domenica 8 settembre 2024

ETIMOLOGIA DEL TOPONIMO TEGUCIGALPA

L'origine del nome di Tegucigalpa, capitale dell'Honduras, è oggetto di un lungo dibattito tra gli storici, con diverse ipotesi concorrenti, pur facendo quasi tutte capo alla gloriosa lingua degli Aztechi, il Nāhuatl

i) L'ipotesi delle "Colline d'argento":
Per molto tempo la versione più diffusa è stata *Taguz-galpa, interpretata popolarmente come "Colline d'argento". 
L'origine di questa fabbricazione risiede nell'effettiva esistenza di un toponimo Taguzgalpa, attribuito a una regione della costa caraibica situata tra il fiume Aguán e il fiume San Juan, in quella che all'epoca era la giurisdizione della Real Audencia de Guatemala. Quest'area era ben distinta dal nome della città di Tecugigalpa, che esisteva già ma non ne faceva parte; tuttavia è stato facilmente collegato ad esso dagli etimologi dilettanti. 
Fu l'ecclesiastico Cristóbal de Pedraza, Vescovo di Comayagua (1485 - circa 1555) a documentare per la prima volta il nome della regione conosciuta come Taguzgalpa, nella sua opera del 1544 intitolata Relación de la Provincia de Honduras e Higueras. Pedraza riportò che, dopo una salita di tre giorni verso le montagne alle spalle di Trujillo - probabilmente l'odierna Sierra de la Esperanza - alcuni informatori locali gli spiegarono che il nome Tagusgualpa significava "la casa dove si fonde l'oro", in riferimento a un importante insediamento della regione in cui gli abitanti delle aree circostanti si riunivano per fondere il metallo. Sulla mappa olandese di Montanus, risalente al 1671, la regione in questione porta il nome Tiguzigalpa.
Qualcuno deve aver distorto quanto scritto da Pedraza, trasformando l'oro in argento e la casa in un'altura. 
Il problema è che il termine Nāhuatl per indicare l'oro e l'argento è teōcuitlatl, alla lettera "escremento divino". Per specificare di quale metallo si tratta, si deve ricorrere ad aggettivi: coztic teocuitlatl indica l'oro (alla lettera "escremento divino giallo"), mentre l'argento è chiamato iztac teōcuitlatl (alla lettera "escremento divino bianco"). 
Una forma plausibile nella lingua Nāhuatl classica corretta sarebbe *Teōcuitla-tepē-pan (da tepētl "montagna, altura"), che però non serve a spiegare il toponimo. 
E se non si trattasse di Nāhuatl? Ho cercato se esistesse qualche riscontro nelle lingue non Nāhuatl della regione, in modo tale da verificare se la traduzione "Cerro de Plata" possa avere qualche riscontro. Finora la ricerca si è dimostrata deludente: non si trova alcuna forma comparabile in lingue come il Lenca, il Matagalpa, il Suma e il Mishkito. Ho il sospetto che difficilmente questa pista porterà a qualcosa.
 
ii) L'ipotesi della "Casa del Signore": 
Lo studioso Antonio Peñafiel (1893 - 1922), che aveva scarse conoscenze grammaticali della lingua degli Aztechi, proponeva una ricostruzione *Tecutli-calpan,  da lui tradotto come "en palacios reales", ossia "nelle residenze reali" (1897). In Nāhuatl la parola per dire "signore", tēuctli, non conserva il suffisso assolutivo -tli quando è usata come primo membro nei composti. La forma corretta per esprimere il concetto nella lingua classica corretta sarebbe *Tēc-cal-pan "Nella Casa del Signore", che però non è adatta a spiegare il toponimo.  
Si trova una soluzione plausibile ricostruendo *Tēuc-tzin-cal-pan "Nella Casa dell'Amato Signore", in cui anziché tēuctli "signore" si trova la sua forma costruita con il tipico suffisso -tzin, la cui funzione è reverenziale. Così tēuctzin significa "amato signore". In Messico, tra i parlanti Nāhuatl, questa ipotesi è molto diffusa. È stata sostenuta dagli studiosi messicani José Ignacio Dávila Garibi (1888 - 1921) e da Alfredo Barrera Vásquez (1900 - 1980)

iii) L'ipotesi della "Casa delle pietre appuntite"
Il filosofo, scrittore ed ex presidente honduregno Alberto de Jesús Membreño Márquez (1859 - 1921) trae spunto dalla forma Teguycegalpa, attestata da Pedro "Tonatiuh" de Alvarado (1485 - 1541) in un manoscritto del 1536 e interpretata come "nelle case delle pietre appuntite", riferendosi alle formazioni rocciose della zona. Si riconosce facilmente l'elemento te-, derivato da tetl "pietra", ma bisogna fare voli pindarici per trovare la parola per indicare il concetto di "appuntito". Alla fine ci sono riuscito: quello che Alvarado voleva trascrivere era *Te-huitz-cal-pan "Nella Casa delle pietre appuntite". Infatti la parola huitztli "spina, aculeo" entra nei composti come huitz-. Così tehuitzli sta per "pietra appuntita", alla lettera "spina di pietra".

