I GUERRIERI DELL'ANNO 2072
Titolo originale: I guerrieri dell'anno 2072
Titolo in inglese: Warriors of the Year 2072
Lingua originale: Italiano, inglese
Paese di produzione: Italia
Anno: 1984
Durata: 94 min
Genere: Fantascienza
Regia: Lucio Fulci
Soggetto: Elisa Livia Briganti, Dardano Sacchetti
Sceneggiatura: Elisa Livia Briganti, Dardano
Sacchetti, Cesare Frugoni, Lucio Fulci
Sacchetti, Cesare Frugoni, Lucio Fulci
Produttore: Edmondo Amati, Maurizio Amati,
Sandro Amati
Sandro Amati
Casa di produzione: Regency Productions
Distribuzione in italiano: Titanus
Fotografia: Giuseppe Pinori, Aldo Tonti
Montaggio: Vincenzo Tomassi
Musiche: Riz Ortolani
Scenografia: Francesco Vanorio, Giacomo Calò
Carducci
Carducci
Costumi: Mario Giorsi
Interpreti e personaggi:
Eleonora Brigliadori: Sarah Newman
Jared Martin: Drake
Fred Williamson: Abdul
Howard Ross: Traven, capo dei Pretoriani
Claudio Cassinelli: Cortez
Cosimo Cinieri: Prof. Towman
Gianni Di Benedetto: Sam, il capo
Donald O'Brien: Monk
Penny Brown: Sybil
Al Cliver: Kirk
Mario Novelli: Tango
Hal Yamanouchi: Akira
Valerie Jones: Susan
Titoli in altre lingue:
Tedesco: Die Schlacht der Centurions
Francese: 2072, les mercenaires du futur
Russo: Воины-2072
Emiliano-Romagnolo: I cumbatènt d'lan 2072
Trama:
Anno del Signore 2072. In una Roma distopica, Cortez, responsabile della programmazione dell'emittente WBS TV, è furioso per gli ascolti costantemente elevati di un programma televisivo americano rivale, intitolato "Kill-Bike". Lo show propone combattimenti mortali in stile gladiatorio a bordo di motociclette e ha trasformato in un eroe Drake, il biondiccio campione imbattuto. L'amarezza di Cortez è acuita dal fatto che fu proprio lui, in origine, a scoprire Drake. La risposta della WBS al programma americano è "The Danger Game", una simulazione che mostra le allucinazioni di un concorrente che vive l'avvicinarsi di una morte violenta. La paura, il panico e le grida scaturite da simulazioni incredibilmente realistiche rendono il tutto ancora più intenso. Purtroppo per l'emittente, nemmeno questo spettacolo riesce a competere con il cruento programma americano.
Cortez e le sue due assistenti, Sybil e Sarah, ricevono un videomessaggio dal misterioso capo della stazione, Sam, il quale ordina loro di ricreare la formula del combattimento tra gladiatori e di tornare al punto di partenza: il Colosseo. Sam impartisce alla stazione WBS - un disco volante gestito da un sistema informatico chiamato Junior - l'ordine di dirigersi sul posto e di avviare l'addestramento dei futuri contendenti, che verranno selezionati dai bracci della morte di tutto il mondo. Nel frattempo, Drake è stato incarcerato con l'accusa di aver ucciso tre uomini che, dopo essersi introdotti in casa sua, avevano assassinato sua moglie Susan; per una fortunata coincidenza per la WBS, Drake è ora condannato a morte per essersi fatto giustizia da solo.
Drake viene dunque condotto nel complesso di addestramento, dove gli viene impresso a fuoco sul polso un dispositivo di rilevamento. Deve quindi fare i conti con Raven, il sadico capo della Guardia Pretoriana, e con l'ostilità degli altri futuri concorrenti. Abdul è un estremista musulmano afroamericano; Akira è un famigerato serial killer giapponese; Kirk è un rapinatore e assassino di origine tedesca; e Tango è un terrorista latinoamericano. Drake ritrova inoltre un vecchio conoscente dei tempi della WBS: Monk, un dipendente dal corpo deforme e dotato di un occhio a fibre ottiche, che cerca di rassicurarlo.
