FANTASMI
Titolo originale: Phantasm
Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Lingua: Inglese
Anno: 1979
Durata: 88 min
Genere: Orrore, fantascienza, weird
Regia: Don Coscarelli
Soggetto: Don Coscarelli
Sceneggiatura: Don Coscarelli
Produttore: Don Coscarelli
Fotografia: Don Coscarelli
Montaggio: Don Coscarelli
Effetti speciali: Paul Pepperman
Musiche: Fred Myrow, Malcolm Seagrave
Scenografia: Kate Coscarelli (come S. Tyer)
Costumi: Kate Coscarelli (come Shirl Quinlan)
Trucco: Kate Coscarelli (come Shirley Mae)
Controfigure: George W. Singer Jr.
Coordinatore di produzione: Adele Lustig
Interpreti e personaggi:
Angus Scrimm: Uomo Alto (Tall Man)
A. Michael Baldwin: Mike Pearson
Bill Thornbury: Jody Pearson
Reggie Bannister: Reggie
Kathy Lester: La Signora in Lavanda
(Lady in Lavender)
Terrie Kalbus: La nipote della medium
Kenneth V. Jones: Custode
Susan Harper: Cameriera
Lynn Eastman-Rossi: Sally
David Arntzen: Toby
Ralph Richmond: Barista
Bill Cone: Tommy
Laura Mann: La Signora in Lavanda
(scene in topless)
(scene in topless)
Mary Ellen Shaw: La medium
Myrtle Scotton: Cameriera
Don Coscarelli: Partecipante al funerale
Kate Coscarelli: Partecipante al funerale
Kate Coscarelli: Partecipante al funerale
Titoli in altre lingue:
Tedesco: Das Böse
Polacco: Mordercze kuleczki
Turco: Manyak
Budget: 300.000 dollari US
Box office: 22 milioni di dollari US
Trama:
Un giovane di nome Tommy sta copulando selvaggiamente con una donna biondiccia nel cimitero di Morningside, quando lei all'improvviso gli si rivolta contro e lo uccide a pugnalate. Si scopre che la maliarda si trasforma nell'addetto locale alle pompe funebri, soprannominato l'Uomo Alto, che si era celato magicamente sotto le spoglie soprannaturali della Signora in Lavanda. Al funerale, gli amici di Tommy, Jody Pearson e Reggie, sostengono di credere che il ragazzo si sia suicidato. Mike, il fratello tredicenne di Jody, osserva di nascosto la cerimonia funebre e a un certo punto vede lo spettrale becchino, l'Uomo Alto, che rimette la pesante bara di Tommy nel carro funebre con evidente facilità, invece di procedere alla sepoltura.
Mike si reca da una cartomante del posto, che ha fama di essere una medium, e le racconta quanto ha visto. Lei lo sottopone a un rito d'iniziazione, facendogli infilare la mano destra in una scatola. Inizialmente sembra che qualcosa afferri la mano da dentro e la strazi, ma poi il ragazzo la ritrae illeso, dopo che la nipote biondiccia dell'anziana donna ha recitato una formula contro la paura.
Più tardi, Jody viene sedotto dalla Signora in Lavanda e condotto al cimitero per un rapporto sessuale. Tuttavia, i due vengono interrotti da Mike, che stava spiando ed è stato stanato dal suo nascondiglio da una figura nanesca incappucciata. Mike cerca di avvertire Jody della presenza di quel piccolo essere misterioso, ma il giovane è preso dalla foia e non gli dà retta.
All'interno del mausoleo sepolcrale, Mike viene inseguito da una sfera volante d'argento, irta di lame acuminate, affrontando al contempo un custode aggressivo; riesce a fuggire quando la sfera armata uccide quest'ultimo. Mike scappa poi anche dall'Uomo Alto e sbatte una porta per mettersi in salvo; le dita del becchino demoniaco rimangono incastrate e vengono tranciate di netto, ma continuano a muoversi, trasudando un icore giallastro denso come zabaione. Portando con sé una delle dita mozzate, Mike infine esce dal mausoleo e si allontana correndo.
