Il termine えた eta, scritto in kanji 穢多, indica la più bassa classe sociale del Giappone dell'Epoca Edo (1603 - 1869). Il significato tradizionalmente attribuito alla parola è "pieno di sozzura". Secondo le idee dominanti nel mondo accademico, deriverebbe da un composto di 餌 (e "cibo animale"; "sudiciume") e della forma verbale 取り (tori "atto di prendere" - un derivato di 取る toru "prendere").
Com'è facilmente immaginabile, si tratta di formazioni lessicali ben anteriori ai tempi dei Tokugawa. Nell'ortografia kanji 穢多 la parola è documentata per la prima volta nel XIII secolo (anno 1296), nell'Epoca Kamakura (1185 - 1333), nel libro denominato 天狗草紙 (Tengu sōshi). Questa è un'opera illustrata di satira religiosa che critica aspramente i corrotti monaci buddhisti dei potenti templi di Nara e di Kyōto, dipingendoli come tengu, creature mitiche simili a uccelli grotteschi dal lungo becco.
La forma considerata più antica, etori, è attestata già nel X secolo (anno 935), nell'Epoca Heian (794 - 1185), nel 和名類聚抄 (Wamyō ruijushō), in cui il significato è descritto come "lavoro o professione di preparare il cibo per i falchi". L'opera è una specie di dizionario dei caratteri cinesi o di antenato di un'enciclopedia. La sua composizione fu iniziata dal poeta e studioso Minamoto no Shitagō nel 934, su richiesta della figlia dell'Imperatore Daigo.
Secondo l'opinione degli accademici, nel corso dei secoli si sarebbe avuto uno slittamento semantico: il significato avrebbe subito un'estensione, passando a indicare tutto ciò che aveva a che fare con la macellazione di quadrupedi, vista tradizionalmente come una professione impura. Da qui sarebbe quindi derivato il significato di intoccabilità tipico della società giapponese. Questa trafila mi sembra piuttosto implausibile, dato che il concetto è di una forza incredibile e difficilmente potrà essere derivato da un tecnicismo venatorio riferito ai falchi. Sono convinto che il passaggio sia piuttosto stato l'inverso. La religione nativa 神道 Shintō ("la Via degli Dei"), incredibilmente arcaica, è stata il fondamento primo del concetto di impurità ontologica, 穢れ kegare, connessa con una serie di condizioni anche indipendenti dalla volontà (lebbra, miasi, contatto col fulmine, albinismo, tutto ciò che ha a che fare con i morti e con la macellazione, contatti con gli escrementi, etc.). Il Buddhismo, importato nell'Arcipelago nel VI secolo, ha vietato la consumazione di carne di quadrupedi, che venivano quindi macellati per nutrire altri animali, tra cui i falchi. Si è avuta una sovrapposizione tra la nuova religione e un sostrato antichissimo.
Sinonimo moderno:
部落民 burakumin "intoccabile, paria"
Significato letterale: "abitante del borgo"
Nota:
Agli Intoccabili non era permesso risiedere in città con il resto della popolazione, così abitavano in appositi borghi (oggi diremmo "baraccopoli"), al di fuori delle mura urbane.
Quando si tratta l'origine di termini dal significato tanto viscerale, è legittimo diffidare delle opinioni comuni, essendo altissimo il rischio di imbattersi in etimologie popolari fuorvianti.
Un'etimologia alternativa
Volendo andare a fondo rispetto alle etimologie popolari, si potrebbe pensare di collegare la parola eta all'etnonimo 蝦夷 Ezo (variante Yezo), tradotto generalmente con "Barbari", che indicava popolazioni di lingua non nipponica (non Yamato) come gli Emishi e gli Ainu.
