio malvagio, Signore e creatore, origine e causa di tutti i mali sopra descritti. Se così non fosse, bisognerebbe di necessità ammettere che lo stesso Dio vero - il quale è luce, è buono e santo, è fonte viva e origine di ogni dolcezza, soavità e giustizia - sia direttamente origine e principio di ogni iniquità, malizia, amarezza e ingiustizia; tutte le cose a lui opposte e contrarie deriverebbero interamente dal Signore stesso. Opinione che, agli occhi dei sapienti, è del tutto assurda.
Dal LIBRO DEI DUE PRINCÌPI, testo cataro
Troppi si sono schiantati tra gli scogli della teodicea, tentando di costringere l'intera esistenza nel letto di Procuste di un principio unico. Non potendo far coesistere proprietà insanabilmente contraddittorie, essi cercano il Padre invisibile nell'Aguzzino cosmico, finiscono con l'impazzire e proclamano il mistero dell'Iniquità. Non appena si intravede la realtà del Drago che governa l'universo, questo mistero si dissolve come neve al sole. Se la stessa natura della nostra anima è a noi invisibile, come si può credere in un Dio che si manifesta agli occhi temporali? Come si può credere che gli strumenti di tortura che ci seviziano siano parte di noi?
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