FRANTIC
Titolo originale: Frantic
Lingua originale: Inglese, francese
Paese di produzione: Stati Uniti d'America, Francia
Anno: 1988
Durata: 120 min
Genere: Thriller, drammatico, noir
Tematiche: Spionaggio
Regia: Roman Polański
Soggetto: Roman Polański, Gérard Brach
Sceneggiatura: Roman Polański, Gérard Brach
Produttore: Tim Hampton, Thom Mount
Fotografia: Witold Sobociński
Montaggio: Sam O'Steen
Musiche: Ennio Morricone
Scenografia: Pierre Guffroy
Costumi: Anthony Powell
Trucco: Didier Lavergne
Parrucchiere: Jean-Max Guérin
Direttore di divisione: Claude Albouze
Manager di produzione: Daniel Szuster
Primo assistente alla regia: Michel Cheyko
Camera a mano: Jean Harnois
Effetti visivi: Frederic Moreau
Controfigure: Vic Armstrong, Wendy Leech,
Daniel Breton, Rémy Julienne
Guardaroba: Germinal Rangel
Continuità: Sylvette Baudrot
Coreografia: Deref La Chapelle
Interpreti e personaggi:
Paese di produzione: Stati Uniti d'America, Francia
Anno: 1988
Durata: 120 min
Genere: Thriller, drammatico, noir
Tematiche: Spionaggio
Regia: Roman Polański
Soggetto: Roman Polański, Gérard Brach
Sceneggiatura: Roman Polański, Gérard Brach
Produttore: Tim Hampton, Thom Mount
Fotografia: Witold Sobociński
Montaggio: Sam O'Steen
Musiche: Ennio Morricone
Scenografia: Pierre Guffroy
Costumi: Anthony Powell
Trucco: Didier Lavergne
Parrucchiere: Jean-Max Guérin
Direttore di divisione: Claude Albouze
Manager di produzione: Daniel Szuster
Primo assistente alla regia: Michel Cheyko
Camera a mano: Jean Harnois
Effetti visivi: Frederic Moreau
Controfigure: Vic Armstrong, Wendy Leech,
Daniel Breton, Rémy Julienne
Guardaroba: Germinal Rangel
Continuità: Sylvette Baudrot
Coreografia: Deref La Chapelle
Interpreti e personaggi:
Harrison Ford: Dottor Richard Walker
Emmanuelle Seigner: Michelle
Betty Buckley: Sondra Walker
John Mahoney: Williams, ufficiale dell'ambasciata
USA
Djiby Soumare: Tassista
Dominique Virton: Impiegato
Jacques Ciron: Direttore del Grand Hotel
Gérard Klein: Gaillard
David Huddleston: Peter
Stéphane D'Audeville: Portiere
Laurent Spielvogel: Impiegato dell'albergo
Alain Doutey: Addetto alla Hall
Yves Rénier: Ispettore
Yorgo Voyagis: Rapitore
Jimmy Ray Weeks: Shaap
Dominique Pinon: Ubriacone
Patrice Melennec: Detective dell'hotel
Emmanuelle Seigner: Michelle
Betty Buckley: Sondra Walker
John Mahoney: Williams, ufficiale dell'ambasciata
USA
Djiby Soumare: Tassista
Dominique Virton: Impiegato
Jacques Ciron: Direttore del Grand Hotel
Gérard Klein: Gaillard
David Huddleston: Peter
Stéphane D'Audeville: Portiere
Laurent Spielvogel: Impiegato dell'albergo
Alain Doutey: Addetto alla Hall
Yves Rénier: Ispettore
Yorgo Voyagis: Rapitore
Jimmy Ray Weeks: Shaap
Dominique Pinon: Ubriacone
Patrice Melennec: Detective dell'hotel
Raouf Ben Amor: Dottor Metlaoui
Thomas M. Pollard: Pusher rastafariano
Boll Boyer: Dédé Martin
Thomas M. Pollard: Pusher rastafariano
Boll Boyer: Dédé Martin
Louise Vincent: Turista
David Jalil: Guardia del corpo
Marcel Bluwal: Uomo in tweed
Patrick Floersheim: Uomo in cuoio
David Jalil: Guardia del corpo
Marcel Bluwal: Uomo in tweed
Patrick Floersheim: Uomo in cuoio
Jean-Pierre Delage: Fioraio
Joëlle Lagneau: Fioraia
Joëlle Lagneau: Fioraia
Isabelle Soimaud: Proprietaria della casa galleggiante
(accreditata come Isabelle Noah)
