INCUBO SULLA CITTÀ CONTAMINATA
Titolo originale: Incubo sulla città contaminata
Titolo in inglese: Nightmare City
Paese di produzione: Italia, Spagna
Lingua originale: Italiano
Anno: 1980
Durata: 92 min
Genere: Orrore, fantascienza
Sottogenere: Pseudo-zombesco
Regia: Umberto Lenzi
Soggetto: Antonio Corti, Luis María Delgado,
Piero Regnoli
Piero Regnoli
Sceneggiatura: Antonio Corti, Luis María Delgado,
Piero Regnoli
Piero Regnoli
Produttore: Diego Alchimede, Luis Méndez
Casa di produzione: Dialchi Film, Lotus Films
International
International
Distribuzione (Italia): New Fida
Distribuzione (Spagna): CIC
Fotografia: Hans Burmann
Montaggio: Daniele Alabiso
Musiche: Stelvio Cipriani
Scenografia: Mario Molli
Trucco: Giuseppe Ferranti
Interpreti e personaggi:
Hugo Stiglitz: Dean Miller
Laura Trotter: Ann Miller
Maria Rosaria Omaggio: Sheila Holmes
Mel Ferrer: Generale Murchinson
Sara Franchetti: Liz
Francisco Rabal: Maggiore Warren Holmes
Manuel Zarzo: Colonnello Frank Donahue,
lo scienziato militare
lo scienziato militare
Sonia Viviani: Cindy
Ugo Bologna: Desmond
Eduardo Fajardo: Dott. Kramer
Fiamma Maglione: Segretaria di Desmond
Stefania D'Amario: Jessica Murchison
Tom Felleghy: Luogotenente Reedman
Pierangelo Civera: Bob, marito di Jessica
Achille Belletti: Jim, paziente d'ospedale (1)
(1) Imdb lo riporta come "tecnico della stazione TV".
Non accreditati:
Edy Biagetti: Ufficiale militare
José Canalejas: Prof. Otto Angherback
José Canalejas: Prof. Otto Angherback
Massimo Ciprari: Ufficiale militare
Roberto Dell'Acqua: Zombie
Umberto Lenzi: Reporter
Carmen Martínez Sierra: Donna intrappolata
nell'ascensore
Antonio Mayans: Cameraman
Giuseppe Monteverdi: Jack Jones
Vezio Natili: Addetto della stazione TV
Benito Pacifico: Zombie
Silvana Scandariato: Donna alla stazione TV
Lanfranco Spinola: Ufficiale al quartier generale
Sergio Testori: Soldato
Rinaldo Zamperla: Zombie
Doppiatori italiani:
Pino Colizzi: Dean Miller
Maria Pia Di Meo: Ann Miller
Vittoria Febbi: Sheila
Pino Locchi: Generale Murchinson
Luciano De Ambrosis: Maggiore Warren Holmes
Manuela Andrei: Cindy
Anna Rita Pasanisi: Jessica Murchison
Titoli in altre lingue:
Tedesco: Großangriff der Zombies
Francese: L'Avion de l'apocalypse
Spagnolo: La invasión de los zombies atómicos
Russo: Город зомби
Trama:
Il reporter televisivo americano Dean Miller si trova in un piccolo aeroporto europeo in attesa di intervistare uno scienziato riguardo a un recente incidente nucleare, quando un aereo militare Lockheed C-130 Hercules, privo di contrassegni, effettua un atterraggio di emergenza. Dalle porte del velivolo fuoriescono decine di uomini armati e deformi – tra i quali figura lo scienziato stesso – che attaccano il personale militare sulla pista; gli aggressori si dimostrano immuni alla maggior parte delle ferite, inclusi i colpi d'arma da fuoco: proseguono il loro assalto inarrestabile, fermandosi solo per nutrirsi del sangue delle loro vittime. Miller riesce a fuggire dall'aeroporto e trova riparo presso l'emittente televisiva per cui lavora, tentando di lanciare l'allarme; tuttavia, la struttura è già stata isolata dal generale Murchison, un ufficiale corrotto della Protezione Civile che, con il pretesto di misure di sicurezza, vi ha fatto piazzare degli ordigni pronti a esplodere, intrappolando così la troupe televisiva per impedirle di rivelare la verità sugli assalitori. Miller cerca quindi di raggiungere sua moglie Anna, medico presso l'ospedale locale, mentre gli aggressori folli dilagano in città, accrescendo le proprie fila con le persone che hanno appena ucciso o trasformato.
