lunedì 29 luglio 2024

LE FORMICHE RIZZACULO NON SONO COMMESTIBILI!

Nonostante alcune specie di formiche nel mondo siano parte dell'alimentazione umana, come ad esempio le famose hormigas culonas in Colombia, la formica rizzaculo (Crematogaster scutellaris) non è considerata commestibile. È una specie infestante mediterranea di medie dimensioni (4-6 mm; 8-9 mm la regina), ben riconoscibile per la testa di color rosso vivo e l'addome nero a forma di cuore. Ha un esoscheletro di chitina lucido e bello a guardarsi. È detta dal volgo "acrobata", "pizzicarola" o "rizzaculo" perché, se minacciata, inarca l'addome sopra la testa per secernere un goccia di liquido repellente e spruzzare acido formico. Anche se non è aggressiva verso gli esseri umani, può dare morsi superficiali e provocare una leggera irritazione cutanea. Predilige gli alberi come querce, pini e mandorli, scavando e costruendo nidi sotto le cortecce: costituisce un flagello per l'industria del sughero. Tuttavia, non disdegna le fessure nei muri, tra le travi in legno, nei tetti o persino nelle cassette elettriche. Possiede un elaborato linguaggio basato sui feromoni, che consentono di tracciare le piste verso le fonti di cibo e di allarmare la colonia in caso di pericolo. Nella tradizione italica, questo imenottero è in genere considerato di lieto augurio, anche se è poco gradito in alcune aree come l'Emilia-Romagna. 


Scheda tecnica

Dominio: Eukaryota 
Regno: Animalia
Sottoregno: Eumetazoa
Ramo: Bilateria  
Phylum: Arthropoda
Subphylum: Tracheata
Superclasse: Hexapoda 
Classe: Insecta 
Sottoclasse: Pterygota
Coorte: Enodpterygota
Superordine: Oligoneoptera
Sezione: Hymenopteroidea
Ordine: Hymenoptera
Sottordine: Apocrita
Sezione: Aculeata
Superfamiglia: Vespoidea
Famiglia: Formicidae
Sottofamiglia: Myrmicinae
Genere: Crematogaster
Specie: Crematogaster scutellaris 
    (OLIVIER, 1792)

Antenne: composte da 11 segmenti,
      con gli ultimi 3 segmenti claviformi. 
Occhi: di media grandezza. 
Mandibola: triangolare. 
Pronoto: privo di spine
Propodeo: dotato di spine. 
Peziolo: appiattito, grossolanamente rettangolare 
Gastro: cuorifome, terminante con un corto pungiglione
Veleno: repellente 

È ora necessario approfondire la questione gastronomica. Ho ricordi di quando ero un moccioso: in una puntata della trasmissione "Portobello" mostrarono all'esterrefatto Enzo Tortora una marmellata di formiche. La cosa fu accolta con un visibile imbarazzo (oggi si direbbe "cringe"). Era un preparato dolciario fatto con una specie di formiche nere, che non sono riuscito a identificare. Una vecchietta, indotta ad assaggiare l'ammasso di corpi chitinosi e zuccherati, rigurgitò non appena le fu detto cosa aveva accolto in bocca, come se fosse il bischero del Demonio. Potrebbe essere elaborato un prodotto simile a base di formiche rizzaculo? A quanto pare, no. Perché questa specie non è commestibile? Eppure è gustosa. Le proprietà organolettiche sono ottime. Ha un gradevole sapore acidulo che ricorda quello del limone. La consistenza è piacevole. Da giovane le mangiavo! Ne ero ghiotto. 
Triturare coi denti questi insetti sociali era per me uno dei piaceri della vita. Una volta ho addirittura schifato un albanese - uno che ha combattuto durante le rivolte a Tirana, non una mammoletta. Ha detto che non aveva mai visto nulla di simile. "Nessuno mangia le formiche da noi in Albania", bofonchiò avvilito. Quando vedevo le formiche rizzaculo in fila sul muro della villa cadente in cui ero costretto ad abitare, le prendevo tra le dita una ad una e le mangiavo con gusto. Poi ho smesso. Di colpo, da un giorno all'altro. Mi si chiederà perché. Ebbene, un giorno le ho viste ammassarsi su un pannolone pieno zeppo di diarrea. Sì, proprio così. Ero in un centro di assistenza per disabili e ho assistito all'atroce spettacolo in un cesso che avrebbe fatto rabbrividire un paria di Calcutta. In un'altra occasione, ho visto una formica della mia specie prediletta trascinare un ritaglio di un'unghia dei piedi sporca, molto più schifosa degli escrementi di un cane infetto. Sono cose che si vedono solo nei bassifondi dell'Inferno! 

Quanto ho osservato con sommo raccapriccio ha una spiegazione molto semplice. Le formiche rizzaculo sono insetti opportunisti e attratti da sostanze organiche in decomposizione, zuccheri e fluidi corporei, secrezioni immonde e ogni genere di sozzura solida, poiché cercano nutrimento facile per la colonia. Conoscono una primitiva forma di allevamento: si prendono cura degli afidi, più raramente delle cocciniglie, raccogliendo da loro una melata, che usano per inebriarsi. Mangiando la melata in eccesso, impediscono agli afidi di soffocare nei propri escrementi. Li difendono attivamente, come un prezioso capitale, respingendo i predatori come ad esempio le coccinelle. Pur essendo forme di vita mirabili e molto intelligenti, questi insetti operosi sono in grado di arrecare grave danno alla nostra salute. Sono vettori di patogeni! Camminando sulle feci e sui rifiuti più ripugnanti, le formiche rizzaculo trasportano sulle zampe e sul corpo batteri intestinali pericolosissimi come Salmonella, Escherichia coli, Shigella e Campylobacter jejuni. Mangiarle è un atto di coprofagia, fatto e finito. Diffondono contaminazione biologica! Se avessi continuato a ingerirle, di certo avrei rischiato gravi infezioni gastrointestinali o parassitosi. Per quanto sia un'evenienza piuttosto rara, non è impossibile contrarre la temibile sindrome  di Guillain-Barré, che è una paralisi flaccida acuta. Il senso di schifo improvviso insorto in me, mi ha con ogni probabilità salvato la vita. A volte la Natura ci manda segnali chiari attraverso il disgusto, proprio per proteggerci dai pericoli invisibili come i microbi e le tossine da loro prodotte. Così mi sono reso conto di aver fatto esperienze degne della tribù coprofaga degli Aghori!

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