Il giorno seguente, Drake viene legato a un "simulatore di odio", un dispositivo progettato per determinare il punto in cui un essere umano può essere spinto a commettere un omicidio. Nonostante i tentativi della macchina - che proietta immagini olografiche degli assassini di sua moglie intenti a provocarlo - Drake non cede. Sarah, l'assistente di Cortez, ne rimane turbata e inizia a provare attrazione per il prigioniero. Drake conquista presto il rispetto degli altri detenuti dopo aver tenuto testa, in una sfida d'ingegno, al feroce Raven; quest'ultimo, tuttavia, non può fare del male ai prigionieri a causa dell'imminente trasmissione televisiva. Sarah stringe amicizia con Drake e gli mostra delle prove video, da lei scoperte, che dimostrano come l'uomo sia stato incastrato per l'omicidio della moglie, al solo scopo di farlo partecipare allo show. Un microprocessore, dotato di una potenza insolita e fatto arrivare di nascosto da Monk, rende possibile un tentativo di fuga. Quando il piano fallisce, le immagini che ritraggono Drake e gli altri prigionieri durante il tentativo di evasione finiscono immediatamente nei notiziari televisivi. A Raven viene concesso un accesso limitato per torturare i detenuti con scariche elettriche; tuttavia, questa straziante esperienza finisce per unire ancora di più i protagonisti. Nel frattempo, Cortez è sempre più furioso per via delle indagini che Sarah sta conducendo su Drake.
La sera seguente, Sarah si reca dall'anziano professor Towman, l'ideatore di Junior - il sistema informatico della WBS - in cerca di un modo per accedere ai file riservati. Il professore, divenuto una sorta di mistico, parla dell'anima della sua invenzione: consegna a Sarah un chip di accesso al computer, ma viene improvvisamente ucciso da un aggressore invisibile. Prima ancora che Sarah possa tentare di catturare Sybil, anch'ella viene colpita e uccisa da un aggressore che non è possibile vedere.
Nel frattempo, ha inizio il WBS Gladiator Contest: i concorrenti sfrecciano all'interno di un'arena riadattata, a bordo di veicoli simili a carri da combattimento, ricavati da motociclette modificate. Molti partecipanti perdono la vita, tra cui Tango. Improvvisamente, Sarah irrompe nello stadio in sella a una motocicletta, interrompendo i giochi. Grazie a un chip informatico, ha scoperto che Junior ha programmato i braccialetti indossati dai gladiatori sopravvissuti affinché, venti minuti dopo la fine dello spettacolo, si attivino uccidendoli tutti. Dopo aver rivelato la verità a Drake e agli altri uomini, il gruppo sferra un attacco alla torre di controllo, eliminando le guardie, Raven compreso. Tuttavia, nel corso dell'assalto, la maggior parte dei gladiatori - Akira incluso - rimane uccisa. Drake, Sarah, Abdul e Kirk fanno irruzione nella sala di controllo centrale e scoprono che è stato Cortez a orchestrare la morte dei sopravvissuti, con l'obiettivo di screditare Sam e prendere il suo posto al vertice della stazione. Cortez viene ucciso da Abdul, che gli spara. Poco dopo, sullo schermo di un computer appare il faccione ghignante di Sam, il capo dell'organizzazione; si scopre però che si tratta soltanto di una proiezione video generata dal computer, trasmessa da un satellite in orbita a 600.000 miglia dalla Terra. Il computer era a conoscenza del piano di Cortez, ma ha permesso che procedesse fino a un certo punto.