Alcuni zombie attaccano la stazione televisiva, costringendo Miller a fuggire verso l'ospedale. Quella stessa sera, un gruppo di creature attacca la centrale elettrica della città, distruggendola e gettando l'intera area nell'oscurità. Miller giunge all'ospedale proprio mentre è sotto attacco e riesce a trarre in salvo Anna; i due fuggono poi a bordo di un'ambulanza rubata. Nel frattempo, il generale Murchison incontra alcuni ufficiali militari e scienziati in un bunker segreto, dove scoprono che gli aggressori sono esseri umani contaminati e mutati a causa delle radiazioni. L'ipotesi è che lo scienziato che stava indagando sulla fuga di materiale radioattivo presso la centrale nucleare statale sia rimasto contaminato e abbia, a sua volta, infettato altre persone a bordo di un aereo da trasporto militare, dando così inizio all'epidemia. Gli infetti possiedono una forza sovrumana, una grande velocità e riflessi fulminei. Tuttavia, essendo incapaci di rigenerare i globuli rossi, sono spinti dal bisogno di nutrirsi di sangue: la mancanza di tale nutrimento porterebbe infatti alla disidratazione e, di conseguenza, alla morte per inedia. L'unico modo per eliminare gli infetti è distruggere il loro cervello. Ciononostante, il generale Murchison si rifiuta ripetutamente di intervenire, negando che si tratti di un'epidemia di zombie e sostenendo con ottusità ostinata di aver a che fare con una semplice rivolta civile.
Jessica, la figlia di Murchison, si trova in vacanza in campagna con suo marito Bob. I due sono ignari della carneficina che sta travolgendo la città. Il generale invia due agenti a rintracciare la coppia per portarla in salvo. Tuttavia, quando arrivano al luogo in cui Jessica e Bob stanno campeggiando, scoprono che sono già stati contagiati e li uccidono. Il maggiore Warren Holmes, assistente di Murchison, telefona alla moglie Sheila – che si trova nella loro casa di campagna – per informarla della crisi, avvertendola di non uscire di casa, altrimenti le accadrà qualcosa di terribile. Poco dopo, Sheila riceve la visita di Cindy, anch'ella ignara di quanto sta accadendo. Due uomini contagiati irrompono nell'abitazione e uccidono Cindy, straziandola; Sheila riesce però a eliminare gli aggressori prima che possano colpire anche lei.
Il giorno seguente, Miller e Anna lasciano la città e sono costretti a fermarsi presso una stazione di servizio. Lì vengono attaccati da un piccolo gruppo di infetti. Miller prepara una molotov e li fa esplodere, distruggendo al contempo l'ambulanza. La coppia prosegue a piedi, cercando di sfuggire agli zombie che ormai vagano per la campagna. Trovano rifugio in una chiesa locale, dove però si imbattono in un sacerdote zombificato che Miller è costretto a uccidere. Nel frattempo, il maggiore Holmes giunge in una base aerea, trovandola però invasa: i piloti sono tutti morti e l'unico sopravvissuto, preda di una forte paranoia, lascia i militari privi di qualsiasi supporto aereo. Un altro soldato è costretto a uccidere il superstite, che teneva il maggiore Holmes sotto tiro, convinto che anch'egli fosse infetto. Il maggiore Holmes abbandona quindi la base, dopo una breve comunicazione radio con il generale Murchison, al quale riferisce che la struttura è stata abbandonata e i velivoli sabotati. Il generale gli ordina di non affrontare gli zombie e di tornare alla base o mettersi in salvo. In realtà, il generale sta orchestrando il rovesciamento del sindaco della città da parte degli zombie, nell'ambito di un colpo di stato volto a diffondere il virus in tutta l'area, così da poter egli stesso assumere la carica di sindaco. Il maggiore Holmes vola poi verso la propria abitazione per salvare la moglie, ma scopre che anche Sheila è stata contagiata, il che lo costringe a ucciderla.
