Due popoli indoeuropei enigmatici abitavano nella regione dei Carpazi a partire dal III secolo a.C., giunti da Settentrione, con ogni probabilità dall'area oggi chiamata Polonia: gli Sciri e i Bastarni. I primi sono tradizionalmente sono considerati Germani, o comunque di lingua germanica. Per quanto riguarda i secondi, molti li considerano Germani, anche se regna una certa confusione e sono stati avanzati diversi dubbi. Dato che si tratterebbe di due delle più antiche attestazioni di popoli di lingua germanica nella Storia, la questione deve quindi essere discussa con particolare attenzione. Va detto che già nell'antichità circolavano opinioni estremamente confuse.
1) Gli Sciri
Forma latina: Scīriī /'ski:rii:/, Scīrī /'ski:ri:/
(genitivo Scīriōrum, Scīrōrum)
(genitivo Scīriōrum, Scīrōrum)
Forma greca: Σκίριοι, Σκίροι
Gli Sciri furono un popolo germanico il cui etnonimo è trasparente, ben comprensibile a partire dalla lingua di Wulfila: skeirs /ski:rs/ significa "chiaro", anche nel senso di "puro" (il dittongo grafico -ei- trascrive una -i- lunga). Un testo teologico in gotico è conosciuto come Skeireins /'ski:ri:ns/, ossia "Spiegazioni" - alla lettera "Chiarimenti". La parola skeirs aveva già un ampio campo semantico, analogamente a quanto avviene in italiano con chiaro (da cui si formano molti derivati come chiarire, chiarezza, etc.).
Gli Sciri furono un popolo germanico il cui etnonimo è trasparente, ben comprensibile a partire dalla lingua di Wulfila: skeirs /ski:rs/ significa "chiaro", anche nel senso di "puro" (il dittongo grafico -ei- trascrive una -i- lunga). Un testo teologico in gotico è conosciuto come Skeireins /'ski:ri:ns/, ossia "Spiegazioni" - alla lettera "Chiarimenti". La parola skeirs aveva già un ampio campo semantico, analogamente a quanto avviene in italiano con chiaro (da cui si formano molti derivati come chiarire, chiarezza, etc.).
Così è ragionevole supporre che il nome degli Sciri, appartenente al germanico orientale, significhi proprio "Chiari", "Splendenti", "Puri" e anche "Puri di sangue", "Puri di stirpe".
Forma gotica ricostruita: *Skeirjos /'ski:rjo:s/
Tema della declinazione: -ja-
Non ci sono particolari problemi ad ammettere un dileguo della -j- di *Skeirjos, senza dubbio favorito dalla vocale anteriore della sillaba precedente.
Forma gotica ricostruita: *Skeiros /'ski:ro:s/
Tema della declinazione: -a-
L'etimologia è diretta, si tratta di una sostantivazione dell'aggettivo skeirs "chiaro", che ha una vocale tematica -i- / -ja-:
Forma protogermanica ricostruibile: *skīriz
Forme gotiche attestate: skeirs
Declinazione forte:
nominativo maschile: skeirs
nominativo femminile: skeirs
nominativo neutro: skeir, skeirjata
Declinazione debole:
nominativo maschile: skeirja
nominativo femminile: skeirjo
nominativo neutro: skeirjo
Etimologie alternative:
1) È stata proposta la derivazione del nome degli Sciri dal protogermanico *skīrō "divisione amministrativa" (da cui l'inglese shire "contea"). Il problema è che non è una ricostruzione sicura: potrebbe essere *skīzō con la sibilante sonora /z/ rotacizzata in seguito. L'etnonimo degli Sciri, antichissimo (dal II secolo a.C.), non può essere il prodotto di un rotacismo, essendo questo mutamento fonetico avvenuto in epoca molto posteriore (nelle lingue germaniche occidentali).
Per ulteriori dettagli rimando al mio articolo sull'etimologia di sceriffo:
2) È stata proposta la derivazione del nome degli Sciri dal medio persiano shīr "latte" o dal suo omofono shīr "leone". La prima ipotesi incontra difficoltà semantiche insormontabili; la seconda sarebbe semanticamente accettabile. Tuttavia occorre scartare entrambe le comparazioni: sono inammissibili già per motivi fonologici (non rendono conto del gruppo consonantico /sk-/).