Ella Jaroszewicz: Addetta ai servizi igienici
Stéphane D'Audeville: Fattorino
Roch Leibovici: Fattorino
Alan Ladd: Fattorino
Robert Ground: Ufficiale di sicurezza USA
Michael Morris: Impiegato dell'ambasciata USA
Claude Doineau: Impiegato dell'ambasciata USA
(accreditata come Isabelle Noah)
Ella Jaroszewicz: Addetta ai servizi igienici
Stéphane D'Audeville: Fattorino
Roch Leibovici: Fattorino
Alan Ladd: Fattorino
Robert Ground: Ufficiale di sicurezza USA
Michael Morris: Impiegato dell'ambasciata USA
Claude Doineau: Impiegato dell'ambasciata USA
Bruce Lester Johnson: Marine
Tina Sportolaro: Impiegata della TWA
Marc Dudicourt: Proprietario del caffè
Artus de Penguern: Cameriere
Richard Dieux: Poliziotto da scrivania
André Quiqui: Barman del "Blue Parrot"
Alexandra Steward: Edie
Tina Sportolaro: Impiegata della TWA
Marc Dudicourt: Proprietario del caffè
Artus de Penguern: Cameriere
Richard Dieux: Poliziotto da scrivania
André Quiqui: Barman del "Blue Parrot"
Alexandra Steward: Edie
Robert Barr: Irwin
Non citati nei titoli originali:
Non citati nei titoli originali:
Roman Polański: Tassista
Marco Prince: Bit Part
Angela Featherstone
Stéphane Copeau
Doppiatori italiani:
Michele Gammino: Dottor Richard Walker
Emanuela Rossi: Michelle
Maria Pia Di Meo: Sondra Walker
Manlio De Angelis: Gaillard
Sergio Di Stefano: Rapitore
Alessandro Rossi: Shaap
Cesare Barbetti: Williams
Renato Mori: Peter
Gianni Marzocchi: Detective dell'hotel
Titoli in altre lingue:
Marco Prince: Bit Part
Angela Featherstone
Stéphane Copeau
Doppiatori italiani:
Michele Gammino: Dottor Richard Walker
Emanuela Rossi: Michelle
Maria Pia Di Meo: Sondra Walker
Manlio De Angelis: Gaillard
Sergio Di Stefano: Rapitore
Alessandro Rossi: Shaap
Cesare Barbetti: Williams
Renato Mori: Peter
Gianni Marzocchi: Detective dell'hotel
Titoli in altre lingue:
Spagnolo (America Latina): Búsqueda frenética
Portoghese (Portogallo): Frenético
Portoghese (Portogallo): Frenético
Portoghese (Brasile): Busca Frenética
Catalano: Frenètic
Rumeno: Căutare disperată
Ungherese: Őrület
Lituano: Klaikus išbandymas
Russo: Неукротимый
Giapponese: フランティック
Catalano: Frenètic
Rumeno: Căutare disperată
Ungherese: Őrület
Lituano: Klaikus išbandymas
Russo: Неукротимый
Giapponese: フランティック
Giapponese (traslitterato): Furantikku
Budget: 20 milioni di dollari US
Box office: 17,6 milioni di dollari US
Trama:
Parigi squallida, fine anni '80 dello scorso secolo. Il dottor Richard Walker di San Francisco, tipico esponente della media borghesia americana, giunge nella capitale francese assieme alla moglie Sondra, piuttosto stagionata, per partecipare a un palloso convegno di medici. La coppia era già stata nella città in occasione del viaggio di nozze, un ventennio prima. Accade un disguido in apparenza banale: un improvvido scambio di valigie. All'improvviso la donna, biondiccia e segaligna, sparisce nel nulla dopo aver ricevuto una telefonata dall'aeroporto, mentre il marito era sotto la doccia. Quando lui, ancora sconvolto dal jet lag, si accorge della scomparsa, si precipita alla reception a chiedere informazioni, ma viene perculato in modo pesante da un personale indifferente: gli dicono che la moglie gli ha messo le corna, che ha conosciuto un uomo col cazzone e gli si è concessa liberamente. È l'aria di Parigi!