Miller e Anna fuggono dalla chiesa e arrivano in un parco divertimenti abbandonato, anch'esso invaso dagli zombie. Armatisi con mitra e granate sottratti a soldati morti, i due ne eliminano parecchi, ma sono costretti a scappare. Per salvarsi, si arrampicano sulla cima di un ottovolante; proprio in quel momento, il maggiore Holmes passa in volo nei paraggi, diretto al posto di comando di Murchison. Holmes cala una corda dall'elicottero, permettendo a Miller di salire a bordo. Anna, tuttavia, non riesce a mantenere la presa e precipita verso la morte, sotto gli occhi inorriditi del marito.
A questo punto Miller si sveglia di soprassalto: l'intera vicenda si rivela essere stata solo un sogno. Si affretta quindi a raggiungere uno scienziato all'aeroporto, ma, al suo arrivo, un aereo militare effettua un atterraggio di emergenza, riproponendo gli eventi già visti all'inizio del film. L'incubo diventa realtà e va in loop infinito!
Recensione:
In parole povere, il film può essere considerato un trash pullulante di mostri dal trucco a dir poco imbarazzante - anche se qualche idea è comunque notevole. La narrazione si discosta nettamente dalla logica scientifica e presuppone una totale ignoranza del fenomeno della radioattività, che viene considerata una specie di contagio biologico. Chi è colpito dal contaminante non si limita ad ammalarsi, ma infetta le persone sane mordendole o ferendole. L'effetto indotto da questa condizione patologica è la distruzione sistematica dei globuli rossi, capace di provocare uno stato simile al vampirismo. È impressionante come il pubblico dell'epoca fosse tanto ingenuo e impreparato da accettare a cuor leggero simili fantasie. Nel 1980 la percezione collettiva della radioattività era dominata da due fattori: la paura della bomba atomica e l'ingenuità della fantascienza pop. Le persone conoscevano gli effetti della radioattività attraverso il filtro di Hiroshima e Nagasaki o la paura di una guerra nucleare, visto che si era in piena Guerra Fredda. La radioattività era associata alla distruzione istantanea o a malattie a lungo termine come tumori e leucemie, ma il pericolo invisibile delle polveri sottili cariche di radionuclidi e della contaminazione del cibo era ancora un concetto astratto per l'uomo comune.
Lenzi non voleva fare un documentario, ma un'opera di puro intrattenimento commerciale, ossia un exploitation movie. Sapeva che il pubblico andava al cinema per vedere l'azione, la violenza e la suspense. Usare la radioattività come un interruttore per scatenare la follia era un espediente narrativo comodissimo, ereditato dalla fantascienza americana degli anni '50, dove le radiazioni ingrandivano formiche o creavano mostri. Agganciare la radioattività alle dinamiche di un'epidemia serviva al regista per giustificare il ritmo forsennato del film. Se i contaminati fossero stati semplici malati d'un reparto ospedaliero, non si sarebbe ottenuto alcun risultato utile.
La vera ingenuità del pubblico e del cinema crollò in modo brusco e definitivo il 26 aprile 1986 con il disastro di Chernobyl...