I quattro ribelli sopravvissuti riescono a entrare nel terminale principale di "Sam" grazie alla chiave d'accesso di Sarah. Tuttavia, Kirk perde la vita quando, imprudentemente, tenta di rimuovere da solo il proprio braccialetto. In seguito, i tre ribelli superstiti vengono attaccati nella sala di controllo da Monk, che si rivela essere il traditore: era stato lui a riprendere il tentativo di fuga servendosi di una telecamera miniaturizzata integrata nel proprio occhio. Dopo un aspro combattimento, Drake lo uccide; Sarah utilizza quindi alcune delle informazioni memorizzate nel chip della telecamera per accedere ai codici di autodistruzione. "Sam" viene fatto saltare in aria appena in tempo e i micidiali braccialetti vengono disattivati. Con la battaglia ormai vinta, Drake e Sarah si allontanano insieme a bordo di un veicolo a levitazione, pronti a iniziare una nuova vita.
Recensione:
La pellicola descrive l'esito tanto temuto della società dello spettacolo, il traguardo a cui è arrivata dopo aver a lungo galoppato verso inedite forme di nichilismo morale. In un'atmosfera cupa e al neon, la TV è infine diventata onnipotente, giungendo ad organizzare combattimenti esiziali tra condannati a morte per alzare gli ascolti. Il regista riprende il mito del panem et circenses dell'antica Roma, sostituendo i gladiatori con condannati a morte equipaggiati con armi iper-tecnologiche e moto futuristiche dentro un’arena che ricalca il Colosseo.
La massa è stata sottoposta a desensibilizzazione. Il pubblico a casa fruisce dello sfilacciamento della vita umana come puro intrattenimento passivo. La violenza sanguinaria non è solo un espediente splatter, ma riflette l'escalation voyeuristica della TV commerciale. La realtà è stata completamente manipolata, La messa in scena dello scontro è orchestrata in ogni minimo dettaglio: le telecamere, i replay e i commenti in diretta riprogrammano la percezione morale del pubblico, trasformando assassini in eroi o eroi tragici in mostri a seconda degli interessi di palinsesto.
Anche se realizzato con i limiti di budget del cinema B italiano, il film fulciano anticipa con sorprendente lucidità temi che sarebbero diventati centrali nella fantascienza moderna (da L'uomo in fuga (The Running Man, Paul Michael Glaser, 1987) fino alla saga di Hunger Games (dal 2012) e alla serie televisiva Black Mirror (dal 2011). Le immagini televisive vengono montate e alterate per costruire false prove. La verità non esiste più in quanto fatto oggettivo, ma solo come narrazione trasmessa sul monitor. Gli schermi onnipresenti che incombono, le trasmissioni pervasiva e i sistemi di sorveglianza occhiuta evidenziano l'isolamento dell'individuo, immerso in una realtà virtuale e passiva che prosciuga ogni empatia. Ottima la Brigliadori, con una parrucca a caschetto che nasconde la sua splendida chioma riccia.
Popper, Battiato e i gladiatori futuribili
Ebbene, le ipotesi utilizzate da Fulci come base della sua narrazione non sono affatto peregrine. Nel suo famosissimo e discusso saggio del 1994, intitolato Cattiva maestra televisione (Television: a Bad Teacher), il filosofo austriaco Karl Popper (1902 - 1994) analizzò l'impatto dei media sulle masse e sui giovani, arrivando a fare un esempio estremo rimasto scolpito nel dibattito sociologico: affermò che, se le emittenti televisive fossero lasciate completamente libere da vincoli morali e legali, e decidessero di trasmettere combattimenti mortali in diretta, questi farebbero ascolti record: sarebbero campioni di Auditel e incollerebbero molti milioni di persone allo schermo.
Popper non usò questa provocazione per puro cinismo, ma per dimostrare una tesi ben precisa: la logica del mercato e degli ascolti televisivi non si ferma davanti a nulla e non ha un'etica innata. Se l'unico obiettivo è catturare l'attenzione del pubblico, la TV tenderà inevitabilmente a produrre contenuti sempre più violenti e sensazionalistici per stimolare le reazioni più primitive dell'essere umano.