Gli antroponimi noti associabili agli Sciri sono tardi e appartengono chiaramente alla lingua gotica: Edeko, Edica (padre di Odoacre), Onulphus, Onulf (fratello di Odoacre).
Esistono alcuni toponimi della Baviera che derivano dal nome degli Sciri:
Scheyern (attestato come Scira nel 1080)
Scheuer (attestato come Sciri nel 975 circa)
Scheuern in Neubeuern (attestato come Skira nell'XI secolo)
Scheuring (attestato come Sciringen nel 1150)
La fonologia presenta irregolarità che meriterebbero di essere investigate. Sembra quasi che rifletta sviluppi di una lingua diversa dall'antico bavarese.
Conclusioni:
Le implicazioni dell'etimologia gotica, che resta la migliore, sono potenti.
2) I Bastarni
Forma latina: Basternae
(genitivo Basternārum)
(genitivo Basternārum)
Forma greca: Βαστάρναι, Βαστέρναι
I Bastarni furono un popolo indoeuropeo di incerta origine: in genere sono considerati Germani, ma non manca chi li attribuisce ai Celti o addirittura ai Sarmati (Iranici). Particolarmente diffusa è l'idea che in origine fossero Germani, ma mescolati ad elementi di altra stirpe, come i Celti e i Sarmati. Non c'è finora alcun sostanziale accordo nel mondo accademico sulla reale appartenenza etnica di queste genti: si riflette la molteplicità delle opinioni presenti negli autori classici. Ecco un quadro sintetico:
1) Livio, Plutarco: i Bastarni sono Galli, Galati, ossia Celti
2) Strabone, Plinio il Vecchio: i Bastarni sono Germani
3) Tacito: i Bastarni sono Germani, ma con sangue e influenza dei Sarmati
(l'autore aggiunge che sono pigri e sporchi)
4) Dione Cassio, Zosimo: i Bastarni sono Sciti
5) Appiano: i Bastarni sono Traci
Nota:
Strabone, che considera i Bastarni Germani, in un'altra occasione li elenca tra i Roxolani, considerati Sciti. Si contraddice. Zosimo considera Sciti persino i Goti, la cui lingua è eminentemente germanica.
Strabone, che considera i Bastarni Germani, in un'altra occasione li elenca tra i Roxolani, considerati Sciti. Si contraddice. Zosimo considera Sciti persino i Goti, la cui lingua è eminentemente germanica.
Da questi elementi piuttosto scarsi ed erratici deriva una singolare suggestione. Se i Bastarni sono stati una mescolanza di genti, viene naturale pensare che fossero... i Bastardi! La tentazione è quella di contrapporre agli Sciri, che sono i "Puri", i Bastarni, interpretando il nome di questi ultimi come "Mescolati", "Impuri" e "Bastardi", come anche suggerito dalla notevole assonanza. Ecco, se ciò fosse vero, si sarebbe trovata la vera etimologia della parola "bastardo". In realtà le cose non sono così facili.
i) Cominciamo dalla semantica: nessun popolo si darebbe un nome intrinsecamente spregiativo. Certo, in teoria potrebbe essere un esoetnico, attribuito da avversari, ma è comunque difficile credere che dell'endoetnico non sia rimasta traccia alcuna. A quanto pare, i Bastarni erano invece fierissimi del loro nome e si consideravano le più potenti tra le genti. Argomenti simili sono stati enunciati dallo storico britannico Roger Batty (2008).
ii) La formazione dello spiacevole epiteto "bastardo" è avvenuta in epoca medievale, in condizioni complesse, e presenta caratteristiche non ravvisabili nell'etnonimo dei Bastarni.
Per ulteriori dettagli rimando al mio articolo sull'etimologia della parola bastardo.
In realtà esiste un'etimologia ben più plausibile per il nome dei Bastarni, che permette di superare tutte le criticità, evitando problemi semantici e anacronismi.
La derivazione proposta è dal verbo protogermanico *bastijanan "unire", "mettere insieme", da cui discende in ultima analisi l'italiano bastire, imbastire. Un'unione di popoli esprime comunque un concetto di varietà, ma senza alcuna accezione negativa.