Considerazioni sulla tipologia zombistica
Quando la sceneggiatura fu proposta a Lenzi, era puro e semplice materiale zombesco standard - che destò la sua irritazione. Così impose dei cambiamenti drastici, traendo ispirazione dal disastro chimico avvenuto a Seveso nel 1976, in cui dallo stabilimento ICMESA fu rilasciata nell'ambiente una densa nube di diossine. Intendendo veicolare un messaggio luddista, antinucleare e antimilitarista, si oppose all'uso del termine "zombie" per descrivere le creature, che in effetti erano cadaveri deambulanti, preferendo parole come "contaminati", "infetti" o "mutanti". Questi esseri avevano caratteristiche inedite: erano rapidi nei movimenti e dotati di coordinazione motoria e di una certa lucidità, tanto che usavano addirittura le armi (sia bianche che da fuoco). In un certo senso non era facile trovare un'etichetta giusta per designarli, dato che avevano caratteristiche non solo di morti viventi, ma anche di vampiri, costretti a nutrirsi di sangue per sopravvivere. In occasione della promozione di Grindhouse - Planet Terror (Robert Rodriguez, 2007), Quentin Tarantino ha notato che Lenzi era molto infastidito dall'attribuzione dell'etichetta di "film di zombie". Quello che più faceva adirare il regista era il fatto che la parola "zombie" fosse stata imposta dal marketing della distribuzione internazionale, che intendeva capitalizzare il successo planetario di Zombi (Dawn of the Dead, George A. Romero, 1978) e di Zombi 2 (Lucio Fulci, 1979).
Visto che la controversia non si risolve facilmente, ho optato per usare la parola "zombie", che mi pare più immediata, anche se approssimativa e incapace di cogliere la complessità soggiacente.
Appunti di filogenesi zombesca
Sono convinto che si debba a Piero Regnoli l'idea degli zombie in grado di maneggiare armi. Infatti si ritrova proprio Regnoli come sceneggiatore del film Le notti del terrore (1981) di Andrea Bianchi, in cui gli zombie etruschi putrefatti e pieni di vermi sono capaci di maneggiare attrezzi facendone armi improprie. Le analogie sono limitate a questa capacità manuale, che reputo però molto significativa. Per il resto, gli zombie etruschi erano a tutti gli effetti cadaveri resuscitati tramite la recita di una formula magica da parte di un archeologo.
Per quanto riguarda l'idea della produzione di creature zombesche tramite contaminazione, la si trova nel film 28 Days Later (2003), diretto da Danny Boyle - dove la causa della mutazione non è la radioattività, bensì un contagio da parte di un virus della rabbia ingegnerizzato in laboratorio. Il sequel 28 Weeks Later (2007) è stato diretto da Juan Carlos Fresnadillo. Questi zombie virologici sono ben pronti di riflessi e molto più pericolosi delle classiche creature lente e obnubilate. Per paradosso, il film di Romero da cui Lenzi sembra aver tratto maggiormente spunto è La città verrà distrutta all'alba (The Crazies, 1973).
Dettagli sulla produzione
Il film, noto inizialmente come Terror 2 o Terror Two, fu commissionato dalla Compix International di Knud e Anna Hansen - una società di vendita con sede nel Liechtenstein e gestione italiana, reduce dal successo dell'horror Cannibal Holocaust (Ruggero Deodato, 1980) - e prodotto dalla Dialchi Film di Roma, di Diego Alchimede, e dalla Lotus Films International di Madrid, di Luis Méndez. Quest'ultima era attiva in copro-duzioni messicane, tra cui alcune con la neonata Televicine di Emilio Azcárraga, che contribuì al finanziamento. Inizialmente la regia fu proposta a Enzo Castellari, il quale tuttavia declinò per dedicarsi a un altro progetto.