Walker esce a cercarla di persona. Un ubriacone lo sente in un bar e dice di aver visto Sondra costretta a salire in macchina in un vicolo vicino. Il medico è scettico, finché non trova il braccialetto identificativo della moglie sul selciato. Contatta prontamente la polizia di Parigi e l'ambasciata americana, ma le loro risposte sono burocratiche e insopportabili: ci sono poche speranze che qualcuno si prenda la briga di cercare la donna scomparsa.
Mentre Walker continua la ricerca da solo, si imbatte nel luogo di un omicidio dove incontra la giovane castana e smaliziata Michelle, che ha scambiato la valigia di Sondra per la propria all'aeroporto. Si rende conto che la bizzarra Michelle è una trafficante di droga professionista, ma non gli importa né sa da quali loschi criminali è stata assunta. Mossa da pietà, Michelle aiuta il riluttante Walker nel suo tentativo di scoprire cosa fosse contenuto nella sua valigia scambiata e come scambiarne il contenuto per ottenere il ritorno della moglie rapita.
Dopo la loro visita all'appartamento di Michelle, alla camera d'albergo di Walker e ad alcuni squallidissimi cabaret, si scopre che il contenuto contrabbandato non è droga, ma un "krytron", ossia un interruttore elettronico usato come detonatore per attivare armi nucleari. Questo meccanismo è stato rubato e introdotto di nascosto all'interno di una replica souvenir della Statua della Libertà, su ordine di agenti di un paese arabo. L'ambasciata americana, in collaborazione con agenti israeliani, vuole impossessarsi del prezioso dispositivo e non ha problemi a lasciare che Sondra muoia per questo. Per salvare la moglie, Walker unisce le forze con Michelle, che è interessata solo a ricevere il suo compenso.
Il film si conclude con uno scontro sull'Île aux Cygnes, in mezzo alla Senna, accanto alla replica della Statua della Libertà di Parigi, dove Sondra deve essere liberata in cambio del diabolico "krytron". Tuttavia, ne consegue uno scontro a fuoco tra gli agenti arabi che avrebbero dovuto ottenere il prezioso dispositivo e gli agenti segreti del Mossad israeliano che li hanno rintracciati per impossessarsene. Gli arabi vengono uccisi nel fuoco incrociato, ma anche Michelle viene colpita alla schiena, morendo poco dopo aver infilato il "krytron" nella tasca di Walker. Sondra è al loro fianco. Furioso, Walker mostra il dispositivo agli agenti israeliani e urla loro se era quello che volevano, prima di gettarlo nella Senna, con furia e immenso disprezzo. Quindi porta via il corpo di Michelle per farlo tumulare, pronto a lasciare Parigi con la moglie matura, appena concluse le esequie.