Il dito, che non cessa di muoversi, basta a convincere Jody della veridicità dei racconti di Mike. Prima che Jody possa portare il dito allo sceriffo, questo si trasforma in un'immenso moscone che vola impazzito. Reggie, testimone dell'attacco dell'insetto mostruoso, condivide i sospetti dei due fratelli. Jody si reca da solo al cimitero, ma viene messo in fuga dai nani grotteschi e da un carro funebre che sembra procedere senza nessuno alla guida. Viene tratto in salvo per un pelo da Mike a bordo della Plymouth Barracuda di Jody; dopo aver fatto uscire di strada il carro funebre, scoprono che alla guida c'era una delle figure nanesche incappucciate: si tratta di Tommy, rianimato e rimpicciolito, che i tre nascondono nel furgone dei gelati di Reggie, in preda al terrore e al raccapriccio.
Reggie e Jody decidono di sconfiggere l'Uomo Alto, mentre Mike si nasconde in un negozio di antiquariato gestito da Sally e Sue, amiche di Jody. Lì, Mike scopre una vecchia fotografia dell'Uomo Alto e insiste per essere riportato a casa. Lungo il tragitto, Mike, Sally e Sue si imbattono nel furgone dei gelati ribaltato. Vengono attaccati da un gruppo di nani incappucciati; Mike riesce a fuggire, credendo che le ragazze e Reggie siano morti.
Jody chiude Mike in camera sua per sicurezza e si reca al mausoleo per uccidere l'Uomo Alto. Mike riesce a uscire, ma si imbatte nell'Uomo Alto, che lo attende proprio fuori dalla porta di casa. Questi lo rapisce e lo caricando su un carro funebre, ma il ragazzo fugge e a fa sì che il veicolo si schianti contro un palo ed esploda. Mentre cerca Jody nel mausoleo, Mike viene preso di mira dalla sfera d'argento, finché Jody non la distrugge con un fucile. Mike e Jody si ricongiungono con Reggie e insieme entrano in una stanza ben illuminata, piena di contenitori che custodiscono altri nani. Mike riesce a dare una rapida occhiata attraverso un portale interplanetario, un wormhole, scorgendo un mondo rovente dal cielo rosso sangue, dove i nani lavorano ridotti in durissime condizioni di schiavitù.
Un'improvvisa interruzione di corrente separa il trio. Rimasto solo nella stanza, Reggie attiva il portale, generando un potente risucchio da cui riesce a stento a salvarsi. Nella confusione che segue, viene pugnalato dalla Signora in Lavanda mentre Jody e Mike fuggono; nel frattempo, il mausoleo svanisce. Jody elabora un piano per intrappolare l'Uomo Alto in un pozzo minerario abbandonato. L'Uomo Alto aggredisce Mike in casa e lo insegue all'esterno, finendo per precipitare nel pozzo, dove viene sepolto da una frana di rocce provocata da Jody.
A questo punto Mike si risveglia nel suo letto, ancora preoccupato per l'Uomo Alto. Reggie, che è vivo, gli rivela che Jody è morto in un incidente d'auto la settimana precedente; tutto ciò che Mike ha vissuto finora è stato un incubo scatenato dal dolore. Promettendo di prendersi cura di lui, Reggie gli propone di partire per un viaggio in auto. Quando Mike entra in camera per preparare i bagagli, appare l'Uomo Alto e alcune mani sfondano lo specchio della stanza, trascinando Mike al suo interno.
Recensione:
Nonostante sia un B-movie prodotto con scarsissimi mezzi, questa pellicola ha riscosso comunque un certo successo, fino a diventare un autentico cult. Ha avuto ben quattro sequel, tutti diretti da Don Coscarelli:
Fantasmi II (Phantasm II, 1988),
Fantasmi III - Lord of the Dead
(Phantasm III: Lord of the Dead, 1994),
(Phantasm III: Lord of the Dead, 1994),
Phantasm IV: Oblivion (1998),
Phantasm: Ravager (2016).
Il film è stato definito lynchiano o paralynciano. Questo per una serie di elementi che lo accomunano alla produzione cinematografica di David Lynch.