Questa è la trafila ricostruibile di Ezo:
Proto-Ainu: *emciw "persona, essere umano"
Trafila fonetica ipotizzabile:
/emtsiu/ =>
/entsiu/ =>
/entʃiu/ =>
/entsiu/ =>
/entʃiu/ =>
/entʃu/ =>
/endzu/ =>
/ezo/
Esito proto-nipponico (prestito): *EZO
Esiti storici: Ezo, Yezo
Una trafila del tutto simile, ma in una lingua diversa dello stesso ceppo, ha dato invece 毛人 Emishi (variante Ebisu), scritto anche con gli stessi kanji di Ezo: 蝦夷.
Proto-Ainu: *emciw "persona, essere umano"
Trafila fonetica ipotizzabile:
/emtsiu/ =>
/emtsi/, /emtsu/ =>
/emitsi/, /emitsu/ =>
/emisi/, /emisu/
Esito proto-nipponico (prestito): *EMISI / *EBISU
Esiti storici: Emishi, Ebisu
/emiʃi/, /ebisu/
/emiʃi/, /ebisu/
Se sono chiarissime le etimologie proto-Ainu di Ezo, Emishi, Ebisu, non mi sembra tuttavia molto convincente la loro associazione a eta, etori. In effetti, ragionandoci a lungo, sono arrivato a una conclusione che considero migliore.
Una nuova proposta etimologica
Nelle Filippine e nella Penisola Malese sussistono tuttora residui di popoli anteriori all'espansione delle genti austronesiane. Sono stati chiamati Negritos dagli Spagnoli nel XVI secolo, in quanto mostrano caratteri simili a quelli dei Pigmei dell'Africa: bassa statura, pelle scura, naso camuso e capelli crespi. Non conservano più le antiche lingue pre-austronesiane, ma ci sono prove che le parlavano ancora quando nelle Filippine sono giunti gli Spagnoli. Il gesuita Pedro Chirino (1557 - 1635), nella sua Relación de las Islas Filipinas (pubblicata a Roma nel 1604), scrisse che le lingue dell'Arcipelago si somigliano tra loro "come in Italia il toscano, il lombardo e il siciliano, o come in Spagna il castigliano, il portoghese e il galiziano", aggiungendo subito dopo che differente era la lingua dei Negritos, definita isolata ed estranea rispetto alle altre proprio "come in Spagna il basco". Anche se questi Negritos parlano ormai lingue austronesiane, si trovano in esse molti termini di sostrato, che sono stati raccolti e che puntano a un'origine comune. I nomi endoetnici dei Negritos sono sorprendenti: Aeta, Ayta, con diverse altre varianti. Lessi anni fa dell'ipotesi della presenza di genti simili nel Giappone preistorico, e il mio ricordo non è ingannevole. L'idea che i Pigmoidi si trovassero in passato in un'area estesissima che includeva anche il Giappone si trova in diversi studiosi del XIX e della prima metà del XX secolo, come Joseph Barnard Davis (1867), Armand de Quatrefages (1895), Alfred Radcliffe-Brown (1922). A un certo punto mi si è accesa una lampadina.
Proto-Negrito: *ʔaqtaʔ
Significato: "essere umano" (endoetnico)
Esiti storici (Indonesia, Filippine):
atta,
atta,
arta,
alta,
agta,
ayta,
aeta
Esito proto-nipponico (prestito): *ETA
Esiti storici: eta, etori
Significato storico: "intoccabile", "paria"
Significato storico: "intoccabile", "paria"
Tutto è finalmente chiaro: oltre alle genti della Cultura Jōmon, in Giappone dovevano esistere anche comunità di Negritos, che furono assimilate, pur mantenendo il loro nome. Con l'arrivo di popolazioni della Cultura Yamato, antenate della massima parte dei moderni Giapponesi, l'antico endoetnico Eta è diventato nel corso dei secoli un termine di stigma in un sistema sociale caratterizzato da un feroce razzismo e dal terrore della contaminazione.
Nota:
Pur essendo l'argomento drammatico, ricordo un dettaglio involontariamente comico: ancora sull'ormai datata Enciclopedia UTET, si descriveva l'invasione da parte delle genti Yamato parlando di "continue ondate di popolazioni mongoloidi".
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