Recensione:
Questo thriller noir eccellente è un cristallo di hitchcockismo allo stato puro! Lo adoro! Quando lo vidi per la prima volta da giovane, fin dalle prime sequenze compresi la sua natura di capolavoro. Il protagonista si trova calato in una Parigi simile a un Inferno di tenebra impenetrabile, assoluta, che irradia da ogni angolo e da ogni dettaglio. A un certo punto giunge in questo Abisso una particella di Luce, un angelo: è Michelle. C'è in lei qualcosa di indefinibile che accende nostalgia e disperazione. È come una Rosa nell'Ade! Ecco, si dirà che sotto la mia scorza di feroce nichilista, io sia in realtà un sentimentale. Possibile. Il fatto che la pellicola di Polański sia riuscita ad accendere in me un'immensa commozione, dimostra in modo lampante il suo valore eccezionale.
Il protagonista, il borghese dottor Walker, sembra una specie di zombie. Si muove in modo ossessivo alla ricerca della moglie, esita e non riesce a gettarsi tra le braccia di Michelle, ad abbandonarsi alla passione all'amore. Quando in lui si muove qualcosa, è già troppo tardi: lei è stata rapita dal Tristo Mietitore. Non tornerà mai più. La signora Walker ha nei confronti della giovane defunta un moto di grande pietà, cosa che mi ha molto colpito: non è affatto comune una simile empatia in una moglie, di solito nel matrimonio regnano la gelosia convulsa, il sordido possesso e il risentimento spietato.
Negli States il film fu un insuccesso, mentre in Europa ebbe n certo riscontro e fu acclamato dalla critica. Eppure nel Web in lingua italiana ho notato un certo numero di micro-recensioni impietose da parte di utenti che hanno continuato a rognare a lungo, ribollendo come pentole di fagioli e rigurgitando sentenze insensate. Così qualcuno ha parlato di un "Polanski minore" e altre stronzate più inutili di uno sputo catarroso sulla via. Minore sarà il cervello dei commentatori, direi.
Alcune sequenze memorabili
Sulle scale di un tetro condominio, un uomo scava con la lingua nella gafi di una donna, facendola gemere di godimento. Questa scena di cunnilingus è citata come esempio del modo in cui i registi utilizzino immagini esplicite o semi-esplicite, a volte con attori sconosciuti, per creare un'atmosfera cruda, realistica o intensa. La natura voyeuristica di tali sequenze è un tema ricorrente nelle discussioni sullo stile registico di Polański in relazione alla tensione e all'isolamento urbano.
Traiettorie calde
La casualità delle interazioni e degli eventi, con le conseguenze funeste e imprevedibili che ne derivano, è la colonna portante di questo film, come della filmografia di Hitchcock. L'angoscia che ne scaturisce è lancinante. Tutto è impastato di paranoia e di assurdo. I protagonisti vengono stritolati dall'esistenza, suggerendo una visione del mondo in cui il destino è capriccioso, ostile o semplicemente indifferente. Chi non ricorda Intrigo internazionale (North by Northwest, 1959) e la forfora sul pettine del fantomatico Kaplan? Si potrebbe parlare di "sincronicità" anziché di "coincidenza" o di "caso". Qualche tempo fa scrissi sul controverso argomento un breve trattatello, intitolato La teoria delle traiettorie calde. Invito tutti a leggerlo e a meditarlo.
Polański aderiva a una forma di materialismo deterministico ottocentesco. In un'occasione ebbe a dire quanto segue: "Sono ateo, o comunque agnostico, credo in una visione scientifica del mondo, non credo ai fantasmi, non credo in Dio, non credo alla demonologia, sono molto più interessato alla macrobiologia, cerco sempre spiegazioni dell’imprevisto o non conosciuto su di un paino razionale, ho un forte attrazione per il corpo della donna e per la libertà."
L'infanzia del regista, segnata dall'Olocausto in Polonia, dove la madre morì ad Auschwitz, e la successiva tragedia del 1969 (l'assassinio della moglie Sharon Tate, fatta a pezzi e sventrata dalla setta di Charles Manson), hanno contribuito a una visione del mondo nichilista e profondamente disincantata. Piuttosto che metafisico, il Male nei film di Polański è spesso rappresentato come psicologico, banale o insito nelle strutture sociali e familiari. Non per questo è meno terribile. Si ravvisa l'influenza del Teatro dell'Assurdo, con uno sguardo esistenzialista che considera la vita priva di un senso superiore e di struttura razionale, spesso focalizzandosi sulla futilità e sul Caos.