Regna l'inquietudine nel quotidiano. Gli spazi apparentemente ordinari e rassicuranti, come la tipica provincia americana, villette a schiera, tavole calde, nascondono un sottobosco oscuro, perverso, violento o marcio. Il terrore cosmico e surreale ha come base una normalissima e desolata cittadina di provincia, un'impresa di pompe funebri locale e la quotidianità di due fratelli interrotta dall'inspiegabile.
Gli elementi surreali e onirici sono pervasivi. La narrazione segue spesso la logica dei sogni o degli incubi. I confini tra realtà, allucinazione e finzione sono volutamente sfocati. La linearità della trama si dissolve continuamente. Gli eventi non seguono regole razionali di causa-effetto: si passa da una camera da letto al deserto abbacinante di un'altra dimensione, da una sparatoria a un funerale, senza spiegazioni logiche. Lo spettatore si trova smarrito nello stesso limbo in cui si muovono i protagonisti di Mulholland Drive (2001) o Strade Perdute (Lost Highway, 1997).
Il perturbante (uncanny) si insinua dovunque, domina ogni cosa. Abbondano i dettagli e i personaggi bizzarri, grotteschi o fuori posto che generano un senso di profonda, inspiegabile transitorietà e disagio. L'elaborazione del trauma e del lutto è distorta: proprio come in Twin Peaks, dove il surreale serve a elaborare il trauma indicibile dell'abuso e della morte di Laura Palmer, in Phantasm l'intero incubo dell'Uomo Alto e dei suoi nani zombeschi può essere letto come la manifestazione psicologica aberrante e deformata del giovane protagonista, Mike, terrorizzato dall'idea della morte dei genitori e dall'abbandono da parte del fratello maggiore.
Si ha il mistero senza risoluzione. Le trame spesso rifiutano una spiegazione logica o razionale, lasciando lo spettatore con un senso di sospensione e interpretazione aperta.
L'uso del sonoro e della musica è caratterizzato da rombi cupi di sottofondo (ambient drone), silenzi prolungati interrotti da rumori distorti o canzoni pop degli anni '50 e '60 usate in contesti disturbanti. La celebre colonna sonora al sintetizzatore di Fred Myrow e Malcolm Seagrave crea un tappeto ipnotico e inquietante che amplifica il senso di distacco dalla realtà, un espediente simile a quello che Lynch e Angelo Badalamenti hanno fatto la storia del cinema.
Phantasm non si limita a spaventare con i mostri o con le sue sfere d'argento perforanti, ma fa crollare le certezze su cosa sia reale e cosa sia allucinazione, lasciando quel retrogusto di perenne mistero insondabile tipico delle opere lynchiane.
Risultati tanto splendidi contrastano singolarmente con la carenza di risorse materiali. Non si esagera se si dice che Coscarelli ha realizzato quest'opera con quattro soldi. Siccome non aveva molte possibilità a disposizione, escogitava singolari espedienti per ottimizzare il benché minimo residuo di tempo: noleggiava tutta l'attrezzatura necessaria per le riprese del film sempre di venerdì, in modo da poterla utilizzare per l'intero fine settimana e restituirla il lunedì, pagando di fatto il noleggio per una sola giornata. L'instancabile determinazione e l'ingegno hanno premiato il regista al box office!
Phantasm e Dune
Ci sono diverse sequenze che rimandano in modo inequivocabile a Dune, tanto da poter essere considerate consapevoli omaggi. Infatti è risaputo che il regista era un grandissimo fan della saga letteraria di Frank Herbert. Di più: Phantasm (1979) è a tutti gli effetti il primo film a portare su schermo espliciti elementi visivi e concettuali tratti da Dune, e il destino ha voluto che solo cinque anni dopo, nel 1984, sia stato proprio David Lynch ad accettare la regia del primo adattamento ufficiale del romanzo. In ogni caso il film di Coscarelli non può essere considerato un adattamento di Dune: il soggetto e la narrazione hanno ben poco in comune.
Colpisce l'iniziazione di Mike alla prova del Gom Jabbar, mentre la nipote della medium recita qualcosa di molto simile alla Litania della Paura delle Bene Gesserit: "Non aver paura. Non aver paura. È solo nella tua mente. È la paura quella che uccide". Credo che sia la prima volta in cui nella Settima Arte è comparsa questa scena. Non dobbiamo dimenticarci che Phantasm è uscito nel 1979 e precede di cinque anni l'adattamento herbertiano di David Lynch, che è del 1984.