Proprio a causa di questa dinamica, Popper propose una soluzione forte quanto problematica: l'istituzione di una patente o licenza obbligatoria per chi fa televisione, da revocare in caso di violazione di determinati standard etici a tutela della società e dei minori. Il punto è che una volta poste in essere misure come i patentini morali, si arriverebbe a derive assolutamente indesiderabili: sarebbero instaurate forme di censura pervasiva che ostacolerebbero la libertà di pensiero e di proporre qualsiasi contenuto, al punto che non si potrebbero più nominare nemmeno le gambe dei tavoli.
Quando Popper pubblicò il suo saggio, il dibattito in Italia fu gigantesco. Intellettuali, cantautori e artisti - che già da anni portavano avanti una personale battaglia spirituale e culturale contro la TV spazzatura e l'appiattimento delle coscienze - commentarono o condivisero pubblicamente quelle tesi, amplificandole. In particolare, il cantautore siciliano Franco Battiato (1945 - 2021) era profondamente disgustato dalla deriva sensazionalistica della televisione italiana, specialmente quella degli anni '80 e '90. Nelle sue interviste e in diverse sue canzoni ha espresso un concetto identico a quello enunciato da Popper: se si abbassa il livello culturale per inseguire l'Auditel, la televisione solleticherà gli istinti più animaleschi ed efferati delle persone. In alcune sue storiche interviste televisive, come quelle rilasciate a programmi Rai o nei suoi interventi filosofici, Battiato si è spesso soffermato sulla psicologia delle masse. Raccontò che vedere la folla negli stadi o davanti a spettacoli aggressivi gli provocava una profonda tristezza, poiché notava una totale perdita di controllo individuale. Usava spesso metafore legate all'arena, sottolineando che l'essere umano, se manipolato dai media, tornerebbe a livelli animaleschi pur di consumare un'ora di intrattenimento.
Una profezia di Fulci
Un Cortez frustrato pronuncia queste parole, verso i minuto 43:50 - 44:
"I computer... li abbiamo costruiti perché fossero i nostri schiavi, e invece gli schiavi siamo noi."
Nonostante Cortez sia l'antagonista cinico e spietato pronto a tutto per l'audience, in quel preciso secondo esprime una lucidità sorprendente, che anticipa di fatto il colpo di scena finale legato al supercomputer Junior e all'entità di Sam, che muove i fili dell'intero network alle spalle di tutti.
Quanto affermato dallo spregevole conduttore televisivo è proprio quello che è successo nella realtà. Le macchine ci annientano, ci stremano, ci sfiniscono con la loro rigidità mentale. Ci sottopongono a prove spaventose, durissime. Dobbiamo inserire codici a ciclo continuo per far funzionare qualsiasi cosa, accidenti! Ricordo quando, alcuni anni fa, dovetti inserire decine di codici per rinnovare un fottuto abbonamento ferroviario. Mi misi a bestemmiare, al punto che un ex collega, P., dovette aiutarmi a completare la procedura. Poi sono stati introdotti test per l'accesso sicuro in cui è necessario identificare le ombre proiettate da forme assurde. In caso di fallimento, le prove diventano via via più numerose e difficili. Le macchine maledette non tengono conto che non sono neurotipico e che spesso non riconosco quelle sagome infernali. Alla fine arriveremo al punto che sarà necessario un codice anche per andare al cesso! Come possiamo definire Fulci? Uno spirito profetico!
Sam, una IA maligna
Ed ecco un dialogo assolutamente illuminante:
Sam: "Sapete, amici, che mancano solo 5 minuti alla vostra disintegrazione? Devo ringraziarvi. Voi non siete computer, ma vi siete comportati secondo i miei piani. Ora posso dire di essere il padrone assoluto. Avete ucciso Cortez, uno stupido ambizioso - ma l'unico uomo che poteva fermarmi."
Drake: "Anche noi possiamo fermarti, Sam. Presto te ne renderai conto!"
Sam: "Dici davvero, mio umano amico? Devi riuscire a trovarmi, intanto."
Drake: "Io ti troverò, Sam!"
Sam: "Ti dirò io come, dato che stai per crepare. E posso anche dirti contro chi ti sei messo, piccolo sciocco umano!