Colonna sonora
Queste sono le tracce, ciascuna con il relativo autore:
1. I'm Gonna Lose You – Simply Red
2. Frantic – Ennio Morricone
3. On the Roofs of Paris – Ennio Morricone
4. One Flugel Horn – Ennio Morricone
5. Six Short Interludes – Ennio Morricone
6. Nocturne for Michelle – Ennio Morricone
7. In the Garage – Ennio Morricone
8. The Paris Project – Ennio Morricone
9. Sadly Nostalgic – Ennio Morricone
10. Frantic (II) – Ennio Morricone
11. I've Seen That Face Before (Libertango) – Grace Jones
Il brano musicale struggente che ricorre nel film, I've Seen That Face Before (Libertango), cantato dalla cantante giamaicana Grace Jones, è una rielaborazione del brano Libertango di Astor Piazzolla, composizione strumentale di tango argentino del 1974, sovrapposta ad un arrangiamento beguine e ad un testo scritto dalla stessa Jones, Barry Reynolds, Dennis Wilkey e Nathalie Delon.
Questo testo descrive la vita notturna parigina nei suoi aspetti più ambigui e tenebrosi. Alcune frasi sono in francese: "Tu cherches quoi? À rencontrer la mort? Tu te prends pour qui? Toi aussi tu détestes la vie..." (traduzione: "Cosa stai cercando? Di incontrare la morte? Chi ti credi di essere? Anche tu odi la vita...").
Questo testo descrive la vita notturna parigina nei suoi aspetti più ambigui e tenebrosi. Alcune frasi sono in francese: "Tu cherches quoi? À rencontrer la mort? Tu te prends pour qui? Toi aussi tu détestes la vie..." (traduzione: "Cosa stai cercando? Di incontrare la morte? Chi ti credi di essere? Anche tu odi la vita...").
Harrison Ford pensava che "Frantic" fosse un titolo fuorviante per il film, poiché la sceneggiatura non prevedeva un ritmo frenetico. Suggerì che "Moderately Disturbed" sarebbe stato un titolo più appropriato. Roman Polański non fu affatto divertito da una simile ostentazione di umorismo bacato.
Intervistata il 2 agosto 2015 a Parigi prima di una proiezione all'aperto del film, la splendida Emmanuelle Seigner ha dichiarato di non sapere chi fosse il protagonista Harrison Ford all'epoca delle riprese del film, aggiungendo di avere solo diciannove anni e di provenire da una famiglia di teatranti. Quando le è stato chiesto di Ford, lo ha descritto come una persona gentile con tutti. Ha anche detto che era molto protettivo nei suoi confronti, rivelando di aver fatto installare un secondo set di pedali nella sua auto per utilizzarlo durante le riprese del film. Questo perché era preoccupato per le capacità di guida della giovane. In seguito, la Seigner sarebbe diventata la moglie di Roman Polański: le nozze sono state celebrate il 30 agosto 1889.
Il passaporto di Sondra Walker mostra una sua foto con un sorriso enorme, che le arrivava a un orecchio dall'altro. Tradizionalmente, i passaporti non utilizzavano foto di persone sorridenti. Nel 1991, il governo degli Stati Uniti permise alle persone di sorridere, ma non di mostrare i denti.
Witold Sobociński, il direttore della fotografia polacco, fa un breve cameo nella scena iniziale del bar, dove il dottor Walker chiede di sua moglie. Sobociński è seduto all'estrema destra dell'inquadratura.
Roman Polański è il tassista che consegna i fiammiferi al dottor Walker. È sua anche la voce doppiata dell'uomo con la giacca di tweed che interroga Michelle nel suo appartamento.