Vediamo poi che il locale del paese si chiama Dunes Cantina, che anche lo spettatore più sprovveduto può interpretare all'istante come "Bar di Dune". Non ci sono dubbi che Coscarelli volesse suggerire un'identificazione di Mike con Paul Atreides, mentre Reggie richiama quel minchione di Gurney Halleck. È una sorta di guerriero-mentore pedante e retorico, segnato da un dolore profondo, che imbraccia uno strumento musicale per bilanciare la violenza del mondo in cui vive. Le analogie non finiscono qui: la sfera argentea con gli aculei è semplicemente il meccanismo assassino chiamato hunter-seeker.
La sequenza in cui il portale dimensionale si apre su un panorama opprimente simile a una fornace con una fila interminabile di nani schiavizzati, è da molti considerata una rappresentazione di Arrakis, il mondo desertico chiamato anche Dune. Sono tuttavia possibili anche altre interpretazioni, anche perché i colori del paesaggio non mi sembrano quelli giusti. Mi pare più plausibile che il regista volesse invece mostrare Giedi Prime, il pianeta di origine della Casa Harkonnen, considerato simile all'Inferno.
In Italia, terra di cinepanettoni e di conformismo, la critica non si vuole rendere conto di quanto da me riportato e non accenna alle analogie con Dune. Gli sbatti in faccia il rito del Gom Jabbar e non fiatano. Regna l'ottusità. Invece nel mondo anglosassone sono stati in molti ad accorgersi dei riferimenti herbertiani nella pellicola di Coscarelli e a parlarne nei forum.
Phantasm e Guerre Stellari
Il regista era ben consapevole della sorprendente somiglianza tra le creature nanesche di Phantasm e i Jawa di Star Wars (Episodio IV: Una nuova speranza, 1977), tanto da farvi esplicitamente riferimento. Egli precisò che tali creature erano state concepite prima dell'uscita del film di George Lucas - che arrivò nelle sale proprio mentre Coscarelli stava girando Phantasm. Qualcuno gli fece notare la somiglianza dopo aver visto i Jawa in un trailer. Si discusse dell'ipotesi di cambiare il colore dei nani di Phantasm - magari optando per il grigio al posto del marrone delle tuniche che caratterizzavano sia loro che i Jawa. Tuttavia, dato che molte scene erano già state girate, si decise infine di mantenere le tuniche marroni.
Se si analizza a fondo la natura dei nani di Coscarelli e dei Jawa di Lucas, ne emerge una differenza profondissima: i primi sono puri e semplici automi, morti viventi senza volontà alcuna, poco più che cadaveri deambulanti, mentre i secondi sono creature senzienti fatte e finite, dotate di un proprio linguaggio articolato e di una propria cultura, come noi esseri umani. Le intenzioni del regista di Phantasm non hanno riscontro alcuno nell'universo di Star Wars: la figura del nano deforme impiegato come schiavo o automa evoca le vecchie fiabe nere e il circo itinerante, dove la distorsione del corpo è specchio di una corruzione metafisica. È la più autentica tradizione del freak e del Grand Guignol! Sarebbe anche ora se la si smettesse di guardare unicamente alle apparenze.
L'Uomo Alto
L'Uomo Alto appartiene a una specie aliena ed è in grado di mascherarsi da essere umano. Siccome compare sia come becchino segaligno che come donna sensualissima, si sarebbe tentati di dire che la sua sessualità è ambigua come quella di Loki. In altre parole, ha una natura bisessuale. Ma ha senso applicare queste categorie tanto asfittiche a un essere che proviene da un'altra dimensione?
L'Uomo Alto, con quel cappotto nero d'ispirazione funebre e lo sguardo di ghiaccio, si muove su coordinate che non hanno nulla della barocca, carnale e mefistofelica opulenza del Barone Harkonnen. L'universo di Phantasm vive di una logica tutta sua, che elude il world-building geopolitico o la space opera per immergersi direttamente nella psicopatologia dell'incubo americano. L'Uomo Alto non è quindi un despota galattico mosso da intrighi di palazzo o bramosie dinastiche: è una pura e semplice proiezione spettrale, una figura da boogeyman implacabile che trasforma la provincia rurale in un mausoleo spersonalizzato. L'unico elemento in comune con il Signore di Giedi Prime è lo schiavismo su scala cosmica: è lo sfruttamento sistemico e interdimensionale dei corpi!