Hugo Stiglitz, Francisco Rabal e Mel Ferrer provenivano tutti dal film poliziottesco Vultures Over the City (Buitres sobre la ciudad, Gianni Siragusa, 1981) - un altro progetto che vedeva coinvolte Lotus e Televicine, le cui riprese erano iniziate poco prima di quelle di questo film. Lenzi avrebbe voluto protagonisti robusti come Franco Nero, John Saxon o Tomas Milian, ma Stiglitz - volto ricorrente nelle copro-produzioni messicane della Lotus - fu ingaggiato suo malgrado per soddisfare le richieste dei partner transatlantici. Il regista non era entusiasta nemmeno della scelta dell'attrice protagonista, l'italiana Laura Trotter, ma il produttore italiano impose la sua decisione. Lo spagnolo Francisco Rabal, noto soprattutto per le sue collaborazioni con Luis Buñuel e William Friedkin, stava attraversando un momento di declino nella sua carriera; questo fu uno dei quattro film che, a cavallo tra i due decenni, realizzò per la Lotus, una delle poche case di produzione a puntare ancora su di lui.
Il loop infinito!
La chiusura di questo film porta all'estremo quel pessimismo cosmico e cinico che Lenzi amava infilare nei suoi epiloghi, trasformandolo in una vera e propria trappola temporale. Questa idea del circuito temporale chiuso ha le sue radici negli Stoici e si trova soprattutto in Marco Aurelio. È l'idea che il tempo non sia una linea retta verso una redenzione o un progresso, ma una ripetizione circolare e immutabile: l'ekpyrosis o il Grande Anno Cosmico in cui tutto torna a ripetersi identico, goccia a goccia, catastrofe dopo catastrofe. È qualcosa di tremendamente angosciante, di cui Nietzsche ha raccolto l'eredità secoli dopo, descrivendo la dannazione di un uomo costretto a rivivere eternamente la stessa giornata.
Nei suoi Ricordi (A se stesso), l'Imperatore filosofo ripete continuamente che chi ha visto il presente ha visto tutto ciò che è stato e tutto ciò che sarà, poiché infinite volte si sono già verificate le stesse vicende umane, dalle guerre agli amori, fino alla distruzione delle città:
"Tutte le cose sono di pari aspetto, passeggere e di breve durata, e ieri erano embrioni e domani mummie o cenere. Percorri dunque questo breve tratto di tempo secondo natura e concludi il viaggio con serenità, come l'oliva cade quando è matura, benedicendo la terra che l'ha prodotta e grata all'albero che l'ha portata."
(IV, 48)
Questa visione angosciante può essere traslata nel finale di Incubo sulla città contaminata. Da un lato c'è il prodotto commerciale più infimo, sbrigativo e sfacciatamente derivativo, il B-movie girato in fretta per riempire i cinema di periferia; dall'altro, la sopravvivenza sotterranea di un archetipo filosofico occidentale fortissimo: la convinzione che la storia non insegni nulla, che l'uomo sia condannato a recitare lo stesso copione e che la civiltà sia solo una'effimera eruzione di un ordine destinato a essere periodicamente inghiottito dal caos. Che questo pessimismo cosmico radicale trovi espressione tra i dialoghi sbrigativi di Hugo Stiglitz e i mutanti da baraccone di Lenzi è forse la dimostrazione più ironica di come le grandi strutture del pensiero classico continuino a riaffiorare, inaspettate e irriducibili, anche nei luoghi più bassi e insospettabili della cultura popolare.
Censura in Germania
Dopo la sua pubblicazione in VHS, il film fu inserito per la prima volta, il 16 novembre 1982, nell'elenco dei media ritenuti nocivi per i minori dalla Bundesprüfstelle für jugendgefährdende Schriften (Ente federale di controllo sui media nocivi per i minori). Il 28 marzo 1996, il tribunale distrettuale (Amtsgericht) di Tiergarten ne dispose il sequestro ai sensi del § 131 del codice penale tedesco ("Rappresentazione di violenza"). Dal 2005, il film è stato incluso nella Lista B (l'elenco pubblico dei supporti mediatici soggetti a un divieto assoluto di diffusione) della BPjM. Da ultimo, il 28 maggio 2021, il film è stato oggetto di un ulteriore provvedimento di indicizzazione. Anche se può sembrare incredibile, una censura draconiana è sopravvissuta ben oltre la caduta del Mudo li Merlino e l'unificazione della Germania!






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