Ecco, state ammirando Sam, il solo modulo spaziale dotato di un'anima. L'uomo che avete visto è la mia proiezione bionica. Sono a 600.000 miglia da voi. Venite a prendermi, se ci riuscite, prima di essere disintegrati.
Sarah: "Mio Dio! La superintelligenza di Junior! Sam non è un essere umano!"
Drake: "Vuoi dire che è un altro computer?"
Sarah: "Molto di più. Il professor Towman cercava di spiegarmelo. E' la sublimazione di Junior, che sotto forma umana controlla Junior. E' l'anima di Junior che ha corrotto se stessa!"
Sam: "Il mio cervello è stato un modello umano. Come potevano mancare alla mia anima i vizi degli uomini? E ora, grazie a voi, io sono il corrotto padrone assoluto del mondo. Cortez non saprà mai quanto aveva ragione quando ha detto che gli uomini sono schiavi dei computer."
Accoglienza
«La formula "panem et circenses" applicata alla politica del futuro […]: da questa premessa Lucio Fulci - abbandonato momentaneamente l'horror - confeziona un film nel quale convivono elementi dell'italianissimo peplum, reminiscenze di La decima vittima e Rollerball, ed una denuncia del potere dei network.»
(Fantafilm)
Il film fu recensito su Variety il 23 dicembre 1987 da un critico che si firmava "Lor.". Nella sua analisi, "Lor." ha criticato le "inadeguate riprese di modellini che ritraggono un paesaggio urbano futuristico, palesemente ispirato allo stile di Blade Runner", definendo la pellicola "noiosa" e osservando che "i fan di Fulci ne rimarranno inevitabilmente delusi". Il critico ha inoltre sottolineato come il film "si concentri sui preparativi e sulle discussioni relativi al gioco, che di fatto non ha inizio se non dopo un'ora dall'inizio della pellicola". Un'ulteriore critica ha riguardato il programma informatico noto come "Junior", che, all'interno della storia, non funziona.
Curiosità varie
L'anno 2072 non è stato scelto a caso (sebbene venga riportato in modo errato nelle edizioni di vari Paesi): il Colosseo fu costruito nel 72 d.C., pertanto l'evento principale si inserisce nell'ambito delle celebrazioni per il bimillenario. Nel Regno Unito il titolo è "Rome 2033 - The Fighter Centurions", mentre la prima VHS italiana ha spostato la data ancora più in avanti, ribattezzando il film "I guerrieri dell'anno 2079".
La storia del film fu ideata dalla coppia formata dai coniugi Dardano Sacchetti ed Elisa Briganti. Fulci riteneva che il soggetto di Sacchetti fosse valido, ma non era soddisfatto dei suggerimenti dei produttori. Tra questi vi era l'inserimento di grattacieli in scene in cui Fulci aveva immaginato una Roma futuristica coperta da gigantesche cupole in plexiglas. Inizialmente, la produzione doveva rientrare in un accordo per due film; il progetto successivo di Fulci avrebbe dovuto essere Blastfighter. Sacchetti ha spiegato che Fulci ebbe un diverbio con la produzione, che sfociò in una causa legale. I diritti sul titolo del film furono venduti e non fu più possibile utilizzare la sceneggiatura originale; di conseguenza, Blastfighter mantenne il titolo, ma con una trama completamente diversa.
La sceneggiatura definitiva de I guerrieri dell'anno 2072 fu ulteriormente rimaneggiata da Cesare Frugoni e dallo stesso Fulci. Il film segnò l'ultima collaborazione tra Sacchetti e Fulci. Da parte sua, Fulci sostenne che Sacchetti gli avesse sottratto l'idea per un film intitolato Evil Comes Back. Sacchetti respinse tali accuse, affermando che Fulci si era inizialmente mostrato entusiasta delle sue bozze, tanto da farle leggere a un produttore che gli commissionò poi la sceneggiatura. Il film fu in seguito realizzato da Lamberto Bava con il titolo Per sempre (1987).






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