Protoforma gotica ricostruita: *Bastarnos
/'bastarno:s/
/'bastarno:s/
Variante: *Bastairnos /'bastεrno:s/
Protogermanico: *Bastarnōz / *Basternōz
Significato: Gli Uniti
Wiktionary si limita a ricostruire il verbo a livello di germanico occidentale, anche se a mio avviso è possibile pensare che fosse già presente nella protolingua germanica comune.
Wiktionary si limita a ricostruire il verbo a livello di germanico occidentale, anche se a mio avviso è possibile pensare che fosse già presente nella protolingua germanica comune.
Antico alto tedesco: besten (< *bastjan)
Tedesco moderno: basteln, besteln
Medio basso tedesco: besten
Latino volgare: *bastīre (prestito germanico)
Il verbo sarebbe derivato a sua volta dal protogermanico *bastaz "fibra" (inglese bast "rafia", "fibra tenace e grossolana", tedesco Bast idem), nel senso originario di "unire più fibre", "cucire insieme".
Un tipo di carro: la basterna. Non sembra derivato da *bastum "sostegno", più plausibilmente è stato preso proprio dall'inclito nome dei Bastarni.
Etimologia alternative:
1) Lo studioso russo Oleg Trubačev (Indoiranica, 1999) ha proposto una derivazione dall'avestico bast- "legare"; "schiavo" (cfr. ossetico bættən "legare", bast "legato") e *arna- "prole", considerandolo analogo nella formazione all'epiteto δουλόσποροι "gli schiavi Sporoi" menzionato da Nonno e Cosma, dove gli Sporoi sono il popolo che Procopio menziona come gli antenati degli Slavi. Echeggiano note di linguistica nazionalista. Anche se è interessante la somigianza della radice iranica bast- con il verbo protogermanico *bastijanan, rimane difficile pensare che l'elemento -arn- / -ern- sia qualcosa di più di in mero suffisso.
2) Secondo lo studioso lituano Rimantas Matulis, il nome dei Bastarni sarebbe spiegabile ricorrendo alla locuzione lituana basi tarnai "servi scalzi". Questa interpretazione viene talvolta utilizzata per sostenere la presenza o l'influenza baltica nella regione del Danubio durante l'antichità. Ha tutta l'aria di essere un'etimologia popolare.
Divisioni e antroponimi dei Bastarni
I Bastarni si dividevano in Atmoni, Sidones e Peucini (o Peuci).
Da questi etnonimo possiamo fare interessanti deduzioni.
1) Atmoni "Gente dello Spirito"
Cfr. protogermanico *ǣþmaz "spirito, respiro"
Nota:
L'esito della vocale tonica è simile a quello del germanico occidentale e settentrionale, diverge da quello del germanico orientale.
2) Sidones "Gente della Tradizione"
Varianti: Sidoni, Sidini
Cfr. protogermanico *siðuz "costume, tradizione"
Nota:
Sono applicate le leggi di Grimm e di Verner.
3) Peucini "Gente del Pino"
Varianti: Peuci
Varianti: Peuci
Cfr. protogermanico *fiuχtijōn "abete"
Nota:
Manca l'elemento dentale -t-. Manca l'applicazione della legge di Grimm. Essendo il nome derivato da quello dell'isola di Peuce (greco Πεύκη), potrebbe semplicemente essere un prestito.
Sappiamo che il nome di alcuni capi. Uno di questi, Deldo, è di etimologia incerta e significato al momento indeterminabile. Un altro, Teutagonus "Figlio della Tribù", di chiarissima tradizione indoeuropea, che mostra una formazione più celtica che germanica. Un altro ancora, Cotto, ha un nome tipicamente celtico che significa "L'Anziano".
Conclusioni
Sussistono varie possibilità. La lingua dei Bastarni potrebbe essere un sottogruppo ignoto delle lingue germaniche. Tuttavia si potrebbe anche trattare di una sottofamiglia indoeuropea indipendente, oggi perduta ("i Bastarni sono Bastarni"). Si dà la possibilità che nel corso del tempo i Bastarni siano passati dalla loro lingua originaria a una lingua germanica. Per chiarire definitivamente la questione servirebbero ulteriori dati, che molto difficilmente saranno reperiti.
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