Il finale originale del film doveva essere ancora più tragico; fu mostrato a un piccolo pubblico di prova, non fece una buona impressione e successivamente modificato nel lieto fine nella versione a noi tutti conosciuta. Alcuni spettatori hanno riferito che, stando al finale originale, la moglie di Walker doveva essere una spia fin dall'inizio. Una cosa deprimente, così lo studio costrinse Polański a ridurre la durata della pellicola e a modificare l'epilogo.
Quando Roman Polański visitò la Netherlands Film Academy nel 1988, Cyrus Frisch, che ai tempi era una matricola, gli chiese perché avesse scelto di fare un film scadente come Frantic. Polański gli rispose: "Un essere umano può essere come un fiume. Impetuoso ed energico all'inizio. Ma alla fine si prosciuga".
Errori
La data di nascita di Sondra Walker sul modulo dell'ambasciata statunitense (14 aprile 1942) non corrisponde a quella riportata sul primo piano del suo passaporto (3 luglio 1947).
L'indagine del dottor Walker inizia con il ritrovamento di una scatola di fiammiferi promozionale della Blue Parrot; questo tipo di scatole di fiammiferi è un prodotto quasi esclusivamente statunitense; nulla di simile esisterebbe in Europa per un'azienda degli anni '80.
Nella scena al bar con lo spacciatore, tra un'inquadratura e l'altra il livello della birra nella bottiglia di Walker cambia da quasi pieno a piena a metà. La bottiglia è piena di schiuma fino all'orlo, come si vede da sopra la sua spalla destra. Quando la scena cambia e si guarda il bancone da sinistra, la birra non ha più schiuma.
Quando i coniugi Walker entrano nella stanza d'albergo per la prima volta e guardano attraverso la finestra, si vedono alcune gocce di sudore che imperlano il viso terreo del medico, ma nell'inquadratura successiva sono scomparse come per incanto.
Nella scena dell'aeroporto con Michelle, Walker è terrorizzato che i cani antidroga trovino della droga nella loro valigia. Michelle lo rassicura che non c'è droga, e i cani gli passano accanto con calma. Tuttavia, Walker sembra essersi dimenticato di avere almeno un grammo di cocaina in tasca, cosa di cui nemmeno i cani poliziotto si accorgono. Qualcuno ha notato che la cocaina era caduta dalla tasca quando Walker aveva tirato fuori i fiammiferi, specificando che i cani antidroga sono addestrati a fiutare la merce di contrabbando nascosta nei bagagli, guidati dai loro addestratori, ma non allerterebbero magicamente tutti della presenza di una piccola striscia di cocaina nella tasca sul petto di qualcuno. Questa obiezione non mi convince.
Quando Walker incontra i due funzionari americani all'ambasciata degli Stati Uniti, si vede il microfono a braccio che si insinua nella scena, nell'inquadratura sopra la spalla del secondo uomo, seduto alla sua scrivania. È nascosto dal profilo dell'uomo e dal nodo della sua cravatta, ma mentre si muove avanti e indietro, la sua sagoma argentata è chiaramente visibile più volte.
Etimologia di frantic
La parola inglese frantic significa "in stato di alterazione mentale", "fuori di sé", e ha la stessa identica etimologia dell'italiano frenetico, frenesia, farneticante; in particolare, le parole italiane frenetico e farneticante sono allotropi. L'origine di frantic è dal medio inglese frentik "violento, matto", a sua volta dal francese antico frenetique, frenetike (XIII sec.), che è dal latino medievale phreneticus "delirante", variante di phreniticus, e in ultima analisi dal greco antico φρενῖτις (phrenîtis) "infiammazione del cervello o delle meningi", "frenesia", "malattia mentale", "follia". La parola greca è una tipica formazione tramite il suffisso -ῖτις (-îtis), indicante malattia infiammatoria, da φρήν (phrḗn) "mente", "sede delle emozioni e dei pensieri".





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