iv) L'ipotesi della "Casa della Terra Gialla"
Si trova un'altra costruzione artificiosa, *Tlal-cuz-cal-pa, che parte dalle parole tlālli "terra", cōztic "giallo" (spesso riferito all'oro) e calli "casa". Ne parlano Gómez de Silva (1998) e Denyer (2001). Nell'ortografia standard sarebbe *Tlāl-cōz-cal-pan "Nella Casa della Terra Gialla". L'aggettivo cōztic è formato dalla radice cōz-, che ricorre in alcune formazioni fossili, come chilcoztli "peperone giallo", cozcatl "collana, gioiello", etc. Anche se non ho la piena certezza, sospetto che questo potrebbe essere il fondamento del toponimo Taguzcalpa, se ammettiamo che "terra gialla" possa essere stato usato come allusione all'oro. Non è impossibile: la consonante laterale /tɬ/ era spesso trascritta come /t/ dai cronisti spagnoli. Forse si trattava di sabbie aurifere da cui era ricavato il prezioso metallo. Riporto un link che spero possa essere di qualche utilità: 


Di queste ricostruzioni della protoforma di Tegucigalpa, la più solida e plausibile è senza dubbio *Tēuc-tzin-cal-pan "Nella Casa dell'Amato Signore". Tuttavia ho un'altra possibilità, che reputo abbastanza plausibile. Eccola:

v) L'ipotesi della "Casa del Buccine" 
Ora presento una proposta etimologica che è frutto del mio ingegno. Forse è fallace, ma credo che sia interessante riportarla. In Nāhuatl classico esiste la parola tēucciztli, che indica una grossa conchiglia marina e in genere si traduce con "buccine". Si tratta di una antico composto il cui primo membro è tēuctli "signore", mentre il secondo elemento -ciztli è oscuro e non ha etimologia determinabile. Forse è una parola obsoleta che  in origine significava "conchiglia". 
Ecco che Tegucigalpa sarebbe l'adattamento di *Tēuc-ciz-cal-pan "Nella Casa del Buccine". 

Riporto il link a un articolo molto utile di William V. Davidson, che contiene molti dettagli e approfondimenti. Consiglio senz'altro la sua lettura!


Osservazioni sulla pronuncia

In Nāhuatl classico, tēuctli si pronuncia /'te:kwtɬi/. La consonante /kw/ è una labiovelare, come nell'italiano quando, ma non seguita da vocale. Sono consapevole del fatto che sia una pronuncia estremamente difficile per un parlante di qualsiasi lingua europea. Tuttavia, l'ortografia spagnola tecuhtli è ingannevole. Chi ignora la lingua Nāhuatl pronuncerà /te'kutli/, inventando una sillaba inesistente /ku/ e piazzando addirittura su di essa l'accento!
Queste sono le trascrizioni fonologiche: 

*Teuctzincalpan  /te:kwtsin'kaɬpan/
*Teuccizcalpan  /te:kwsis'kaɬpan/ 

Altre occorrenze di -galpa

L'elemento -galpa si trova anche in un altro toponimo  dell'Honduras: Matagalpa. La sua origine è trasparente per chi ha qualche conoscenza del Nāhuatl classico: è l'adattamento di *Mātla-cal-pan "Nella Casa della Fionda". Deriva da mātlatl "fionda".

Una falsa etimologia Maya

L'etnologo guatemalteco Flavio Rodas Noriega ha proposto di derivare Tegucigalpa dalla lingua Quiché (Kiché), che appartiene al ceppo Maya. La sua analisi, che ha del grottesco, è questa: kate + guitz + kakai + pa, tradotto come "la región de los cerros de los venerables ancianos", ossia "la regione delle alture dei venerabili anziani". A partire da questi elementi, egli ha trasformato come per magia il toponimo in *teguipkalpam. La fonetica diventa un'opinione. Davidson ritiene che Rodas Noriega sia mosso dall'attaccamento alla sua terra e da un po' di "nazionalismo accademico". In ogni caso, è innegabile che sia un grande sostenitore del popolo Quiché, cosa non scontata e rara: in America Latina è piuttosto diffusa una concreta avversione nei confronti delle lingue native e delle persone che le parlano.
Nota: 
Le lingue Maya non sono imparentate con il Nāhuatl, da cui divergono enormemente sotto ogni aspetto. La differenza reciproca è come quella tra il cinese e l'italiano.

Conclusioni

Come si vede, imperversa il marasma. Le attestazioni sono confuse, per via dei problemi di trascrizione dei suoni delle lingue native in un sistema ortografico europeo del tutto inadatto. Nel Web è addirittura diffusa l'ingenua idea che siano stati gli Spagnoli a dare il nome alla futura capitale dell'Honduras, come se potessero inventarlo dal nulla. Nonostante la situazione scoraggiante, non desisto nel mio compito di accertare l'etimologia di ogni singolo toponimo nativo, nonostante le soverchianti difficoltà. Mi sa che ci vorrà un po' per uscire da questa condizione di pantano etimologico

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