In Dune lo schiavismo è politico, economico e dinastico, legato al controllo delle risorse (la Spezia) e all'estrazione di forza lavoro da parte delle corporazioni imperiali. In Phantasm si riduce a una tetra parodia industriale e metafisica: l'Uomo Alto saccheggia i cimiteri terrestri per deportare cadaveri svuotati e rimpiccioliti su un pianeta alieno, riducendoli a una manodopera annichilita in un regime di morte burocratica. Da una parte la macro-politica galattica degli Asburgo dello spazio, dall'altra l'orrore luttuoso e surreale di una provincia americana trasformata in cava di carne. Due universi inconciliabili, uniti solo da questa cupa catena di montaggio dell'Oltretomba.
Angus Scrimm non è il vero nome dell'attore che ha interpretato il disturbante becchino alieno. Il suo vero nome è Lawrence Rory Guy, ed è così che viene chiamato di persona; nel commento audio, si possono persino sentire gli altri tre chiamarlo a volte Rory. Come spiega lo stesso Scrimm, dovette scegliere un nome d'arte per recitare in spettacoli "fuori dal campus", presumibilmente durante il periodo della scuola di recitazione. Infatti non gli era consentito partecipare a rappresentazioni esterne all'istituto, quindi scelse il nome Angus Scrimm per tutelarsi nel caso in cui fosse stato menzionato nelle recensioni. È il nome d'arte che ha utilizzato fino alla sua morte, avvenuta nel 2016.
La Donna in Lavanda:
timidezza e concupiscenza funebre
Kathy Lester, l'attrice che interpretava la Signora in Lavanda, si sentiva a disagio nel girare scene di nudo e di sesso - motivo per cui quell'aspetto del ruolo fu affidato a una controfigura, Laura Mann. La Lester insistette affinché la donna che la sostituiva ricevesse un proprio credito nei titoli, il che spiega la presenza della dicitura "Double Lavender", alla lettera "Doppia Signora in Lavanda". Secondo Bill Thornbury, interprete di Jody, la Lester non si sentiva a suo agio nemmeno a recitare con Bill Cone, il partner che le avevano affibbiato - affermando di non conoscerlo molto bene (in realtà lo trovava ripugnante, diceva che puzzava). In realtà l'attrice era piuttosto puritana e timida. Non le piaceva essere toccata dagli uomini e slinguazzare. Le gambe che appaiono nell'inquadratura durante la scena iniziale appartengono alla Lester e a Thornbury. Da parte sua Bill Cone desiderava ardentemente morire in uno dei film di Don Coscarelli, per una sua inesplicabile stranezza; il regista lo accontentò.
Una specie di pareidolia
La canzone "Ace of Spades" dei Motörhead fu pubblicata l'anno successivo all'uscita del film e, a quanto si dice, ne trasse la sua ispirazione. Durante una proiezione della pellicola a New York, il mitico Lemmy commentò sottovoce che la testa di Mike gli ricordava l'asso di picche e trascorse gran parte del resto del film a scrivere il testo del brano su un blocco note, utilizzando la matita che David Soul gli aveva regalato quel giorno stesso. Conosco bene gli attacchi di esilarazione che insorgono quando all'improvviso si identificano parti del corpo di una persona con oggetti incongrui: ricordo ancora quando da bambino ebbi una crisi di riso convulso perché mi ero convinto che la testa di un prete somigliasse in modo incredibile a una grossa pera! Ragazzi, questo è l'effetto della droga. Io ero un piccolo tossico: inalavo quantitativi industriali di solventi e di benzina. Certamente Lemmy poteva disporre di prodotti di qualità migliore.
Altre recensioni e reazioni nel Web
"Mette a disagio ogni volta che lo si rivede e io l'ho visto almeno 20 volte."








Nessun commento:
Posta un commento