martedì 15 ottobre 2024


I SEGNI UNIVERSALI DEL MALE

Ora bisogna esporre il problema di quei segni universali - dei quali ho parlato in precedenza - che designano le cose malvagie, vane, transitorie, da rifiutare, ecc.

Dice infatti l'Ecclesiaste: "Vanità delle vanità e tutto è vanità" (Qo, 1, 2). E ancora: "Ho visto tutto ciò che accade sotto il sole, ed ecco tutto è vanità e afflizione dello spirito" (Qo, 1, 4). E ancora: "Ogni cosa ha il suo tempo, e nel momento prescritto tutto passa sotto il sole: tempo di nascere e tempo di morire" (Qo, 3, 1-2). E ancora: "Tutte le cose sono soggette alla vanità e tutte tendono verso un solo luogo; sono fatte di terra e alla terra ritorneranno" (Qo, 3, 19-20). E ancora: "Mi sono disgustato della mia vita vedendo che tutte le cose sotto il sole sono malvagie e che tutto è vanità e afflizione dello spirito" (Qo, 2, 17).

Anche l'Apostolo dice ai Colossesi: "Se siete morti con Cristo agli elementi di questo mondo, perché decretate ancora come se viveste in questo mondo: non toccate, non gustate, non maneggiate tutto ciò che è destinato a consumarsi con l'uso?" (Col, 2, 20-22). E ai Filippesi lo stesso Apostolo dice: "Se qualcun altro pensa di confidare nella carne, potrei farlo più di lui io, circonciso l'ottavo giorno, della stirpe di Israele, della tribù di Beniamino, Ebreo figlio di Ebrei, quanto a legge Fariseo; quanto a zelo persecutore della Chiesa di Dio; quanto alla giustizia che si può raggiungere con la legge, di condotta irreprensibile. Ma le cose che per me erano dei guadagni, queste stesse cose le ho considerate perdite a causa di Cristo. Anzi, considero tutte le cose come perdite in confronto alla sovraeminente conoscenza di Gesù Cristo, mio Signore, per il quale ho perduto tutte le cose e le reputo lordura, per poter guadagnare Cristo" (Fil, 3, 4-8).

E nel Vangelo del beato Matteo Cristo dice allo scriba: "Se vuoi essere perfetto, va' e vendi tutto ciò che hai" (Mt, 19, 21), cioè abbandona tutto ciò che possiedi carnalmente secondo la legge. E il testo continua: "Allora, in risposta, Pietro gli disse: "Ecco, noi abbiamo abbandonato tutto e ti abbiamo seguito, che cosa dunque avremo?" (Mt, 19, 27). Cui Cristo rispose: "Voi che avete abbandonato tutto e mi avete seguito" ecc. Anche l'Apostolo dice ai Colossesi: "Ora, però, deponete anche voi tutto: collera, detrazione, sdegno, malizia, bestemmia" (Col, 3, 8) ecc.

E il beato Giovanni dice nella sua prima Lettera: "Non amate il mondo, né le cose che sono nel mondo. Se qualcuno ama il mondo, in lui non è la carità del Padre, perché tutto ciò che è nel mondo è concupiscenza della carne, concupiscenza degli occhi e superbia della vita, che non proviene dal Padre ma dal mondo" (1 Gv, 2, 15-16) ecc.

Sicché bisogna rendersi chiaramente conto che questi segni universali riferiti alle cose malvagie, vane e transitorie non sono della stessa specie degli altri segni universali prima menzionati, che designano le cose buone, pure, grandemente desiderabili e permanenti in eterno. Soprattutto per il fatto che non hanno nulla in comune, non possono in alcun modo coesistere entro una stessa forma di universalità - dato che si distruggono e si combattono a vicenda - né possono provenire da una causa unica.
 
Dal LIBRO DEI DUE PRINCÌPI, testo cataro 

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